Lo scorso mese di maggio, la Regione Valle d'Aosta ha annunciato un nuovo importante piano di investimenti nell'ambito del trasporto regionale. In particolar modo, la piccola regione a statuto speciale, ha deciso di puntare ad un vigoroso rinnovo del parco materiale rotabile per trasporto pendolare, oggi rappresentato dalle automotrici diesel ALn663 ed ALn501-502 "Minuetto". Questi ultimi, di età vicina ai 10 anni, hanno però riscontrato alcuni problemi di circolabilità sulla tortuosa tratta Aosta - Pre St. Didier, in particolar modo per quanto riguarda la precoce usura dei bordini degli assi.

Altra situazione particolare in cui si è trovata la Regione Valle d'Aosta, è stata provocata dalla necessità di essere collegata in modo diretto con il vicino Piemonte, in particolar modo con Torino: pochi anni fa è sorta, a tal proposito, una problematica che ha troncato ad Ivrea i servizi diretti Aosta - Torino, svolti ovviamente in trazione diesel, poichè la tratta Ivrea - Aosta (così come la Aosta - Pre St. Didier) non è elettrificata. Ciò che ha portato a tale disservizio (in ogni caso ammortizzato da buone coincidenze), è stata la costruzione della stazione sotterranea di Torino Porta Susa, all'interno della quale, nel 2010, è stata vietata la circolazione di treni diesel, a seguito dell'attivazione accidentale dell'impianto anti-incendio...provocata dai fumi di scarico di un locomotore D445!

Una situazione che ha portato la Regione aostana a puntare all'acquisto di una tipologia di treno al momento mai utilizzata in Italia: quella bimodale.
Attenzione: non si tratta di un "semplice" treno diesel-elettrico, con un motore diesel collegato ad una generatrice, che produce l'energia per azionare i motori elettrici di trazione. I nuovi convogli acquistati dalla Valle d'Aosta, sono infatti dotati di motori elettrici che possono essere azionati sia da un motore diesel (come avviene nei treni e nei locomotori diesel-elettrici tradizionali, per esempio le locomotive D445 FS o i complessi DE M4c 500 di Ferrovie della Calabria), e sia direttamente dalla linea aerea, tramite pantografo, dove la linea ferroviaria è elettrificata.
In pratica questi treni, una volta terminata la tratta ferroviaria elettrificata, abbassano il pantografo e proseguono la loro corsa grazie ai motori diesel, evitando così sprechi, cambi di treno ai viaggiatori, e riducendo le emissioni. Ma non solo: anche ai fini dell'esercizio, molto probabilmente l'utilizzo di treni bimodali può portare ad un'ottimizzazione dei turni del materiale rotabile, dando la possibilità di sfruttare al meglio i convogli e riducendo al minimo i tempi morti. 
E per la Valle d'Aosta, ovviamente, significa il ritorno di relazioni dirette tra il capoluogo aostano e quello piemontese, evitando docce impreviste ai pendolari in attesa a Torino Porta Susa.
Sono quindi 43 i milioni di Euro investiti per l'acquisto di 5 treni bimodali "Flirt3" (del costo di 8,6 milioni ciascuno), di costruzione svizzera Stadler, che hanno le seguenti caratteristiche:

Peso reale: 146 t;
Peso assiale: 18 t;
Lunghezza ai respingenti: 66.800 mm;
Larghezza: 2.820 mm;
Numero casse: 4, di cui un modulo centrale per allocazione motori diesel della potenza di 600 kw;
Velocità massima in trazione diesel: 130 km/h;
Velocità massima in trazione elettrica 3 Kv: 160 km/h;
Numero posti a sedere: 178, tutti di 2° classe, di cui 19 strapuntini, sia a correre che "vis-a-vis". Presente WC adeguato per diversamente abili.


I lettori si staranno però chiedendo il perchè di tutto questo interessamento alla questione valdostana, da parte di un'associazione che si chiama "Ferrovie in Calabria". E presto detto: una tipologia similare di treno, potrebbe rappresentare una rivoluzione nel trasporto locale su ferro anche nella nostra Regione.
Sicuramente non abbiamo problemi di impianti antincendio in stazioni sotterranee (anche se nella fermata di Reggio Calabria Lido, al chiuso, le "essenze" di nafta dopo il passaggio di una ALn668 persistono per ore...), ma è innegabile che uno dei primi problemi, in particolare per la ferrovia Jonica e per la trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, è l'assenza di elettrificazione.
Di conseguenza, si nota la (quasi) totale assenza di collegamenti diretti tra Jonio e Tirreno, e non di meno tra la costa Jonica e la città di Cosenza, salvo pochissime eccezioni da Catanzaro Lido via Crotone-Sibari. 
Inoltre non dimentichiamo che, ancora oggi, non sono rari sulle tratte elettrificate gli utilizzi di automotrici diesel, la cui autonomia è in ogni caso compresa tra 650 e 700 km.
Ma oltre alla possibilità di creazione di nuove relazioni ferroviarie (ne elencheremo alcune tra qualche rigo), facciamo notare che un eventuale acquisto di questa tipologia di treni da parte della Regione Calabria, potrebbe addirittura essere maggiormente conveniente rispetto ad un doppio acquisto di treni solo diesel e treni solo elettrici. 
Per esempio, un treno diesel ATR220 di costruzione Pesa (quelli annunciati da tempo da ogni "varietà" di assessore regionale ai trasporti calabrese...), costa circa 2 milioni di Euro nella versione di Trenitalia denominata "Swing". Invece, un ETR425 o 562  "Jazz", ovviamente a trazione elettrica, costa mediamente 7 milioni di Euro. 
Certo, con 9 milioni di Euro si comprano due treni diversi, uno diesel ed uno elettrico, mentre con quasi la stessa cifra se ne compra uno solo "bimodale": ma anche se ciò possa apparire come una sorta di spreco in tempi di magra, non si può sottovalutare la potenzialità in termini di servizio ed ottimizzazione dell'utilizzo di una simile tipologia di treno "ibrido".
Lo stesso convoglio, in Calabria, potrebbe circolare indifferentemente sulle tratte elettrificate e quelle a trazione diesel, eliminando totalmente i vincoli nelle sempre più strette turnazioni del materiale rotabile, e garantirebbe immediatamente un rinnovamento "equo" sia sulla fascia tirrenica che su quella Jonica. Ad oggi, infatti, ci si chiede ancora se arriveranno prima i nuovi treni elettrici (i "Jazz"), o prima quelli diesel ("Swing"), necessari con maggiore urgenza per garantire un minimo rinnovamento alla linea Jonica...in un reciproca guerra tra poveri. 
Un acquisto unico, inizialmente anche limitato a pochi treni bimodali, invece aprirebbe sicuramente nuovi scenari per tutto il trasporto regionale calabrese di Trenitalia, sulle due direttrici costiere e sulle trasversali.
Per esempio, ecco quali potrebbero essere le nuove relazioni dirette a/r (che si potrebbero coprire con 10 convogli, di cui due disponibili come riserva a Reggio Calabria e Catanzaro Lido) che potrebbero essere effettuate con materiale rotabile analogo ai Flirt 3 bimodali (N.B: le sigle "TD" e "TE" corrispondono rispettivamente a Trazione Diesel e Trazione Elettrica):

- Locri - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale (passaggio TD/TE) - Cosenza;
- Catanzaro Lido - Crotone - Sibari (passaggio TD/TE) - Cosenza;
- Reggio Calabria Centrale - Vibo Valentia/Pizzo - Lamezia Terme C.le (passaggio TE/TD) - Catanzaro Lido - Crotone - Sibari;
- Roccella Jonica - Melito di Porto Salvo (passaggio TD/TE) - Reggio Calabria Centrale - Rosarno;
- Catanzaro Lido - Crotone - Sibari (passaggio TD/TE) - Taranto;
Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale (passaggio TD/TE) - Rosarno (via Tropea).

Di notevole importanza potrebbero essere le relazioni dirette tra la Jonica e Cosenza, oggi appannaggio del trasporto su gomma, utilizzabili dalle centinaia di studenti universitari fuori sede dell'UNICAL, residenti nell'alto e basso crotonese, nel catanzarese e nella locride.

Ma si sa, siamo in Calabria, dove purtroppo risulta difficile anche far circolare quel poco materiale rotabile di 40 anni fa rimasto, che accompagna ogni giorno i nostri pendolari: quella Regione in cui ancora oggi, dopo 10 anni dalla sua costruzione, non abbiamo avuto il piacere di sperimentare sulla fascia jonica un treno Minuetto diesel, presente ormai in praticamente tutte le regioni italiane.
Ed è quella regione dove - forse - c'è qualcuno che ancora crede all'acquisto dei fantomatici "Pendolini diesel", annunciati da due anni dagli ormai ex-assessori ai trasporti Luigi Fedele e Nino De Gaetano...

Il figurino del nuovo treno bimodale della Regione Valle d'Aosta, ambientato in un fotomontaggio alla stazione di Monasterace-Stilo.
flirt bimodale - Copia

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All'inizio dello scorso mese di novembre, l'Associazione Ferrovie in Calabria ha inviato al competente ufficio del Ministero dei Trasporti, alcune proposte di rimodulazione dei servizi a lunga percorrenza InterCity ed InterCity Notte, interessanti le regioni di Calabria e Sicilia, al fine di ottimizzare e rendere più appetibili i collegamenti notturni tra le due regioni del sud ed il centro/nord Italia. Prima di riportare il contenuto del documento, specifichiamo che le nostre proposte, stilate da Francesco Lazzaro e Luca Pisconti, sono state vagliate dagli organi ministeriali, specie per quanto riguarda i treni del corridoio tirrenico, sui quali risulta relativamente più semplice intervenire in tempi non lunghi. Allo stesso tempo, però, da parte dei tecnici ministeriali che si occupano della pianificazione del "servizio base" di Trenitalia, ci sono state comunicate le seguenti intenzioni di intervento future sulla linea Jonica:

- InterCity 559/562 Taranto - Reggio Calabria Centrale e viceversa limitato a Catanzaro Lido;

- Istituzione nuovo InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto, con partenza dallo Stretto al mattino, e rientro da Taranto verso Reggio Calabria nel pomeriggio. Tale collegamento verrà impostato in coincidenza, a Metaponto, con una coppia di InterCity Taranto - Roma Termini e viceversa;

- Istituzione nuovo InterCity Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e viceversa, in coincidenza con InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova e viceversa.

Proposte decisamente condivisibili, che speriamo possano realizzarsi al più presto: ottimo il collegamento mattutino Reggio Calabria - Taranto con ritorno al pomeriggio, che andrebbe a rispecchiare il vecchio ed utilizzatissimo InterCity "Pitagora" Reggio Calabria Centrale - Bari Centrale, ed il collegamento da/per Lamezia Terme Centrale alla Jonica Sud, in coincidenza con treno notte per Roma, Firenze, Bologna, Milano e Torino (per quanto queste ultime due destinazioni siano raggiunte con tempi di percorrenza improponibili). L'attuale IC 559/562 limitato a Catanzaro Lido non comporterebbe invece nessuna perdita per la Jonica Sud, in quanto attualmente il principale bacino d'utenza di questo treno, che come ricordiamo è impostato in coincidenza con un InterCity Notte Lecce - Taranto - Milano Centrale, si estende nel tratto Crotone-Metaponto.

Passiamo quindi alle proposte inviate da Ferrovie in Calabria:

Introduzione e quadro generale.

Al fine di poter garantire le esigenze di mobilità della popolazione della fascia jonica calabrese l’Associazione Ferrovie in Calabria ha redatto le seguenti proposte di rimodulazione del servizio ferroviario a lunga percorrenza riguardanti i servizi universali interessanti Calabria e Sicilia. L’attuale offerta ‘giorno’ (Intercity) ricadente sotto Contratto di Servizio interessante le regioni Calabria e Sicilia prevede l’effettuazione, ogni giorno, di 4 coppie di Intercity Roma – Reggio Calabria e vv , di una coppia di Intercity Roma – Siracusa e vv (con antenna Messina – Palermo e vv) e di una coppia di IC Roma – Palermo e vv (con antenna Messina – Siracusa e vv). A questi si aggiunge la coppia di IC periodica, effettuata mediamente una volta a settimana, che collega Milano a Reggio Calabria Centrale via Bologna-Firenze-Roma. Per quanto riguarda invece l’offerta ‘notte’ riguardante Sicilia e Calabria, l’attuale servizio è strutturato su una coppia di Intercity Notte Reggio C. – Torino e vv (via Roma, Firenze, Milano), due coppie Siracusa – Roma T.ni e vv (con antenne Messina – Palermo e vv) e una coppia Siracusa – Milano C.le e vv (con antenna Messina – Palermo e vv). Esiste poi, a partire da giugno 2013, un collegamento ferroviario a lunga percorrenza sulla linea jonica ricadente sotto Contratto di Servizio tra Trenitalia e Ministero, consistente nella coppia di Intercity 558-559 e 562-563 Taranto – Reggio Calabria Centrale e viceversa, che oltre a garantire un collegamento tra il basso jonio calabrese e l’alto jonio calabrese, lucano e pugliese risulta essere anche un valido collegamento tra alto jonio calabro-lucano e Milano grazie alla doppia coincidenza a Taranto del treno ICN 765 Milano-Lecce con l’IC 558-559 e dell’ICN 758 Lecce-Milano con l’IC 562-563. A questi collegamenti vanno poi ad aggiungersi tre coppie di corse automobilistiche sostitutive, segnalate in orario come ‘LP’, che collegano Reggio C. con Bari e vv (via Lamezia T.-Sibari-Taranto) cinque giorni a settimana, Reggio C. con Lamezia T. e vv (via Roccella J-Catanzaro Lido) giornalmente e Crotone con Paola e vv (via Sibari) giornalmente (le ultime due coppie di corse servono come collegamento di adduzione alla coppia di ICN 794/795 Reggio C. – Torino P.N. e vv). Allo stato attuale, pertanto, da ciascun impianto risulta avere origine e destinazione il seguente numero di coppie di treni:

- Siracusa: n°2 coppie IC + n°3 coppie ICN;

- Palermo: n°2 coppie IC + n°3 coppie ICN;

- Reggio C.: n°5 coppie IC + n°1 coppia ICN;

- Roma T.ni: n°6 coppie IC + n°2 coppie ICN;

- Milano C.le: n°1 coppia IC (periodica) + n°1 coppia ICN;

- Torino P.N: n°1 coppia ICN.

 

Criticità dell’attuale offerta ferroviaria a lunga percorrenza.

Secondo quanto osservato dalla nostra Associazione, l’attuale offerta ferroviaria interessante Calabria e Sicilia risulta affetta dalle seguenti criticità:

- Assenza di un collegamento diretto notturno tra la Sicilia e Torino;

- Bassa attrattività e competitività del collegamento Reggio C. – Torino per località a nord di Roma, a causa degli elevati tempi di percorrenza e dell’inadeguato posizionamento della traccia oraria (partenza troppo presto da Torino/Milano verso Reggio C, e arrivo troppo tardi a Milano/Torino da Reggio C.), con conseguente assenza di collegamenti diretti notturni competitivi e di qualità tra la Calabria e Torino;

- Assenza di fermata a Bologna per il collegamento dispari Torino – Reggio C., che impedisce la possibilità di effettuare interscambi con treni provenienti dal Nord-Est e dalla fascia Adriatica (Bolzano/Verona, Trieste/Venezia, Pesaro/Rimini);

- Impossibilità di attestare agevolmente il collegamento Reggio C. – Torino e vv., vista l’effettiva poca affluenza a nord di Roma, negli impianti di Milano, Bologna, Firenze o Roma a causa di diversi problemi tecnici (carenza di spazio per la sosta del materiale, assenza di impianti ‘Notte’, necessità di preservare i livelli occupazionali del personale di accompagnamento ‘Notte’, etc…);

- Eccessiva vicinanza tra i due collegamenti ‘dispari’ Roma – Sicilia e, in generale, offerta ‘notte’ sovradimensionata tra la Sicilia e Roma;

- Totale assenza di collegamenti diretti tra la linea Jonica Calabrese e Roma, Milano e Torino.

- Bassa attrattività della soluzione IC 562+ICN758 e ICN765+IC559 per spostamenti aventi origine/destinazione a sud di Crotone, anche a causa della necessità di dover effettuare la rottura di carico nella stazione di Taranto, in seguito all’impossibilità di poter effettuare allo stato attuale treni diretti a lunga percorrenza su linee a trazione diesel conseguentemente al mancato adeguamento del materiale di trazione diesel con i sistemi di controllo porte dei rotabili in uso presso la divisione passeggeri nazionale di Trenitalia.

Le proposte di seguito elencate, pertanto, prevedono due diverse tipologie di soluzioni: la prima, temporanea e applicabile in tempi brevi, in attesa che anche le locomotive diesel D.445 vengano attrezzate con i sistemi di lateralizzazione; la seconda, a lungo termine, attuabile in seguito agli adeguamenti ai sistemi di controllo porte.

 

Proposte rimodulazione servizio a lunga percorrenza (senza lateralizzazione loc. D445).

In attesa che i processi di lateralizzazione del materiale di trazione diesel Trenitalia abbiano inizio, si propone di rimodulare il servizio passeggeri, in particolare notturno, apportando le seguenti modifiche:

- Mantenimento dell’attuale offerta giorno Intercity tra Roma e Reggio C. e tra Roma e la Sicilia, nonché del collegamento periodico diurno Milano – Reggio C. e vv;

- Mantenimento della coppia di bus sostitutivi Reggio C. – Bari e vv;

- Conferma della coppia di ICN Sicilia – Roma e vv 1956-1959 (e relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv 1954-1961);

- Sostituzione della coppia di ICN 784-785 Palermo/Siracusa – Milano via Genova con una coppia di ICN Palermo/Siracusa – Torino via Genova (con conferma delle relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv 781-782), mantenendo la stessa traccia oraria tra la Calabria e Genova e vv e valutando la velocizzazione della traccia nel tratto Sicilia – Villa S. Giovanni, in particolar modo relativamente ai tempi di traghettamento;

- Sostituzione della coppia di ICN 1955-1960 Sicilia – Roma e vv, con una coppia di ICN Sicilia – Milano C.le (via Firenze – Bologna, con conferma delle relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv) con fermata a Bologna sia in direzione nord che in direzione sud. Si propone che questa coppia di collegamenti abbia in composizione anche una carrozza UIC-X ‘Giubileo’ a scompartimenti con posti a sedere per ciascuna sezione al fine di garantire anche un ulteriore collegamento diretto da e per la Sicilia in fasce orarie attualmente scoperte, nelle quali risultano esistere peraltro anche carenze nel sistema di collegamenti regionale. La coppia di treni potrebbe viaggiare con la seguente traccia indicativa:

- ICN Siracusa – Milano con partenza da Siracusa intorno alle ore 15.00 e arrivo a Milano intorno alle ore 10.00;

- ICN Milano – Siracusa con partenza da Milano intorno alle 19.30 e arrivo a Siracusa intorno alle ore 14.30;

- Sostituzione della coppia di ICN794-795 Reggio C. – Torino P.N. con una coppia di ICN Reggio C.- Roma Termini, con mantenimento dell’attuale traccia oraria, e instradamento via Formia – Latina sia in senso pari che in senso dispari, istituzione delle fermate di Latina e Formia anche al collegamento dispari (795) e soppressione delle fermate di Napoli C.le e Aversa al collegamento pari (794). Si propone, visti tra l’altro i recenti aumenti tariffari subiti dai servizi a lunga percorrenza del servizio ‘universale’, di prevedere a bordo di questo treno la presenza di due carrozze UIC-X a cuccette di tipo ‘C4-C6’ ristrutturate (eventualmente in sostituzione di altrettante carrozze T4 comfort), le quali risultano essere state adeguate con i sistemi di controllo porte attualmente necessari ma non risultano essere in composizione ad alcun treno ordinario, nonostante la loro tariffazione sia ancora regolarmente presente nelle condizioni e tariffe di Trenitalia. Tale soluzione permetterebbe di avere un servizio letti valido ed economico, consentendo in tutta probabilità di garantire maggiore attrattività per l’utenza per il buon rapporto qualità/prezzo, il cui mantenimento risulta indispensabile a bordo di treni cosiddetti del servizio ‘universale’. (Le carrozze cuccette Bc con sistemazione C4/C6 vengono attualmente utilizzate da Trenitalia esclusivamente per l’effettuazione di occasionali treni charter per pellegrinaggi religiosi, nonché per sostituire carrozze T4 comfort, a danno dei passeggeri, spesso non avvertiti della differente sistemazione. Altre carrozze C6 ristrutturate potrebbero invece essere disponibili in seguito alla dismissione, a partire da dicembre 2013, del servizio ‘Thello’ Roma – Parigi).

In attesa dell’adeguamento delle locomotive diesel D.445 con i necessari sistemi di controllo porte delle vetture, l’Associazione Ferrovie in Calabria propone che venga mantenuto, con le dovute modifiche, l’attuale assetto dei collegamenti riguardanti la linea jonica, ovvero della coppia di IC 558/559-562/563 e delle coppie di autoservizi sostitutivi di collegamento LP 794-795 e LP 791-792, purché l’adeguamento delle locomotive diesel avvenga in tempi contenuti entro i 6 mesi, in maniera da garantire l’effettuazione di treni diretti a lunga percorrenza da e per la linea jonica a partire dal cambio orario di giugno 2015. In particolare si propongono le seguenti modifiche:

- Velocizzazione della traccia della coppia di Intercity Reggio Calabria – Taranto e viceversa, con riduzione dei tempi di percorrenza complessivi fino a un’ora circa;

- Previsione di una tariffa integrata tra treno IC765 e ICN558/559 e tra treno IC562/563 e ICN758 e previsione dell’applicazione di una tariffa ridotta (ad esempio di tipo ‘Espresso’) per la coppia di treni IC558/559-562/563, conseguentemente alla tipologia di materiale rotabile attualmente utilizzata per l’effettuazione di tali treni (carrozze UIC-X per treni regionali o, peggio, ALn668);

- Limitazione alla tratta Bianco – Lamezia Terme Centrale e viceversa della coppia di bus LP794-795, in quanto tale coppia di corse non effettua fermate tra Bianco e Reggio Calabria Centrale e, effettuando servizio viaggiatori solo con origine (LP795) e destinazione (LP794) a Lamezia Terme Centrale, non risulta necessaria l’effettuazione del percorso Reggio C – Bianco e viceversa in quanto eventuali viaggiatori tra Lamezia Terme e Reggio Calabria (o viceversa) utilizzerebbero direttamente i più veloci collegamenti ferroviari corrispondenti (ICN794-795);

- Posticipo di circa 30 minuti della traccia del collegamento LP794, la quale risulta inalterata rispetto alla traccia seguita quando era previsto il transito via Lamezia Terme Nicastro: tale servizio automobilistico, infatti, in partenza da Catanzaro Lido intorno alle ore 22.40, risulta arrivare puntualmente a Lamezia Terme Centrale intorno alle ore 23.20, ovvero con un anticipo di circa un’ora rispetto all’orario di partenza del coincidente treno ICN794;

- Ripristino delle fermate di Rossano e Corigliano alla coppia di bus LP791-792. Tale soluzione viene indicata come migliore opzione temporanea in quanto eventuali sostituzioni dei collegamenti automobilistici con servizi ferroviari i quali, nonostante l’indubbia maggiore comodità e velocità offerte, essendo obbligatorio il mantenimento della rottura di carico a Lamezia Terme o Paola, non garantirebbero livelli di attrattività e competitività di molto superiori a quelli offerti con il servizio automobilistico, indubbiamente più economico per il Committente. L’impostazione proposta consente inoltre una maggiore attrattività anche rispetto alla soluzione che sembrerebbe essere stata proposta da parte del Ministero a Trenitalia, la quale prevedrebbe l’istituzione di un collegamento Reggio C – Roma via Catanzaro Lido – Sibari – Paola, con rottura di carico a Sibari o Paola, peraltro ad orari molto scomodi, e con tempi di percorrenza assolutamente non competitivi per tutte le località comprese tra Reggio Calabria e Crotone.

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Tale impostazione, visto l’instradamento, prevedrebbe inoltre per la maggior parte delle località l’applicazione di tariffe da e per Roma – legate alla percorrenza chilometrica – nettamente superiori a quelle attualmente in vigore, con conseguente ulteriore diminuzione dell’attrattività del servizio. L’effettuazione di un treno di questa tipologia, infine, comporterebbe in tutta probabilità, al fine di mantenere inalterato il corrispettivo versato da parte del Ministero a Trenitalia, la soppressione di altri treni attualmente previsti in orario con coefficienti di riempimento probabilmente superiori a quelli potenzialmente raggiungibili dal nuovo treno.

 

Qualora invece gli interventi di adeguamento delle D.445 dovessero non garantire l’istituzione di collegamenti diretti a lunga percorrenza con materiale rotabile adeguato sulla linea Jonica o qualora tali interventi dovessero per qualsiasi ragione non essere confermati, si propone che vengano apportate le seguenti modifiche al servizio:

- Soppressione dei bus sostitutivi LP794-795 Reggio C – Lamezia T C e viceversa;

- Soppressione dei bus sostitutivi LP791-792 Crotone – Paola e viceversa;

- Istituzione di un treno Reggio C – Lamezia TC via Catanzaro Lido, effettuato con materiale reversibile (D.445+MDVC+Pilota MDVC TD, oppure Minuetto TD), con partenza da Reggio C. intorno alle ore 20.00 e arrivo a Lamezia TC intorno alle ore 00.00, in coincidenza al treno ICN794, sia nel caso quest’ultimo venga limitato a Roma Termini come da proposta, sia che questo resti confermato su Torino Porta Nuova. Anche in questo caso per il viaggio a bordo del treno andrebbe garantita l’integrazione tariffaria con l’ICN794 e, di base, il pagamento di una tariffa ‘Espresso’ a causa del materiale rotabile non adatto a servizi Intercity (analogamente a quanto attualmente previsto per i servizi automobilistici ‘LP’);

- Istituzione di un treno Lamezia TC – Reggio C, con le stesse caratteristiche del treno precedente per tipologia di materiale rotabile utilizzato e per tariffe applicate, in coincidenza con l’ICN795 (Roma T – Reggio C secondo questa proposta, attualmente Torino PN – Reggio C), con partenza da Lamezia TC intorno alle ore 5.40 e arrivo a Reggio C intorno alle ore 9.30;

- Istituzione di un treno Catanzaro Lido – Paola via Sibari, effettuato con la stessa tipologia di materiale rotabile e con l’applicazione delle stesse tariffe proposti per i treni precedenti, in coincidenza al treno IC728, con partenza da Catanzaro Lido intorno alle ore 9.30 e arrivo a Paola intorno alle ore 13.00;

- Istituzione di un treno Paola – Catanzaro Lido via Sibari, effettuato con la stessa tipologia di materiale rotabile e con l’applicazione delle stesse tariffe proposti per i treni precedenti, in coincidenza con il treno IC727, in partenza da Paola intorno alle ore 16.40 e arrivo a Catanzaro Lido intorno alle ore 20.20.

Qualora per l’effettuazione di queste due nuove coppie di corse dovesse rivelarsi necessario operare una rimodulazione all’offerta, operando delle soppressioni per garantire l’equilibrio economico del Contratto di Servizio, nel caso si optasse per la soppressione di una delle coppie IC diurne Roma – Reggio C, l’indicazione da parte della nostra Associazione ricadrebbe sulla coppia 551-560, con eventuale conseguente valutazione di posticipo di un’ora della traccia del treno IC724 Siracusa – Roma T.ni (e della relativa antenna Palermo – Messina) e valutando, allo stesso tempo, la possibilità di prevedere in corrispondenza degli IC723 e 724 l’istituzione di un collegamento con carrozze dirette tra Villa S. Giovanni e Reggio C. C.le. (operazione volta al mantenimento dello stesso numero di collegamenti diretti tra Reggio C e Roma anche in seguito alla eventuale soppressione degli IC 551- 560, la quale dovrebbe poter essere effettuata senza consistenti aggravi dei costi in quanto le operazioni di manovra vengono tuttora effettuate obbligatoriamente per garantire l’attraversamento dello Stretto di Messina ai due treni interessati, mentre le locomotive titolari dei convogli tra Villa San Giovanni e Napoli Centrale vengono regolarmente inviate da Villa SG a Reggio C e vv insieme al relativo personale di macchina).

 

Proposte rimodulazione servizio a lunga percorrenza (con lateralizzazione loc. D445).

Una volta portati a termine i processi di lateralizzazione del materiale di trazione diesel Trenitalia, si propone di rimodulare il servizio passeggeri, in particolare notturno, apportando le seguenti modifiche:

- Mantenimento dell’attuale offerta giorno Intercity tra Roma e Reggio C. e tra Roma e la Sicilia, nonché del collegamento periodico diurno Milano – Reggio C. e vv, ad eccezione di una coppia di Intercity Roma – Reggio C da instradare via Tropea in seguito a modifiche al servizio ‘Notte’ su questa linea (vedi di seguito);

- Mantenimento della coppia di bus sostitutivi Reggio C. – Bari e vv;

- Sostituzione della coppia di ICN 784-785 Palermo/Siracusa – Milano via Genova con una coppia di ICN Palermo/Siracusa – Torino via Genova (con conferma delle relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv 781-782), mantenendo la stessa traccia oraria tra la Calabria e Genova e vv e valutando la velocizzazione della traccia nel tratto Sicilia – Villa S. Giovanni, in particolar modo relativamente ai tempi di traghettamento;

- Sostituzione della coppia di ICN 1955-1960 Sicilia – Roma e vv, con una coppia di ICN Sicilia – Milano C.le (via Firenze – Bologna, con conferma delle relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv) con fermata a Bologna sia in direzione nord che in direzione sud.

Si propone che questa coppia di collegamenti abbia in composizione anche una carrozza UIC-X ‘Giubileo’ a scompartimenti con posti a sedere per ciascuna sezione al fine di garantire anche un ulteriore collegamento diretto da e per la Sicilia in fasce orarie attualmente scoperte, nelle quali risultano esistere peraltro anche carenze nel sistema di collegamenti regionale. La coppia di treni potrebbe viaggiare con la seguente traccia indicativa:

- ICN Siracusa – Milano con partenza da Siracusa intorno alle ore 15.00 e arrivo a Milano intorno alle ore 10.00;

- ICN Milano – Siracusa con partenza da Milano intorno alle 19.30 e arrivo a Siracusa intorno alle ore 14.30;

- Conferma della coppia di ICN Sicilia – Roma e vv 1956-1959 (e relative ‘antenne’ Palermo – Messina e vv 1954-1961), con velocizzazione dei tempi di attraversamento dello Stretto di Messina e aggiunta delle fermate di Palmi, Gioia Tauro e Rosarno, con la seguente traccia indicativa tra Roma e Messina (e mantenimento delle stesse tracce tra Messina e Palermo/Siracusa e vv):

tracce icn

- Modifica all’instradamento della coppia di ICN794-795 Reggio C – Torino PN via Tropea (eventualmente limitata a Reggio C – Roma T.ni in caso di applicazione della proposta in attesa della lateralizzazione), che diverrebbe una coppia di ICN Reggio C – Roma T.ni e viceversa via Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, con fermate a Melito PS, Bova, Brancaleone, Bianco, Bovalino, Locri, Siderno, Gioiosa J, Roccella J, Monasterace, Guardavalle, Badolato, Soverato, Catanzaro Lido, Catanzaro, Lamezia T. Nicastro, Lamezia T. Centrale, Amantea, Paola, Sapri, Salerno, Formia-Gaeta, Latina in entrambi i sensi di percorrenza, con partenza da Reggio C intorno alle 20.30 e arrivo a Roma T.ni intorno alle 6.45 in direzione nord (ICN794) e con partenza intorno alle ore 23.00 da Roma T.ni e arrivo intorno alle ore 9.00 a Reggio C per il collegamento in direzione sud (ICN795). Come già proposto per la soluzione in attesa degli interventi di lateralizzazione delle locomotive D.445, anche in questo caso si propone la previsione in composizione di carrozze cuccette ordinarie C4/C6 per garantire un buon rapporto qualità/prezzo del servizio e quindi una buona attrattività del collegamento. L’instradamento della coppia di ICN794-795 via Catanzaro Lido – Lamezia TC comporterebbe la perdita di un collegamento giornaliero a lunga percorrenza lungo la linea ferroviaria Lamezia TC – Rosarno via Tropea, che verrebbe però sostituito da una coppia di IC Roma – Reggio C da instradare giornalmente lungo questa linea (come precedentemente indicato).

- Istituzione, in caso di disponibilità di risorse o di individuazione delle stesse attraverso rimodulazioni apportate all’offerta ferroviaria nazionale, di un collegamento Catanzaro Lido – Paola via Sibari e viceversa con carrozze dirette da/per Roma T.ni in coincidenza al proposto treno ICN794-795 Reggio C – Roma T.ni e vv, con partenza da Catanzaro Lido intorno alle ore 21.15 e arrivo a Paola intorno alle ore 1.00 in direzione nord e con partenza da Paola intorno alle ore 4.45 e arrivo a Catanzaro Lido intorno alle ore 8.30 in direzione sud;

- Valutazione della possibilità di modifica alla traccia della coppia di IC Reggio C – Taranto, con eventuale prolungamento su Bari, con partenza da Reggio C intorno alle ore 6.00 in direzione nord e partenza da Bari intorno alle 15.30, eventualmente prevedendo l’utilizzo di un unico materiale per entrambi i treni, in coincidenza a Bari con i treni FB9828 Lecce – Venezia SL e 9801 Venezia SL - Lecce.

- Valutazione della possibilità di prevedere un’antenna Reggio C – Villa SG con carrozze dirette da/per Roma T.ni alla coppia di ICN1956/1959. Una tale rimodulazione del servizio notte, nonostante possa apparentemente sembrare complessa da apportare, avrebbe il vantaggio di mantenere assolutamente inalterato il numero di coppie di collegamenti aventi origine e destinazione in ciascuna località (Torino, Milano, Roma, Reggio C, Palermo e Siracusa), garantendo pertanto il mantenimento dei livelli occupazionali del personale di accompagnamento notte, senza peraltro modificare le necessità di spazio necessario per la sosta dei materiali in ciascun impianto. Analogamente ad oggi, infatti, si avrebbe la seguente situazione:

- Siracusa: n°2 coppie IC + n°3 coppie ICN;

- Palermo: n°2 coppie IC + n°3 coppie ICN;

- Reggio C.: n°5 coppie IC + n°1 coppia ICN (+ n°1 eventuale coppia RC-VSG, attualmente effettuata come semplice invio locomotiva isolata);

- Roma T.ni: n°6 coppie IC + n°2 coppie ICN;

- Milano C.le: n°1 coppia IC (periodica) + n°1 coppia ICN;

- Torino P.N: n°1 coppia ICN.

Dal punto di vista dell’offerta, invece, si garantirebbero i seguenti nuovi vantaggi:

- Presenza di un collegamento diretto di qualità tra Sicilia/Calabria e Firenze, Bologna (punto di scambio per Nord-Est e Adriatico) e Milano;

- Presenza di un collegamento diretto di qualità tra Sicilia/Calabria e Torino, attualmente inesistente dalla Sicilia e con tempi di percorrenza e traccia oraria poco competitivi dalla Calabria;

- Presenza di un collegamento diretto tra la Calabria Jonica e Roma, attestato nella stazione di Roma Termini, con conseguente maggiore attrattività e comodità del servizio, garantendo ottime possibilità di interscambio (ad es. con offerta ‘Notte+AV’ da/per Torino, Milano e Venezia).

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Dall'ormai lontano 2 marzo 2014 fino al marzo del 2016, una nuova importante attività è stata promossa dall'Associazione Ferrovie in Calabria. Grazie all'importante supporto e soprattutto alla passione della dirigenza e del personale di Ferrovie della Calabria, si è tornati a correre (...si fa per dire!) con il bellissimo treno storico di proprietà dell'azienda di trasporto pubblico locale calabrese, sulla tratta Cosenza - Rogliano, con lo scopo di promuovere il ripristino del servizio ferroviario turistico a vapore sulla Ferrovia Silana. Due anni di corse speciali, sognando di imboccare alla stazione di Pedace la diramazione per la Sila, e tanti, tanti eventi ed iniziative di sensibilizzazione, hanno portato grandi risultati: dall'8 agosto 2016, finalmente, il Treno della Sila è tornato! Attualmente la gloriosa vaporiera FCL.353 sbuffa praticamente ogni domenica sui 13 km di ferrovia silana tra Moccone, Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio, con la prospettiva di raggiungere entro l'estate 2017 anche San Giovanni in Fiore, e durante il 2018 anche Cosenza, ripristinando anche il tratto "basso" della Ferrosilana. Il servizio turistico, attualmente, è svolto con due diverse modalità: una gestita autonomamente dalle Ferrovie della Calabria, ed è possibile prenotare i posti a bordo del treno a vapore sul sito www.trenodellasila.it, ed una, quella che tratteremo in questa pagina, è quella gestita in coordinamento tra le Ferrovie della Calabria, l'Associazione Ferrovie in Calabria (che ha stipulato una convenzione con l'azienda di trasporto) e gli attori istituzionali e turistici del territorio, che si occupano di costruire attorno al treno a vapore un vero e proprio pacchetto turistico di più attività.
Percorrere tra sbuffi e fischi, alla "folle" velocità di circa 45 km/h, i bellissimi viadotti che scavalcano lussureggianti boschi attraversati dai limpidi torrenti silani, in qualsiasi stagione, tra le tormente di neve o nelle luminose e colorate giornate estive, è un'esperienza che già centinaia di fortunati passeggeri da tutta Italia ed Europa, hanno potuto vivere dall'8 agosto 2016. Ma non solo treno storico e paesaggio: la giornata "a vapore" prevede anche un'immersione nella cucina tipica locale, poichè durante il percorso del treno vengono offerte degustazioni di prodotti enogastronomici silani, accompagnati anche da intrattenimento musicale. Inoltre, i "viaggiatori del tempo" vengono accompagnati da personale dell'Associazione Ferrovie in Calabria (già presente a bordo del treno, ed a disposizione dei passeggeri per assistenza ed informazioni) presso alcuni ristoranti ed agriturismi del posto, dove consumare il pranzo. Successivamente al pranzo, alla comitiva viene offerta anche una piccola visita naturalistica, sulla neve in inverno e più simile al trekking nelle altre stagioni, prima di risalire a bordo del treno a vapore, che nel pomeriggio riporterà il gruppo a Camigliatello Silano o Moccone. 

Ma conosciamo meglio il protagonista di queste iniziative, per adesso le uniche in tutto il Sud Italia: il treno a vapore!

Le Ferrovie della Calabria possiedono tre locomotive a vapore: attualmente due sono in attesa di revisione, e quella disponibile all'effettuazione dei treni speciali, è la FCL 353. 

Un po' di storia

Nel pensare a questa locomotiva si vede una sorta di "controtendenza" nella cultura calabrese dell'epoca, quando la gente abbandonava i paesini diretta verso il "resto del mondo", avviando anche una sorta di colonizzazione in Germania.
Percorso inverso fecero, tra il 1926 e il 1928, un gruppo di 3 locomotive a vapore (più altre 8 costruite però su licenza a Genova) che da Berlino si recarono nel meridione d'Italia, presso i depositi delle allora "giovani" Ferrovie Calabro Lucane.
Si trattava delle locomotive Gruppo 350, le più potenti che le Calabro-Lucane abbiano mai avuto, inviate subito in servizio nei depositi di Bari, Potenza, Cosenza e Castrovillari. Tali locomotive, progettate e costruite dalla berlinese Borsig, allora maggiore produttrice di locomotive in Europa, venivano usate specie per i pesanti treni merci allora in esercizio, raggiungendo la ragguardevole velocità di 50 km/h con una potenza di ben 800 cv. Tra di loro c'era anche la FCL.353, assegnata subito a Cosenza per prestare servizio sulle difficili e impervie linee per Catanzaro e Camigliatello Silano, con quest'ultima linea prolungata nel 1956 fino a San Giovanni in Fiore.

Con l'epopea del vapore ormai al tramonto, queste macchine continuarono ad effettuare servizio sulla rete FCL, data anche la carenza di mezzi a disposizione, fino a metà anni '70. L'arrivo dei locomotori diesel LM4.600, però, decretò praticamente la fine dell'esercizio per le vaporiere, segnando anche la sorte di queste possenti macchine.
Una delle 9 unità su 11 oggi sarà probabilmente parte di una qualche forchetta del vostro servizio buono, essendo state demolite e poi mandate in fonderia. Ma due macchine si salvarono: la FCL.358, dopo aver effettuato il treno d'addio alla bellissima ferrovia Lagonegro – Spezzano Albanese, venne acquistata dal ricco appassionato romano Di Giacomo, che ancora oggi la possiede, mentre la 353 venne abbandonata, dopo un guasto, su un tronchino della stazione di San Giovanni in Fiore, in attesa di decisioni. 

Rimase lì fino ai primi anni '90, quando le Ferrovie della Calabria decisero, quasi improvvisamente, di intraprenderne il recupero grazie anche alla fortissima volontà dell'ex capodeposito Pasquale Iuliano, "padre" del restauro della 353 e di tutte le altre vaporiere in carico a Ferrovie della Calabria e Ferrovie Appulo Lucane. La macchina, ultima rimasta in carico alle F.C., venne riparata grazie alle vecchie maestranze richiamate al servizio presso le officine di Cosenza, ed in poco più di un anno si potè finalmente vedere il vapore tornare a sbuffare dalla ciminiera della "tedesca".
La 353 riscosse subito grande clamore tra appassionati e non, divenendo un vero e proprio simbolo aziendale e "spirituale" delle Ferrovie della Calabria. Cominciò così una seconda vita per questa grande e indistruttibile vaporiera, passata dai pesanti treni merci ad innumerevoli treni turistici e fotografici. Il peso degli anni non si fece sentire neanche alla dura prova che la linea Cosenza – San Giovanni in Fiore proponeva: tra le stazioni di Redipiano, Santo Janni e Fondente la linea presenta infatti una salita con pendenza del 6%, esattamente al limite di sicurezza. Ebbene, nonostante gli anni (e i carri) sul groppone, la 353 riuscì a superare con tranquillità la difficile rampa. Da allora, è stata presenza stabile fino al 2008 tra i monti della Sila, effettuando i servizi turistici Camigliatello – San Nicola Silvana Mansio – San Giovanni in Fiore, correndo tra scenari davvero irripetibili. La bellezza della locomotiva immersa nella neve o tra le verdi radure è una visione che ha spesso e volentieri affascinato e fatto innamorare decine di persone, rendendo il treno a vapore un'attrattiva di prim'ordine nel turismo Silano.
Fascino che viene riconosciuto persino dal celebre programma di Rai3 Geo&Geo sul quale va in onda il 26 Dicembre 2007 un favoloso servizio sulla Ferrovia Silana, nel quale ovviamente la 353 è assoluta protagonista. Una fama, quella della vaporiera, che ha attratto comitive di turisti da tutta Europa (ogni estate, infatti, erano solite scendere comitive di oltre 100 persone da Germania e Inghilterra), facendo tornare a vivere, grazie anche all'utilizzo di carrozze in allestimento originale, la belle epòque del vapore. 
Nel 2008, a seguito della scadenza della revisione della caldaia, la locomotiva venne fermata, in attesa di tornare a sbuffare. Ancora una volta, l'impegno e la passione del personale delle Ferrovie della Calabria, è stato esemplare: la locomotiva venne smontata pezzo per pezzo, revisionata, ed in seguito rimontata presso le officine di Cosenza Vaglio Lise: fu così che nel 2012 la vaporiera ritorna in perfetta forma. Nel frattempo, purtroppo, a perdere la forma è stata però la ferrovia silana, ancora oggi in attesa di essere riattivata per l'esercizio dei treni speciali. Per il momento la 353 si tiene quindi in forma tra Cosenza e Rogliano, in testa alle tre bellissime carrozze storiche a terrazzini, di costruzione Carminati&Toselli, quasi coetanee della locomotiva. 
Un perfetto revival dell'epopea della trazione a vapore, tra rumori e odori d'altri tempi, panchette in legno e finestrini apribili.

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Come si svolge la giornata?

Di seguito, ecco due bozze di viaggio in treno storico tra Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio:

Treno della Sila - Itinerario dei Sapori e dei Colori:

- Ore 10.30: ritrovo viaggiatori e check-in presso la stazione ferroviaria FC di Camigliatello Silano;
- Ore 11.00: partenza in treno a vapore da Camigliatello verso S. Nicola - Silvana Mansio, stazione più alta d'Italia, durante il viaggio saranno previste soste lungo la linea con degustazioni di prodotti tipici locali a bordo e presso le stazioni intermedie;
- Ore 12.00: arrivo previsto alla stazione di S. Nicola - Silvana Mansio; manovre del convoglio in stazione;
- Ore 12.30: trasferimento in autobus dei gruppi per pranzo presso ristorante convenzionato (su richiesta, previa prenotazione);
- Ore 14.30: avvio attitivà ludico-ricreative (Escursione/trekking/passeggiata);
- Ore 16.30: ripartenza dalla stazione di S. Nicola - Silvana Mansio verso Camigliatello Silano in treno a vapore;
- Ore 17.15: arrivo previsto a Camigliatello.

Treno della Sila - Itinerario della Neve

- Ore 10.30: ritrovo viaggiatori e check in presso stazione ferroviaria FC di Camigliatello Silano;
- Ore 11.00: partenza treno a vapore da Camigliatello per S. Nicola - Silvana Mansio;
- Ore 12.00: arrivo a previsto alla stazione di S. Nicola - Silvana Mansio, dopo aver effettuato soste lungo la linea con degustazione di prodotti tipici; manovre del convoglio in stazione;
- Ore 12.30: trasferimento in autobus dei gruppi presso ristorante convenzionato per pranzo (su richiesta, previa prenotazione);
- Ore 14.30: avvio attitivà ludico-ricreative sulla neve (Escursione/trekking/passeggiata);
- Ore 16.30: ripartenza dalla stazione di S. Nicola - Silvana Mansio verso Camigliatello Silano in treno a vapore;
- Ore 17.00: arrivo previsto a Camigliatello.

 

Ma ovviamente il programma di base è variabile in base alle necessità, senza dimenticare che, viste le tantissime peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche offerte dal territorio silano, esiste anche la possibilità di effettuare treni "tematici". Ecco qualche esempio:


Il treno della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate:

L'evento si svolge annualmente, durante la prima settimana di marzo: in tutta Italia vengono ricordate con iniziative di varia tipologia, le linee ferroviarie dismesse negli scorsi decenni, che ancora oggi possono rappresentare un importante vettore di sviluppo turistico per i territori attraversati. L'Associazione Ferrovie in Calabria ha aderito all'edizione 2014 di questo importante evento, attraverso l'organizzazione di un treno speciale Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio. Alla bozza di programma riportata qualche rigo più in alto, è stata aggiunta un'interessantissima escursione a piedi sui binari, sul tratto ferroviario che conduce a San Giovanni in Fiore, attualmente sospeso all'esercizio, partendo da San Nicola Silvana Mansio e camminando in direzione San Giovanni in Fiore. Una parentesi da trekking, immersi nella natura, in una giornata dalle mille sfaccettature. Ovviamente, l'iniziativa "treno+trekking" è riproponibile anche in periodi alternativi alla Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.

Il treno dei Sapori:

Grazie alla disponibilità di alcuni comuni attraversati dalla ferrovia Silana, previo accordo con gli enti pubblici e le associazioni locali, un'alternativa alla programma di base, è un treno interamente dedicato all'enogastronomia: sui marciapiedi delle storiche stazioni in cui il nostro convoglio effettua la fermata, vengono allestiti da parte di comuni e pro-loco, piccoli e grandi rinfreschi dedicati ai viaggiatori. Un'occasione unica per assaporare i gustosi cibi dei nostri nonni e bisnonni, in una coerente atmosfera d'epoca...ovattata dal vapore della locomotiva! 

Il treno del vino:

Il territorio Silano ed in particolar modo il vicino territorio del Savuto, è rinomato per la prelibatezza dei vini prodotti localmente: un treno a speciale vapore, è un'ottima possibilità per valorizzare una delle tipicità più famose della nostra Calabria!. Degustazioni di vini e prodotti tipici, attraverso varie tappe: ed a riportarvi a casa, se magari si dovesse esagerare un po' con le bontà enologiche...ci pensa ovviamente l'accoppiata treno a vapore + autobus!

L'Associazione Ferrovie in Calabria perciò attende solo voi: tour operator ed agenzie viaggi, affrettatevi a prenotare la vostra data, per l'organizzazione di un'irripetibile giornata ferroviaria d'altri tempi! Il personale dell'Associazione Ferrovie in Calabria si occuperà dell'assistenza dei viaggiatori a bordo del treno, nelle stazioni, durante il pranzo e le visite guidate, della distribuzione di un piccolo rinfresco durante il viaggio, e della stampa di materiale informativo cartaceo, relativo treno storico e sulla linea ferroviaria percorsa.

Il successo è assicurato! 

 

Per ulteriori informazioni, scriveteci all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ... o telefonateci ai recapiti:

347.1054825 (Roberto Galati)
320.2764062 (Francesco Lazzaro)
328.3466150 (Vincenzo Calabrò)
327.0456348 (Vittorio Lascala)

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Mille giorni per sbloccare l'Italia, partendo da investimenti epocali nel sistema delle infrastrutture di trasporto, con le ferrovie in prima linea: da giorni tutti i media nazionali rilanciano in un continuo tam tam le dichiarazioni del governo Renzi, che assicura uno stanziamento di 3,8 miliardi di Euro per tentare di dare uno shock positivo alla pericolante economia nazionale. Una cifra mai messa in campo fino ad oggi, che sarà destinata quasi totalmente all'avvio della cantierizzazione di grandi opere viarie, principalmente ferroviarie. Nello specifico, nel decreto legge, sono previsti i seguenti interventi

- Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari (attraverso l'upgrade della linea Caserta - Foggia);
- Velocizzazione della Palermo-Catania-Messina;
- Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova;
- Terzo Valico dei Giovi;
- Tunnel del Brennero;
- Velocizzazione ferrovia Lucca-Pistoia;
- Soppressione dei passaggi a livello nel tratto pugliese della linea adriatica Bologna-Lecce.

Con grande rammarico, però, notiamo ancora una volta che nello "Sblocca Italia" non è menzionata neppure lontanamente la Calabria, "solita" grande assente ormai da decenni, nei piani nazionali di investimento infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario...salvo rare eccezioni dimostratesi però di dubbia utilità (ricordiamo la variante "monca" Catanzaro Lido - Settingiano della linea trasversale Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido).

Indubbiamente non possiamo dimenticare gli importanti lavori in corso, riguardanti la direttrice Tirrenica Salerno - Reggio Calabria, che verrà notevolmente velocizzata, potenziata a livello di capacità di traffico ed adeguata tecnologicamente attraverso l'installazione di moderni Apparati Centrali Computerizzati nei principali nodi, in primis Lamezia Terme Centrale (stazione in cui sono già in corso opere di velocizzazione degli itinerari e rinnovo della catenaria). Si tratta di opere connesse al "Secondo Contratto Istituzionale di sviluppo", finalizzato al completamento della Direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, e firmato il 18 dicembre 2012 dall'allora ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, assieme alle maggiori cariche istituzionali delle regioni Calabria, Basilicata e Campania, ed ai rappresentanti nazionali di RFI e Ferrovie dello Stato.
Peccato però che la ferrovia Tirrenica, per quanto sia ormai la direttrice principale dei grandi traffici-nord sud di Calabria e Sicilia, non sia l'unica strada ferrata presente in Calabria.
Noi di Ferrovie in Calabria non vogliamo ricadere nella solita solfa, per quanto sicuramente condivisibile, legata all'elettrificazione della ferrovia Jonica che si attende ormai da decenni: allo stato attuale, a nostro parere, per rilanciare la stessa tratta Reggio Calabria - Metaponto, è di primaria importanza investire inizialmente sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Saremo ormai tutti a conoscenza delle gravi criticità che interessano questa tratta, tra tempi di percorrenza anacronistici (che sono in ogni caso parzialmente riducibili anche allo stato attuale) a causa della presenza di un ponte provvisorio tra Marcellinara e Feroleto Antico (con conseguente presenza di rallentamento a 30 km/h), e non di meno per colpa di una Regione che a causa di una mancata pianificazione dei servizi regionali, e nello specifico delle coincidenze, ha portato ad una totale disincentivazione del vettore ferroviario per gli spostamenti Jonio-Tirreno attraverso la tratta in questione. Aggiungendo inoltre che sono in corso importanti opere di rinnovo della trasversale stradale tra Catanzaro e Lamezia Terme (con velocizzazione dei raccordi con la SS106 sul versante Jonico), il confronto tra treno e vettore stradale inizia a divenire impari: 50 minuti di percorrenza su rotaia, contro quelli che saranno circa 25 via strada.
Fermo restando che un servizio diventa funzionale se ben integrato a livello di coincidenze ed interscambi, rimaniamo del parere che nel breve termine l'offerta ferroviaria sull'attuale linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale vada assolutamente rimodulata, in modo da renderla fruibile anche da coloro che provengono da tutto il versante Jonico a nord ed a sud di Catanzaro.
Questo però non ci impedisce, così come non lo impedisce a gran parte dell'opinione pubblica catanzarese e dell'hinterland, a chiedere con forza qualcosa di più: un qualcosa che avrebbe una serie di risorse economiche già a disposizione (81 milioni di Euro del FONDO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE 2007-2013), ma che a quanto pare sono state congelate, dopo aver compreso che l'elettrificazione dell'attuale tracciato della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, (gli 81 milioni di € sono stati previsti proprio per questo), non porterebbe ad alcun beneficio nè per i tempi di percorrenza e nè per l'efficienza del servizio ferroviario.
Ma allora, cosa stiamo ancora aspettando? Cosa stanno attendendo i nostri politici regionali e locali?
Perchè ancora nessuno, considerando che la Calabria ancora una volta rimarrà fuori dalle opere ferroviarie previste nello "Sblocca Italia", si fa avanti per richiedere, nel decreto, un rinnovo totale della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, partendo magari dal riutilizzo dei famosi 81 milioni di Euro già esistenti?

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Pensiamo un po' a ciò che potrebbe rappresentare per tutta l'economia e la popolazione della costa Jonica ed ovviamente per il Capoluogo di Regione, una "nuova" Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, con completamento del tratto in variante, oggi limitato tra Catanzaro Lido e Settingiano: la nostra proposta prevede la costruzione di un nuovo tratto di strada ferrata che da Settingiano proseguirebbe in direzione della valle di Maida, e transiterebbe di fianco al noto centro commerciale "I Due Mari" (che potrebbe essere comodamente servito da una fermata in piena linea). Proseguendo, il nuovo tracciato andrebbe a scavalcare l'autostrada A3 e la ferrovia Tirrenica, ed andrebbe a terminare la sua corsa esattamente...nei pressi dell'Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, con una stazione ferroviaria di testa: si concretizzerebbe ciò che da decenni si attende: arrivare in treno nel più importante scalo aereoportuale calabrese, che diventerebbe così raggiungibile da ogni punto della regione servito dalle linee ferroviarie di RFI.
Il collegamento con la stazione di Lamezia Terme Centrale, invece, potrebbe avvenire contemporaneamente attraverso due vie: una "diretta", che con una bretella permetterebbe di bypassare la stazione di testa aeroportuale (nella quale sarebbe necessario un cambio banco, da eseguirsi ovviamente solo con composizioni reversibili), oppure, post cambio banco nella ipotetica Lamezia Terme Aeroporto, percorrendo un tratto di ferrovia che prima di innestarsi sulla linea Tirrenica, nei pressi della radice degli scambi lato sud di Lamezia Terme Centrale, andrebbe a congiungersi con la già citata bretella che "salta" la stazione aeroportuale.
Per quanto riguarda l'attuale tracciato Settingiano - Lamezia Terme Centrale via Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro, la nostra ipotesi prevede un - per così dire - salvataggio del percorso urbano di Lamezia Terme (comprensivo della fermata di Lamezia Terme Sambiase e della stazione di Lamezia Terme Nicastro). Salvataggio che si rende ovviamente necessario per garantire la continuità ferroviaria all'interno del comune di Lamezia, e che porterebbe anche alla creazione di un interessante mini-sistema metropolitano.
Un rapido esempio: il treno "A" proveniente da Catanzaro Lido, dopo aver effettuato la fermata ed il cambio banco a Lamezia Terme Aeroporto, raggiungerebbe Lamezia Terme Centrale, dove andrebbe ad incrociare il treno "B" proveniente da L.T. Nicastro e diretto a Lamezia Terme Aeroporto - Catanzaro Lido. Una volta effettuato l'incrocio, il treno "A" da Catanzaro Lido ripartirebbe così verso L.T. Nicastro, mentre il treno "B" verso L.T. Aeroporto/Catanzaro Lido: in tal modo, sul breve tratto urbano lametino, circolerebbe sempre un treno per volta, rendendo così possibile l'istituzione di un economico regime di traffico denominato "a spola", tra L.T. Centrale ed L.T. Nicastro.
Chiaramente, anche il breve percorso urbano andrebbe elettrificato: non dimentichiamo, tra l'altro, che l'attuale SottoStazione Elettrica RFI di Sambiase, nel breve termine verrà potenziata a livello energetico, in collegamento agli interventi di upgrade infrastrutturale del corridoio ferroviario tirrenico, di cui abbiamo parlato all'inizio di questo articolo. Una buona "scusa" per portare, a questo punto, la catenaria fino a Nicastro, e non privare del vettore ferroviario i principali agglomerati urbani del popoloso comune, che verrebbero collegati direttamente con l'aeroporto e non perderebbero il servizio diretto con Catanzaro/Catanzaro Lido.

In basso (in verde) il tracciato della variante elettrificata Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale, il tracciato dei tratti attualmente esistenti e che nella nostra proposta rimarranno inalterati ed elettrificati (Catanzaro Lido - Settingiano, Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro, riportati in blu), ed il tratto Settingiano - Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro che verrebbe dismesso (riportato in marrone). Presenti anche le stazioni e fermate già esistenti e previste nella nostra proposta.

 


Visualizza Ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme - Variante Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale in una mappa di dimensioni maggiori

Qualcuno, però, potrà porre il quesito: "e la stazione di Marcellinara, che fine farà?"
Purtroppo questo sarebbe l'unico impianto a rimanere definitivamente tagliato fuori dal servizio ferroviario, trovandosi sul tratto da dismettere, assieme al posto di movimento di Feroleto Antico-Pianopoli, sospeso al servizio commerciale da circa 10 anni. Obiettivamente, la stazione di Marcellinara (più volte sospesa al traffico viaggiatori negli ultimi anni), anche a causa della notevole distanza dal centro abitato, genera un traffico di viaggiatori irrisorio, se non molto spesso totalmente nullo. Nel nostro progetto, riteniamo infatti che sia i centri di Feroleto Antico e Pianopoli, che quello di Marcellinara, debbano essere collegati alla ferrovia attraverso alcune navette su gomma, che avrebbero come punto di raccolta la stazione di Lamezia Terme Nicastro per Feroleto Antico/Pianopoli, e la nuova fermata di Settingiano per Marcellinara. A proposito dell'impianto di Settingiano: si tratta di una struttura completamente nuova, costruita nel 2008 sul nuovo tratto in variante, ma mai attivata al servizio viaggiatori, nonostante la discreta appetibilità e la posizione strategica (si trova a poche centinaia di metri dallo svincolo della superstrada Catanzaro - Lamezia Terme), che potrebbe rappresentare un vantaggio nell'istituzione di un punto di interscambio modale gomma/ferro.
Interscambio modale, che potrebbe esistere, perchè no, anche nella nuova fermata che immaginiamo essere posta proprio in corrispondenza del centro commerciale "I Due Mari", da collegare, potenzialmente, con i centri limitrofi sempre attraverso un servizio di mini-bus navetta.
Questione tempi di percorrenza: è ormai noto che allo stato attuale, sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, a stento si riesca a scendere a 45 minuti di percorrenza su 43 km di ferrovia.
Nella nostra ipotesi, i km di ferrovia scenderebbero a circa 39, tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, passando per l'Aeroporto: differenza minima sulle distanze, ma enorme nelle capacità di traffico e prestazioni dei rotabili. La prima indubbia velocizzazione, proverrebbe dall'elettrificazione totale della linea tra lo Jonio ed il Tirreno, ma non basta: evitare il tortuoso e lento percorso tra Settingiano e Lamezia Terme Nicastro via Marcellinara-Feroleto Antico, permetterebbe un ulteriore consistente risparmio nei tempi di percorrenza.
Perciò, si tratterebbe di portare la trazione elettrica su una linea agevole a livello plano-altimetrico: non è utopia immaginare una velocità massima anche di 160 km/h in rango B per l'intero percorso da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Aeroporto. Con un Minuetto elettrico, o con una composizione di E464 e vetture MDVC/UIC-X, sarebbe possibile partire da Catanzaro Lido ed arrivare Lamezia Terme Aeroporto dopo circa 25 minuti, fermando a Catanzaro, Settingiano e nella nuova fermata del Centro Commerciale i due Mari!
Lamezia Terme Centrale, da Catanzaro Lido, verrebbe raggiunta invece in circa 35 minuti, considerando un cambio banco presso Lamezia Terme Aeroporto compreso tra 7 ed 8 minuti: circa 45 minuti, invece, per andare da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Nicastro, con tempi di poco superiori rispetto a quelli attuali, relativi al disastrato percorso via Marcellinara.
Ma volendo immaginare anche qualche servizo "no-stop" da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Centrale, non è difficile immaginare di percorrere il tratto Catanzaro Lido - Lamezia Terme Aeroporto in poco più di 15 minuti (!) e Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale in 25 minuti (per cambio banco di 7-8 minuti presso L.T. Aeroporto).
In pratica, la metà del tempo di percorrenza odierno: questo dato può farci ulteriormente riflettere, se consideriamo che la Regione Calabria, per il mantenimento dei servizi ferroviari regionali, finanzia ogni convoglio con una tariffa oraria variabile in base al numero di posti a sedere. Nello specifico, per le composizioni con max 150 posti a sedere (una doppia di ALn668, o un Minuetto), la tariffa oraria è di 518 Euro. Oggi, perciò, la Regione Calabria per un treno Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, effettuato con automotrici ALn668, finanzia 50 minuti di percorrenza, ovvero un costo per corsa di 431,6 €.
E' facile intuire come, attraverso la nostra proposta dai tempi di percorrenza dimezzati, con il costo di una corsa...se ne pagherebbero due, effettuate con rotabili elettrici moderni, e che finalmente accompagnerebbero il viaggiatore, che sia un pendolare o un turista, direttamente da Catanzaro all'aeroporto di Lamezia Terme (ed ovviamente anche alla stazione Lamezia Terme Centrale).
La nuova linea ferroviaria, perciò, sarebbe utile anche per le disastrate casse regionali, che oggi più che mai si trovano costrette a dover razionalizzare e contenere i costi.
Ma noi di Ferrovie in Calabria non ci fermiamo, e ci spingiamo oltre: il nuovo tracciato elettrificato, unito alla bretella che a Lamezia Terme bypassa la stazione aeroportuale e conduce direttamente a Lamezia Terme Centrale, aprirebbe nuove possibilità nel panorama del traffico a lunga percorrenza da Catanzaro Lido (ed in futuro anche direttamente dalla linea Jonica) verso il resto d'Italia.
Non sarebbe infatti più un'utopia da appassionati di treni "teenager", l'istituzione di una coppia di Frecciargento da Catanzaro Lido a Roma Termini. Con la nostra ipotetica nuova tratta, effettuando l'unica fermata intermedia a Catanzaro, il nostro Frecciargento "Jonico" effettuato con ETR485 e partito da Catanzaro Lido, arriverebbe a Lamezia Terme Centrale in meno di 20 minuti, percorrendo ovviamente la bretella e non passando dall'aeroporto. Considerando che i tempi di percorrenza "Frecciargento" da Lamezia Terme Centrale a Roma Termini e viceversa, attualmente sono di 3 ore e 59 minuti, in 4 ore e 30 minuti (con traccia oraria larga) si potrebbe raggiungere la Capitale dal capoluogo di regione calabrese.
Ma, ovviamente, tempi minimi non solo dal capoluogo calabrese: l'attestazione a Catanzaro Lido di un collegamento ad Alta Velocità con Roma Termini, risolverebbe finalmente anche il problema del doppio cambio a Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, per chi dalla Jonica ha necessità di servirsi di treni a lunga percorrenza: due Regionali Veloci da Reggio Calabria Centrale/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, terminerebbero ed originerebbero la corsa a Catanzaro Lido, in coincidenza con il Frecciargento. Immaginiamo una coincidenza di 15 minuti, per tenerci larghi. Ecco due esempi di tempi di percorrenza Jonica-Roma, con cambio a Catanzaro Lido:

Locri - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 60 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 45 minuti.

Crotone - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 45 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 30 minuti.

Ma prima di concludere questo post, non possiamo non far notare un ulteriore punto fondamentale: la nostra proposta andrebbe a stravolgere, completamente (ed ovviamente in modo positivo) il ruolo dell'attuale stazione di Catanzaro, sita nel quartiere di Germaneto, e vista ormai come una delle tante cattedrali nel deserto. Considerando però che nei pressi della stessa sta sorgendo la nuova cittadella regionale, e considerando inoltre che la stazione RFI verrà collegata con una linea ferroviaria metropolitana a scartamento ridotto (il famoso Pendolo, la cui costruzione è già stata appaltata alla società Vianini), che verrà gestita dalle Ferrovie della Calabria, è innegabile che il rilancio in grande stile della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale non potrebbe che influenzare positivamente tutta l'area.

La cittadella regionale ed il vicino policlinico universitario, sarebbero in tal modo collegati in modo rapidissimo all'aeroporto di Lamezia Terme ed alla stazione di Lamezia Terme Centrale, se non addirittura direttamente con Roma Termini, con l'eventuale Frecciargento attestato a Catanzaro Lido: ovviamente, a fare da "intermediario" tra i servizi ferroviari di Trenitalia e le due importanti strutture pubbliche, ci sarebbe proprio il Pendolo di Ferrovie della Calabria.
Un'ultima provocazione: ai 3,8 miliardi di Euro previsti nello "Sblocca Italia" per la costruzione di infrastrutture in qualche caso di dubbia utilità, sarebbe così difficile aggiungere (o recuperare all'interno della stessa cifra) quelli che sarebbero in proporzione solo " pochi spiccioli", per rilanciare anche la ferrovia a scartamento ridotto Catanzaro - Cosenza di Ferrovie della Calabria? Auspichiamo che al più presto venga redatto uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di varianti ed alla risoluzione delle attuali interruzioni tra Marzi e Soveria Mannelli: non è un miraggio l'obiettivo di percorrere la Catanzaro - Cosenza, adeguata a dovere, in poco più di un'ora, magari a bordo di un moderno complesso Stadler.

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Una linea, che immaginiamo come una sorta di "Alta Velocità a scartamento ridotto", che collegherebbe rapidamente due capoluoghi, e non di meno due importanti poli universitari, servendo e rilanciando egregiamente un entroterra che diversamente rischia lo spopolamento, tra l'altro già in corso proprio in quei centri abitati del Savuto come Carpanzano, Bianchi, Parenti o Scigliano, che da anni non sono più serviti dai treni di Ferrovie della Calabria, a causa di enormi frane che hanno interrotto la ferrovia.

Mappa della ferrovia Catanzaro - Cosenza, con alcune proposte di varianti.

 


Visualizza FCL Catanzaro Lido - Cosenza in una mappa di dimensioni maggiori

Molti lettori probabilmente saranno già in preda alle convulsioni, dopo aver letto questa lunga sequenza di proposte che qualcuno potrebbe considerare soltanto dei sogni.
Noi crediamo che si tratti di opere più che realizzabili, e soprattutto realizzabili con investimenti tutto sommato minimi, se paragonati a quelli miliardari previsti per la costruzione di linee ad Alta Velocità di assoluta dubbia necessità.
Forse Matteo Renzi ed il suo staff, dovrebbero iniziare a capire che per sbloccare l'Italia sono necessari interventi medio/piccoli: per sbloccare l'Italia bisogna permettere ai pendolari, che siano studenti o lavoratori, di spostarsi senza difficoltà, nelle brevi distanze e nelle aree urbane. Nelle Regioni come la Calabria, bisogna anche permettere ai turisti di raggiungere le mete di villeggiatura, come per esempio quelle della costa Jonica, che oggi a causa della cronica carenza di servizi di trasporto ferroviario (dove indubbiamente esistono le ben note e gravi responsabilità regionali), appaiono più lontane di qualche sperduta località africana.
L'Italia riparte così: riparte dal benessere dei propri cittadini, e non dalle speculazioni delle lobby del cemento e delle grandi opere a tutti i costi.

Nei prossimi giorni diffonderemo questo articolo, sotto forma di lettera aperta, a tutte le testate giornalistiche calabresi e nazionali, e lo invieremo per conoscenza anche al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, al Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, ed alle maggiori cariche istituzionali della Regione Calabria: contestualmente a ciò, chiediamo alle forze sindacali calabresi, alle associazioni, alle amministrazioni comunali, di diffondere ulteriormente questo nostro documento, di farlo proprio e di lavorare in modo congiunto, per far ripartire una regione ormai allo stremo delle proprie forze economiche e sociali. Soltanto uniti, come purtroppo raramente accaduto nella nostra storia, riusciremo ad ottenere risultati concreti per la Calabria.

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