Gli Eventi

COSENZA - Con il patrocinio delle Ferrovie della Calabria, FREMO-Calabria organizza per domenica 26 ottobre 2014 - ore 10-19 la prima Mostra di Modellismo Ferroviario e cimeli storici.
La mostra sarà ospitata nella sala conferenze annessa al deposito locomotive di Cosenza- Vaglio Lise delle Ferrovie della Calabria.
Nel piazzale sarà possibile ammirare il "Treno del Parco" con la locomotiva a vapore "FCL 353" ed il convoglio di carrozze storiche, mentre nella sala sarà esposta una parte dell'impianto modulare di FREMO-Calabria e le realizzazioni modellistiche delle associazioni e delle ditte presenti. 
La mostra sarà arricchita da foto e documentazione storica raccolta dall'associazione Ferrovie in Calabria.

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Fuliggine. Tanta fuliggine ovunque. Fuliggine sui vestiti, sugli zaini, sulle scarpe...e per tante persone (nonostante mille docce!), anche tra i capelli!
Pezzi di carbone lungo la ferrovia, nelle stazioni ferroviarie della linea Cosenza - Rogliano. Centinaia di video e fotografie, decine di saluti da balconi, passaggi a livello, campagne, orti.
Centinaia di "mi piace" su Facebook, conditi da messaggi di apprezzamento, ringraziamenti e richieste di replica.
Domenica 3 agosto, dopo esattamente cinque mesi ed un giorno dal 2 marzo 2014, un intero territorio è tornato in festa, grazie al ritorno del treno a vapore delle Ferrovie della Calabria. Siamo tornati a sbuffare, ancora una volta, la seconda in un anno, e con consistenti prospettive di replica in tempi non lunghissimi. E' la rivincita delle Ferrovie della Calabria, e la rivincita di quella locomotiva a vapore del 1926, che nonostante i suoi quasi 90 anni, assieme alle inseparabili e coetanee vetture d'epoca costruite dalla Carminati&Toselli, torna in prima linea per lo sviluppo economico della nostra Calabria. Uno sviluppo che passa attraverso la valorizzazione turistica del nostro territorio, attraverso percorsi di archeologia industriale fissa (infrastrutture di Ferrovie della Calabria vicine al secolo di età, perfettamente attive ed integrate nel territorio) e mobile...come appunto il bellissimo treno a vapore a scartamento ridotto, ancora oggi pronto a scalpitare e sbuffare con forza in ogni momento.
L'evento di ieri, fortemente promosso dall'attivissimo Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, ha contribuito anche a pubblicizzare l'importante bando europeo per l'affidamento del servizio ferroviario turistico in Sila, sulla tratta Moccone - San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore.
Come in occasione dello scorso 2 marzo, l'Associazione Ferrovie in Calabria si è occupata della pubblicizzazione e dell'organizzazione dell'intera giornata, che oltre al viaggio con il treno storico in sè, è stata contornata anche dal pranzo in trattoria tipica e agriturismo, oltre che da una visita guidata nel centro storico di Rogliano.

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Per gli oltre 100 partecipanti all'iniziativa, di cui molti provenienti dal resto d'Italia (in particolare dal Piemonte), è stata una giornata indimenticabile, nonostante qualche momento un po' "critico", condito da caldo e fumo all'interno delle carrozze...specie durante i transiti in galleria. Momenti critici che però si sono presto trasformati in una sorta di gioco di gruppo, visto che tutti i viaggiatori, ormai irrimediabilmente anneriti e sudati, rassegnati ed allo stesso tempo divertiti, si sono organizzati autonomamente per essere pronti a chiudere porte e finestrini non appena si entrava in galleria...salvo riaprirli immediatamente all'uscita, per evitare l'effetto sauna degli interni in legno delle vetture a terrazzini (e dei 35°esterni!).
Ma a differenza del 2 marzo, questa volta non ha circolato un solo treno sulla linea Cosenza - Rogliano: il convoglio speciale, era infatti seguito a distanza di blocco dalla curiosissima mini-composizione di un carro cisterna Mcm, spinto dall'automotrice M4.406. Il breve treno aveva funzione di anti-incendio, in modo da poter estinguere immediatamente eventuali roghi lungo la ferrovia, causati dall'emissione di "lapilli" da parte della focosa vaporiera 353. Anche "l'antincendio" ha quindi avuto il suo più che meritato momento di gloria nelle stazioni di Pedace e Rogliano, dove dopo aver raggiunto il treno a vapore, viste le soste prolungate, è stato "assaltato" da fotografie e video.

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In occasione dell'evento "Torniamo a sbuffare", inoltre, grazie alla disponibilità ed alla flessibilità delle Ferrovie della Calabria, è stato effettuato un bus speciale da Catanzaro e con fermata anche a Lamezia Terme, riservato ai partecipanti all'iniziativa provenienti dall'hinterland catanzarese. Non va dimenticato che è stata effettuata anche una ulteriore navetta con bus, messa a disposizione dei viaggiatori del treno a vapore dal ristorante "L'Antico Savuto" di Rogliano (sito fuori dal centro abitato e non raggiungibile a piedi), dimostrando ancora una volta che in Calabria l'integrazione modale è possibile.
E, tale integrazione, dovrebbe essere una realtà non solo nel momento in cui si organizza il treno a vapore: dovrebbe essere una realtà al servizio di tutti i pendolari calabresi, e soppiantare, una volta per tutte, l'inutile e dannosa "concorrenza" tra servizio su gomma e su rotaia.

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A proposito di integrazione: non dimentichiamo che il treno a vapore, partendo da Cosenza Vaglio Lise, è stato studiato con orari di arrivo e partenza compatibili con i treni Regionali di Trenitalia da/per Paola, in modo tale da renderlo fruibile anche dal tirreno cosentino, dando perciò la possibilità di non utilizzare obbligatoriamente l'automobile. Sviluppo turistico sì...ma se eco-sostenibile, ancora meglio!
A noi dell'Associazione Ferrovie in Calabria, dopo aver "scortato" il treno, dando informazioni ed assistenza ai viaggiatori (anche attraverso un piccolo rinfresco offerto dall'associazione a bordo treno), rispondendo ai loro quesiti sulla storia della ferrovia e dei rotabili, affiancando e collaborando inoltre con il personale di Ferrovie della Calabria, ancora una volta rimarrà impresso un puzzle di bellissime immagini di gioia, tra binari, vapore, boschi...e non di meno, tanti spunti gastronomici!
In conclusione, vogliamo ricordare ancora una volta che grazie all'attrazione "treno a vapore", assieme a Ferrovie della Calabria, abbiamo contribuito allo sviluppo economico di un territorio. Alcuni partecipanti all'evento hanno raggiunto la Calabria da fuori regione, pernottando in alberghi o bed and breakfast. Due ristoranti hanno rifocillato, a Rogliano, oltre cento viaggiatori, e sempre a Rogliano, tre guide turistiche hanno accompagnato il nutrito gruppo del treno a vapore, in in una visita guidata nel centro storico della bellissima cittadina del cosentino.
Novanta anni fa la vaporiera 353 donava ricchezza ai territori dell'entroterra calabrese, cosentino compreso, liberandoli da un isolamento secolare. Oggi il suo ruolo di portatrice di sviluppo si è modificato, ma rimane un punto fisso nel panorama dell'economia calabrese: il nostro auspicio è quello di ritornare presto a sbuffare per una terza, una quarta, una quinta volta, e così via, non solo tra Cosenza e Rogliano, ma anche e soprattutto in Sila...e magari chissà, per iniziare, anche con un viaggetto "propedeutico" tra Cosenza e San Pietro in Guarano, previo disboscamento della linea ferroviaria.
Ancora una volta, l'Associazione Ferrovie in Calabria, ringrazia di cuore le Ferrovie della Calabria, per l'impegno profuso nel campo dei treni storici (e non solo), nonostante le difficoltà economiche non ancora completamente superate: noi concordiamo con il Presidente Pedà, e siamo convinti che sia necessario non fermarsi, ma creare opportunità di sviluppo ed investimento. E' questa l'unica via per invertire la spirale economica negativa che da troppo tempo sta investendo non solo la Calabria, ma tutta l'Italia.
Per aver reso possibile questa fantastica giornata, grazie ad Antonio Massarini e Sergio Minardi (capi deposito-officine di Cosenza Vaglio Lise), Giuseppe Zumpano e Pietro Urso (macchinista e fuochista della vaporiera 353), Gaetano Lisco (Capotreno del convoglio storico) Antonio Galati (Autista bus straordinario Catanzaro - Cosenza e ritorno), Santo Marazzita (direttore dell'esercizio di Ferrovie della Calabria), senza dimenticare ovviamente i tanti tecnici delle officine di Cosenza Vaglio Lise, che hanno scortato il convoglio, accudendo la vaporiera in caso di necessità. Una sinergia perfetta tra personale, dirigenza ed associazione.
Un ringraziamento per essere stati con noi, va ovviamente anche all'amico e Presidente di Ferrovie Siciliane Giovanni Russo, al Presidente di TrenoDoc di Palermo Daniele Fucurino. Senza dimenticare anche la mitica Teresa Liguori (Presidente della sezione di Italia Nostra di Crotone), e l'attivissimo Don Emilio Salatino, parroco di S.Giovanni in Fiore e coordinatore del Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana. Cogliamo l'occasione per rinnovare ad entrambi, come neo-associati dopo la consegna delle tessere nella giornata di ieri, un caloroso benvenuto nell'Associazione Ferrovie in Calabria!

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Si è tenuto stamane, presso la stazione RFI di Gioiosa Jonica, un importante sit-in di protesta contro il declassamento in fermate di numerose stazioni ferroviarie joniche, da Reggio Calabria Centrale q Metaponto. Il controverso programma di right sizing di Rete Ferroviaria Italiana, che da anni si abbatte (purtroppo), sull'intero territorio nazionale, è infatti tornato ad accanirsi anche sulla nostra linea jonica, nelle modalità già elencate attraverso una nostra lettera aperta diffusa qualche mese fa sui media regionali, di cui ribadiremo il contenuto tra qualche rigo.
L'evento odierno, organizzato e promosso dall'attivissimo Prof. Domenico Gattuso, docente di Trasporti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha perciò riportato l'attenzione su questo importantissimo tema. La nostra opinione relativa al taglio infrastrutturale, però, ci porta sempre nella stessa direzione: sicuramente non è nostro costume attaccare costantemente un'istituzione ad ogni occasione possibile, ma la Regione Calabria, ancora una volta, è una delle principali cause scatenanti dei provvedimenti riduttivi di RFI.
Da ormai cinque anni, il servizio ferroviario lungo la linea Jonica si va riducendo: fino all'inizio del 2010, ben nove coppie di treni a lunga percorrenza (di cui una periodica), servivano l'intero versante orientale calabrese e lucano. La soppressione dei treni InterCity Notte ed Espressi, ha avuto ovviamente un'origine "statale", poichè i finanziamenti pubblici provenienti dal Ministero del Tesoro e destinati al mantenimento dei servizi base di Trenitalia, si sono gradualmente ridotti. La maggior parte del servizio ferroviario jonico, però, è stata da sempre rappresentata dal trasporto locale, ormai di competenza delle Regioni, che stipulano un contratto di servizio con un'azienda ferroviaria, nel nostro caso Trenitalia. Anche da parte della Regione Calabria, a causa di errate strategie (spesso pilotate, molto probabilmente) nel campo del trasporto pubblico locale, c'è stato un costante disimpegno nell'erogazione dei fondi destinati al servizio ferroviario regionale. La scure, perciò, da anni continua ad abbattersi principalmente sulla linea Jonica e sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, riducendo al lumicino un'offerta in realtà mai stata eccellente, ma che in ogni caso riusciva a garantire con un discreto numero di corse e materiale rotabile capiente (proprio qualche giorno fa ricordavamo le vetture MDVC sulla Jonica), la mobilità di migliaia di pendolari, oggi costretti in modo forzoso a servirsi del proprio mezzo privato o del trasporto pubblico su gomma...che viene inspiegabilmente potenziato dalla stessa Regione Calabria che sostiene di non poter mantenere il servizio su rotaia. Curioso, però, che si preferisca effettuare anche cinque autobus ad orari quasi coincidenti e con stessa origine/destinazione, piuttosto che un unico treno che a parità di costo, potrebbe anche avere una capienza maggiore rispetto ai cinque bus...che, come avviene in ogni paese civile, non dovrebbero essere utilizzati in sostituzione o peggio in parallelo al treno, ma dovrebbero invece unire le stazioni ferroviarie con le aree non servite dal vettore su rotaia, in un perfetto sistema di integrazione modale che non danneggia la sostenibilità economica di alcun mezzo di trasporto, ma soprattutto non danneggia l'utente
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Risulta perciò chiarissimo quale sia il principale motivo che sta portando al declassamento delle stazioni di Marina di San Lorenzo (già trasformata in fermata a fine luglio), Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico (già trasformata in fermata nei primi mesi dell'anno), Policoro-Tursi: la costante riduzione del traffico ferroviario, rende purtroppo "superflua" e soprattutto costosa, un'infrastruttura sovradimensionata rispetto alle reali esigenze d'esercizio. Per semplificare, Rete Ferroviaria Italiana sta adeguando la linea Jonica all'attuale volume di traffico ferroviario, che tra l'altro si sta contraendo ormai da anni e non da pochi mesi. Non si può, quindi, parlare di un provvedimento ingiustificato e frettoloso! Il taglio, prima o poi, sarebbe arrivato...ed addirittura, la stessa Regione Calabria, che dovrebbe avere a cuore le sorti di un'infrastruttura ferroviaria al servizio dei propri cittadini, non oppone alcuna resistenza, neanche simbolica, a tali provvedimenti di riduzione infrastrutturale.
La trasformazione delle sopracitate stazioni in fermata (che come ricordiamo, consiste nella soppressione dei binari di incrocio, con relativa eliminazione di scambi, segnali ed apparati di stazione, riducendo così i costi generali di gestione della rete ferroviaria), purtroppo rischia di divenire il pretesto per impedire in futuro un eventuale rilancio del servizio ferroviario, se non addirittura portare ad un ulteriore riduzione delle corse dei treni, giustificate dalla Regione Calabria come obbligate, a causa della scarsa capacità della linea e difficoltà di effettuare gli incroci. Le Associazioni ed i Sindaci oggi presenti al sit-in, al quale ovviamente si è unita l'Associazione Ferrovie in Calabria, ce la stanno mettendo tutta per evitare (o per lo meno rendere pubblico il più possibile) l'imminente scempio che colpirà la nostra fondamentale ferrovia, che al contrario di quanto sostenuto da parte dell'istituzione regionale, potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per tutta l'economia della costa, rendendo inoltre migliore la qualità della vita dei cittadini. Cittadini che per spostarsi tra casa e luoghi di studio e lavoro, non dovrebbero essere costretti a servirsi dell'auto, con tutti i rischi ed i costi connessi, o di lenti autobus che contribuiscono ulteriormente all'intasamento di una già caotica SS106. Ma non solo: la ferrovia Jonica, anche attraverso l'istituzione di poche nuove fermate in punti strategici (aree balneari difficilmente accessibili via strada, o aree archeologiche), diventerebbe un'efficiente infrastruttura al servizio dei turisti, che proprio a causa della scarsità di collegamenti, sempre in minor numero raggiungono il versante jonico calabrese e lucano per trascorrere le proprie vacanze. E del resto, non si può neanche pretendere che un turista conosca a memoria gli orari ed i punti di fermata di anonime autolinee private, da utilizzarsi al posto di un treno che ormai quasi non esiste più!
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Un ulteriore punto che condividiamo con il Prof. Gattuso, citato durante il suo intervento, è quello relativo al Decreto Sblocca Italia del Governo Renzi: sono state previste opere anche ferroviarie (a volte di discutibile necessità) su tutto il territorio nazionale, ma praticamente nulla nella nostra Calabria, e non un solo accenno di critica è stato lanciato dalla politica calabrese. Ed a tal proposito, ribadiamo ancora una volta il nostro appello rivolto alle istituzioni, per salvare e rilanciare la ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale con velocizzazione, elettrificazione della linea e collegamento con l'aeroporto, considerando che al momento rischiano di essere disimpegnati ben 81 milioni di Euro stanziati proprio per avviare un potenziamento dell'importantissima tratta trasversale, che diversamente, a causa della scarsa competitività a livello di tempi di percorrenza e del costante rischio idrogeologico, rischia di essere sospesa da un cambio d'orario all'altro.
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Ma anche la stessa elettrificazione della linea Jonica, pur non risolvendo le "anomalie trasportistiche" della Regione Calabria, darebbe nuova linfa (specie nel trasporto a lunga percorrenza), ad una linea percorsa dall'unico InterCity d'Italia effettuato con vetture del trasporto Regionale. 
Ma, quasi per ironia della sorte, oggi sia l'InterCity 559 Taranto - Reggio Calabria Centrale che il 562 Reggio Calabria Centrale - Taranto, sono stati effettuati nuovamente con automotrici ALn668 (materiale improponibile per lunghe percorrenze e non adeguato agli standard ed alla tariffa InterCity), diversamente dalle previste - e già di per sè inadeguate - vetture UIC-X, effettuando fermata a Gioiosa Jonica poco tempo dopo la conclusione della manifestazione...
 
A volte ci verrebbe da urlare, nei palazzi della politica calabrese e nazionale: "C'è nessuno???"
 
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15 luglio 2014: una data che probabilmente ricorderemo negli annali storici della ferrovia Cosenza - Pedace - San Giovanni in Fiore.
Si è tenuto stamane, presso la sede della Comunità Montana della Presila, a Spezzano Piccolo, un importante incontro-dibattito, promosso dall'attivissimo parroco di San Giovanni in Fiore Don Emilio Salatino, al quale hanno preso parte le dirigenze di Ferrovie della Calabria (nello specifico il Presidente Giuseppe Pedà ed il Direttore dell'Esercizio Santo Marazzita), rappresentanti dell'Ente Parco della Sila, dei Giovani Democratici del territorio della Presila, del GAL e sindaci dei comuni attraversati da una delle linee ferroviarie più amate e famose in Italia ed in Europa.
Tema dell'iniziativa, il futuro della ferrovia Silana, al momento interamente sospesa all'esercizio ferroviario, alla luce della pubblicazione del bando di gara di Ferrovie della Calabria, per l'affidamento del servizio turistico a vapore sul tratto Moccone - Camigliatello - S.Nicola Silvana Mansio...con possibilità di estensione dei "viaggi storici" fino San Giovanni in Fiore.
In questa occasione, non poteva mancare, ovviamente, una rappresentanza di Ferrovie in Calabria.
Siamo stati onorati di partecipare ad un evento interamente organizzato da Don Emilio Salatino (che tra l'altro si è aggiunto alla schiera di associati di Ferrovie in Calabria, ed al quale diamo il benvenuto nella nostra associazione!), fondatore del Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana: l'attivismo del Parroco di San Giovanni in Fiore, che da anni si batte per il ripristino del servizio ferroviario, al minimo turistico, sulla ferrovia silana, riteniamo debba essere un spunto per il rilancio di tante altre realtà calabresi, non solo ferroviarie. Non con lo sconforto e con la semplice "lamentela", in Calabria risolveremo i nostri problemi, e Don Emilio lo ha dimostrato, con la sua capacità di risvegliare gli animi intorpiditi di sindaci ed associazioni del territorio silano, che oggi, all'unanimità, hanno dimostrato un rinnovato interesse nella riattivazione della linea ferroviaria a scartamento ridotto. Una spinta in più, è stata data con la diffusione della raccolta firme, lanciata dal Comitato di Don Emilio Salatino, atta a modificare la delibera regionale n.124 del 8/04/2014, che prevede la dismissione immediata della tratta a scartamento ridotto più alta d'Europa, da San Nicola/Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore.
Dal canto suo, l'altrettanto attivissimo Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, presenza costante di tutti gli incontri promossi dal territorio, ha ribadito l'interesse dell'azienda nel sostenere la modifica della delibera n.124, e nel promuovere un progetto di coinvolgimento degli addetti di Calabria Verde (ex-forestali AFOR), per le iniziali operazioni di disboscamento della sede ferroviaria. In questi ultimi anni di abbandono, infatti, il rilevato ferroviario è stato praticamente invaso da ogni tipo di vegetazione, in alcuni casi anche di alto fusto (o futuro tale), che potrebbe in un immediato futuro provocare notevoli danni al sedime.
Per quanto riguarda il tema "treno a vapore", si è discusso dell'opera promozionale di Ferrovie della Calabria, fortemente sostenuta dal Presidente Pedà, in collaborazione con l'Associazione Ferrovie in Calabria, lanciata lo scorso 2 marzo in occasione della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, che si ripeterà il prossimo 3 agosto con l'iniziativa "Ritorniamo a sbuffare", sul tratto Cosenza - Rogliano, dove tornerà appunto a "sbuffare" la bellissima vaporiera FCL 353 in testa a tre vetture storiche a terrazzini Carminati & Toselli. In occasione dell'evento di stamane, infatti, abbiamo diffuso le primissime locandine ai presenti.
Ma non ci fermiamo qui: quest'oggi ci siamo uniti ad una proposta di Don Emilio Salatino, condivisa da tutti i sindaci presenti e dai rappresentanti degli enti locali, che mira a riportare il treno a vapore sulla ferrovia silana, in tempi relativamente brevi. Per adesso, ovviamente, non a San Giovanni in Fiore, nè a Camigliatello: si tratterebbe di un treno da Cosenza a Spezzano della Sila con proseguimento per San Pietro in Guarano. Un treno per dare un segnale di reale interesse nella riattivazione del servizio, ma soprattutto per dimostrare non solo alla Calabria, ma al resto d'Italia e quindi agli eventuali tour operator che potrebbero partecipare al bando di gara indetto da Ferrovie della Calabria, quali siano le reali potenzialità economiche e di sviluppo territoriale, legate al servizio ferroviario a vapore, immerso un contesto paesaggistico e culturale di rara bellezza. L'Associazione Ferrovie in Calabria ha proposto al Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana, la creazione di un protocollo di intesa (mezzo politicamente molto incisivo, che stiamo portando avanti al comune di Soverato, per quanto riguarda le problematiche legate alla ferrovia Jonica) tra i sindaci dei comuni interessati e gli enti locali, da allegare alla proposta dettagliata del treno speciale, che studieremo in tempi brevi.
Ma come abbiamo lasciato intendere nel titolo di questo articolo, non si è parlato di solo vapore e treni storici. Prima di concludere l'incontro, infatti, si è riflettuto sulle problematiche legate al TPL, anche a seguito di alcuni spunti lanciati da noi di Ferrovie in Calabria, e condivisi da Don Emilio. Anche nel territorio silano, gli sperperi di denaro legati alle sovrapposizioni tra più vettori di trasporto pubblico locale su gomma, sono all'ordine del giorno.
Senza voler lanciare alcuna critica sterile, si è fatto notare come il servizio su gomma gestito dall'Amaco, l'azienda di trasporto pubblico urbano di Cosenza, che collega il capoluogo di provincia con tutti i centri abitati fino a Spezzano della Sila, precedentemente serviti dalla ferrovia, risulti tutto sommato peggiore rispetto a quello offerto fino al 2009 dal treno! I tempi di percorrenza del bus, tra l'altro non adeguato a percorsi extraurbani, infatti, si aggirano attorno ai 30 minuti, senza considerare eventuale traffico stradale e pericoli derivanti da neve e ghiaccio nei mesi invernali. Il treno, strutturato con orari adeguati alle necessità dell'utenza, da Cosenza Centro a Spezzano della Sila, con la linea ferroviaria in condizioni ottimali, potrebbe addirittura prevedere tempi di percorrenza leggermente inferiori, senza dimenticare la garanzia di maggiori standard di sicurezza anche in situazioni di severo maltempo, che non sono sicuramente rare nel territorio presilano. Soltanto riflessioni, magari anche un po' fantasiose: a spanne, un servizio ferroviario ordinario ben strutturato, sulla tratta iniziale linea silana, potrebbe risultare competitivo sui tempi di percorrenza rispetto ad un bus "capillare", che non percorre quindi la SS 107, almeno fino a San Pietro in Guarano.
Un servizio costoso? Sicuramente lo è rispetto ad un bus extraurbano. Ma quando addirittura oltre all'Amaco, tre società di autoservizi si sovrappongono sul tratto presilano e sulla trasversale Cosenza - San Giovanni in Fiore - Crotone, con costi complessivi che sarebbe interessante analizzare, ci si chiede come mai non sia possibile da parte della Regione Calabria, tornare a garantire un servizio ordinario minimo su parte della ferrovia silana, affidato a Ferrovie della Calabria, in sostituzione di quello "strano" servizio su gomma urbano/extraurbano, che oggi malamente cerca di coprire il vuoto lasciato dalla soppressione dei treni da Cosenza a Spezzano della Sila. Quante altre aree limitrofe a Cosenza, non servite da alcuna infrastruttura ferroviaria, oggi necessiterebbero di un potenziamento del servizio pubblico su gomma? Riteniamo che la lista sia molto lunga.
Vogliamo far notare, per completezza e per chi non conoscesse i territori, che l'intera area composta dai popolosi centri di Casole, Spezzano e Pedace/Serra Pedace, è dotata di una sorta di "metropolitana" studiata all'inizio del '900, che nel giro di 6 km prevede ben cinque stazioni (Magli, Casole - Trenta, Pedace - Serrapedace, Spezzano Piccolo e Spezzano della Sila). Per quanto "lenta" possa essere la nostra storica linea ferroviaria, il confronto con un bus che serva via strada tutte queste località, costretto a percorrere strade strettissime, tortuose e dai percorsi spesso improbabili per ovvi motivi geomorfologici, difficilmente è favorevole al vettore gommato. La nostra domanda, perciò, è sempre la stessa, e vale per la ferrovia Jonica, come per la Sila, e come per tante altre realtà calabresi: perchè eliminare il servizio su ferro e sostituirlo con bus, addirittura sovrapposti tra di essi, e dove non c'è alternativa al bus perchè le rotaie non ci sono mai arrivate...il bus non esiste, o esiste in modo frammentario e poco attraente per la collettività? Siamo sicuri che le attuali ed assurde sovrapposizioni di più società di trasporto su gomma, non possano essere eliminate, in modo tale da redistribuire i km/bus verso territori oggi quasi totalmente isolati, e parallelamente restituire alla ferrovia, dove esistente e limitatamente alle tratte appetibili dall'utenza, il suo storico ruolo di centralità nella mobilità dei cittadini?
Non chiediamo, sicuramente, di ripristinare i treni ordinari nell'intero tratto da Cosenza fino a San Giovanni in Fiore: in quel caso, chiaramente, a causa degli elevati tempi di percorrenza complessivi, il servizio non sarebbe sicuramente al passo con i tempi rispetto ad un bus diretto che percorra la SS 107: da Spezzano della Sila fino a San Giovanni in Fiore, l'alternativa da promuovere con ogni forza, unendosi all'operato di Don Emilio Salatino, è quella del servizio turistico, a vapore e perchè no, anche a trazione diesel, che a regime potrebbe assumere addirittura i contorni di una sorta di offerta ordinaria. La ferrovia Silana è un patrimonio da non dilapidare, nella sua totalità, e nelle sue diversità, che spaziano dal servizio turistico all'utilità per i pendolari: oggi, più di ieri, questa infrastruttura può rappresentare un vettore per il rilancio del territorio della Pre-Sila cosentina.
Non possiamo negare di essere, ancora una volta, più che soddisfatti dall'interesse delle Ferrovie della Calabria, che non dimentichiamo, continuano ad attraversare un periodo finanziariamente non ancora roseo: nonostante ciò, la volontà di ripartire e di rimettersi in gioco, ci viene dimostrata ogni giorno di più, e questo è un importante punto a favore per la più importante azienda di trasporto pubblico locale regionale. Ma soprattutto, è un punto a favore per la realizzazione del sogno di una ripresa economica della nostra Calabria.

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