Dopo le interlocuzioni delle scorse settimane con l'amico Giancarlo Nicotera, ex consigliere comunale del gruppo "Patto Sociale" di Lamezia Terme, è stata stilata una lista di priorità relative al rilancio e riordino dei sistemi di trasporto pubblico su rotaia e su gomma all'interno del comune di Lamezia Terme. 
Tre i principali focus, iniziando dalla fermata di Lamezia Terme Sambiase, che nonostante sia stata ristrutturata ormai da anni e serva un bacino d'utenza di circa 22.000 abitanti, ancora oggi, nonostante le tante battaglie, continua a non essere servita dai treni Regionali della trasversale Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido, che continuano a transitare ed effettuare fermata solo a Lamezia Terme Sambiase. Questa volta uno spiraglio sembra essersi aperto, grazie all'impegno dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che ha espresso la propria disponibilità ed impegno nei confronti della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, relativamente al ripristino di questa importante fermata, che peraltro contribuirebbe ulteriormente ad incrementare la frequentazione dei servizi ferroviari: aspetto molto importante, se consideriamo il ben noto rapporto costi operativi/ricavi, che se annualmente non raggiunge determinati valori, rischia di far perdere la quota premiale del Fondo Nazionale Trasporti destinato alla Calabria, provocando quindi incrementi delle tariffe dei biglietti ferroviari o il rischio tagli ai servizi. Insomma, più viaggiatori (ovviamente paganti!) ci sono a bordo dei treni, e più si raggiungono determinati obiettivi di efficienza del servizio su rotaia. 

Altro importante argomento, anch'esso affrontato alcuni mesi fa dall'Associazione Ferrovie in Calabria, riguarda l'errata gestione del piazzale esterno di stazione di Lamezia Terme Centrale: sono infatti molto frequenti, durante la giornata, situazioni di assoluto caos ed ingorgo stradale a causa della contemporanea presenza di più bus a lunga percorrenza che effettuano fermata davanti alla stazione Centrale. Tutto ciò cagiona costantemente ritardi anche ai servizi navetta su gomma di Lamezia Multiservizi / Trenitalia, tra l'Aeroporto e la stazione Centrale (necessari quindi a garantire le coincidenze treno/aereo e viceversa), ai bus del Trasporto Pubblico Locale, agli stessi viaggiatori che raggiungono la stazione in automobile, oltre a rappresentare anche un pericolo per i pedoni (più volte si sono rischiati infatti incidenti potenzialmente molto gravi). La proposta, che sicuramente in parte allevierebbe la situazione insostenibile andatasi a creare in questi anni, riguarda lo spostamento delle fermate dei servizi autobus a lunga percorrenza, dalla stazione Centrale al vicino piazzale in cui si trova monumentata la storica locomotiva a vapore FS 740 287, da alcuni anni integralmente ristrutturata dal Comune di Lamezia Terme, ma mai adeguatamente valorizzata. Attualmente il piazzale si trova in uno stato di forte degrado, e lo spostamento della fermata dei bus a lunga percorrenza, contribuirebbe a rivitalizzare l'area creando quindi un hub del trasporto su gomma. Specifichiamo inoltre che, grazie al consigliere Giancarlo Nicotera, si sta portando avanti la proposta della nostra Associazione relativa all'intitolazione della piazza in cui è monumentata la locomotiva, alle vittime del tragico (e purtroppo dimenticato) incidente ferroviario avvenuto ad Eccellente il 21 novembre 1980. Entro la fine dell'estate, l'Associazione Ferrovie in Calabria eseguirà una pulizia e diserbo della grande aiuola all'interno della quale si trova monumentata la storica locomotiva a vapore.

Terzo argomento, riguarda invece il famoso "Opificio" di Lamezia Terme, un grande centro per la raffinazione dell'olio di oliva costruito (ma mai entrato in funzione) alle spalle dell'ex zuccherificio di S.Eufemia. In pochi sanno, peraltro, che l'ex opificio possiede al suo interno anche alcuni binari di raccordo con la stazione di Lamezia Terme Centrale. 
Nicotera, dopo le denunce ai carabinieri e alla Procura, questa volta si rivolgerà alla Corte dei conti per “danno erariale, mancando la custodia e la vigilanza del bene pubblico”. “Stiamo parlando – dice Nicotera – di un’area strategica a livello regionale: il più grande suolo intermodale collegato con tutte le infrastrutture. Ma proprio qui, però, sorge l’ex opificio, mai entrato in funzione. Di proprietà regionale, è nei fatti terra di nessuno. Come è possibile – conclude Nicotera - che ci sia un individuo che, con minacce, impedisca l’ingresso? Perché questo silenzio?”.

Sono trascorsi ormai 8 anni da quando l'ultimo treno percorreva la linea ferroviaria a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria, tra Gioia Tauro e Cinquefrondi: l'ultima delle “taurensi” a cadere sotto una terribile scure, il 6 giugno 2011, dopo la tratta Gioia Tauro – Palmi due anni prima, a sua volta orfana della prosecuzione da Palmi a Sinopoli dal lontano 1997. Otto anni fa si chiudeva quindi la lunga storia del trasporto su rotaia delle ex Ferrovie Calabro Lucane nella Piana di Gioia Tauro, in una delle rare aree in cui queste storiche linee ferroviaria rappresentavano di fatto una sorta di metropolitana di superficie, visto e considerato che gran parte delle stazioni ricadevano esattamente nei centri abitati (per altro molto popolosi, come nei casi di Taurianova, Cittanova, Polistena, Cinquefrondi, Palmi), diversamente da quanto accadeva su buona parte della restante rete ex-FCL, che servendo i territori dell'entroterra calabrese, lucano e pugliese, attraverso aree montane o comunque orograficamente complesse, era molto spesso caratterizzata dal forte decentramento delle stazioni ferroviarie rispetto ai centri abitati da servire. I motivi che hanno portato alla sospensione delle tratte Gioia Tauro – Palmi e Gioia Tauro – Cinquefrondi sono stati legati prettamente alle condizioni precarie dell'infrastruttura ferroviaria, in un momento di forte crisi economica generale ed anche delle stesse Ferrovie della Calabria, che peraltro in quel periodo abbastanza buio per l'intera Italia, si apprestavano ad essere interamente rilevate dalla Regione Calabria, con tanto di debito di circa 100 milioni di euro accumulato nei lunghi anni di gestione Ministeriale. Purtroppo a nulla sono servite, almeno fino ad oggi, le tante istanze, con in testa quelle dell'Associazione Ferrovie in Calabria, mirate all'ottenimento della riapertura di tali tratte ferroviarie, viste le enormi potenzialità in termini di utenza. Indubbiamente in questi anni sono sorte nuove problematiche che hanno allontanato ulteriormente la fattibilità del ripristino dei servizi ferroviari pre-soppressione: una tra tutte, il divieto di utilizzo del regime di circolazione tramite dirigenza locale e blocco telefonico (ovvero quello che caratterizzava anche la gestione delle Ferrovie Taurensi), in seguito al tragico incidente ferroviario avvenuto in Puglia, tra Andria e Corato sulla rete sociale di Ferrotranviaria, il 12 luglio del 2016. Insomma, i costi per un ripristino del trasporto ferroviario ordinario vero e proprio, su tratte ferroviarie “isolate” dal resto della rete ferroviaria di Ferrovie della Calabria (ovvero la Catanzaro – Cosenza e la Ferrovia Silana ad essa interconnessa), sarebbero decisamente insostenibili, nonostante la strategicità ed il forte utilizzo delle due tratte Gioia Tauro – Cinquefrondi e Gioia Tauro – Palmi che, ricordiamo, pochi mesi prima della chiusura, nonostante la velocità massima per motivi di sicurezza fosse limitata a 30 km/h su tutto il tracciato, continuavano ad essere competitive a livello di tempi di percorrenza rispetto al bus o all'auto privata!
Ma fatte tutte le dovute valutazioni economiche, seppur ovviamente a grandi linee e non ancora su basi prettamente tecniche e puntuali, siamo giunti ad una conclusione, tra l'altro già dettagliatamente esposta nei mesi scorsi assieme al Comitato Pro-Taurensi: la conversione delle due linee ferroviarie in tramvie extraurbane. Ciò permetterebbe un enorme abbattimento sia dei costi di ripristino infrastrutturale (i sistemi di sicurezza per la circolazione dei tram sono molto più semplificati ed economici rispetto a quelli prettamente ferroviari) e sia di gestione del servizio stesso. Mediamente infatti il costo di gestione di un servizio tramviario si aggira attorno ai 7 € /km, diversamente da uno ferroviario che oscilla tra i 13 ed i 14 € / km! Non dimentichiamo inoltre che attraverso un servizio tramviario, sarebbe possibile istituire ulteriori fermate per rendere maggiormente capillare il servizio (che tra l'altro risulterebbe fondamentale per garantire la mobilità pubblica verso il futuro Ospedale della Piana di Palmi), si ridurrebbero i tempi di percorrenza (grazie alle maggiori prestazioni di accelerazione/decelerazione dei tram elettrici, che potrebbero essere della stessa tipologia di quelli destinati alla Metrotranvia di Cosenza, rispetto a convogli diesel), e punto non meno importante, sicuramente si avrebbe un servizio di trasporto pubblico locale meno impattante a livello ambientale e di emissioni, rispetto alle automotrici diesel o agli autobus, che inoltre incentiverebbe il cittadino a lasciare a casa l'automobile, con ulteriore risparmio di CO2. La stazione di Gioia Tauro di Ferrovie della Calabria, inoltre, posta in adiacenza a quella di RFI servita dai collegamenti ferroviari regionali ed a lunga percorrenza di Trenitalia, consentirebbe un eccellente interscambio treno/tram, e con la costruzione dell'autostazione in parte del piazzale FdC, nascerebbe un polo di interscambio treno/tram/bus di enorme importanza per tutta la Piana di Gioia Tauro.
Ma oggi siamo giunti ad una conclusione che non era ovviamente più rimandabile: dalle proposte e dai sogni, bisogna passare ai fatti. Siamo assolutamente convinti, assieme ai cittadini ed a molti sindaci della Piana di Gioia Tauro, della bontà di questa proposta e degli enormi benefici che un moderno servizio tramviario porterebbe alla mobilità di questo territorio: ma essere convinti, ovviamente, non basta. L'Associazione Ferrovie in Calabria chiede quindi alla Regione Calabria ed all'azienda Ferrovie della Calabria, ufficialmente, l'avvio di una analisi costi/benefici sulla trasformazione delle Ferrovie Taurensi in tramvie extraurbane, analizzando allo stesso tempo l'attuale consistenza del bacino d'utenza potenziale, degli attuali servizi di TPL su gomma, sia di Ferrovie della Calabria che di Piana Palmi Multiservizi che delle varie aziende concessionarie, proiettando il tutto in un ipotetico futuro in cui la “Metropiana” sia la spina dorsale del tpl della Piana di Gioia Tauro, e da essa in adduzione/deduzione siano “agganciati” i servizi su gomma da/per le aree non servite dalla tramvia. Questa analisi permetterebbe inoltre di generare un quadro esatto dei costi necessari per la realizzazione di questo progetto, ed un conseguente avvio del reperimento delle risorse, anche in sede UE.
Per il momento, di certo le Ferrovie Taurensi non sono dimenticate: dopo anni di “black out” infatti, grazie al progetto della Regione Calabria di valorizzazione delle ferrovie sospese all'esercizio tramite velorail (con uno stanziamento di ben 350.000 euro), verrà avviato il disboscamento, diserbo e successiva rincalzatura di un tratto iniziale tra Cittanova e Taurianova della linea Gioia Tauro – Cinquefrondi, per renderla fruibile turisticamente tramite ferrociclo, il cui prototipo verrà testato sulla tratta in questione nei prossimi giorni. Si tratterà in realtà di un primo step, e successivamente sarà possibile ampliare ulteriormente il percorso, con l'obiettivo di ripulire e salvaguardare integralmente le due linee sospese tra Gioia Tauro e Cinquefrondi e tra Gioia Tauro e Palmi, con il fine ultimo di evitare scellerate riconversioni in piste ciclabili (commettendo i disastrosi errori del passato, con linee ferroviarie di enorme valenza turistica e pendolare smantellate a fine anni '60), e trovarsi con una sede ferroviarie e relative stazioni in ottime condizioni nel momento in cui, come auspichiamo, verrà avviata la conversione di queste linee in tramvie extraurbane. Nel momento in cui ciò venisse realizzato, i servizi turistici tramite velorail potrebbero essere traseriti sulla tratta Palmi – Sinopoli, ad oggi sdemanializzata e purtroppo in pessime condizioni, la quale però, rispetto alle altre due tratte sulle quali auspichiamo l'avvio del servizio tramviario destinato ai pendolari, presenta eormi potenzialità turistiche grazie ai paesaggi (aree naturalistiche alle pendici del Parco dell'Aspromonte) ed ai centri abitati attraversati (come nel caso di Seminara).

Siamo dunque convinti che il futuro delle Ferrovie Taurensi è legato ai due obbiettivi complementari di breve e lungo termine: l’avvio da subito del parco Velorail che contribuirà alla salvaguardia di questa importante infrastruttura, innescando una serie di iniziative volte all’arresto del visibile degrado di luoghi ed armamento ferroviario e contestualmente. l’avvio del progetto “Metropiana” per l’adeguamento in moderna tramvia di superficie.
Chiediamo dunque con forza al Governatore G. Mario Oliverio ed all’Assessore ai trasporti Roberto Musmanno di disporre in tempi brevi per l’avvio dell’analisi costi / benefici citato, contestualmente alla realizzazione del parco Velorail.

Siamo certi che questo nostro appello, che condividiamo con Enti locali interessati, sarà colto dalle istituzioni e figure politiche regionali, associazioni e comitati che sappiamo impegnati nel rilancio del trasporto su ferro calabrese: se una nuova stagione positiva per la ferrovia sta nascendo in Calabria, questa non può certo non coinvolgere anche le Ferrovie Taurensi, per quella che è la loro principale vocazione, ovvero quella del trasporto pendolare, capillare e frequente.

E' notizia di poche ore fa il finanziamento di diversi milioni di Euro dal MIBAC alla Regione Calabria, destinati alla valorizzazione dei beni architettonici e culturali della nostra Regione. Ma la notizia più importante, a dir poco storica, per noi di Associazione Ferrovie in Calabria, è quella relativa alla valorizzazione turistica delle linee ferroviarie calabresi, finanziata per ben 1,5 milioni di Euro. Si tratta di una grande vittoria per la nostra associazione, le cui istanze di questi anni sono state fatte proprie e portate avanti con grande impegno da parte della Regione Calabria, con particolare riferimento all'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno: dopo il ripristino della Ferrovia Silana nell'agosto 2016 e del relativo servizio ferroviario turistico tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio, fortemente spinto dal Presidente Oliverio, il cui impegno ha portato all'inserimento tutta la Ferrosilana all'interno della Legge nazionale sulle Ferrovie Turistiche, con la la deliberazione n. 121 del 2 aprile da parte della Giunta regionale, che destina 1,5 milioni di Euro alla valorizzazione turistica del patrimonio ferroviario regionale, viene compiuto un altro importantissimo passo. Un passo che, probabilmente, è di gran lunga superiore anche a quello di altre regioni italiane, in tema di turismo ferroviario! 
L'Associazione Ferrovie in Calabria, a partire dalla battaglia per il ripristino della Ferrovia Silana, si è in questi anni spesa, e continua a farlo, per lo sviluppo del turismo su rotaia anche lungo la Ferrovia Jonica, con il ben noto "Treno della Magna Grecia" annualmente organizzato assieme ad Italia Nostra e tante altre associazioni territoriali, e la proposta di creazione del primo parco "velorail" d'Italia, su parte delle Ferrovie Taurensi. Nello specifico, ci riferiamo alla tratta sdemanializzata tra Seminara e Sinopoli, promossa parallelamente alla proposta di ripristino del servizio ferroviario in chiave di moderna tranvia extraurbana sulle tratte Gioia Tauro - Cinquefrondi e Gioia Tauro - Seminara, assieme agli amici del Comitato Pro-Taurensi. In particolare la nostra proposta di costituzione di un parco "velorail", è stata portata all'attenzione del Presidente della Regione Calabria, dell'Assessorato alle Infrastrutture e delle Ferrovie della Calabria nel 2015, ed accolta nel 2017 dall'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno. Ad oggi è stato già sperimentato, con ottimi esiti, un prototipo di Ferrociclo, dotato anche di pedalata assistita per poter affrontare anche le livellette più accentuate. In contemporanea, assieme alla Federazione Italiana per le Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM) e l'Alleanza per la Mobilità Dolce, di cui fa parte l'Associazione Ferrovie in Calabria, si sta portando avanti in sede nazionale la principale delle istanze, ovvero la scrittura di una specifica normativa destinata alla circolazione dei ferrocicli su linee ferroviarie dismesse e/o sospese all'esercizio: proprio la Calabria, in una parte delle Ferrovie Taurensi, grazie a questo storico finanziamento, diventerà il banco di prova nazionale di un turismo ferroviario in forma di mobilità dolce, che in nazioni come Francia e Germania è già realtà da oltre 20 anni, generando incredibili benefici economici per i territori attraversati dalle linee ferroviaria servite da Velorail. 
Ma chiaramente, vista l'entità della somma destinata alla valorizzazione del turismo ferroviario calabrese, l'Associazione Ferrovie in Calabria non può che rilanciare con forza l'istanza di restauro funzionale e rimessa in esercizio delle vaporiere di Ferrovie della Calabria FCL.403 ed FCL.504, attualmente ricoverate presso le officine sociali FdC di Cosenza, da destinare al Treno della Sila, visto l'ormai imminente ripristino del tratto ferroviario silano San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore. La rimessa in esercizio delle due locomotive (e relativamente alla FCL.403 ricordiamo che anni orsono è stata già revisionata la caldaia), inoltre, risulta necessaria a supportare la già attiva FCL.353 nel servizio ferroviario turistico del Treno della Sila. Non dimentichiamo che si tratta di locomotive storiche, che sfiorano il secolo di vita: sarebbe opportuno averle attive tutte e tre (come avveniva fino ai primi anni 2000), in modo da poterle alternare alla trazione del treno storico, senza sfruttare eccessivamente una sola macchina, come avviene ad oggi. 
Ma non solo: la cifra potrebbe consentire anche la ristrutturazione estetica e meccanica di una coppia di automotrici storiche M2.200 Breda, da utilizzarsi sia sulla Ferrovia Silana in supporto al treno storico a vapore, ma in prospettiva anche sulle Ferrovie Taurensi in chiave turistica, se come ci auguriamo andrà in porto anche la riattivazione del servizio di TPL sulle tratte a maggior frequentazione sopra citate. Il treno (è proprio il caso di dirlo!) di un finanziamento di 1,5 milioni di euro destinati alla valorizzazione turistica del patrimonio ferroviario calabrese, non va perso: riteniamo sia quindi necessario valutare con estrema attenzione come e dove spendere questa importantissima somma, dando priorità a ciò che sui binari calabresi, a scartamento ridotto e non, può circolare, ridando vita a linee ferroviarie e attirando turisti, italiani ed esteri, sicuramente molto più di un semplice (ma pur sempre importante) "cimelio ferroviario" monumentato. Ma siamo certi che le nostre istanze, condivise preventivamente con le Ferrovie della Calabria, azienda regionale con la quale è in vigore una convenzione con la nostra Associazione relativa alla valorizzazione delle attività ferroviarie turistiche, saranno ancora una volta valutate con attenzione dalla Giunta Regionale, la prima ad aver dimostrato un impegno senza precedenti nel rilancio del trasporto su ferro, turistico e non, nella storia della Calabria. Un grande plauso anche al Governo Nazionale, a dimostrazione che la valorizzazione del trasporto ferroviario, turistico e non, non conosce colore politico!

Nella giornata di ieri è avvenuta presso gli uffici della Regione Calabria la consegna del progetto definitivo del nuovo Ospedale della Piana: una struttura che nascerà a Palmi e che rivoluzionerà il precario sistema sanitario pubblico del territorio della Piana di Gioia Tauro ed anche di parte della Locride. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria accogliamo con favore questa importante notizia, poichè siamo convinti che i principali attori del benessere di una popolazione e di un territorio, siano un buon sistema di mobilità pubblica ed un'altrettanto completa ed affidabile assistenza sanitaria. Ed in molti casi le due tematiche si intrecciano, proprio come nel caso del nascente Ospedale della Piana. Forse in pochi avranno infatti notato, osservando i render del nuovo ospedale, che i binari a scartamento ridotto della ferrovia Gioia Tauro - Palmi, sospesa all'esercizio dal 2010, passando a pochi metri di distanza da dove sorgeranno i parcheggi del nosocomio: confrontando i render con un sopralluogo effettuato sul posto, abbiamo avuto l'effettiva conferma di ciò. La stessa stazione di Ferrovie della Calabria di Palmi, si trova a meno di un km di distanza dall'importante polo sanitario che, come anticipato, sarà frequentato da diverse migliaia di cittadini alla settimana. Potenzialmente, quindi, migliaia di automobili che potrebbero invece rimanere nei loro garage, se l'ospedale divenisse collegato bene e velocemente tramite una ferrovia già esistente, con ovvi benefici anche per i mezzi di soccorso che non si troverebbero a dover affrontare ingorghi stradali vari.  


Mai come oggi, quindi, la rivalutazione delle Ferrovie Taurensi iniziando proprio dalla Gioia Tauro - Palmi, riteniamo debba tornare attuale, anche alla luce della nascita del Comitato Pro - Taurensi con il quale condividere questa importante battaglia. Ricordiamo peraltro che relativamente alla linea Gioia Tauro - Palmi di 9 km erano stati avviati i lavori di riattivazione nel 2014 (a tal proposito inseriamo in questo articolo alcune fotografie inedite dei lavori), successivamente sospesi "misteriosamente" al termine della messa in sicurezza della frana di San Fantino. Di fatto, quindi, non esistono più ostacoli di dissesto idrogeologico tali da impedire una rapida riattivazione della circolazione ferroviaria. Ad oggi risulterebbe necessario solo il rinnovo dell'armamento, peraltro previsto ormai quasi cinque anni fa, la costruzione di una fermata a servizio del nascente ospedale, la pulizia ed il ripristino dell'agibilità della stazione di Palmi di Ferrovie della Calabria e, possibilmente, la costruzione del breve prolungamento dei binari dalla stazione di Palmi fino al vicino polo scolastico posto lato Seminara, previsto nel progetto datato 2014, e che darebbe un'ulteriore funzione alla linea ferroviaria, dedicata non solo a coloro che sono diretti all'ospedale, ma anche agli studenti ed ai pendolari.

Senza ulteriormente dimenticare la finalità turistica, ed a tal proposito ricordiamo che la fermata intermedia di San Fantino posta circa a metà percorso tra Gioia Tauro e Palmi, si trova a poca distanza da un interessante sito archeologico di età romana. La stazione di Ferrovie della Calabria di Gioia Tauro, andrebbe una volta per tutte resa comunicante e totalmente integrata con quella di RFI, in modo da concepire il servizio da/per Palmi in perfetta continuità con quello Regionale ed a lunga percorrenza di Trenitalia, anche attraverso un'integrazione tariffaria. Il servizio ferroviario che immaginiamo sulla tratta è chiaramente in regime di spola, senza incroci lungo il percorso (le uniche due stazioni dotate di binari di ricovero/incrocio sono solo Gioia Tauro e Palmi), e quindi molto snella a livello di impianti di circolazione e sicurezza, e dai bassi di costi di esercizio. Il materiale rotabile utilizzabile nell'immediato potrebbero essere alcune automotrici M4.400 / M4.350 FIAT facenti parte del parco rotabili di Ferrovie della Calabria, ma in prospettiva risulterebbe sicuramente necessario l'acquisto di convogli moderni, maggiormente capienti e dai costi di manutenzione / consumi molto più bassi di automotrici degli anni '80. Ma vogliamo spingerci oltre: nell'era in cui si concepiscono nuove linee tranviarie un po' in tutta Italia, probabilmente anche nel caso della Gioia Tauro - Palmi, abbattendo ulteriormente i costi di esercizio, si potrebbe pensare ad una conversione della linea in tram-treno (come proposto dagli amici del Gruppo Fermodellistico Tropeano), mantenendo sempre lo scartamento di 950 mm ed "agganciando" l'acquisto dei convogli tranviari taurensi, a quello già previsto per la Metrotranvia di Cosenza. 
Non siamo ad oggi in possesso di un'analisi costi/benefici dell'eventuale ripristino della linea ferroviaria in questione, ma è chiaro che già empiricamente, grazie anche alla spinta del nascente Ospedale della Piana, è facile immaginare un notevole flusso di viaggiatori, specie se consideriamo la difficile situazione della viabilità stradale del territorio, e la notevole distanza della stazione di Palmi FS dal centro abitato e dal futuro ospedale. E risulta chiaro anche che, se la risposta dell'utenza in caso di ripristino della Gioia Tauro - Palmi fosse positiva come immaginiamo, la riattivazione della Gioia Tauro - Cinquefrondi verrebbe da sè: sottoporremo queste nostre proposte all'attenzione del Ministero dei Trasporti (peraltro abbiamo già consegnato al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli un dossier dedicato alle Taurensi), e soprattutto della Regione Calabria, in questi ultimi quattro anni dimostratasi sensibile alle tematiche di rilancio del trasporto su rotaia nel nostro territorio, come forse mai prima d'ora. 

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