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IMAGE Seminario al MIT sulle Ferrovie Turistiche: il resoconto dell'iniziativa
Mercoledì, 21 Febbraio 2018
Come abbiamo avuto modo di comunicare sulla nostra pagina facebook, lo scorso 14 febbraio siamo stati presenti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in occasione di un importante seminario dedicato alle Ferrovie Turistiche, promosso da Amodo - Alleanza per la Mobilità Dolce e FIFTM - Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, alla quale l'Associazione Ferrovie in Calabria aderisce. Iniziativa molto partecipata ed estremamente utile che ha visto il coinvolgimento di tutti i principali soggetti nazionali interessati dalla legge 128/2017 e ha dato così modo di esporre le principali criticità esistenti e le istanze provenienti dalle associazioni e dagli enti coinvolti in relazione alla sua effettiva attuazione. Da notare il notevole risalto dato alla Calabria e al suo operato nel settore delle Ferrovie Turistiche, che per una volta viene presa come modello virtuoso a livello nazionale dai vari soggetti intervenuti e per più aspetti. Come è possibile leggere dal testo seguente tratto dal sito degli amici di Sicilia in Treno, la Calabria ad oggi risulta ad oggi l'unica ad aver adempiuto alle richieste inviate da parte del Ministero. La nostra Regione viene anche presa ad esempio a livello nazionale per il modello di collaborazione nella gestione di una Ferrovia Turistica, con la reciproca collaborazione tra Impresa Ferroviaria (Ferrovie della Calabria, che si occupa della gestione dell'infrastruttura e dell'esercizio) ed Associazioni (in questo caso la nostra, che si occupa di promuovere ed arricchire i treni turistici con iniziative connesse al territorio attraversato). Il grande successo dei due "Treni della Neve" della scorsa domenica, tra Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio, entrambi andati sold out, ne è ulteriore conferma. Ma non solo: il primato della Calabria nel campo delle Ferrovie Turistiche continua, in quanto le linee ferroviarie dismesse della nostra regione diventeranno prestissimo anche il banco di prova del "Ferrociclo" (o Velorail). Di seguito, riportiamo per intero il resoconto dell'iniziativa, pubblicato dagli amici dell'associazione Sicilia in Treno sul loro portale associativo www.siciliaintreno.org. (Qui l'articolo originale)   Il 14 febbraio scorso si è tenuto a Roma, presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti un Seminario di confronto sui provvedimenti attuativi della Legge 128/2017 per la istituzione delle Ferrovie Turistiche. Il Seminario è stato promosso da Alleanza per la Mobilità Dolce (AMoDo) e Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM).Anna Donati, portavoce dell'Alleanza per la Mobilità Dolce, ha assunto il ruolo di coordinatrice del seminario ed ha avviato i lavori presentando gli intervenuti.Donati ha evidenziato come sia necessario dare il massimo impulso da parte di tutti i soggetti coinvolti per l'attuazione della Legge 128/2017 e che in questo momento vi sono difficoltà su diversi piani che destano preoccupazione e che debbono essere risolti ed affrontati per poter realmente fare crescere le ferrovie ed i treni turistici in Italia. Ha quindi ricordato che scopo del seminario è proprio questo: mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti, affrontare le questioni complesse e dare impulso per la piena attuazione della Legge. Ha quindi riepilogato in dieci punti programmatici le azioni che, secondo AMoDo e FIFTM, occorre intraprendere e realizzare per attuare la Legge 128/2017. Eccoli:1. adottare i decreti attuativi MIT previsti dalla Legge 128/2017 per le linee turistiche;2. inserire le linee turistiche nel Contratto di programma di RFI e degli investimenti delle Regioni;3. valutare se vi siano altre linee ferroviarie locali che meritano di essere inserite nell'elenco delle ferrovie turistiche;4. fondamentale risolvere le regole d'esercizio per le ferrovie turistiche;5. individuazione delle risorse stabili per il finanziamento dei treni turistici all'interno dei Contratti di Servizio delle Regioni;6. Promuovere i treni turistici anche sulle linee ordinarie;7. il ferrociclo, pedalare sui binari: sperimentazione da fare;8. i soggetti da individuare per la gestione dei servizi turistici e commerciale legati alle ferrovie turistiche;9. proposta di costituzione di un tavolo tecnico al MIT con tutti i soggetti coinvolti per l'attuazione della Legge;10. creazione di un comitato tecnico scientifico, promosso dal MIT, dei trasporti ferroviari storico-turistici. Nel seguito si riportano i vari interventi che si sono susseguiti, preceduti dalla indicazione del relatore Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie)Nel primo intervento, Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) ha reso noto che nell'ambito del MIT è stato individuato il personale che costituisce il gruppo di lavoro che sarà il referente per la attuazione della L. 128/2017. In relazione alle notevoli problematiche derivanti dall'avvio del nuovo settore delle ferrovie turistiche, tale gruppo appare già esiguo e quindi risulta indispensabile che già a livello locale, nelle singole realtà territoriali in cui ricadono le tratte di interesse, vi siano soggetti in grado di individuare e superare le criticità, avviando in modo concreto le procedure per la istituzione di ferrovie turistiche e ricorrendo al referente del MIT solo per la risoluzione di criticità di livello non locale.Sotto questo punto di vista, Pujia ha evidenziato che già il primo adempimento richiesto alle Regioni a dicembre con apposita nota ha avuto un solo riscontro, dalla Regione Calabria, adeguatamente assistita dalla Associazione Ferrovie in Calabria. Le altre regioni non hanno dato risposta e quindi si rende evidente come occorra una spinta dal territorio per sensibilizzare gli Enti locali.Pujia evidenzia che il reperimento di fondi per il recupero di tratte dismesse all'interno del Contratto di programma è oggetto di approfondimento con RFI, dato che si tratta di attingere a somme destinate al trasporto pubblico. Per questi fini dovrebbe essere possibile fare riferimento a fondi EU per le ferrovie turistiche.Pujia ha rilevato che la L. 128/2017 ha importanti ed innovativi risvolti culturali in quanto si basa anche sulla valorizzazione delle emergenze del territorio in cui ricade la ferrovia turistica. Sotto questo punto di vista, si potrebbe porre il dilemma se prima ancora di investire sul recupero di una tratta sia opportuno sviluppare le strutture turistiche di contorno.Il Direttore ha dato disponibilità alla istituzione del tavolo tecnico indicato al punto 9 nel programma di azione prima riportato, purchè abbia connotati operativi. Con questa iniziativa si potrebbero superare i problemi di esiguità del gruppo del MIT che ha funzione di referente per le ferrovie turistiche. Anna Donati ha confermato la massima disponibilità da parte di AMoDo e FIFTM a partecipare al tavolo tecnico da parte di FIFTM ed AMODO per mettere al servizio le competenze e le esperienze delle associazioni accumulate negli anni di impegno per lo sviluppo delle ferrovie turistiche. Amedeo Gargiulo (Direttore dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie)Ha ricordato la eccezionalità della L. 128/2017 che, per il percorso parlamentare particolarmente favorevole che può vantare, non dovrebbe porre problemi di continuità nella sua attuazione. Ha comunicato che ANSF ha ottemperato alla scadenza di 120 giorni imposta dalla legge inviando alle aziende ferroviarie di competenza una nota con cui sono stati fissati i livelli di sicurezza delle ferrovie turistiche e le corrispondenti misure compensative e mitigative del rischio. (clicca qui per consultare la nota ANSF prot. 0014104 del 22/12/2017)Ha ammesso che vi è stata qualche reazione molto preoccupata, citando in particolare la Sardegna (vedi articolo su Sicilia in Treno - n.d.r.) e ciò ha portato ad una mediazione con successivi chiarimenti e semplificazioni, adottate ad inizio febbraio.A parere di Gargiulo, la coesistenza nell'elenco dell'articolo 2 della legge di tratte in condizioni tra loro molto differenti per stato di conservazione (si va da tratte dismesse da 30 anni, a volte private anche solo parzialmente del binario, a tratte sospese all'esercizio da tempo relativamente breve e quindi tuttora dotate di attrezzaggio moderno), comporta difficoltà nella adozione di un regolamento unico valido per tutte le tratte turistiche. Pertanto ANSF si dichiara disponibile ad affrontare i vari casi singolarmente per determinare, di volta in volta, i requisiti di sicurezza e le modalità per conseguirli.Ritornando al caso della Sardegna, è evidente che ARST – Trasporti Regionali della Sardegna, gestendo da molti anni il Trenino Verde, ha dimostrato, conviene Gargiulo, di avere tutte le capacità per garantire i necessari livelli di sicurezza sui suoi treni turistici. Peraltro le linee a s.r. sarde, essendo isolate dalla rete ferroviaria nazionale, non hanno l'obbligo di uniformarsi alle direttive europee.Per le tratte turistiche che non appartengono alla rete nazionale (RFI) la competenza sulle ferrovie turistiche è dell'Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF), che però nel 2019 uscirà da questo campo.Secondo la legge 128, nelle ferrovie turistiche occorre garantire livelli di sicurezza equivalenti a quelli delle linee normali in esercizio commerciale. Questo significa che si può semplificare ma che deve valere sempre il rigore nella scelta delle misure ed accorgimenti da adottare. Un esempio illustrato da Gargiulo: se lungo una tratta vi è ha un solo punto in cui può verificarsi un incrocio, ANSF potrebbe richiedere di attrezzare solo quel punto. Altri aspetti che dovranno essere affrontati per le ferrovie turistiche sono i seguenti:- la formazione del personale di condotta dovrà essere anche superiore a quella normalmente somministrata in quanto, sulle linee attrezzate, grazie ai sistemi ridondanti, se si commette un errore, questo viene corretto in tempo reale mentre sulle ferrovie turistiche, non munite di tale controllo, bisogna stare più attenti.- questione P.L.: ANSF è rigida su questo punto. Le persone, già di per se indisciplinate, non si aspettano il passaggio di un treno su una linea turistica che vede un traffico scarsissimo. Scarsa attenzione, quindi l'Agenzia esclude e non accetta l'uso delle sole croci di S. Andrea, anche se previste dalle normative. è già disponibile a parlare di segnalmento acustico/luminoso, meglio se accompagnato da sbarre (anche azionate manualmente). Ok anche a semplice presenziamento.- ferrociclo: a breve uscirà la norma di esercizio. Luigi Cantamessa (Direttore Fondazione FS Italiane)Nel suo intervento Luigi Cantamessa, Direttore di Fondazione FS Italiane, ha evidenziato per prima cosa il fenomeno, inaspettato ma quanto mai reale, costuito dalla attività con treni storici. Ha inoltre evidenziato che, a partire dal 2003, anno nel quale ha iniziato ad interessarsi dei rotabili storici del Gruppo FS, non si è verificato alcun incidente.Importante affermazione del Direttore Cantamessa ha riguardato l'intendimento di Fondazione FS di sospendere a partire dal prossimo aprile i viaggi dei treni storici per le sopravvenute condizioni, in seguito alla nota di ANSF giudicata peggiorativa.Cantamessa ha quindi colto la disponibilità di ANSF a emanare norme specifiche per l'esercizio con treni storici sull'infrastruttura nazionale, insistendo però sulla urgenza di procedere in tal senso ovvero di concedere proroghe. In caso contrario ribadisce la volontà di fermare l'attività di Fondazione ad aprile. Conferma inoltre che già attualmente si va avanti in virtù di continue deroghe.Con riferimento all'esempio di possibile semplificazione proposto da Gargiulo (un solo incrocio su una ferrovia turistica) Cantamessa ritiene che sarebbe possibile recuperare i regolamenti di esercizio che già esistono ma che sono stati sostituiti dai più recenti. Esempio: su una ferrovia turistica si può certamente fare esercizio con blocco telefonico e Dirigente Unico. Si tratta di un sistema efficiente, con uno storico secolare che testimonia la sua validità e adeguatezza per quanto riguarda i livelli di sicurezza da garantire. Si ricorda in proposito che l'incidente pugliese è figlio dell'eccessivo traffico pendolare, che richiede sistemi di controllo di maggiore efficacia rispetto al blocco telefonico, che però va benissimo se si hanno su una linea 2-3 passaggi di convogli al giorno. (vedi articolo su SIcilia in Treno)La considerazione del Direttore di Fondazione FS è che la richiesta di tecnologia per il settore dei treni storici appare eccessiva in quanto, oltre a sottrarre risorse per la ristrutturarazione di più linee e stazioni, con perdita di patrimonio pubblico, il passato servizio commerciale ne testimonia, come nel caso del blocco telefonico, la validità. Cantamessa chiede quindi ai rotabili storici non sia richiesto ciò che è obbligatorio per il restante parco rotabile in servizio commerciale.Infine, anche il Direttore di FFS dà il suo consenso alla attivazione del tavolo tecnico proposto, ribadendo l'auspicio di avviarlo al più presto. Paola Firmi, Direttore Tecnico RFIIl Direttore di RFI mostra quattro diapositive (vedi galleria fotografica - n.d.r.). Nella prima figurano 16 linee ferroviarie ad uso turistico di competenza di RFI (L.128/2017), suddivise in quattro gruppi:Primo gruppo:1. Sacile – GemonaSi tratta di linea sospesa all'esercizio commerciale per la quale si sta valutando il ritorno dell'esercizio commerciale.Secondo gruppo:2. Palazzolo sull'Oglio – Paratico Sarnico3. Asciano – Monte Antico4. Sulmona – Carpinone5. Agrigento Bassa – Porto Empedocle6. Ceva – Ormea7. Avellino – Rocchetta S. Antonio8. Romagnano Sesia – Varallo Sesia9. Benevento – Pietrelcina (Bosco Redole)Il secondo gruppo è costituito da 8 linee sospese all'esercizio commerciale (RFI ha inserito le nn. 8 e 9 non previste nell'elenco della L. 128/2017 – n.d.r.). In queste linee Fondazione FS ha già effettuato treni turistici, con rotabili storici.10. Termoli – Campobasso11. Capranica – OrteIl terzo gruppo è costituito da 2 linee sospese all'esercizio commerciale (RFI ha inserito la n. 10 non prevista nell'elenco della L. 128/2017 – n.d.r.) sulle quali non è possibile al momento effettuare alcun treno turistico.12. Alcantara – Randazzo13. Castelvetrano – Porto Palo di Menfi14. Noto – Pachino15. Civitavecchia – Capranica16. Fano - UrbinoL'ultimo gruppo è costituito da 5 linee dismesse (D.M. emessi tra il 2004 ed il 2011 – n.d.r.). Per ciascuna delle prime 11 linee ferroviarie, che risultano sospese all'esercizio commerciale, una seconda diapositiva mostra la previsione di RFI per quanto riguarda il sistema di esercizio che si intende attuare e di conseguenza l'attrezzaggio da prevedere. Escludendo le tratte per cui è previsto l'esercizio a spola, che non richiede alcun attrezzaggio, in altre linee (esercizio con DCO Dirigente Centrale Operativo, DU Dirigente Unico, DL Dirigente Locale o norme particolari) è prevista l'adozione del BCA blocco conta-assi e/o il SSC sistema di supporto alla condotta.La terza diapositiva riepiloga, per le stesse 11 linee, il numero di treni storici effettuati nel 2016 e nel 2017,. Il totale nei due anni è rispettivamente di 264 e 413.Nell'ultima diapositiva sono riepilogate le attività che RFI intende svolgere ed i costi preventivati la riattivazione delle linee.RFI individuerà per ciascuna linea specifiche istruzioni tecniche e operative sulla base dei principi normativi stabiliti da ANSF. Vengono esposti alcuni elementi base: 2 treni al giorno, velocità massima 50 km/h, presenziamento dei PL sprovvisti di barriere automatiche, incroci fissi in linea non modificabili.Per quanto riguarda i costi, l'importo totale indicato ammonta a € 324 milioni, dei quali 69 milioni disponibili (55 da Contratto di Programma 2017-2021), 80 milioni richiesti per il 2018 e 175 milioni da reperire entro il 2021.Si evidenzia che dalle diapositive risulta che RFI ha inserito ulteriori 3 tratte rispetto a quelle indicate nella L. 128/2017.Firmi sottolinea che tra le tratte sospese che saranno riutilizzate per treni turistici molte sono già attrezzate. Il nodo dei livelli di di sicurezza richiesti da ANSF va comunque risolto e per questo occorre distinguere tra treni storici su linee in esercizio commerciale e su ferrovie turistiche chiuse all'esercizio ordinario, per tenere nel giusto conto tutte le differenze in termini di sicurezza. Pertanto appare difficile trovare una soluzione unica, una norma di applicazione generale, mentre è opportuno esaminare con ANSF il singolo caso, linea per linea. Anche Firmi ritiene indispensabile accelerare i tempi per queste fasi e convocare il tavolo tecnico al più presto in modo da evitare il fermo dei treni di Fondazione FS.Infine Firmi afferma la necessità di uno strumento per decidere una priorità di azione sulle linee turistiche, ad esempio tra traffico ipotizzato e contorno su cui insistono i tracciati. Donati fa rilevare a Firmi la anomalia costituita dall'inserimento delle 3 nuove linee, procedura che invece la L. 128/2017 affida alle sole Regioni. Inoltre, sottolinea che 324 milioni di euro non sono sufficienti, specie se si considerano le linee dismesse da decenni e il loro stato di abbandono. Infine, riconosce le priorità in termini di dirottamento di somme nella programmazione anno per anno, ma ribadisce che bisogna muoversi già da subito (insieme alle Regioni) per tutte le linee in elenco in modo da trovare le risorse; la pianificazione infatti richiede anni e se non si portano avanti tutte le linee c'è il rischio di perderne definitivamente alcune. Firmi precisa quindi, in risposta a Donati, che la norma, secondo RFI, consente l'inserimento anche su proposta diretta al MIT da parte del proprietario e gestore di una rete e che, comunque, le Regioni interessate sono d'accordo.Inoltre, nell'ambito della cifra totale prima esposta RFI ha programmato 230 milioni di euro proprio per le linee dismesse, tenendo conto appunto dello stato di abbandono. Le altre tratte, già aperte o comunque in semplice sospensione di esercizio necessitano di interventi limitati, con spese di ordine di grandezza limitato. In ogni caso, si sta parlando delle linee di RFI contenute nell'elenco, che non sono tutte le 18 linee. Alberto Sgarbi, Presidente FIFTMSgarbi ripercorre la storia della legge, evidenziando come l'iter, inizialmente molto sofferto e lento, abbia trovato in Fondazione FS il soggetto che ha dato la svolta decisiva, in grado di coinvolgere l'interesse dei ministeri competenti e ottenere una accelerazione sui tempi del completamento dell'iter approvativo, e per quanto riguarda lo sviluppo del testo originario, sino alla sua formulazione definitiva, molto articolata.Evidenzia come già adesso in Italia esiste ed operi, nel comparto delle attività con treni storici e turistici, un gran numero di associazioni che, pur facendo parte del settore del volontariato, dimostrano elevate caratteristiche di professionalità e consapevolezza.Tale affermazione è molto rilevante nell'ambito della discussione in corso, perché la possibilità che tra le competenze da mobilitare e da valorizzare per avviare lo sviluppo delle ferrovie turistiche anche in Italia più che una possibilità è in effetti una necessità.Questo va messo quindi in relazione al vero punto critico che si deve sciogliere: l'aspetto normativo.Se da una parte occorre tenere nel debito conto la "indisciplina" generalizzata che dimostriamo noi italiani, e quello dei PL è un buon esempio, con i conseguenti inevitabili e penalizzanti costi, non possiamo accettare che le norme, quindi la premessa indispensabile per regolare il settore, mettano in crisi lo stesso settore sino ad impedirne lo sviluppo o addirittura la stessa nascita.Un esempio proposto da Sgarbi riguarda il ferrociclo, relativamente alle condizioni richieste affinché una linea possa essere recuperata soltanto per questo tipo di esercizio. In atto, in Francia, dove tali attività sono già molto diffuse, la norma consente di dichiarare l'adeguatezza del binario a condizione che vi sia una traversa buona su quattro e tale condizione è stata proposta nel corso delle interlocuzioni ai fini della definizione di analoghe norme in Italia: la controproposta formulata è stata di avere almeno una traversa buona su due. In questo modo, a parere di Sgarbi, ci si taglia le gambe da soli.Va dunque creato un quadro normativo che sia al tempo stesso il più organico possibile e realistico, commisurando le restrizioni normative alle esigenze effettive, tenendo conto delle caratteristiche che distinguo le ferrrovie turistiche dalle ferrovie commerciali.Che si sia in presenza di una occasione enorme di sviluppo dei territori dove si può creare con la ferrovia turistica occupazione e quindi economia, non vi è dubbio. Si pensi ad esempio che nella sola Olanda nel 2017 si è arrivati ad un totale di 700.000 viaggiatori su ferrovie turistiche. Lo spazio di crescita è dunque enorme. Carlo Poledrini, Direttore Centrale ARST Trasporti Regionali della Sardegna, in rappresentanza di Chicco Porcu, membro del Consiglio Direttivo di ASSTRA Associazione TrasportiASSTRA è interessata al tema delle ferrovie turistiche in quanto tra le 140 aziende di trasporto pubblico associate vi sono 23 aziende ferroviarie.Sia ASSTRA che ARST credono nelle ferrovie turistiche e organizzeranno il secondo convegno ASSTRA sul tema in Sardegna, sperando che nel frattempo il fermo della attività dei treni storici sull'isola conseguente alla nota ANSF del dicembre 2017 sia risolto e superato.Poledrini ricorda la inadempienza delle Regio, che avrebbero dovuto confermare quali linee di loro competenza intendono destinare a uso turistico. Evidentemente, questo pronunciamento non è arrivato perchè comporta l'impegno di prenderle in carico, con i conseguenti costi ai quali non si è in grado di fare fronte.L'esempio della Sardegna in questo senso rende evidente il problema: vi sono oltre 400km di linee solo a servizio turistico e questo vuol dire costi altissimi. Si capisce perchè la Regione Sardegna non si sia espressa.In ogni caso, Poledrini esprime fiducia nel superamento, in collaborazione con ANSF e MIT, dei problemi recentemente posti. ARST infatti ribadisce la "intoccabiità" del Trenino Verde, condivisa con le comunità locali toccate dalle linee ferroviarie turistiche, molto sensibili all'argomento avendo direttamente sperimentato le benefiche ricadute che esse hanno portato in territori depressi. (vedi articolo in proposito) Sgarbi, con riferimento all'intervento di Poledrini, evidenzia un ulteriore aspetto caratteristico delle ferrovie turistiche, con riferimento ancora una volta alle realtà consolidate che si ritrovano all'estero. Esse in genere hanno lunghezza dell'ordine di 30 km al più e quindi suggeriscono che sia possibile ottenere grandi numeri in termini di viaggiatori su piccole tratte.In Italia al momento abbiamo linee turistiche molto lunghe, va dunque affrontato anche il problema di come poter fare esercizio in modo concettualmente diverso; occorrono strumenti ad hoc data questa particolarità. Lo sviluppo delle linee turistiche in Sardegna o la cosiddetta Transiberiana italiana pongono questo problema, da risolvere nel futuro tavolo tecnico. Mauro Moretti, Presidente Fondazione FS ItalianePreliminarmente, Moretti rileva come aver passato le linee regionali alle competenze delle Regioni abbia prodotto sin troppe chiusure, giustificate peraltro da assenza di traffico commerciale. Ad esempio, la Transiberiana già adesso, con i pochi treni turistici realizzati, movimenta un numero di passeggeri paragonabile a quello che si vedeva in passato in un anno con molti più treni in servizio commerciale.Il parere del Presidente di FFSI è che sia impensabile che le regioni prendano ora in carico linee che erano in passivo prima e che sono state chiuse per questo motivo. Occorre quindi ripensare il nuovo comparto a partire da una distinzione netta tra treni turistici su linee aperte all'esercizio commerciale e ferrovie turistiche.La riapertura di una linea dismessa andrebbe valutata, come prima opzione, per l'esercizio commerciale, a causa dei costi di ricostruzione. Occorre effettuare una selezione, fissando le priorità nell'ambito dell'elenco delle linee della L.128/2017, per concentrare le risorse effettivamente disponibile su poche cose. Questo è il modo fi operare di Fondazione FS.Il tavolo tecnico dovrà impegnarsi a definire i livelli minimi di autofinanziamento per una linea turistica, ad esempio simulando un livello di esercizio con i relativi costi e ricavi, in modo da potere effettuare una selezione e individuare le priorità, sia a livello nazionale che su scala regionale, per potere concentrare e utilizzare al meglio i fondi disponibili.Moretti afferma che Fondazione FS adotta il criterio di autofinanziare la propria attività e che ANSF a buo diritto deve praticare rigidità in tema di sicurezza della ferrovia, soprattutto quando si deve affrontare il caso del traffico misto commerciale-turistico.Il parere di Moretti è che difficilmente tutte le linee elencate all'articolo 2 della L. 128/2017 potranno avere un futuro come ferrovie turistiche, perché non deve accadere che una ferrovia turistica, una volta costituita, si possa trasformare in una infrastruttura che richieda finanziamenti pubblici.Infine, anche Moretti afferma che il tavolo tecnico deve attivarsi da subito, essere da subito operativo e indicare le priorità, con la partecipazione anche del MIBACT, che ha dato un contributo fondamentale ed è un interlocutore autorevole. Sgarbi, con riferimento all'intervento di Moretti, riprende il tema della rilevamza del movimento di associazioni di volontari, formati e qualificati, come strumento principale per conseguire un significativo e indispensabile abbattimento dei costi complessivi delle ferrovie turistiche. Questo di fatto è ciò che avviene in Europa ed è essenziale per la vita delle ferrovie turistiche, anche se non è sempre possibile fare a meno di una quota sussidiata con denaro pubblico.Nelle ferrovie turistiche europee vi sono 4.000 dipendenti stipendiati con ulteriori 26.000 volontari impegnati. Questi ultimi costituiscono quindi il grosso della forza lavoro che permette a una ferrovia turistica di sopravvivere. Senza loro, nemmeno in EU si potrebbe avere la realtà attuale.Il Presidente FIFTM evidenzia come il ferrociclo potrà essere un validissimo strumento per salvaguardare comunque una ferrovia in quanto tale (con il suo "ferro") in attesa di successivi sviluppi, e sottolinea come all'estero vi siano ferrovie turistiche che vivono grazie al solo servizio di ferrociclo, che quindi può già essere considerato un sistema di esercizio autosufficiente e bastevole per il mantenimento di una linea ferrata. Gianfranco Damiani, Relatore Norma UNI sul FerrocicloDamiani espone gli aspetti che caratterizzano la norma UNI 11685:2017 "Ferrociclo - Requisiti tecnici e costruttivi" che definisce le caratteristici dei mezzi che potranno circolare sulle ferrovie turistiche. Ha inoltre illustrato alcuni adempimenti che occorrerà porre in essere quali, ad esempio, la omologazione e certificazione del ferrociclo e la istituzione di un registro dei ferrocicli omologati, la definizione di una procedura informatica per la immissione dei dati tecnici dei mezzi. FIFTM si è dichiarata disponibile a coprire questo servizio nell'immediato.Nel caso che il ferrociclo sia utilizzato nell'ambito di un esercizio promiscuo, con presenza di treno sulla linea, occorrerà garantirne con appositivi dispositivi a bordo identificazione univoca e tracciabilità, per gestire l'esercizio in totale sicurezza. Ilaria Maggiorotti, Responsabile asset funzionali RFIMaggiorotti, con riferimento alle procedure per classificare una linea al rango di "turistica", rivolge la sua attenzione innanzitutto alle linee dismesse, citando l'Atlante pubblicato da RFI come base di una analisi volta a valutare il valore territoriale di tali linee.Il tavolo tecnico, secondo la responsabile RFI, dovrebbe decidere cosa fare delle linee dismesse valutando in particolare quelle che difficilmente verranno ripristinate, che indica:- Fano – Urbino: è già oggetto di progetti di conversione in pista ciclabile;- Civitavecchia – Capranica: non è più armata e quindi il suo recupero comporta costi altissimi;- Sicilia: c'è un progetto nazionale di piste ciclabili che prevede il periplo dell'isola*. Esso comprende anche la tratta Castelvetrano - Porto Palo di Menfi, che è in cattive condizioni e il tracciato è stato già parzialmente riconvertito a uso ciclabile**; si tratta di una linea a scartamento ridotto e quindi comporta l'onere per Fondazione FS di doversi dotare di mezzi ad hoc.(*in atto è programmato, nell'ambito della più vasta "Ciclovia della Magna Grecia", il percorso siciliano da Messina sino a Pozzallo, passando da Catania, Siracusa e Pachino; eventuali ulteriori estensioni sono state soltanto prese in considerazione come possibili e comunque richiedono anche realizzazioni al di fuori di ex sedime ferroviario - n.d.r.)(**soltanto il tratto finale di due chilometri circa, peraltro non raggiungibile se non dalla stessa pista ciclabile – n.d.r.)..La tratta Noto – Pachino è anche essa compresa nel periplo e su essa esistono già progetti o proposte di riconversione in pista ciclabile.Maggiori possibilità di ripristino ha la tratta Alcantara - Randazzo perché non compresa nel periplo dell'isola.Infine, Maggiorotti sottolinea l'importanza del recupero dei fabbricati, per la funzione che possono avere nell'ambito della mobilità dolce. Davide Sannazzaro, portavoce di Francesco Balocco, Assessore Trasporti e Infrastrutture. Regione PiemonteIn Piemonte vi è un grande patrimonio di linee chiuse, ben 13. Oltre la Ceva – Ormea, che figura nella L. 128/2017, indica la Asti – Alba e la Savigliano – Saluzzo come future possibili tratte turistiche. La prospettiva è che la L. 128/2017 consenta una continuità, e quindi un programmazione, per quanto riguarda i viaggi in treno storico, anche con l'utilizzo anche del materiale rotabile in dotazione al Museo Ferroviario Piemontese, cui partecipa direttamente anche la Regione Piemonte, che ha impegnato somme significative. La attuale attività, discontinua, ha permesso il mantenimento dell'infrastruttura ma non può essere la regola per una vera valorizzazione e per portare quindi stabilmente beneficio al territorio.Una soluzione che la Regione Piemonte sta valutando per questi obiettivi consiste nell'affidare la gestione delle attività ferroviarie alle società che gestiscono i servizi di autolinee, inserendole nei contratti di servizio con queste aziende e coinvolgendo anche le associazioni di volontariato a cui va certamente attribuito un ruolo. Giuseppe Lo Feudo, Direttore Ferrovie della CalabriaEspone due dati di fatto: la ferrovia a Camigliatello è il maggiore attrattore turistico del Parco Nazionale della Sila; la presenza della ferrovia è stato il parametro fondamentale per inserire il parco della Sila tra i candidati italiani ad entrare nella lista del patrimonio mondiale UNESCO per il 2019. (vedi articolo in proposito)</em></span><br /><span style="color: #ff0000;">Il Direttore ha quindi annunciato che il "Treno della Sila" tornerà a S. Giovanni in Fiore e tutto ciò sarà inserito in un progetto più ampio e generale che comprenderà la riqualificazione dei fabbricati un tempo a servizio della ferrovia riconvertendoli alla ricezione turistica realizzando così l'albergo diffuso. Sarà la Regione Calabria a finanziare questo intervento.Vi è un problema di efficientemente dei rotabili e dell'infrastruttura da affrontare per sfruttarli al meglio.Lo Feudo ha quindi evidenziato il ruolo dell'Associazione Ferrovie in Calabria, che costituisce un aiuto indispensabile, affermando che il volontariato va organizzato come attività di corredo all'esercizio ferroviario vero e proprio, che va lasciato alla compagnia ferroviaria.La linea silana attualmente in esercizio ha un solo PL vero e proprio, quindi per ora non vi è alcun problema per questo aspetto. Il problema si porrà concretamente aprendo la linea verso S. Giovanni in Fiore e il Direttore sottolinea come per una vaporiera, in salita, sia un problema fermarsi a ogni interferenza con la viabilità e poi ripartire. Concorda con ANSF per decidere caso per caso, linea per linea, quali misure di sicurezza adottare.Infine conferma l'interesse di FdC verso il ferrociclo, annunciando che il mezzo sarà testato sulle linee Taurensi. Portavoce di Rosetta D'Amelio, Presidente Consiglio Regionale CampaniaLa Regione Campania individua nelle ferrovie turistiche un volano per le aree depresse e ha stanziato 20 milioni di euro la linea Rocchetta-Avellino che è stata inaugurata fino a Monte Mariano.Occorre superare la mancanza di continuità del servizio: si fanno treni solo in occasione di manifestazioni e festività sul territorio. Considerando che questo tipo di offerta funziona, essa va strutturata con adeguata programmazione e continuità.La Regione Campania ha stanziato per la Benevento - Pietralcina 20 milioni di euro per turismo religioso. Si sta verificando la possibilità di un bando per ristrutturare le stazioni e i fabbricati. Diego De Lorenzis, componente IX Commissione Trasporti della Camera dei DeputatiRibadisce che la unanimità con cui la Legge 128 è stata approvata in aula alla Camera fornisce garanzia di continuità del lavoro svolto anche dopo le prossime elezioni politiche.Ritiene che una rappresentanza politica all'interno del seminario sia fondamentale, per alcuni ati di indirizzo che devono essere adottati. Ad esempio, va effetuata una programmazione degli interventi non solo per quel che concerne le norme immediate ma anche in funzione di sviluppi più a lungo termine; inoltre, è necessaria la unificazione dei sistemi di promozione territoriale facendo riferimento più che ad una regia regionale o locale a una di livello nazionale. Enrico Pujia, Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarieIn conclusione dei lavori, Pujia impegna il MIT a convocare a breve il tavolo tecnico, ma non si fanno date. Read More...
IMAGE Interruzione Ferrovia Paola - Cosenza: la nostra lettera al Ministro dei Trasporti Graziano...
Sabato, 17 Febbraio 2018
In seguito al perdurare dell'interruzione sulla linea ferroviaria Paola - Cosenza, ed alla luce delle precarie condizioni della Strada Statale 107 sulla tratta omonima, utilizzata dall'autoservizio sostitutivo di Trenitalia, abbiamo inviato una lettera aperta al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio: una situazione ingestibile che rischia di danneggiare gravemente, oltre l'intera collettività, anche l'anno accademico dell'UNICAL:"Egregio Ministro, sono ormai trascorsi più di due mesi da quella triste mattina del 6 dicembre 2017, quando il treno Regionale 3742/3747, partito alle 9.36 da Cosenza e diretto a Reggio Calabria Centrale dove sarebbe dovuto arrivare alle 12.10, deragliava all'interno della lunga Galleria Santomarco, sita tra le stazioni di Castiglione Cosentino e Paola, attorno alle 9.45.Solo per una buona dose di fortuna, nonostante il convoglio viaggiasse a notevole velocità, il deragliamento non ha causato vittime e feriti gravi, all'interno di una galleria lunga ben 15 km. Galleria peraltro non dotata di uscite di sicurezza, in quanto inaugurata sì nel 1987, ma la cui lenta costruzione e progettazione risaliva a circa 30 anni prima. I tempi di completamento di questa fondamentale opera furono molto lenti a causa delle enormi criticità idrogeologiche incontrate durante lo scavo della galleria, che in più casi provocarono numerosi stop alla costruzione e, purtroppo, anche numerose vittime sul lavoro. Il principale problema riscontrato, infatti, furono le copiose infiltrazioni d'acqua: problema mai del tutto risolto e che, forse, potrebbe anche essere peggiorato negli ultimi anni.Le cause del deragliamento, infatti, dai primi riscontri, sembrerebbero essere proprio le infiltrazioni ed i ristagni d'acqua sul sedime ferroviario che, unite alle correnti generate dalla linea aerea di alimentazione dei treni, hanno provocato pesanti fenomeni di corrosione delle rotaie. Proprio lo spezzamento di una rotaia al passaggio del treno, sembrerebbe aver causato il rovinoso svio del convoglio.Immediatamente, per consentire le dovute e giuste indagini della Magistratura, la linea ferroviaria ed in particolare la galleria venivano sequestrate. Chiaramente le condizioni dell'infrastruttura che sono state riscontrate, non avrebbero potuto minimamente garantire l'incolumità dei viaggiatori: il servizio ferroviario veniva così sostituito da bus, con aumento dei tempi di percorrenza e scarsa appetibilità dei collegamenti, anche a causa della difficile pianificazione delle coincidenze sia a Paola che a Cosenza, visti i molto maggiori tempi di percorrenza dell'autoservizio sostitutivo. Ovviamente le centinaia di pendolari che in treno raggiungono Cosenza e Castiglione Cosentino (molti dei quali studenti universitari iscritti all'UNICAL) non hanno potuto fare altro che stringere i denti ed adattarsi ai servizi su gomma. Oppure spostarsi al veicolo privato, con i ben chiari rischi legati alla sicurezza stradale.Nessuno poteva immaginare, però, che questa vicenda andasse così per le lunghe e, come se non bastasse, si sta palesando una nuova gravissima criticità: quella relativa alla Strada Statale 107 sul tratto Paola – Cosenza, nei giorni scorsi totalmente interrotta a causa di un ingente movimento franoso. I servizi sostitutivi su gomma di Trenitalia, che percorrono questo itinerario, sono stati addirittura deviati sul percorso Cosenza – Falerna via A3, per poi tornare indietro sulla SS18 verso Paola, con aumento dei già lunghi tempi di percorrenza, di oltre un'ora!Al momento la viabilità sulla SS107 è in corso di ripristino, ma tutto ciò non può fare altro che preoccuparci ulteriormente: Cosenza e Rende, città che assieme contano oltre 100.000 abitanti più circa 30.000 studenti iscritti all'Università della Calabria, rischiano l'isolamento totale in riferimento ai servizi ferroviari a lunga percorrenza e regionali del corridoio Tirrenico. La Ferrovia è ancora interrotta, né da parte della Magistratura né da parte di RFI vengono date informazioni in merito ai tempi di riattivazione, ed anche la SS 107 è comunque un itinerario ad altissimo rischio di criticità idrogeologiche.L'accorato appello lanciato da docenti e studenti dell'UNICAL nella giornata di ieri, giustamente allarmati per il rischio crollo immatricolazioni e addirittura specificando che anche la ripresa dell'attività didattica del secondo semestre è a rischio, deve far riflettere a livello nazionale.Noi di Associazione Ferrovie in Calabria sosteniamo pienamente questo appello, e ci affidiamo a Lei ed al Ministero di cui è rappresentante, nella speranza di riuscire ad ottenere chiarezza: una linea ferroviaria del genere non può rimanere chiusa neanche un giorno di più. Ma se al contrario di quanto sosteniamo con forza, sia necessario che la chiusura si prolunghi per motivazioni legate alle indagini e ovviamente per l'esecuzione di lavori di messa in sicurezza, pretendiamo che almeno si conoscano i tempi necessari, senza misteri e notizie dette a metà. E' un diritto di tutti coloro che si servivano dei collegamenti ferroviari e che oggi sono costretti o ad una triplicazione dei tempi di percorrenza a bordo di bus che malamente sostituiscono il treno, o peggio a rischiare la vita a bordo del proprio veicolo privato.In conclusione, vogliamo anche sottolineare l'importanza di avviare in tempi brevi l'elettrificazione della Ferrovia Jonica, attualmente oggetto di uno storico investimento di rinnovo e velocizzazione (oltre 500 milioni di Euro dedicati alla "Cura del Ferro" per istituzione rango C, eliminazione passaggi a livello, rinnovo stazioni e tanto altro), ma che di fatto, senza elettrificazione, non rappresenta un valido itinerario alternativo passeggeri e merci, in caso di criticità gravi alle altre linee ferroviarie calabresi." Read More...
IMAGE Domenica 18 febbraio rimozione di un residuato bellico a Villa San Giovanni
Sabato, 17 Febbraio 2018
tratto da fsnews.it Vietato accesso alla stazione e agli imbarchi dalle 09.00 alle 13.00 su ordinanza del Prefetto di Reggio Calabria Reggio Calabria, 16 febbraio 2018 Domenica 18 febbraio disinnesco e rimozione di un residuato bellico rinvenuto nel comune di Villa San Giovanni. Su ordinanza del Prefetto di Reggio Calabria, per consentire l'intervento degli artificieri, tra le ore 9.00 e le 13.00 saranno sospesi circolazione ferroviaria, attività di traghettamento tra Messina e Villa San Giovanni, nonché l'accesso alla stazione di Villa San Giovanni. Inoltre, dalle 7.00 alle 14.00 sarà modificato il programma di circolazione che prevede che alcuni treni potranno essere cancellati, limitati nel percorso o ritardati in base all'effettivo completamento delle operazioni di disinnesco. Informazioni dettagliate nelle stazioni, uffici assistenza clienti, presso i canali di vendita Trenitalia, sui portali web delle società del Gruppo FS Italiane oppure telefonando al numero verde 800.991.908 e, al costo previsto dal proprio operatore telefonico, rivolgendosi al 313.80.81.998. Read More...
IMAGE Servizi TG3 Calabria dedicati al trasporto regionale: la nostra lettera al Direttore TGR Luca...
Martedì, 13 Febbraio 2018
In seguito al taglio non propriamente obiettivo di alcuni servizi giornalistici del TG3 Calabria andati in onda in questi giorni, abbiamo appena inviato una lettera al direttore TGR Luca Ponzi, con l'esposizione del nostro punto di vista sull'attuale situazione calabrese. Buona lettura!Egregio Direttore,a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, pur ammirando il Vs. impegno sociale nel portare a conoscenza dei cittadini calabresi le criticità del sistema di trasporto ferroviario (e pubblico in generale) della nostra Regione, mi permetta di inviarle alcune osservazioni. Premetto che l'Associazione Ferrovie in Calabria è impegnata dal 2012 (pur fondando le proprie radici nel blog "Ferrovie in Calabria" nato nell'ottobre 2006) in una lunga battaglia per il rilancio del sistema ferroviario calabrese, da quindici anni a questa parte depauperato di decine di collegamenti di carattere regionale ed a lunga percorrenza, con particolare riferimento al versante Jonico. La nostra Associazione si rapporta da sempre, tra alti e bassi, con le istituzioni preposte ad affrontare queste tematiche, ovvero la Regione Calabria e Trenitalia Divisione Trasporto Regionale per i servizi di pertinenza locale, e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Trenitalia Divisione Passeggeri Long Haul relativamente ai servizi ferroviari a lunga percorrenza, a mercato (Frecce) e del Servizio Universale (InterCity - InterCity Notte). Dallo scorso anno è stata anche ufficializzata la nostra collaborazione con l'azienda regionale di TPL Ferrovie della Calabria s.r.l. attraverso una convenzione firmata da ambo le parti, relativa all'organizzazione di treni storici, ma anche attività di volontariato atte a migliorare la qualità dell'offerta ferroviaria attraverso sondaggi all'utenza e proposte di ottimizzazione dei servizi.Negli ultimi due anni, dopo il punto più basso toccato nel quinquennio 2010 - 2015, le nostre battaglie (e non solo le nostre) hanno portato i primi frutti: certo, si parte da una situazione nel campo dei trasporti che è degna di un bollettino di guerra. E' chiaro che la bacchetta magica non esista per nessuno. Anzi, forse neanche una bacchetta magica riuscirebbe a risolvere nel giro di due anni, quello che in cinque anni è accaduto (e che già stava accadendo dai dieci precedenti), partendo dalla sopracitata soppressione dei servizi a lunga percorrenza lungo la linea Jonica, alla riduzione dei collegamenti ferroviari regionali, alla chiusura delle Ferrovie Taurensi, interruzioni a più riprese della Catanzaro - Cosenza, chiusura della Ferrovia Silana, eliminazione del servizio ferroviario tra Sibari e Taranto e, purtroppo, tante altre criticità simili. Oggi, agli inizi del 2018, forse possiamo tirare un sospiro di sollievo pur non abbassando mai la guardia, ANZI, tenendola sempre più alta. Ma la guardia alta la si mantiene non solo con le proteste senza capo nè coda, ma anche e soprattutto con le proposte. E' necessario analizzare con obiettività la situazione attuale, e da quella partire per migliorare sempre di più. Iniziamo dalla questione legata alla Ferrovia Jonica: dopo 30 anni di mancati investimenti sul materiale rotabile, finalmente sono in attività tre nuovi convogli, gli ATR 220 "Swing" (mostrati nel Vs. servizio di stamane). Dopo 150 anni, vengono investiti 500 milioni di Euro atti a rinnovare integralmente, velocizzare e predisporre all'elettrificazione tutta la tratta Sibari - Melito di Porto Salvo: la scorsa estate questi interventi - comunque ancora in corso - sono stati eseguiti tra Sibari e Catanzaro Lido. La prossima estate toccherà alla tratta Catanzaro Lido - Locri, mentre nell'estate 2019 sarà la volta della tratta Locri - Melito di Porto Salvo. Sostituzione dell'armamento, messa in sicurezza delle gallerie, eliminazione dei passaggi a livello (con piani di viabilità alternativa concordati con i Comuni), messa in sicurezza del PL che rimarranno (grazie all'installazione di sistemi di telecamere che bloccano la circolazione ferroviaria in caso di PL ostruito da mezzi), graduale istituzione del Rango C di velocità. Ma soprattutto, il ripristino dei binari di incrocio in quelle stazioni che fino a qualche anno fa erano già date per spacciate. Già, perchè non è il binario unico (come sottolineato erroneamente dalla Vs. inviata questa mattina) il problema della linea Jonica. Esistono linee ferroviarie a binario unico che sopportano un traffico di un treno ogni '30 minuti!Quello che per la Jonica è necessario, ed oggi finalmente vengono gettate le basi, è una modernizzazione che deve assolutamente essere seguita (e su questo consiglierei invece di produrre un servizio in modo tecnico e obiettivo) o da una elettrificazione o dall'acquisto di materiale rotabile diesel di nuova genarazione sia per il trasporto regionale (treni analoghi agli ATR 220 Swing e/o Minuetto) che per quello a lunga percorrenza (locomotori diesel dotati di impianti di "lateralizzazione" delle porte, compatibili con vetture letto/cuccette/intercity). Relativamente agli attuali servizi ferroviari, sembra quasi che si sia dimenticato quando fino a qualche anno fa, sulla Jonica, gli ultimi treni Regionali verso i principali centri, partivano alle 18, oppure sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale circolavano sole 3 coppie di treni al giorno, a differenza delle 10 attuali. Si dimentica l'assenza di collegamenti diretti, seppur ancora pochi, tra la Jonica ed il versante tirrenico (Paola e Lamezia Terme Centrale), la mancanza di minime coincidenze tra servizi regionali stessi. Sembra non interessi che da Lamezia Terme Centrale si raggiunge Roma Termini in 3 ore e 30 minuti a bordo di due coppie di Frecciargento, l'ultima istituita lo scorso dicembre dopo anni di nostre battaglie, senza dimenticare l'istituzione della fermata di Rosarno a questi collegamenti veloci, dando un po' di respiro anche alla martoriata locride. Non parliamo poi - anche se questo al pendolare interesserà ovviamente poco -, della riattivazione del Treno della Sila, servizio turistico che sta portando grandi benefici all'economia silana, e rimanendo in tema di Ferrovie della Calabria, dopo quasi dieci anni partiranno a giorni, finalmente, le gare d'appalto per il ripristino della Catanzaro - Cosenza relativamente al tratto interrotto per frane da Soveria Mannelli a Marzi. Linea che diventerà l'asse di congiunzione tra i due sistemi metropolitani di Catanzaro e Cosenza. Certo, chi dice che le criticità non ci siano, o che tutto vada di lusso? Il deragliamento del Regionale 3742 Cosenza - Paola lo scorso 6 dicembre, all'interno della Galleria Santomarco (tra l'altro ancora interrotta, e mi piacerebbe sapere come mai questo argomento non sia diventato un tam tam, come giusto nei confronti dei tanti pendolari oggi segregati sui bus, sulla Vs. importantissima testata Rai), pone grossi interrogativi sullo stato della rete ferroviaria, pur trattandosi di una situazione molto anomala all'interno di quella specifica galleria. Le criticità sono tante, e come non citare, ad esempio, le due coppie di treni InterCity effettuati tra Reggio Calabria Centrale e Taranto con una littorina? Oppure le Ferrovie Taurensi, per le quali più volte abbiamo presentato alcune proposte di rilancio (e che rilanceremo), ma la risposta del territorio nella maggior parte dei casi è stata "è meglio farci una pista ciclabile"? Vogliamo parlare del Contratto di Servizio tra Regione Calabria e Trenitalia, non ancora stipulato? Bene. Ci si chiede almeno perchè non è stato stipulato? Lo si è chiesto alle istituzioni preposte, in primis all'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, un tecnico prestato alla politica che differentemente dai suoi predecessori, ascolta e risponde alle istanze di tutti? TUTTI, anche coloro che chiedono le cose più assurde ed improbabili, come una nuova fermata ferroviaria sotto la propria casa. Se non lo si è chiesto, ve lo anticipiamo noi: il Contratto di Servizio a 15 anni, tra la Regione Calabria e Trenitalia, non è stato ancora firmato perchè - udite udite - sono giunte ben quattro manifestazioni di interesse da parte di altrettante aziende di trasporto, al bando europeo per l'affidamento del TPL su ferro calabrese indetto dalla Regione Calabria lo scorso anno. Per legge, la Regione è tenuta a valutarle attentamente, convocando le aziende e discutendo della loro proposta, anche se fossero 10, 100 o 1000. Se la Regione questo non lo avesse fatto, diversamente da quanto sta avvenendo in questi giorni e probabilmente ci vorranno ancora alcuni mesi per completare l'iter, qualcuno avrebbe sicuramente detto "che vergogna! La Regione Calabria ha affidato a Trenitalia un servizio a scatola chiusa!". Ma non voglio dilungarmi ulteriormente, perchè pur immaginando di aver attirato la sua attenzione su queste specifiche problematiche e ringraziandola per l'attenzione, forse un po' l'avrò anche annoiata. Ma "purtroppo" noi di Associazione Ferrovie in Calabria siamo fatti così: la sterile polemica riteniamo non serva a nulla, se non a far ulteriormente "arrabbiare" una popolazione che avrebbe invece bisogno di rassicurazioni e informazioni corrette ed obiettive. Sia chiaro: questo non significa nascondere le criticità che ci sono, e sono tante e vanno risolte, ma significa comunicare che un cambiamento è in corso e se tante cose ancora non funzionano, è perchè - come anticipato qualche rigo più in alto - la bacchetta magica non esiste e nè funzionerebbe in una regione dove il trasporto su gomma l'ha sempre fatta da padrone, anche con il benestare di tante, troppe figure politiche degli scorsi anni.Roberto GalatiAssociazione Ferrovie in Calabria Read More...
IMAGE Trasporto Regionale Trenitalia: modificato orario del bus RC085 Lamezia TC - CZ Lido
Domenica, 11 Febbraio 2018
Dopo le innumerevoli segnalazioni giunteci da alcuni pendolari e tramite la continua interlocuzione con la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, dallo scorso 8 febbraio è stata risolta - o almeno così si spera - la criticità relativa alla quasi quotidiana perdita di coincidenze per Reggio Calabria Centrale e Crotone/Sibari, da parte di quei pendolari provenienti da Lamezia Terme Centrale / Lamezia Terme Nicastro a bordo del bus sostitutivo RC 085. Tale bus, con orario previsto di arrivo a Catanzaro Lido alle 13.38, nella maggior parte dei casi arrivava a destinazione attorno alle 13.44 / 13.45 causa traffico, provocando così la perdita delle coincidenze per tutti coloro che proseguono in treno verso la Jonica sud e nord. Considerato che dalle segnalazioni dei pendolari e da rilievi compiuti da Trenitalia si è giunti alla conclusione che i ritardi vengono accumulati tra Lamezia Terme Centrale e Lamezia Terme Nicastro lungo la viabilità stradale, in ora di punta, dall'8 febbraio la partenza del bus in questione da Lamezia Terme Centrale è stata anticipata alle 12.38, per "ammortizzare" i probabili ritardi causati dal traffico stradale. Invariati orari di partenza da Nicastro ed arrivo a Catanzaro Lido. Un'altra gravissima criticità che speriamo possa essere risolta al più presto possibile, riguarda il Regionale 3823 Lamezia Terme Centrale (17.14) - Catanzaro Lido (17.55) - Sibari (20.38), originariamente previsto in partenza da LT Centrale alle ore 16.55. Dal cambio d'orario di dicembre la partenza è stata posticipata alle 17.14, per garantire una più sicura coincidenza con l'InterCity 727 da Roma Termini, ma ciò ha provocato la "rottura" del nodo di Catanzaro Lido, relativamente alla coincidenza verso Roccella Jonica/Reggio Calabria Centrale con il Regionale 3673 in partenza da Catanzaro Lido alle 17.44.  La nosta proposta prevede un posticipo di quest'ultima corsa attorno alle ore 18.05 / 18.10, per ripristinare così la coincidenza con il treno 3823 in arrivo da Lamezia Terme Centrale alle 17.55: inoltre, considerando che tra le 16.52 e le 17.44, ovvero in meno di un'ora, partono verso Roccella/Locri/Reggio Calabria ben tre treni (R 22495 alle 16.52 - IC 567 alle 17.12 - R 3673 alle 17.44), mentre tra le 17.44 e le 19.44 non ci sono corse in questa direzione, riteniamo che una partenza subito dopo le 18 sia molto utile per intercettare la tanta utenza che oggi è costretta a rivolgersi ad altri mezzi, per rientrare da Catanzaro/Catanzaro Lido verso il soveratese, la locride ed il reggino jonico. Seguiranno aggiornamenti. Read More...
IMAGE Catanzaro: viaggiatore abbassa il finestrino si lancia dal treno in corsa
Venerdì, 09 Febbraio 2018
Sono ancora ignote le motivazioni del terribile quanto improbabile gesto di R.S. , uomo di 48 anni residente a Carlopoli, che nel primo pomeriggio, tra Cavorà e Gagliano, si è lanciato dal finestrino di un'automotrice M4.400 di Ferrovie della Calabria che effettuava un treno da Soveria Mannelli e Catanzaro Città. L'uomo è precipitato in un dirupo e solo grazie ai viaggiatori che hanno tempestivamente avvisato il personale ferroviario, che ha subito arrestato il convoglio, ha permesso il rinvenimento dell'autore dell'assurdo gesto, per fortuna in condizioni relativamente buone. Successivamente, con l'arrivo dei soccorsi, 118 e Vigili del Fuoco, è stato trasportato in ospedale tramite elisoccorso. Read More...
IMAGE Elezioni Politiche 2018 e "Cura del Ferro" in Calabria: da dove si parte e dove vorremmo arrivare
Mercoledì, 07 Febbraio 2018
Le elezioni politiche del prossimo 4 marzo si preannunciano, ad un mese di distanza, un evento dagli esiti ancora poco chiari, tra rischi di ingovernabilità e larghe intese. Mai come oggi, infatti, l'incertezza politica in una nazione come l'Italia, regna purtroppo sovrana, tra diffusione di fake news (che nel campo di nostra pertinenza, ovvero quello ferroviario, cerchiamo attivamente di arginare) e clima politico sempre più incandescente. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, come già compiuto nell'ormai lontano 2014 in occasione delle allora elezioni regionali, cercheremo di portare a conoscenza dell'opinione pubblica i programmi relativi ai trasporti, con particolare riferimento alla Calabria, delle varie forze politiche che concorreranno in questa tornata elettorale. Ma non solo: l'Associazione Ferrovie in Calabria ha una road map, che riassumeremo al termine di questo articolo, che proporrà a tutte le forze politiche che incontreremo ed alle quali faremo un bel "terzo grado" proprio sulla loro programmazione riferita alla mobilità pubblica ed in particolare a quella su rotaia. Principalmente per la Calabria, cenerentola d'Italia per quanto riguarda i trasporti ferroviari, pesantemente impoverita negli ultimi quindici anni ed ai limiti dell'isolamento quasi assoluto specie per quanto riguarda la fascia Jonica calabrese. Dovrebbe essere impegno di chiunque governerà l'Italia dal 5 marzo in poi, a prescindere dal colore politico, avviare con serietà un piano di riconnessione ferroviaria della nostra Regione con il resto d'Italia, rompendo quell'assurdo monopolio del trasporto su gomma a lunga distanza che caratterizza quasi esclusivamente la Calabria. Avviare questo piano significa in ogni caso, a nostro parere, proseguire sulla strada di quanto già da qualche anno a questa parte, finalmente, si sta facendo per il disastrato sistema ferroviario calabrese. Il percorso è ancora lungo, ma è indubbio che ci sia stata una forte inversione di tendenza dei governi nazionali che si sono avvicendati in questi anni, con particolare attenzione per la Calabria da parte del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio (l'ultimo paragonabile per impegno, fu Alessandro Bianchi tra il 2006 ed il 2008) e per la prima volta dopo decenni, impegno diretto della Regione Calabria sulla pianificazione di rete ferroviaria e servizi, attraverso l'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno. E quindi, il 5 marzo, il Governo che si insedierà (o almeno così si spera...), relativamente alla Calabria, dovrà ripartire da questi storici obiettivi raggiunti nel giro di un paio di anni:- Rinnovo e velocizzazione della Ferrovia Jonica, con istituzione del rango C di velocità e predisposizione per l'elettrificazione delle gallerie. Interventi ancora in corso di esecuzione tra Sibari e Catanzaro Lido, oltre che tra Sibari e Metaponto. L'estate 2018 sarà la volta della tratta Catanzaro Lido - Locri, mentre l'estate 2019 quella della tratta Locri - Melito di Porto Salvo. Stop al disastroso piano di right-sizing di RFI, che prevedeva il taglio dei binari di incrocio di una decina di stazioni ferroviarie joniche;- Consegna di tre nuovi convogli ATR 220 Swing dedicati proprio alla Ferrovia Jonica: pochi, per adesso, ma si tratta pur sempre del primo investimento in nuovo materiale rotabile diesel in Calabria dopo 30 anni (!!); - Stop alla continua riduzione dei servizi ferroviari regionali calabresi: dopo anni di buio, torna ad aumentare il numero di corse dei treni regionali e vengono ripristinate alcune relazioni, come la Locri - Lamezia Terme Centrale, assenti da anni. Allo studio anche il ripristino dei collegamenti ferroviari regionali tra Sibari e Taranto, con nascita della Ferrovia della Magna Grecia;- Istituzione seconda coppia di treni Alta Velocità Frecciargento tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, e istituzione della fermata di Rosarno per entrambe le coppie di treni, oltre che del collegamento bus Freccialink da/per Catanzaro/Catanzaro Lido. A loro volta questi servizi sono stati notevolmente velocizzati, scendendo sotto le 5 ore di percorrenza da Reggio Calabria Centrale a Roma Termini;- Riguarda tutta l'Italia, ma con positive ripercussioni ovviamente anche in Calabria: dopo anni di stallo, finalmente viene rinnovato il Contratto di Servizio tra il Ministero dei Trasporti e Trenitalia, con durata decennale, relativo alla gestione ed al rinnovo dei Servizi Universali, ovvero InterCity e InterCity Notte: un graduale processo di rinnovo del materiale rotabile, ripristino di servizi soppressi, rivalutazione dei treni notte, che in Calabria in questo 2018 probabilmente porterà alcune importanti novità che non si limitano alla nuova livrea su locomotori e vetture..! - Istituzione di una seconda coppia - seppur ancora disastrata - di InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto via Jonica;- Nascita delle "stazioni virtuali" a Lamezia Terme Aeroporto, Castiglione CS Unical, Catanzaro Cittadella Regionale (in corso di attivazione): primo esempio nella nostra regione di integrazione tariffaria ferro/gomma, con la possibilità di raggiungere questi luoghi con un unico biglietto ferroviario riportante tale origine/destinazione, utilizzabile a bordo dei bus in coincidenza con i servizi ferroviari nelle stazioni di Lamezia Terme Centrale, Castiglione Cosentino, Catanzaro Lido;- Ritorno del servizio ferroviario turistico con il Treno della Sila tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio e inserimento di tutta la Ferrovia Silana Cosenza - San Giovanni in Fiore che verrà gradualmente riattivata all'interno della nuova Legge sulle Ferrovie Turistiche: in quasi due anni, dall'agosto 2016 ad oggi, diverse migliaia di persone anche da fuori regione hanno raggiunto la Sila proprio per vivere un'esperienza unica a bordo del famoso treno a vapore di Ferrovie della Calabria trainato dalla sbuffante FCL 353; - Ed a proposito di Ferrovie della Calabria, via libera finalmente al ripristino della Ferrovia Catanzaro - Cosenza con messa in sicurezza dei movimenti franosi che interessano la linea dal lontano 2010, grazie allo stanziamento di 8 milioni di Euro da parte del Ministero dell'Ambiente, destinati proprio al ripristino dell'integrità di questa tratta fondamentale per le aree interne da essa percorse;- Via libera ai due sistemi metropolitani di Cosenza (metrotranvia) e Catanzaro (Pendolo), e relativamente a quest'ultimo dopo dieci anni sono finalmente partiti i lavori proprio in questi ultimi giorni (pubblicheremo articolo a riguardo), che saranno interconnessi proprio grazie alla ripristinata Catanzaro - Cosenza che beneficierà, peraltro, dell'upgrade tecnologico relativo ai sistemi di sicurezza di circolazione, grazie ad un recente stanziamento di circa 75 milioni di Euro. - Via libera all'acquisto di nuovo materiale rotabile sia per i servizi regionali sulla rete RFI, che per quella di Ferrovie della Calabria, in un iter che si concluderà nel 2021: un iter che speriamo possa includere anche l'acquisto dei convogli panoramici "Sila Express" che abbiamo presentato in occasione dei 100 anni della Ferrovia Cosenza - Rogliano due anni fa, per proseguire con la rinascita della Ferrovia Silana non solo attraverso i treni a vapore, ma anche con servizi similari al famoso Bernina Express.Ma ci sono tante altre piccole buone notizie che meriterebbero comunque di essere citate, come il ripristino della fermata di Bologna Centrale per l'InterCity Notte 795 (di fatto l'unico collegamento tra la Calabria ed il capoluogo emiliano...), piccole modifiche di ottimizzazione ai servizi regionali sia su gomma che su ferro, dopo anni di totale indifferenza da parte delle istituzioni relativamente a ciò. Ovviamente non è tutto rose e fiori, e notizie come il deragliamento del Regionale 3742 all'interno della Galleria Santomarco lo scorso 6 dicembre, lasciano l'amaro in bocca e soprattutto tanti dubbi sulle condizioni dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, anche alla luce della tragedia di Pioltello. Ma anche i disservizi, i ritardi cronici, le soppressioni, ancora tante criticità e mancanza di "dialogo" tra diversi servizi sia ferroviari che su gomma, il vergognoso stato dei collegamenti InterCity sul versante Jonico calabrese effettuati con le "littorine", i collegamenti notturni sul versante Tirrenico calabrese da riorganizzare a fondo, il futuro delle Ferrovie Taurensi (per lo meno turistico), la Ferrovia Jonica che, dopo la velocizzazione, dovrà comunque essere valorizzata o con elettrificazione, o come minimo, con acquisto di materiale rotabile diesel che possa sfruttare al massimo le doti velocistiche future della linea. Ma anche l'assenza, per esempio, di almeno un collegamento Frecciarossa tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale/Torino Porta Nuova, considerando che questi servizi si stanno estendendo anche al di fuori delle linee AV (vedasi collegamento Taranto - Potenza - Milano, Genova - Milano, Perugia - Milano...!), sarà un tema che dovrà essere affrontato. Dopo quanto realizzato in questi anni, non ci si può permettere di tornare indietro, pena il ritorno di un nuovo "medioevo dei trasporti" in Calabria.Tantissimi problemi che, chi governerà l'Italia dopo le elezioni, non dovrà e non potrà ignorare. Da noi di Associazione Ferrovie in Calabria non gli sarà consentito, nonostante le tante spinte "anti-ferroviarie" provenienti da lobby di vario genere, che purtroppo ancora esistono, continuando a nascondere quella silenziosa tragedia quotidiana che fa perdere la vita in incidenti, sulle strade, a circa 10 persone al giorno, più di 3000 cittadini all'anno. Insistere sull'incremento e lo sviluppo del trasporto ferroviario, sia per i passeggeri che per le merci, deve essere una priorità per l'Italia e quindi anche per la Calabria, visto e considerato che, anche sullo sviluppo e diffusione dei sistemi su rotaia, siamo tra gli ultimi in Europa. Perciò, in questo mese di campagna elettorale, l'Associazione Ferrovie in Calabria incalzerà i candidati calabresi di ogni colore politico, sul tema della cura del ferro che speriamo possa proseguire nei programmi di tutte le forze che competeranno in questa tornata elettorale, dopo questi anni di costante incremento. Al termine dei confronti, dopo aver discusso con tutte le forze in campo, pubblicheremo un resoconto che diffonderemo sui nostri canali mediatici. Continuate a seguirci!   Read More...
IMAGE Intermodalità e cura del ferro a Lamezia Terme: alcune proposte...
Venerdì, 02 Febbraio 2018
Lamezia Terme: una città di circa 70.000 abitanti, nata dalla fusione dei centri abitati di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia quasi esattamente 50 anni anni fa (il 4 gennaio 1968), che a discapito delle notevoli dimensioni ed estensione territoriale, ha ancora numerosi problemi legati alla mobilità. In verità i problemi sono tanti, non solo quelli "trasportistici", ma chiaramente noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci focalizzeremo su quelli di nostra competenza!  Iniziamo, ovviamente, dalla tematica del trasporto su rotaia: allo stato attuale, all'interno del comune di Lamezia Terme esistono tre stazioni ferroviarie. Ci riferiamo a Lamezia Terme Centrale, snodo ferroviario strategico per tutta la Regione (anche considerando la sua vicinanza all'Aeroporto Internazionale), posto sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale Battipaglia - Reggio Calabria e punto di diramazione dell'importante trasversale Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido. E proprio sulla trasversale che dà poi sbocco sulla Ferrovia Jonica, si trovano le altre due stazioni lametine, ovvero Lamezia Terme Sambiase (attualmente non attiva) e Lamezia Terme Nicastro. Lungo l'itinerario Tirrenico, la stazione di Lamezia Terme Centrale è servita da tutte le categorie di treno, a partire dai servizi Regionali da/per Paola/Cosenza e Reggio Calabria Centrale, quelli da/per Rosarno via Tropea e da/per Catanzaro Lido/Locri/Crotone, e finendo a tutti i collegamenti a lunga percorrenza di ogni genere, dagli InterCity e InterCity Notte, fino ai Frecciabianca e Frecciargento. La trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, passante per LT Sambiase ed LT Nicastro, pur essendo stata fino al 2010 un fondamentale itinerario anche per servizi a lunga percorrenza, oggi è servita "solo" 10 coppie di treni Regionali con origine/destinazione Lamezia Terme Centrale e provenienti/diretti verso Catanzaro Lido ed in alcuni casi anche Crotone e Locri. Presenti anche tre coppie di bus sostitutivi tra Lamezia Terme Centrale e Catanzaro Lido e di recentissima istituzione due coppie di collegamenti autobus "Freccialink" Catanzaro Lido - Catanzaro Sala (con fermata al terminal della funicolare) - Lamezia Terme Centrale e ritorno, in coincidenza con le due coppie di treni Alta Velocità Frecciargento da/per Roma Termini. Non meno variegata la situazione legata al trasporto su gomma gestito da autolinee e consorzi privati, al punto che diventa anche complicato ricostruire nel dettaglio tutto l'insieme delle relazioni di interesse regionale che collegano Lamezia Terme con il resto della Calabria. A grandi linee, comunque, notiamo l'esistenza di un interessante nodo di interscambio bus presso l'Aeroporto Internazionale, recentemente istituito, oltre alla presenza di vari collegamenti bus tra Nicastro e Catanzaro, Nicastro e Soveria Mannelli/Decollatura, Vibo Valentia, Soverato.All'interno del territorio comunale, insiste anche un buon (ma forse poco valorizzato) servizio di bus urbani gestito da Lamezia Multiservizi che si occupa anche della gestione del servizio navetta tra la stazione di Lamezia Terme Centrale e l'Aeroporto Internazionale, utilizzabile tra l'altro anche con biglietto ferroviario di Trenitalia riportante origine/destinazione Lamezia Terme Aeroporto.  La prima cosa che purtroppo notiamo, tra l'altro molto comune in Calabria, è la totale mancanza di "dialogo" tra i servizi su gomma e quelli ferroviari, se si esclude l'ottimo servizio navetta integrato gomma/ferro stazione - aeroporto. In particolare Nicastro è costantemente affollata da autobus, ognuno con propri percorsi, fermate e punti di partenza/ricovero. Considerando quindi che, nell'ottica di una auspiscata integrazione anche tariffaria dei servizi ferroviari e su gomma regionali, sarebbe interessante far nascere sempre più punti di interscambio tra treno e bus, ci chiediamo come mai, per esempio, Nicastro non abbia una vera e propria autostazione nei pressi della stazione ferroviaria. Parliamo di un impianto ferroviario a servizio dell'insediamento urbano più popolato di Lamezia Terme (circa 45.000 abitanti!), oggi utilizzato al minimo delle proprie potenzialità sia a causa della scarsa appetibilità dei servizi ferroviari (comunque decisamente aumentata dopo il punto più basso toccato qualche anno fa, con sole tre coppie di treni al giornoi!), ma anche a causa di una mancata possibilità di interscambiare tra il vettore ferroviario e quello su gomma. E proprio all'interno dell'area ferroviaria della stazione di Lamezia Terme Nicastro, in particolar modo all'interno dell'ex fascio merci ormai dismesso da anni ed in balia dell'incuria e del degrado, potrebbe nascere una grande autostazione dove far convergere tutti i collegamenti su gomma interessanti l'area urbana di Nicastro, compresi quelli provenienti dalle aree interne, ovvero quelli che potrebbero maggiormente interfacciarsi con i servizi su rotaia. Non servirebbe costruire chissà quale "mega opera": basterebbe mettere in sicurezza l'area, bonificarla, ed allestirla con le strutture essenziali per un'autostazione, ovvero aree di fermata, sosta e manovra bus, pensiline (magari rifancendosi un po' all'antico stile della pensilina della stazione ferroviaria, alla quale bisognerebbe connettere l'autostazione con percorsi interni possibilmente coperti), ed eventualmente anche recupero dell'ex magazzino merci, oggi in condizioni a dir poco pietose ed anche pericolante, riutilizzandolo come piccola area direzionale/biglietteria per le società di trasporto su gomma, recuperando alcuni locali anche per installazione di bar, aree ristoro, bagni eccetera. Ma anche la stessa stazione ferroviaria ha sicuramente bisogno di una bella "rinfrescata", in modo da renderla maggiormente "user friendly" attraverso l'installazione di emettitrici automatiche dei biglietti ferroviari, abbattimento di barriere architettoniche e aumento delle aree di attesa treni al coperto, maggiore cura degli impianti (che spesso sembrano delle vere e proprie foreste).  OGGI: DOMANI: Tornando a ciò che riguarda i servizi e l'infrastruttura ferroviaria, vogliamo spingerci oltre con una proposta che, ad una prima lettura, potrebbe far pensare a qualcuno "quelli di Ferrovie in Calabria sono pazzi". Elettrificazione da Lamezia Terme Centrale a Lamezia Terme Nicastro. A che pro? E' presto detto. Ultimamente è tornata alla ribalta la storica questione legata al nuovo collegamento ferroviario veloce ed elettrificato tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale con prolungamento verso l'Aeroporto: la guerra dei tracciati è ricominciata, tra i sostenitori del mantenimento dell'attuale percorso via Marcellinara/Feroleto, e tra chi invece ritiene abbia più senso un nuovo tracciato parallelo alla SS 280 e passante nella Valle di Maida (per comodità lo chiameremo "Tracciato dei Due Mari").  Qualsiasi sarà il tracciato, comunque, non è e non dovrà mai essere messo in discussione il mantenimento del percorso ferroviario tra Lamezia Terme Centrale e Nicastro. Nel caso venisse approvata la proposta del tracciato passante lungo la Valle di Maida, del vecchio percorso rimarrebbe in servizio solo il tratto Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro, dove i treni terminerebbero la corsa per poi ripartire in direzione Lamezia Terme Centrale - Catanzaro via "Tracciato dei Due Mari".  La nostra proposta di collegamento ferroviario con l'aeroporto:  In caso invece si decidesse di mantenere l'attuale tracciato via Marcellinara, rinnovandolo ed elettrificandolo, semplicemente per il tratto Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro non cambierebbe nulla rispetto ad oggi. Qualsiasi sia l'ipotesi, perciò, il servizio ferroviario tra Lamezia Terme Centrale e Lamezia Terme Nicastro continuerà ad essere una realtà che riteniamo sia, tra l'altro, necessario potenziare. Ecco perchè quindi, già da subito, l'elettrificazione di questo tratto potrebbe essere un investimento non da sottovalutare! E, una volta elettrificata la tratta in questione - non dovrebbe neppure essere estremamente costoso in quanto già presente una Sottostazione Elettrica RFI presso la stazione di LT Sambiase, che andrebbe eventualmente potenziata - , diventerebbe molto interessante per esempio il prolungamento fino a Lamezia Terme Nicastro delle nove coppie di Regionali Rosarno - Lamezia Terme Centrale via Tropea e viceversa, collegando quindi in modo diretto il principale centro urbano di Lamezia Terme con Vibo Marina, Tropea ed anche Rosarno, oltre ovviamente a tutti i centri abitati intermedi. Inoltre questi treni, andandosi ad aggiungere ai già esistenti Regionali Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, creerebbero una maglia cadenzata a medio/alta frequenza di collegamenti ferroviari tra Lamezia Terme Centrale e Lamezia Terme Nicastro e ritorno, costituendo di fatto una sorta di "prototipo" di metropolitana ferroviaria di superficie a servizio delle popolose aree lametine, che in prospettiva dovrà completarsi con il prolungamento fino all'Aeroporto Internazionale della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. A ciò, ovviamente, andrebbe aggiunto anche il ripristino (che tra l'altro riteniamo da tempo vada eseguito già nell'immediato) della fermata di Lamezia Terme Sambiase, da quasi due anni ristrutturata a fondo, ma ancora oggi totalmente inutilizzata nonostante le notevoli potenzialità anche di quest'ultimo impianto, non lontanissimo dal centro abitato.  Nel 1995, la simpaticissima canzone "Nicastro's Blues" del cantante e compositore lametino Sergio Notarianni, conosciuta grazie al nostro associato Domenico Palazzo, recitava: "la storia di un disastro, questa è Nicastro, e l'unica cosa buona che c'è è la gazzosa al caffè!" . Ebbe un incredibile successo in occasione di una manifestazione pubblica dedicata a cantanti e musicisti locali proprio a Nicastro: segno che già, all'epoca, i problemi di quella che è una delle più grandi città calabresi esistevano come e più di oggi. Sarà forse che, seppur dopo 50 anni, Lamezia Terme non si sente ancora una vera e propria città, mancando di quell'ambiziosità che - pur sempre tra tanti problemi - ha portato ad un destino diverso le altre "city" calabresi? Noi riteniamo che non sia mai troppo tardi e, probabilmente, ripartire da un buon sistema di trasporto pubblico locale che abbia epicentro sul ferro, sia finalmente un' importante occasione di sviluppo per la città di Lamezia Terme e per tutte le attività economiche che insistono sul suo territorio. Read More...
IMAGE Trenitalia: offerte Cartafreccia Young estese fino a 30 anni!
Lunedì, 22 Gennaio 2018
Ottima notizia per i giovani clienti Cartafreccia: da qualche giorno, infatti, il limite di età per le ottime offerte Cartafreccia Young è stato esteso da 26 anni a 30 anni. Tornano così ad essere disponibili gli sconti che vanno dal 30% al 50% sul biglietto Base (riferito a Frecce, InterCity, InterCity Notte), anche per coloro che, seppur non più giovanissimi, devono spesso fare i conti con la crisi economica e, purtroppo, con l'assenza di un lavoro che possa garantire un reddito dignitoso. Requisito fondamentale per poter approfittare dell'offerta è essere titolari di CartaFreccia, il programma fedeltà gratuito per i clienti Trenitalia, che permette di accumulare punti a ogni acquisto, per poi utilizzarli all'interno del catalogo premi di Trenitalia.        Read More...
IMAGE Mayday! Ferrovia Paola - Cosenza chiama Magistratura e Regione Calabria!
Venerdì, 19 Gennaio 2018
  Il principio è storia ormai arcinota: la mattina del 6 dicembre scorso, all'interno della Galleria Santomarco, deragliava a notevole velocità il Regionale 3742 Cosenza - Paola, che avrebbe dovuto proseguire verso Reggio Calabria Centrale come Regionale 3747. Una tragedia sfiorata, conclusasi solo con pochi danni materiali al convoglio (composto da vetture UIC-X con semipilota e spinto da una E464), una decina di feriti lievi e tantissimo spavento, specie per il macchinista che successivamente allo svio ha accusato un malore. Le cause dell'incidente, all'interno di quella galleria che comunque, da sempre, fa parlare di sè non certo positivamente, sembra siano chiare: le importanti infiltrazioni d'acqua, unite alle cosiddette correnti "parassite" generate dalla presenza della catenaria elettrificata a 3000 V cc, portano a gravi fenomeni di corrosione delle rotaie, nei punti in cui sono a costante contatto con l'acqua. E, proprio a causa della corrosione, è molto probabile che sia avvenuto lo spezzamento della rotaia al passaggio del Regionale 3742.Il 6 dicembre, quindi, si concluse con un (si fa per dire) sospiro di sollievo, il blocco immediato della circolazione ferroviaria per poter garantire l'esecuzione delle indagini da parte della magistratura, e quindi l'autosostituzione dei treni tra Paola e Cosenza. Che novità ci sono dopo un mese e mezzo? Assolutamente nessuna! Un silenzio a dir poco inquietante ed inspiegabile, prima di tutto da parte di chi sta eseguendo le indagini. Non mettiamo in dubbio l'attento operato della magistratura, ma con un minimo di buon senso ci chiediamo: non sarebbe forse il caso che, l'esecutore delle indagini, tenga informati i cittadini, ovvero i diretti interessati e danneggiati sia dal deragliamento che dalla successiva interruzione della linea, relativamente ai tempi necessari alla conclusione di tutti i rilievi? Oppure è "normale" mantenere un assoluto silenzio su una questione che riguarda un diritto inalienabile dei cittadini, ovvero quello alla mobilità? Quotidianamente i pendolari, e non solo, vivono un paradossale calvario a bordo di bus sostitutivi (vissuto tra l'altro di persona dal nostro associato Vincenzo Ventimiglia) che corrono a perdifiato per cercare di mantenere l'orario, sballottando come in una giostra chi è a bordo, senza contare la maggiore inaffidabilità e poca efficienza del vettore gommato su una tratta che, in treno, viene percorsa in meno della metà del tempo. Senza nulla togliere, chiaramente, all'impegno degli autisti dei bus sostitutivi, che cercano di svolgere il loro importante compito al meglio.Cosenza, una città di 70.000 abitanti, polo direzionale ed universitario della Calabria e delle Regioni limitrofe, da un mese e mezzo è completamente isolata dal sistema di trasporto ferroviario. O meglio, quasi completamente, visto che dalla stazione di Vaglio Lise, in un'atmosfera degna di un film ambientato nel Far West, stanno partendo e arrivando solo le poche coppie di treni Regionali effettuati con automotrici diesel, da/per Sibari e Trebisacce. Lo sbocco verso la Ferrovia Tirrenica a Paola, ovvero lo sbocco con l'unica linea ferroviaria di grande comunicazione presente in Calabria, servita da InterCity, InterCity Notte e Frecce, è totalmente preclusa, limitata ad un precario e poco sicuro servizio sostitutivo su gomma, e non si intravedono barlumi di speranza sulla riapertura. Anzi, non si intravedono neanche un minimo di informazioni relative ai possibili tempi necessari alla conclusione delle indagini e, di conseguenza, al ripristino delle condizioni di sicurezza per la circolazione dei treni all'interno della Galleria Santomarco.Qualcuno ha o no, sulla coscienza, le centinaia di studenti universitari e lavoratori costretti a vivere una vera e propria odissea per raggiungere il proprio luogo di studio o lavoro? Senza contare che, in tanti, sono costretti a servirsi dell'auto privata, incrementando quindi il rischio di incidentalità sulle strade? Quello che noi di Associazione Ferrovie in Calabria chiediamo con forza e urgenza, è quindi un confronto tra la Regione Calabria, Trenitalia, RFI ed ovviamente la Magistratura, affinchè vengano resi pubblici i tempi necessari alla riapertura: tempi che, inutile ribadirlo, devono essere i più ristretti possibile. E' già trascorso un mese e mezzo, e per i pendolari calabresi che viaggiano quotidianamente su questa linea ferroviaria, è stato già abbastanza: il limite per farlo diventare "troppo", in questa vicenda che manca assolutamente di rispetto alla cittadinanza, è ormai dietro l'angolo.  Read More...