locandina convegno2E' con non poca emozione che oggi siamo felicissimi di presentare, dopo un lungo lavoro di pianificazione, un'iniziativa a dir poco storica per l'Associazione Ferrovie in Calabria. Un'iniziativa che abbiamo organizzato per celebrare un importante evento, che avremo il privilegio di vivere in prima persona: ci riferiamo al primo secolo di vita della ferrovia Cosenza - Rogliano! Un secolo di vita che cadrà giorno 9 ottobre, ma che per un motivo che scoprirete nelle ultime righe di questo comunicato, abbiamo preferito anticipare di un giorno. 
La nostra iniziativa, che consiste in un convegno che abbiamo intitolato "Passato, Presente...Futuro: 100 anni in viaggio sulle Ferrovie Calabro Lucane" si terrà infatti sabato 8 ottobre alle ore 17.30, presso il Museo di Arte Sacra a Rogliano: un convegno all'interno del quale, oltre a ricostruire la storia di questa secolare ferrovia a scartamento ridotto FCL (nata in parte a scartamento ordinario), oggi gestita dalle  Ferrovie della Calabria, volgerà uno sguardo anche alle relative prospettive di sviluppo future. E del resto, queste ultime, di certo non mancano visto che oggi la Cosenza - Rogliano rappresenta una vera e propria metropolitana di superficie, ed è destinata a vedere un incremento ulteriore di traffico con il ripristino - si spera in tempi brevi - dell'intera ferrovia Catanzaro - Cosenza e con la costruzione della futura Metrotranvia di Cosenza. Discuteremo di ciò, dopo i nostri saluti e quelli di Giovanni Altomare, Sindaco del Comune di Rogliano che ospita l'evento, assieme all'Assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria Roberto Musmanno, alll'Ing. Alessandro Marcelli delle Ferrovie della Calabria e con l'On. Ferdinando Aiello, deputato della Repubblica Italiana.
Ma la somma "Calabria + scartamento ridotto", non può non dare come risultato anche "mobilità dolce"! Il convegno sarà infatti l'occasione per presentare pubblicamente la nostra proposta relativa al SilaExpress, il treno turistico panoramico - il cui ispiratore è l'On. Giuseppe Giudiceandrea che anche stavolta ci accompagnerà in questa avventura - il quale, integrandosi con i servizi turistici a vapore, potrebbe portare un po' di Bernina in Calabria, visto che la Ferrovia Silana, che si dirama a Pedace dalla Cosenza - Rogliano, non ha nulla da invidiare alle ben note ferrovie a scartamento ridotto svizzere...sia a livello infrastrutturale, che ovviamente paesaggistico e storico. Senza dimenticare che anche la stessa Cosenza - Catanzaro, sicuramente a principale vocazione pendolare, ha comunque notevoli potenzialità turistiche, attraversando centri abitati caratterizzati da un patrimonio culturale inestimabile (ricordiamo la nostra recente visita a Carpanzano) che potrebbero essere valorizzate anche in questo caso con l'utilizzo del treno turistico "SilaExpress" in specifici periodi o nei giorni festivi. Ovviamente non si può parlare di mobilità dolce senza Co.Mo.Do. (Confederazione della Mobilità Dolce, alla quale l'Associazione Ferrovie in Calabria è confederata): al nostro convegno saremo onorati dalla presenza dell'Ing. Roberto Greco, consigliere per il Sud Italia di Co.Mo.Do, che esporrà le potenzialità dello sviluppo della mobilità dolce e sostenibile attraverso la valorizzazione delle tratte ferroviarie cosiddette "secondarie". E di conseguenza, la discussione aprirà la strada ad un tema strettamente collegato alla mobilità dolce, ovvero la Legge sulle Ferrovie Turistiche, della quale ci parlerà l'Onorevole Enza Bruno Bossio, deputato della Repubblica Italiana, attiva in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, e che sta sostenendo il disegno di legge n.1189 dedicato all'individuazione ed alla regolamentazione delle Ferrovie Turistiche ed all'interno del quale, ovviamente si auspisca un inserimento della Ferrovia Silana. 
L'evento si concluderà con un intervento di un "big" della storia del trasporto ferroviario calabrese, con particolare riferimento al mondo delle Ferrovie Calabro Lucane: ci riferiamo a Don Emilio Salatino, ben conosciuto nel mondo degli appassionati della nostra regione e non solo. Successivamente, si aprirà il dibattito assieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, che in queste ore stiamo invitando a partecipare all'evento.

Tutto ciò, chiaramente, per quanto riguarda il convegno: vogliamo specificare infatti che esiterà anche un entusiasmante... "pre-convegno"! Alle 15.30 alla stazione di Cosenza Vaglio Lise si terrà assieme al Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, una piccola celebrazione per festeggiare i 100 anni della Cosenza - Rogliano, anche dall'altro capo della linea (anche se quello originario era ovviamente l'attuale stazione di Cosenza Centro): al termine, alle 16.00 partiremo assieme alle figure istituzionali che interverranno al convegno, con il treno 167 alla volta di Rogliano, dove arriveremo alle ore 16.45. Sicuramente, assieme al convegno, questo viaggio simbolico sarà il modo migliore per festeggiare e far passare agli annali del trasporto ferroviario calabrese un evento così importante: partire con un treno ordinario, uno delle migliaia che in questi cento anni hanno trasportato, sui 23 km che separano Cosenza da Rogliano, migliaia e migliaia di persone ed altrettante tonnellate di merci, consentendo lo sviluppo economico e sociale di un territorio che oggi torna ad investire sulla rotaia con rinnovato entusiasmo e passione.
Non mancate!

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Sono quelle notizie che purtroppo fanno raggelare il sangue. Accade a tutti, ma ancor di più a chi quotidianamente si batte per promuovere il trasporto su rotaia, portando a conoscenza dell'opinione pubblica di quali siano i vantaggi in termini ambientali e di sicurezza del viaggiare in treno.

Purtroppo a volte i fatti ci ricordano che la realtà (in alcuni casi) è un po' diversa. Questa mattina ne abbiamo avuto dimostrazione, quando attorno alle 11.30 due convogli della società Ferrotramviaria, che viaggiavano in direzioni opposte sulla frequentatissima linea sociale Bari - Barletta, si sono scontrati a circa 100 km/h tra le stazioni di Corato e Andria. Si trattava di due recenti elettotreni, un ELT.200 di costruzione Alstom ed un ETR342 di costruzione Stadler. Le prime due vetture dei convogli sono andate praticamente distrutte, ed il bilancio provvisorio è di addirittura 25 vittime. 
Ancora è ovviamente presto per parlare di cause precise, ma quello che sicuramente si può dedurre, è che ci sono alte probabilità che tale incidente sia stato causato da un errore umano, visto che quel tratto di linea è esercitato con regime di blocco telefonico. Un sistema in realtà in via di sostituzione anche sulla rete Ferrotranviaria, che in questi mesi è in corso di ammodernamento attraverso il raddoppio del binario è l'implementazione dell'SCMT, il fondamentale Sistema Controllo Marcia Treno che ha reso praticamente impossibile l'avvenimento di simili incidenti. Tale sistema, infatti, va a "compensare" eventuali errori umani, come ad esempio il superamento di un segnale a via impedita o il superamento della velocità massima consentita sul determinato tratto di linea, portando il convoglio ad un arresto quasi immediato. 
Un sistema che è diventato da anni la norma su quasi tutta la rete nazionale RFI (dove non c'è l'SCMT c'è il più semplificato ma ugualmente funzionale SSC - Sistema Supporto Condotta, mentre sulle linee ad Alta Velocità esiste l'ERTMS ), ma che purtroppo è ancora quasi totalmente assente sulle linee ferroviarie cosiddette "ex-concesse", non di competenza nazionale. Si tratta quindi del caso della Ferrotranviaria, così come parte della rete delle ex Ferrovie Nord Milano, la ex Ferrovia Adria-Mestre oggi di Sistemi Territoriali, ed anche le "nostre" Ferrovie della Calabria.

Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, infatti, non è la prima volta che poniamo l'accento su questa "disparità" di trattamento tra la rete nazionale e quelle "regionali". Una disparità di trattamento che porta quindi a discriminare anche l'utenza pendolare, che nel caso della rete nazionale si trova a viaggiare in condizioni di sicurezza totale, mentre nel caso delle reti regionali, gestite da società ferroviarie regionali e/o private, viaggia in condizioni di sicurezza notevolmente inferiori. 

Qualcuno è in grado di spiegarci il perchè di tutto ciò? La vita e la salute di pendolari e ferrovieri che viaggiano e lavorano sulle ferrovie ex-concesse, ha per caso meno valore di quella di chi viaggia su rete nazionale? In questo caso non parliamo addirittura della "solita" disparità tra Nord e Sud, ma addirittura di disparità tra pendolari che viaggiano all'interno delle stesse regioni in ogni angolo d'Italia! E' mai possibile una simile situazione? Cosa si aspetta ad intervenire, per risolvere in tempi più brevi possibile una situazione ci protrae ormai da un decennio? Del resto, è inimmaginabile che una regione, autonomamente, abbia la capacità di adeguare intere linee ferroviarie con sistemi di sicurezza di certo non poco costosi (ricordiamo che vanno installati sottosistemi di terra su binari e segnali, e di bordo su ogni convoglio!), o al massimo, se le ha, ci vogliono molti anni per portare a compimento un provvedimento che dovrebbe essere il più immediato possibile. 
Un intervento forte a livello statale, quindi, dovrebbe essere a nostro parere prioritario.

Per il momento, dispiaciutissimi di non poter fare molto di più, ci stringiamo idealmente ai familiari delle vittime e ai nostri amici-vicini pugliesi, indubbiamente scioccati per l'accaduto, a maggior ragione perchè trattasi di una popolazione che da sempre considera il treno come un mezzo di trasporto prioritario nella vita di tutti i giorni, per studio, lavoro o vacanza...il tutto augurandoci che la società Ferrotranviaria riesca a rialzarsi al più presto da questo tragico momento, confermandosi il punto di riferimento di centinaia di migliaia di pendolari pugliesi, che del resto è sempre stato.

Non dimentichiamo inoltre questo dato, che di certo non vuole sminuire la gravità di quanto accaduto, ma che dovrebbe far comunque riflettere: in Italia, ogni anno, quasi 4000 persone muoiono per incididenti stradali. In pratica una cittadina, ogni anno, scompare sulle strade. Oppure, molto più "concretamente", quasi 11 persone al giorno. Una cifra che dovrebbe far paura, ma che invece non fa notizia come quando, con estrema rarità nonostante tutto, avvengono incidenti ferroviari o aerei.

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Come avevamo anticipato nell'articolo dedicato al "Calabria&Basilicata Coast to Coast", la conclusione del bellissimo itinerario nelle "Terre delle Calabro-Lucane", non poteva non essere una visita alla gloriosa Ferrovia Silana, per la quale ormai da anni ci battiamo, affinchè venga ripristinata per fini turistici con treni storici, ed in parte anche per il servizio di TPL su rotaia. 

Ma dopo tante iniziative di sensibilizzazione (pulizia stazioni e tratti di linea, convegni, escursioni etc...), questa volta abbiamo deciso di proseguire il "tour delle frane" avviato qualche settimana fa sulla Soveria Mannelli - Marzi, effettuando un sopralluogo nel punto in cui si trova la principale criticità, che ha decretato la sospensione della Ferrosilana. 
Non eravamo da soli: ad accompagnarci, sotto un autentico diluvio associato a nebbia fittissima, c'era anche il consigliere regionale Giuseppe Giudicendrea, che da tempo conduce una battaglia da noi condivisa e supportata, per la riattivazione della linea ferroviaria silana. 
Lo scenario che ci ha accolto, purtroppo, non è stato dei migliori. Lo smottamento, di circa una 50ina di metri, non sembra aver compiuto "nuovi passi", almeno apparentemente: il problema però che abbiamo rilevato, è stato il grave disboscamento compiuto proprio a monte dello smottamento. Inutile ribadire quali potrebbero essere le conseguenze in un'area che già è risultata instabile di suo, resa ancora più precaria da un'errata canalizzazione delle acque meteoriche. Del resto, basta osservare le foto per notare come la sede ferroviaria sia praticamente "scivolata" a valle rispetto al binario rimasto sospeso, per il quale erano stati, tra l'altro, effettuati molti ricarichi di pietrisco, appesantendo ulteriormente il terreno sul quale poggiava la ferrovia. L'evidenza dello scivolamento, è data anche dalla strana presenza sotto i binari sospesi, di un pozzo pluviale in cemento, che probabilmente si trovava poco più a monte rispetto alla sede ferroviaria! 

Insomma, una situazione che purtroppo, senza provvedimenti immediati (in primis il rimboschimento), rischia di precipitare...nel vero senso della parola. E pensare che, a differenza delle ben più gravi situazioni di dissesto presenti sulla Soveria - Marzi, in questo caso basterebbero ben pochi interventi - fatti a tempo debito - per ripristinare la continuità dell'intera Ferrovia Silana, dove l'unica criticità è proprio questa di S.Janni. (oltre il danno la beffa: mentre tra Camigliatello e San Giovanni in Fiore i pini crescono indisturbati sulla sede ferroviaria, dove invece gli alberi dovrebbero rimanere...vengono tagliati!)

Sulla via del ritorno, però, non abbiamo potuto fare a meno di constatare che sulla "bassa" Ferrosilana, molte situazioni di pericolo sono generate dalle precarie condizioni delle stesse stazioni ferroviarie. Fa davvero male, per esempio, scoprire che la stazione di San Pietro in Guarano, una delle più importanti dell'intera linea, è oggi un edificio pericolante, con tanto di cartelli di avvertimento. Un pericolo purtroppo più che fondato, visto che il tetto del fabbricato viaggiatori è crollato quasi tutto.
Stessa situazione nella piccola stazione di Celico, dove una vera e propria foresta sta divorando il fabbricato, anch'esso dichiarato inagibile e pericolante. 

Soltanto per motivi di tempo, non abbiamo avuto la possibilità di effettuare sopralluoghi nelle altre stazioni, per verificarne lo stato. Vogliamo solo sperare quindi di essere stati "sfortunati", e di aver visitato, visto che erano sulla nostra via del ritorno, gli unici due fabbricati che, senza interventi immediati, tra un paio di anni rischiano di appartenere soltanto alla sfera dei ricordi. Rimaniamo quindi seriamente stupiti, di come si possa permettere la perdita di un patrimonio storico, culturale e potenzialmente economico del genere, che appartiene a tutti i calabresi.
Regione Calabria, se ci sei batti un colpo!

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Cinque anni sono già volati, ma il ricordo di te è più forte che mai. Un ricordo che ci accompagna in tutti i successi dell'Associazione Ferrovie in Calabria, per la quale fondazione hai gettato le basi, e che ci aiuta anche a superare quei momenti più 'concitati' che ogni tanto non mancano. E del resto, quella bella figura di mediatore e persona che ha sempre creduto nella diplomazia e nella politica (quella positiva), non potrebbe fare diversamente! Perchè siamo certi che, oltre al ricordo che appartiene per natura a chi vive in questo modo "materiale", ad accompagnarci tutti i giorni ci sia anche tu in persona. E pensandoci bene, non è neanche così difficile percepirlo!
Grazie di tutto, Marco!

 

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