facebook logo detail google-Plus-icon twitter-icon yt

6 giugno 2011: in ricordo del nostro amico Marco Gagliardi

P5244327

Sono trascorsi già 7 anni da quando quel maledetto 6 giugno 2011 il nostro Amico Marco Gagliardi ci ha lasciato: un vuoto, per lo meno materiale, che purtroppo non potrà mai colmarsi, mentre di anno in anno, con le attività in crescita ed i successi dell'Associazione Ferrovie in Calabria di cui Marco fa parte come socio n. 001, immaginiamo a quale immenso contributo avrebbe dato alla causa del rilancio del trasporto su ferro, il grande Marco. Purtroppo a volte il destino è tragicamente beffardo: ma per noi, ottimisti di natura, Marco c'è, come c'è sempre stato prima della sua inaspettata dipartita. Siamo certi che è al nostro fianco, al fianco dei suoi familiari, e con l'ironia che simpaticamente lo distingueva, ci dà una grande mano ad andare avanti in tutto ciò che quotidianamente facciamo. 

Marco c'è! 

Lettera Aperta al neo Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli

ATR220 026-Melito Porto Salvo-2018-04-11-RobertoGalati 2

Egregio Ministro,
a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, Le invio questa missiva in primis per congratularmi con Lei per l'importante carica conferitale dal neo eletto Governo Conte. L'Associazione Ferrovie in Calabria, come già comunica il nome stesso, è un'associazione composta da studiosi ed appassionati di ferrovie, attiva sul territorio calabrese dal dicembre 2012, ed affonda le radici nell'ormai lontano ottobre 2006, quando nacque il blog "Ferrovie in Calabria" . Un blog, che come per l'odierna associazione, si prefiggeva l'obiettivo di diffondere la cultura del trasporto su rotaia, mettendo in risalto le purtroppo tantissime problematiche legate alla mobilità su ferro in Calabria, affiancando però alla protesta, anche la proposta e l'attivismo di sensibilizazione sul territorio e soprattutto nei confronti delle istituzioni preposte, regionali e nazionali.
La Calabria, relativamente al trasporto su ferro, ha attraversato anni molto bui: dal 2009 al 2013 abbiamo vissuto in una spirale negativa di tagli infrastrutturali (come il piano di "right sizing di RFI, che prevedeva l'eliminazione dei binari di incrocio/precedenza in molte stazioni della linea jonica), e tagli ai servizi sia a lunga percorrenza (con particolare riferimento ai collegamenti InterCity ed InterCity Notte) che Regionali. Come sempre, la linea più martoriata è stata proprio quella Jonica, a dispetto delle sue enormi potenzialità di traffico, in un territorio ormai monopolizzato dal trasporto su gomma a breve ed a lungo raggio.
Ma non vogliamo dimenticare, ovviamente, anche le linee ferroviarie a scartamento ridotto gestite da Ferrovie della Calabria s.r.l, azienda oggi totalmente di proprietà regionale: tra il 2010 ed il 2011, queste linee ferrate fondamentali per la mobilità dell'entroterra calabrese (oltre che per il turismo!), hanno subito la perdita delle tratte Taurensi (Gioia Tauro – Palmi e Gioia Tauro – Cinquefrondi), di parte della Ferrovia Silana, tra Pedace e Spezzano della Sila, oltre alla gravissima interruzione causa dissesto idrogeologico, della linea Catanzaro – Cosenza (in particolar modo le criticità insistono sul tratto Soveria Mannelli – Marzi).
Le tante battaglie, congiunte anche con altre associazioni attive sul territorio, ad alcuni buoni risultati però hanno portato: dal 2013, infatti, ripartendo praticamente da zero, le istituzioni regionali e nazionali hanno iniziato nuovamente a credere nel rilancio del trasporto su ferro in Calabria (ed in tutto il territorio nazionale, in realtà). Questa "nuova era",  ha portato prima al ripristino di una relazione diretta tra Reggio Calabria Centrale e Taranto sulla Jonica (seppur effettuata con materiale rotabile non adeguato), successivamente al blocco del piano di right sizing di RFI, ed è culminata con l'avvio della cosiddetta "Cura del Ferro" del Suo predecessore, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio. La Regione Calabria stessa, che per decenni ha investito esclusivamente nel trasporto su gomma (ci sia permesso di dire che ciò è avvenuto molto spesso per motivazioni prettamente clientelari!), ha invertito la rotta, grazie ad un Assessore alle Infrastrutture, il Prof. Roberto Musmanno, che si occupa di sviluppo dei servizi e delle infrastrutture ferroviarie, dell'intermodalità e della mobilità dolce all'interno del territorio calabrese. 
Come Le sarà noto, infatti, è attualmente in corso un grande piano di rinnovo di tutta la Ferrovia Jonica, per la quale sono stati stanziati dal CIPE ben 500 milioni di Euro necessari alla velocizzazione della linea in questione con contestuale istituzione del Rango C di velocità, mentre da giorno 10 giugno inizierà ciò che da decenni la Calabria attende: l'elettrificazione dell'intera ferrovia costiera da Sibari a Melito di Porto Salvo, oltre alla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Il primo tratto che verrà interessato dai lavori di elettrificazione, è proprio il Sibari – Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale: finalmente, entro massimo due anni, grazie alla possibilità di utilizzo di locomotori elettrici dotati dei specifici sistemi di controllo porte delle vetture InterCity, potremo tornare a viaggiare da Crotone a Milano Centrale a bordo di un treno notturno, e non costretti ad utilizzare i bus o i vergognosi attuali InterCity per Taranto, spesso effettuati con le anacronistiche "littorine" Aln668, o comunque materiale rotabile regionale (quest'ultimo finalmente in corso di rinnovamento). Ma vogliamo di più, e ci batteremo anche per ottenere un collegamento Frecciargento tra Crotone, Catanzaro Lido e Roma Termini.
Ma al rilancio della Ferrovia Jonica, che va di pari passo con la velocizzazione e l'upgrade tecnologico della Ferrovia Tirrenica Meridionale tra Salerno e Reggio Calabria, la "Cura del Ferro" associa finalmente anche il ripristino delle tratte sospese di Ferrovie della Calabria, come la Catanzaro – Cosenza, grazie ad uno stanziamento di 8 milioni di Euro da parte del Ministero dell'Ambiente, destinati alla messa in sicurezza delle frane che hanno interrotto questa importante linea interna. 70 milioni, invece, sono destinati all'implementazione dei sistemi di sicurezza e rinnovo della linea, tra Catanzaro e Soveria Mannelli. Non dimentichiamo anche la valenza turistica di queste linee, come anticipato qualche rigo più in alto: la Ferrovia Silana è stata inserita, assieme ad altre 17 linee sul territorio nazionale, all'interno della Legge sulle Ferrovie Turistiche (128 del 9/08/17). Già oggi il servizio di treni a vapore sul tratto silano Moccone – San Nicola Silvana Mansio, che entro l'estate verrà prolungato fino a San Giovanni in Fiore, sta riscuotendo un successo che è ormai internazionale, e non solo di interesse locale e nazionale. E, gradualmente, l'intera linea da Pedace fino a Moccone verrà riattivata per finalità turistiche.
Ma, chiaramente, c'è ancora tantissimo da fare: ci sarà bisogno di costanza ed anni di serio lavoro per ritornare, per lo meno, alla situazione "pre-crisi" dei primi anni 2000, quando in linea di massima tutte le linee ferroviarie calabresi erano degnamente servite da collegamenti regionali ed a lunga percorrenza. Nel 2018, e soprattutto nei prossimi anni, assieme al ritorno dei servizi di tipo più tradizionale (in particolar modo ci riferiamo ai fondamenti treni del Servizio Universale, InterCity ed InterCity Notte), bisognerà lavorare per ottenere collegamenti Frecciarossa anche da Reggio Calabria verso il resto d'Italia, puntare fortemente allo spostamento del trasporto merci dalla gomma al ferro (e pensiamo ad "Autostrade Viaggianti" per esempio tra San Ferdinando/Lamezia Terme ed il Centro – Nord Italia, decongestionando dai TIR la A2 - Autostrada del Mediterraneo), pensiamo ad una seria pianificazione degli interscambi ferro/gomma, ma anche ferro/aereo e ferro/mare. Il rinnovo del materiale rotabile, inoltre, dovrà continuare ad essere una costante nei prossimi anni, specie per quanto riguarda il trasporto regionale e quello "universale". Specie per quest'ultimo, infatti, vogliamo segnalare che da quasi venti anni non si investe più nel cosiddetto "materiale ordinario", ovvero vetture InterCity con allestimenti vari (posti a sedere, cuccette, letto): si è puntato solo a complessi "bloccati" come elettotreni ed elettromotrici, sicuramente più versatili ma meno flessibili delle tradizionali carrozze, relativamente alle quali esistono sul mercato anche di ultimissima generazione e dotate dei moderni impianti Anti Incendio, obbligatori dal 2021. Ed a proposito di versatilità, da non dimenticare neanche la grande potenzialità dei servizi "Auto al Seguito", soppressi nel 2010, che permettevano di trasportare la propria automobile a bordo di appositi carri aggregati ai mitici Treni Notte tra il Sud ed il Nord Italia e viceversa. Un servizio eccellente, specie nel periodo estivo, che consentiva tra l'altro di decongestionare la viabilità e, statisticamente, anche a ridurre l'incidentalità stradale che - tragicamente ricordiamo - provoca ogni anno circa 3000 vittime.
Insomma, discutere oggi di Ferrovie, significa discutere di futuro, economia, sviluppo sociale ed interscambi culturali. Vale per tutto il mondo, ed a maggior ragione vale per la Calabria, regione che proprio grazie ad una maggiore connessione attraverso la rete ed i servizi ferroviari, potrà uscire dal suo secolare isolamento.
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, comunque, siamo molto fiduciosi nel Suo operato, considerando che, da Contratto di Governo Lega – Movimento 5 Stelle, notiamo le seguenti affermazioni che condividiamo in toto: "È necessario inoltre favorire lo switch intermodale da gomma a ferro nel trasporto merci investendo nel collegamento ferroviario dei porti italiani. Per ciò che concerne il trasporto ferroviario regionale, un primo importantissimo passo da compiere per rispondere ad una esigenza di mobilità veloce, sicura e a basso impatto ambientale è rappresentato dall'ammodernamento nonché potenziamento delle linee ferroviarie preesistenti. La ferrovia dovrà essere in grado di rivestire nuovamente il ruolo di principale sistema di trasporto ad alta densità perché, attualmente; rappresenta l'unica soluzione di mobilità sostenibile per le medie e lunghe percorrenze, contribuendo ad alleviare i problemi di congestione dei pendolari, di sicurezza e di pressione ambientale."

Per il raggiungimento di questi ambiziosi e necessari obiettivi, l'Associazione Ferrovie in Calabria sarà costantemente disponibile ad un confronto, propositivo e costruttivo, con il Ministero da Lei presieduto, certi che attraverso la cooperazione tra organi istituzionali ed associazioni presenti sul territorio, si possano raggiungere grandi risultati per il bene della nostra Calabria, e della nostra Italia.

Grazie per l'attenzione, ed un grande augurio di Buon Lavoro da parte di tutto il Direttivo e gli Associati di Associazione Ferrovie in Calabria!

Roberto Galati
Presidente Associazione Ferrovie in Calabria

Ferrovie Taurensi: quando la luce in fondo al tunnel... si spera sia un treno!

P1010400

Undici, dodici e tredici maggio 2018, VI Expo di Modellismo Ferroviario: tre giorni che passeranno alla storia come quelli che hanno fatto riaccendere i riflettori sulle sfortunatissime (almeno fino ad oggi) Ferrovie Taurensi! Ci riferiamo ai tre giorni dedicati al modellismo ferroviario, ad una mostra fotografica e ad un importante convegno proprio sulle storiche linee a scartamento ridotto della Piana di Gioia Tauro, organizzati con cura, a Taurianova con il patrocinio del Comune, dagli amici del Gruppo Fermodellistico Tropeano in collaborazione con l'Associazione Ferrovie in Calabria. Centinaia di visitatori hanno affollato le aree allestite con plastici attivi, diorami, mostre scambio all'interno del Centro Agroalimentare e del Legno, e grande partecipazione anche da parte delle associazioni modellistiche calabresi, come gli amici del gruppo fermodellistico Rhegium e di FREMO Calabria (associazione dedicata oggi al compianto Ing. Nino Caldarella). Presenti anche numerosi rivendotori e case modellistiche, da Hornby Italia a Vitrains con tutte le relative ultime novità produttive, passando per l'artigianale Jelly Models che ha peraltro proposto in scatola di montaggio il simpatico locomotore da manovra Lm2 750 di Ferrovie della Calabria/Ferrovie Appulo Lucane: relativamente ai plastici esposti, facevano bella mostra di sè, lasciando a bocca aperta tutti i visitatori, dai più grandi ai più piccoli, le opere del GFT che riproducono la storica linea FCL Vibo Marina - Mileto, percorso da Emmine ed un complesso Stadler di Ferrovie della Calabria in scala H0m, un tratto della bellissima ferrovia costiera Rosarno - Eccellente via Tropea (stazioni di Parghelia e Tropea e tratti di linea afferenti), lo storico plastico con ambientazione anni '30 di Domenico Pennestrì (con tanto di binario riproducente l'elettrificazione trifase FS!), e tante altre fedeli riproduzioni della stazione di Scilla e di un tratto della Ferrovia Jonica tra Ferruzzano ed Africo Nuovo, degli amici del gruppo fermodellistico Rhegium. L'amico modellista Marcello Lapenna, invece, ha esposto la sua più grande opera, ovvero il diorama del famoso "Viadotto Serra" di Lagonegro, sulla mai dimenticata ferrovia FCL Spezzano Albanese - Lagonegro, con tanto di binario a cremagliera ed Emmina M1c 80 autocostruita che lo percorre.
Tra le testate giornalistiche di settore era presente la Duegi Editrice, produttrice delle riviste TuttoTreno e TuttoTreno Modellismo.

P1010446

P1010426

P1010443

 

E, come anticipato, non potevamo ovviamente mancare noi di Associazione Ferrovie in Calabria, sempre al fianco del Gruppo Fermodellistico Tropeano, come avviene ormai da anni: all'interno della sala in cui era allestita la mostra fotografica "Binari nella Piana" dedicata alle Ferrovie Taurensi, abbiamo infatti posizionato un nostro piccolo stand arricchito con alcuni cimeli ferroviari (tra cui la campanella Leopolder funzionante, che di tanto in tanto attivavamo lasciando a bocca aperta i molti bambini in visita alla mostra!) provenienti dal costituendo Museo della Ferrovia Jonica di Soverato. E' stato un grande onore, oltre che un piacere ed un'importante opera di sensibilizzazione sociale, organizzare assieme agli amici del GFT il convegno "Ferrovie Taurensi - Storia e Futuro di una ferrovia centenaria": anche in questo caso il successo tra i cittadini e tra le tantissime figure istituzionali intervenute, è stato a dir poco storico. E, proprio per questo motivo, dedicheremo al convegno un articolo apposito nei prossimi giorni, illustrando nel dettaglio quali importanti spiragli di luce si stiano finalmente aprendo per le Ferrovie Taurensi. Per il momento, quindi, rinnoviamo i nostri complimenti agli amici del Gruppo Fermodellistico Tropeano ed al presidente Luca Berardocco, persona di grande sensibilità e disponibilità, oltre che attentissima anche alle tematiche sociali e culturali legate al trasporto su rotaia. Il GFT infatti, attraverso il fermodellismo, da anni sta portando avanti un'opera di sensibilizzazione della popolazione calabrese nei confronti del vettore ferroviario, che probabilmente tra le associazioni fermodellistiche italiane non ha eguali: i migliori alleati che l'Associazione Ferrovie in Calabria potesse mai trovare!

P1010439

P1010409

P1010432

32332449 1231366210300461 4807940116611858432 o

32312934 1231398053630610 5733372678316752896 n

 

I Ragazzi della Fiumarella: tante emozioni, grandi riflessioni...

P1010302

Si è tenuta la scorsa domenica 22 aprile, presso la sede della Pro Loco di Soverato e sede del costituendo Museo della Ferrovia Jonica, al primo piano della stazione FS soveratese, la presentazione del libro "I Ragazzi della Fiumarella". Un'opera da alcuni mesi ben nota in Calabria e non solo, dedicata alle 71 vittime del tragico incidente ferroviario avvenuto alle porte del capoluogo di regione, sulla ferrovia Catanzaro - Cosenza delle allora Mediterranee Calabro Lucane, il 23 dicembre 1961. Un libro, pensato, letteralmente costruito tassello su tassello, pagina per pagina dal nostro amico Giovanni Petronio di Decollatura, con il quale abbiamo condiviso e continuiamo a condividere le battaglie per il rilancio della Ferrovia Catanzaro - Cosenza. Un libro difficile, che racchiude al suo interno la responsabilità di ricostruire una tragica vicenda che, anno dopo anno, stava scomparendo dalle memorie della popolazione calabrese: ma mentre l'autore ricostruiva con grandi difficoltà le vicende e le vite delle 71 vittime, in gran parte giovanissime, allo stesso tempo l'impostazione storica del libro, finanche nelle più impercettibili sfumature, è stata attentamente studiata affinchè non venisse lesa la sensibilità di nessuno: superstiti, parenti delle vittime, parenti di coloro che potrebbero (e si sottolinea "potrebbero") aver causato il tragico fatto. 
Ma per conoscere a grandi linee cosa accadde quel terribile giorno, consigliamo una lettura per iniziare alla pagina wikipedia dedicata proprio a questo incidente e, ovviamente, consigliamo vivamente di leggere questa a dir poco "incredibile" opera di Giovanni Petronio: opera che se non fosse stata realizzata oggi, probabilmente tra qualche anno sarebbe stato definitivamente impossibile ricostruire le memorie storiche.
Dopo queste dovute premesse, passiamo ad una breve sintesi dell'iniziativa di domenica scorsa, organizzata in collaborazione tra l'Associazione Ferrovie in Calabria e la Pro Loco di Soverato. Il dibattito, moderato dall'amico giornalista Rai ed oggi presidente della pro loco soveratese, Pietro Melia, dai relatori previsti in scaletta, ovvero il Prof. Ulderico Nisticò (storico soveratese), Roberto Galati (presidente dell'Associazione Ferrovie in Calabria) ed ovviamente l'autore del libro, Giovanni Petronio, si è esteso anche ad alcune importanti figure del territorio soveratese e non, che hanno presenziato all'importante iniziativa: ci riferiamo all'amico Natale Giaimo, sindacalista, appassionato e Capo Stazione di Ferrovie della Calabria, il Generale Pasquale Martinello, ed il supersiste del tragico incidente, Emanuele Panucci, al quale dedicheremo tra qualche rigo un riassunto della sua agghiacciante ricostruzione del deragliamento. Sono intervenuti anche il Presidente dell'UNPLI Catanzaro, Vitaliano Marino, e la Referente di Slow Food Calabria, Marisa Gigliotti. 
Ognuno ha dato un grande contributo storico/culturale all'evento, iniziando dal Prof. Ulderico Nisticò che ha ricostruito la funzione sociale rivestita dalla ferrovia in genere all'interno del territorio calabrese, contribuendo al suo sviluppo economico ed anche culturale (con la nascita della categoria sociale dei ferrovieri, divenne per la prima volta possibile far studiare tantissimi calabresi, figli proprio del personale ferroviario, beneficiario di uno dei rari stipendi fissi nei primi del 900). Sulla stessa linea anche noi di Associazione Ferrovie in Calabria, che abbiamo ribadito l'importanza soprattutto odierna del trasporto su ferro, come mezzo di trasporto dagli elevatissimi standard di sicurezza ed a basso impatto ambientale, senza contare che un serio trasferimento dalla strada alla ferrovia di persone e merci, consentirebbe di ridurre in modo considerevole l'incidentalità stradale che ogni anno causa circa 3000 vittime in tutta Italia. Chiaramente, rimanendo in tema con il libro presentato, abbiamo rimarcato la nostra battaglia che va avanti da anni, legata al ripristino integrale della Ferrovia Catanzaro - Cosenza, via di comunicazione insostituibile per i territori del savuto e del reventino, e ad un non più rinviabile upgrade tecnologico (finalmente finanziato proprio alcuni mesi fa) per portare questa tratta ferroviaria agli stessi standard di sicurezza della rete nazionale di RFI, attraverso l'installazione di sistemi di supporto alla condotta/controllo marcia treno. 
Su queste tematiche è intervenuto anche Natale Giaimo, ricordando le sue istanze proprio relative alla sicurezza sulle reti ferroviarie ex "concesse", in primis ovviamente Ferrovie della Calabria: gli attuali standard sono comunque molto alti, considerando che la circolazione dei treni sulla Catanzaro - Cosenza è gestita tramite Comando del Traffico Centralizzato, ma sistemi di "annullamento" dei seppur rarissimi errori umani, già da anni installati sulle linee RFI e sui convogli su di esse circolanti, porterebbe al top i livelli di sicurezza anche sulla linea a scartamento ridotto tra le due importanti città calabresi. 
Il Generale in pensione Pasquale Martinello, si è invece concentrato su un excursus storico legato agli utilizzi bellici durante la II Guerra Mondiale della rete ferroviaria calabrese, in particolare della linea Jonica, ricordando in prima persona, anche in questo caso, l'importanza della ferrovia in Calabria sia in periodo di pace che, purtroppo, anche di guerra.

IMG-20180424-WA0034

31124059 10208956344584928 1084234003902365696 o


Avviandosi verso la conclusione dell'iniziativa, rotta la ben comprensibile emozione iniziale, è stata la volta dell'intervento del superstite Emanuele Panucci, che ha raccontato minuto per minuto tutto ciò che ricordava di quel terribile giorno. Il sig. Panucci all'inizio del viaggio sul convoglio deragliato sul viadotto della Fiumarella, si trovava proprio sulla rimorchiata RA 1006: successivamente scese e salì sull'automotrice di testa, la M2.123, per recuperare alcuni libri e lì, per sua fortuna, ci rimase. I viaggiatori dell'automotrice iniziarono a notare che qualcosa non andava, nella galleria precedente al viadotto dell'incidente: il convoglio iniziò a prendere velocità, correndo in modo innaturale. Scoppiò il panico: tutti iniziarono ad urlare al macchinista di frenare, ma a quanto pare non ci riuscì. Arrivati sullo stretto viadotto in curva, il sig. Panucci, dai vetri della porta di testa dell'automotrice, vide il rimorchio oscillare verso il lato interno del ponte, rimettersi in piedi, e poi sparire sul lato opposto. Contemporaneamente sull'automotrice si sentì un violento strattone. Il gancio si era purtroppo spezzato, ed in quei secondi il rimorchio precipitava da 40 metri di altezza sul greto della Fiumarella. Al termine del ponte, l'automotrice riuscì a fermarsi: in 7 scesero da essa, tra cui Emanuele Panucci, e si precipitarono sotto il ponte a soccorrere i superstiti a bordo di quel che restava della rimorchiata. Uno strazio indescrivibile. 
I soccorsi giunsero dopo un tempo che il sig. Panucci non ricorda, ma dalle cronache pare arrivarono con la stessa automotrice che proseguì per Catanzaro Città proprio per caricare i soccorritori, che diversamente in quel luogo impervio non ci sarebbero potuti arrivare. 

IMG-20180424-WA0035

IMG-20180424-WA0031

IMG-20180424-WA0030
Un lungo applauso e tanta commozione è seguita al racconto di Emanuele Panucci, e la parola è passata all'autore del libro, Giovanni Petronio. Il senso di responsabilità e di salvaguardia della memoria della propria comunità di Decollatura, quella che vide il maggior numero di giovanissime vittime in questo incidente, lo ha spinto ad intraprendere questo ciclopico ed allo stesso tempo certosino lavoro. La ricostruzione delle vite dei veri e propri martiri del pendolarismo, da promettenti studenti di un'Italia che da poco usciva dalla guerra, a lavoratori con il loro tanti doni per l'imminente Natale, ha in un certo senso fatto rivivere dopo quasi 60 anni quelle 71 persone fino oggi vergognosamente ed ingiustamente semi-dimenticate. La lettura finale di un passo del libro, dedicato al giovane studente Ilario Audino, promettende figura politica che si batteva per l'uguaglianza sociale ed i diritti dei cittadini, con tantissima commozione, ha avviato l'iniziativa verso la conclusione, al termine della quale è intervenuta, come anticipato, l'Arch. Marisa Gigliotti, originaria di Serrastretta, che ha rimarcato l'infinita bellezza di un percorso ferroviario ingiustamente dimenticato nei decenni, che potrebbe rappresentare un grande volano di sviluppo territoriale turistico, oltre che per la mobilità pendolare. 
Durante il dibattito si è ovviamente discusso anche di responsabilità dell'incidente, reali o presunte, ma come sempre specificato dal nostro amico Giovanni Petronio, pesando sempre ogni parola per non ledere la dignità di chi uno dei più gravi incidenti ferroviari italiani lo ha vissuto di persona. Quel che è certo, è che ancora oggi molti interrogativi rimangono inevasi: si è trattato di errore umano, o di malfunzionamento all'impianto frenante del convoglio? Forse non lo sapremo mai, ma tante altre vicende antecendenti e successive all'incidente, come annunciato dall'autore del libro, che ancora una volta ringraziamo per averci donato questa grande opera e per aver ridato vita, in un certo senso, a chi la vita l'ha persa in questo modo straziante ed assurdo, verranno dettagliatamente affrontate in una seconda pubblicazione, in corso di redazione. 

Fotografie di Giuseppe Leuzzi e Maria Palazzo - www.ferrovieincalabria.it

Buona Pasqua!

FC-Lm4 606-Treno Sila Ferrovieincalabria-SaNicola SilvanaMansio.o-2017-03-05-RobertoGalati 6

A tutti gli amici che quotidianamente ci seguono sul sito, sulla pagina e gruppo Facebook, a tutti i nostri associati...possa giungere un grande augurio per una Serena Pasqua ed una felice Pasquetta!

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo