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Uno dei settori maggiormente colpiti dall'emergenza Covid-19, è stato indubbiamente quello dei trasporti, ovviamente viaggiatori in primis. Inaspettatamente, nel mondo del trasporto su rotaia, se il crollo dell'utenza a bordo dei treni è stato nell'ordine del 90%, lo stesso non si può dire del traffico merci, che proprio "grazie" a questa emergenza ed ovviamente alla maggiore disponibilità di tracce orarie, sta crescendo ogni giorno di più, con numeri da record di Mercitalia Rail.
Ma i viaggiatori, per ovvi motivi, non sono spariti solo dai treni del trasporto regionale, lunga percorrenza ed alta velocità: di fatto, il turismo ferroviario è allo stato attuale totalmente fermo, con i treni storici sospesi su tutto il territorio nazionale. Treno della Sila, chiaramente, incluso: noi di Associazione Ferrovie in Calabria non siamo certo fermi, poiché siamo in contatto costante con le maestranze e con i quadri aziendali di Ferrovie della Calabria srl, seguendo giorno dopo giorno le direttive governative nazionali e regionali, al fine di immaginare una possibile ripartenza. Una ripartenza che, scontato dirlo, non potrà certo ricalcare esattamente il periodo pre-Covid, per lo meno finchè il Coronavirus non sarà definitivamente sconfitto attraverso vaccini e cure certe. Distanziamento sociale, mascherine e sanificazioni approfondite dopo ogni corsa, anche sul Treno della Sila, dovranno essere la base per la ripartenza, assieme ad altri provvedimenti che dovranno essere indicati dagli organi preposti in tema sanitario. 
In ogni caso, se nel mese di giugno la "fase 2" entrerà nel vivo, da come sembrerebbe, con la ripartenza delle attività commerciali e del turismo (seppur interno alla stessa regione), non ci faremo trovare impreparati, per offrire ai cittadini calabresi un servizio ferroviario turistico che per eccellenza rappresenta un momento di svago, piacere e libertà, apprezzabile a maggior ragione oggi, in questo periodi di necessarie limitazioni agli spostamenti ed alla vita che abbiamo condotto fino a qualche mese fa. In tutto ciò, non va dimenticata la sostenibilità economica del servizio, a maggior ragione in questo particolare periodo storico: i costi andranno ridotti al minimo (considerando che, molto probabilmente, il numero di posti a sedere occupabili sarà dimezzato per garantire il distanziamento sociale), e grazie alla costante collaborazione con Ferrovie della Calabria srl, a seguito di apposito corso di formazione tenutosi a inizio anno, daremo il nostro contributo attraverso il presenziamento dei Passaggi a Livello e dei terrazzini delle vetture. E non dimentichiamo, inoltre, il rotabile ferroviario che per eccellenza, neanche a farlo apposta, crea di per sé distanziamento sociale: il ferrociclo! A bordo di un ferrociclo, tra l'altro totalmente open air, possono salire massimo 4 persone, che potrebbero benissimo diventare solo 2. Riprendere il progetto lanciato e finanziato sulle Ferrovie Taurensi, iniziando dalla tratta Seminara - Palmi - Gioia Tauro (sulla quale abbiamo anche effettuato un test del nostro prototipo di Ferrociclo), non dovrebbe rappresentare un grande difficoltà. 
Se il momento che stiamo vivendo è difficile ed anche notevolmente tragico, bisogna comunque trovare delle apposite soluzioni affinché ciò che con tante difficoltà è stato costruito in questi anni, non vada disperso. 
A tal proposito, infatti, rilanciamo la lettera inviataci da AMODO - Alleanza per la Mobilità Dolce e FIFTM - Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali alla quale l'Associazione Ferrovie in Calabria è confederata: un documento che faremo pervenire anche agli assessori regionali alle infrastrutture ed al turismo, rispettivamente Domenica Catalfamo e Fausto Orsomarso, facendoci portavoce dei nostri rappresentanti nazionali del mondo della mobilità dolce e turismo ferroviario, quotidianamente impegnati nella difesa e nella promozione di un settore fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese.



Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini
Alla Ministra per le Infrastrutture ed i trasporti Paola De Micheli
Al Ministro per l’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa
Alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina
Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo
Al Presidente del Comitato di esperti economico e sociale presso la Presidenza del Consiglio Dott. Vittorio Colao
Ai Presidenti delle Regioni
Al Presidente dell’ANCI Antonio Decaro

Ripartire dalla mobilità dolce e dal turismo sostenibile, vivendo la natura ed i piccoli borghi
Le proposte e le richieste della Alleanza Mobilità Dolce per la fase due della emergenza coronavirus di riavvio delle attività per la mobilità dolce ed il turismo. 22 aprile 2020

L’emergenza covid19 che stiamo vivendo sta cambiando la mobilità, il turismo, l’accoglienza, il lavoro, costringendoci a vivere a distanza per tutelare la salute e la diffusione della pandemia.
Quando entreremo nella fase due della ripartenza, per molti mesi se non anni, questa distanza resterà necessaria e questo avrà forti impatti sui servizi di mobilità delle persone, sull’offerta turistica di massa, sul tempo libero, sugli spazi delle nostre città, sulla fruizione della natura, oasi e parchi.
L’emergenza Coronavirus costituisce un duro colpo anche per il turismo, con un crollo complessivo in tutto il mondo dell’intera filiera: dal sistema di accoglienza, le professioni turistiche, l’editoria di viaggio, artigianato artistico, ristorazione, produzioni di qualità, sistemi museali, fruizione del patrimonio ed attività culturali.
Ha colpito anche la mobilità dolce come i cammini, le escursioni e trekking, le pedalate in bicicletta, le ferrovie turistiche, il turismo responsabile, la fruizione di parchi ed oasi, le visite verso i piccoli borghi: un sistema che stava muovendo i suoi primi passi e che, per questa emergenza sanitaria, rischia di tornare al punto di partenza.
Una crisi che produrrà una forte disoccupazione, crisi economica, fallimenti e chiusura di imprese, su cui è indispensabile intervenire con misure straordinarie ed immediate di sostegno.
Anche l’intero sistema di mobilità collettivo su treni, metropolitane, tranvie, autobus, sarà soggetto a forti restrizioni di accesso, distanziamento, controlli, per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, con il rischio di una forte riduzione dell’offerta e dell’incremento dei costi, a cui serve porre rimedio con incentivi, progetti, innovazioni di servizio e risorse dedicate.
Vi è il rischio concreto che la crisi di offerta del trasporto collettivo si traduca per il tempo libero e il turismo, oltre che per la mobilità urbana, nell’aumento del traffico motorizzato, che per il nostro paese vede già livelli insostenibili di congestione ed inquinamento dell’aria.
Va rammentato che autorevoli studi su questa emergenza sanitaria mondiale hanno indicato come la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità, lo sfruttamento degli animali e delle risorse naturali, l’amplificazione dei fenomeni estremi dovuti ai gas serra, il degrado della salute delle persone dovute all’inquinamento dell’aria, come concause che hanno alimentato il fenomeno.
Una crisi globale come questa deve indurre dunque una riflessione e messa in discussione dell’attuale sistema insostenibile, promuovendo un modello dove salute, equità, ambiente e lavoro siano in profondo equilibrio tra di loro.

Una proposta concreta per la ripartenza del Paese
Per questo riteniamo che la ripartenza dei prossimi mesi, che avrà bisogno di ingenti risorse pubbliche per essere avviata, non dovrà ripristinare i limiti ed errori del passato, ma avrà bisogno di forte innovazioni ispirandosi al green deal europeo, per una Italia capace di futuro.
In questa ripartenza anche il ruolo del volontariato, delle cooperative di comunità, delle piccole imprese locali, dovrà essere adeguatamente sostenuto come una necessaria rete diffusa di sostegno, coesione ed animazione sul territorio.
Riteniamo che tra le soluzioni adeguate ed immediate per il riavvio delle attività in Italia nel campo del turismo e della mobilità sostenibile, vi sia il sostegno alle attività all’aria aperta, alla mobilità dolce a piedi ed in bicicletta, al turismo sostenibile, i piccoli comuni, nelle aree di
appennino e montagna, nei parchi e nelle oasi naturali. Un turismo quindi anche di prossimità per conoscere la bella Italia, spesso stando vicini a casa.
Puntare sul turismo non solo individuale ma anche di piccoli gruppi, costituito da persone che spesso si conoscono, che possono facilmente condividere regole e buone pratiche, per famiglie, per le scuole, per attività salutari utili anche per mantenersi in forma e in buona salute come prevenzione dalle malattie.
Un turismo orientato prioritariamente alla visita dei piccoli borghi, di aree interne poco conosciute, aree rurali e appenniniche, dei parchi naturali ed oasi protette, lungo cammini e vie storiche, ciclovie e strade a basso traffico, nei luoghi dell’enogastronomia di qualità. E che potrebbe costituire la premessa per dedicare nei prossimi anni, da parte del Mibact come Anno del Turismo in Appennino.
Un turismo dolce che deve integrarsi con l’offerta di treni turistici dedicati e ferrovie locali delle aree interne, con il servizio pubblico e privato di autobus, dove ogni offerta di trasporto e nelle stazioni dovrà essere attrezzata anche per il trasporto delle bici e necessariamente adeguata per rispettare misure di distanziamento e controllo degli accessi decise dalle autorità.
Anche alberghi, ostelli, spazi di accoglienza lungo cammini e ciclovie, ristoranti, assistenza di viaggio, ciclofficine, punti di informazione, guide turistiche ed ambientali, dovranno adottare misure per la sicurezza dei viaggiatori e dei camminanti per distanziamento sociale, con sistemi di prenotazione e gestione basati sui servizi online e la digitalizzazione.
Questo sostegno e slancio per lo slow tourism richiede il coinvolgimento dei territori, delle Regioni, delle Unioni Montane, dei piccoli Comuni, delle Province, degli Enti gestori di parchi, delle associazioni di volontari ed esperti del settore, delle imprese pubbliche e private coinvolte nell’offerta di mobilità e turismo dolce. L’obiettivo deve essere una offerta semplice e chiara per viaggiatori e turisti, con misure di sostegno immediate e di medio periodo, di seguito elencate.

Strumenti necessari per sostenere il turismo e la mobilità dolce
1 Aiuto immediato e risorse economiche alle imprese, aziende e lavoratori del settore per superare l’emergenza. Risorse, incentivi e agevolazioni per l’adeguamento e la qualificazione dell’offerta turistica, delle reti di mobilità dolce e dei servizi di accoglienza per garantire il distanziamento sociale

2 Sostegno agli Enti del Terzo Settore (ETS) e del Volontariato mediante lo sblocco delle erogazioni dei contributi già stanziati da parte dei Ministeri su bandi chiusi e rendicontati. Agevolazioni, sostegno ed incentivi alle attività degli Enti del Terzo Settore e del Volontariato che operano nella valorizzazione di cammini, vie storiche, percorsi di mobilità lenta anche urbani, ciclovie, ferrovie turistiche, turismo responsabile. Incentivi e agevolazioni per l’editoria legata alla diffusione dei percorsi di mobilità dolce e per le guide escursioniste ed ambientali.

3 Investimenti, progetti mirati e procedure snelle per accelerare la realizzazione del sistema delle Ciclovie Turistiche Nazionali e delle greenways, attuando la legge 2 del 2018 per la mobilità in bicicletta. Integrazione fra la Rete Ciclabile e le altre reti di interesse nazionale e locale, con attenzione alla rete dei cammini e dei sentieri, alle ferrovie turistiche e ai percorsi fluviali, lacustri e costieri, con conseguente adeguamento strutturale dei mezzi di trasporto su gomma, su ferro e su acqua.

4 Investimenti per realizzare il sistema nazionale dei Cammini e delle Vie storiche, aggiornando l’Atlante dei Cammini, con incentivi per l’adeguamento tecnologico rispetto alle regole di distanziamento sociale. Valorizzazione di sentieri, cammini, trekking, passeggiate ed escursioni, curando la manutenzione, la segnaletica, la connessione digitale, con la promozione, assistenza e servizi di accoglienza.

5 Investimenti per la realizzazione di treni e ferrovie turistiche recuperando il patrimonio esistente e quello sospeso, con la piena attuazione delle Legge 128 del 2017, che prevede anche la sperimentazione del ferrociclo. Norma che va semplificata nei regolamenti, attuata con esercizio in sicurezza snello ed economico, con un significativo apporto del volontariato qualificato, adeguata con le misure previste per il distanziamento sociale. Resta fondamentale il potenziamento e adeguamento dell’offerta di trasporto ferroviario, come asse fondamentale per la mobilità sostenibile.

6 Potenziamento dell’accoglienza lungo le reti di mobilità dolce con agevolazioni, conferimenti e comodati gratuiti, utilizzando il patrimonio esistenti come caselli, stazioni ferroviarie, depositi, patrimonio industriale dismesso, rigenerandoli e utilizzando i manufatti esistenti. In particolare, investimenti e agevolazioni a sostegno dell’ospitalità low cost in ordine alla sanificazione e nuovi allestimenti di distanziamento sociale.

7 Progettare le reti dei cammini e ciclabilità (anche urbana), i percorsi di mobilità dolce e le ferrovie turistiche, per rafforzare e ricucire le reti ecologiche e come occasione per il miglioramento microclimatico e ambientale, di fruizione privilegiata dei paesaggi e dei siti di maggior interesse. Ripensare al progetto di paesaggio come strumento necessario al ridisegno degli spazi pubblici, valorizzando professionalità adeguate.

8 Digitalizzazione, connessioni efficaci per piccoli borghi e comuni, aree interne e montane, parchi e percorsi di mobilità dolce per favorire una fruizione su prenotazione ed in sicurezza. Ma anche per consentire lo smart working come forma di restanza e riducendo pendolarismo ed abbandoni dei territori interni. Sostegno ai Parchi Naturali ed Oasi per consentire l’adeguamento delle infrastrutture di accesso digitale per prenotare le visite, per adeguare l’accoglienza ed i servizi al distanziamento sociale.

9 Sostenere la domanda turistica con i Buoni Vacanza, in particolare per le fasce di reddito più basse, tenendo presente che questa crisi provocherà l’impoverimento di gran parte della popolazione italiana, che potrebbe limitare fortemente la spesa per il turismo.

10 Programmare progetti e visite per il turismo sostenibile e la mobilità dolce da parte del sistema scolastico, con attività di formazione a partire già dal prossimo anno, al fine di promuovere nelle giovani generazioni la conoscenza attiva e partecipata del patrimonio culturale e ambientale italiano.

11 Campagne di promozione pubblica, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione, per promuovere la mobilità e turismo dolce, con gli itinerari, i sentieri, i piccoli comuni e borghi, parchi ed oasi, cammini, ciclovie, treni turistici, per vivere e viaggiare nella bellezza del paesaggio italiano.

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In un periodo davvero molto buio per l'Italia e la Calabria, in piena emergenza Coronavirus, dalla nostra regione arriva comunque una buona notizia: la nuova giunta Regionale, con Jole Santelli Presidente, oggi è stata completata. Nello specifico, l'Associazione Ferrovie in Calabria invia le proprie congratulazioni a Domenica Catalfamo, nuovo Assessore alle Infrastrutture, lavori pubblici, trasporti e urbanistica oltre che pari opportunità, ed a Fausto Orsomarso, Assessore allo Sviluppo economico, industria, piccola e media impresa, Attività turistiche, internazionalizzazione, Politiche e mercato del lavoro, Infrastrutture immateriali, innovazione tecnologica. 
Trasporti e Turismo sono due settori che, come ben sappiamo, in una Regione come la Calabria, non possono che viaggiare...sullo stesso binario: passato, si spera al più presto, questo periodo di emergenza, riteniamo sia necessario proseguire, e con maggiore incisività visto il momento storico, nelle azioni mirate al potenziamento infrastrutturale e dei servizi ferroviari calabresi, sia di trasporto pubblico locale che a lunga percorrenza, affinchè la nostra Regione possa finalmente uscire da un isolamento atavico che l'ha oppressa economicamente e socialmente. Dove c'è ferrovia (e soprattutto dove esiste un'integrazione reciproca con i trasporti su gomma, aerei e marittimi), c'è vita: lo dimostrano anche Regioni vicine alla nostra Calabria, come Puglia e Campania, dove una seria "cura del ferro" e di integrazioni gomma/ferro, hanno portato ad una crescita esponenziale anche dei flussi turistici (basti pensare all'incredibile successo del Frecciarossa estivo Sapri - Milano Centrale, che da ultime notizie sembra diventi addirittura giornaliero). 
Ma in Calabria stessa, del resto, sono sotto gli occhi di tutti i numeri incredibili del Frecciargento Sibari - Bolzano: un servizio ferroviario nato grazie ad un notevole investimento economico da parte della Regione Calabria, ma la cui vendita dei biglietti è stata tale da portarlo in sovracompensazione. Ovvero, in futuro non sarà più necessario alcun finanziamento pubblico (o lo sarà in forma minore) per garantire la sostenibilità economica di questo servizio ad Alta Velocità che, non dimentichiamo, proseguirà a sud di Sibari una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica fino a Crotone/Catanzaro Lido, e che dovrebbe inoltre servire Cosenza attraverso la fermata di Settimo di Montalto, promessa da RFI a fine 2019 (doveva essere realizzata in 1 mese, utilizzando piattaforme prefabbricate), ma non ancora realizzata e per la quale risulta di estrema urgenza un'accelerazione delle procedure di avvio dei lavori di costruzione.
Relativamente alla Ferrovia Jonica, dorsale ferroviaria di estrema importanza e sulla quale solo da pochi anni è in corso un investimento senza precedenti anche per l'elettrificazione in corso, riteniamo sia importante tornare a focalizzare le attenzioni: se infatti tra Sibari e Catanzaro Lido, oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, finalmente entro un paio di anni si viaggerà in trazione elettrica, sulla tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo, a servizio del soveratese e della locride, manca ancora il finanziamento (stimato attorno ai 150 milioni di Euro) che renderebbe possibile il completamento dell'elettrificazione sull'intero corridoio Jonico. 
Sulla Ferrovia Jonica non si dimentichi inoltre che, in questo caso a costo zero, potrebbe essere ripristinato fin da subito il collegamento InterCity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale, passante per Roccella Jonica, Catanzaro Lido, Crotone, Sibari e Taranto, semplicemente unificando l'attuale coppia di treni InterCity 562/559 Reggio C. Centrale - Taranto e ritorno, con l'InterCity Notte 758/765 Lecce - Taranto - Bari Centrale - Milano Centrale.
Ridare dignità alla Ferrovia Jonica, però, non significa certo dimenticarsi del Corridoio Tirrenico, fondamentale per il traffico merci che potrebbe svilupparsi con le nuove prospettive che si aprono sul Porto di Gioia Tauro, ma anche per l'incremento dei servizi ad Alta Velocità, diretti verso il Nord Italia: da anni chiediamo infatti il prolungamento di un collegamento Frecciarossa Milano Centrale - Salerno, fino a Reggio Calabria Centrale, sulla traccia oraria dei già esistenti Frecciabianca Reggio Calabria Centrale - Roma Termini: bisogna operare in modo incisivo, assieme al Governo nazionale, affinchè, per lo meno, si realizzi il progetto di Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, che porterebbe alla riduzione di circa un'ora nei tempi di percorrenza dei treni Frecciargento tra Reggio Calabria e Roma Termini. Quel che è certo, però, è che i 3 miliardi di Euro annunciati dal Governo Conte, proprio per la realizzazione dell'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, difficilmente basterebbero per ridurre i tempi di percorrenza di un'ora. Si pensi solo che, la variante Sapri - Ogliastro, imprescindibile per la riduzione dei tempi di percorrenza, ha un costo di circa 3,7 miliardi di Euro, per un tempo di percorrenza ridotto di circa 20 minuti rispetto agli attuali. 

Ma la nostra Terra possiede anche una grandissima potenzialità, purtroppo poco sfruttata e per molti versi malamente gestita: parliamo di Ferrovie della Calabria srl. Erede delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su ferro, si trova oggi a gestire, con una miriade di difficoltà logistiche che portano quotidianamente alla soppressione di numerosi treni, soltanto le tratte Catanzaro Lido - Catanzaro Città, Catanzaro Città - Soveria Mannelli e Cosenza - Rogliano. Da alcune settimane tra l'altro il servizio è stato retrocesso da Marzi a Rogliano, con ulteriore perdita di km gestiti su rotaia. L'unica buona notizia, di questi ultimi giorni, è che finalmente, dopo 10 anni, si è tornato a lavorare sulla tratta sospesa all'esercizio tra Soveria Mannelli e Marzi, per la messa in sicurezza dei movimenti franosi di Scigliano e Carpanzano, al fine di ripristinare la continuità dell'intera linea Catanzaro - Cosenza.
Per non parlare delle Ferrovie Taurensi, sospese all'esercizio tra il 2010 ed il 2011, e potrebbero rappresentare una validissima metropolitana di superficie per la Piana di Gioia Tauro, se convertite in moderne tramvie extraurbane, proposta che stiamo portando avanti da alcuni anni assieme al Comitato Pro Taurensi: un obiettivo al quale si deve aspirare, e nel frattempo, per mantenere in condizioni minime di pulizia e percorribilità le due linee ferroviarie, stiamo portando avanti un interessante progetto di utilizzo di ferrocicli a scopi turistici sulle linee taurensi, iniziando dalla Gioia Tauro - Palmi.
Ma Ferrovie della Calabria significano anche Treno della Sila: una delle nostre più grandi battaglie vinte nel 2016, quando l'8 agosto finalmente ritornava a sbuffare la gloriosa FCL 353 tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio, sulla Ferrovia Silana, che nel frattempo diventava anche Ferrovia Turistica riconosciuta a livello nazionale, all'interno della Legge 128/2017, e che gradualmente andrà ripristinata per intero tra Cosenza e San Giovanni in Fiore. Il successo del Treno della Sila è sotto gli occhi di tutti: il nostro portale di booking dedicato ai treni turistici, www.railbook.it, ha fatto conoscere questo importante servizio ferroviario turistico su rotaia in tutto il mondo, al punto che in alcuni treni speciali da noi organizzati, c'è stata una massiccia presenza di turisti ed appassionati provenienti dall'estero, addirittura dal Giappone. L'Associazione Ferrovie in Calabria, divenuta Associazione di Promozione Sociale, organizza i treni turistici in collaborazione con Ferrovie della Calabria, grazie ad una convenzione in vigore tra l'Associazione e l'azienda di trasporto pubblico locale, costruita sulla base dei dettami della Legge 128/2017, che prevede una costante cooperazione tra imprese ferroviarie ed associazioni di settore, per rendere sostenibile il servizio turistico su rotaia: nel nostro caso, peraltro diventato esempio virtuoso in Italia, l'Associazione ha investito i proventi dell'organizzazione di treni turistici e dedicati alle scolaresche, nella realizzazione di un impianto di audiodiffusione e wi-fi, in corso di installazione sulle carrozze del Treno della Sila, oltre che nella costruzione del primo prototipo di ferrociclo Made in Calabria.
La nostra più grande preoccupazione, quindi, è l'eccessiva incidenza di personale dell'azienda, in molti casi assolutamente superfluo poichè non necessario ai fini dell'esercizio ferroviario stesso (ed invitiamo la nuova amministrazione regionale ad effettuare apposite verifiche) nella gestione del Treno della Sila, che rischierebbe di mettere in discussione la sua stessa sostenibilità, dopo anni di battaglie e sacrifici, non solo della nostra Associazione ma della stessa azienda attraverso la passione, la competenza e l'amore del proprio personale di officina, capitreno, macchinisti, fuochisti e capistazione, e della Regione Calabria, per riattivare questo servizio ferroviario che ha oggi il primato di possedere la locomotiva a vapore più accesa d'Italia, con oltre 100 treni all'anno, e ricadute positive importantissimi nell'economia turistica della Sila. Perdere il Treno della Sila, rischiando di rivivere quanto accaduto nel 2009 (anno in cui venne fermato per la prima volta il servizio turistico), a causa di un numero esagerato di personale - che risulta peraltro indisponibile per i servizi di trasporto pubblico locale! -, sarebbe davvero inaccettabile. 
In Ferrovie della Calabria, azienda in stato di costante "sopravvivenza" ormai da anni, è necessaria una rivoluzione, seria e decisa, che valorizzi in prima linea il personale che ogni giorno compie sacrifici impensabili per garantire il servizio e portare avanti un pezzo di storia della nostra Calabria, a servizio dei pendolari calabresi. Valorizzare chi il lavoro in questa azienda, interamente di proprietà regionale, lo fa con passione, impegno e sincerità: queste persone, che sono la maggior parte, non possono subire i soprusi di pochi che, purtroppo, hanno utilizzato e utilizzano questa impresa ferroviaria a proprio uso e consumo. 
Solo con questa rivoluzione, Ferrovie della Calabria potrà tornare ai fasti delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, seppur in modo adeguato ai tempi, spina dorsale del trasporto pubblico locale su ferro e su gomma in Calabria, con delle potenzialità a livello turistico ancora inimmaginabili.
Insomma, il lavoro da fare ed il percorso per normalizzare il sistema dei trasporti in Calabria è ancora tanto: sono state comunque gettate importanti fondamenta in questi ultimi anni, grazie anche all'impegno quotidiano dell'ex Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che ha portato alla Calabria risultati qualche anno fa inimmaginabili, come la firma del Contratto di Servizio con Trenitalia, che apre la strada ad un pesante rinnovamento del materiale rotabile per il trasporto regionale calabrese, l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, nuovi servizi ad Alta Velocità per la Calabria, ma anche la creazione di un nuovo rapporto tra istituzioni regionali e utenti, attraverso la creazione del Comitato per la Mobilità, organo che dovrà continuare ad esistere ed anzi dovrà ulteriormente essere rafforzato. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci siamo: con la viva speranza che questo momento buio per la Nazione passi al più presto, auspichiamo ad un incontro con i nuovi Assessori Catalfamo e Orsomarso, ai quali auguriamo un buon lavoro, per la Calabria ed i calabresi!

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Uno dei nostri più importanti cavalli di battaglia, dopo ovviamente l'elettrificazione completa di tutto il corridoio Jonico (e, come ben sappiamo, manca ancora il finanziamento per l'avvio dei lavori di elettrificazione sulla tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo), è l'istituzione - o meglio il ripristino, visto che fino al 2009 ciò era la normalità - di un servizio di treni Regionali cadenzati tra tutta la fascia jonica calabrese e la stazione di Lamezia Terme Centrale, senza rottura di carico a Catanzaro Lido. I motivi, sono ovviamente scontati: il versante jonico calabrese soffre un isolamento ormai atavico, anche a causa della soppressione, anni orsono, dei collegamenti Intercity, Intercity Notte ed Espresso che collegavano questi territori con il resto d'Italia, offrendo anche servizio letti e cuccette. Ad oggi, infatti, l'unico "sbocco" della fascia Jonica calabrese con i servizi a lunga percorrenza, sono le due coppie di Intercity (comunque dignitose, con vetture finalmente idonee, tipo UIC-Z) che collegano Reggio Calabria Centrale a Taranto in coincidenza con treni IC ed ICN da/per Roma Termini e Milano Centrale. Certo, il nostro obiettivo resta sempre quello di ottenere il ripristino - realizzabile a costo zero attraverso l'unificazione con l'esistente IC 562/559 RC-TA e vv - del collegamento diretto Intercity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale via Jonica.
Ma, ciò che sarebbe di più rapida realizzazione, sarebbe proprio il ripristino di un'offerta commerciale regionale che possa offrire alla fascia jonica calabrese un collegamento diretto, distribuito su tutta la giornata, con Lamezia Terme Centrale, principale hub dei trasporti calabrese grazie alla presenza dell'Aeroporto Internazionale, tra l'altro collegato comodamente con la stazione Centrale attraverso un servizio bus navetta cadenzato ogni 30 minuti ed utilizzabile con biglietto integrato di Trenitalia, con origine/destinazione "Lamezia Terme Aeroporto". 
Indubbiamente in questi ultimi anni alcuni passi in avanti su questo tema sono stati compiuti, grazie all'impegno della Regione Calabria ed alla disponibilità della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, anche alla luce della firma del nuovo Contratto di Servizio Regione Calabria  - Trenitalia di 15 anni. Ormai un mese fa veniva infatti istituita una terza coppia di treni diretti tra la Locri e Lamezia Terme Centrale...ma parliamo appunto, ancora oggi, di sole 3 coppie. Analogo problema in direzione Crotone, dove non sono più di due e mezza le coppie di treni dirette.
E, tutto ciò, crea ovviamente problematiche molto gravi, come nel caso di quella che, attraverso pec inviata anche agli organi istituzionali preposti, ci segnala Luigina La Rizza, consulente web marketing turistico che quotidianamente si serve dei collegamenti Regionali tra Soverato e Lamezia Terme Centrale, con tutte le difficoltà del caso, in primis per quanto riguarda le coincidenze non garantite a Catanzaro Lido. Di seguito il testo della pec ricevuta:

"la presente per comunicare che in data odierna per l'ennesima volta, il treno in partenza da Catanzaro Lido (3820 delle 9.50) non ha atteso l'arrivo del treno in ritardo di 25 minuti proveniente da Reggio Calabria e diretto al capoluogo (treno 3664 delle 9.27 in partenza da Soverato) comportando per me e per altri 7 viaggiatori dei grandi problemi a causa di altre coincidenze con treni diretti verso il nord Italia e voli in partenza da Lamezia Terme.
A causa di questo disservizio da parte di Trenitalia due coppie hanno deciso di prendere un taxi pagando 60 euro per raggiungere l'aeroporto di Lamezia Terme mentre i restanti, grazie all'intervento dell'addetto alla biglietteria della stazione di Catanzaro Lido, sono stati accompagnati a Lamezia Terme da un taxi.
Ora mi chiedo per quale motivo i passeggeri provenienti da Reggio e tutta la costa ionica devono essere penalizzati, nonostante abbiano anche loro delle coincidenze con altri treni e aerei, rispetto a coloro che partono da Catanzaro Lido e sono diretti alla stazione di Lamezia Terme? Perchè i treni della tratta Catanzaro Lido-Lamezia Terme sono intoccabili? Come mai non ci sono più treni diretti dalla ionica per Lamezia Terme come fino a 10 anni fa ma è sempre necessario fare il cambio a Catanzaro Lido? Avete idea di come questa situazione abbia delle gravi ripercussioni sul turismo in Calabria oppure no?

Per quanto sopra esposto rimango in attesa di un celere riscontro in merito da parte degli uffici competenti in indirizzo.

Distinti saluti

Luigina La Rizza"


Noi non possiamo quindi che rilanciare la nostra proposta, già presentata nel dettaglio lo scorso anno, con un semplice schema di cadenzamento che preveda l'alternanza di treni diretti da/per Lamezia Terme Centrale sia in direzione Reggio Calabria Centrale via Roccella Jonica, che in direzione Sibari via Crotone, senza rottura di carico a Catanzaro Lido. Su proposta della dott.ssa Larizza, inoltre, ci faremo promotori di una raccolta di firme (vedremo attraverso quale modalità) per chiedere la realizzazione di quanto da noi proposto, al fine di offrire alla fascia jonica calabrese quella continuità territoriale perduta ormai 10 anni fa, e solo parzialmente recuperata dopo tanti anni di battaglie: oggi non ci sono più scuse per rimandare ciò, dopo la tanto attesa normalizzazione contrattualistica ed economica tra la Regione Calabria e Trenitalia.

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Pubblichiamo di seguito la nostra lettera aperta, inviata al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli ed ai candidati alla presidenza della Regione Calabria, dedicata all'investimento di tre miliardi di Euro per l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria, oltre ad alcune nostre considerazioni relativamente all'elettrificazione della Ferrovia Jonica.

Egregio Ministro,

Egregi candidati alla Presidenza della Regione Calabria,

a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, esprimo la massima soddisfazione nell'apprendere che, attraverso apposito progetto di legge, verrà finalmente finanziata con 3 miliardi di Euro, l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, lungo la parte terminale della Ferrovia Tirrenica Meridionale. L'Associazione Ferrovie in Calabria, sodalizio nato nel 2012 ma già esistente informalmente dal lontano 2006, attraverso il blog "Ferrovie in Calabria", si occupa da anni di promuovere il rilancio e lo sviluppo dei trasporti su rotaia all'interno del territorio calabrese, sia per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale gestita da RFI, ovvero le linee Tirrenica, Jonica e trasversali, e sia per quanto riguarda la rete ferroviaria a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria srl: le nostre battaglie, molte delle quali vinte negli ultimi 5 anni, vertono su potenziamenti infrastrutturali e incremento/ottimizzazione dei servizi ferroviari regionali ed a lunga percorrenza, con una particolare attenzione allo sviluppo dell'intermodalità e delle integrazioni tariffarie gomma/ferro. Ci siamo battuti, e continuiamo a farlo (come spiegherò con maggiore precisizione all'interno di questa lettera aperta) per l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, attesa da 40 anni, e finalmente finanziata ed in corso tra Sibari e Catanzaro Lido oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Ci siamo battuti per l'incremento dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza tradizionali ed Alta Velocità sul corridoio Tirrenico, mentre è ancora in corso la nostra battaglia per il ritorno dei collegamenti a lunga percorrenza da/per Milano Centrale, Bari Centrale e Roma Termini lungo il corridoio Jonico. Per quanto riguarda il turismo ferroviario, un grande obiettivo raggiunto da parte della nostra Associazione, grazie all'impegno della Regione Calabria e di Ferrovie della Calabria srl, è stato il ripristino di parte della Ferrovia Silana, interamente inserita all'interno della Legge nazionale sulle Ferrovie Turistiche n.128, attraverso l'attivazione di un servizio ferroviario turistico a vapore sulla tratta Moccone – San Nicola Silvana Mansio.
Ma è chiaro che, senza una dorsale ferroviaria veloce, funzionale e maggiormente flessibile rispetto a quella attuale, risulta difficile sperare in un rilancio generale di tutto il sistema dei trasporti su rotaia calabresi, e di conseguenza in un rilancio del tessuto socio-economico di una regione che, purtroppo, giorno dopo giorno si spopola sempre di più. L'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, che porterà al completamento del Corridoio TEN-T n.5 Scandinavo-Mediterraneo fino a Palermo, darà una boccata d'ossigeno storica alla nostra Calabria, ed ovviamente anche alla vicina Sicilia. Una linea ferroviaria ad Alta Capacità, significa anche "velocità alta", un concetto relativamente diverso rispetto a quello di "Alta Velocità", che prevede una omogeneizzazione di tutto il tracciato da Salerno a Reggio Calabria, con velocità massime di 200 km/h: vista la cifra investita di 3 miliardi, infatti, crediamo che il progetto del Governo sia incentrato più ad un sostanziale rinnovo e velocizzazione "spinta" dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale tra Salerno e Reggio Calabria, piuttosto che un nuovo tracciato AV/AC parallelo all'attuale percorso ferroviario tirrenico, o su altra sede. Tre miliadi di Euro sono una cifra ingente, non sufficiente a costruire una linea ferroviaria ex novo, ma sicuramente adeguata alla realizzazione di alcune importanti opere, diffuse lungo il tracciato già esistente, che assieme porterebbero alla riduzione dei tempi di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, di circa un'ora. Con collegamenti Frecciargento, da Reggio Calabria a Roma si arriverebbe in poco meno di 4 ore, mentre circa 3 ore si impiegherebbero da Lamezia Terme Centrale alla Capitale. Tempi molto simili a quelli esistenti tra Roma e le città di Bologna, Milano e Torino. In molti casi, si tratta di interventi già pianificati da anni, ma mai finanziati, e che riteniamo, finalmente, sia giunto il momento di realizzare:

- Variante ferroviaria Sapri – Ogliastro (il tracciato storico rimarrebbe attivo per l'instradamento dei servizi ferroviari regionali, in territorio ad altissima vocazione turistica). La variante potrebbe avere inizio a sud della stazione di Agropoli, ricongiungersi nell'attuale stazione di Vallo della Lucania - Castelnuovo, per mantenere in servizio l'attuale impianto per entrambe le linee ferroviarie, come ulteriore interconnessione, e da qui proseguire ancora su nuovo tracciato, fino a nord della stazione di Sapri. Una curiosità: non se ne conosce il motivo, ma su Google Maps risulta tracciata, come se fosse già esistente, parte di questa variante ferroviaria (!!);

- Quadruplicamento della tratta Salerno – Battipaglia;

- Valutare quadruplicamento della tratta Rosarno – Villa San Giovanni;

- Interventi di rettifica dell'attuale tracciato, dove possibile, per innalzare le velocità massime di linea nei vari ranghi A, B, C, P e migliorare il comfort di viaggio, specie con materiale rotabile Frecciargento ad assetto variabile;

- Valutare la costruzione di una variante ferroviaria a Lamezia Terme, con spostamento del tracciato della Ferrovia Tirrenica Meridionale a ridosso dell'Aeroporto Internazionale, con costruzione di una nuova stazione denominata "Lamezia Terme Aeroporto", dotata di adiacente autostazione di interscambio gomma/ferro, ed in diretta connessione con l'aerostazione, in sostituzione dell'attuale stazione di Lamezia Terme Centrale. Attraverso tale intervento, tutti i treni del corridoio Tirrenico oltre a quelli provenienti dalla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale e quindi dal versante Jonico, servirebbero l'Aeroporto Internazionale;

Ma chiaramente, Alta Capacità non significa, per lo meno a nostro parere, soltanto upgrade spinto dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale: significa anche dare un nuovo futuro alle linee ferroviarie afferenti, iniziando dalla Jonica, ancora ben lontana dal poter essere considerata una linea ferroviaria all'altezza dell'importante ruolo che riveste all'interno del territorio calabrese, nonostante sia comunque destinataria di un finanziamento di 500 milioni di Euro per rinnovo dell'armamento e velocizzazione da Sibari a Reggio Calabria + 150 milioni di Euro destinati ad elettrificazione di parte di essa. Se come anticipato è in corso l'elettrificazione tra Catanzaro Lido e Sibari oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, lo stesso non si può dire per il tratto a sud di Catanzaro Lido, fino a Melito di Porto Salvo. Per questo tratto, infatti, ad oggi non è ancora stata finanziata l'elettrificazione, il cui costo si aggirerebbe attorno ai 150 milioni di Euro. Come si può, quindi, pensare di creare un "super-corridoio" ferroviario sul versante Tirrenico, se poi, lo stesso, per una qualsiasi criticità ad esempio climatico/sismica, rischia di bloccarsi e di non avere alcun itinerario alternativo per poter garantire la continuità ferroviaria? Oppure non avere alcuna alternativa per l'instradamento di treni merci, nel caso in cui il traffico ferroviario, come probabilmente accadrà, dovesse crescere? E di certo, non si può pensare di sopperire a queste criticità, con non più di otto locomotori diesel "D445" costruiti nei primi anni '80, che a stento riescono a garantire i servizi InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto lungo la fascia Jonica.
Non si può più, nel 2020, immaginare una linea ferroviaria come la Reggio Calabria – Taranto, dorsale a servizio del versante jonico calabrese e potenziale "valvola di sfogo" per il corridoio Tirrenico, ancora pervasa da dubbi ed incertezze sulla sua totale elettrificazione. Tre miliardi di Euro sono molti: sono sì destinati alla Salerno – Reggio Calabria, ma una rinnovata Salerno – Reggio Calabria ferroviaria, non può prescindere anche da una rinnovata ed elettrifcata Ferrovia Jonica, da tornare a servire con collegamenti ferroviari a lunga percorrenza degni di questo nome, per tutta la totalità del percorso. Ricordiamo, per completezza di informazione, che ad oggi, in Italia (escludendo la rete ferroviaria della Sardegna), non esistono più dorsali ferroviarie a trazione diesel: rimane, appunto, soltanto la Ferrovia Jonica. Speriamo che questa sia l'ultimo appello che lanceremo dalla Calabria, su questo tema, ai Governi ed alle istituzioni calabresi: confidando nell'impegno del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, con la quale condividiamo il concetto di "opportunità del ferro" per il rilancio del sistema-trasporti nazionale, auspichiamo anche ad una condivisione del nostro appello da parte dei candidati alla presidenza della Regione Calabria.
Ringraziandovi per l'attenzione, e rimanendo a disposizione per ogni forma di collaborazione, come da mission ormai consolidata dell'Associazione Ferrovie in Calabria, porgo un cordiale saluto.

Roberto Galati

Presidente – Associazione Ferrovie in Calabria

 

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