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In un periodo davvero molto buio per l'Italia e la Calabria, in piena emergenza Coronavirus, dalla nostra regione arriva comunque una buona notizia: la nuova giunta Regionale, con Jole Santelli Presidente, oggi è stata completata. Nello specifico, l'Associazione Ferrovie in Calabria invia le proprie congratulazioni a Domenica Catalfamo, nuovo Assessore alle Infrastrutture, lavori pubblici, trasporti e urbanistica oltre che pari opportunità, ed a Fausto Orsomarso, Assessore allo Sviluppo economico, industria, piccola e media impresa, Attività turistiche, internazionalizzazione, Politiche e mercato del lavoro, Infrastrutture immateriali, innovazione tecnologica. 
Trasporti e Turismo sono due settori che, come ben sappiamo, in una Regione come la Calabria, non possono che viaggiare...sullo stesso binario: passato, si spera al più presto, questo periodo di emergenza, riteniamo sia necessario proseguire, e con maggiore incisività visto il momento storico, nelle azioni mirate al potenziamento infrastrutturale e dei servizi ferroviari calabresi, sia di trasporto pubblico locale che a lunga percorrenza, affinchè la nostra Regione possa finalmente uscire da un isolamento atavico che l'ha oppressa economicamente e socialmente. Dove c'è ferrovia (e soprattutto dove esiste un'integrazione reciproca con i trasporti su gomma, aerei e marittimi), c'è vita: lo dimostrano anche Regioni vicine alla nostra Calabria, come Puglia e Campania, dove una seria "cura del ferro" e di integrazioni gomma/ferro, hanno portato ad una crescita esponenziale anche dei flussi turistici (basti pensare all'incredibile successo del Frecciarossa estivo Sapri - Milano Centrale, che da ultime notizie sembra diventi addirittura giornaliero). 
Ma in Calabria stessa, del resto, sono sotto gli occhi di tutti i numeri incredibili del Frecciargento Sibari - Bolzano: un servizio ferroviario nato grazie ad un notevole investimento economico da parte della Regione Calabria, ma la cui vendita dei biglietti è stata tale da portarlo in sovracompensazione. Ovvero, in futuro non sarà più necessario alcun finanziamento pubblico (o lo sarà in forma minore) per garantire la sostenibilità economica di questo servizio ad Alta Velocità che, non dimentichiamo, proseguirà a sud di Sibari una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica fino a Crotone/Catanzaro Lido, e che dovrebbe inoltre servire Cosenza attraverso la fermata di Settimo di Montalto, promessa da RFI a fine 2019 (doveva essere realizzata in 1 mese, utilizzando piattaforme prefabbricate), ma non ancora realizzata e per la quale risulta di estrema urgenza un'accelerazione delle procedure di avvio dei lavori di costruzione.
Relativamente alla Ferrovia Jonica, dorsale ferroviaria di estrema importanza e sulla quale solo da pochi anni è in corso un investimento senza precedenti anche per l'elettrificazione in corso, riteniamo sia importante tornare a focalizzare le attenzioni: se infatti tra Sibari e Catanzaro Lido, oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, finalmente entro un paio di anni si viaggerà in trazione elettrica, sulla tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo, a servizio del soveratese e della locride, manca ancora il finanziamento (stimato attorno ai 150 milioni di Euro) che renderebbe possibile il completamento dell'elettrificazione sull'intero corridoio Jonico. 
Sulla Ferrovia Jonica non si dimentichi inoltre che, in questo caso a costo zero, potrebbe essere ripristinato fin da subito il collegamento InterCity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale, passante per Roccella Jonica, Catanzaro Lido, Crotone, Sibari e Taranto, semplicemente unificando l'attuale coppia di treni InterCity 562/559 Reggio C. Centrale - Taranto e ritorno, con l'InterCity Notte 758/765 Lecce - Taranto - Bari Centrale - Milano Centrale.
Ridare dignità alla Ferrovia Jonica, però, non significa certo dimenticarsi del Corridoio Tirrenico, fondamentale per il traffico merci che potrebbe svilupparsi con le nuove prospettive che si aprono sul Porto di Gioia Tauro, ma anche per l'incremento dei servizi ad Alta Velocità, diretti verso il Nord Italia: da anni chiediamo infatti il prolungamento di un collegamento Frecciarossa Milano Centrale - Salerno, fino a Reggio Calabria Centrale, sulla traccia oraria dei già esistenti Frecciabianca Reggio Calabria Centrale - Roma Termini: bisogna operare in modo incisivo, assieme al Governo nazionale, affinchè, per lo meno, si realizzi il progetto di Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, che porterebbe alla riduzione di circa un'ora nei tempi di percorrenza dei treni Frecciargento tra Reggio Calabria e Roma Termini. Quel che è certo, però, è che i 3 miliardi di Euro annunciati dal Governo Conte, proprio per la realizzazione dell'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, difficilmente basterebbero per ridurre i tempi di percorrenza di un'ora. Si pensi solo che, la variante Sapri - Ogliastro, imprescindibile per la riduzione dei tempi di percorrenza, ha un costo di circa 3,7 miliardi di Euro, per un tempo di percorrenza ridotto di circa 20 minuti rispetto agli attuali. 

Ma la nostra Terra possiede anche una grandissima potenzialità, purtroppo poco sfruttata e per molti versi malamente gestita: parliamo di Ferrovie della Calabria srl. Erede delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su ferro, si trova oggi a gestire, con una miriade di difficoltà logistiche che portano quotidianamente alla soppressione di numerosi treni, soltanto le tratte Catanzaro Lido - Catanzaro Città, Catanzaro Città - Soveria Mannelli e Cosenza - Rogliano. Da alcune settimane tra l'altro il servizio è stato retrocesso da Marzi a Rogliano, con ulteriore perdita di km gestiti su rotaia. L'unica buona notizia, di questi ultimi giorni, è che finalmente, dopo 10 anni, si è tornato a lavorare sulla tratta sospesa all'esercizio tra Soveria Mannelli e Marzi, per la messa in sicurezza dei movimenti franosi di Scigliano e Carpanzano, al fine di ripristinare la continuità dell'intera linea Catanzaro - Cosenza.
Per non parlare delle Ferrovie Taurensi, sospese all'esercizio tra il 2010 ed il 2011, e potrebbero rappresentare una validissima metropolitana di superficie per la Piana di Gioia Tauro, se convertite in moderne tramvie extraurbane, proposta che stiamo portando avanti da alcuni anni assieme al Comitato Pro Taurensi: un obiettivo al quale si deve aspirare, e nel frattempo, per mantenere in condizioni minime di pulizia e percorribilità le due linee ferroviarie, stiamo portando avanti un interessante progetto di utilizzo di ferrocicli a scopi turistici sulle linee taurensi, iniziando dalla Gioia Tauro - Palmi.
Ma Ferrovie della Calabria significano anche Treno della Sila: una delle nostre più grandi battaglie vinte nel 2016, quando l'8 agosto finalmente ritornava a sbuffare la gloriosa FCL 353 tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio, sulla Ferrovia Silana, che nel frattempo diventava anche Ferrovia Turistica riconosciuta a livello nazionale, all'interno della Legge 128/2017, e che gradualmente andrà ripristinata per intero tra Cosenza e San Giovanni in Fiore. Il successo del Treno della Sila è sotto gli occhi di tutti: il nostro portale di booking dedicato ai treni turistici, www.railbook.it, ha fatto conoscere questo importante servizio ferroviario turistico su rotaia in tutto il mondo, al punto che in alcuni treni speciali da noi organizzati, c'è stata una massiccia presenza di turisti ed appassionati provenienti dall'estero, addirittura dal Giappone. L'Associazione Ferrovie in Calabria, divenuta Associazione di Promozione Sociale, organizza i treni turistici in collaborazione con Ferrovie della Calabria, grazie ad una convenzione in vigore tra l'Associazione e l'azienda di trasporto pubblico locale, costruita sulla base dei dettami della Legge 128/2017, che prevede una costante cooperazione tra imprese ferroviarie ed associazioni di settore, per rendere sostenibile il servizio turistico su rotaia: nel nostro caso, peraltro diventato esempio virtuoso in Italia, l'Associazione ha investito i proventi dell'organizzazione di treni turistici e dedicati alle scolaresche, nella realizzazione di un impianto di audiodiffusione e wi-fi, in corso di installazione sulle carrozze del Treno della Sila, oltre che nella costruzione del primo prototipo di ferrociclo Made in Calabria.
La nostra più grande preoccupazione, quindi, è l'eccessiva incidenza di personale dell'azienda, in molti casi assolutamente superfluo poichè non necessario ai fini dell'esercizio ferroviario stesso (ed invitiamo la nuova amministrazione regionale ad effettuare apposite verifiche) nella gestione del Treno della Sila, che rischierebbe di mettere in discussione la sua stessa sostenibilità, dopo anni di battaglie e sacrifici, non solo della nostra Associazione ma della stessa azienda attraverso la passione, la competenza e l'amore del proprio personale di officina, capitreno, macchinisti, fuochisti e capistazione, e della Regione Calabria, per riattivare questo servizio ferroviario che ha oggi il primato di possedere la locomotiva a vapore più accesa d'Italia, con oltre 100 treni all'anno, e ricadute positive importantissimi nell'economia turistica della Sila. Perdere il Treno della Sila, rischiando di rivivere quanto accaduto nel 2009 (anno in cui venne fermato per la prima volta il servizio turistico), a causa di un numero esagerato di personale - che risulta peraltro indisponibile per i servizi di trasporto pubblico locale! -, sarebbe davvero inaccettabile. 
In Ferrovie della Calabria, azienda in stato di costante "sopravvivenza" ormai da anni, è necessaria una rivoluzione, seria e decisa, che valorizzi in prima linea il personale che ogni giorno compie sacrifici impensabili per garantire il servizio e portare avanti un pezzo di storia della nostra Calabria, a servizio dei pendolari calabresi. Valorizzare chi il lavoro in questa azienda, interamente di proprietà regionale, lo fa con passione, impegno e sincerità: queste persone, che sono la maggior parte, non possono subire i soprusi di pochi che, purtroppo, hanno utilizzato e utilizzano questa impresa ferroviaria a proprio uso e consumo. 
Solo con questa rivoluzione, Ferrovie della Calabria potrà tornare ai fasti delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, seppur in modo adeguato ai tempi, spina dorsale del trasporto pubblico locale su ferro e su gomma in Calabria, con delle potenzialità a livello turistico ancora inimmaginabili.
Insomma, il lavoro da fare ed il percorso per normalizzare il sistema dei trasporti in Calabria è ancora tanto: sono state comunque gettate importanti fondamenta in questi ultimi anni, grazie anche all'impegno quotidiano dell'ex Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che ha portato alla Calabria risultati qualche anno fa inimmaginabili, come la firma del Contratto di Servizio con Trenitalia, che apre la strada ad un pesante rinnovamento del materiale rotabile per il trasporto regionale calabrese, l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, nuovi servizi ad Alta Velocità per la Calabria, ma anche la creazione di un nuovo rapporto tra istituzioni regionali e utenti, attraverso la creazione del Comitato per la Mobilità, organo che dovrà continuare ad esistere ed anzi dovrà ulteriormente essere rafforzato. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci siamo: con la viva speranza che questo momento buio per la Nazione passi al più presto, auspichiamo ad un incontro con i nuovi Assessori Catalfamo e Orsomarso, ai quali auguriamo un buon lavoro, per la Calabria ed i calabresi!

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Uno dei nostri più importanti cavalli di battaglia, dopo ovviamente l'elettrificazione completa di tutto il corridoio Jonico (e, come ben sappiamo, manca ancora il finanziamento per l'avvio dei lavori di elettrificazione sulla tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo), è l'istituzione - o meglio il ripristino, visto che fino al 2009 ciò era la normalità - di un servizio di treni Regionali cadenzati tra tutta la fascia jonica calabrese e la stazione di Lamezia Terme Centrale, senza rottura di carico a Catanzaro Lido. I motivi, sono ovviamente scontati: il versante jonico calabrese soffre un isolamento ormai atavico, anche a causa della soppressione, anni orsono, dei collegamenti Intercity, Intercity Notte ed Espresso che collegavano questi territori con il resto d'Italia, offrendo anche servizio letti e cuccette. Ad oggi, infatti, l'unico "sbocco" della fascia Jonica calabrese con i servizi a lunga percorrenza, sono le due coppie di Intercity (comunque dignitose, con vetture finalmente idonee, tipo UIC-Z) che collegano Reggio Calabria Centrale a Taranto in coincidenza con treni IC ed ICN da/per Roma Termini e Milano Centrale. Certo, il nostro obiettivo resta sempre quello di ottenere il ripristino - realizzabile a costo zero attraverso l'unificazione con l'esistente IC 562/559 RC-TA e vv - del collegamento diretto Intercity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale via Jonica.
Ma, ciò che sarebbe di più rapida realizzazione, sarebbe proprio il ripristino di un'offerta commerciale regionale che possa offrire alla fascia jonica calabrese un collegamento diretto, distribuito su tutta la giornata, con Lamezia Terme Centrale, principale hub dei trasporti calabrese grazie alla presenza dell'Aeroporto Internazionale, tra l'altro collegato comodamente con la stazione Centrale attraverso un servizio bus navetta cadenzato ogni 30 minuti ed utilizzabile con biglietto integrato di Trenitalia, con origine/destinazione "Lamezia Terme Aeroporto". 
Indubbiamente in questi ultimi anni alcuni passi in avanti su questo tema sono stati compiuti, grazie all'impegno della Regione Calabria ed alla disponibilità della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, anche alla luce della firma del nuovo Contratto di Servizio Regione Calabria  - Trenitalia di 15 anni. Ormai un mese fa veniva infatti istituita una terza coppia di treni diretti tra la Locri e Lamezia Terme Centrale...ma parliamo appunto, ancora oggi, di sole 3 coppie. Analogo problema in direzione Crotone, dove non sono più di due e mezza le coppie di treni dirette.
E, tutto ciò, crea ovviamente problematiche molto gravi, come nel caso di quella che, attraverso pec inviata anche agli organi istituzionali preposti, ci segnala Luigina La Rizza, consulente web marketing turistico che quotidianamente si serve dei collegamenti Regionali tra Soverato e Lamezia Terme Centrale, con tutte le difficoltà del caso, in primis per quanto riguarda le coincidenze non garantite a Catanzaro Lido. Di seguito il testo della pec ricevuta:

"la presente per comunicare che in data odierna per l'ennesima volta, il treno in partenza da Catanzaro Lido (3820 delle 9.50) non ha atteso l'arrivo del treno in ritardo di 25 minuti proveniente da Reggio Calabria e diretto al capoluogo (treno 3664 delle 9.27 in partenza da Soverato) comportando per me e per altri 7 viaggiatori dei grandi problemi a causa di altre coincidenze con treni diretti verso il nord Italia e voli in partenza da Lamezia Terme.
A causa di questo disservizio da parte di Trenitalia due coppie hanno deciso di prendere un taxi pagando 60 euro per raggiungere l'aeroporto di Lamezia Terme mentre i restanti, grazie all'intervento dell'addetto alla biglietteria della stazione di Catanzaro Lido, sono stati accompagnati a Lamezia Terme da un taxi.
Ora mi chiedo per quale motivo i passeggeri provenienti da Reggio e tutta la costa ionica devono essere penalizzati, nonostante abbiano anche loro delle coincidenze con altri treni e aerei, rispetto a coloro che partono da Catanzaro Lido e sono diretti alla stazione di Lamezia Terme? Perchè i treni della tratta Catanzaro Lido-Lamezia Terme sono intoccabili? Come mai non ci sono più treni diretti dalla ionica per Lamezia Terme come fino a 10 anni fa ma è sempre necessario fare il cambio a Catanzaro Lido? Avete idea di come questa situazione abbia delle gravi ripercussioni sul turismo in Calabria oppure no?

Per quanto sopra esposto rimango in attesa di un celere riscontro in merito da parte degli uffici competenti in indirizzo.

Distinti saluti

Luigina La Rizza"


Noi non possiamo quindi che rilanciare la nostra proposta, già presentata nel dettaglio lo scorso anno, con un semplice schema di cadenzamento che preveda l'alternanza di treni diretti da/per Lamezia Terme Centrale sia in direzione Reggio Calabria Centrale via Roccella Jonica, che in direzione Sibari via Crotone, senza rottura di carico a Catanzaro Lido. Su proposta della dott.ssa Larizza, inoltre, ci faremo promotori di una raccolta di firme (vedremo attraverso quale modalità) per chiedere la realizzazione di quanto da noi proposto, al fine di offrire alla fascia jonica calabrese quella continuità territoriale perduta ormai 10 anni fa, e solo parzialmente recuperata dopo tanti anni di battaglie: oggi non ci sono più scuse per rimandare ciò, dopo la tanto attesa normalizzazione contrattualistica ed economica tra la Regione Calabria e Trenitalia.

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Pubblichiamo di seguito la nostra lettera aperta, inviata al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli ed ai candidati alla presidenza della Regione Calabria, dedicata all'investimento di tre miliardi di Euro per l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria, oltre ad alcune nostre considerazioni relativamente all'elettrificazione della Ferrovia Jonica.

Egregio Ministro,

Egregi candidati alla Presidenza della Regione Calabria,

a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria che rappresento, esprimo la massima soddisfazione nell'apprendere che, attraverso apposito progetto di legge, verrà finalmente finanziata con 3 miliardi di Euro, l'Alta Capacità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, lungo la parte terminale della Ferrovia Tirrenica Meridionale. L'Associazione Ferrovie in Calabria, sodalizio nato nel 2012 ma già esistente informalmente dal lontano 2006, attraverso il blog "Ferrovie in Calabria", si occupa da anni di promuovere il rilancio e lo sviluppo dei trasporti su rotaia all'interno del territorio calabrese, sia per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale gestita da RFI, ovvero le linee Tirrenica, Jonica e trasversali, e sia per quanto riguarda la rete ferroviaria a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria srl: le nostre battaglie, molte delle quali vinte negli ultimi 5 anni, vertono su potenziamenti infrastrutturali e incremento/ottimizzazione dei servizi ferroviari regionali ed a lunga percorrenza, con una particolare attenzione allo sviluppo dell'intermodalità e delle integrazioni tariffarie gomma/ferro. Ci siamo battuti, e continuiamo a farlo (come spiegherò con maggiore precisizione all'interno di questa lettera aperta) per l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, attesa da 40 anni, e finalmente finanziata ed in corso tra Sibari e Catanzaro Lido oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Ci siamo battuti per l'incremento dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza tradizionali ed Alta Velocità sul corridoio Tirrenico, mentre è ancora in corso la nostra battaglia per il ritorno dei collegamenti a lunga percorrenza da/per Milano Centrale, Bari Centrale e Roma Termini lungo il corridoio Jonico. Per quanto riguarda il turismo ferroviario, un grande obiettivo raggiunto da parte della nostra Associazione, grazie all'impegno della Regione Calabria e di Ferrovie della Calabria srl, è stato il ripristino di parte della Ferrovia Silana, interamente inserita all'interno della Legge nazionale sulle Ferrovie Turistiche n.128, attraverso l'attivazione di un servizio ferroviario turistico a vapore sulla tratta Moccone – San Nicola Silvana Mansio.
Ma è chiaro che, senza una dorsale ferroviaria veloce, funzionale e maggiormente flessibile rispetto a quella attuale, risulta difficile sperare in un rilancio generale di tutto il sistema dei trasporti su rotaia calabresi, e di conseguenza in un rilancio del tessuto socio-economico di una regione che, purtroppo, giorno dopo giorno si spopola sempre di più. L'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, che porterà al completamento del Corridoio TEN-T n.5 Scandinavo-Mediterraneo fino a Palermo, darà una boccata d'ossigeno storica alla nostra Calabria, ed ovviamente anche alla vicina Sicilia. Una linea ferroviaria ad Alta Capacità, significa anche "velocità alta", un concetto relativamente diverso rispetto a quello di "Alta Velocità", che prevede una omogeneizzazione di tutto il tracciato da Salerno a Reggio Calabria, con velocità massime di 200 km/h: vista la cifra investita di 3 miliardi, infatti, crediamo che il progetto del Governo sia incentrato più ad un sostanziale rinnovo e velocizzazione "spinta" dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale tra Salerno e Reggio Calabria, piuttosto che un nuovo tracciato AV/AC parallelo all'attuale percorso ferroviario tirrenico, o su altra sede. Tre miliadi di Euro sono una cifra ingente, non sufficiente a costruire una linea ferroviaria ex novo, ma sicuramente adeguata alla realizzazione di alcune importanti opere, diffuse lungo il tracciato già esistente, che assieme porterebbero alla riduzione dei tempi di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, di circa un'ora. Con collegamenti Frecciargento, da Reggio Calabria a Roma si arriverebbe in poco meno di 4 ore, mentre circa 3 ore si impiegherebbero da Lamezia Terme Centrale alla Capitale. Tempi molto simili a quelli esistenti tra Roma e le città di Bologna, Milano e Torino. In molti casi, si tratta di interventi già pianificati da anni, ma mai finanziati, e che riteniamo, finalmente, sia giunto il momento di realizzare:

- Variante ferroviaria Sapri – Ogliastro (il tracciato storico rimarrebbe attivo per l'instradamento dei servizi ferroviari regionali, in territorio ad altissima vocazione turistica). La variante potrebbe avere inizio a sud della stazione di Agropoli, ricongiungersi nell'attuale stazione di Vallo della Lucania - Castelnuovo, per mantenere in servizio l'attuale impianto per entrambe le linee ferroviarie, come ulteriore interconnessione, e da qui proseguire ancora su nuovo tracciato, fino a nord della stazione di Sapri. Una curiosità: non se ne conosce il motivo, ma su Google Maps risulta tracciata, come se fosse già esistente, parte di questa variante ferroviaria (!!);

- Quadruplicamento della tratta Salerno – Battipaglia;

- Valutare quadruplicamento della tratta Rosarno – Villa San Giovanni;

- Interventi di rettifica dell'attuale tracciato, dove possibile, per innalzare le velocità massime di linea nei vari ranghi A, B, C, P e migliorare il comfort di viaggio, specie con materiale rotabile Frecciargento ad assetto variabile;

- Valutare la costruzione di una variante ferroviaria a Lamezia Terme, con spostamento del tracciato della Ferrovia Tirrenica Meridionale a ridosso dell'Aeroporto Internazionale, con costruzione di una nuova stazione denominata "Lamezia Terme Aeroporto", dotata di adiacente autostazione di interscambio gomma/ferro, ed in diretta connessione con l'aerostazione, in sostituzione dell'attuale stazione di Lamezia Terme Centrale. Attraverso tale intervento, tutti i treni del corridoio Tirrenico oltre a quelli provenienti dalla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale e quindi dal versante Jonico, servirebbero l'Aeroporto Internazionale;

Ma chiaramente, Alta Capacità non significa, per lo meno a nostro parere, soltanto upgrade spinto dell'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale: significa anche dare un nuovo futuro alle linee ferroviarie afferenti, iniziando dalla Jonica, ancora ben lontana dal poter essere considerata una linea ferroviaria all'altezza dell'importante ruolo che riveste all'interno del territorio calabrese, nonostante sia comunque destinataria di un finanziamento di 500 milioni di Euro per rinnovo dell'armamento e velocizzazione da Sibari a Reggio Calabria + 150 milioni di Euro destinati ad elettrificazione di parte di essa. Se come anticipato è in corso l'elettrificazione tra Catanzaro Lido e Sibari oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, lo stesso non si può dire per il tratto a sud di Catanzaro Lido, fino a Melito di Porto Salvo. Per questo tratto, infatti, ad oggi non è ancora stata finanziata l'elettrificazione, il cui costo si aggirerebbe attorno ai 150 milioni di Euro. Come si può, quindi, pensare di creare un "super-corridoio" ferroviario sul versante Tirrenico, se poi, lo stesso, per una qualsiasi criticità ad esempio climatico/sismica, rischia di bloccarsi e di non avere alcun itinerario alternativo per poter garantire la continuità ferroviaria? Oppure non avere alcuna alternativa per l'instradamento di treni merci, nel caso in cui il traffico ferroviario, come probabilmente accadrà, dovesse crescere? E di certo, non si può pensare di sopperire a queste criticità, con non più di otto locomotori diesel "D445" costruiti nei primi anni '80, che a stento riescono a garantire i servizi InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto lungo la fascia Jonica.
Non si può più, nel 2020, immaginare una linea ferroviaria come la Reggio Calabria – Taranto, dorsale a servizio del versante jonico calabrese e potenziale "valvola di sfogo" per il corridoio Tirrenico, ancora pervasa da dubbi ed incertezze sulla sua totale elettrificazione. Tre miliardi di Euro sono molti: sono sì destinati alla Salerno – Reggio Calabria, ma una rinnovata Salerno – Reggio Calabria ferroviaria, non può prescindere anche da una rinnovata ed elettrifcata Ferrovia Jonica, da tornare a servire con collegamenti ferroviari a lunga percorrenza degni di questo nome, per tutta la totalità del percorso. Ricordiamo, per completezza di informazione, che ad oggi, in Italia (escludendo la rete ferroviaria della Sardegna), non esistono più dorsali ferroviarie a trazione diesel: rimane, appunto, soltanto la Ferrovia Jonica. Speriamo che questa sia l'ultimo appello che lanceremo dalla Calabria, su questo tema, ai Governi ed alle istituzioni calabresi: confidando nell'impegno del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, con la quale condividiamo il concetto di "opportunità del ferro" per il rilancio del sistema-trasporti nazionale, auspichiamo anche ad una condivisione del nostro appello da parte dei candidati alla presidenza della Regione Calabria.
Ringraziandovi per l'attenzione, e rimanendo a disposizione per ogni forma di collaborazione, come da mission ormai consolidata dell'Associazione Ferrovie in Calabria, porgo un cordiale saluto.

Roberto Galati

Presidente – Associazione Ferrovie in Calabria

 

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In questi primi mesi di esercizio del nuovo collegamento Frecciargento Sibari – Bolzano, ne abbiamo lette e vissute di tutti i colori: dall'incredibile e crescente successo di questo nuovo servizio (sono ormai consolidate le circa 100 persone in partenza ogni mattina solo da Sibari!), alle altrettanto incredibili e per certi versi inquietanti critiche nei confronti del nuovo collegamento Frecciargento, additato come “inutile”, “destinato al fallimento”, “più scomodo e costoso degli autobus”, “semivuoto” e chi più ne ha più ne metta. Critiche inquietanti poiché è naturale chiedersi cosa ci sia dietro a tutto ciò, visto e considerato che i nostri articoli e considerazioni a favore di questo treno (affiancata da numeri e dati, prelevati direttamente dal portale di Trenitalia), hanno ricevuto centinaia di migliaia di like sulla nostra pagina facebook associativa, ed altrettante condivisioni. A che pro, quindi, contestare quello che dalla popolazione della sibaritide, del cosentino e dell'alto Tirreno cosentino, è stato accolto con grande soddisfazione, in una terra in cui l'isolamento ed il monopolio del trasporto su gomma la fanno da padrone? Ci siamo fatti due domande, e ci siamo dati anche delle risposte, che ovviamente teniamo per noi, in quanto il tema – purtroppo – è molto delicato.
In ogni caso, per fortuna, ogni tanto i fatti hanno la meglio, e con l'entrata in vigore dell'orario ferroviario invernale, il prossimo 15 dicembre, il Sibari – Bolzano risulta confermato. Ovviamente il nostro auspicio è che venga reso prenotabile sul portale web di Trenitalia (assieme a tanti altri collegamenti mancanti, tra cui molti collegamenti InterCity ed InterCity Notte nazionali) al più presto, in modo tale da rendere possibile l'organizzazione dei propri spostamenti nelle festività natalizie ai cittadini calabresi.

Un tema che ovviamente ci sta molto a cuore, relativamente al nuovo collegamento Frecciargento Sibari – Bolzano, è quello relativo al miglioramento dei collegamenti ferroviari in adduzione al nuovo servizio, con particolare riferimento a quelli realizzabili a parità di km/treno, quindi senza alcun costo aggiuntivo per Trenitalia e/o Regione Calabria, semplicemente rimodulando le tracce orarie di treni già esistenti. Ci riferiamo nello specifico alla coincidenza serale da Paola a Cosenza con il Frecciargento 8517 Bolzano – Sibari (quella mattutina da Cosenza a Paola, coincidente con il corrispondente 8513 Sibari – Bolzano è già ottimale), e la coincidenza in entrambi i sensi, a Paola, in direzione Lamezia Terme Centrale/Reggio Calabria Centrale.

Nel caso della coincidenza serale da Paola a Cosenza, infatti, notiamo come allo stato attuale, arrivando a Paola con il Frecciargento 8517 alle 21.56, la prima coincidenza utile per Cosenza sia addirittura alle 23.05, con il Regionale 23981 in arrivo da Napoli Centrale. Oltre un'ora di attesa, quindi.
La nostra proposta a parità di km/treno, per eliminare tale criticità, è la seguente:

- Attuale Regionale 3693 Reggio Calabria Centrale – Cosenza, in arrivo a Paola alle 20:17 e ripartenza in direzione Cosenza alle 20:50: che tale treno è impostato in coincidenza con il Frecciargento 8343 Roma Termini – Reggio Calabria Centrale, che dal cambio d'orario di dicembre sarà anticipato in partenza da Roma Termini di circa 25 minuti, ed il nuovo orario di arrivo a Paola sarà alle 20.14 e non più alle 20.32. Riteniamo quindi opportuno anticipare (anche andando a favore dell'utenza pendolare, non più costretta a lunghe attese a Paola), la partenza del 3693 da Paola alle 20.40 e non più alle 20.50, proponendo il prolungamento a Sibari di tale collegamento, che diverrebbe quindi un Reggio Calabria Centrale – Paola – Cosenza – Sibari.

- L'attuale Regionale 3817 Paola – Sibari (partenza da Paola alle 21.27) diventerebbe invece un Paola – Cosenza, posticipandone la partenza alle 22.20 da Paola, perfettamente in coincidenza con il Frecciargento 8517 in arrivo da Bolzano alle 21.56. Ventiquattro minuti di tempo di coincidenza, invece di un'ora intera, necessaria oggi per proseguire da Paola verso Cosenza.

Per quanto riguarda invece le ben più complesse coincidenze con la Tirrenica Sud, quindi in direzione Lamezia Terme Centrale-Reggio Calabria Centrale, allo stato attuale risultano necessarie alcune rimodulazioni in entrambe le direzioni.
Al mattino, a Paola, la coincidenza da Reggio Calabria Centrale/Lamezia Terme Centrale con il Frecciargento 8513 Sibari – Bolzano (partenza da Paola alle 7.08), salta per 4 minuti con il Regionale 3676 Reggio Calabria Centrale – Cosenza, in arrivo a Paola alle 7.12. Un vero peccato, ma porre rimedio a questa situazione è più complesso (per quanto non impossibile, come vedremo) di quanto possa sembrare.
Considerando infatti che una coincidenza per essere abbastanza “solida” ed affidabile non può essere inferiore ai 20 minuti, a maggior ragione se con treni a lunga percorrenza, ciò significherebbe anticipare la partenza da Reggio Calabria Centrale, per il Regionale 3676, appunto di almeno 20 minuti. Significherebbe far partire il treno quindi prima delle 5 del mattino, con aggravio dei costi di effettuazione (si sforerebbe nell'orario notturno, con maggiore incidenza di personale), ma soprattutto cagionando anche un notevole danno all'utenza pendolare quotidiana che si troverebbe a dover partire, ogni giorno, almeno 20 minuti prima rispetto all'orario attuale. Senza contare che tale anticipo così consistente, creerebbe non pochi problemi con il nodo presente a Lamezia Terme Centrale, con i treni impostati in coincidenza da/per Catanzaro Lido e da/per Rosarno via Tropea.

La soluzione ottimale, a nostro avviso, sarebbe mista: lieve posticipo del Frecciargento 8513 in partenza da Sibari (peraltro il primo orario ufficiale prevedeva la partenza da Sibari alle 6.25 e non alle attuali 6.15), e lieve anticipo del Regionale 3676 da Reggio Calabria Centrale, anche in questo caso di 10 minuti, in modo tale da mantenerne la partenza dalla Città dello Stretto entro le 5.00.
Solo così diventerebbe possibile ottenere, a parità di km/treno, la coincidenza mattutina praticamente da tutta la Calabria Tirrenica a Sud di Paola con il Frecciargento Sibari – Bolzano.

La sera la situazione è ben diversa, purtroppo non meno complessa, ma anche in questo caso ci sarebbe una possibilità da valutare: non essendoci treni Regionali in partenza da Paola in direzione Reggio Calabria a ridosso dell'orario di arrivo del Frecciargento 8517 da Bolzano (21.56 a Paola), notiamo solo la presenza dell'InterCity 1521 Roma Termini – Reggio Calabria Centrale, in arrivo a Paola alle 21.44. In pratica, dodici minuti di differenza con l'orario di arrivo del Frecciargento da Bolzano: non sono pochi, ma neanche troppi.
Andrebbe valutata in questo caso, quindi, la modifica di traccia oraria dell'InterCity 1521, a questo punto riteniamo con posticipo di circa 25 minuti in partenza da Roma Termini (ma allo stato attuale non sappiamo se ciò risulta possibile, poiché va considerata la disponibilità di slot in uscita dalla ormai satura Roma Termini), in modo tale da garantire una coincidenza di almeno 15 minuti a Paola con il Frecciargento proveniente da Bolzano. Diversamente, se il posticipo in partenza da Roma Termini non fosse possibile, andrebbe valutato un graduale “rallentamento” della traccia oraria fino a Paola, per evitare un arrivo analogo a quello attuale (21.44) e lunga sosta di almeno 20 minuti in quest'ultima stazione, per attendere l'arrivo della Frecciargento 8517.
In ogni caso, in qualsiasi modo si riuscisse a garantire la coincidenza tra il FA 8517 e l'IC 1521, non si potrebbe che portare un notevole beneficio reciproco alla frequentazione di entrambi i treni, e soprattutto, in congiunzione con la variazione mattutina di FA 8513 e Regionale 3676, garantire coincidenza in ambedue i sensi da tutta la Calabria Tirrenica a Sud di Paola, con un servizio Frecciargento molto ambito, oggi limitato a Sibari, ma che quando verrà prolungato verso Crotone/Catanzaro Lido una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Sibari e Catanzaro Lido, diventerà immediatamente non più sufficiente a coprire la sempre crescente domanda di mobilità sia della Fascia Jonica nord di Catanzaro, oggi interamente assorbita dal trasporto su gomma, e sia dell'intero versante Tirrenico cosentino.
Queste proposte verranno ovviamente sottoposte sia all'Assessorato Regionale alle Infrastrutture (anche se lo stesso Assessore, il Prof. Roberto Musmanno, comunica che la Regione è già all'opera per risolvere le criticità espresse in questo articolo), e sia alle Divisioni Passeggeri Long Haul e Regionale Calabria di Trenitalia, con la speranza che già dal prossimo cambio d'orario di dicembre, possa diventare molto più comodo usufruire del nuovo Frecciargento Sibari – Bolzano sia da Cosenza (in attesa della costruzione della piattaforma di Settimo di Montalto), e sia dal resto della Calabria a sud di Paola.

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