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IMAGE Frecciabianca Reggio Calabria Centrale - Roma Termini: proposta di istituzione fermata a Scalea
Venerdì, 20 Aprile 2018
Il tema delle fermate di ogni genere di servizio ferroviario viaggiatori risale alla notte dei tempi: un eterno braccio di ferro tra coloro, pendolari e non, che preferiscono servizi veloci tra grandi centri, e coloro che invece ritengono sia più utile per la collettività una maggiore frequenza delle fermate. In un mondo "ideale", coesisterebbero entrambe le tipologie di servizio, quello veloce con poche fermate e quello "lento", dalla maggiore capillarità: nel mondo reale, spesso, la scarsità di risorse rende necessario "arrangiarsi" con i più o meno pochi collegamenti ferroviari previsti in orario, cercando di salvare capra e cavoli, scegliendo in modo molto oculato quali fermate effettuare e quali no, mantenendo sì una traccia abbastanza veloce del treno in questione, ma senza tagliare fuori vaste porzioni del territorio attraversato dalla ferrovia. La Calabria (e soprattutto la Calabria!), purtroppo non fa eccezione: il problema si pone principalmente sui treni regionali, ma anche su quelli a lunga percorrenza.E' il caso delle due coppie di treni Frecciabianca Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e viceversa (8872/8878-8873/8877). Si tratta di un segmento di offerta ferroviaria di Trenitalia, molto diffuso sulle principali dorsali ferroviarie non ad Alta Velocità italiane, che nel caso della Ferrovia Tirrenica Meridionale, va ad interporsi tra il servizio InterCity Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, molto capillare ma anche relativamente lento, ed il servizio Frecciargento sullo stesso percorso, che ad oggi vanta tempi di percorrenza da record grazie all'instradamento sulla linea ad Alta Velocità Roma - Napoli, con utilizzo degli elettrotreni ETR 485 ad assetto variabile, che consentono quindi una marcia a velocità superiore anche sulla linea convenzionale, rispetto ai treni InterCity e Frecciabianca. In realtà, volendo analizzare proprio a fondo la tipologia del collegamento Frecciabianca, almeno tra Reggio Calabria e Roma Termini, non si può fare a meno di notare di come si tratti di un servizio che non è nè carne nè pesce, con tempi di percorrenza tutto sommato non lontanissimi da quelli dei treni InterCity, specie se prendiamo in considerazione le due coppie di IC Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, molto più veloci (vista la minor presenza di fermate sul Continente) rispetto a quelli con origine/destinazione Reggio Calabria. La nostra opinione, indubbiamente, sarebbe quella di eliminare la categoria Frecciabianca e sostituire queste due coppie di treni con altrettanti Frecciargento, seppur più "lenti" rispetto alle due coppie attualmente esistenti, mantenendo le attuali fermate dei Frecciabianca. Ma, volendo essere un po' più ambiziosi, almeno una delle due coppie di Frecciabianca potrebbe divenire un comodissimo Frecciarossa Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale (con possibile prolungamento verso Torino) che, calcoli alla mano, potrebbe coprire l'intero percorso in circa 8 ore! Questo rimane comunque un tema molto caldo, per noi di Associazione Ferrovie in Calabria, che continueremo a portare avanti con impegno nei prossimi mesi. Nel frattempo, per gli attuali Frecciabianca, dopo aver analizzato con attenzione il territorio e grazie anche ad alcune proposte giunte sul nostro gruppo facebook, riteniamo sia più che necessaria l'istituzione della fermata di Scalea - Santa Domenica Talao, intermedia tra Paola e Sapri. O, almeno per iniziare, potrebbe trattarsi di una fermata periodica limitata al periodo estivo e durante le festività. Premettendo che, probabilmente, tale fermata potrebbe essere istituita addirittura senza intaccare le attuali tracce orarie dei Frecciabianca, notevolmente larghe, vogliamo sottolineare che il Comune di Scalea ed il vicino hinterland conta circa 20.000 abitanti che nel periodo estivo letteralmente triplicano o quadruplicano. Attualmente la stazione di Scalea è servita solo dai collegamenti InterCity Reggio Calabria Centrale - Roma Termini (4 coppie), con tempi di percorrenza che si aggirano, tra Scalea e la Capitale, attorno alle 4 ore e 50 minuti. Attraverso il collegamento Frecciabianca, si potrebbe garantire un tempo di percorrenza pari a poco più di 4 ore. Ma il nostro ragionamento non verte solo ed esclusivamente sulla tematica dei tempi di percorrenza, ma soprattutto sulla raggiungibilità di una importante fetta di territorio calabrese ai confini con la Basilicata, ad altissimo richiamo turistico (e non solo nei "soliti" 15 giorni di agosto), oggi servita in modo a mala pena sufficiente dai collegamenti su rotaia a lunga percorrenza. Chiaramente, se la nostra proposta dovesse essere approvata dalla Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia, ma nel giro di qualche tempo i Frecciabianca dovessero diventare, come da noi auspicato, dei collegamenti Frecciargento o meglio ancora Frecciarossa, e se la fermata di Scalea dovesse riuscuotere un certo successo di utenza (cosa che sicuramente avverrebbe, specie nei periodi di punta), chiederemmo senza indugio il mantenimento di tale fermata, anche con "l'upgrade" del servizio Freccia. Seguiranno aggiornamenti! Read More...
IMAGE RFI, galleria Santomarco: stato avanzamento lavori
Mercoledì, 18 Aprile 2018
foto e articolo tratti da fsnews.it Reggio Calabria, 18 aprile 2018 A oggi sono stati realizzati interventi manutentivi su circa 5 km di linea: sostituzione rotaie, traverse e della massicciata. Rinnovato lo scambio, nelle sue componenti parti infrastrutturali e tecnologiche, in corrispondenza di Bivio Pantani. Sistemati i tratti del sentiero pedonale che costeggia i binari. In corso il ripristino del sistema di smaltimento delle acque. Inoltre, sono stati avviati gli interventi di impermeabilizzazione della calotta e dei pilastri della galleria. Gli interventi proseguiranno nei prossimi giorni, durante i quali sarà ripristinato il copriferro rimosso. Gli ulteriori interventi previsti: rinnovo di altri 3,5 km di linea, controllo dell'efficienza dei tratti non interessati dai lavori, manutenzione straordinaria dell'impianto di illuminazione esistente e verifica della copertura del segnale GSMR per la telefonia. A lavori ultimati Rete Ferroviaria Italiana eseguirà tutti i test previsti dalla normativa tecnica e dalle procedure con l'obiettivo di completare le attività entro il 30 aprile, auspicando che l'autorità giudiziaria disponga il definitivo dissequestro per la restituzione dell'l'infrastruttura all'esercizio ferroviario. La temporanea sospensione della circolazione ha dato l'opportunità di avviare ulteriori interventi complementari ai lavori del tratto danneggiato dallo svio del 6 dicembre 2017, come il rinnovo dello scambio di Bivio Pantani. Dopo la riapertura al traffico ferroviario, RFI ha in programma ulteriori interventi, già previsti e finanziati: adeguamento e attrezzaggio del Pozzo San Sisto, necessario alla realizzazione di vie di accesso e fuga in caso di emergenza. Inoltre, saranno effettuati lavori propedeutici all'installazione di dispositivi aggiuntivi (corrimano, segnaletica, riserve idriche, illuminazione di emergenza, impianti elettrici) e di rinnovo del sistema per la copertura radio sulla linea Paola – Cosenza. L'investimento complessivo per questi ulteriori interventi sarà di circa 20 milioni di euro. Read More...
IMAGE Ferrovia Jonica: ancora violenze nei confronti del personale FS
Martedì, 17 Aprile 2018
Al peggio, alla mancanza di rispetto nei confronti dei beni pubblici e dei loro rappresentanti, alla violenza, purtroppo sembra non esserci mai fine. Esattamente cinque giorni fa, infatti, si è consumato alla stazione di Monasterace - Stilo l'ennesimo atto violento nei confronti del Capotreno del Regionale 3662 Reggio Calabria Centrale (5.02) - Catanzaro Lido (7.24). Un immigrato sprovvisto di biglietto, e decisamente poco intenzionato ad acquistarlo a bordo, all'atto della richiesta del titolo di viaggio da parte del personale ferroviario, ha sputato ed inveito contro il Capotreno arrivando vicino all'attacco fisico. Purtroppo sono sempre più frequenti gli atti di questo genere, spesso di estrema gravità: all'incolumità dei ferrovieri costantemente a rischio durante il turno di lavoro, si aggiungono anche i disagi ai pendolari, ogni qualvolta accadono questi episodi incresciosi, originati peraltro anche da italianissimi viaggiatori "portoghesi" ed in più anche violenti, spesso di giovanissima età, e non solo da immigrati come spesso si è portati a credere, con tutte le relative strumentalizzazioni.Noi di Associazione Ferrovie in Calabria vogliamo esprimere tutta la nostra totale vicinanza e soliderietà a tutti i ferrovieri, calabresi e non, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con attenzione, rispetto e disponibilità nei confronti dell'utenza, mantenendo la calma e la professionalità, anche con coloro che meriterebbero tutt'altro trattamento. Richiediamo altresì che venga incrementato (e con urgenza) il servizio a bordo dei convogli da parte della Polfer, delle squadre anti-evasione, oltre ad un aumento del personale nelle fila della Protezione Aziendale del Gruppo Ferrovie dello Stato. E, ai nostri amici viaggiatori e pendolari, chiediamo di non rimanere indifferenti quando accadono simili situazioni incresciose: queste persone irrispettose dei beni pubblici devono essere allontanate, e devono capire di non essere gradite da nessuno a bordo dei treni, mezzi di trasporto collettivi che appartengono sì alle società ferroviarie, ma prima di tutto ai cittadini italiani e non, quelli onesti e che mensilmente pagano abbonamenti e biglietti per raggiungere i propri luoghi di studio e lavoro. Read More...
IMAGE Chiuso al traffico veicolare il passaggio a livello di Sibari sulla Cosenza - Sibari
Lunedì, 16 Aprile 2018
tratto da cassanoalloionio.asmenet.it Con Ordinanza Dirigenziale n. 62 del 13 aprile 2018 il Comandante della Polizia Locale di Cassano All'Ionio, Giuseppe Santagada, ha disposto la chiusura al traffico della SP 253 nel tratto Viale Magna Grecia di Sibari vicino al passaggio a livello, con decorrenza dalle ore 07:00 del giorno 16.04.2018. L'interruzione durerà fino al 30 aprile 2018 Dal 16 aprile, dunque sarà interrotta la circolazione veicolare della ex SS106, ora SP 253 nel tratto urbano di Viale Magna Grecia nel centro di Sibari, proprio nella zona in cui la strada interseca il tracciato della linea ferroviaria Sibari - Cosenza. Si legge nell'Ordinanza del Comandante Santagada che l'interruzione è dovuta ai lavori di manutenzione straordinaria del passaggio a livello km 0+564 e rinnovo binario. La richiesta di chiusura al traffico è stata chiesta proprio dalla ditta "Francesco Ventura Costruzioni Ferroviarie s.r.l.", esecutrice dei lavori. L'interruzione durerà fino al 30 aprile 2018. Ovviamente se i lavori dovessero subire variazioni temporali, sarà cura della ditta avvisare tempestivamente il Comando di Polizia Locale. Ovviamente, il Comandante Santagada d'intesa con la Commissione Straordinaria, al fine di salvaguardare la pubblica incolumità, nella stessa ordinanza hanno diposto anche opportuni provvedimenti atti a garantire che l'accesso e il deflusso dei veicoli e dei pedoni avvengano in totale sicurezza. Perciò sarà predisposta idonea segnaletica e sono stati studiati gli opportuni percorsi alternativi annotati nell'ordinanza di seguito allegata. L'Ordinanza n. 62/2018 è stata pubblicata sull'Albo Pretorio online del Comune e notificata a tutti gli organi preposti, incluso Prefettura, Provincia e Questura di Cosenza. Read More...
IMAGE Ritardi e disagi ai pendolari per un guasto ad un treno sulla Soveria - Catanzaro
Venerdì, 13 Aprile 2018
Disagi per i pendolari della Soveria Mannelli - Catanzaro Città questa mattina a causa di un guasto ad una automotrice. La M2.219 in servizio con il treno 307 si sarebbe infatti fermata a Cavorà in seguito ad un problema con una turbina che, rompendosi, ha lasciato finire olio sugli scarichi del mezzo, andando a produrre una grande nuvola di fumo e comportando l'arresto della marcia prima di arrivare a destinazione. Il treno sarebbe stato soccorso dal successivo treno proveniente da Soveria Mannelli (311), anch'esso effettuato con una M2.200 (la 230, l'unica rimasta in servizio a Catanzaro insieme alla 219). I viaggiatori, seppur con circa un'ora di ritardo, hanno raggiunto Catanzaro in parte utilizzando un servizio automobilistico messo a disposizione dalle Ferrovie della Calabria e in parte con il successivo treno 311. Pur essendo un guasto una cosa sempre possibile, bisogna riconoscere che la vetustà e l'obsolescenza del materiale rotabile utilizzato certamente non sono d'aiuto e che ormai le anziane M2.200 sarebbero ottime per andare a svolgere il loro servizio su una ferrovia turistica come treno storico, anziché essere ancora utilizzate per lo svolgimento del servizio ordinario di trasporto pendolari. Per fortuna, come già annunciato qualche settimana fa, è stato indetto il bando di gara per l'acquisto di nuove automotrici che si spera che in breve tempo andranno a risollevare la situazione del parco rotabili delle Ferrovie della Calabria, attualmente al limite. Riportiamo qui di seguito le dichiarazioni del consigliere comunale di Gimigliano Claudio Rotella, già in passato attento alle questioni legate al servizio di trasporto ferroviario svolto da Ferrovie della Calabria. «Registriamo con rammarico l'ennesimo disagio vissuto dai pendolari stamane a seguito del guasto sul treno della corsa 307 – scrive Claudio Rotella - consigliere comunale di Gimigliano che doveva raggiungere la città capoluogo alle 7.40 e che invece si è fermato nella stazione di Cavorà. L'improvvisa fumata bianca profusasi dalle vettura ha provocato l'evacuazione del treno dei tanti utenti che quotidianamente raggiungono luoghi di lavoro, scuole, ospedali. Ulteriore rammarico per la mancanza di comunicazione ufficiale da parte di Ferrovie della Calabria per spiegare l'accaduto e scusarsi con i viaggiatori, che meriterebbero magari maggiore considerazione visti anche i costi di biglietti e abbonamenti non di certo esigui. Ci chiediamo se non fosse il caso di potenziare la linea con maggiori e confortevoli carrozze e provvedere ad una definitiva sostituzione delle vecchie vetture che purtroppo vediamo ancora circolare sulla tratta Soveria-Gimigliano-Catanzaro, poiché è desolante registrare l'assoluta modernità ed efficienza dei treni che percorrono la tratta Catanzaro-Catanzaro Lido e dover viaggiare sulle vetuste carrozze per la tratta delle aree interne. Quanto e che cosa bisogna attendere per fare qualche passo in avanti verso un servizio degno di un Paese civile? Che cosa si vuole fare per gli utenti? Per quanto tempo bisognerà assistere ancora a episodi spiacevoli di ritardi e guasti? Ancora una volta ribadiamo la necessità di investire nel servizio ferroviario. Un segnale in questa direzione potrebbe essere dato inoltre portando l'adeguamento della stazione di Gimigliano agli standard che un importante scalo richiede, come l'installazione di una tettoia riparatoria e un distributore automatico dei biglietti» Read More...
IMAGE Trasporto merci su ferro in Calabria: tra ricordi ed idee per il futuro... (1° parte)
Venerdì, 06 Aprile 2018
In questi ultimi giorni, due particolari eventi ci hanno dato un forte input alla trattazione di un argomento troppo spesso sottovalutato: il trasporto merci su rotaia...ovviamente in Calabria. Iniziamo dal comunicare ai nostri lettori quali sono stati i due eventi che hanno "scatenato" questo articolo (che divideremo in più parti vista la vastità dell'argomento): il primo è la storica istituzione di un nuovo servizio merci per trasporto di collettame sulle linee ad Alta Velocità/Alta Capacità italiane, tramite un ETR500 appositamente allestito (le vetture modificate permetteranno l'alloggiamento di piccoli container che potranno velocemente essere trasbordati da treno a camion e viceversa). L'ambizioso progetto di Mercitalia, per il quale è stata appositamente creata una divisione denominata Mercitalia Fast,  è stato presentato nella giornata di ieri. Il servizio, che partirà da ottobre, inizialmente colleghera il terminal merci di Marcianise con lo scalo di Bologna Interporto: speriamo in un grande successo per questo storico intervento di "cura del ferro", che ovviamente possa un domani interessare anche la Calabria (nella quale oggi, a parte lo scalo di San Ferdinando con traffici limitati, non ci sono scali merci ferroviari attivi!). Il secondo evento stimolante è stata la vera e propria raffica di storiche fotografie relative a servizi merci ferroviari calabresi di relativamente pochi anni fa, pubblicate sul nostro gruppo facebook dai mitici fotografi e giornalisti ferroviari Francesco Maria e Marco Cantini, che ringraziamo nuovamente per aver voluto condividere con noi i loro scatti. Scatti eseguiti molto spesso, tra l'altro, in non semplici condizioni climatiche e con tanta, tanta pazienza per attendere il passaggio di treni merci che ai tempi (anni 2007-2008) iniziavano ad essere già molto rari. E proprio dalle loro fotografie vogliamo idealmente ricostruire quello che era il servizio merci su ferro in Calabria di circa 10 anni fa: ormai irrimediabilmente in declino, ma comunque ancora variegato e funzionale. Negli anni 2007 - 2008, gli scali merci ancora attivi in tutto o in parte erano i seguenti: Lamezia Terme Centrale, San Ferdinando, Reggio Calabria Mare, Cosenza, Crotone. Sibari era stato da pochissimo dismesso definitivamente. Tralasciando (per modo di dire!) lo scalo di Lamezia Terme Centrale, all'epoca ancora in piena attività al punto che nessuno avrebbe mai immaginato una sua chiusura (visti i volumi di traffico che possedeva), nel caso degli scali di Crotone e Reggio Calabria Mare, esistevano ancora servizi attestati in questi impianti. A Crotone, dove peraltro fino al 2006 originavano anche tre coppie di treni merci al giorno (ovviamente nei periodi di raccolta), in doppia trazione simmetrica, carichi di barbabietole da zucchero destinate allo zuccherificio di Foggia Incoronata, nel biennio 2007/2008 era ancora possibile assistere all'arrivo di treni merci ormai considerati come servizi straordinario su richiesta. Tali treni erano tracciati con due diversi percorsi, uno da/per Lamezia Terme Centrale via Catanzaro Lido, e l'altro da Lamezia Terme Centrale via Cosenza (con aggancio/sgancio carri anche in quest'ultimo impianto) - Sibari. Come esprimono pienamente queste bellissime fotografie dei mesi di giugno e luglio 2007, scattate alla stazione di San Leonardo di Cutro e nei pressi di essa, le composizioni erano spesso ridotte ad un solo carro trainato da un locomotore D345: Nel caso della composizione in basso, come descrittoci dall'autore della fotografia, il servizio quel giorno fu svolto in tal modo: "Il merci partiva da Lamezia al mattino, effettuava manovra a CZ Lido e poi a Crotone, per poi tornare indietro.Quel giorno il traffico era il seguente:Lamezia-CZ; 2 carri di materiale RFI + Lamezia-KR: 1 carro chiuso carico.KR-CZ-Lamezia: 5 carri vuoti (2 chiusi, 1 sponde basse, 3 sponde alte legname) vuoti in restituzione." E sempre nel 2007, questa era una panoramica dello scalo merci di Crotone, ancora attivo (si notano anche le attrezzature per il carico delle barbabietole), seppur già popolato da decine di carri accantonati in attesa di demolizione. Oggi, nel 2018, dopo quasi dieci anni dalla dismissione, sono stati demoliti i carri accantonati ed in più...quel che rimaneva dello scalo non  è neanche più connesso alla rete ferroviaria, in seguito alla devastante operazione di "right sizing" eseguita da RFI alla stazione della città di Pitagora: Reggio Calabria Mare, altra tristissima parentesi in quanto trattasi di un impianto non più esistente, aveva in più la particolarità di essere una stazione di testa (il breve percorso si raccordava alla Ferrovia Tirrenica Meridionale nella fermata di Reggio Calabria Lido) negli ultimi anni di esercizio (ci riferiamo sempre al biennio 2007/2008) servita solo da traffico merci. Traffico merci tra l'altro molto consistente, trattandosi di interi treni completi anche oltre i 10 carri, carichi di prodotti alimentari che venivano scaricati all'interno di un grande magazzino merci raccordato, e successivamente smistati in tutta la provincia reggina tramite autotrasporto. In particolar modo, arrivava in treno dallo scalo di Lecco Maggianico la ben nota acqua Levissima, ma ci fu anche la sperimentazione relativa al carico e partenza verso il resto d'Italia della calabrese acqua Mangiatorella: Cosenza era invece un positivo caso di scalo più che virtuoso, quasi al pari di Lamezia Terme Centrale, fin gli ultimi anni di esercizio, che stimiamo compresi tra il 2010 ed i primi mesi del 2011. Lo scalo merci di Cosenza Vaglio Lise, che di fatto era una sorta di scalo intermodale, venne costruito nel 1987 in occasione dell'attivazione della nuova stazione FS e soprattutto della nuova linea Paola - Cosenza, che permise un grandissimo incremento del traffico ferroviario viaggiatori e merci. In questo caso, oltre ai "classici" servizi merci specializzati sulle derrate alimentari, Cosenza riceveva anche numerosi treni merci completi di legname già lavorato, specie quello lamellare. Nel dettaglio, come ci racconta l'amico Marco Cantini relativamente alla fotografia in basso, nel 2005 la situazione era la seguente:- i carri chiusi erano ACQUA Lete proveniente da Roccaravindola (ma in passato e successivamente si videro anche alcune acque del nord tipo Levissima, San Benedetto ecc).- Sempre i chiusi portavano elettrodomestici Zanussi e Carta delle varie cartiere di Lucca e dintorni- Tantissimo legname sia in tronchi sia segato tutto proveniente dall'Austria ben visibile sulla sinistra- spesso da Cosenza partivano treni completi militari Nel 2008, la situazione era ancora la seguente, con grande attività (specie per quanto riguarda l'interscambio gomma-ferro) ancora chiaramente visibile: Lamezia Terme Centrale e San Ferdinando, a servizio del Porto di Gioia Tauro, alla fine del primo decennio del 2000, rappresentavano ancora un punto di riferimento a livello regionale per il trasporto merci. Entrambi gli scali infatti generavano anche traffico intermodale, con carico/scarico di casse mobili e container, ed erano origine/destinazione anche di treni completi dal Nord Italia e dall'Estero. Lamezia Terme Centrale ha ricevuto anche importanti strutture prefabbricate in cemento armato precompresso destinate ai lavori di rinnovo dell'autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria, oltre ad altri macchinari di grandi dimensioni destinati al vicino polo industriale lametino, ma anche al vicino territorio catanzarese, rimasto già nel 2002 orfano dello scalo merci di Catanzaro Lido. Anche se, nel 2004, a scalo merci già ufficialmente chiuso, Catanzaro Lido ricevette in via del tutto eccezionale un carro chiuso carico di piccoli trattori cingolati usati, che ai tempi per pura fortuna riuscimmo a fotografare proprio nel momento di trasbordo dal carro merci ad un camion!  Tornando su Lamezia Terme Centrale, ricordiamo anche i numerosi carri che quasi quotidianamente raggiungevano questo scalo carichi di prodotti alimentari del gruppo La Rinascente, destinati ai supermercati Upim ed affiliati: Continua... Read More...
IMAGE Buona Pasqua!
Sabato, 31 Marzo 2018
A tutti gli amici che quotidianamente ci seguono sul sito, sulla pagina e gruppo Facebook, a tutti i nostri associati...possa giungere un grande augurio per una Serena Pasqua ed una felice Pasquetta! Read More...
IMAGE Ferrovia Paola - Cosenza: lavori in corso nella Galleria Santomarco
Giovedì, 29 Marzo 2018
Da www.fsnews.it :RFI, galleria Santomarco: iniziati lavori di ripristinoSulla linea Paola - Cosenza. Oltre 100 tecnici al lavoro, riattivazione prevista entro il 30 aprile Reggio Calabria, 28 marzo 2018 Sono iniziati i lavori di ripristino della linea all'interno della galleria "Santomarco", sulla linea Paola - Cosenza. Oltre 100 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e delle ditte appaltatrici sono all'opera da questa mattina per ripristinare i binari danneggiati dal deragliamento del treno e rinnovare i tratti di rotaia, come da pianificazione per l'anno in corso. Saranno inoltre eseguiti lavori di manutenzione, conseguenti al mancato utilizzo dell'infrastruttura durante il periodo di sequestro, per ripristinare il corretto funzionamento dei deviatoi e degli impianti tecnologici. Le squadre hanno dato il via ai lavori dopo accurate visite tecniche, effettuate nei giorni scorsi, che hanno permesso di definire un cronoprogramma degli interventi immediati e a medio-lungo termine: la fine dei lavori è prevista per il 30 aprile, in considerazione anche dell'estensione della galleria (oltre 15 chilometri). Conclusa la prima parte di interventi immediati, bisognerà attendere il definitivo dissequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria per la riattivazione dell'esercizio ferroviario. Ulteriori attività manutentive saranno eseguite anche dopo la riapertura all'esercizio in orario notturno, nei periodi di sospensione del traffico ferroviario. Read More...
IMAGE Intervista a Vincenzo Morabito, reggino veterano della rotaia!
Venerdì, 23 Marzo 2018
Reggio Calabria, 15 marzo 2018. Dopo qualche giorno di organizzazione, presi sempre tra mille impegni lavorativi e di studio, con l'amico Piero Minei riusciamo a concretizzare quelle due ore di salto indietro nel tempo "ferroviario", che mai immaginavamo essere così affascinante e ricco di dettagli storici: ci riferiamo ad una intervista, dedicata al Maestro Vincenzo Morabito, classe 1927, uno degli ultimi veterani di una ferrovia ormai quasi dimenticata, e rievocata solo nei bellissimi treni storici della Fondazione FS. Con Piero raggiungiamo in auto casa di Vincenzo e della moglie, nel quartiere Archi di Reggio Calabria. Vincenzo abita a poche centinaia di metri dalla stazione omonima. Appena arrivati, davanti a noi sfreccia un InterCity proveniente da Roma Termini, composto dalle totalmente rinnovate vetture UIC-Z in nuova livrea IC, spinte da una E401, le praticamente nuove locomotive monocabina derivate dalle E402A, e destinate ai Servizi Universali di Trenitalia. Un curioso benvenuto con gli ultimi arrivati in casa Trenitalia, in occasione di un incontro con un ex ferroviere... che di Trenitalia forse non ne ha mai sentito parlare!Entriamo, pochi gradini e siamo in casa di Vincenzo (91 anni, e a parte qualche acciacco, per niente dimostrati!), calorosamente accolti da lui e la moglie. Ci accomodiamo nel loro salotto, e sul tavolo troviamo ad attenderci tre fotografie che, davvero come fossero una macchina del tempo, ci riportano ad epoche di cui ormai neanche si accenna quasi più.Non c'è stato neanche bisogno di iniziare con una prima domanda legata all'assunzione: Vincenzo Morabito ci racconta che quelle tre fotografie sono state scattate al Deposito Locomotive di Catanzaro Lido - o meglio, come lui giustamente la definisce in coerenza con l'epoca, "Catanzaro Marina" - assieme alla vaporiera 625 436, una "Signorina", così come venne soprannominato questo gruppo di locomotive a vapore per la propria eleganza e agilità. Vincenzo è stato assunto dalle Ferrovie dello Stato l'1 novembre 1954, anno a cui risalgono le tre storiche fotografie, e diventa aiuto macchinista dopo 8 mesi di corso, sempre a Catanzaro Marina, assieme ad altri 26 futuri colleghi macchinisti. I primi quattro anni di servizio, li trascorre quindi quasi esclusivamente sulla Ferrovia Jonica, alla condotta di locomotive a vapore con ogni genere di servizio: dallo storico Rapido notturno Villa San Giovanni - Bari Centrale, passando per i tantissimi e pesanti treni merci, che richiedevano la spinta in coda tra San Leonardo di Cutro ed Isola Capo Rizzuto, per superare la ben nota rampa di Cutro. Con il rischio asfissia sempre dietro l'angolo, specie per i macchinisti della locomotiva di coda, all'interno della lunga Galleria di Cutro. Una curiosità, che può stimolare alcune ricerche: Vincenzo ci segnala che, tra il 1954 ed il 1958, sulla linea Jonica vennero utilizzate per la trazione dei treni merci anche alcune locomotive a vapore del gruppo 476, macchine di costruzione tedesca ed austriache ricevute dall'Italia come risarcimento danni post - Prima Guerra Mondiale. In ogni caso, non si trattava, da quanto ci ha raccontato il nostro veterano, di locomotive dalle grandi prestazioni e affidabilità: le migliori, a suo dire, rimanevano comunque le italiane 625 e 740, nel giro di pochi anni comunque sostituite dalle prime locomotive diesel-elettriche D341. La Ferrovia Jonica, da trent'anni indietro su praticamente tutto per quanto riguarda il materiale rotabile, ai tempi fu una delle prime linee ferroviarie d'Italia a ricevere una consistente dotazione di locomotive diesel in sostituzione delle vaporiere che, in alcune aree del Nord Italia, continuarono a circolare in servizio ordinario fino ai primi anni '70! Vincenzo, senza che gli si ponga alcuna domanda, ci racconta anche dettagliatamente la vita ferroviaria di una linea Jonica oggi irriconoscibile, con ogni stazione abilitata alle spedizioni a carro, continuamente servite da treni raccoglitori che prelevavano i carri carichi in partenza e distribuivano quelli vuoti e/o carichi da scaricare. Nel 1958 si riavvicina a casa, venendo trasferito al Deposito di Reggio Calabria. E' qui che inizia ad alternare i servizi a vapore con quelli elettrici lungo la Ferrovia Tirrenica, fino a S.Eufemia Lamezia (così come lui ancora definisce l'odierna Lamezia Terme Centrale!) e Paola, a bordo delle mitiche E626.  Ed a proposito di E626, Vincenzo ci ha raccontato un aneddoto relativo ad un incidente ferroviario che gli capitò in prima persona, per fortuna senza conseguenze serie per nessuna delle persone coinvolte. Era il 28 dicembre del 1958 in piena notte e con forte maltempo, e Vincenzo assieme ad un collega era alla condotta di una E626 in testa ad un lungo treno merci proveniente da Nord. Percorsa tutta la ferrovia Tirrenica via Tropea (ai tempi la "Direttissima" via Mileto non esisteva!), all'ingresso del posto di movimento Medma, si ritrovarono il segnale di protezione dell'impianto posto a via impedita. Anche in questo caso, Vincenzo non immagina quale testimonianza storica ci abbia regalato, poichè il Posto di Movimento Medma, probabilmente poco o per niente noto anche ai più appassionati di treni e ferrovie calabresi, venne soppresso nel 1971, ai tempi della costruzione della nuova linea a doppio binario tra Rosarno ed Eccellente via Mileto. Il PM Medma si trovava infatti poco più a nord della stazione di Rosarno, poco prima dell'attraversamento sul fiume Mesima. Il raddoppio del binario della nuova linea,praticamente inglobò a sè questo impianto che, ovviamente, sparì definitivamente. Tornando al racconto di Vincenzo, una volta fermati davanti al segnale di protezione di PM Medma, e trascorsi più di dieci minuti senza alcuna informazione, iniziarono a sospettare semplicemente che...il Capostazione si fosse addormentato (o meglio, come simpaticamente ha esclamato Vincenzo, "accamora è chi dormi!")! Ma il tempo per pensare divenne ben poco quando, improvvisamente, si trovarono davanti al loro treno due fari che si avvicinavano pericolosamente: un altro convoglio gli stava piombando addosso! Immediatamente Vincenzo ed il suo aiuto macchinista abbandonano il locomotore, ed anche i macchinisti del convoglio in arrivo si accorsero chiaramente di quanto stava accadendo, azionando la frenatura rapida e scappando all'interno del corridoio del locomotore (un altro E626), in direzione della cabina posteriore, per evitare il più possibile gli esiti funesti di un quasi certo impatto. Così fu: con gran fragore i due E626 si scontrarono ed a causa dell'urto alcuni carri, probabilmente a cassa in legno, letteralmente esplosero ricoprendo Vincenzo ed il suo aiuto di pomodori ed altre verdure contenute all'interno dei vagoni! Per fortuna anche gli altri due macchinisti, che si scoprì stessero conducendo un altro treno merci, non ebbero gravi ripercussioni. Dopo pochi minuti giunse correndo un manovale del PM Medma, che si sincerò delle condizioni di salute del personale coinvolto nell'incidente e comunicò proprio quanto sospettato da Vincenzo: il Capo Stazione si era addormentato. Peccato però che, in seguito, si scoprì che il sistema di Blocco venne indebitamente manovrato proprio dal manovale, dando il via libera al treno merci che si scontrò con il convoglio di Vincenzo...  Ma un'altra grande testimonianza del nostro maestro 91enne, è quella relativa alle campagne ortofrutticole che dagli anni '60 fino ai primi anni '90 rappresentarono un'eccellenza del trasporto ferroviario merci italiano: ci riferiamo alle decine di treni merci di carri Interfrigo che partivano da Sicilia, Calabria e Puglia, verso le più disparate destinazioni nord europee, fino in Norvegia, Svezia, Danimarca... Vincenzo ricorda i lunghissimi convogli merci che originavano da Policoro e Spezzano Albanese (da quest'ultima stazione ricorda in particolare il carico di pesche), con carri che in alcuni casi raggiungevano direttamente le sedi delle società produttrici di prodotti ortofrutticoli, tramite carrello stradale, per essere caricati in loco. Oppure analoghi convogli che con tonnellate di uva da tavola partivano dalla Puglia, compresi alcuni scali delle Ferrovie del Sud Est: anni d'oro non solo per il trasporto merci su rotaia, ma anche per la stessa agricoltura del Sud Italia. La lunga carriera di Vincenzo termina con la pensione nell'ormai lontano 1986: ai tempi, ancora una ferrovia imparagonabile a quella odierna. Una ferrovia che era praticamente una seconda famiglia, per un ferroviere. Emblematico quanto sostenuto da Vincenzo: "un ferroviere, in qualsiasi stazione dalla Sicilia fino alla Valle d'Aosta, era come a casa: anche se il tuo collega per esempio trentino non lo conoscevi e lui non conosceva te, era come se fosse un tuo familiare. La disponibilità era assoluta, ed all'interno delle aree ferroviarie nessuno ti faceva mai mancare nulla" E' difficile comunicare, ancora di più in un articolo, la sensazione provata ad ascoltare questi aneddoti di vita lavorativa, e non, di Vincenzo Morabito: forse non è neanche corretto parlare di "salto indietro nel tempo", ma è un po' come se quel passato ormai relegato a libri ed articoli di riviste ferroviarie, fosse stato in realtà davanti a noi, qualche giorno fa. E del resto, così è stato: abbiamo sentito parlare come fosse ieri della condotta di vaporiere 625, 476, 740, ed abbiamo chiesto a Vincenzo cosa pensasse delle moderne locomotive elettroniche come le E402/E403. La sua risposta è stata: "mai sentito parlare di questi gruppi: io ho condotto negli ultimi anni le E444 e le E656... il Caimano, la più affidabile locomotiva che io abbia mai conosciuto, ma poi mi sono pensionato. Mi ricordo un po' l'ETR450, il Pendolino...". Ma del resto, sarebbe stato assolutamente riduttivo chiedere i soliti pareri e confronti tra il materiale rotabile di una volta e quello odierno. Semplicemente, per Vincenzo, dalla E444 (quella originale, nemmeno trasformata in E444R!) in poi non esiste più nulla! Frecce, Alta Velocità, nulla di tutto ciò: grandissimo rispetto per una persona d'altri tempi, che per tutti noi rappresenta un grande patrimonio umano e sociale. Ma non solo per i suoi ricordi ferroviari, con testimonianze ormai difficilissime da rintracciare in persone viventi: Vincenzo è un patrimonio umano, dai modi di fare, di parlare, di considerare il proprio lavoro ed il rispetto per il prossimo, lontano anni luce dallo status della società odierna. Nei racconti di Vincenzo abbiamo potuto percepire un'infinita passione per il proprio lavoro, ed una vera e propria devozione per quella che, come abbiamo già avuto modo di dire, non era una "impresa ferroviaria", ma appunto una grande famiglia interconnessa in ogni angolo della nazione, magari anche costosa per le casse dello Stato, ma che in ogni caso ha ricostruito da zero l'economia e la società italiana nel dopoguerra, con particolare riferimento al Mezzogiorno d'Italia. Grazie di cuore Vincenzo...ed al prossimo incontro!  Read More...
IMAGE Galleria Santomarco: iniziate le visite tecniche alla Galleria da parte di RFI
Giovedì, 22 Marzo 2018
tratto da fsnews.it Dopo fine lavori, necessario dissequestro per riattivazione linea Reggio Calabria, 22 marzo 2018 Rete Ferroviaria Italiana ha iniziato questa mattina le visite tecniche all'interno della galleria "Santomarco", dopo aver ricevuto ieri pomeriggio l'autorizzazione da parte dell'Autorità Giudiziaria. Oltre 40 tecnici di RFI e delle ditte appaltatrici sono già al lavoro per procedere a un'approfondita ispezione della galleria, constatando da vicino le condizioni dell'infrastruttura, dopo oltre 100 giorni di inibizione all'accesso e, quindi, di sospensione di qualsiasi attività ferroviaria e manutentiva. Considerata l'estensione dell'intera galleria (oltre 15 chilometri), sono stati programmati cinque giorni di visite ispettive, durante le quali le squadre tecniche raccoglieranno anche informazioni e dati, anche attraverso strumenti diagnostici, per pianificare al meglio gli interventi necessari al ripristino della linea. Un cronoprogramma dettagliato dei lavori sarà comunicato al più presto. Per la riattivazione della linea, dopo la fine degli interventi, bisognerà comunque attendere il dissequestro definitivo da parte dell'Autorità giudiziaria che, secondo quanto comunicato, apporrà nuovamente i sigilli al termine dei lavori.   Il tweet di "festeggiamento" per l'avvio dei sopralluoghi di Pietro Ventura, dell'Impresa di costruzioni ferroviarie "Francesco Ventura" di Paola.    Finalmente si parte con i lavori per la riapertura della galleria santomarco... pic.twitter.com/oJdBkwNjqj — pietro ventura (@pietro_ventura) 22 marzo 2018 Read More...