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Tra le 2.45 e le 3.00 di notte, il 21 novembre del 1980, tra le stazioni di Curinga ed Eccellente, sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale poco più a sud di Lamezia Terme Centrale, avveniva uno degli incidenti ferroviari più gravi della storia del trasporto su rotaia in Calabria, ed uno dei più gravi della storia recente d'Italia. Nonostante ciò, si tratta probabilmente di quello più dimenticato: due giorni dopo, il 23 novembre 1980, questa sciagura ferroviaria veniva praticamente "cancellata mediaticamente" da un'ulteriore catastrofe, di proporzioni purtroppo ben più grandi, ovvero il Terremoto dell'Irpinia. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, grazie al grande lavoro di ricostruzione dei fatti e di conservazione della memoria da parte del nostro associato Domenico Palazzo, abbiamo ritenuto opportuno ricordare quanto avvenuto, e soprattutto onorare la memoria delle 28 vittime (25 delle quali siciliane), in occasione del quarantesimo anniversario del disastro ferroviario, anche attraverso la preziosa testimonianza del Dott. Francesco Nania, giornalista siracusano Direttore di Tele Uno Tris e cronista del quotidiano La Sicilia, figlio di una delle vittime dell'incidente ed autore del libro "Una tragedia siciliana – Cronistoria della sciagura ferroviaria di Lamezia Terme (21 novembre 1980)". Inoltre l'Associazione Ferrovie in Calabria, attraverso l'interlocuzione con l'amministrazione comunale di Lamezia Terme, sta portando avanti la proposta di intitolazione del piazzale in cui si trova monumentata a S.Eufemia la storica locomotiva a vapore FS 740 287, alle vittime dell'incidente ferroviario in questione.

Ma cos'è accaduto in quella maledetta notte del 21 novembre 1980? 

Alle 2:30 il treno merci 40679 partì dalla stazione di Lamezia Terme Centrale diretto verso sud con al seguito 41 carri. Improvvisamente si ruppe un gancio di trazione di uno dei carri merci in composizione, ed il convoglio si spezzò così in due tronconi: 28 carri si fermarono al km 266+200, tra la stazione di Curinga e la stazione di Eccellente, mentre la locomotiva del gruppo E626 in testa al treno, con i primi 13 vagoni, proseguì la marcia. I macchinisti del convoglio non si accorsero di nulla poiché il guasto aveva chiuso parzialmente il rubinetto di testata del manicotto della condotta dell'aria dei freni dell'ultimo vagone rimasto agganciato, cosicché sui manometri di bordo del locomotore non risultava alcun calo di pressione (tra l'altro i potenti compressori della E626 riuscivano a compensare totalmente la perdita d'aria generata comunque da una chiusura non totale del rubinetto della condotta, impedendo quindi l'azionamento automatico della frenatura del primo troncone di treno) . Allo stesso tempo i guardiablocco delle stazioni di Eccellente e Vibo-Pizzo non rilevarono, al transito del treno, l'anomala assenza delle lanterne rosse di coda del treno merci per la quale avrebbero dovuto far arrestare il treno, pertanto non lanciarono l'allarme. Solamente nei pressi della stazione di Mileto, dopo circa 33 km, i macchinisti si accorsero di aver perso metà treno, ma ormai era troppo tardi per evitare la tragedia. Al tempo in cui avvenne l'incidente il tratto di linea ferroviaria era esercitata tramite dirigenza locale e Blocco Elettrico Manuale. Alle ore 2:45 il treno  Espresso 587, partito da Roma Termini alle 19:00 con 15 carrozze al seguito e diretto a Siracusa, si schiantò alla velocità di 96 km/h contro i carri merci rimasti lungo la linea. La E.656.075 con le prime carrozze e alcuni carri merci deragliarono, ostruendo l'altro binario parallelo. Nonostante la gravità dell'impatto, l'incidente ferroviario iniziale provocò solo feriti. Circa dieci minuti dopo, sopraggiunse in direzione opposta il treno Espresso 588 partito da Siracusa alle 21:50 con 16 vetture e bagagliaio e diretto a Roma Termini, trainato dalla E.656.280, che impattò a 60 km/h sul treno deragliato; nel secondo scontro, alcune carrozze tipo UIC-X e tipo 1959 precipitarono nella scarpata laterale, mentre le altre, tra cui una modernissima carrozza letto tipo T2s, entrata in servizio da addirittura da poche settimane, si accartocciarono compiendo una carneficina. Il bilancio della sciagura fu di 28 morti e 104 feriti. Le squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Catanzaro giunsero sul luogo della sciagura insieme a Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri. Il personale ferroviario del treno aveva iniziato a cercare tra i rottami delle carrozze danneggiate per il salvataggio dei feriti intrappolati. Gli ospedali di Lamezia, Vibo e Catanzaro riuscirono a far fronte all'emergenza medica, grazie anche supporto delle cliniche di Soveria Mannelli e Tropea, che si occuparono dei feriti meno gravi. Le operazioni di salvataggio durarono due giorni, consentendo il ripristino della linea dal 24 novembre 1980. La locomotiva E.656.075 venne demolita nel mese di luglio del 1983 mentre la E.656.280 fu demolita pochi giorni dopo, assieme alle vetture deragliate e pesantemente danneggiate dallo scontro.

Di seguito il ricordo di Francesco Nania, che ringraziamo ancora una volta per la toccante testimonianza inviataci.

Un pilastro della letteratura mondiale come Oscar Wilde diceva che la memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé. Se questo diario rimane chiuso in un cassetto, la memoria si atrofizza non assolvendo la funzione di essere condivisione di esperienze che contribuiscono a costruire la storia della collettività. Questa premessa è doverosa per fare comprendere il significato della memoria di un evento tragico, dimenticato dopo appena due giorni.
Sono trascorsi 40 anni da quel 21 novembre 1980 quando alle 2.40 sulla tratta Lamezia Terme-Villa San Giovanni, quasi all’altezza della piccola stazione di Eccellente, si è verificata una sciagura ferroviaria che ha spezzato la vita di ventuno passeggeri del treno 587 Roma-Siracusa.
Un disastro ferroviario avvenuto di venerdì e passato all'oblio già la domenica successiva, quando ancora i rottami dei vagoni e delle locomotive giacevano sui binari, inghiottito dall’immane tragedia del terremoto in Irpinia. Appena diciassettenne, ricordo l’ansia e l'angoscia di vedere scorrere sui teleschermi dei telegiornali nazionali, l’elenco dei morti e dei feriti di quell’incidente ferroviario sperando con tutte le forze che non figurasse mai il nome di mio padre, che viaggiava su quel treno, preso in anticipo per tornare più presto a casa a Siracusa. L’elenco delle vittime della sciagura di Lamezia la domenica successiva lasciò il posto a quello, molto più lungo, e straziante delle vittime del terremoto. Da quel giorno, si sono spenti i riflettori sulla sciagura di Lamezia, lasciando quelle ventuno famiglie a piangere per i propri cari e a ricostruire l'esistenza senza i loro cari. Sul quel treno viaggiavano per lo più siciliano di ritorno dalla capitale. Una variegata umanità ignara di quello che l'attendeva in quell'impervio tratto ferroviario.
Per ogni cosa c’è il suo tempo, recita la Bibbia, e il momento per fare riemergere il ricordo di quell’evento, è venuto dieci anni fa con la ricerca metodica e appassionata di quanto avvenne quella notte del 21 novembre 1980. E’ come se fosse suonata la sveglia del tempo che mi esortava a rendere omaggio e dignità a quelle vittime e alle centinaia di viaggiatori rimasti feriti più o meno gravemente di cui nessuno sapeva nulla. E’ iniziato un lavoro di ricerca nelle biblioteche, nelle emeroteche, negli archivi dei tribunali, in quelle telematiche del Parlamento per ricostruire in un libro il profilo di queste vite spezzate, di comprendere che cosa realmente accadde quella notte. E più scavavo, più mi rendevo conto che ero nella direzione giusta. Con la pubblicazione del libro, che è stato persino oggetto della tesi di laurea di un giovane ingegnere calabrese, ho avuto modo di conoscere i familiari di alcune delle vittime della tragedia; di apprendere dalla viva voce di alcuni superstiti la concitazione, la paura, la disperazione vissuta in quei momenti in cui i vagoni del 587 deragliavano e si accartocciavano all’impatto contro il treno merci, prima e con quello passeggeri proveniente da Siracusa, poi. Ho appreso della generosità di decine di volontari calabresi, dello spirito di abnegazione di soccorritori e militari che hanno speso energie per estrarre i feriti da quell'ammasso di rottami lungo i binari e ricomporre i resti dei deceduti.
Devo dire che un’esperienza molto forte ho vissuto nel maggio 2010 in occasione della presentazione di quel mio libro al dopolavoro ferroviario di Lamezia Terme, possibile grazie all’organizzazione del mio amico d’infanzia e oggi capostazione a Lamezia Terme, Piero Graceffa. E’ stata una circostanza importante, direi fondamentale per spiegare il senso dell’opera, scevra da ogni pregiudizio ma con l’unico obiettivo di dare dignità a quelle vittime di una sfortunata serie di errori umani ma anche di un sistema ferroviario già allora poco evoluto e colpevolmente in ritardo. Così come importante è stato recarmi in quella semicurva leggermente inclinata in cui, poco prima della stazione di Eccellente, il treno proveniente da Roma, si è scontrato una prima volta con i vagoni (21 come i morti della sciagura) del treno merci partito dalla stazione di Lamezia, abbandonati lungo il tragitto e, subito dopo, contro il treno che, partito da Siracusa, era diretto verso Roma. Ho provato una forte emozione quella volta ed è proprio in quella circostanza che è nato il progetto di raccogliere queste informazioni, sensazioni e storie in un libro.
Da allora, ho ricevuto tante manifestazioni di affetto dalla Calabria, che reputo per tanti motivi affettivi e per la naturale vicinanza territoriale e caratteriale alla Sicilia. Chissà che un giorno questa vostra terra generosa possa rendere degno omaggio alle vittime di una delle più gravi tragedie ferroviarie mai avvenute in Italia con un gesto simbolico ma profondamente significativo che terrebbe aperto il diario della memoria.
Francesco Nania

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Domani 16 novembre 2020 ricorre il 31esimo Anniversario del disastro ferroviario avvenuto a Crotone nel 1989. Un evento tragico, causato dallo scontro in piena linea, tra le stazioni di Crotone e Isola Capo Rizzuto, tra i treni Locali 8437 Cariati - Catanzaro Lido e 12706 Catanzaro Lido - Taranto. Un incidente che ha distrutto la vita di 12 persone tra viaggiatori e ferrovieri: i numerosi anni trascorsi non hanno lenito le ferite per quelle morti assurde, giovani vite strappate agli affetti familiari per un errore umano unito alla mancanza dei sistemi di sicurezza all'avanguardia che dopo oltre 30 anni, per fortuna, caratterizzano l'intera rete ferroviaria nazionale gestita da RFI. Le Associazioni Italia Nostra
insieme ad Associazione Ferrovie in Calabria, alla Filt CGIL, al Gruppo Archeologico Krotoniate, al Centro Servizi per il Volontariato "Aurora" al Movimento per la Difesa del Cittadino, CODICI Calabria, WWF Calabria e ARCI Crotone, si ritrovano ogni anno alla stazione ferroviaria di Crotone - in occasione del 16 novembre - a ricordare quelle vittime innocenti assieme ai familiari. Quest'anno non si potranno tenere delle manifestazioni pubbliche per le restrizioni imposte dalla emergenza sanitaria da covid 19-, con la Regione Calabria compresa in zona rossa.
Non ci saremo fisicamente ma non mancheranno la vicinanza ai familiari e la memoria per tutte le vittime: nell' occasione si rinnoverà l'appello urgente per una  attenzione  particolare  al potenziamento della linea ferroviaria Jonica, con particolare riferimento alla rapida conclusione dei lavori di elettrificazione della stessa, potendo così ripristinare i collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, InterCity ed InterCity Notte, senza dimenticare il prolungamento fino a Crotone del servizio Frecciargento Sibari - Bolzano. Il modo migliore per onorare le vittime innocenti del disastro non può che essere un sistema ferroviario del versante ionico finalmente rinnovato e degno del XXI secolo.

Trentuno anni dalla sciagura ferroviaria: ecco che cosa è accaduto in quel triste giorno.

"Stazione di Crotone, 16 novembre 1989, ore 13.20 circa. Da qualche mese il movimentato impianto è più caotico del solito: ci troviamo infatti in pieno periodo di transizione tra il tradizionale sistema di controllo del traffico tramite Blocco Elettrico Manuale gestito tramite Dirigenza Locale in tutte le stazioni, al moderno sistema di Controllo del Traffico Centralizzato tramite Dirigente Centrale Operativo. All'epoca sarebbero sorti tre DCO, uno a Sibari, uno a Catanzaro Lido ed uno Reggio Calabria: con il passare del tempo e le sempre maggiori oppurtunità date dell'automatizzazione e dell'informatica, si sarebbe arrivati alla completa unificazione in quello di Reggio Calabria. Ma questa è storia recente. In quel lontano giorno di 28 anni fa, ancora si era agli albori, e si alternavana la gestione del traffico tramite CTC, ancora da rodare e quindi foriera di tanti imprevisti, con quella tradizionale tramite Blocco Elettrico Manuale e Dirigenza Locale. Ovvero, quando non si andava in automatico, il Capostazione tornava alle proprie mansioni di regolatore della ricezione e dell'invio dei treni, con berretto rosso e paletta.
Questa doveva essere la prassi alle 13.20 del 16 novembre 1989: il Diretto 8437 Cariati - Catanzaro Lido, composto da due automotrici ALn668 e in ritardo di circa 30 minuti, avrebbe dovuto attendere il via libera dal capostazione. Via libera che ovviamente non arrivava, in quanto il Locale 12706 Catanzaro Lido - Taranto, composto dalla D445 1008, da alcuni carri chiusi, bagagliai e quattro vetture tipo 1959 e similari, a causa del ritardo dell'8437 avrebbe dovuto attendere il treno incrociante proprio a Crotone. Normalmente, senza ritardi, l'incrocio tra i due convogli sarebbe avvenuto alla stazione di Isola Capo Rizzuto. Probabilmente il macchinista dell'8437 pensò che anche quel giorno sarebbe avvenuta la stessa cosa, ignora il mancato via libera del Capostazione, e avvia il treno con il suo carico di studenti e insegnanti, ignari di quanto stesse per accadere. In pochi secondi nella stazione di Crotone piomba il gelo: un manovratore cerca invano di inseguire a piedi il convoglio ancora in marcia relativamente lenta per cercare di aprire le condotte dell'aria compressa, con lo scopo di azionare automaticamente la frenatura, mentre il capostazione parte immediatamente in auto per cercare di precedere in qualche modo il convoglio. Sfortuna ulteriore vuole che al Passaggio a Livello posto al km al km 237+322 a sud della stazione non ci fosse più il casellante in quanto l'impianto era stato automatizzato: nessuno può più tentare di fermare il treno. I cellulari, ovviamente, appartenevano ancora alla fantascienza di qualche film anni '80. Superato il passaggio a livello, purtroppo proprio sull'unico tratto in curva, accade l'irreparabile. Il 12706 con tutto il suo peso, a circa 100 km/h piomba sulle leggere automotrici, distruggendo gran parte della prima unità e facendo deragliare la seconda. Il locomotore D445 1008, subito dopo lo scontro, si incendia. Solo il fulmineo intervento del capotreno dell'8437 (che resosi conto di quanto stava avvenendo, invece di tentare di salvarsi, fece appena in tempo a gridare ai viaggiatori di trasferirsi nella seconda vettura) rese meno pesante il bilancio dello scontro. I morti furono Angelo Giuffré, Antonella Serventi, Antonio Sorrenti, Carmelina Pistoia, Delia Sozzi, Emma Gagliardi, Franca Cefalà, Loredana Gentile, Mirella Cavalli, Rita Angela Geracitano, Rosanna Perri, Salvatore Bruno. Pendolari ed in particolar modo insegnanti che rientravano verso Catanzaro Lido, Soverato, Badolato e Guardavalle, oltre a macchinista e capotreno dell'8437 ed un macchinista del 12706. 
Purtroppo il capostazione di Crotone arriva in auto a tragedia già avvenuta, mentre sulla vicina SS 106 decine di persone fermano le proprie autovetture per cercare di portare i primissimi soccorsi ai feriti, in uno scenario di rotabili accartocciati, deragliati ed in fiamme, che definirlo tragico è forse riduttivo. La macchina dei soccorsi fu imponente, e purtroppo questa sciagura fu l'occasione per tentare un rilancio - per la verità molto effimero - della linea Jonica. Dal 1989 fino ai primissimi anni del 2000, infatti, la Taranto - Reggio Calabria vide una costante crescita dei traffici su rotaia, sia merci che viaggiatori, con istituzione di nuove relazioni a lunga percorrenza ed immissione in servizio di nuovo materiale rotabile, sia regionale che per servizi a lungo raggio. Ricordiamo infatti l'arrivo delle allora modernissime carrozze per Medie Distanze e delle vetture Gran Conforto ed UIC-Z per i treni InterCity. 

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Il tempo trascorre inesorabile, e sembra quasi incredibile che ne sia trascorso così tanto, da quel 6 giugno 2011. Ma forse sembra incredibile perchè il ricordo di Marco Gagliardi, nell'Associazione Ferrovie in Calabria che sarebbe nata dopo un anno dalla sua scomparsa, continua, e continuerà ad essere indelebile finchè vivremo. Marco non è vero che non c'è più: è con noi tutti i giorni, in tutte le nostre scelte, in tutte le nostre battaglie ed in tutte le nostre vittorie, sempre più numerose, per il rilancio del trasporto su rotaia in Calabria, sia esso regionale, a lunga percorrenza o turistico. E' con noi in modo diverso, ma Marco, Associato numero 0001, con tutta la sua passione, simpatia e amicizia, c'è e ci sarà sempre! 


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Dopo i lunghi mesi di sosta forzata imposta dal lockdown e la ripresa dei servizi con Il Treno della Sila da parte di Ferrovie della Calabria lo scorso 16 agosto, dal 6 settembre tornano anche le iniziative speciali organizzate dall'Associazione Ferrovie in Calabria con il Treno della Sila! Si tratta di eventi realizzati grazie alla convenzione in vigore tra l'Associazione e l'impresa di trasporto regionale, che prevede l'organizzazione di corse speciali da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria, che mettono in rete il servizio ferroviario turistico a vapore silano, con tutte le principali attrazioni turistiche del territorio, da quelle naturalistiche e ambientali, a quelle culturali ed enogastronomiche, secondo quanto previsto dalle linee guida della mobilità dolce, promosse dalla Federazione Italiana per le Ferrovie Turistiche e Museali e dall'Alleanza per la Mobilità Dolce, due importanti organi federativi nazionali ai quali l'Associazione Ferrovie in Calabria aderisce. 
I proventi dei treni speciali organizzati dall'Associazione, inoltre, vengono reinvestiti nel Treno della Sila stesso ed in attività connesse ad esso che mirano a conservare, valorizzare ed incrementare questo patrimonio di archeologia industriale e ferroviaria calabrese, coordinandosi con Ferrovie della Calabria: è il caso, ad esempio, del prototipo di ferrociclo o dell'impianto wi-fi e di audio-diffusione acquistato dall'Associazione Ferrovie in Calabria con i proventi dei treni speciali organizzati negli scorsi anni, ed in corso di installazione a bordo delle carrozze del Treno della Sila, da parte delle eccellenti maestranze aziendali. Inoltre, dalla ripresa del servizio ferroviario turistico lo scorso 16 agosto, l'Associazione Ferrovie in Calabria con propri volontari, sta partecipando anche alle corse organizzate direttamente da Ferrovie della Calabria, per supportare i ferroviari nel controllo del rispetto delle normative anti-Covid da parte dei viaggiatori, sia a bordo treno che in stazione: un esempio di collaborazione di grande successo, nella gestione di una ferrovia turistica, secondo quanto stabilito dalla Legge n.128/2017, preso ad esempio anche in altre realtà di ferrovie turistiche italiane e divenuto, di fatto, caso di studio e buona pratica da replicare.
Gli eventi speciali di Associazione Ferrovie in Calabria di "Settembre in Carrozza", sono previsti nelle seguenti date:

- Domenica 6 settembre - Itinerario dell'Acqua, viaggio in treno a vapore + escursione sul Lago Arvo di Lorica a bordo del battello elettrico di Navigare a Lorica;

- Domenica 13 settembre - Itinerario dell'Acqua, viaggio in treno a vapore + escursione sul Lago Arvo di Lorica a bordo del battello elettrico di Navigare a Lorica;

- Sabato 19 settembre - dedicato alla cultura con il PREMIO LETTERARIO CACCURI 2020, alla scoperta dell’arte, della tradizione, della storia e della gastronomia calabrese;

- Domenica 27 settembre - Il Treno dei Giganti, viaggio in treno a vapore + visita alla Riserva naturale FAI dei Giganti della Sila.

Per dettagli e prenotazioni, basta consultare www.ferroviedellemeraviglie.it o www.trenodellasila.it (su quest'ultimo sito è possibile prenotare anche le corse organizzate direttamente da Ferrovie della Calabria), ricordando che a bordo treno si accede esclusivamente muniti di mascherina, che deve essere indossata obbligatoriamente anche durante il viaggio, igienizzandosi le mani prima di accedere al treno, attraverso i dispenser installati su ogni carrozza. 
Al momento è in corso di pianificazione il calendario dei treni speciali di ottobre, di comune accordo con Ferrovie della Calabria. 

Non possiamo quindi che augurare a chi vorrà partecipare ai nostri eventi, un buon viaggio, a tutto vapore nel Parco Nazionale della Sila!

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Questo lungo periodo di quarantena qualche lato positivo, se così possiamo definirlo, lo sta avendo: c'è molto più tempo per ricordare. Ricordare quello che siamo stati, e quello che passo dopo passo abbiamo costruito, come Associazione Ferrovie in Calabria, per il rilancio del turismo ferroviario calabrese. Questo articolo lo vogliamo oggi dedicare alla comunità di Rogliano, uno dei comuni "zona rossa" calabresi causa diffusione del Covid-19, ed agli amici Giovanni Altomare e Antonio Simarco, rispettivamente Sindaco e Consigliere Comunale di Rogliano, tra l'altro contagiati da Coronavirus e per fortuna in via di guarigione. Un articolo dedicato a Rogliano ed a colore che, dal 2014, assieme all'Associazione Ferrovie in Calabria ed alle Ferrovie della Calabria srl, hanno fatto tornare a sbuffare la vaporiera FCL 353, dall'agosto 2016 trasferitasi in Sila, per il servizio turistico sulla tratta Moccone - San Nicola Silvana Mansio. Un sogno che si è realizzato: ogni iniziativa da noi organizzata sulla Cosenza - Rogliano (e dal 2014 a inizio estate 2016 sono stati organizzati circa 15 eventi con il treno a vapore, denominati "Brutia Express"), mirava a promuovere il ripristino della Ferrovia Silana e le infinite potenzialità legate allo sviluppo economico di un territorio, legate al turismo ferroviario. 
Ma come è nato il Brutia Express, ovvero i primi treni turistici organizzati dall'Associazione Ferrovie in Calabria? Tutto è iniziato nel febbraio del 2014, grazie alla forte spinta e passione dell'allora Presidente di Ferrovie della Calabria srl, Giuseppe Pedà, dal 2015 nostro socio onorario. Prima del marzo 2014, la FCL 353, terminato il restauro e la rimessa in esercizio a fine 2012, era stata utilizzata solo saltuariamente: uno degli eventi, fu il treno fotografico, a dir poco spettacolare, organizzato nel 2013 sempre sulla tratta Cosenza - Rogliano dal noto fotografo ferroviario e grande appassionato svizzero, Hansjürg Rohrer. 
Fin da subito, al Presidente Giuseppe Pedà abbiamo proposto la riattivazione di un servizio ferroviario turistico a vapore, in stretta collaborazione tra l'Associazione Ferrovie in Calabria e le Ferrovie della Calabria srl (prefigurando quelle che sarebbero state, tre anni dopo, le direttive della Legge Nazionale sulle Ferrovie Turistiche n.128/2017), proprio sulla tratta Cosenza - Rogliano. Ovviamente, con l'obiettivo finale di ritornare in Sila, cosa che si realizzò dopo due anni, ad agosto 2016, in primis grazie al forte impegno dell'allora Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, il Prof. Roberto Musmanno, il Consigliere Regionale Giuseppe Giudiceandrea, e tante altre figure sul territorio. Ma questa è un'altra, lunga e bellissima storia che racconteremo in un altro articolo! 
Tornando alla Cosenza - Rogliano, la nostra proposta venne considerata positivamente da Giuseppe Pedà, anche alla luce di una collaborazione già in essere tra FdC e l'Associazione, relativamente alla gestione di una mailing list destinata all'utenza pendolare, che veniva costantemente informata su eventuali variazioni ai servizi, modifiche d'orario ed alle tariffe e tanto altro. 
Il 2 marzo 2014, si realizza un grande sogno, ed uno dei passi storici dell'Associazione Ferrovie in Calabria: il primo treno a vapore da noi organizzato, in collaborazione con la sezione crotonese di Italia Nostra, in occasione della Giornata Nazionale delle Ferrovie non Dimenticate. Differentemente dalla Ferrovia Silana, non ci trovavamo su una ferrovia turistica, ma su una linea ferroviaria attiva al servizio ordinario con treni dei pendolari, sospeso nei giorni festivi. La circolazione, anche quando organizzavamo il Brutia Express, veniva regolata dal Dirigente Centrale Operativo con sede a Catanzaro. Ai tempi non esisteva ancora il nostro Railbook.it, il primo portale di booking per treni storici, utilizzato per i nostri eventi con il Treno della Sila, ma anche da tante altre associazioni che si occupano di turismo ferroviario in Italia. Le prenotazioni le ricevevamo telefonicamente o via email, e trascorrevamo giornate intere a sistemare ogni viaggiatore al meglio, servendoci di un semplice (ma complesso e poco efficiente) schema delle vetture a terrazzini, costruito su Excel (!!). Nonostante ciò, alcuni eventi riuscimmo ad organizzarli persino prevedendo l'andata tra Cosenza e Rogliano con doppia composizione di complessi Stadler DE M4c 500, per ottimizzare i tempi di percorrenza, e ritorno in treno a vapore!
La partenza era fissata da Cosenza Vaglio Lise, con sosta a Cosenza Centro e Pedace per breve escursione a piedi lungo le prime centinaia di metri della diramazione verso Camigliatello-San Giovanni in Fiore, per rilanciare la nostra proposta di riattivazione della Ferrosilana, ripartenza verso Rogliano. Questo primo evento ebbe un risalto a dir poco storico sui social, ma soprattutto sulle riviste del settore, anche a livello internazionale. La FCL 353 ritornava in vita, e tornava a sbuffare con una iniziativa della neonata Associazione Ferrovie in Calabria: la svolta per una Regione che era divenuta ultima nel mondo del turismo ferroviario. 

Fino a inizio estate 2016, i "Brutia Express" sulla Cosenza - Rogliano si sono ripetuti in tutte le stagioni, ognuno di essi dedicato ad un tema: dalle cantine enologiche di Rogliano, alla Sagra del Maiale di Rovito organizzata dall'Associazione "Boscolandia", alle Giornate delle Ferrovie non Dimenticate, ma anche con iniziative "inverse", ovvero dedicate alla visita del centro storico di Cosenza, in collaborazione con "Scopri Cosenza" e la stessa amministrazione comunale.
Ma è stato con Rogliano il primo grande feeling nato con l'Associazione Ferrovie in Calabria (ricordiamo tra l'altro l'evento dedicato ai 100 anni della Cosenza - Rogliano, organizzato proprio in quest'ultimo comune), poiché era qui che avvenivano le visite guidate presso il bellissimo centro storico e le relative cantine, con la costante presenza delle degustazioni degli amici del ben noto e buonissimo Pane di Cuti o delle Conserve Scalzo. 
Ogni arrivo del treno a vapore era accolto con festeggiamenti a dir poco incredibili, ed è stata sempre grande l'affetto e l'accoglienza dei cittadini di Rogliano, nei nostri confronti e nei confronti dei viaggiatori, che già all'epoca, sempre di più, iniziavano ad arrivare anche dal resto d'Italia e dall'estero (ricordiamo ad esempio con piacere la presenza di appassionati olandesi). 
Le stesse manovre del treno storico erano uno spettacolo, con la giratura della FCL 353, sulla piattaforma perfettamente restaurata dalle maestranze delle officine FdC di Cosenza, con particolare riferimento al Capo Unità Tecnica Antonio Massarini, ammirata dall'alto da centinaia di cittadini del posto. 
Ma anche la bellezza della linea Cosenza - Rogliano era una delle caratteristiche salienti di questi primi nostri eventi, allietati durante la corsa, dal bravissimo cantastorie William Gatto: sì, quando il Brutia Express è diventato "Il Treno della Sila", l'8 agosto 2016, abbiamo festeggiato per il raggiungimento del nostro secondo importante obiettivo. Ma con la tristezza, neanche tanto celata, di veder finire un turismo ferroviario di enorme successo anche lungo la Valle del Savuto, realizzatosi anche e soprattutto grazie alla caparbietà ed alla passione per il proprio territorio, della collettività di Rogliano.


Ovviamente nulla finisce realmente: al massimo si trasforma. Con l'avvio dei lavori di ripristino della tratta ferroviaria attualmente sospesa all'esercizio tra Marzi e Soveria Mannelli, interessata dai ben noti movimenti franosi di Scigliano e Carpanzano, nuove prospettive di turismo ferroviario si affacciano anche sulla Catanzaro - Cosenza, che tornerebbe interamente percorribile. Se infatti, per lo meno finchè l'intera Ferrovia Silana non torna percorribile, sarà molto difficile organizzare treni turistici a vapore lungo la Catanzaro - Cosenza e quindi nuovamente sulla Cosenza - Rogliano, lo stesso non si può dire per altre tipologie di treni turistici: le stesse automotrici Breda M2.200MV, M2.200 e relative rimorchiate, sono di fatto dei rotabili storici. Con la consegna dei nuovi complessi Stadler a Ferrovie della Calabria, di cui due in costruzione, sicuramente le poche M2.200 ancora in servizio verranno accantonate: quale miglior occasione per preservarne alcune unità, riportandole nei colori originali, ed utilizzarle per un Brutia Express 2.0, da mettere in rete con Il Treno della Sila? Del resto, l'uguaglianza treno a vapore = treno turistico, non è detto sia per forza valida. Addirittura il turismo ferroviario si può sviluppare persino con treni di ultima generazione, puntando alla valorizzazione del territorio e della stessa linea ferroviaria. Sulla Cosenza - Rogliano - Catanzaro, abbiamo tre grandissime potenzialità:

- Automotrici storiche di fine anni '60;
- Bellezza e storicità della linea ferroviaria e del paesaggio attraversato;
- Cultura, storia e tradizioni enogastronomiche.

Potenzialità che bastano per affiancarsi al successo del Treno della Sila (che dovrà completarsi con il ripristino della tratta San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore nel futuro prossimo), con il quale il Brutia Express potrebbe viaggiare (è proprio il caso di dirlo) in tandem, creando magari anche dei pacchetti turistici ad hoc, incentrati su un week end di turismo ferroviario calabrese, sullo scartamento ridotto delle ex Ferrovie Calabro Lucane. 
Per il momento, preghiamo affinchè questa terribile parentesi pandemica diventi presto soltanto un brutto ricordo, e rinnoviamo la nostra vicinanza inviando un fortissimo abbraccio virtuale agli amici di Rogliano!

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