Nella giornata di ieri è avvenuta presso gli uffici della Regione Calabria la consegna del progetto definitivo del nuovo Ospedale della Piana: una struttura che nascerà a Palmi e che rivoluzionerà il precario sistema sanitario pubblico del territorio della Piana di Gioia Tauro ed anche di parte della Locride. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria accogliamo con favore questa importante notizia, poichè siamo convinti che i principali attori del benessere di una popolazione e di un territorio, siano un buon sistema di mobilità pubblica ed un'altrettanto completa ed affidabile assistenza sanitaria. Ed in molti casi le due tematiche si intrecciano, proprio come nel caso del nascente Ospedale della Piana. Forse in pochi avranno infatti notato, osservando i render del nuovo ospedale, che i binari a scartamento ridotto della ferrovia Gioia Tauro - Palmi, sospesa all'esercizio dal 2010, passando a pochi metri di distanza da dove sorgeranno i parcheggi del nosocomio: confrontando i render con un sopralluogo effettuato sul posto, abbiamo avuto l'effettiva conferma di ciò. La stessa stazione di Ferrovie della Calabria di Palmi, si trova a meno di un km di distanza dall'importante polo sanitario che, come anticipato, sarà frequentato da diverse migliaia di cittadini alla settimana. Potenzialmente, quindi, migliaia di automobili che potrebbero invece rimanere nei loro garage, se l'ospedale divenisse collegato bene e velocemente tramite una ferrovia già esistente, con ovvi benefici anche per i mezzi di soccorso che non si troverebbero a dover affrontare ingorghi stradali vari.  


Mai come oggi, quindi, la rivalutazione delle Ferrovie Taurensi iniziando proprio dalla Gioia Tauro - Palmi, riteniamo debba tornare attuale, anche alla luce della nascita del Comitato Pro - Taurensi con il quale condividere questa importante battaglia. Ricordiamo peraltro che relativamente alla linea Gioia Tauro - Palmi di 9 km erano stati avviati i lavori di riattivazione nel 2014 (a tal proposito inseriamo in questo articolo alcune fotografie inedite dei lavori), successivamente sospesi "misteriosamente" al termine della messa in sicurezza della frana di San Fantino. Di fatto, quindi, non esistono più ostacoli di dissesto idrogeologico tali da impedire una rapida riattivazione della circolazione ferroviaria. Ad oggi risulterebbe necessario solo il rinnovo dell'armamento, peraltro previsto ormai quasi cinque anni fa, la costruzione di una fermata a servizio del nascente ospedale, la pulizia ed il ripristino dell'agibilità della stazione di Palmi di Ferrovie della Calabria e, possibilmente, la costruzione del breve prolungamento dei binari dalla stazione di Palmi fino al vicino polo scolastico posto lato Seminara, previsto nel progetto datato 2014, e che darebbe un'ulteriore funzione alla linea ferroviaria, dedicata non solo a coloro che sono diretti all'ospedale, ma anche agli studenti ed ai pendolari.

Senza ulteriormente dimenticare la finalità turistica, ed a tal proposito ricordiamo che la fermata intermedia di San Fantino posta circa a metà percorso tra Gioia Tauro e Palmi, si trova a poca distanza da un interessante sito archeologico di età romana. La stazione di Ferrovie della Calabria di Gioia Tauro, andrebbe una volta per tutte resa comunicante e totalmente integrata con quella di RFI, in modo da concepire il servizio da/per Palmi in perfetta continuità con quello Regionale ed a lunga percorrenza di Trenitalia, anche attraverso un'integrazione tariffaria. Il servizio ferroviario che immaginiamo sulla tratta è chiaramente in regime di spola, senza incroci lungo il percorso (le uniche due stazioni dotate di binari di ricovero/incrocio sono solo Gioia Tauro e Palmi), e quindi molto snella a livello di impianti di circolazione e sicurezza, e dai bassi di costi di esercizio. Il materiale rotabile utilizzabile nell'immediato potrebbero essere alcune automotrici M4.400 / M4.350 FIAT facenti parte del parco rotabili di Ferrovie della Calabria, ma in prospettiva risulterebbe sicuramente necessario l'acquisto di convogli moderni, maggiormente capienti e dai costi di manutenzione / consumi molto più bassi di automotrici degli anni '80. Ma vogliamo spingerci oltre: nell'era in cui si concepiscono nuove linee tranviarie un po' in tutta Italia, probabilmente anche nel caso della Gioia Tauro - Palmi, abbattendo ulteriormente i costi di esercizio, si potrebbe pensare ad una conversione della linea in tram-treno (come proposto dagli amici del Gruppo Fermodellistico Tropeano), mantenendo sempre lo scartamento di 950 mm ed "agganciando" l'acquisto dei convogli tranviari taurensi, a quello già previsto per la Metrotranvia di Cosenza. 
Non siamo ad oggi in possesso di un'analisi costi/benefici dell'eventuale ripristino della linea ferroviaria in questione, ma è chiaro che già empiricamente, grazie anche alla spinta del nascente Ospedale della Piana, è facile immaginare un notevole flusso di viaggiatori, specie se consideriamo la difficile situazione della viabilità stradale del territorio, e la notevole distanza della stazione di Palmi FS dal centro abitato e dal futuro ospedale. E risulta chiaro anche che, se la risposta dell'utenza in caso di ripristino della Gioia Tauro - Palmi fosse positiva come immaginiamo, la riattivazione della Gioia Tauro - Cinquefrondi verrebbe da sè: sottoporremo queste nostre proposte all'attenzione del Ministero dei Trasporti (peraltro abbiamo già consegnato al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli un dossier dedicato alle Taurensi), e soprattutto della Regione Calabria, in questi ultimi quattro anni dimostratasi sensibile alle tematiche di rilancio del trasporto su rotaia nel nostro territorio, come forse mai prima d'ora. 

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In seguito al taglio non propriamente obiettivo di alcuni servizi giornalistici del TG3 Calabria andati in onda in questi giorni, abbiamo appena inviato una lettera al direttore TGR Luca Ponzi, con l'esposizione del nostro punto di vista sull'attuale situazione calabrese. Buona lettura!

Egregio Direttore,
a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, pur ammirando il Vs. impegno sociale nel portare a conoscenza dei cittadini calabresi le criticità del sistema di trasporto ferroviario (e pubblico in generale) della nostra Regione, mi permetta di inviarle alcune osservazioni.

Premetto che l'Associazione Ferrovie in Calabria è impegnata dal 2012 (pur fondando le proprie radici nel blog "Ferrovie in Calabria" nato nell'ottobre 2006) in una lunga battaglia per il rilancio del sistema ferroviario calabrese, da quindici anni a questa parte depauperato di decine di collegamenti di carattere regionale ed a lunga percorrenza, con particolare riferimento al versante Jonico. La nostra Associazione si rapporta da sempre, tra alti e bassi, con le istituzioni preposte ad affrontare queste tematiche, ovvero la Regione Calabria e Trenitalia Divisione Trasporto Regionale per i servizi di pertinenza locale, e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Trenitalia Divisione Passeggeri Long Haul relativamente ai servizi ferroviari a lunga percorrenza, a mercato (Frecce) e del Servizio Universale (InterCity - InterCity Notte). Dallo scorso anno è stata anche ufficializzata la nostra collaborazione con l'azienda regionale di TPL Ferrovie della Calabria s.r.l. attraverso una convenzione firmata da ambo le parti, relativa all'organizzazione di treni storici, ma anche attività di volontariato atte a migliorare la qualità dell'offerta ferroviaria attraverso sondaggi all'utenza e proposte di ottimizzazione dei servizi.
Negli ultimi due anni, dopo il punto più basso toccato nel quinquennio 2010 - 2015, le nostre battaglie (e non solo le nostre) hanno portato i primi frutti: certo, si parte da una situazione nel campo dei trasporti che è degna di un bollettino di guerra. E' chiaro che la bacchetta magica non esista per nessuno. Anzi, forse neanche una bacchetta magica riuscirebbe a risolvere nel giro di due anni, quello che in cinque anni è accaduto (e che già stava accadendo dai dieci precedenti), partendo dalla sopracitata soppressione dei servizi a lunga percorrenza lungo la linea Jonica, alla riduzione dei collegamenti ferroviari regionali, alla chiusura delle Ferrovie Taurensi, interruzioni a più riprese della Catanzaro - Cosenza, chiusura della Ferrovia Silana, eliminazione del servizio ferroviario tra Sibari e Taranto e, purtroppo, tante altre criticità simili.

Oggi, agli inizi del 2018, forse possiamo tirare un sospiro di sollievo pur non abbassando mai la guardia, ANZI, tenendola sempre più alta. Ma la guardia alta la si mantiene non solo con le proteste senza capo nè coda, ma anche e soprattutto con le proposte. E' necessario analizzare con obiettività la situazione attuale, e da quella partire per migliorare sempre di più.

Iniziamo dalla questione legata alla Ferrovia Jonica: dopo 30 anni di mancati investimenti sul materiale rotabile, finalmente sono in attività tre nuovi convogli, gli ATR 220 "Swing" (mostrati nel Vs. servizio di stamane). Dopo 150 anni, vengono investiti 500 milioni di Euro atti a rinnovare integralmente, velocizzare e predisporre all'elettrificazione tutta la tratta Sibari - Melito di Porto Salvo: la scorsa estate questi interventi - comunque ancora in corso - sono stati eseguiti tra Sibari e Catanzaro Lido. La prossima estate toccherà alla tratta Catanzaro Lido - Locri, mentre nell'estate 2019 sarà la volta della tratta Locri - Melito di Porto Salvo. Sostituzione dell'armamento, messa in sicurezza delle gallerie, eliminazione dei passaggi a livello (con piani di viabilità alternativa concordati con i Comuni), messa in sicurezza del PL che rimarranno (grazie all'installazione di sistemi di telecamere che bloccano la circolazione ferroviaria in caso di PL ostruito da mezzi), graduale istituzione del Rango C di velocità. Ma soprattutto, il ripristino dei binari di incrocio in quelle stazioni che fino a qualche anno fa erano già date per spacciate. Già, perchè non è il binario unico (come sottolineato erroneamente dalla Vs. inviata questa mattina) il problema della linea Jonica. Esistono linee ferroviarie a binario unico che sopportano un traffico di un treno ogni '30 minuti!
Quello che per la Jonica è necessario, ed oggi finalmente vengono gettate le basi, è una modernizzazione che deve assolutamente essere seguita (e su questo consiglierei invece di produrre un servizio in modo tecnico e obiettivo) o da una elettrificazione o dall'acquisto di materiale rotabile diesel di nuova genarazione sia per il trasporto regionale (treni analoghi agli ATR 220 Swing e/o Minuetto) che per quello a lunga percorrenza (locomotori diesel dotati di impianti di "lateralizzazione" delle porte, compatibili con vetture letto/cuccette/intercity).

Relativamente agli attuali servizi ferroviari, sembra quasi che si sia dimenticato quando fino a qualche anno fa, sulla Jonica, gli ultimi treni Regionali verso i principali centri, partivano alle 18, oppure sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale circolavano sole 3 coppie di treni al giorno, a differenza delle 10 attuali. Si dimentica l'assenza di collegamenti diretti, seppur ancora pochi, tra la Jonica ed il versante tirrenico (Paola e Lamezia Terme Centrale), la mancanza di minime coincidenze tra servizi regionali stessi. Sembra non interessi che da Lamezia Terme Centrale si raggiunge Roma Termini in 3 ore e 30 minuti a bordo di due coppie di Frecciargento, l'ultima istituita lo scorso dicembre dopo anni di nostre battaglie, senza dimenticare l'istituzione della fermata di Rosarno a questi collegamenti veloci, dando un po' di respiro anche alla martoriata locride. Non parliamo poi - anche se questo al pendolare interesserà ovviamente poco -, della riattivazione del Treno della Sila, servizio turistico che sta portando grandi benefici all'economia silana, e rimanendo in tema di Ferrovie della Calabria, dopo quasi dieci anni partiranno a giorni, finalmente, le gare d'appalto per il ripristino della Catanzaro - Cosenza relativamente al tratto interrotto per frane da Soveria Mannelli a Marzi. Linea che diventerà l'asse di congiunzione tra i due sistemi metropolitani di Catanzaro e Cosenza.

Certo, chi dice che le criticità non ci siano, o che tutto vada di lusso? Il deragliamento del Regionale 3742 Cosenza - Paola lo scorso 6 dicembre, all'interno della Galleria Santomarco (tra l'altro ancora interrotta, e mi piacerebbe sapere come mai questo argomento non sia diventato un tam tam, come giusto nei confronti dei tanti pendolari oggi segregati sui bus, sulla Vs. importantissima testata Rai), pone grossi interrogativi sullo stato della rete ferroviaria, pur trattandosi di una situazione molto anomala all'interno di quella specifica galleria. Le criticità sono tante, e come non citare, ad esempio, le due coppie di treni InterCity effettuati tra Reggio Calabria Centrale e Taranto con una littorina? Oppure le Ferrovie Taurensi, per le quali più volte abbiamo presentato alcune proposte di rilancio (e che rilanceremo), ma la risposta del territorio nella maggior parte dei casi è stata "è meglio farci una pista ciclabile"?

Vogliamo parlare del Contratto di Servizio tra Regione Calabria e Trenitalia, non ancora stipulato? Bene. Ci si chiede almeno perchè non è stato stipulato? Lo si è chiesto alle istituzioni preposte, in primis all'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, un tecnico prestato alla politica che differentemente dai suoi predecessori, ascolta e risponde alle istanze di tutti? TUTTI, anche coloro che chiedono le cose più assurde ed improbabili, come una nuova fermata ferroviaria sotto la propria casa. Se non lo si è chiesto, ve lo anticipiamo noi: il Contratto di Servizio a 15 anni, tra la Regione Calabria e Trenitalia, non è stato ancora firmato perchè - udite udite - sono giunte ben quattro manifestazioni di interesse da parte di altrettante aziende di trasporto, al bando europeo per l'affidamento del TPL su ferro calabrese indetto dalla Regione Calabria lo scorso anno. Per legge, la Regione è tenuta a valutarle attentamente, convocando le aziende e discutendo della loro proposta, anche se fossero 10, 100 o 1000. Se la Regione questo non lo avesse fatto, diversamente da quanto sta avvenendo in questi giorni e probabilmente ci vorranno ancora alcuni mesi per completare l'iter, qualcuno avrebbe sicuramente detto "che vergogna! La Regione Calabria ha affidato a Trenitalia un servizio a scatola chiusa!".

Ma non voglio dilungarmi ulteriormente, perchè pur immaginando di aver attirato la sua attenzione su queste specifiche problematiche e ringraziandola per l'attenzione, forse un po' l'avrò anche annoiata. Ma "purtroppo" noi di Associazione Ferrovie in Calabria siamo fatti così: la sterile polemica riteniamo non serva a nulla, se non a far ulteriormente "arrabbiare" una popolazione che avrebbe invece bisogno di rassicurazioni e informazioni corrette ed obiettive. Sia chiaro: questo non significa nascondere le criticità che ci sono, e sono tante e vanno risolte, ma significa comunicare che un cambiamento è in corso e se tante cose ancora non funzionano, è perchè - come anticipato qualche rigo più in alto - la bacchetta magica non esiste e nè funzionerebbe in una regione dove il trasporto su gomma l'ha sempre fatta da padrone, anche con il benestare di tante, troppe figure politiche degli scorsi anni.

Roberto Galati
Associazione Ferrovie in Calabria

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6 giugno 2011. Dopo mesi di agonia, la fine arriva. Un decreto urgente dell'USTIF, l'organo di controllo delle cosiddette "Ferrovie Concesse", a causa delle pessime condizioni dell'infrastruttura ferroviaria, impone la chiusura immediata dell'ultima ferrovia taurense, la Gioia Tauro - Cinquefrondi. Trentadue chilometri di binario a scartamento ridotto, percorsi giornalmente dalle storiche ma affidabili automotrici Breda M2.200 delle Ferrovie della Calabria, alla "folle" velocità di 30 km/h a causa dei tantissimi rallentamenti, diventano un ricordo. Decine di pendolari, tra i quali molti studenti, sono definitivamente costretti a spostarsi sul servizio gommato, compreso quello di Ferrovie della Calabria immediatamente istituito per sostituire nel migliore modo possibile i treni, ma con risultati che - nonostante la lentezza della ferrovia - non sono riusciti a pareggiare le performance del vettore ferroviario a livello di tempi di percorrenza. Non mancano neanche le proteste dei dipendenti di Ferrovie della Calabria, molti dei quali salgono sui cornicioni della stazione ferroviaria di Gioia Tauro, minacciando di gettarsi nel vuoto in caso di mancati provvedimenti immediati sul ripristino ed il rilancio delle linee, compresa la Gioia Tauro - Palmi sospesa due anni prima.

Ma da qui, inizia il sogno di una storia "alternativa", una sorta di dimensione parallela dove tutto è andato diversamente. 

Le proteste non si placano, anzi nelle settimane successive tutti i comuni attraversati dalla Ferrovia sono in rivolta, in particolare nei confronti della Regione Calabria, accusata di aver lasciato volutamente allo sbando queste fondamentali linee ferroviarie, favorendo anche in questo caso l'incremento del trasporto su gomma, molto meno funzionale e veloce della ferrovia, e lasciando su quest'ultima materiale rotabile degno solo di treni storici e non di servizi di trasporto pubblico locale. Molte associazioni si mobilitano, gli incontri con le istituzioni si susseguono: il momento è delicato poichè, nell'estate 2011, la crisi economica si tocca con mano, ed i bilanci della Regione Calabria sono tutt'altro che rosei. 
Nel giro di un mese si costituisce un Comitato Pro Ferrovie Taurensi, combattivo ed attivo come l'omologo sorto in Sila, che si batte per la riapertura (che dopo alcuni anni realmente avverrà) della Cosenza - San Giovanni in Fiore per fini turistici, ma anche di trasporto pendolare su parte di essa.
Le stazioni della Gioia Tauro - Cinquefrondi diventano sede di dibattiti continui con epicentro a Taurianova, Cittanova e Polistena, e la cittadinanza si adopera per mantenere il decoro e la pulizia di questi impianti: alla stazione di Gioia Tauro, intanto, la mobilitazione dei lavoratori prosegue: da parte sua, l'azienda Ferrovie della Calabria anch'essa in periodo di crisi economica, esprime tutta la propria disponibilità a ripristinare la circolazione ferroviaria, previo reperimento di fondi necessari alla messa in sicurezza dell'infrastruttura.
Un impegno che viene premiato: ad inizio autunno del 2011, la Regione Calabria, incalzata dalle forze politiche del reggino, dai cittadini, dalle associazioni riunite nel Comitato Pro-Ferrovie Taurensi, contrae un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, presentando in tempi da record un piano per il rilancio delle Ferrovie Taurensi e la generale riorganizzazione dei servizi di TPL nella Piana. Tredici milioni di Euro vengono destinati al rinnovo dell'infrastruttura, con sostituzione di rotaie e traverse anche sulla Gioia Tauro - Palmi, quindici all'acquisto di nuovo materiale rotabile. 
Ma non solo sostituzione dell'armamento: all'interno del programma di rilancio, che mira a costituire una vera e propria "Metropiana", è prevista anche la costruzione di alcune nuove fermate (Porto degli Ulivi a servizio dell'omonimo centro commerciale) e Taurianova Cappuccini (in prossimità delle scuole). A Palmi un prolungamento di circa 600 metri di binario, permetterà di avvicinarsi ulteriormente, anche in questo caso, al polo scolastico ed al costruendo Ospedale della Piana. La stazione di Gioia Tauro è previsto diventi invece un importante hub ferro/gomma, dove contemporaneamente avviene l'interscambio tra i servizi ferroviari di Trenitalia, quelli di Ferrovie della Calabria ed il trasporto su gomma in adduzione, proveniente e diretto nelle aree non servite dalle ferrovie.
Per la tratta Palmi - Sinopoli, invece, viene elaborato un progetto di riutilizzo in chiave turistica dell'infrastruttura, con fondi reperiti dall'allora POR 2007-2013, prevedendo la rimessa in esercizio della vaporiera FCL 188 di stanza a Gioia Tauro, per l'effettuazione periodica di treni storici all'interno del Parco Nazionale dell'Aspromonte. 

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Nella primavera del 2012 i primi mezzi da cantiere dell'Impresa Francesco Ventura fanno la loro comparsa, assieme a migliaia di nuove traversine in cemento armato precompresso, nuove rotaie da 36 kg/m: si inizia anche a paventare l'ipotesi di automatizzazione dei sistemi di circolazione, attraverso l'installazione del Controllo del Traffico Centralizzato tramite Dirigente Centrale Operativo (e quindi relativa installazione di Blocco Conta Assi e segnalamento luminoso), per rendere maggiormente sicura la circolazione dei treni ed adeguarsi alle nuove normative. 
Durante tutta l'estate viene completamente risanato tracciato e stazioni. A novembre i lavori sono pressochè terminati e viene annunciata l'inaugurazione delle Nuove Ferrovie Taurensi, neanche a farlo apposta, il fantomatico 21 dicembre 2012, noto per la stramba profezia Maya relativa ad una presunta fine o del mondo o chissà quale strano stravolgimento mondiale.
Ma per la Calabria e la Piana di Gioia Tauro quella data è stata davvero simbolica, un grande riscatto per quel territorio della Provincia di Reggio Calabria sempre marginalizzato e poco interessato (almeno apparentemente) alle tematiche sociali e specie dei trasporti. Lo Stadler DE M4c 503, per l'occasione inviato da Catanzaro, imbandierato e con a bordo tutte le istituzioni, lascia la stazione di Palmi alle 10.30, salutato da centinaia di cittadini: la stessa scena si ripete a Gioia Tauro, ma anche a Rizziconi (dove la stazione è stata totalmente ristrutturata), Taurianova, Cittanova, San Giorgio Morgeto, Polistena e Cinquefrondi, dove giunge, grazie alla velocizzazione della linea, dopo 30 minuti: nel giro di un anno, cinque complessi Stadler ad aderenza naturale, avrebbero totalmente cambiato il volto, definitivamente in positivo, delle Ferrovie Taurensi.

Ma si tratta appunto di un sogno, a sei anni da quel triste (per noi di Associazione Ferrovie in Calabria doppiamente triste) 6 giugno del 2011. In questo sogno, è avvenuto tutto il contrario di ciò che, purtroppo, è stato, nonostante alcune buone prospettive di stessero lentamente concretizzando nel 2014, per lo meno per la tratta Gioia Tauro - Palmi. Il disinteresse assoluto, di proporzioni rare forse in tutto il territorio nazionale, dei cittadini ma soprattutto di chi aveva il compito di sensibilizzarli e di prendere a cuore la questione Ferrovie Taurensi, ovvero la classe politica del Reggino. Le Ferrovie Taurensi, che addirittura qualcuno sperava di trasformarle in pista ciclabile, sono ancora oggi completamente dimenticate, nonostante possano ancora oggi rappresentare, se ben valorizzate, una vera e propria metropolitana di superficie della Piana di Gioia Tauro. 

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Noi di Associazione Ferrovie in Calabria dal 2011 ci occupiamo dell'argomento, rilanciando periodicamente proposte e stimoli, in primis alle istituzioni del territorio. Ci sarebbe piaciuto constatare anche in questo caso, il grande attivismo dimostrato dai territori del cosentino e della Sila, dove il sogno di riaprire la Ferrovia Silana, a step, si sta finalmente realizzando.
Ma noi non ci arrendiamo mai, ed anzi, in questa occasione riproponiamo la nostra lettera aperta con alcune interessanti proposte di rivalutazione delle due linee a scartamento ridotto, e questa volta lanciamo un nuovo appello alle popolazioni del territorio, ai comuni e, ancora una volta, alla classe politica di quella che oggi è la Città Metropolitana di Reggio Calabria: perchè non prendere spunto da quanto avvenuto in Sila, con la costituzione del Comitato Pro-Ferrovia Silana, e costituire anche qui un organo simile, impegnato anche nella promozione di iniziative di sensibilizzazione come ad esempio piccoli interventi di pulizia nelle stazioni, organizzazione di conferenze stampa e dibattiti? La fotografia di intestazione di questo articolo è un fotomontaggio, ma credendo in questa battaglia, non è escluso che un giorno non possa diventare realtà!
Perciò, la disponibilità alla collaborazione da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria, che tanto ha fatto e tanto continuerà a fare, nei limiti delle proprie possibilità, per le gloriose Ferrovie Taurensi, sarà massima: noi siamo fiduciosi!

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Tra le "solite" proposte, ovviamente non può mancare la "solita" premessa: l'Associazione Ferrovie in Calabria non è qui per strumentalizzare niente e nessuno, men che meno quando di mezzo, purtroppo, ci sono vite tragicamente spezzate. 
Visto e considerato però che in tanti ci hanno chiesto una minima "presa di posizione", ovviamente non potevamo far finta di nulla. In questo breve comunicato, infatti, vogliamo occuparci del grave incidente stradale, l'ennesimo, avvenuto sulla SS106 qualche giorno fa, nei pressi di Corigliano Calabro. Un autobus urbano della società IAS Scura, che effettuava il percorso Rossano - Corigliano, per motivi a noi ancora non noti, ha sbandato ed è caduto da un piccolo ponte, finendo in un canale. Un incidente molto grave che ha provocato, purtroppo, la morte di una giovane ragazza ed il ferimento dell'autista e di un secondo viaggiatore.
Non sta a noi dire se la colpa sia della "Strada della Morte" , dell'autista, della massoneria, degli alieni o dei complottisti di cui pullula l'Italia in questo periodo storico. Quel che è certo, ovviamente, è che ancora una volta ci si ritrova ad aggiornare il tragico bilancio delle vittime della strada lungo la Statale 106 Jonica. Peggio ancora in questo caso in cui l'incidente è avvenuto ad un autobus, che potenzialmente poteva portare a bordo molte più persone rispetto ad un'automobile.
E pensare che proprio parallela alla SS106 (che indubbiamente deve essere modernizzata) esiste, se qualcuno l'avesse dimenticato, una linea ferroviaria molto competitiva ed infinitamente più sicura rispetto al mettersi in marcia su una strada che ogni giorno rappresenta una macabra incognita. 
Certo, potenziare i servizi ferroviari costa, e non poco. Lo sappiamo bene, in quanto componenti del Tavolo Tecnico sui Trasporti istituito dalla Regione Calabria. Il problema, però, è che troppo spesso i costi si valutano in modo molto miope e poco lungimirante. Se infatti incrementare il numero di treni Regionali ha dei costi, di certo non si può dire che i costi sanitari necessari a curare le decine e decine di feriti della strada siano inferiori. Senza contare quel costo non quantificabile finanziariamente che ha ogni vita umana che si perde in incidenti stradali.
Non sarebbe meglio ridurre questi costi, compensando con un aumento di quelli destinati al trasporto ferroviario e magari alla costruzione di nuove fermate lungo la linea Jonica, in corrispondenza dei punti di maggiore attrazione non propriamente adiacenti alle stazioni? Pensiamo a quante macchine toglierebbe dalla strada una fermata nei pressi del Centro Commerciale "Le Gru" sito tra Siderno e Gioiosa Jonica, o una adiacente ai siti archeologici costieri (Locri, Kaulon, Roccelletta di Borgia) e marini (Baia di Caminia). Il tutto, ovviamente, ben servito da corse frequenti, capillari nelle fermate e limitate a specifiche aree territoriali (locride, soveratese, crotonese, rossanese), alternate a collegamenti più veloci e "lunghi" (Reggio - Catanzaro Lido, Catanzaro Lido - Sibari) con i quali interscambiare nelle stazioni di attestazione dei treni "metropolitani", nelle quali andrebbero inoltre attestati gli autobus provenienti dall'entroterra. Ma chi la prenderebbe più l'automobile? 
Già, forse nella nostra concretezza che da sempre ci contraddistingue, ogni tanto ci perdiamo nelle utopie: meno feriti, meno morti, meno costi sanitari e con il "ricavato" investire sul ferro, anche attraverso agevolazioni tariffarie a giovani, anziani e cittadini con problemi di salute (come nel caso dell'importante proposta di Articolo32) sembra un bel proposito uscito da un libro dei sogni di appassionati...
Noi, però, non smetteremo mai di crederci.

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