La nostalgia per i gloriosi anni '80 e '90, in Calabria, sta diventando così forte da arrivare all'assurdo: da alcune settimane, nella politica catanzarese e lametina, sembra di essere tornati a 30 anni fa. In quanti ricordano le infinite discussioni e battaglie sul rinnovo della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, tra chi sosteneva la costruzione di una nuova "direttissima" che bypassasse Nicastro e Sambiase (i cui lavori iniziarono nel 1990, ma vennero bloccati dopo pochi mesi, con tanto di penali miliardarie pagate dallo Stato alle imprese costruttrici…), tra chi sosteneva il mantenimento dell'attuale tracciato e tra chi sosteneva l'esercizio su entrambi? 
Ebbene, siamo tornati punto e a capo: l'unica differenza è che, stavolta, la politica catanzarese e lametina (non tutta, per fortuna), sta parlando del nulla. A Catanzaro torna in auge l'idea di costruire un nuovo tracciato che da Settingiano colleghi Lamezia Terme Centrale attraverso la valle di Maida, per tutta risposta Lamezia Terme risponde che tale provvedimento andrebbe a danneggiare gli abitati di Nicastro e Sambiase...ma sia a Catanzaro che a Lamezia, apparentemente, tutti sembrerebbero ignorare che i giochi sono già stati conclusi due anni fa, peraltro nel modo più razionale possibile.
Il rinnovo e l'elettrificazione della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale è già stato approvato con delibera CIPE, con tanto di stanziamento di 81 milioni di Euro, che oltre all'elettrificazione, prevedono interventi di velocizzazione del tracciato già esistente passante per Sambiase e Nicastro, con particolare riferimento alla costruzione di una variante di 1,3 km nei pressi del Torrente Cancello, che andrebbe a sostituire l'attuale ponte provvisorio che costringe i treni ad un rallentamento a 30 km/h.
Ma dai dati comunicati dalla stessa Rete Ferroviaria Italiana, che ha compiuto assieme ad Italferr studi approfonditi su tracciato già attivo tra Settingiano e Lamezia Terme Centrale, evinciamo anche che:
- Dal km 1+206 al km 9+506 (in breve, da Lamezia Terme Centrale a poco dopo la stazione di Lamezia Terme Nicastro) saranno eseguiti interventi di rettifica e rinnovo del tracciato che consentiranno una velocità massima di 150 km/h nel rango C in corso di istituzione (la velocità massima attuale è di 85 km/h in rango B);
- Tra la stazione di Lamezia Terme Nicastro al Posto di Movimento di Feroleto Antico-Pianopoli, la velocità massima sarà di 100 km/h in rango C (attuale velocità massima 85 kim/h in rango B)
- Dal PM Feroleto Antico-Pianopoli alla stazione di Marcellinara, includendo la variante di tracciato sul torrente Cancello, la velocità verrà elevata per i primi 3,2 km a 100 km/h in rango C, per i successivi 1,6 km a 130 km/h, per i restanti 3,4 km a 150 km/h (su tutta la tratta l'attuale velocità massima è di 85 km/h in rango B). Dalla stazione di Marcellinara a Settingiano, per 4,1 km, la velocitò massima sarà anche elevata a 150 km/h in luogo degli attuali 85. Da Settingiano, inizio della variante di tracciato attivata il 15/06/2008, la velocità massima è già attualmente di 145 km/h, ovviamente non sfruttata a causa della non elettrificazione della linea ed utilizzo di materiale rotabile diesel con vel. max di 130 km/h. Su tutta la tratta Settingiano - Lamezia Terme Nicastro, sono inoltre previsti interventi di regimentazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico che periodicamente interessano la sede ferroviaria e le Gallerie Cancello e Marcellinara. Per quanto riguarda invece l'elettrificazione, è prevista la costruzione di nuove Sottostazioni Elettriche a Settingiano, Feroleto Antico-Pianopoli, Catanzaro Lido, oltre al potenziamento della già esistente SSE di Lamezia Terme Sambiase.

Ma oltre agli interventi sull'armamento e sulla successiva elettrificazione, tale velocizzazione ha reso necessaria la sostituzione (completata già a maggio dello scorso anno) del Sistema di Supporto alla Condotta con il più performante Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT), per la gestione della sicurezza nella circolazione dei treni, ed un primo innalzamento della velocità massima di linea di circa il 10%: per questo intervento, RFI ha stanziato 1 milione di Euro.

L'insieme di questi interventi, già definiti, pianificati e finanziati a gennaio 2017 con il piano operativo CIPE 2014-2020, porterà ad una riduzione dei tempi di percorrenza da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Centrale dagli attuali circa 50 minuti, a 30 minuti, continuando a servire i bacini d'utenza di Lamezia Terme Nicastro e Lamezia Terme Sambiase. Per quanto riguarda il collegamento con l'Aeroporto, è stato valutato maggiormente conveniente ed economico, l'avvio di un servizio di bus ad elevato livello di servizio (BELS), su corsia riservata, da Lamezia Terme Centrale all'Aeroporto Internazionale, attraverso l'utilizzo di nuovi bus elettrici ed incremento della frequenza ad una corsa ogni 15 minuti, proseguendo con la già attiva integrazione tariffaria esistente tra Trenitalia a Lamezia Multiservizi.
Invece, la costruzione di una "direttissima" in sostituzione dell'attuale tracciato, è stata anche valuta da RFI ed Italferr: il costo complessivo di questa nuova opera si aggirava attorno ai 300 milioni di Euro, per una riduzione dei tempi di percorrenza più o meno equivalente alla velocizzazione dell'attuale tracciato. In sede ministeriale, questa opzione è stata considerata ovviamente non conveniente, poiché per un recupero di non più di 5 minuti, si sarebbe spesa una cifra ingente, perdendo inoltre i bacini d'utenza di Nicastro e Sambiase, poiché da parte di RFI non sarebbe stato previsto il mantenimento del breve tratto Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro poiché giudicato, a quel punto, non funzionale ai fini di un'offerta ferroviaria appetibile all'utenza. Chiaramente, nessuno si è preso - né se la prenderà in futuro - la responsabilità di vedere un nuovo scempio come Catanzaro Sala: una stazione ferroviaria nel centro cittadino, abbandonata in favore di una totalmente decentrata, su una variante di tracciato costata 200 milioni di Euro, cifra con la quale non solo si sarebbe messo in sicurezza il tracciato storico, ma sarebbe stata anche elettrificata l'intera trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale già 15 anni fa.

Di tutto ciò, sembra molto strano che né l'amministrazione comunale di Lamezia Terme, né quella di Catanzaro, il cui Sindaco è anche presidente della Provincia di Catanzaro, siano a conoscenza: tra l'altro, assieme all'amico Giancarlo Nicotera, consigliere comunale di Lamezia Terme, da oltre un anno stiamo portando avanti una battaglia congiunta che ha portato al ripristino della fermata di Lamezia Terme Sambiase (che sta tra l'altro producendo numeri di utenza da record, specie per quanto riguarda la mobilità studentesca che aveva precedentemente abbandonato l'uso del treno), e che proseguirà con il raggiungimento dell'ambizioso obiettivo di realizzare due autostazioni di interscambio gomma/ferro nei pressi della stazione di Lamezia Terme Nicastro (ex fascio merci) e Lamezia Terme Centrale (parte del piazzale dell'ex zuccherificio), ai fini di favorire l'intermodalità tra treno ed autobus. 
Dopo questa precisazione, vogliamo sperare che la discussione ed il confronto tra le due amministrazioni comunali e cittadinanze, possa tornare con i piedi per terra, cercando piuttosto di sollecitare la Regione Calabria ed il Governo Nazionale ad un rapido avvio dei lavori di velocizzazione della linea e successiva elettrificazione, ma soprattutto, nell'immediato, a risolvere le problematiche che attanagliano nel quotidiano l'utenza pendolare: non è infatti accettabile che una linea come la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, abbia un servizio ferroviario che dal Capoluogo a Lamezia Terme, preveda l'ultima corsa alle 18.19 del pomeriggio, ed in direzione opposta alle 19.00. Certo, è un grande miglioramento rispetto a qualche mese fa, quando l'ultimo treno partiva da Catanzaro Lido alle 16.40 (!!), ma è stata una battaglia che abbiamo condotto totalmente in solitudine. A nostro modesto parere, agli utenti più che della "direttissima" da 300 milioni di Euro, interesserebbe riavere i servizi ferroviari soppressi negli scorsi anni, e soprattutto interesserebbe riavere collegamenti ferroviari diretti dalla fascia Jonica a Lamezia Terme Centrale, senza scomodi ed assurdi cambi di treno a Catanzaro Lido. 
Di questo, probabilmente, sarebbe più opportuno discutere.

A causa della scossa di terremoto che ha colpito Cosenza e Rende nelle scorse ore, dalle ore 17.25 in via precauzionale e per consentire appositi controlli e rilievi sulle infrastrutture, in corso di esecuzione tramite motocarrelli e personale specializzato, è sospesa la circolazione ferroviaria sulle seguenti linee:

Rete Ferroviaria Italiana:
- Cosenza-Paola
- Cosenza-Sibari
- Paola-Lamezia Terme Centrale

Ferrovie della Calabria srl:
- Cosenza-Rogliano-Marzi

Seguiranno aggiornamenti

A seguito della replica di ViviCilento reputiamo necessario descrivere nel dettaglio, in questa lunga nota, la situazione in cui purtroppo versano le zone servite dal Frecciargento Sibari-Bolzano e lo scopo per il quale esso é stato istituito.
 
Chi ha seguito il lungo iter che ha portato alla concretizzazione di questo nuovo servizio sa in primis che la Regione Calabria ha dovuto pagare € 1 450 000 + Iva per la sua attivazione ma soprattutto che esso é nato non per tanto fini turistici quanto per supplire all'inesistenza di un servizio pubblico essenziale che purtroppo in queste zone mancava, ragione per cui é stato definito un "treno sociale", sulla zona jonica infatti non ci sono altri treni né AV né Intercity (presenti invece sul versante tirrenico) che collegano con il resto d'Italia, basterebbe solo questo per descrivere l'importanza che tale collegamento assume per il territorio calabrese.
 
Il fatto che la proposta di aggiungere una fermata ad Agropoli non sia per niente gradita dell'utenza del Frecciargento é riscontrabile in primis dai social sui quali ci sono decine di commenti di protesta e like a sostegno
 
Come abbiamo avuto modo di ribadire, si noti bene che il servizio sarà reso ancora più appetibile perché dal 1 febbraio à attiva la navetta in coincidenza con Castrovillari, mentre nel breve periodo si attiverà la coincidenza su ferro con Crotone, una città completamente isolata con un aeroporto in serie difficoltà e la nuova fermata nell'area urbana di Cosenza che servirà non solo l'area in questione ma anche le zone della Sila, della Presila e della Valle del Savuto (queste zone ricadono in ben tre province) che attualmente non hanno la possibilità di usufruire di tale mezzo. Già oggi di questo collegamento ne usufruiscono gli abitanti della zona della Sibarite tra cui quelli di Corigliano Rossano, terza città della Calabria, collegata tramite navetta, inoltre grazie alle coincidenze questo treno é usufruibile anche da chi deve raggiungere le località successive a Paola che, lo ricordiamo, possono contare solo su due coppie di treni AV al giorno che però terminano la loro corsa a Roma, ne usufruisce poi il bacino della Riviera Cedri, del Pollino e della vicina Basilicata.
 
Si noti che il territorio della Sibaritide ha un' unica arteria stradale che collega tutto il versante jonico, la SS106 tristemente nota come strada della morte, che da marzo dovrebbe essere interessata anche da lavori di ammodernamento nel terzo megalotto con conseguenti disagi. Dalle zone della Sibaritide é inoltre difficile raggiungere anche l'aeroporto di Lamezia Terme oltre che per la condizione delle strade anche perché non esistono mezzi pubblici diretti, discorso analogo vale per la fascia tirrenica dove non ci sono collegati regionali diretti.
 
Partiamo col dire che un'eventuale aggiunta di fermata comporterebbe, nel migliore dei casi, un aumento dei tempi di percorrenza di 10/12 minuti ma si potrebbe arrivare anche a 20 minuti considerato che il quel tratto il Frecciargento viaggia anche a 180 km/h.
 
Non mettiamo in dubbio le difficoltà della zona del Cilento ma c'è una profonda differenza: chi deve raggiunge Roma, e conseguentemente le altre città d'Italia, dall' area cilentana può facilmente, con i treni regionali ed Intercity, arrivare a Salerno dove si hanno a disposizione ben 17 coppie di treni AV (tra cui i Frecciarossa ed i treni Italo che non proseguono oltre la seconda città della Campania), di 2 coppie di Frecciabianca (che possono essere prese a Vallo della Lucania) e di numerosi altri IC, mentre se volesse prendere un treno AV (che non sia quello in questione) un cittadino della Sibaritide nella migliore delle ipotesi dovrebbe andare (facendo quasi sempre il cambio a Cosenza che comporta una perdita di tempo di almeno 25 minuti) a Paola, dove però ci sono solo due coppie di Frecciargento al giorno che servono tutta la restante parte della Calabria Jonica e Tirrenica, se non si trova posto a bordo di questi treni, che viaggiano quasi sempre pieni, l'alternativa é quella di arrivare a Salerno con la differenza che si impiegherebbero diverse ore e bisognerebbe affrontare un vero e proprio viaggio della speranza, quasi sempre in treni rumorosi e con anche 2/3 cambi, come si può notare dal sito di Trenitalia da Sibari a Salerno si potrebbero impiegare anche 6 ore! Non ci sono poi neanche coincidenze prendere il Frecciarossa da Taranto, anche se in questo modo si allungherebbero i tempi! 
Si noi poi che spesso i cittadini calabresi che prendono i treni AV sono costretti a fare il cambio a Napoli sia per la questione delle coincidenze che per questioni logistiche.
 
Cosa succederebbe quindi se venisse introdotta anche la fermata ad Agropoli? Ci sarebbe la corsa ad accaparrarsi i posti a bordo del Frecciargento con la differenza che se non trova posto un viaggiatore diretto nel Cilento può tranquillamente arrivare a Salerno (o anche a Napoli) con una coincidenza, mentro se non trova posto un cittadino della Sibaritide nella migliore delle ipotesi devi farsi un viaggio della speranza, purtroppo in pochi sanno che spesso i ialabresi sono costretti a rimandare i loro viaggio per assenza di posti, se non annullarlo del tutto!
 
Come si chiamerebbe questa se non guerra tra poveri? Ma poi la domanda principale é perché accanirsi sull'unico treno che serve queste zone quando a Salerno ci sono ben altri 17 treni AV+2 Frecciabianca a Vallo?
 
Tra l'altro la penalizzazione dell' utenza calabrese é stata ulteriormente aggravata, sopratutto nei periodi di maggiore affluenza in cui i calabresi hanno difficoltà a tornare a casa, dalla fermata fissa proprio a Vallo della Lucania e dalla fermata estiva ad Agropoli sui Frecciabianca, si pensi che nel 2018, prima che cambiassero gli orari, la differenza dei tempi di percorrenza tra la corsa pomeridiana in direzione nord del Frecciabianca e quella di un Intercity era soli di 20 minuti!
 
Sorge però inevitabilmente un'altra domanda: perché quando Vallo della Lucania ha chiesto l'assegnazione delle fermate per tutto l'anno dei Frecciabianca non si é chiesto che tali fermate (almeno per una coppia) venissero assegnate ad Agropoli? Sarebbe stata una scelta più ragionevole se, come sostengono dal Cilento, Agropoli ha un posizio baricentrica per il Cilento?
 
Ben venga allora la sinergia tra luoghi e territori purché essa si concretizzi in altro modo e cioé chiedendo insieme ed a gran voce nuovi collegamenti AV! Ribadiamo che questo é il momento favorevole vista l'abolizione del pedaggio per i treni che proseguono a Sud di Salerno, di cui proprio il Senatore Castiello é stato promotore, motivo per cui facciamo un suggerimento concreto: per esempio in direzione nord si potrebbero prolungare il Frecciarossa 1000 (più piccolo per capienza) 9308 Napoli-Torino delle 07:58 o il Frecciargento 9416 Napoli-Venezia delle 09:09 oppure il Frecciarossa 9524 Salerno-Milano delle 07:44, mentre in direzione Sud basterebbe prolungare i corrispettivi in senso senso opposto. 
 
Il collegamento tra Agropoli e Sibari si potrebbe poi realizzare in un altro modo ovvero con i treni regionali o con gli Intercity in coincidenza con i regionali in maniera tale da poter coinvolgere altre località molto attrattive come ad es. Paestum. In ogni modo se si realizzasse quella sinergia istituzionale che auspichiamo ciò non toglierebbe che si potrebbero istituire nel periodo estivo anche nuovi collegamenti AV per fini turistici prolungati in Calabria, dunque da parte nostra massima disponibilità per instaurare un dialogo costruttivo per il bene dei nostri territori!
 
Ettore Simone Durante - Diamante & Riviera dei Cedri Consorzio Operatori Turistici
Roberto Galati - Associazione Ferrovie in Calabria

In occasione della presentazione del Piano per il Sud, a Gioia Tauro, da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo stesso premier ha annunciato il progetto (definito già concreto), per la realizzazione di un servizio ferroviario ad Alta Velocità tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini in circa 4 ore. Giusto e condivisibile il paragone di Conte: "Roma-Reggio Calabria sono 700 chilometri, Roma-Torino 690, perché se vado a Torino ci devo impiegare poco più di quattro ore e a Reggio cinque?" La cifra stanziata per la realizzazione di ciò, dovrebbero essere i 3 miliardi di Euro destinati all'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, annunciati dal Ministro dei Trasporti Paola De Micheli qualche settimana fa, in occasione di una sua visita a Corigliano-Rossano.

Ciò che però ancora non viene esposto da alcuna fonte governativa, è il piano concreto che renderebbe possibile l'abbattimento di circa un'ora di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini. Ovviamente tale abbattimento è riferito esclusivamente ai collegamenti già esistenti Frecciargento tra la città dello Stretto e la Capitale (coppie FA 8340/8344-8343/8345), che prevedono tempi di percorrenza a cavallo tra le 4h51' e le 5h03'. 
Come si può abbattere il tempo di percorrenza di circa un'ora, pur mantenendo le attuali fermate, che sono le minime necessarie concepite come hub a servizio di macroaree (Reggio Calabria Centrale, Villa San Giovanni, Rosarno, Lamezia Terme Centrale, Paola), intervenendo solo sull'attuale tracciato ferroviario tra Salerno e Reggio Calabria Centrale?

Oggettivamente, ci sembra un po' difficile: qualsiasi provvedimento, non può non tenere in considerazioni pesanti rettifiche del tracciato, e soprattutto la costruzione - da noi sempre fortemente sostenuta - della variante Sapri - Ogliastro, che da sola renderebbe possibile un abbattimento dei tempi di percorrenza che sfiorerebbe i 15 minuti. 
Ecco di seguito la specifica slides di RFI (qui il link per consultare il documento completo)

Com'è possibile notare, il costo della variante Sapri - Ogliastro si aggirerebbe però attorno ai 3,7 miliardi di Euro, che superano (seppur di relativamente poco) i 3 miliardi annunciati dal Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Ammesso che il budget disponibile venisse portato a 3,7 miliardi, ovvero la cifra necessaria per costruire questa importante variante, non si recupererebbero però più di 15 minuti. Per arrivare a circa un'ora di risparmio dei tempi di percorrenza, serve recuperare altri 45 minuti: come lo si potrà fare, senza ulteriori rettifiche di tracciato importanti (alcune in realtà già realizzate, come ad esempio il nuovo attraversamento sul fiume Petrace a Gioia Tauro, in viariante rispetto ai vecchi viadotti e con vel max di 150 km/h in luogo degli 80 km/h precedenti)), probabilmente anche quadruplicamenti sulle tratte a maggiore traffico (e ci riferiamo principalmente alle tratte Salerno - Battipaglia e Rosarno - Villa San Giovanni), oltre ad altri interventi legati all'upgrade dei sistemi di segnalamento, in parte già realizzati ed in parte in corso. 
Insomma, non è così semplice recuperare un'ora sull'attuale tracciato ferroviario tirrenico: non è semplice, ma neanche impossibile, se si eseguono le opere idonee al raggiungimento di tale obiettivo. Ma per realizzarle, servono anche le cifre idonee: con 3 miliardi di Euro, non si realizza neanche la variante Sapri - Ogliastro! 
Chiaramente, il nostro punto di vista è solo quello di un'associazione di appassionati e studiosi di trasporto su rotaia, e non possiamo certo definirci infallibili: proprio per questo motivo, per fugare ogni dubbio, riteniamo opportuno che da parte del Governo, venga esposto al più presto il piano dettagliato che spieghi ai cittadini calabresi come si potrà raggiungere l'ambizioso obiettivo di portare a quattro ore i tempi di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, che ricordiamo, sarebbero circa 3 ore e mezza da Lamezia Terme Centrale, 3 ore da Paola: una rivoluzione assoluta nella storia del trasporto su ferro calabrese e siciliano, ed una svolta assoluta che allontanerebbe lo spettro dell'isolamento che da secoli attanaglia la nostra terra. 

Relativamente alla proposta di "ViviCilento", che auspica all'istituzione della fermata di Agropoli - Castellabate per la coppia di treni Frecciargento Sibari - Bolzano, relazione finanziata dalla Regione Calabria, abbiamo formulato assieme agli amici del Consorzio Operatori Turistici Diamante e Riviera dei Cedri, un comunicato congiunto:

Comprendiamo perfettamente le ragioni che hanno portato ViviCilento a formulare la richiesta della fermata del treno Frecciargento Sibari-Roma-Bolzano nella stazione di Agropoli-Castellabate ma a nostro avviso introdurre questa fermata non sarebbe una scelta giusta poiché si penalizzerebbe l'utenza calabrese creando una "guerra tra poveri".

Questo treno infatti é l'unico che collega il versante jonico e quello nord tirrenico della Calabria con Roma, Firenze, Bologna e Bolzano via AV, e già oggi si é registrata una sovracompensazione dei biglietti, cioé sono stati venduti più biglietti di quanto previsto. Peraltro, in alcuni giorni della settimana si registra il tutto esaurito, per non parlare dei periodi di festa nei quali i biglietti si esauriscono molto tempo prima dell'avvio degli specifici periodi.

Tale servizio, che é stato definito un "treno sociale", si é concretizzato solo grazie ad una lunga sinergia istituzionale tra la Senatrice Rosa Silvana Abate e la Regione Calabria con l'impegno del Prof. Roberto Musmanno, Assessore alle Infrastrutture. Visto il primo "no" da parte di Trenitalia, la Regione Calabria ha dovuto stanziare € 1 450 000 + Iva per la sua attivazione. La Regione Campania non solo non ha partecipato alle trattative ma non ha neanche contributo economicamente nonostante nel suo territorio ricadano due fermate molto utilizzate, ovvero quelle di Napoli Afragola e Salerno.

Se già oggi avviene ció, immaginiamo cosa succederà nel breve periodo, quando saranno attivati i collegamenti su bus con Castrovillari (dal prossimo 1 febbraio), la coincidenza su ferro con Crotone e la nuova fermata a servizio dell'area urbana di Cosenza. Introdurre la fermata ad Agropoli vorrebbe dire penalizzare chi vive in queste zone che, a differenza del Cilento, sono fortemente isolate e non hanno altri treni di cui servirsi se non questo, e l'alternativa sono infatti i bus.

Volendo fare un esempio concreto, se una parte dei posti venisse bloccata per la tratta Agropoli-Roma, si impedirebbe di acquistare l' intera tratta Sibari-Roma, cioé vorrebbe dire non solo un danno per i cittadini calabresi ma anche una perdita in termini economici perché rimarebbe scoperta la tratta Agropoli-Sibari.

Si potrebbe poi realizzare un effetto boomerang, cioé ne chiederebbero la fermata anche altre località come Vallo della Lucania e Sapri, ed in pratica si ridurrebbe il servizio al pari di quello di un Intercity, servizio in questo caso finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti attraverso apposito Contratto di Servizio con Trenitalia, relativamente al sostegno dei cosiddetti "Servizi Universali". L'utenza Calabrese é stata già stata più volte penalizzata con le fermate a Vallo della Lucania e Battipaglia (per tutto l'anno e sui treni Frecciabianca) e con la fermata estiva ad Agropoli, soprattutto nei periodi di festa. 

Tra l'altro i viaggiatori del Cilento, che in estate possono usufruire anche del Frecciarossa per Sapri, possono già usufruire delle suddette coppie di Frecciargento, perché in coincidenza con i treni regionali 3704 e 2435, magari si dovrebbe valutare un'ulteriore agevolazione delle coincidenze.

La soluzione dunque non é sovraccaricare con nuove fermate i collegamenti per la Calabria, regione fortemente isolata soprattutto sul versante Jonico che questo treno serve, ma sulla scia di quanto avvenuto per l'istruzione del Frecciargento Sibari-Bolzano, richiedere con una sinergia istituzionale, il prolungamento di un Frecciargento / Frecciarossa da Napoli o da Salerno fino a Sapri.

Un eventuale nuovo collegamento realizzato in questo modo sarebbe anche più appetibile per gli orari, per la destinazione ma soprattutto perché potrebbero effettuare più fermate nel territorio della Campania, la quale si doterebbe di treni propri che al momento non ha, pur essendo una regione ad alta densità abitativa, non penalizzando come già avviene con i Frecciabianca l'utenza calabrese, già di per sè penalizzata per la scarsità di servizi e per i lunghi tempi di percorrenza. Questo si rivela il momento storico adatto poiché, proprio perché é stato abolito il pedaggio per i treni AV che proseguono oltre Salerno, tale misura dovrebbe incentivare a non creare una "guerra tra poveri" ma ad aumentare i servizi di qualità per chi vive al Sud, con servizi specializzati per i singoli territori e macroaree regionali.

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