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Anche quest'anno non mancheremo: il 16 novembre, assieme agli amici di Italia Nostra - Sezione Crotone, il Gruppo Archeologico Krotoniate e la FILT-CGIL di Crotone, ci ritroveremo alle ore 11.00 sulla piazza antistante la stazione RFI di Crotone. Piazza rinominata su proposta di Italia Nostra "Piazza 16 novembre", proprio per ricordare le 12 vittime del disastroso scontro tra due treni Locali avvenuto in quella infaustata data di 27 anni fa, tra la stazione di Crotone e quella di Isola di Capo Rizzuto: un'occasione, ovviamente, per discutere di rilancio della ferrovia Jonica, di quanto si sta ottenendo in questi ultimi mesi, e delle prospettive future che da qui a breve interesseranno una delle ferrovie "più dimenticate" d'Italia, nonostante l'innegabile valenza per il trasporto di viaggiatori e potenzialmente anche merci, da essa rappresentata. Alla conclusione della commemorazione, verrà scoperta una targa in marmo dedicata alla vittime, donata da Italia Nostra, GAK e FILT-CGIL.
L'evento è ovviamente aperto alla cittadinanza, alle istituzioni ed a tutte le associazioni che vorranno partecipare: vi aspettiamo.

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Il 14 ottobre del 2006 tutto iniziava da questo post, in verità un po' "sgangherato" e che sembra sbucare da un'epoca totalmente diversa, su un blog altrettanto improvvisato, ma che fino a due anni fa, con varie migliorie prima dell'inaugurazione del nuovo portale (www.ferrovieincalabria.it) il 14 ottobre 2014, ha diffuso conoscenza ed ha aperto gli occhi sulle tematiche dei trasporti calabresi, a migliaia e migliaia di nostri corregionali e non. Quello che quasi per scherzo iniziava 10 anni fa, ha portato Ferrovie in Calabria ad essere la più importante Associazione di riferimento nell'ambito del trasporto ferroviario nella nostra regione, ed ha contribuito a cambiare le coscienze dei cittadini ed anche il modo di fare politica dei trasporti in Calabria. Nonostante tutto.
Nonostante anni di totale chiusura della Regione Calabria, in cui a tutto si pensava tranne che a rilanciare il trasporto ferroviario (nè a salvaguardare quel poco che ancora avevamo), ma anche nonostante chi, per motivi sinceramente poco chiari, ha cercato di diffondere disfattismo e catastrofismo anche quando una minima inversione di tendenza c'è stata, e continua ad esserci (nonostante tutto). Questa inversione di tendenza, noi di Associazione Ferrovie in Calabria, da persone positive e propositive che non si arrendono da un decennio, vogliamo sostenerla, incentivarla, portarla a conoscenza dei cittadini calabresi, spronandoli a segnalare ciò che va corretto, senza personalismi e con obiettività.
Nelle prossime settimane pubblicheremo alcuni post rievocativi, che ci faranno ripercorrere gli eventi e gli obiettivi più importanti raggiunti dalla compagine di Ferrovie in Calabria, diventata Associazione Ferrovie in Calabria dal dicembre 2012 (in questo link si può visionare da chi è stata fondata e da chi oggi si compone), riportandoli direttamente dal nostro vecchio blog, e facendo comparazioni (a volte davvero impietose, purtroppo), tra lo stato del trasporto su rotaia calabrese di dieci anni fa e quello di oggi.
Con questo articolo, oltre alla doverosa premessa, vogliamo invece pubblicare un breve reportage della nostra giornata di festeggiamento, che si è tenuta giorno 14 mattina, presso l'Impianto di Manutenzione Corrente del materiale rotabile di Trenitalia, a Reggio Calabria. 
Una giornata speciale, resa possibile dalla disponibilità del Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Piero Mannarino, ed ovviamente dall'Ing. Paolo Morabito, responsabile della Manutenzione oltre che di Ingegneria dei Processi e Programmazione di Trenitalia, che per un giorno è stato un ottimo cicerone, guidandoci all'interno degli impianti reggini. Un ringraziamento anche agli amici Francesco Graneri di Trenitalia (responsabile produzione personale di condotta della DPR Calabria) e Maurizio Sacco (responsabile compartimentale Protezione Aziendale Trenitalia).
La giornata è iniziata, ovviamente, con un viaggio in treno: abbiamo raggiunto Reggio Calabria da quasi ogni angolo della nostra regione, a bordo dei Regionali 3665 da Catanzaro Lido via Roccella Jonica, e 3740 da Cosenza via Paola-Lamezia Terme Centrale. Una volta riunito il gruppo alla stazione di Reggio Calabria Centrale, ovviamente non poteva mancare un nuovo brindisi (già, il secondo in pochi giorni, dopo i 100 anni della ferrovia Cosenza - Rogliano!) in stazione, con tanto di crostata per festeggiare anche il compleanno del nostro tesoriere Francesco Lazzaro, che per una curiosa coincidenza compie gli anni proprio il 14 ottobre.

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Terminato il momento goliardico e quello burocratico con la firma delle liberatorie inviateci da Trenitalia, ci avviamo quindi, accompagnati dal responsabile della Protezione Aziendale, verso il deposito locomotive - IMC, sito a meno di un km dalla stazione Centrale. E' l'occasione per passare a dare un saluto ai veterani delle Ferrovie dello Stato, ovvero una lunga fila di locomotori E656, i famosi "Caimano", ormai accantonati presso l'ex scalo merci, in attesa di demolizione: assieme a queste gloriose locomotive elettriche (comunque in parte ancora in servizio con treni ordinari merci, passeggeri e treni storici, nonostante i loro quasi 40 anni di età), troviamo accantonate anche le prime ALn668 serie 1000, le ALn668 serie 1700, alcuni ETR 450 (il primo glorioso Pendolino, di cui un complesso funzionante è stato preservato dalla Fondazione FS) e quel che rimane delle decisamente storiche ALe803. Tutto materiale ormai over-35...
Curiosissima la comparsa di un raro carro cisterna Vzkk risalente ai primi anni del '900, per trasporto di liquidi oleosi, anch'esso accantonato ma che speriamo di poter riuscire a far preservare dalla Fondazione FS, come rotabile di interesse storico.

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All'ingresso del deposito svolgiamo le prassi di rito, con consegna dei documenti e delle liberatorie, prima di iniziare la visita vera e propria agli impianti: veniamo quindi raggiunti dall'Ing. Morabito, che ci dota di pettorine ad alta visibilità e caschetti antinfortunistici...ed il tour ha inizio!
Prima tappa all'interno dell'officina, è stata una delle due postazioni in cui, attraverso una particolare apparecchiatura informatica (inventata e brevettata dalle Ferrovie dello Stato), viene effettuato il controllo degli impianti frenanti del materiale rotabile: "sotto torchio", troviamo la D445 1001, capostipite di questo gruppo di locomotori diesel-elettrici delle FS, ancora oggi protagonista dell'unico (per adesso) servizio InterCity tra Reggio Calabria e Taranto via Jonica. Lo strumento, collegato alla condotta generale ed a quella principale del locomotore, simula praticamente l'azionamento del rubinetto del freno da parte del macchinista, generando un grafico pressione aria compressa/tempo, in cui vengono visualizzate eventuali anomalie nella tenuta dell'impianto frenante del locomotore.
La visita prosegue, e raggiungiamo il capannone all'interno del quale è alloggiato il moderno tornio in fossa (uno dei soltanto 8 presenti in tutta Italia), in cui vengono appunto tornite le ruote dei rotabili ferroviari senza rendere necessario lo smontaggio dell'intera sala dal carrello. In particolar modo, il tornio (gestito dalla Divisione Passeggeri Regionale) viene utilizzato in service anche dalla Divisione Passeggeri Long Haul per la tornitura delle ruote (ed il ripristino dei corretti valori dimensionali dei bordini) delle proprie carrozze. In particolar modo, sono quasi onnipresenti le carrozze tipo UIC-X a cuccette, bagagliaio e barellate utilizzate per i treni dei pellegrini organizzati dall'UNITALSI, affinchè abbiano sempre parametri ottimali per la circolazione sulle reti ferroviarie estere.
Questa mattina era presente una UIC-X a cuccette di seconda classe della serie 1982, ed abbiamo avuto il privilegio di visionare in tempo reale l'attività del tornio.
La terza tappa ci porta all'interno delle rimesse in cui viene effettuato il sollevamento, tramite cavalletti pneumatici, della cassa dei rotabili (ed eventualmente anche degli stessi comprensivi dei carrelli). Presenti in loco anche 16 cavalletti pneumatici nuovissimi, i numero e posizionamento adeguato al sollevamento manutentivo dei nuovissimi convogli elettrici ETR 425 Jazz, che speriamo possano fare la loro prima comparsa in Calabria al più presto.

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All'interno delle stesse rimesse, dove troviamo sollevata una vettura UIC-X del trasporto regionale sulla quale si stavano sostituendo, sui carrelli tipo Minden Deutz, le molle delle sospensioni primarie, si trova anche un particolare camminamento sopraelevato, che permette di accedere agli impieriali dei convogli elettrici ALe501-502 Minuetto (in sosta era presente l'unità 027), caratteristici per il posizionamento di gran parte delle apparecchiature elettriche proprio sul tetto. 
Un camminamento protetto particolare, poichè per accedere ad esso, è necessaria l'effettuazione di numerose procedure di sicurezza in sequenza, che portano alla disalimentazione della linea elettrica presente sul binario in cui si trova il convoglio da manutenere. Questa area è gestita in service dalla Alstom, la società costruttrice del Minuetto, che si occupa anche degli interventi di manutenzione di questa tipologia di convoglio. Una parentesi un po' triste, è stata la visione di alcune rimorchiate delle vecchie elettromotrici ALe803, sulle quali si stava intervenendo per renderle atte al trasferimento via ferrovia dopo anni di accantonamento...per il loro ultimo viaggio verso Villa San Giovanni, al cantiere di demolizione rotabili installato presso Bolano. Anche per questo gruppo di elettromotrici, simbolo del trasporto pendolare che si rinnovava negli anni '60, pare sia stato salvaguardato dalla demolizione un convoglio, in quanto di forte interesse storico.
L'ora di pranzo si avvicina, ma prima di avviarci verso la mensa del deposito locomotive, un piccolo ma graditissimo fuori programma ci trattiene per qualche minuto in più: grazie alla disponibilità dell'Ing. Franco Triulcio che ovviamente ringraziamo, è stato anche possibile visitare la sala operativa di Trenitalia, all'interno della quale viene coordinata la gestione del materiale rotabile e del personale, oltre che la circolazione dei treni in tempo pressochè reale, garantendo la possibilità di intervenire rapidamente, in coordinamento con il DCO di Rete Ferroviaria Italiana, in caso di criticità.
Sulla via del ritorno, ripassiamo dal settore trazione diesel, dove vengono montati/smontati i motori diesel e le componenti meccaniche delle automotrici ALn668 ed ALn663 (queste ultime in corso di adeguamento tecnologico, con l'installazione delle porte a comando elettrico e controllo elettronico, azionabili dal viaggiatore tramite pulsanteria). Incredibile anche l'avvistamento di una superstite sala motrice proveniente da uno storico locomotore elettrico E626. La nostra visita si conclude a pranzo: ovviamente, presso la mensa interna dell'IMC, gestita con professionalità ed attenzione, come del resto tutto l'impianto reggino di Trenitalia, che rappresenta un'eccellenza industriale della Calabria.

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I 10 anni di Ferrovie in Calabria non si potevano, quindi, trascorrere in modo migliore. Con questo breve reportage, speriamo di aver raggiunto ancora una volta lo scopo che ci prefiggiamo da quel lontano 14 ottobre 2006, ovvero quello di portare un po' di cultura ferroviaria nelle case dei calabresi, non solo quelli appassionati o studiosi del settore, rendendoli partecipi di un mondo che, erroneamente, negli ultimi anni è stato allontanato dalla nostra vita di tutti i giorni. E' altrettanto vero anche che, sempre con grave pregiudizio, il mondo ferroviario calabrese è stato sempre dipinto come inefficiente ed arretrato: l'esempio dell'Impianto di Manutenzione Corrente reggino (così come del resto lo stabilimento Hitachi ex AnsaldoBreda, sempre a Reggio Calabria) rappresenta esattamente l'opposto, in quanto esempio di efficienza e produttività forse unico in Calabria.

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locandina convegno2E' con non poca emozione che oggi siamo felicissimi di presentare, dopo un lungo lavoro di pianificazione, un'iniziativa a dir poco storica per l'Associazione Ferrovie in Calabria. Un'iniziativa che abbiamo organizzato per celebrare un importante evento, che avremo il privilegio di vivere in prima persona: ci riferiamo al primo secolo di vita della ferrovia Cosenza - Rogliano! Un secolo di vita che cadrà giorno 9 ottobre, ma che per un motivo che scoprirete nelle ultime righe di questo comunicato, abbiamo preferito anticipare di un giorno. 
La nostra iniziativa, che consiste in un convegno che abbiamo intitolato "Passato, Presente...Futuro: 100 anni in viaggio sulle Ferrovie Calabro Lucane" si terrà infatti sabato 8 ottobre alle ore 17.30, presso il Museo di Arte Sacra a Rogliano: un convegno all'interno del quale, oltre a ricostruire la storia di questa secolare ferrovia a scartamento ridotto FCL (nata in parte a scartamento ordinario), oggi gestita dalle  Ferrovie della Calabria, volgerà uno sguardo anche alle relative prospettive di sviluppo future. E del resto, queste ultime, di certo non mancano visto che oggi la Cosenza - Rogliano rappresenta una vera e propria metropolitana di superficie, ed è destinata a vedere un incremento ulteriore di traffico con il ripristino - si spera in tempi brevi - dell'intera ferrovia Catanzaro - Cosenza e con la costruzione della futura Metrotranvia di Cosenza. Discuteremo di ciò, dopo i nostri saluti e quelli di Giovanni Altomare, Sindaco del Comune di Rogliano che ospita l'evento, assieme all'Assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria Roberto Musmanno, alll'Ing. Alessandro Marcelli delle Ferrovie della Calabria e con l'On. Ferdinando Aiello, deputato della Repubblica Italiana.
Ma la somma "Calabria + scartamento ridotto", non può non dare come risultato anche "mobilità dolce"! Il convegno sarà infatti l'occasione per presentare pubblicamente la nostra proposta relativa al SilaExpress, il treno turistico panoramico - il cui ispiratore è l'On. Giuseppe Giudiceandrea che anche stavolta ci accompagnerà in questa avventura - il quale, integrandosi con i servizi turistici a vapore, potrebbe portare un po' di Bernina in Calabria, visto che la Ferrovia Silana, che si dirama a Pedace dalla Cosenza - Rogliano, non ha nulla da invidiare alle ben note ferrovie a scartamento ridotto svizzere...sia a livello infrastrutturale, che ovviamente paesaggistico e storico. Senza dimenticare che anche la stessa Cosenza - Catanzaro, sicuramente a principale vocazione pendolare, ha comunque notevoli potenzialità turistiche, attraversando centri abitati caratterizzati da un patrimonio culturale inestimabile (ricordiamo la nostra recente visita a Carpanzano) che potrebbero essere valorizzate anche in questo caso con l'utilizzo del treno turistico "SilaExpress" in specifici periodi o nei giorni festivi. Ovviamente non si può parlare di mobilità dolce senza Co.Mo.Do. (Confederazione della Mobilità Dolce, alla quale l'Associazione Ferrovie in Calabria è confederata): al nostro convegno saremo onorati dalla presenza dell'Ing. Roberto Greco, consigliere per il Sud Italia di Co.Mo.Do, che esporrà le potenzialità dello sviluppo della mobilità dolce e sostenibile attraverso la valorizzazione delle tratte ferroviarie cosiddette "secondarie". E di conseguenza, la discussione aprirà la strada ad un tema strettamente collegato alla mobilità dolce, ovvero la Legge sulle Ferrovie Turistiche, della quale ci parlerà l'Onorevole Enza Bruno Bossio, deputato della Repubblica Italiana, attiva in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, e che sta sostenendo il disegno di legge n.1189 dedicato all'individuazione ed alla regolamentazione delle Ferrovie Turistiche ed all'interno del quale, ovviamente si auspisca un inserimento della Ferrovia Silana. 
L'evento si concluderà con un intervento di un "big" della storia del trasporto ferroviario calabrese, con particolare riferimento al mondo delle Ferrovie Calabro Lucane: ci riferiamo a Don Emilio Salatino, ben conosciuto nel mondo degli appassionati della nostra regione e non solo. Successivamente, si aprirà il dibattito assieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, che in queste ore stiamo invitando a partecipare all'evento.

Tutto ciò, chiaramente, per quanto riguarda il convegno: vogliamo specificare infatti che esiterà anche un entusiasmante... "pre-convegno"! Alle 15.30 alla stazione di Cosenza Vaglio Lise si terrà assieme al Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, una piccola celebrazione per festeggiare i 100 anni della Cosenza - Rogliano, anche dall'altro capo della linea (anche se quello originario era ovviamente l'attuale stazione di Cosenza Centro): al termine, alle 16.00 partiremo assieme alle figure istituzionali che interverranno al convegno, con il treno 167 alla volta di Rogliano, dove arriveremo alle ore 16.45. Sicuramente, assieme al convegno, questo viaggio simbolico sarà il modo migliore per festeggiare e far passare agli annali del trasporto ferroviario calabrese un evento così importante: partire con un treno ordinario, uno delle migliaia che in questi cento anni hanno trasportato, sui 23 km che separano Cosenza da Rogliano, migliaia e migliaia di persone ed altrettante tonnellate di merci, consentendo lo sviluppo economico e sociale di un territorio che oggi torna ad investire sulla rotaia con rinnovato entusiasmo e passione.
Non mancate!

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Un successo forse senza precedenti, se confrontato alle pur importanti iniziative che l'Associazione Ferrovie in Calabria ha organizzato in passato: è questa la nostra prima considerazione del convegno "Passato, presente...futuro: 100 anni in viaggio sulle Ferrovie Calabro-Lucane", dedicato al primo secolo di esercizio della ferrovia Cosenza - Rogliano, inaugurata il 9 ottobre 1916.
Un convegno organizzato ovviamente nel nostro stile "dinamico", preceduto da una piccola celebrazione alla stazione di Cosenza Vaglio Lise, in compagnia dell'On. Enza Bruno Bossio, l'On. Giuseppe Giudiceandrea, l'Ing. Alessandro Marcelli delle Ferrovie della Calabria e tanti altri invitati, tra cui l'Ing. Mario De Prisco, Presidente dell'associazione modellistica FREMO Calabria, accompagnato dall'Ing. Nino Caldarella: la festa è proseguita poi in treno, a bordo del complesso Stadler DE M4c 501, che ha effettuato il treno 169 da Cosenza Vaglio Lise a Rogliano, alle ore 16.40, che ha accompagnato la comitiva, assieme ai pendolari che ogni giorno utilizzato il servizio di Ferrovie della Calabria. Un piccolo cambiamento di programma "causato" da impegni istituzionali del Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, che doveva raggiungerci in stazione a Vaglio Lise per un saluto, ma che si è decisamente....fatto perdonare, raggiungendoci a Rogliano ed intervenendo al convegno. 
Durante il viaggio, una bellissima sorpresa: alla stazione di Aprigliano, il Sindaco Pietro Giorgio Le Pera (grande sostenitore del trasporto su rotaia ed appassionato fermodellista), ha accolto il treno in fascia tricolore, assieme ad un gruppo di piccoli e grandi cittadini. La stazione ferroviaria, ceduta in comodato d'uso da FdC al Comune che l'ha portata ai fasti di un tempo (consigliamo vivamente di visitarla) con il recupero della sala d'attesa - arredata con quadri, tavolini, album da colorare per i bambini, panche - e la riapertura dei servizi igienici, per festeggiare i 100 anni della ferrovia è stata addobbata con palloncini tricolore e striscioni, anche grazie all'Associazione "I Casali Vico San Nicola". Ma nella festa, è stato fatto notare dai presenti il problema delle coperture in eternit ancora presenti alla stazione di Aprigliano ed in altri fabbricati di FdC, che andrebbero rimosse al più presto da parte della Regione Calabria, oggi proprietaria dell'infrastruttura e degli immobili di FdC. Un appello che ovviamente condividiamo.
Salito a bordo il Sindaco, il treno è ripartito ed in pochi minuti siamo arrivati a Rogliano, accolti questa volta dal bravissimo Capostazione Gino Pascuzzo, che agli altoparlanti di stazione ha anche annunciato ai presenti l'imminente avvio del convegno presso il Museo di Arte Sacra. 
In piazza a Rogliano abbiamo trovato ad attenderci il Sindaco Giovanni Altomare con l'amico Consigliere Antonio Simarco e l'On. Ferdinando Aiello, deputato della Repubblica Italiana: ringraziamo anche in questa occasione l'Amministrazione Comunale, per aver messo a disposizione del convegno la bellissima location del Museo di Arte Sacra, luogo a noi già noto in quanto visitato con le comitive dei treni a vapore Brutia Express che abbiamo organizzato in questi ultimi anni tra Cosenza e Rogliano!

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Arrivato il Presidente Oliverio, ci siamo avviati tutti assieme presso la sede del convegno: forse mai in un evento di Associazione Ferrovie in Calabria, si è vista una sala così gremita di partecipanti! Partecipanti che erano tanti cittadini, ma assieme a loro anche i sindaci di Carpanzano, Marzi, Scigliano ed ovviamente Aprigliano.
Il Sindaco Giovanni Altomare ha così avviato i lavori, portando i saluti e ricostruendo la storia della linea ferroviaria ed in generale delle FCL, con una bellissima prefazione dedicata ad una importante pubblicazione sulle FCL di Don Emilio Salatino (che non è potuto essere presente a causa, purtroppo, di un lutto improvviso). 
Dopo il Sindaco, è stato il nostro "turno": dopo una presentazione generale dei relatori, abbiamo aggiunto alla ricostruzione storica del Sindaco, alcune peculiarità in più della centenaria ferrovia Cosenza - Rogliano (una fra tutte, la parziale costruzione a scartamento ordinario fino a Pietrafitta, in prospettiva della realizzazione di un itinerario Cosenza - Rogliano - Nocera Terinese - Reggio Calabria!). Dalla costruzione del tratto a doppio binario tra Cosenza Centro e Cosenza Vaglio Lise, una volta "perse" le Ferrovie dello Stato nel centro del capoluogo bruzio, siamo arrivati ai giorni nostri con l'imminente realizzazione dell'elettrificazione della tratta Cosenza - Rogliano, strettamente legata alla costruzione della metrotranvia di Cosenza. Abbiamo voluto specificare, in particolar modo al Presidente Oliverio ed all'Assessore Musmanno, che pur non essendo contrari al progetto della Metrotranvia, è chiaro che una volta costruita, l'intero sistema di TPL in entrata ed uscita da Cosenza andrà riorganizzato in funzione del nuovo mezzo di trasporto. Il tram (o tram-treno che sarà) per giustificare l'enorme investimento costruttivo e di mantenimento, non potrà permettersi bassi standard di riempimento: le sovrapposizioni dovranno quindi essere obbligatoriamente eliminate, ed andrà creato un sistema di adduzione spinto. Diversamente, si rischierà il totale fallimento dell'intero sistema di metrotranvia, i cui costi di mantenimento non sono certamente paragonabile a quelli di un parco di autobus.
Altro argomento clou: l'interruzione della Cosenza - Catanzaro tra Marzi e Soveria Mannelli. Il nostro appello è stato anche stavolta rivolto principalmente alle istituzioni regionali, in quanto Ferrovie della Calabria è da tempo pronta ad avviare i lavori di ripristino della tratta (anche per questioni tecniche, visto che da anni l'azienda è costretta ad effettuare costosi trasferimenti via strada del materiale rotabile tra Catanzaro e Cosenza), interessata da due importanti movimenti franosi. Centri abitati come Carpanzano, Scigliano, Bianchi, Colosimi, sono in caduta libera demografica da quando la ferrovia è interrotta: gli abitanti lavoratori e studenti, non avendo più un mezzo di trasporto rapido e sicuro per raggiungere Catanzaro e Cosenza (ma anche i centri principali intermedi di Soveria Mannelli e Rogliano), hanno ovviamente scelto di trasferirsi in queste ultime località, provocando un ulteriore depauperamento dell'economia di quei territori. Insomma, dal 2010 (data di interruzione della linea) ad oggi, si è tornati indietro di 80 anni. 

Successivamente, siamo passati invece all'esposizione di una importante proposta relativa ai servizi ferroviari turistici di Ferrovie della Calabria, nata da un'audace idea dell'On. Giuseppe Giudiceandrea: ci riferiamo al SilaExpress, il treno panoramico della Sila ispirato al Trenino Rosso del Bernina, la cui proposta è già stata pubblicata sul nostro sito e su varie testate giornalistiche calabresi, ma che ieri abbiamo avuto occasione di presentare in pubblico, alla presenza del Presidente Oliverio e dell'Assessore Musmanno. Ovviamente questo convoglio, dotato di tutti i comfort e degli spazi per alloggiamento bici e sci, utile a trasportare in modalità slow i turisti da Cosenza alla Sila, da dove poi salire a bordo del treno a vapore, potrebbe essere utilizzato (previo acquisto di altri convogli similari) anche sulla Catanzaro - Cosenza, che seppur in modo paesaggisticamente diverso, non ha nulla da invidiare alla ferrovia silana (specialmente nel tratto Rogliano - Soveria Mannelli). A proposito di mobilità dolce: per impegni lavorativi improvvisi, non è purtroppo riuscito a partecipare all'evento l'Ing. Roberto Greco, consigliere per il Sud Italia della Confederazione Mobilità Dolce, alla quale noi di Ferrovie in Calabria siamo iscritti da quasi due anni, e che ha patrocinato questo importante convegno. Tornando al convegno, oltre il ripristino del servizio di TPL (che per la Silana abbiamo proposto nel tratto Cosenza - Pedace - Spezzano della Sila), questo servizio turistico potrebbe quindi rappresentare un'ulteriore possibilità di rilancio dell'economia e degli scambi culturali dell'entroterra attraversato dalla ferrovia Cosenza - Catanzaro. Al termine dei nostri interventi, la parola passa al Presidente Oliverio, che ha fatto una carrellata generale sull'impegno della Regione Calabria nella normalizzazione di un sistema di trasporto pubblico locale finito in macerie da decenni di gestioni totalmente scriteriate. L'ultima notizia positiva riguarda l'accordo tra la Regione, lo Stato e Trenitalia, relativo all'istituzione (da nostre fonti probabile nel giugno 2017) di un collegamento Frecciarossa tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale, con tempi di percorrenza stimati attorno alle 6 ore, possibili attraverso vari interventi che descriveremo in un articolo dedicato. 

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Per quanto riguarda Ferrovie della Calabria, che erano ovviamente l'argomento principale, il Presidente ha annunciato il progetto di rilancio della Catanzaro - Cosenza, attraverso la riunificazione della linea (è in corso uno studio di fattibilità relativo alla velocizzazione della tratta) e quindi l'integrazione della costruenda metropolitana di Catanzaro (avvio cantieri previsto entro un mese) e della metrotranvia di Cosenza con elettrificazione della Cosenza - Rogliano.
Per quanto riguarda la Catanzaro - Cosenza "attuale", ed in particolar modo la grave problematica dell'interruzione tra Soveria Mannelli e Marzi, il Presidente ha annunciato che a breve (si parla di addirittura una settimana circa) ci sarà il parere della corte dei conti, relativamente ai fondi stanziati dal Cipe contro il dissesto idrogeologico, che prevedono - come spiegherà al termine del convegno l'assessore Musmanno - in prima linea gli interventi di ripristino della Soveria - Marzi flagellata dalle frane.
Apprezzamento, da parte di Oliverio, anche del progetto della SilaExpress, ricordando gli sforzi fatti dalla Regione e da Ferrovie della Calabria per riattivare il servizio turistico tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio, che nei prossimi mesi proseguirà fino a San Giovanni in Fiore (tra S.Nicola e S.Giovanni sono infatti in corso i lavori di disboscamento della ferrovia da parte di Calabria Verde). 
Al termine dell'intervento, la parola è passata agli onorevoli Ferdinando Aiello ed Enza Bruno Bossio: anche loro si sono soffermati sulle problematiche generali che riguardano il TPL calabrese, ed in particolar modo l'On. Bossio (deputato in Commissione Trasporti alla Camera che sta tra l'altro lavorando al disegno di legge n.1189 sulla regolamentazione delle ferrovie turistiche) si è soffermata sul problema ancora non risolto delle sovrapposizioni tra gomma e ferro, oltre che sulla necessità sempre più impellente di elettrificazione della ferrovia Jonica...sulla quale è diventato ormai quasi impossibile ripristinare collegamenti a lunga percorrenza per i ben noti problemi sui locomotori diesel D445 non attrezzati con impianti di lateralizzazione.
Di parere un po' diverso, anche se ovviamente sulla stessa linea, l'accademico intervento di Musmanno: sulla questione ferrovia jonica, ha specificato che, almeno per quanto riguarda il trasporto regionale, una soluzione alternativa all'elettrificazione potrebbe essere l'acquisto di convogli bimodali diesel-elettrici (per es. come quelli Stadler acquistati dalla Valle d'Aosta) che una volta terminata la tratta elettrificata, abbassano il pantografo e proseguono in trazione diesel. Per la Jonica inoltre sono in corso gli interventi di elevazione al rango C di tutta la tratta, permettendo di recuperare minuti preziosi sulle tracce orarie anche dei treni regionali attuali. Per quanto riguarda le integrazioni e l'eliminazione delle sovrapposizioni, viva la sincerità: la disponibilità di molte aziende ad integrarsi ed a riorganizzare i servizi, a detta di Musmanno, è stata pari a zero. Le gare di affidamento del TPL, che partiranno nel 2017 (nei mesi scorsi sono già stati pubblicati i preavvisi di gara, con bandi europei), saranno quindi l'unica soluzione, poichè la maglia dei servizi su gomma verrà disegnata dalla Regione Calabria, in adduzione al trasporto ferroviario o integrazione allo stesso. Le aziende parteciperanno, e chi vincerà le gare sarà tenuto ad effettuare in modo puntuale i servizi progettati dalla Regione Calabria.
Per quanto riguarda FdC, il punto principale è la Catanzaro - Cosenza: come anticipato da Oliverio, dai fondi del CIPE destinati al contrasto del dissesto idrogeologico in Calabria, verranno utilizzati 8,4 milioni di Euro per la messa in sicurezza delle frane di Carpanzano e Scigliano sulla tratta ferroviaria Soveria - Marzi. Si tratta di due interventi da 4,2 milioni di Euro ciascuno, che permetteranno di ripristinare la continuità ferroviaria sull'attuale tracciato: tra una settimana la corte dei conti esprimerà parere (si spera favorevole) sull'immediato utilizzo dei fondi CIPE destinati alle opere immediatamente cantierabili, che comprendono appunto la messa in sicurezza delle due frane ed il ripristino della ferrovia. Argomento sul quale, ovviamente, terremo aggiornati costantemente i nostri lettori. 

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L'argomento è stato trattato tecnicamente anche dall'Ing. Alessandro Marcelli di Ferrovie della Calabria, che ringraziamo per aver partecipato all'evento in rappresentanza dell'azienda, annunciando, sempre tra una settimana circa, l'avvio dei lavori di elettrificazione della Cosenza - Rogliano (consegnati da qualche giorno alla ditta GCF - Generale Costruzioni Ferroviarie), iniziando dal rialzo dei marciapiedi nelle stazioni, per permettere i futuri incarrozzamenti a raso con il tram-treno. Ma l'Ing. Marcelli ha anche discusso di materiale rotabile, specificando che l'arrivo dei complessi Stadler nel 2010, ha portato ad un notevole incremento di utenza sulle tratte dove sono in esercizio, cioè la Cosenza - Rogliano e la Catanzaro Lido - Catanzaro Città: ovviamente solo cinque complessi non bastano, e sono necessari da parte della Regione Calabria nuovi investimenti anche nel campo dei rotabili FdC. 
Insomma, la carne al fuoco è sicuramente tanta, forse mai così tanta nella storia del trasporto ferroviario calabrese degli ultimi anni: ma, proprio visto che la carne è tanta, bisogna controllarla a vista, per evitare che si bruci. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria da 10 anni (il 14 ottobre compiremo un decennio dalla pubblicazione del nostro primo blog, il 14 ottobre 2006!) ci occupiamo di questo, con forza e considerazione delle istituzioni sempre maggiore: siamo certi che se qualcosa finalmente stia cambiando, e sì: è anche stato merito nostro, e di tutte le nostre battaglie. Battaglie fatte però a colpi di proposte operative, non di proclami o interessi politici di alcun tipo, ed è questa la strada (ferrata) che continueremo con forza a seguire, per cambiare in meglio la Calabria a partire dai sistemi di trasporto pubblico.

 

 

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Sono quelle notizie che purtroppo fanno raggelare il sangue. Accade a tutti, ma ancor di più a chi quotidianamente si batte per promuovere il trasporto su rotaia, portando a conoscenza dell'opinione pubblica di quali siano i vantaggi in termini ambientali e di sicurezza del viaggiare in treno.

Purtroppo a volte i fatti ci ricordano che la realtà (in alcuni casi) è un po' diversa. Questa mattina ne abbiamo avuto dimostrazione, quando attorno alle 11.30 due convogli della società Ferrotramviaria, che viaggiavano in direzioni opposte sulla frequentatissima linea sociale Bari - Barletta, si sono scontrati a circa 100 km/h tra le stazioni di Corato e Andria. Si trattava di due recenti elettotreni, un ELT.200 di costruzione Alstom ed un ETR342 di costruzione Stadler. Le prime due vetture dei convogli sono andate praticamente distrutte, ed il bilancio provvisorio è di addirittura 25 vittime. 
Ancora è ovviamente presto per parlare di cause precise, ma quello che sicuramente si può dedurre, è che ci sono alte probabilità che tale incidente sia stato causato da un errore umano, visto che quel tratto di linea è esercitato con regime di blocco telefonico. Un sistema in realtà in via di sostituzione anche sulla rete Ferrotranviaria, che in questi mesi è in corso di ammodernamento attraverso il raddoppio del binario è l'implementazione dell'SCMT, il fondamentale Sistema Controllo Marcia Treno che ha reso praticamente impossibile l'avvenimento di simili incidenti. Tale sistema, infatti, va a "compensare" eventuali errori umani, come ad esempio il superamento di un segnale a via impedita o il superamento della velocità massima consentita sul determinato tratto di linea, portando il convoglio ad un arresto quasi immediato. 
Un sistema che è diventato da anni la norma su quasi tutta la rete nazionale RFI (dove non c'è l'SCMT c'è il più semplificato ma ugualmente funzionale SSC - Sistema Supporto Condotta, mentre sulle linee ad Alta Velocità esiste l'ERTMS ), ma che purtroppo è ancora quasi totalmente assente sulle linee ferroviarie cosiddette "ex-concesse", non di competenza nazionale. Si tratta quindi del caso della Ferrotranviaria, così come parte della rete delle ex Ferrovie Nord Milano, la ex Ferrovia Adria-Mestre oggi di Sistemi Territoriali, ed anche le "nostre" Ferrovie della Calabria.

Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, infatti, non è la prima volta che poniamo l'accento su questa "disparità" di trattamento tra la rete nazionale e quelle "regionali". Una disparità di trattamento che porta quindi a discriminare anche l'utenza pendolare, che nel caso della rete nazionale si trova a viaggiare in condizioni di sicurezza totale, mentre nel caso delle reti regionali, gestite da società ferroviarie regionali e/o private, viaggia in condizioni di sicurezza notevolmente inferiori. 

Qualcuno è in grado di spiegarci il perchè di tutto ciò? La vita e la salute di pendolari e ferrovieri che viaggiano e lavorano sulle ferrovie ex-concesse, ha per caso meno valore di quella di chi viaggia su rete nazionale? In questo caso non parliamo addirittura della "solita" disparità tra Nord e Sud, ma addirittura di disparità tra pendolari che viaggiano all'interno delle stesse regioni in ogni angolo d'Italia! E' mai possibile una simile situazione? Cosa si aspetta ad intervenire, per risolvere in tempi più brevi possibile una situazione ci protrae ormai da un decennio? Del resto, è inimmaginabile che una regione, autonomamente, abbia la capacità di adeguare intere linee ferroviarie con sistemi di sicurezza di certo non poco costosi (ricordiamo che vanno installati sottosistemi di terra su binari e segnali, e di bordo su ogni convoglio!), o al massimo, se le ha, ci vogliono molti anni per portare a compimento un provvedimento che dovrebbe essere il più immediato possibile. 
Un intervento forte a livello statale, quindi, dovrebbe essere a nostro parere prioritario.

Per il momento, dispiaciutissimi di non poter fare molto di più, ci stringiamo idealmente ai familiari delle vittime e ai nostri amici-vicini pugliesi, indubbiamente scioccati per l'accaduto, a maggior ragione perchè trattasi di una popolazione che da sempre considera il treno come un mezzo di trasporto prioritario nella vita di tutti i giorni, per studio, lavoro o vacanza...il tutto augurandoci che la società Ferrotranviaria riesca a rialzarsi al più presto da questo tragico momento, confermandosi il punto di riferimento di centinaia di migliaia di pendolari pugliesi, che del resto è sempre stato.

Non dimentichiamo inoltre questo dato, che di certo non vuole sminuire la gravità di quanto accaduto, ma che dovrebbe far comunque riflettere: in Italia, ogni anno, quasi 4000 persone muoiono per incididenti stradali. In pratica una cittadina, ogni anno, scompare sulle strade. Oppure, molto più "concretamente", quasi 11 persone al giorno. Una cifra che dovrebbe far paura, ma che invece non fa notizia come quando, con estrema rarità nonostante tutto, avvengono incidenti ferroviari o aerei.

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