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Calabria - Pietrarsa andata e ritorno. In giornata!

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Dopo il Treno della Magna Grecia da Crotone a Locri e ritorno, organizzato lo scorso 5 marzo servendoci dei treni regionali circolanti lungo la linea Jonica, il 30 aprile abbiamo sperimentato un nuovo itinerario cultural-ferroviario, tranquillamente effettuabile in un'unica giornata, utilizzando l'offerta ferroviaria commerciale a lunga percorrenza e regionale dei giorni feriali. 
Questa volta, però, ci siamo spinti fuori regione, facendo un salto nella bella e vicina Campania. Destinazione? Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa!
Sicuramente il sito museale, oggi fiore all'occhiello della Fondazione FS, non necessita di grandi presentazioni, essendo ben noto agli appassionati di treni e ferrovie di tutta Italia (e non solo). All'interno dei capannoni dell'ex Officina Grandi Riparazioni di Napoli-Pietrarsa, si trova riunito gran parte del patrimonio ferroviario storico italiano, con una imponente "collezione" di locomotive a vapore - alcune delle quali esemplari ormai unici, come la 736 di origine statunitense, il "cubo" serie 800 o la R370 a scartamento ridotto ed a cremagliera utilizzata in Sicilia -, oltre alle gloriose locomotive elettriche trifase (E432, E551, E440), quelle a corrente continua ormai d'epoca (E428, E626, E326, E444 001), locomotive ed automotrici diesel (D341, D342, una "sogliola" del gruppo 207, oltre alle littorine ALn772, ALn880, ALn556), carrozze passeggeri, per trasporto di posta e collettame...e detenuti! Senza dimenticare "l'Ocarina" ALe792 ed ovviamente la vera regina del museo, cioè la gloriosa riproduzione del 1939 della vaporiera Bayard e del relativo treno reale borbonico che inaugurò la prima ferrovia d'Italia, la Napoli - Portici, nel lontano 1839. Le Officine di Pietrarsa, prima di diventare officine grandi riparazioni per locomotive a vapore delle Ferrovie dello Stato, furono il "Reale Opificio" all'interno del quale si costruiva e riparava il materiale rotabile ed infrastrutturale della ferrovia borbonica. 

Il nostro viaggio per raggiungere Pietrarsa, ha avuto origine a Lamezia Terme Centrale e Cosenza.
I due diversi itinerari, qualora qualche nostro lettore volesse ripetere l'esperienza autonomamente, li ripercorriamo qui di seguito.

Itinerario 1: partenza da Lamezia Terme Centrale alle ore 7.35 destinazione Salerno, con InterCity 550 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, eccezionalmente trainato da una E402B in livrea Frecciabianca. Arrivo a Salerno alle 10.30 con qualche minuto di ritardo causa lavori lungo la linea. Arrivati a Salerno, abbiamo proseguito verso la stazione di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano con uno dei tantissimi treni metropolitani diretti a Napoli Campi Flegrei, che con cadenza semi-oraria percorrono la storica linea tirrenica via Nocera Inferiore, sulla quale fino al 2008 transitavano anche i treni a lunga percorrenza, oggi instradati sulla Linea a Monte del Vesuvio.
La "vecchia" ma fondamentale linea ferroviaria Salerno-Napoli è oggi divenuta una sorta di metropolitana di superficie frequentatissima da ogni tipo di utenza, pendolare e turistica, ed il treno percorre un vero e proprio tour lungo il Golfo di Napoli. Il materiale rotabile utilizzato è rappresentato prevalentemente dalle elettromotrici ALe724 ormai vicine alla pensione, alcune allestite con interno prettamente "metropolitano" con seggiolini in plastica di tipo urbano, ed ampi spazi per ospitare un considerevole numero di persone in piedi. Non mancano anche i consueti elettrotreni Minuetto, mentre abbiamo anche incrociato il primo elettrotreno "Jazz" acquistato dalla Regione Campania, che entro il 2017 verrà affiancato da ben altri 11 complessi analoghi, mandando definitivamente in pensione le ALe724. Arrivati a Pietrarsa attorno alle 12, prima di entrare nel museo, abbiamo ovviamente avuto il tempo di pranzare con una buonissima pizza. Non poteva essere diversamente!
Il ritorno da Pietrarsa era stato fissato attorno alle 18, con uno dei tantissimi treni metropolitani diretti a Salerno, da dove poi alle 19.23 siamo ripartiti alla volta di Lamezia Terme Centrale con l'InterCity 561, con arrivo alle 22.18.

Itinerario 2: partenza da Cosenza alle ore 07.37 con il Regionale 12681 Sibari - Sapri, con arrivo a Paola alle 7.58. Alle 8.23 si prosegue per Napoli Centrale con il Frecciargento 9372, che arriva nella città partenopea alle 10.25, dopo aver sorpassato l'InterCity 550 alla stazione di Scalea. Pochi gradini e si raggiungono i "sotterranei" di Napoli Centrale, vale a dire la stazione di Napoli Piazza Garibaldi, dalla quale passano i treni Metropolitani Napoli Campi Flegrei - Salerno. In pratica gli stessi treni, in senso opposto, utilizzati nell'itinerario 1 per raggiungere Pietrarsa da Salerno. In questo caso, il viaggio da Napoli Piazza Garibaldi a Pietrarsa è molto più breve rispetto al viaggio Salerno - Pietrarsa. 
Il ritorno dell'itinerario 2, nel nostro caso, è stato comune all'itinerario 1, ma mentre il gruppo diretto a Lamezia Terme Centrale ha utilizzato l'InterCity 561, il gruppo diretto a Cosenza è partito pochi minuti dopo con il Frecciargento di ritorno 9377 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale (19.28 da Salerno). Così come all'andata al mattino, il Frecciargento ha "sorpassato" l'Intercity 561 pochi minuti dopo la partenza, precisamente nella stazione di Battipaglia. L'arrivo a Paola è previsto alle 21.03, ed alle 21.30 si prosegue tranquillamente per Cosenza con il Regionale 12683.

Se anche il gruppo dell'itinerario 1 avesse scelto la Frecciargento come treno di ritorno, sarebbe potuto in realtà partire da Catanzaro Lido con il Regionale 3779 per Lamezia Terme Centrale (in coincidenza sia con l'IC 550 che con il Frecciargento 9372), e rientrare la sera a Catanzaro Lido con il Regionale 3783 in partenza da Lamezia Terme Centrale alle 21.38, sempre in coincidenza con il Frecciargento 9377 di ritorno da Roma. Ma mancando una coincidenza con l'InterCity 561 che arriva alle 22.18, chiaramente l'utilizzo dell'auto per raggiungere Lamezia Terme è stato obbligato!

Specifichiamo ovviamente che l'InterCity 561 è l'ultimo treno in assoluto per rientrare in Calabria, e se anche non si vuole scegliere la Frecciargento per rientrare, si può utilizzare l'InterCity 555 che parte da Napoli Centrale alle 16.45 e da Salerno alle 17.26. Una soluzione che permette di proseguire da Lamezia Terme Centrale verso la Jonica in treno, pur non sacrificando eccessivamente la visita al museo (circa 3 ore sono in realtà sufficienti, se non si è appassionati "compulsivi"!!).

Perciò, godiamoci adesso qualche fotografia (poche: chi volesse vedere in modo approfondito il "contenuto" del museo...lo visiti!!!) della nostra esperienza, e speriamo che anche qualche tour operator calabrese prenda in considerazione il viaggio in treno verso il Museo di Pietrarsa, da proporre per una giornata, anche ai turisti che vengono a visitare la nostra regione. 

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Trasporto pubblico locale: riflessioni calabro-venete...

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Porto Viro (RO), ore 7.00. Fermata "S.Marco".
Dalle vie limitrofe ancora immerse nel buio e nella nebbia, lentamente iniziano ad affluire piccoli gruppi di studenti e lavoratori, che di lì a poco saliranno sui vari autobus della società SITA (facente capo al gruppo Ferrovie dello Stato) diretti ad Adria e Rovigo.
Porto Viro è un importante centro abitato del basso polesine, di circa 15.000 abitanti, che ha conosciuto un notevole sviluppo economico e sociale negli ultimi venti anni. La stazione ferroviaria più vicina si trova a Loreo, posta sulla linea Rovigo – Chioggia, ad una distanza compresa tra i 5 ed i 10 km da Porto Viro, comune che possiede una notevole estensione territoriale.
Alle 7.10, in perfetto orario, arriva l'autobus Taglio di Po – Rovigo, carica il gruppetto di studenti e riparte alla volta di Loreo, non prima di aver effettuato alcune altre fermate all'interno di Porto Viro. La fermata successiva viene effettuata quindi a Loreo, nei pressi della stazione ferroviaria (dove poter interscambiare con i treni per Rovigo e Chioggia), e la tappa successiva è Adria, ancora una volta a poche decine di metri dalla stazione RFI, da dove partono anche i treni per Venezia, oltre che quelli per Rovigo e Chioggia. Il nostro autobus prosegue in direzione Rovigo, ma percorrendo un itinerario diverso rispetto a quello della ferrovia, servendo quindi piccoli e medi centri abitati e frazioni, fuori dalla portata del treno. Alle 8.10, ancora in perfetto orario, il nostro bus arriva a destinazione all'autostazione di Rovigo, ancora una volta a pochi passi dalla stazione ferroviaria.
Costo del biglietto da Porto Viro a Rovigo, 4,90 euro, tariffa prevista per la fascia kilometrica 42,1 – 50 km.
Ma il viaggio del nostro ipotetico utente proveniente da Porto Viro, non finisce qui: immaginiamo quindi di proseguire, e dopo circa 200 metri di cammino ci troviamo nella piazza della stazione ferroviaria di Rovigo, al centro della quale un monumento ai caduti, ricorda la disastrosa alluvione del Po del 1951. Entrando in stazione, si nota sin da subito l'importanza dell'impianto, posto sulla direttrice ferroviaria Venezia – Bologna, ed alla confluenza delle linee "secondarie" da Chioggia/Adria e da Verona via Legnago, a trazione diesel e gestite da Sistemi Territoriali, una società di trasporto regionale molto simile alle nostre Ferrovie della Calabria (ma in condizioni finanziarie e strutturali decisamente migliori). Dopo l'istituzione del cadenzamento ferroviario regionale, Rovigo è divenuta (nonostante già lo fosse parzialmente da anni), un modello di interscambio gomma/ferro e soprattutto ferro/ferro, con un ottimo sistema di coincidenze tra le varie linee ferroviarie afferenti a quello che viene così considerato un "nodo". Un po' come dovrebbe essere, per esempio, Catanzaro Lido.
Ma vediamo nello specifico come funziona il nodo ferroviario di Rovigo, prendendo come esempio la fascia oraria dalle 8 alle 9, ed aiutandoci con il seguente schema:

orari rovigo

Ore 08.10: fermata del Regionale Veloce Bologna – Venezia;
Ore 08.15: partenza del Regionale per Chioggia;
Ore 08.30: arrivo del Regionale da Venezia;
Ore 08.34: partenza del Regionale per Venezia;
Ore 08.35: arrivo del Regionale da Chioggia;
Ore 08.37: arrivo del Regionale da Verona;
Ore 08.38: partenza del Regionale per Verona;
Ore 08.50: fermata del Regionale Veloce Venezia – Bologna

Alle 9, e durante la maggior parte della giornata, il cadenzamento si ripete:

Ore 09.10: fermata del Regionale Veloce Bologna – Venezia;
Ore 09.15: partenza del Regionale per Chioggia;
....

In pratica, con un'attesa di 25 minuti è possibile andare da Chioggia/Adria a Venezia Santa Lucia (seppur da Chioggia/Adria sia possibile raggiungere direttamente Venezia attraverso la linea Adria - Mestre), oppure andare da Chioggia/Adria a Verona via Legnago con cambio di 3 minuti (ed attesa certa del treno in partenza per Verona, in caso di ritardo minimo del treno da Chioggia). Ma ancora, Bologna – Chioggia con attesa di 5 minuti, e tante altre comode combinazioni che il lettore può divertirsi ad individuare.

A questi treni sono da aggiungersi inoltre, nelle ore di punta, alcuni Regionali tra Rovigo e Ferrara, effettuanti tutte le fermate e non inseriti nel cadenzamento, ed ovviamente i vari treni a lunga percorrenza del corridoio Venezia – Bologna con fermata prevista a Rovigo, vale a dire due coppie di Frecciargento (una Udine – Roma Termini e vv, e l'altra Salerno – Venezia Santa Lucia e vv), due di InterCity Trieste – Roma Termini e vv, due Frecciabianca Venezia Santa Lucia – Lecce e vv, ed una coppia di InterCity Notte Trieste – Udine – Roma Termini e vv. Periodicamente circola anche un Euronight Vienna – Livorno, che effettua però fermata a Rovigo in orario notturno.
Per esempio, se volessimo andare da Chioggia o Adria a Roma Termini, è possibile partire da Chioggia alle 6.35 con il Regionale 6438, arrivare a Rovigo alle 7.45, ed alle 8.13 proseguire per la Capitale con il Frecciargento 9407. Con un'attesa di 28 minuti. In senso opposto risulta sì necessario effettuare un doppio cambio a Bologna e Rovigo, ma con quale perfezione!
Si parte da Roma Termini alle 15.50 con il Frecciargento 9438, si arriva a Bologna Centrale alle 18.07, ed alle 18.20 si prosegue con il Regionale Veloce 2244 per Venezia Santa Lucia, con arrivo a Rovigo alle 19.08. Alle 19.15 si riparte per Adria/Chioggia con il Regionale 6427, con arrivo sulla Laguna alle 20.25. Tempi da record, quindi: 4 ore e 35 minuti Roma Termini – Chioggia, nonostante i cambi!
Ma c'è di meglio: se volessimo tornare a Porto Viro, da Roma Termini, basterebbe scendere dal treno 6427 ad Adria, alle ore 19.41, dove troveremmo il bus verso il Polesine alle 19.50, in partenza di fianco alla stazione ferroviaria.
Senza la necessità di dover disturbare parenti o amici in auto, come succede in Calabria. Fanno tristemente sorridere le "carovane" di auto che lasciano Lamezia Terme alla volta del versante Jonico, all'arrivo dei treni a lunga percorrenza da Nord, sol perchè le coincidenze ferroviarie verso Catanzaro Lido (e non di meno quelle da Catanzaro Lido verso Crotone/Sibari e verso Roccella/Reggio Calabria)...in pratica non coincidono. Il trionfo dell'irrazionalità: le 68 persone trasportabili su una singola automotrice Aln668, sono costrette a servirsi di 40,50 o 60 auto, mezzi su gomma che affolleranno le nostre disastrate strade, aumenteranno i rischi di incidenti, l'inquinamento, lo stress dei guidatori, e perdite di tempo necessarie per spostarsi in auto, a causa della mancanza di trasporti pubblici che possano rendere i calabresi indipendenti dal mezzo privato.


Perciò, lasciamo la nebbia e le pianure, per arrivare al dunque.
Stazione RFI di Catanzaro Lido, capoluogo della Regione Calabria.
L'orario ferroviario invernale 2014/2015 ha portato all'annullamento del cadenzamento istituito 10 anni fa sulla tratta Catanzaro Lido – Roccella Jonica – Reggio Calabria Centrale. Si pensava che tale provvedimento, in tempi di scarsità di corse, potesse rappresentare una via per "ammorbidire" il rigido schema del cadenzamento, in modo tale da renderlo più vicino alla reale richiesta di mobilità pendolare. Non l'avessero mai fatto. Al mattino partono due treni da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale a distanza di 20 minuti (...), non si sa per servire chi: l'8549 alle 5.45, ed il 12711 alle 6.05. Il treno successivo, il 12707 Sibari – Reggio Calabria Centrale parte da Catanzaro Lido alle 7.43, ma senza chiari motivi non ferma nè a Soverato e nè a Monasterace: Catanzaro Lido – Roccella Jonica no-stop, in balia di strani sogni di Alta Velocità calabra. Peccato che nonostante non effettui le due importanti fermate, il 12707 impieghi tra Catanzaro Lido e Roccella 47 minuti, come per quei treni che invece a Soverato e Monasterace fermano! Qualche giorno vedremo la nostra Aln668, ricolorata come il Frecciarossa, per renderla più credibile.
Dalle 7.43 fino alle 12.46, risulta impossibile andare a Reggio Calabria da Catanzaro Lido. Ben cinque ore di buco d'orario, senza possibilità di spostamento. Ma non è tutto: alle 12.46, da Catanzaro Lido, il treno utilizzabile è l'InterCity 559 Taranto – Reggio Calabria Centrale. In questo mare di tristezza, entra in scena lui, il noto treno "tarocco", con salata tariffa InterCity ma materiale rotabile analogo a quello dei treni Regionali utilizzati nel centro/nord Italia, quando va bene. Quando va male, infatti, anche l'InterCity viene effettuato con la solita "littorina" Aln668.
Se si vuole quindi attendere un treno Regionale per andare a Reggio Calabria da Catanzaro Lido, dopo le 7.43 la soluzione successiva è alle 13.45, dopo addirittura sei ore. Peggio ancora da Soverato a Reggio Calabria: si parte alle 6.20, e se ne parla poi alle 14, dopo quasi 8 ore di assenza di treni, sempre che non si voglia partire alle 13 con l'InterCity.
Ma l'apice lo raggiungiamo cercando una soluzione Lamezia Terme Centrale – Soverato. Ne risultano solo 3 sul sito di Trenitalia. Una è il bus LP795 Lamezia Terme Centrale – Reggio Calabria Centrale via Catanzaro/Roccella, la seconda è qualcosa di clamoroso. Partenza da Lamezia Terme Centrale alle 6.55, arrivo a Catanzaro Lido alle 7.38. Alle 7.43 ci sarebbe il treno per Reggio Calabria Centrale...ma non ferma a Soverato. Il sistema d'orario di Trenitalia, però, lo riporta lo stesso, e ci consiglia di partire da Catanzaro Lido alle 7.43, guardare la stazione di Soverato in corsa dal finestrino, e scendere a Roccella alle 8.28. Lì attenderemo fino alle 9.09 il Regionale 12724 Reggio Calabria Centrale – Catanzaro Lido, che ci riporta indietro e ci fa arrivare a Soverato alle 9.38. Da stendere un triplo velo pietoso.
La terza opzione prevede invece la partenza alle 18.55 da Lamezia Terme Centrale con il Regionale 3733 (unico treno sensato, in quanto in coincidenza con il Frecciabianca 9877 da Roma Termini), con arrivo a Catanzaro Lido alle 19.39. Proseguimento per Soverato? Alle 21.08, dopo un'ora e mezza di attesa.
A meno che, alle 20, non si prenda un autobus di Federico nei pressi della stazione RFI di Catanzaro Lido, diretto a Soverato. Comodo sì, ma che in realtà non dovrebbe esistere in una regione "normale". Tocchiamo così l'altro tasto che ci differenzia da quelle regioni dove il trasporto pubblico locale viene pianificato con coerenza e razionalità.
In Veneto, il bus della SITA di cui parlavamo all'inizio di questo articolo, va da Porto Tolle a Rovigo, e percorre in sovrapposizione alla ferrovia solo una distanza di circa 6 km, da Loreo ad Adria, giusto il tempo per permettere l'interscambio con il treno nelle due stazioni.
Calabria, Catanzaro. Dal centro città verso il quartiere di Lido, partono i treni di Ferrovie della Calabria, e gli autobus urbani di AMC...ed in più i bus extraurbani di varie società private ma sovvenzionate dalla Regione Calabria, che addirittura effettuano una sorta di servizio urbano da Catanzaro Città a Catanzaro Lido, nonostante esistano già i servizi appositi, vale a dire i trenini di Ferrovie della Calabria ed i bus AMC! Ma non finisce qui: da Catanzaro Lido a Soverato (ma anche Monasterace, Locri o Reggio Calabria del tutto per alcuni bus), la sovrapposizione continua. Treni ed autobus percorrono la stessa tratta, ed effettuano quasi le stesse fermate. Addirittura, nella maggior parte dei casi, il bus ferma proprio davanti alle stazioni ferroviarie (e non di rado allo stesso orario di un treno che va nella stessa direzione)...ma non di certo per effettuare l'interscambio modale! Contemporaneamente, però, i centri dell'entroterra, dove la ferrovia non arriva, risultano collegati poco (o per niente) con le aree costiere. Solita domanda: perchè i km/bus previsti in sovrapposizione al treno, non vengono spostati nelle tratte costa-entroterra e viceversa, e si incrementa la frequenza dei treni (ai quali dovranno coincidere arrivi e partenze dei bus) dove presente la ferrovia?
Concludiamo con l'ultima riflessione, che potenzialmente lascerà a bocca aperta tanti lettori. In Calabria, per anni, siamo stati abituati alla solita solfa politichese. "Al Nord i servizi ci sono, ma costano molto più che da noi! In Calabria abbiamo le tariffe più basse d'Italia, non possiamo pretendere chissà cosa".
Da due anni a questa parte, dopo gli aumenti tariffari del TPL imposti dalla Regione Calabria, non è più così. Facciamo infatti notare che, in Veneto, i biglietti ferroviari di Trenitalia di corsa semplice non costano molto più che in Calabria. Per esempio, un biglietto regionale di fascia 100 km in seconda classe, in Calabria costa 6,40 €, ed in Veneto 7,30 €. Praticamente 90 centesimi di differenza sono irrisori, se paragoniamo il servizio ferroviario calabrese (ed in particolare quello della fascia Jonica), con quello esistente per esempio sulla Rovigo – Chioggia, linea assolutamente secondaria in paragone alla nostra Metaponto – Reggio Calabria.

tariffe FS

Soli 90 centesimi di differenza per avere un treno ogni ora, e materiale rotabile in costante via di rinnovamento, grazie all'acquisto di nuovi treni diesel ATR110 e 120 di costruzione svizzera, da parte della Regione Veneto.

Ma il bello deve ancora arrivare! Diamo uno sguardo agli abbonamenti:

abbonamenti FS

Come possiamo notare, nei due scaglioni 0-10 km e 11-20 km, gli abbonamenti ferroviari calabresi in seconda classe, costano poco meno di quelli veneti (circa un euro in meno). Ma dallo scaglione 21-30 km in poi, avviene l'incredibile. In Veneto, nonostante il servizio ferroviario sia di standard teutonico...si paga meno che in Calabria, dove il trasporto pubblico locale ha raggiunto livelli da terzo mondo! Addirittura nella fascia 91-100 km, l'abbonamento mensile veneto costa 77,90 €, a differenza dei 90 € della Calabria! Circa 12 euro di differenza, ogni mese: in pratica 144 in meno all'anno, per viaggiare in Veneto con treni ogni ora ed ogni mezz'ora, con materiale rotabile moderno ed affidabile, e con servizi a tutte le ore della giornata ed in coincidenza tra di loro. Una differenza con le fasce chilometriche calabresi, la notiamo dalla 91-100 in poi. Mentre in Calabria le fasce successive vengono conteggiate ogni 25 km, in Veneto si salta alla successiva ogni 10 km. Facendo però un rapido raffronto, ci rendiamo conto che continua a non esserci paragone tra le due regioni, con abbonamenti molto più economici in Veneto! 
Ma per par condicio, consideriamo anche i bus: facendo finta di sorvolare che in Veneto esiste un'unica società che gestisce il trasporto pubblico extraurbano su gomma, mentre in Calabria ancora oggi se ne perde il conto, facciamo notare una particolarità:

tariffe bus

In Veneto, pur di base essendo più caro il trasporto su gomma rispetto alla Calabria, esiste la tipologia di abbonamento mensile per studenti/lavoratori, che vale 26 giorni al mese e che esclude ovviamente le domeniche, quando ovviamente lo studente o il lavoratore il bus non lo prende. Come possiamo notare, dalla fascia chilometrica 20-30 in poi, questa tipologia di abbonamento veneto batte assolutamente quello calabrese mensile, valido 30 giorni (di cui almeno 4 rischiano di essere pagati a vuoto). Per fare un esempio, nella fascia "veneta" 50,1 – 64 km, l'abbonamento costa 69 €, mentre nella fascia "calabrese 50-60 km, si arrivano a spendere addirittura 98 €...ben 29 € in più! In pratica, in Veneto si risparmiano decine di Euro per prendere un bus che permette all'utenza di avere coincidenze con i treni, che ha delle fermate segnalate regolarmente (a differenza della Calabria, dove chi non è del luogo non riuscirà mai a trovare le fermate senza l'indicazione di qualche abitante locale), e che non "ruba" denaro al cittadino, che indirettamente deve tenere in piedi un sistema di trasporto in sovrapposizione, e quindi costoso e poco funzionale.
Calabria "povera ma economica", dove "tutto sommato si sta bene"? Purtroppo temiamo di no, e per tutto ciò dobbamo ringraziare la politica trasportistica calabrese degli ultimi anni: da Fedele ad Orsomarso, passando per Tripodi, Naccari Carlizzi, e Stillitani. Passando dal centro destra al centro sinistra e viceversa, un danno dopo l'altro: l'unica nostra speranza, oltre alla certezza dell'impegno sociale dell'Associazione Ferrovie in Calabria, è che le promesse di cambiamento delle recenti elezioni, non si tramutino in un nuovo tradimento per i cittadini calabresi.

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