Pubblichiamo di seguito la nostra lettera aperta, inviata al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli ed ai candidati alla presidenza della Regione Calabria, dedicata all'investimento di tre miliardi di Euro per l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria, oltre ad alcune nostre considerazioni relativamente all'elettrificazione della Ferrovia Jonica.

Egregio Ministro,

Egregi candidati alla Presidenza della Regione Calabria,

a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, esprimo la massima soddisfazione nell'apprendere che, attraverso apposito progetto di legge, verrà finalmente finanziata con 3 miliardi di Euro, l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, lungo la parte terminale della Ferrovia Tirrenica Meridionale. L'Associazione Ferrovie in Calabria, sodalizio nato nel 2012 ma già esistente informalmente dal lontano 2006, attraverso il blog "Ferrovie in Calabria", si occupa da anni di promuovere il rilancio e lo sviluppo dei trasporti su rotaia all'interno del territorio calabrese, sia per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale gestita da RFI, ovvero le linee Tirrenica, Jonica e trasversali, e sia per quanto riguarda la rete ferroviaria a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria srl: le nostre battaglie, molte delle quali vinte negli ultimi 5 anni, vertono su potenziamenti infrastrutturali e incremento/ottimizzazione dei servizi ferroviari regionali ed a lunga percorrenza, con una particolare attenzione allo sviluppo dell'intermodalità e delle integrazioni tariffarie gomma/ferro. Ci siamo battuti, e continuiamo a farlo (come spiegherò con maggiore precisizione all'interno di questa lettera aperta) per l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, attesa da 40 anni, e finalmente finanziata ed in corso tra Sibari e Catanzaro Lido oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Ci siamo battuti per l'incremento dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza tradizionali ed Alta Velocità sul corridoio Tirrenico, mentre è ancora in corso la nostra battaglia per il ritorno dei collegamenti a lunga percorrenza da/per Milano Centrale, Bari Centrale e Roma Termini lungo il corridoio Jonico. Per quanto riguarda il turismo ferroviario, un grande obiettivo raggiunto da parte della nostra Associazione, grazie all'impegno della Regione Calabria e di Ferrovie della Calabria srl, è stato il ripristino di parte della Ferrovia Silana, interamente inserita all'interno della Legge nazionale sulle Ferrovie Turistiche n.128, attraverso l'attivazione di un servizio ferroviario turistico a vapore sulla tratta Moccone – San Nicola Silvana Mansio.
Ma è chiaro che, senza una dorsale ferroviaria veloce, funzionale e maggiormente flessibile rispetto a quella attuale, risulta difficile sperare in un rilancio generale di tutto il sistema dei trasporti su rotaia calabresi, e di conseguenza in un rilancio del tessuto socio-economico di una regione che, purtroppo, giorno dopo giorno si spopola sempre di più. L'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, che porterà al completamento del Corridoio TEN-T n.5 Scandinavo-Mediterraneo fino a Palermo, darà una boccata d'ossigeno storica alla nostra Calabria, ed ovviamente anche alla vicina Sicilia. Una linea ferroviaria ad Alta Capacità, significa anche "velocità alta", un concetto relativamente diverso rispetto a quello di "Alta Velocità", che prevede una omogeneizzazione di tutto il tracciato da Salerno a Reggio Calabria, con velocità massime di 200 km/h: vista la cifra investita di 3 miliardi, infatti, crediamo che il progetto del Governo sia incentrato più ad un sostanziale rinnovo e velocizzazione "spinta" dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale tra Salerno e Reggio Calabria, piuttosto che un nuovo tracciato AV/AC parallelo all'attuale percorso ferroviario tirrenico, o su altra sede. Tre miliadi di Euro sono una cifra ingente, non sufficiente a costruire una linea ferroviaria ex novo, ma sicuramente adeguata alla realizzazione di alcune importanti opere, diffuse lungo il tracciato già esistente, che assieme porterebbero alla riduzione dei tempi di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, di circa un'ora. Con collegamenti Frecciargento, da Reggio Calabria a Roma si arriverebbe in poco meno di 4 ore, mentre circa 3 ore si impiegherebbero da Lamezia Terme Centrale alla Capitale. Tempi molto simili a quelli esistenti tra Roma e le città di Bologna, Milano e Torino. In molti casi, si tratta di interventi già pianificati da anni, ma mai finanziati, e che riteniamo, finalmente, sia giunto il momento di realizzare:

- Variante ferroviaria Sapri – Ogliastro (il tracciato storico rimarrebbe attivo per l'instradamento dei servizi ferroviari regionali, in territorio ad altissima vocazione turistica). La variante potrebbe avere inizio a sud della stazione di Agropoli, ricongiungersi nell'attuale stazione di Vallo della Lucania - Castelnuovo, per mantenere in servizio l'attuale impianto per entrambe le linee ferroviarie, come ulteriore interconnessione, e da qui proseguire ancora su nuovo tracciato, fino a nord della stazione di Sapri. Una curiosità: non se ne conosce il motivo, ma su Google Maps risulta tracciata, come se fosse già esistente, parte di questa variante ferroviaria (!!);

- Quadruplicamento della tratta Salerno – Battipaglia;

- Valutare quadruplicamento della tratta Rosarno – Villa San Giovanni;

- Interventi di rettifica dell'attuale tracciato, dove possibile, per innalzare le velocità massime di linea nei vari ranghi A, B, C, P e migliorare il comfort di viaggio, specie con materiale rotabile Frecciargento ad assetto variabile;

- Valutare la costruzione di una variante ferroviaria a Lamezia Terme, con spostamento del tracciato della Ferrovia Tirrenica Meridionale a ridosso dell'Aeroporto Internazionale, con costruzione di una nuova stazione denominata "Lamezia Terme Aeroporto", dotata di adiacente autostazione di interscambio gomma/ferro, ed in diretta connessione con l'aerostazione, in sostituzione dell'attuale stazione di Lamezia Terme Centrale. Attraverso tale intervento, tutti i treni del corridoio Tirrenico oltre a quelli provenienti dalla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale e quindi dal versante Jonico, servirebbero l'Aeroporto Internazionale;

Ma chiaramente, Alta Capacità non significa, per lo meno a nostro parere, soltanto upgrade spinto dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale: significa anche dare un nuovo futuro alle linee ferroviarie afferenti, iniziando dalla Jonica, ancora ben lontana dal poter essere considerata una linea ferroviaria all'altezza dell'importante ruolo che riveste all'interno del territorio calabrese, nonostante sia comunque destinataria di un finanziamento di 500 milioni di Euro per rinnovo dell'armamento e velocizzazione da Sibari a Reggio Calabria + 150 milioni di Euro destinati ad elettrificazione di parte di essa. Se come anticipato è in corso l'elettrificazione tra Catanzaro Lido e Sibari oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, lo stesso non si può dire per il tratto a sud di Catanzaro Lido, fino a Melito di Porto Salvo. Per questo tratto, infatti, ad oggi non è ancora stata finanziata l'elettrificazione, il cui costo si aggirerebbe attorno ai 150 milioni di Euro. Come si può, quindi, pensare di creare un "super-corridoio" ferroviario sul versante Tirrenico, se poi, lo stesso, per una qualsiasi criticità ad esempio climatico/sismica, rischia di bloccarsi e di non avere alcun itinerario alternativo per poter garantire la continuità ferroviaria? Oppure non avere alcuna alternativa per l'instradamento di treni merci, nel caso in cui il traffico ferroviario, come probabilmente accadrà, dovesse crescere? E di certo, non si può pensare di sopperire a queste criticità, con non più di otto locomotori diesel "D445" costruiti nei primi anni '80, che a stento riescono a garantire i servizi InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto lungo la fascia Jonica.
Non si può più, nel 2020, immaginare una linea ferroviaria come la Reggio Calabria – Taranto, dorsale a servizio del versante jonico calabrese e potenziale "valvola di sfogo" per il corridoio Tirrenico, ancora pervasa da dubbi ed incertezze sulla sua totale elettrificazione. Tre miliardi di Euro sono molti: sono sì destinati alla Salerno – Reggio Calabria, ma una rinnovata Salerno – Reggio Calabria ferroviaria, non può prescindere anche da una rinnovata ed elettrifcata Ferrovia Jonica, da tornare a servire con collegamenti ferroviari a lunga percorrenza degni di questo nome, per tutta la totalità del percorso. Ricordiamo, per completezza di informazione, che ad oggi, in Italia (escludendo la rete ferroviaria della Sardegna), non esistono più dorsali ferroviarie a trazione diesel: rimane, appunto, soltanto la Ferrovia Jonica. Speriamo che questa sia l'ultimo appello che lanceremo dalla Calabria, su questo tema, ai Governi ed alle istituzioni calabresi: confidando nell'impegno del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, con la quale condividiamo il concetto di "opportunità del ferro" per il rilancio del sistema-trasporti nazionale, auspichiamo anche ad una condivisione del nostro appello da parte dei candidati alla presidenza della Regione Calabria.
Ringraziandovi per l'attenzione, e rimanendo a disposizione per ogni forma di collaborazione, come da mission ormai consolidata dell'Associazione Ferrovie in Calabria, porgo un cordiale saluto.

Roberto Galati

Presidente – Associazione Ferrovie in Calabria

 

In questi primi mesi di esercizio del nuovo collegamento Frecciargento Sibari – Bolzano, ne abbiamo lette e vissute di tutti i colori: dall'incredibile e crescente successo di questo nuovo servizio (sono ormai consolidate le circa 100 persone in partenza ogni mattina solo da Sibari!), alle altrettanto incredibili e per certi versi inquietanti critiche nei confronti del nuovo collegamento Frecciargento, additato come “inutile”, “destinato al fallimento”, “più scomodo e costoso degli autobus”, “semivuoto” e chi più ne ha più ne metta. Critiche inquietanti poiché è naturale chiedersi cosa ci sia dietro a tutto ciò, visto e considerato che i nostri articoli e considerazioni a favore di questo treno (affiancata da numeri e dati, prelevati direttamente dal portale di Trenitalia), hanno ricevuto centinaia di migliaia di like sulla nostra pagina facebook associativa, ed altrettante condivisioni. A che pro, quindi, contestare quello che dalla popolazione della sibaritide, del cosentino e dell'alto Tirreno cosentino, è stato accolto con grande soddisfazione, in una terra in cui l'isolamento ed il monopolio del trasporto su gomma la fanno da padrone? Ci siamo fatti due domande, e ci siamo dati anche delle risposte, che ovviamente teniamo per noi, in quanto il tema – purtroppo – è molto delicato.
In ogni caso, per fortuna, ogni tanto i fatti hanno la meglio, e con l'entrata in vigore dell'orario ferroviario invernale, il prossimo 15 dicembre, il Sibari – Bolzano risulta confermato. Ovviamente il nostro auspicio è che venga reso prenotabile sul portale web di Trenitalia (assieme a tanti altri collegamenti mancanti, tra cui molti collegamenti InterCity ed InterCity Notte nazionali) al più presto, in modo tale da rendere possibile l'organizzazione dei propri spostamenti nelle festività natalizie ai cittadini calabresi.

Un tema che ovviamente ci sta molto a cuore, relativamente al nuovo collegamento Frecciargento Sibari – Bolzano, è quello relativo al miglioramento dei collegamenti ferroviari in adduzione al nuovo servizio, con particolare riferimento a quelli realizzabili a parità di km/treno, quindi senza alcun costo aggiuntivo per Trenitalia e/o Regione Calabria, semplicemente rimodulando le tracce orarie di treni già esistenti. Ci riferiamo nello specifico alla coincidenza serale da Paola a Cosenza con il Frecciargento 8517 Bolzano – Sibari (quella mattutina da Cosenza a Paola, coincidente con il corrispondente 8513 Sibari – Bolzano è già ottimale), e la coincidenza in entrambi i sensi, a Paola, in direzione Lamezia Terme Centrale/Reggio Calabria Centrale.

Nel caso della coincidenza serale da Paola a Cosenza, infatti, notiamo come allo stato attuale, arrivando a Paola con il Frecciargento 8517 alle 21.56, la prima coincidenza utile per Cosenza sia addirittura alle 23.05, con il Regionale 23981 in arrivo da Napoli Centrale. Oltre un'ora di attesa, quindi.
La nostra proposta a parità di km/treno, per eliminare tale criticità, è la seguente:

- Attuale Regionale 3693 Reggio Calabria Centrale – Cosenza, in arrivo a Paola alle 20:17 e ripartenza in direzione Cosenza alle 20:50: che tale treno è impostato in coincidenza con il Frecciargento 8343 Roma Termini – Reggio Calabria Centrale, che dal cambio d'orario di dicembre sarà anticipato in partenza da Roma Termini di circa 25 minuti, ed il nuovo orario di arrivo a Paola sarà alle 20.14 e non più alle 20.32. Riteniamo quindi opportuno anticipare (anche andando a favore dell'utenza pendolare, non più costretta a lunghe attese a Paola), la partenza del 3693 da Paola alle 20.40 e non più alle 20.50, proponendo il prolungamento a Sibari di tale collegamento, che diverrebbe quindi un Reggio Calabria Centrale – Paola – Cosenza – Sibari.

- L'attuale Regionale 3817 Paola – Sibari (partenza da Paola alle 21.27) diventerebbe invece un Paola – Cosenza, posticipandone la partenza alle 22.20 da Paola, perfettamente in coincidenza con il Frecciargento 8517 in arrivo da Bolzano alle 21.56. Ventiquattro minuti di tempo di coincidenza, invece di un'ora intera, necessaria oggi per proseguire da Paola verso Cosenza.

Per quanto riguarda invece le ben più complesse coincidenze con la Tirrenica Sud, quindi in direzione Lamezia Terme Centrale-Reggio Calabria Centrale, allo stato attuale risultano necessarie alcune rimodulazioni in entrambe le direzioni.
Al mattino, a Paola, la coincidenza da Reggio Calabria Centrale/Lamezia Terme Centrale con il Frecciargento 8513 Sibari – Bolzano (partenza da Paola alle 7.08), salta per 4 minuti con il Regionale 3676 Reggio Calabria Centrale – Cosenza, in arrivo a Paola alle 7.12. Un vero peccato, ma porre rimedio a questa situazione è più complesso (per quanto non impossibile, come vedremo) di quanto possa sembrare.
Considerando infatti che una coincidenza per essere abbastanza “solida” ed affidabile non può essere inferiore ai 20 minuti, a maggior ragione se con treni a lunga percorrenza, ciò significherebbe anticipare la partenza da Reggio Calabria Centrale, per il Regionale 3676, appunto di almeno 20 minuti. Significherebbe far partire il treno quindi prima delle 5 del mattino, con aggravio dei costi di effettuazione (si sforerebbe nell'orario notturno, con maggiore incidenza di personale), ma soprattutto cagionando anche un notevole danno all'utenza pendolare quotidiana che si troverebbe a dover partire, ogni giorno, almeno 20 minuti prima rispetto all'orario attuale. Senza contare che tale anticipo così consistente, creerebbe non pochi problemi con il nodo presente a Lamezia Terme Centrale, con i treni impostati in coincidenza da/per Catanzaro Lido e da/per Rosarno via Tropea.

La soluzione ottimale, a nostro avviso, sarebbe mista: lieve posticipo del Frecciargento 8513 in partenza da Sibari (peraltro il primo orario ufficiale prevedeva la partenza da Sibari alle 6.25 e non alle attuali 6.15), e lieve anticipo del Regionale 3676 da Reggio Calabria Centrale, anche in questo caso di 10 minuti, in modo tale da mantenerne la partenza dalla Città dello Stretto entro le 5.00.
Solo così diventerebbe possibile ottenere, a parità di km/treno, la coincidenza mattutina praticamente da tutta la Calabria Tirrenica a Sud di Paola con il Frecciargento Sibari – Bolzano.

La sera la situazione è ben diversa, purtroppo non meno complessa, ma anche in questo caso ci sarebbe una possibilità da valutare: non essendoci treni Regionali in partenza da Paola in direzione Reggio Calabria a ridosso dell'orario di arrivo del Frecciargento 8517 da Bolzano (21.56 a Paola), notiamo solo la presenza dell'InterCity 1521 Roma Termini – Reggio Calabria Centrale, in arrivo a Paola alle 21.44. In pratica, dodici minuti di differenza con l'orario di arrivo del Frecciargento da Bolzano: non sono pochi, ma neanche troppi.
Andrebbe valutata in questo caso, quindi, la modifica di traccia oraria dell'InterCity 1521, a questo punto riteniamo con posticipo di circa 25 minuti in partenza da Roma Termini (ma allo stato attuale non sappiamo se ciò risulta possibile, poiché va considerata la disponibilità di slot in uscita dalla ormai satura Roma Termini), in modo tale da garantire una coincidenza di almeno 15 minuti a Paola con il Frecciargento proveniente da Bolzano. Diversamente, se il posticipo in partenza da Roma Termini non fosse possibile, andrebbe valutato un graduale “rallentamento” della traccia oraria fino a Paola, per evitare un arrivo analogo a quello attuale (21.44) e lunga sosta di almeno 20 minuti in quest'ultima stazione, per attendere l'arrivo della Frecciargento 8517.
In ogni caso, in qualsiasi modo si riuscisse a garantire la coincidenza tra il FA 8517 e l'IC 1521, non si potrebbe che portare un notevole beneficio reciproco alla frequentazione di entrambi i treni, e soprattutto, in congiunzione con la variazione mattutina di FA 8513 e Regionale 3676, garantire coincidenza in ambedue i sensi da tutta la Calabria Tirrenica a Sud di Paola, con un servizio Frecciargento molto ambito, oggi limitato a Sibari, ma che quando verrà prolungato verso Crotone/Catanzaro Lido una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Sibari e Catanzaro Lido, diventerà immediatamente non più sufficiente a coprire la sempre crescente domanda di mobilità sia della Fascia Jonica nord di Catanzaro, oggi interamente assorbita dal trasporto su gomma, e sia dell'intero versante Tirrenico cosentino.
Queste proposte verranno ovviamente sottoposte sia all'Assessorato Regionale alle Infrastrutture (anche se lo stesso Assessore, il Prof. Roberto Musmanno, comunica che la Regione è già all'opera per risolvere le criticità espresse in questo articolo), e sia alle Divisioni Passeggeri Long Haul e Regionale Calabria di Trenitalia, con la speranza che già dal prossimo cambio d'orario di dicembre, possa diventare molto più comodo usufruire del nuovo Frecciargento Sibari – Bolzano sia da Cosenza (in attesa della costruzione della piattaforma di Settimo di Montalto), e sia dal resto della Calabria a sud di Paola.

Questa mattina abbiamo avuto il piacere e l'onore di ricevere di una lettera aperta inviataci dall'Avvocato Raffaele Mirigliani, facente parte della compagine societaria della CISSEL ( Compagnia industrie saccarifica Sant'Eufemia Lamezia), e pubblicata da numerose testate giornalistiche del lametino e catanzarese. Il tema della missiva è il rilancio, da parte della stessa CISSEL, di una proposta ormai ben nota e per la quale anche noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci siamo fatti più volte portavoce: l'utilizzo di parte dell'area dismessa dell'ex zuccherificio, in hub di interscambio gomma/ferro, a servizio dell'adiacente stazione di Lamezia Terme Centrale e del vicino Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. Nell'area che abbiamo inquadrato (ripubblichiamo in basso un nostro render molto artigianale di qualche anno fa), che come tra l'altro sottolineato dall'Avv. Mirigliani, non andrebbe ad intaccare le strutture dello zuccherificio vincolate dalla Soprintendenza, oltre ad una comoda autostazione posta in connessione con il marciapiede del binario 1, che permetterebbe di trasferire i servizi autobus dal piazzale esterno della stazione (costantemente congestionato), permetterebbe anche di far sorgere un vasto parcheggio per auto. Avevamo proposto che fosse una stessa società del gruppo FS Italiane a gestire autostazione e parcheggio, riferendoci alla "Metropark", che gestisce parcheggi ed autostazioni di importanti impianti ferroviari italiani. 

CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO SULLE AUTOSTAZIONI DI INTERSCAMBIO A LAMEZIA TERME

Quanto espresso dall'Avv. Mirigliani, che ringraziamo ancora per averci contattato ed auspichiamo di poter incontrare al più presto, non può che dare una spinta in più in questa nostra battaglia che, come abbiamo avuto modo di pubblicare qualche settimana fa in occasione di una visita con l'amico consigliere comunale lametino Giancarlo Nicotera, è dedicata anche all'ex Opificio di Lamezia Terme, posto alle spalle dello zuccherificio, di proprietà regionale ed in preda al degrado ed all'abusivismo assoluto.

Di seguito pubblichiamo il testo della missiva inviataci da Raffaele Mirigliani (CISSEL):

ALL'ASSOCIAZIONE FERROVIE IN CALABRIA

I vostri interventi per la valorizzazione della stazione centrale di Lamezia terme e della linea ferroviaria ionica mi inducono a qualche chiosa per stimolare ancora il Vs interessamento.

Quanto al primo punto, credo che non sia sfuggita la mia utile prospettazione anche in sede di avvio di progetti C.I.S. per l’allargamento della stazione, la creazione del parcheggio per navetta ed autobus e altri parcheggi, nonché quella per la realizzazione della adiacente piastra logistica.

Ciò per evidenziare la permanenza dell’interessamento della CISSEL, anche a fronte delle autolesionistiche contrarietà locali.

Ribadisco che la realizzazione di tali importanti opere logistiche non interferisce sul vincolo imposto dalla Sovrintendenza solo sul capannone dell’ex opificio, dopo l’approvazione del piano e per dare sfogo alle pressioni locali, pur trattandosi di edificio non certo storico ma realizzato con criteri di assoluta ordinarietà, sia pure nel rispetto degli stilemi del littorio all’epoca vigenti.

Dopo l’estenuante contenzioso giudiziario, la società ha dovuto prendere atto della prevalenza del giudizio insindacabile della Soprintendenza, ed è stata costretta a mantenere la fatiscente struttura anche in condizioni di pericolosità e di non agibilità per qualsiasi fruizione che non fosse quella di residuato di cosiddetta archeologia industriale littoriana.

Però la proprietà ha affrontato ed affronta i pesanti oneri di mantenimento e di bonifica, nella prospettiva già intrapresa che, come avvenuto per altri impianti dismessi, si possa addivenire al restauro, sia pure con le imponenti ed onerose opere anche per il sostegno strutturale in rispetto delle disposizioni asismiche ai fini di una confacente riutilizzazione.

Non si può immaginare diversa soluzione che non sia la rovina definitiva con il passare del tempo e l’opera delle intemperie.

Si confida in ausilio per i predetti oneri in definitiva discendenti dal vincolo e non certo ci si augurano nuove contrarietà.

Quanto al punto dei collegamenti ferroviari, al di là dei profili strettamente tecnici, non vi è dubbio che, per l’importanza strategica relativa (mi permetto di accludervi copia di un mio intervento appassionato del 2008 quando si profilava la eliminazione della ferrovia ionica, come “ramo secco”), occorre maggiore interesse pubblico e soprattutto della Italferr.

Apprezzabili i vostri solleciti per le corse.

Ma ancora una volta debbo ricordare, non certo per autoreferenzialità, i miei interventi acché il completamento della tratta Catanzaro Lido-S.Eufemia dopo Settingiano, avvenga con percorso funzionale per l’aeroporto, ma con tracciato metropolitano che rappresenti collegamento dei centri dell’istmo e non con una direttissima, sia pure per guadagnare qualche minuto di tempo di percorrenza a discapito di quanto ciò e a superamento anche di qualche balzana idea di radicale rivoluzione dell’assetto ferroviario in Sant’Eufemia.

Scopo della presente è anche quello di richiamare l’importanza della progettata “piastra logistica” per il profilo ferroviario, con l’augurio che si possa anche da parte vostra sollecitare la cooperazione della Italferr ai fini di costituire l’hub nell’evidente genialità strategica del baricentrico territorio.

Raffaele Mirigliani

 

Questo articolo dedicato ad una delle proposte storiche dell'Associazione Ferrovie in Calabria, per ora realizzatasi solo in parte, necessita di una premessa: purtroppo, non stiamo facendo altro che proporre ed analizzare una tipologia di offerta ferroviaria che fino a 10 anni fa rappresentava la normalità. 
Ci riferiamo ai treni Regionali diretti (ovvero senza cambio a Catanzaro Lido) tra il versante jonico calabrese, e nello specifico sul tratto da Reggio Calabria Centrale a Sibari, a Lamezia Terme Centrale, principale hub ferroviario della Calabria, posto a brevissima distanza anche dall'unico Aeroporto Internazionale esistente all'interno del territorio regionale. Aeroporto unico in Calabria ad essere collegato alla stazione ferroviaria con un comodo servizio di navette autobus a cadenza semioraria, gestito dalla società Lamezia Multiservizi in collaborazione con il gruppo FS (Lamezia Air Link), ed utilizzabili anche con bigliettazione Trenitalia integrata, che consente di acquistare un titolo di viaggio con origine/destinazione la stazione virtuale di Lamezia Terme Aeroporto. 
Come purtroppo ben noto, ad oggi sono pochissime le coppie di treni Regionali che collegano direttamente la fascia jonica calabrese a sud ed a nord di Catanzaro Lido, con Lamezia Terme Centrale: se si escludono una andata e due ritorni tra Locri e Lamezia Terme Centrale ottenuti dopo una nostra lunga battaglia, e due coppie di treni tra Lamezia Terme Centrale e Crotone (di cui un ritorno da Lamezia TC prolungato a Sibari), durante la giornata, con tutte le altre soluzioni di viaggio, risulta necessario cambiare treno a Catanzaro Lido. Il tutto, tra parentesi, nonostante in molti casi lo stesso materiale rotabile in arrivo dalla fascia Jonica, prosegua per Lamezia Terme Centrale con diversa numerazione, costringendo i viaggiatori che dalle stazioni joniche devono raggiungere l'hub lametino...a scendere dal treno per poi risalirci subito, non appena viene comunicato che la stessa automotrice prosegue per Lamezia Terme Centrale! Ma in realtà sono purtroppo sempre meno i viaggiatori che scelgono il treno per raggiungere Lamezia Terme Centrale dal versante jonico calabrese: la motivazione non è tanto legata alla scarsità di corse, ma proprio allo scomodo ed assurdo cambio treno a Catanzaro Lido. 


Probabilmente nessuno considera che chi va a Lamezia Terme Centrale, nel 90% dei casi deve proseguire il proprio viaggio o con altro treno (Regionale da/per Reggio C. / Cosenza o Rosarno via Tropea, oppure treni Intercity, Intercity Notte e Frecce da/per il resto d'Italia), in aereo o in qualche caso anche in autobus a lunga percorrenza. Nel caso di chi deve raggiungere l'Aeroporto Internazionale, e si tratta di una tipologia di utenza potenziale in costante crescita, va considerato che risulta necessario un ulteriore cambio di mezzo, poichè l'aerostazione risulta raggiungibile solo con il servizio navetta su gomma "Lamezia Air Link". 
Si immagini quindi una persona che, per esempio da Botricello, deve raggiungere l'Aeroporto di Lamezia Terme: ad oggi, se non ha la fortuna di servirsi dei pochissimi treni diretti da/per Lamezia Terme Centrale, è costretto a prendere un treno Regionale fino a Catanzaro Lido, scendere, salire su un altro treno Regionale con destinazione Lamezia Terme Centrale, ed in quest'ultima stazione scendere nuovamente e salire a bordo del bus navetta fino all'aeroporto, dove poi proseguirà il proprio viaggio in aereo. L'unico vantaggio del viaggio in treno con destinazione aeroporto, è appunto la possibilità di acquistare un unico titolo di viaggio regionale Trenitalia tra Botricello e Lamezia Terme Aeroporto, senza più dover impazzire per acquistare anche il biglietto del bus navetta, nelle edicole all'interno ed adiacenti alla stazione di Lamezia Terme Centrale. 
Ma biglietto a parte, risulta chiara la notevole scomodità di questo viaggio, identico anche per gli utenti della fascia jonica a sud di Catanzaro Lido, specie se il/i viaggiatori partono per viaggi in aereo, quindi con al seguito almeno uno zaino ed un bagaglio a mano a persona. 
Quindi, molto semplicemente accade che l'utente rinuncia in partenza a servirsi del treno, e si organizzerà autonomamente o con l'ausilio di parenti/amici, per raggiungere in auto l'Aeroporto o la stazione di Lamezia Terme Centrale, per poter utilizzare voli aerei o i collegamenti ferroviari del corridoio tirrenico. Ma quello che è il giusto punto di vista dell'utente calabrese, non è certo diverso nel caso dei turisti che decidessero di trascorrere le proprie vacanze sulla fascia jonica calabrese, per esempio a Soverato: quanti sono i turisti, che non dovessero scendere con la propria automobile, disposti a venire a Soverato, se arrivati in treno o aereo a Lamezia Terme Centrale, come minimo devono effettuare due cambi di treno, e nel caso dell'aereo anche un cambio con autobus navetta?
Da tutto ciò, nasce un gravissimo danno - del quale dopo anni ancora nessuno sembra voler accorgersi - sia all'economia turistica (e relativo indotto) della fascia jonica calabrese, e sia sulla stessa frequentazione ed appetibilità del servizio ferroviario regionale: riteniamo che quotidianamente almeno un migliaio di utenti potenziali Jonica-Lamezia Terme e viceversa, vengano persi dal treno, a favore dell'auto! E decisamente perdere almeno mille viaggiatori al giorno e relativi ricavi in vendita di biglietti, in un periodo storico in cui il famigerato rapporto costi/ricavi garantisce o meno il mantenimento delle quote premiali del Fondo Nazionale dei Trasporti alla Regione Calabria, significa voler autoinfliggersi una punizione. 

La nostra proposta, quindi, non fa altro che riproporre in chiave moderna quella che era l'offerta commerciale di almeno un decennio fa, con un cadenzamento di treni Regionali sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, che prevede l'alternanza di collegamenti da/per la Jonica sud con quelli da/per la Jonica nord. Anticipiamo che lo schema riportato in basso non è ovviamente ad invarianza di km/treno rispetto all'offerta attuale, ma prevede un certo incremento (incremento meno consistente di quanto si possa immaginare, poichè ad oggi l'offerta ferroviaria sulla linea Jonica e Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale è abbastanza consistente, anche se non ben distribuita durante la giornata). 
Nello specifico, abbiamo immaginato la presenza fissa durante la giornata di un cadenzamento orario dei treni sia sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale che sulla Catanzaro Lido - Roccella Jonica - Reggio Calabria Centrale e Catanzaro Lido - Crotone - Sibari. Tale cadenzamento orario, si realizzerebbe istituendo una corsa ogni due ore tra Lamezia Terme Centrale e Reggio Calabria Centrale via Roccella Jonica (con partenze da Lamezia TC per esempio alle ore dispari), ed una corsa ogni due ore tra Lamezia Terme Centrale e Sibari via Crotone (partenze da Lamezia TC alle ore pari). In tal modo, ogni ora da Lamezia Terme Centrale partirebbe ed arriverebbe un treno Regionale diretto sulla fascia jonica, alternando quelli da/per Reggio C. Centrale via Roccella con quelli da/per Sibari via Crotone.
Per garantire il cadenzamento orario anche sulla fascia jonica, risulterebbe necessario istituire, in partenza da Catanzaro Lido, ulteriori collegamenti (che noi abbiamo immaginato maggiormente capillari a livello di fermate rispetto ai servizi veloci da/per Lamezia TC) da alternare sempre con cadenza bioraria ai treni da/per Lamezia Terme Centrale. Ovviamente a Catanzaro Lido dovrebbe nascere un nodo a tutti gli effetti, prevedendo anche che i treni "lenti" vengano posti in coincidenza sia tra di essi e sia con i treni da/per Lamezia Terme Centrale in arrivo o in partenza verso il versante jonico opposto rispetto a quello del treno "lento" in arrivo/partenza.
Per fare un esempio, quindi, all'arrivo a Catanzaro Lido del treno Lamezia Terme Centrale - Reggio C. Centrale via Roccella Jonica, dovrà essere pronto in coincidenza il Regionale "lento" per Sibari, mentre pochi minuti prima deve essere arrivato a Catanzaro Lido il corrispondente treno "lento" da Sibari, per permettere ad esempio a chi arriva da Crotone, di proseguire verso Reggio Calabria Centrale con il treno in arrivo da Lamezia Terme. E, dopo pochi minuti, dovrà partire alla volta di Lamezia Terme Centrale, anche il treno Regionale in arrivo da Reggio C. Centrale via Roccella Jonica: in tal modo, quindi, da tutto il versante jonico sia nord che sud, ci sarebbe un collegamento diretto da/per Lamezia Terme Centrale ogni ora, uno diretto e quindi senza cambio a Catanzaro Lido, ed uno con cambio. 



Con tale impostazione del servizio, la Calabria jonica sia a nord che a sud di Catanzaro Lido, tornerebbe ad avere almeno 7 coppie di treni Regionali diretti da/per Lamezia Terme Centrale, ed almeno altre 7 con cambio a Catanzaro Lido. La tratta Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale otterrebbe in totale 14 coppie di treni (sono 11 con l'attuale orario in vigore), 7 da/per Reggio Calabria Centrale e 7 da/per Sibari. Stessa consistenza ovviamente anche per la fascia jonica, con 14 coppie di treni sia tra Catanzaro Lido e Reggio Calabria Centrale (7 "veloci" da/per Lamezia Terme Centrale e 7 "lente" da/per Catanzaro Lido, senza dimenticare anche se non è riportato nel prospetto, il servizio metropolitano Melito PS - Rosarno), e 14 tra Catanzaro Lido e Sibari (idem con 7 coppie da/per Lamezia Terme Centrale e 7 da/per Catanzaro Lido). 
Indubbiamente questa nostra proposta necessita un incremento delle risorse economiche da parte della Regione Calabria (risorse che dovrebbero comunque essere destinate in partenza dallo Stato stesso, attraverso il Fondo Nazionale Trasporti), rispetto all'attuale offerta commerciale: chiediamoci però, ancora una volta, quante decine di migliaia di viaggiatori ogni anno vengono persi (e quale cifra incredibile a livello di ricavi dalla vendita di biglietti!), a causa dell'assenza di un'offerta ferroviaria che risponda alle esigenze di un territorio vastissimo, che si rivolge ormai sempre di più a Lamezia Terme (stazione Centrale o Aeroporto) per raggiungere il resto d'Italia e del mondo. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria continueremo a portare avanti la nostra proposta a tutti i livelli della politica calabrese, senza dimenticare comunque che, senza la firma del Contratto di Servizio tra Regione Calabria e Trenitalia (contratto del quale continua a non esserci purtroppo alcuna novità di rilievo…), tutto ciò rimarranno solo dei gran bei sogni...che paradossalmente erano realtà solo un decennio fa.

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