Mille giorni per sbloccare l'Italia, partendo da investimenti epocali nel sistema delle infrastrutture di trasporto, con le ferrovie in prima linea: da giorni tutti i media nazionali rilanciano in un continuo tam tam le dichiarazioni del governo Renzi, che assicura uno stanziamento di 3,8 miliardi di Euro per tentare di dare uno shock positivo alla pericolante economia nazionale. Una cifra mai messa in campo fino ad oggi, che sarà destinata quasi totalmente all'avvio della cantierizzazione di grandi opere viarie, principalmente ferroviarie. Nello specifico, nel decreto legge, sono previsti i seguenti interventi

- Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari (attraverso l'upgrade della linea Caserta - Foggia);
- Velocizzazione della Palermo-Catania-Messina;
- Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova;
- Terzo Valico dei Giovi;
- Tunnel del Brennero;
- Velocizzazione ferrovia Lucca-Pistoia;
- Soppressione dei passaggi a livello nel tratto pugliese della linea adriatica Bologna-Lecce.

Con grande rammarico, però, notiamo ancora una volta che nello "Sblocca Italia" non è menzionata neppure lontanamente la Calabria, "solita" grande assente ormai da decenni, nei piani nazionali di investimento infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario...salvo rare eccezioni dimostratesi però di dubbia utilità (ricordiamo la variante "monca" Catanzaro Lido - Settingiano della linea trasversale Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido).

Indubbiamente non possiamo dimenticare gli importanti lavori in corso, riguardanti la direttrice Tirrenica Salerno - Reggio Calabria, che verrà notevolmente velocizzata, potenziata a livello di capacità di traffico ed adeguata tecnologicamente attraverso l'installazione di moderni Apparati Centrali Computerizzati nei principali nodi, in primis Lamezia Terme Centrale (stazione in cui sono già in corso opere di velocizzazione degli itinerari e rinnovo della catenaria). Si tratta di opere connesse al "Secondo Contratto Istituzionale di sviluppo", finalizzato al completamento della Direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, e firmato il 18 dicembre 2012 dall'allora ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, assieme alle maggiori cariche istituzionali delle regioni Calabria, Basilicata e Campania, ed ai rappresentanti nazionali di RFI e Ferrovie dello Stato.
Peccato però che la ferrovia Tirrenica, per quanto sia ormai la direttrice principale dei grandi traffici-nord sud di Calabria e Sicilia, non sia l'unica strada ferrata presente in Calabria.
Noi di Ferrovie in Calabria non vogliamo ricadere nella solita solfa, per quanto sicuramente condivisibile, legata all'elettrificazione della ferrovia Jonica che si attende ormai da decenni: allo stato attuale, a nostro parere, per rilanciare la stessa tratta Reggio Calabria - Metaponto, è di primaria importanza investire inizialmente sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Saremo ormai tutti a conoscenza delle gravi criticità che interessano questa tratta, tra tempi di percorrenza anacronistici (che sono in ogni caso parzialmente riducibili anche allo stato attuale) a causa della presenza di un ponte provvisorio tra Marcellinara e Feroleto Antico (con conseguente presenza di rallentamento a 30 km/h), e non di meno per colpa di una Regione che a causa di una mancata pianificazione dei servizi regionali, e nello specifico delle coincidenze, ha portato ad una totale disincentivazione del vettore ferroviario per gli spostamenti Jonio-Tirreno attraverso la tratta in questione. Aggiungendo inoltre che sono in corso importanti opere di rinnovo della trasversale stradale tra Catanzaro e Lamezia Terme (con velocizzazione dei raccordi con la SS106 sul versante Jonico), il confronto tra treno e vettore stradale inizia a divenire impari: 50 minuti di percorrenza su rotaia, contro quelli che saranno circa 25 via strada.
Fermo restando che un servizio diventa funzionale se ben integrato a livello di coincidenze ed interscambi, rimaniamo del parere che nel breve termine l'offerta ferroviaria sull'attuale linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale vada assolutamente rimodulata, in modo da renderla fruibile anche da coloro che provengono da tutto il versante Jonico a nord ed a sud di Catanzaro.
Questo però non ci impedisce, così come non lo impedisce a gran parte dell'opinione pubblica catanzarese e dell'hinterland, a chiedere con forza qualcosa di più: un qualcosa che avrebbe una serie di risorse economiche già a disposizione (81 milioni di Euro del FONDO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE 2007-2013), ma che a quanto pare sono state congelate, dopo aver compreso che l'elettrificazione dell'attuale tracciato della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, (gli 81 milioni di € sono stati previsti proprio per questo), non porterebbe ad alcun beneficio nè per i tempi di percorrenza e nè per l'efficienza del servizio ferroviario.
Ma allora, cosa stiamo ancora aspettando? Cosa stanno attendendo i nostri politici regionali e locali?
Perchè ancora nessuno, considerando che la Calabria ancora una volta rimarrà fuori dalle opere ferroviarie previste nello "Sblocca Italia", si fa avanti per richiedere, nel decreto, un rinnovo totale della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, partendo magari dal riutilizzo dei famosi 81 milioni di Euro già esistenti?

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Pensiamo un po' a ciò che potrebbe rappresentare per tutta l'economia e la popolazione della costa Jonica ed ovviamente per il Capoluogo di Regione, una "nuova" Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, con completamento del tratto in variante, oggi limitato tra Catanzaro Lido e Settingiano: la nostra proposta prevede la costruzione di un nuovo tratto di strada ferrata che da Settingiano proseguirebbe in direzione della valle di Maida, e transiterebbe di fianco al noto centro commerciale "I Due Mari" (che potrebbe essere comodamente servito da una fermata in piena linea). Proseguendo, il nuovo tracciato andrebbe a scavalcare l'autostrada A3 e la ferrovia Tirrenica, ed andrebbe a terminare la sua corsa esattamente...nei pressi dell'Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, con una stazione ferroviaria di testa: si concretizzerebbe ciò che da decenni si attende: arrivare in treno nel più importante scalo aereoportuale calabrese, che diventerebbe così raggiungibile da ogni punto della regione servito dalle linee ferroviarie di RFI.
Il collegamento con la stazione di Lamezia Terme Centrale, invece, potrebbe avvenire contemporaneamente attraverso due vie: una "diretta", che con una bretella permetterebbe di bypassare la stazione di testa aeroportuale (nella quale sarebbe necessario un cambio banco, da eseguirsi ovviamente solo con composizioni reversibili), oppure, post cambio banco nella ipotetica Lamezia Terme Aeroporto, percorrendo un tratto di ferrovia che prima di innestarsi sulla linea Tirrenica, nei pressi della radice degli scambi lato sud di Lamezia Terme Centrale, andrebbe a congiungersi con la già citata bretella che "salta" la stazione aeroportuale.
Per quanto riguarda l'attuale tracciato Settingiano - Lamezia Terme Centrale via Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro, la nostra ipotesi prevede un - per così dire - salvataggio del percorso urbano di Lamezia Terme (comprensivo della fermata di Lamezia Terme Sambiase e della stazione di Lamezia Terme Nicastro). Salvataggio che si rende ovviamente necessario per garantire la continuità ferroviaria all'interno del comune di Lamezia, e che porterebbe anche alla creazione di un interessante mini-sistema metropolitano.
Un rapido esempio: il treno "A" proveniente da Catanzaro Lido, dopo aver effettuato la fermata ed il cambio banco a Lamezia Terme Aeroporto, raggiungerebbe Lamezia Terme Centrale, dove andrebbe ad incrociare il treno "B" proveniente da L.T. Nicastro e diretto a Lamezia Terme Aeroporto - Catanzaro Lido. Una volta effettuato l'incrocio, il treno "A" da Catanzaro Lido ripartirebbe così verso L.T. Nicastro, mentre il treno "B" verso L.T. Aeroporto/Catanzaro Lido: in tal modo, sul breve tratto urbano lametino, circolerebbe sempre un treno per volta, rendendo così possibile l'istituzione di un economico regime di traffico denominato "a spola", tra L.T. Centrale ed L.T. Nicastro.
Chiaramente, anche il breve percorso urbano andrebbe elettrificato: non dimentichiamo, tra l'altro, che l'attuale SottoStazione Elettrica RFI di Sambiase, nel breve termine verrà potenziata a livello energetico, in collegamento agli interventi di upgrade infrastrutturale del corridoio ferroviario tirrenico, di cui abbiamo parlato all'inizio di questo articolo. Una buona "scusa" per portare, a questo punto, la catenaria fino a Nicastro, e non privare del vettore ferroviario i principali agglomerati urbani del popoloso comune, che verrebbero collegati direttamente con l'aeroporto e non perderebbero il servizio diretto con Catanzaro/Catanzaro Lido.

In basso (in verde) il tracciato della variante elettrificata Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale, il tracciato dei tratti attualmente esistenti e che nella nostra proposta rimarranno inalterati ed elettrificati (Catanzaro Lido - Settingiano, Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro, riportati in blu), ed il tratto Settingiano - Marcellinara - Lamezia Terme Nicastro che verrebbe dismesso (riportato in marrone). Presenti anche le stazioni e fermate già esistenti e previste nella nostra proposta.

 


Visualizza Ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme - Variante Settingiano - Lamezia Terme Aeroporto - Lamezia Terme Centrale in una mappa di dimensioni maggiori

Qualcuno, però, potrà porre il quesito: "e la stazione di Marcellinara, che fine farà?"
Purtroppo questo sarebbe l'unico impianto a rimanere definitivamente tagliato fuori dal servizio ferroviario, trovandosi sul tratto da dismettere, assieme al posto di movimento di Feroleto Antico-Pianopoli, sospeso al servizio commerciale da circa 10 anni. Obiettivamente, la stazione di Marcellinara (più volte sospesa al traffico viaggiatori negli ultimi anni), anche a causa della notevole distanza dal centro abitato, genera un traffico di viaggiatori irrisorio, se non molto spesso totalmente nullo. Nel nostro progetto, riteniamo infatti che sia i centri di Feroleto Antico e Pianopoli, che quello di Marcellinara, debbano essere collegati alla ferrovia attraverso alcune navette su gomma, che avrebbero come punto di raccolta la stazione di Lamezia Terme Nicastro per Feroleto Antico/Pianopoli, e la nuova fermata di Settingiano per Marcellinara. A proposito dell'impianto di Settingiano: si tratta di una struttura completamente nuova, costruita nel 2008 sul nuovo tratto in variante, ma mai attivata al servizio viaggiatori, nonostante la discreta appetibilità e la posizione strategica (si trova a poche centinaia di metri dallo svincolo della superstrada Catanzaro - Lamezia Terme), che potrebbe rappresentare un vantaggio nell'istituzione di un punto di interscambio modale gomma/ferro.
Interscambio modale, che potrebbe esistere, perchè no, anche nella nuova fermata che immaginiamo essere posta proprio in corrispondenza del centro commerciale "I Due Mari", da collegare, potenzialmente, con i centri limitrofi sempre attraverso un servizio di mini-bus navetta.
Questione tempi di percorrenza: è ormai noto che allo stato attuale, sulla linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, a stento si riesca a scendere a 45 minuti di percorrenza su 43 km di ferrovia.
Nella nostra ipotesi, i km di ferrovia scenderebbero a circa 39, tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, passando per l'Aeroporto: differenza minima sulle distanze, ma enorme nelle capacità di traffico e prestazioni dei rotabili. La prima indubbia velocizzazione, proverrebbe dall'elettrificazione totale della linea tra lo Jonio ed il Tirreno, ma non basta: evitare il tortuoso e lento percorso tra Settingiano e Lamezia Terme Nicastro via Marcellinara-Feroleto Antico, permetterebbe un ulteriore consistente risparmio nei tempi di percorrenza.
Perciò, si tratterebbe di portare la trazione elettrica su una linea agevole a livello plano-altimetrico: non è utopia immaginare una velocità massima anche di 160 km/h in rango B per l'intero percorso da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Aeroporto. Con un Minuetto elettrico, o con una composizione di E464 e vetture MDVC/UIC-X, sarebbe possibile partire da Catanzaro Lido ed arrivare Lamezia Terme Aeroporto dopo circa 25 minuti, fermando a Catanzaro, Settingiano e nella nuova fermata del Centro Commerciale i due Mari!
Lamezia Terme Centrale, da Catanzaro Lido, verrebbe raggiunta invece in circa 35 minuti, considerando un cambio banco presso Lamezia Terme Aeroporto compreso tra 7 ed 8 minuti: circa 45 minuti, invece, per andare da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Nicastro, con tempi di poco superiori rispetto a quelli attuali, relativi al disastrato percorso via Marcellinara.
Ma volendo immaginare anche qualche servizo "no-stop" da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Centrale, non è difficile immaginare di percorrere il tratto Catanzaro Lido - Lamezia Terme Aeroporto in poco più di 15 minuti (!) e Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale in 25 minuti (per cambio banco di 7-8 minuti presso L.T. Aeroporto).
In pratica, la metà del tempo di percorrenza odierno: questo dato può farci ulteriormente riflettere, se consideriamo che la Regione Calabria, per il mantenimento dei servizi ferroviari regionali, finanzia ogni convoglio con una tariffa oraria variabile in base al numero di posti a sedere. Nello specifico, per le composizioni con max 150 posti a sedere (una doppia di ALn668, o un Minuetto), la tariffa oraria è di 518 Euro. Oggi, perciò, la Regione Calabria per un treno Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, effettuato con automotrici ALn668, finanzia 50 minuti di percorrenza, ovvero un costo per corsa di 431,6 €.
E' facile intuire come, attraverso la nostra proposta dai tempi di percorrenza dimezzati, con il costo di una corsa...se ne pagherebbero due, effettuate con rotabili elettrici moderni, e che finalmente accompagnerebbero il viaggiatore, che sia un pendolare o un turista, direttamente da Catanzaro all'aeroporto di Lamezia Terme (ed ovviamente anche alla stazione Lamezia Terme Centrale).
La nuova linea ferroviaria, perciò, sarebbe utile anche per le disastrate casse regionali, che oggi più che mai si trovano costrette a dover razionalizzare e contenere i costi.
Ma noi di Ferrovie in Calabria non ci fermiamo, e ci spingiamo oltre: il nuovo tracciato elettrificato, unito alla bretella che a Lamezia Terme bypassa la stazione aeroportuale e conduce direttamente a Lamezia Terme Centrale, aprirebbe nuove possibilità nel panorama del traffico a lunga percorrenza da Catanzaro Lido (ed in futuro anche direttamente dalla linea Jonica) verso il resto d'Italia.
Non sarebbe infatti più un'utopia da appassionati di treni "teenager", l'istituzione di una coppia di Frecciargento da Catanzaro Lido a Roma Termini. Con la nostra ipotetica nuova tratta, effettuando l'unica fermata intermedia a Catanzaro, il nostro Frecciargento "Jonico" effettuato con ETR485 e partito da Catanzaro Lido, arriverebbe a Lamezia Terme Centrale in meno di 20 minuti, percorrendo ovviamente la bretella e non passando dall'aeroporto. Considerando che i tempi di percorrenza "Frecciargento" da Lamezia Terme Centrale a Roma Termini e viceversa, attualmente sono di 3 ore e 59 minuti, in 4 ore e 30 minuti (con traccia oraria larga) si potrebbe raggiungere la Capitale dal capoluogo di regione calabrese.
Ma, ovviamente, tempi minimi non solo dal capoluogo calabrese: l'attestazione a Catanzaro Lido di un collegamento ad Alta Velocità con Roma Termini, risolverebbe finalmente anche il problema del doppio cambio a Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, per chi dalla Jonica ha necessità di servirsi di treni a lunga percorrenza: due Regionali Veloci da Reggio Calabria Centrale/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, terminerebbero ed originerebbero la corsa a Catanzaro Lido, in coincidenza con il Frecciargento. Immaginiamo una coincidenza di 15 minuti, per tenerci larghi. Ecco due esempi di tempi di percorrenza Jonica-Roma, con cambio a Catanzaro Lido:

Locri - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 60 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 45 minuti.

Crotone - Catanzaro Lido (Reg. Veloce): 45 minuti
Attesa coincidenza: 15 minuti
Catanzaro Lido - Roma Termini (Frecciargento): 4 ore e 30 minuti
TOTALE: 5 ore e 30 minuti.

Ma prima di concludere questo post, non possiamo non far notare un ulteriore punto fondamentale: la nostra proposta andrebbe a stravolgere, completamente (ed ovviamente in modo positivo) il ruolo dell'attuale stazione di Catanzaro, sita nel quartiere di Germaneto, e vista ormai come una delle tante cattedrali nel deserto. Considerando però che nei pressi della stessa sta sorgendo la nuova cittadella regionale, e considerando inoltre che la stazione RFI verrà collegata con una linea ferroviaria metropolitana a scartamento ridotto (il famoso Pendolo, la cui costruzione è già stata appaltata alla società Vianini), che verrà gestita dalle Ferrovie della Calabria, è innegabile che il rilancio in grande stile della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale non potrebbe che influenzare positivamente tutta l'area.

La cittadella regionale ed il vicino policlinico universitario, sarebbero in tal modo collegati in modo rapidissimo all'aeroporto di Lamezia Terme ed alla stazione di Lamezia Terme Centrale, se non addirittura direttamente con Roma Termini, con l'eventuale Frecciargento attestato a Catanzaro Lido: ovviamente, a fare da "intermediario" tra i servizi ferroviari di Trenitalia e le due importanti strutture pubbliche, ci sarebbe proprio il Pendolo di Ferrovie della Calabria.
Un'ultima provocazione: ai 3,8 miliardi di Euro previsti nello "Sblocca Italia" per la costruzione di infrastrutture in qualche caso di dubbia utilità, sarebbe così difficile aggiungere (o recuperare all'interno della stessa cifra) quelli che sarebbero in proporzione solo " pochi spiccioli", per rilanciare anche la ferrovia a scartamento ridotto Catanzaro - Cosenza di Ferrovie della Calabria? Auspichiamo che al più presto venga redatto uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di varianti ed alla risoluzione delle attuali interruzioni tra Marzi e Soveria Mannelli: non è un miraggio l'obiettivo di percorrere la Catanzaro - Cosenza, adeguata a dovere, in poco più di un'ora, magari a bordo di un moderno complesso Stadler.

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Una linea, che immaginiamo come una sorta di "Alta Velocità a scartamento ridotto", che collegherebbe rapidamente due capoluoghi, e non di meno due importanti poli universitari, servendo e rilanciando egregiamente un entroterra che diversamente rischia lo spopolamento, tra l'altro già in corso proprio in quei centri abitati del Savuto come Carpanzano, Bianchi, Parenti o Scigliano, che da anni non sono più serviti dai treni di Ferrovie della Calabria, a causa di enormi frane che hanno interrotto la ferrovia.

Mappa della ferrovia Catanzaro - Cosenza, con alcune proposte di varianti.

 


Visualizza FCL Catanzaro Lido - Cosenza in una mappa di dimensioni maggiori

Molti lettori probabilmente saranno già in preda alle convulsioni, dopo aver letto questa lunga sequenza di proposte che qualcuno potrebbe considerare soltanto dei sogni.
Noi crediamo che si tratti di opere più che realizzabili, e soprattutto realizzabili con investimenti tutto sommato minimi, se paragonati a quelli miliardari previsti per la costruzione di linee ad Alta Velocità di assoluta dubbia necessità.
Forse Matteo Renzi ed il suo staff, dovrebbero iniziare a capire che per sbloccare l'Italia sono necessari interventi medio/piccoli: per sbloccare l'Italia bisogna permettere ai pendolari, che siano studenti o lavoratori, di spostarsi senza difficoltà, nelle brevi distanze e nelle aree urbane. Nelle Regioni come la Calabria, bisogna anche permettere ai turisti di raggiungere le mete di villeggiatura, come per esempio quelle della costa Jonica, che oggi a causa della cronica carenza di servizi di trasporto ferroviario (dove indubbiamente esistono le ben note e gravi responsabilità regionali), appaiono più lontane di qualche sperduta località africana.
L'Italia riparte così: riparte dal benessere dei propri cittadini, e non dalle speculazioni delle lobby del cemento e delle grandi opere a tutti i costi.

Nei prossimi giorni diffonderemo questo articolo, sotto forma di lettera aperta, a tutte le testate giornalistiche calabresi e nazionali, e lo invieremo per conoscenza anche al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, al Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, ed alle maggiori cariche istituzionali della Regione Calabria: contestualmente a ciò, chiediamo alle forze sindacali calabresi, alle associazioni, alle amministrazioni comunali, di diffondere ulteriormente questo nostro documento, di farlo proprio e di lavorare in modo congiunto, per far ripartire una regione ormai allo stremo delle proprie forze economiche e sociali. Soltanto uniti, come purtroppo raramente accaduto nella nostra storia, riusciremo ad ottenere risultati concreti per la Calabria.

Dal 15 giugno 2013, la ferrovia Jonica da Reggio Calabria a Taranto, è tornata ad essere percorsa da un servizio InterCity, dopo oltre due anni di totale assenza di collegamenti a lunga percorrenza sull'intera tratta.
Come gran parte dei nostri lettori sarà a conoscenza, però, l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e viceversa, è un InterCity soltanto sui quadri orario, e non di meno, ovviamente, nel costo dei biglietti. Abbiamo più volte discusso sulle motivazioni dell'anomalia dell'InterCity jonico, effettuato con materiale rotabile del trasporto Regionale. Per approfondire, consigliamo la lettura di questo post.
In questi ultimi giorni, si sta discutendo sulla possibilità che dal prossimo 15 settembre, un nuovo "falso" InterCity vada ad affiancare il Reggio Calabria Centrale - Taranto, nel tratto Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido - Sibari - Paola. Il nuovo collegamento studiato dal Ministero dei Trasporti, e che verrebbe economicamente sostenuto dallo stesso, andrebbe a servire il versante Jonico, in coincidenza a Paola con il treno InterCity Notte 1956 Palermo/Siracusa - Roma Termini (che ovviamente andrebbe ad acquisire la fermata nel nodo calabrese). In senso opposto, invece, il nuovo InterCity "jonico", partirebbe da Paola subito dopo l'arrivo dell'InterCity 1959 da Roma Termini e diretto a Palermo/Siracusa, che anche in questo caso andrebbe ad acquisire la fermata nell'importante scalo calabrese.
Senza dubbio è ammirevole l'intenzione di garantire un collegamento "semi-diretto" tra il versante Jonico e la Capitale, che oggi è divenuta un hub fondamentale per l'interscambio con la rete ad Alta Velocità, assieme a Salerno e Napoli Centrale. Il problema però è sempre lo stesso: le buone intenzioni non bastano, ed anzi rischiano di rivelarsi i soliti "contentini politici" che tornano decisamente poco utili ai cittadini del versante jonico calabrese. Un itinerario del genere, da Reggio Calabria a Paola passando per la Jonica, rende di scarsa appetibilità tale servizio, nello specifico nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro Lido, dove l'hub di riferimento è Lamezia Terme Centrale. Anche con traccia oraria rapida, sarebbe impensabile andare da Locri a Roma Termini passando addirittura da Sibari...e come se non bastasse, addirittura cambiare treno in piena notte a Paola!

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Il bus rappresenterebbe ancora una volta la scelta primaria per l'utenza jonica, sia per quanto riguarda le tariffe (un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Sibari - Paola costerebbe molto di più di un biglietto InterCity Locri - Roma Termini via Lamezia Terme!), che ovviamente per quanto riguarda i tempi di percorrenza e l'assenza di cambi di vettore lungo il percorso.
L'eliminazione della rottura di carico a Paola, a seguito dell'installazione dei sistemi di lateralizzazione porte sulle locomotive D445, in modo tale da renderle utilizzabili con il materiale rotabile InterCity/Notte, sarebbe sicuramente un valore aggiunto all'eventuale nuovo treno "jonico".
Sarebbe interessante la possibilità di attrezzare un piccolo contingente di carrozze UIC-X "T4 Comfort" ed UIC-X "Giubileo" con posti a sedere, con gli impianti di lateralizzazione presenti sulle carrozze UIC-X del Trasporto Regionale, comandati da condotta a 78 poli, compatibile con i locomotori diesel D445. Un sistema elettronico, o magari anche un semplice interruttore/deviatore, servirebbe per "separare" su tali vetture i due sistemi di lateralizzazione delle porte delle carrozze. Nel percorso in trazione diesel con locomotore D445, si utilizzerebbe quello tradizionale con condotta a 78 poli, mentre una volta in trazione elettrica, dopo il cambio del locomotore, si passerebbe alla lateralizzazione "Pax" comandata da condotta a 18 poli, compatibile con i locomotive E402A, E402B, E403, E444R ed E656 della Divisione Passeggeri di Trenitalia.
In ogni caso, noi di Ferrovie in Calabria non siamo rimasti con le mani in mano, e riteniamo che qualora ci fossero finalmente reali possibilità di utilizzo delle locomotive diesel D445 con le carrozze UIC-X, UIC-Z e WL del trasporto a lunga percorrenza, sarebbe necessario studiare diversamente un eventuale servizio a lunga percorrenza Jonica - Roma.
Sicuramente, il primo passo sarebbe quello di tornare a separare i due bacini d'utenza jonici "nord" e "sud". Il primo viene identificato nel tratto Catanzaro Lido - Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia, il secondo nel tratto Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica - Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale.
Perciò, due nuovi InterCity Notte (studiati dal nostro Luca Pisconti, per il momento con tracce orarie indicative), totalmente indipendenti tra di loro, tornerebbero a servire in modo accettabile ed al passo con i tempi l'intero versante jonico calabrese ed in parte anche lucano.
Avviando la nostra descrizione dalla "Jonica Sud", la prima coppia di treni sarebbe la seguente:

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Il percorso e la traccia oraria riprenderebbe perciò, a grandi linee, il rimpianto Espresso 890/893. Il nostro InterCityNotte 792/793, dopo aver effettuato l'inversione del locomotore a Catanzaro Lido, si aggancerebbe a Lamezia Terme Centrale con l'attuale InterCity Notte 794/795, che ad oggi è un Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova, con traccia oraria di circa 20 ore, assolutamente inaccettabile nel 2014. Noi di Ferrovie in Calabria riteniamo sia più utile attestarlo a Roma Termini (in coincidenza con servizi AV da/per il Nord Italia, nello specifico da/per Torino Porta Nuova via Milano P.G.), e con i fondi risparmiati dalla limitazione del convoglio nella Capitale, si riuscirebbero a coprire i costi di istituzione sezione Jonica...che andrebbero inoltre ad unirsi alla ovvia soppressione del servizio bus LP794/795 che oggi, in coincidenza all'omonimo InterCity Notte, collega Lamezia Terme Centrale con il versante Jonico sud. In basso, la traccia oraria e la composizione della coppia di ICN Reggio Calabria Centrale - Roma Termini, che a Lamezia Terme Centrale verrebbe implementata con le vetture provenienti da Reggio Calabria via Roccella/Catanzaro.

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Jonica Nord: in questo caso, il nuovo collegamento studiato, sarebbe completamente indipendente da altri treni. Non sarebbe, perciò, una "antenna". Si partirebbe da Catanzaro Lido, seguendo l'itinerario Crotone - Sibari - Metaponto - Battipaglia - Roma Termini: a Metaponto, avverrebbe la "magia"! Nell'importante stazione di diramazione, non essendo, purtroppo, al momento presenziata da manovratori (a differenza di Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale), sarebbe necessario un piccolo escamotage per aggirare la problematica, e garantire il cambio del locomotore del nuovo treno InterCity Notte.
Il nostro convoglio proveniente da Catanzaro Lido, arriverebbe a Metaponto con la locomotiva D445 rivolta verso Taranto. Precedentemente, da Taranto, viene inviata la locomotiva elettrica come "LIS" (locomotiva isolata), con a bordo macchinisti e manovratore. Una volta effettuato il cambio macchina (ed ovvia inversione di senso), il manovratore rientrerebbe a Taranto, assieme ai macchinisti provenienti dalla Jonica, con il locomotore D445 isolato.
Al mattino, l'operazione si ripeterebbe all'inverso: la D445 arriva isolata da Taranto con macchinisti e manovratore, viene attestata al convoglio diretto a Catanzaro Lido e giunto a Metaponto da Roma Termini, e subito dopo aver effettuato tali operazioni, il manovratore rientra a Taranto con il locomotore elettrico (ed i macchinisti) giunto da Roma.
Ecco le tracce orarie indicative della coppia di treni:

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Anche in questo caso, arrivi e partenza da Roma Termini, sono legati agli stessi due collegamenti Frecciarossa da e per Torino Porta Nuova utilizzabili con la coppia di treni ICN794/795 - 792/793 che percorrerebbero la Jonica Sud e la fascia tirrenica calabrese (con itinerario via Tropea). Entrambi i convogli "jonici", sarebbero composti da vetture UIC-X Giubileo con posti a sedere, carrozze cuccette T4 Comfort ed una letto MU.

Concludiamo il post sottolineando che entrambi i treni, dal versante Jonico, avrebbero tempi di percorrenza compresi tra le 10 ore e trenta minuti, calcolati dai capilinea, dove ovviamente l'appetibilità di tali servizi sarebbe minima (Reggio Calabria si servirebbe dell'ICN 794/795 via Tirrenica, e Catanzaro Lido del 792/793 via Lamezia Terme). Nei tratti intermedi, ecco quali sarebbero alcuni esempi di tempi di percorrenza, facilmente intuibili dalle tracce orarie pubblicate:

-Locri - Roma Termini (ICN 792): 9 ore e 16 minuti;

-Catanzaro Lido - Roma Termini (ICN 792): 8 ore;

-Crotone - Roma Termini (ICN 760): 9 ore e 27 minuti;

-Trebisacce - Roma Termini (ICN 760): 6 ore e 43 minuti.

Invitiamo i nostri lettori a riflettere: quanto tempo impiegherebbe un povero viaggiatore, magari da Roccella Jonica, per raggiungere Roma Termini con il probabile "nuovo" InterCity per Paola via Catanzaro Lido - Sibari, con tanto di rottura di carico all'una di notte in senso sud-nord, ed alle quattro del mattino in senso nord-sud? O forse si tenta, per l'ennesima volta, di istituire servizi poco appetibili, per poi giustificarne la soppressione con la scusa della solita "scarsa frequentazione" dei treni sulla linea Jonica?
L'Associazione Ferrovie in Calabria si impegnerà a promuovere la proposta di ripristino dei collegamenti da/per Roma Termini, in contemporanea a quella di rimodulazione dell'attuale servizio ferroviario regionale jonico: nelle prossime settimane torneremo ad approfondire il tema "lunga percorrenza", con uno studio delle tracce orarie e dei servizi maggiormente dettagliato.

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La situazione è precipitata. E lo ha fatto nel peggiore dei modi: nella giornata di ieri, avevamo pubblicato un articolo relativo alle novità previste dal cambio d'orario ferroviario che avverrà il 15 giugno, paventando il rischio di consistenti tagli al servizio ferroviario jonico. Avevamo però in parte dato per scongiurata la soppressione della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Purtroppo così non è stato. Dal 16 giugno probabilmente solo tre coppie di bus sostituiranno le sei coppie di treni attualmente presenti tra Catanzaro Lido/Catanzaro e Lamezia Terme Centrale. Una situazione divenuta ormai insostenibile, che non può essere accettata. Nel pomeriggio di sabato una piccola manifestazione, alla quale speriamo possano aggiungersene altre in contemporanea, si terrà alla stazione di Soverato. L'evento è stato organizzato da Ferrovie in Calabria, ed aderirà anche il movimento locale "Euforia".
Nel frattempo la nostra "offensiva" è ripartita con una lettera aperta pubblicata già su praticamente tutte le testate giornalistiche on-line della fascia Jonica e non solo. Da Lente Locale a Soveratiamo, finendo a Catanzaro Informa, Crotone24news ed il Lametino e Strettoweb.
Riportiamo, ovviamente anche sul nostro blog, il testo della lettera.
Aiutateci ad evitare il totale isolamento del versante Jonico calabrese, unitevi a noi ed a tutti i movimenti che organizzeranno manifestazioni ed eventi similari, per comunicare a quelle forze politiche che ci hanno portato in questo stato, il disprezzo verso provvedimenti fuori da ogni canone di civiltà.

Con la presente, a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria, vorrei comunicare ai lettori della testata ed agli organi politici locali, che a partire dal 15 giugno, avverrà una drastica riduzione del servizio ferroviario Regionale jonico, e contemporaneamente verrà completamente soppressa la linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Il taglio immediato di 10 milioni di Euro al contratto di servizio con Trenitalia, deliberato dalla Regione Calabria lo scorso aprile, provocherà proprio in concomitanza della stagione estiva, un'ecatombe nel sistema di mobilità del versante Jonico calabrese. Per il settore turistico sarà un disastro ben peggiore di quello che ormai da troppi anni si sta ripetendo nei nostri territori. Nello specifico, i treni che verranno soppressi sulla Jonica saranno i seguenti:

Tratta Sibari - Crotone - Catanzaro Lido:
Direzione Sud:
Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Cal. C.le (22.15):SOPPRESSO
Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 3723 Crotone (08.25) - Catanzaro Lido (09.15): SOPPRESSO

Direzione Nord:
Regionale 3740 Reggio Cal. C.le (05.05) - Catanzaro L. (07.32) - Crotone (08.15): SOPPRESSO Regionale 3728 Catanzaro Lido (11.20) - Sibari (13.55): SOPPRESSO

In pratica verrebbero soppresse cinque coppie di treni nei due sensi, tra cui, vergognosamente, l'importantissimo 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone utilizzato dai pendolari, ed il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, in estate preso d'assalto dai bagnanti provenienti dall'aquapark di Toscano. Per dirla in modo più semplice e tristemente intuitivo: da Sibari a Catanzaro Lido l'ultimo treno partirà alle 15.18. Da Locri, Siderno, Roccella o Soverato, al mattino non si potrà invece arrivare a Crotone prima delle 11.25, a differenza delle 8.15 attuali. In senso opposto, da Crotone a Soverato/Roccella Jonica/Locri, l'ultima possibilità di partenza sarà alle 14.05, mentre attualmente l'ultimo treno per Reggio Calabria parte dalla città pitagorica alle 18.20 e l'ultimo per Roccella Jonica alle 20.17. Una prospettiva degna più dell'immediato dopoguerra che del 2014. Sulla Jonica Sud, la situazione prevista non è migliore.
Da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale verrebbero soppressi i seguenti treni:

Direzione Sud:
Regionale 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.55): SOPPRESSO
Regionale 3751 Catanzaro Lido (18.05) - Reggio Calabria Centrale (20.55): SOPPRESSO
Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Cal. C.le (22.15): SOPPRESSO Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 12711 Roccella Jonica (07.50) - Reggio Calabria Centrale (09.55): SOPPRESSO Regionale 12713 Roccella Jonica (09.50) - Reggio Calabria Centrale (11.55): SOPPRESSO
Regionale 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (13.55): SOPPRESSO

Direzione Nord:
Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.05): SOPPRESSO
Regionale 3748 Reggio Calabria Centrale (12.10) - Catanzaro Lido (15.00): SOPPRESSO
Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Catanzaro Lido (19.05): SOPPRESSO
Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale (07.05) - Roccella Jonica (09.15): SOPPRESSO
Regionale 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15): SOPPRESSO

Cinque coppie di treni, più due treni in senso dispari, soppresse: in parte questi tagli avvenivano già negli anni scorsi, durante i periodi festivi ed in estate. In questo 2014, però, la Regione Calabria ci "regalerà" addirittura l'ultima partenza da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale alle 16.05. Si pensi che allo stato attuale, l'ultimo treno verso la città dello Stretto parte dal Capoluogo alle 19.14 (Reg.3753 da Sibari), mentre da Catanzaro Lido si può proseguire verso Soverato e massimo fino a Roccella Jonica anche alle 21.08 con il Regionale 3755. Anch'esso soppresso, in uno dei periodi in cui questo treno maggiormente "rischierebbe" di essere frequentato. Ma ciò che più rende l'idea della gravità del momento, è la soppressione dell'intero servizio ferroviario tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale: dalle sei coppie (sei andate e sei ritorni) di treni attualmente presenti nei giorni feriali e delle tre dei giorni festivi, si passerebbe a soli due bus tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale al mattino presto, ed uno solo, sempre al mattino, in senso opposto. In realtà, ciò che continua maggiormente a risultare incomprensibile, è il mantenimento di un programma d'orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico. L'Associazione Ferrovie in Calabria ha studiato un piano di riorganizzazione del sistema ferroviario Jonico e della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, che prevede un risparmio di ben 7 milioni di Euro annui solo sulla Jonica, riuscendo allo stesso tempo a ripristinare il collegamento diretto minimo tra lo Jonio e Lamezia Terme. Per arrivare a coprire l'intera cifra di 10 milioni di Euro, i rimanenti 3 milioni andrebbero recuperati, purtroppo, da minimi tagli anche sul versante tirrenico e sul servizio metropolitano Rosarno - Melito di Porto Salvo. Non è nell'indole dell'Associazione Ferrovie in Calabria parlare di tagli, né discriminare territori: è purtroppo chiaro, però, che in un periodo di emergenza finanziaria del genere, sia assolutamente necessario pianificare anche i tagli, affinchè vengano distribuiti "equamente", e non portino all'isolamento di intere porzioni di una Regione, che è appunto evitabile con un minimo di pianificazione e riorganizzazione del servizio ferroviario, anche se ridotto. A tal proposito, è possibile che fino ad oggi non sia stato possibile neppure costituire a Catanzaro Lido un piccolo "hub", dove strutturare i pochi treni rimanenti, in coincidenza tra di essi nelle tre direzioni (Reggio, Sibari/Crotone e Lamezia)? Garantire ai viaggiatori provenienti dalla Jonica nord e dalla Jonica sud una rapida prosecuzione per Lamezia Terme (e viceversa) riteniamo sia assolutamente necessario anche per la stessa economia di un territorio, che vive di turismo per ormai poco più di due mesi all'anno. Privarlo anche di questo, tra l'altro a causa della stessa Regione Calabria (!), sarebbe assolutamente fuori da ogni logica, e rischierebbe seriamente di provocare una spaccatura tra i due versanti jonico e tirrenico della nostra regione. A proposito della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: l'eliminazione del servizio ferroviario, andrà ben oltre il comunque grave isolamento delle popolazioni Joniche. Vogliamo infatti ricordare che il tratto da Catanzaro Lido a Settingiano, è stato costruito in variante ex novo, ed inaugurato il 15 giugno 2008. Esattamente dopo sei anni, quel tratto di ferrovia che ha comportato la costruzione della nuova stazione di Catanzaro, che già oggi appare come una cattedrale nel deserto, verrà utilizzato soltanto per rari spostamenti di treni di servizio. Sono stati spesi ben 199 milioni di Euro, sbandierando ai quattro venti la riduzione dei tempi di percorrenza sull'intero tratto Jonio-Tirreno, per portare a cosa? Alla soppressione dei treni a lunga percorrenza tra il 2010 ed il 2011, e di quelli Regionali tra qualche giorno, dopo un'agonia durata anni? Vogliamo ricordare, inoltre, che sono stati spesi anche 1 milione e 200 mila Euro per la ricostruzione di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico, crollato a seguito di un'alluvione nel novembre 2011. Oltre duecento milioni di Euro investiti in cinque anni, in una ferrovia che sembra non interessare più a nessuno, a partire dalla Regione Calabria, e finendo a Trenitalia ed allo Stato Italiano, con le loro ben note responsabilità relative al taglio dei treni notturni che percorrevano la nostra linea trasversale, collegando direttamente la Jonica al Centro/Nord Italia. Non dimentichiamo, inoltre, che tra qualche mese migliaia di lavoratori si concentreranno nella nuova cittadella regionale costruita a Germaneto, proprio nei pressi della nuova stazione di Catanzaro: basterebbe soltanto un simile enorme flusso di pendolari provenienti da tutta la Regione, a giustificare un consistente servizio su rotaia tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme. L'Associazione Ferrovie in Calabria non rimarrà a guardare. Auspichiamo nelle prossime ore e nei prossimi giorni una mobilitazione generale delle comunità joniche, di cui ci faremo portavoce, per evitare per quanto possibile, un simile attentato alla continuità territoriale ed economica di un'intera area della Calabria. Ringraziando per l'attenzione, porgo cordiali saluti.

Roberto Galati
Associazione Ferrovie in Calabria

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Una certezza sicuramente c'è: della ferrovia silana Cosenza - Pedace - Camigliatello - San Giovanni in Fiore, se ne parla. Ed anche tanto, quasi più di quando il servizio turistico era la norma, ed in parte era ancora percorsa da servizi ferroviari ordinari.
Indubbiamente uno dei maggiori meriti, proviene dal neo costituito "Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana", presieduto da Don Emilio Salatino, parroco di San Giovanni in Fiore.
E' chiaro che la presenza di persone amanti del trasporto su rotaia (residenti ed attive nell'area silana), e che hanno a cuore le sorti di una delle ferrovie più belle d'Italia, sia fondamentale per la buona riuscita dell'opera di sensibilizzazione principalmente politica. La conoscenza diretta delle problematiche territoriali, che siano economiche o sociali, infatti non può sicuramente appartenere a chi, per motivi principalmente geografici, oltre che di lavoro e studio, risiede a grande distanza da un territorio che, purtroppo, risulta di difficile raggiungibilità anche dal resto della Calabria!
La costituzione del Comitato per la Salvaguardia della ferrovia Silana risulta essere stata perciò un passo fondamentale per la tutela della nostra amata ferrovia di montagna, anche in seguito alla chiara impossibilità da parte della nostra Associazione di garantire una presenza e un'attività costanti e soprattutto dedicate unicamente alla questione 'Ferrosilana', conseguentemente ai tanti impegni associativi che quotidianamente riguardano i pochi membri di 'Ferrovie in Calabria' relativamente alle questioni ferroviarie di tutta la Regione Calabria, che siano regionali, a lunga percorrenza o turistiche! (ricordiamo che siamo stati proprio noi a promuovere ed avviare il ritorno dei treni speciali sulla rete delle Ferrovie della Calabria!)
Nonostante questo, anche la nostra piccola Associazione ha provato a dare il suo contributo a favore della salvaguardia della Ferrovia della Sila, impegnandosi direttamente con l'Assessorato ai Trasporti della Regione Calabria, immediatamente dopo la pubblicazione, per la modifica della D.G.R. n. 380/2013, che prevedeva la sdemanializzazione della ferrovia Silana, sul tratto da Camigliatello a San Giovanni in Fiore e proponendo quanto meno il prolungamento del tratto 'protetto' fino a San Nicola Silvana Mansio, stazioncina nel cuore della Sila classicamente utilizzata come termine corsa dei treni turistici delle Ferrovie della Calabria negli ultimi anni di attività del servizio turistico silano (ne abbiamo parlato qui). Ci piace pensare perciò che il primo traguardo recentemente raggiunto, seppur ancora minimo, di limitare la "dismissione" al tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore (vedi pagina 7 del documento) possa essere stato anche frutto del nostro lavoro, oltre ovviamente che di quello più costante ed 'agguerrito' del Comitato di Don Emilio.
Dismissione che si spera possa essere evitata sull'intera tratta fino a San Giovanni in Fiore, ma che anche in caso di decisione irreversibile, ricordiamo che non significherebbe automaticamente uno smantellamento della tratta ferroviaria interessata e quindi l'addio al servizio turistico.

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Prima di approfondire la nostra proposta, una premessa è d'obbligo. Un servizio ferroviario turistico 'ordinario', sul tratto Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio e viceversa, all'occhio dell'appassionato, potrebbe apparire come una sorta di "giostra" fine a se stessa, su un tratto tutto sommato breve (12 km circa): un progetto che potrebbe quasi apparire come di facciata, senza un ampio respiro.
In realtà, la verità è molto semplicemente un'altra, ed è sempre la ben nota questione economica!
I costi di effettuazione di un'andata e ritorno con treno a vapore, non sono certamente irrisori, specialmente in estate, quando si rende necessario il supporto di un convoglio anti-incendio: sicuramente sono molto minori rispetto ad un'analoga iniziativa su rete RFI con materiale rotabile storico di Trenitalia, ma pur sempre non trascurabili. La tratta Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, abbastanza favorevole dal punto di vista plano-altimetrico, fortemente attrattiva a livello paesaggistico, oltre che interessata dai flussi turistici gravitanti attorno Camigliatello, permette infatti di mantenere un servizio ferroviario turistico poco costoso, e soprattutto quasi ordinario, con corse fisse aperte al pubblico, e non solo riservate e su richiesta da parte di gruppi ed associazioni.
Ma attenzione: poco costoso sì per l'azienda, ma automaticamente (e principalmente!) poco costoso anche per coloro che andranno a viaggiare a bordo del trenino a vapore! Superare i 25 o addirittura i 30 euro a persona, nonostante l'emozione di un'esperienza unica, immersi in un bellissimo contorno paesaggistico e culturale, potrebbe portare ad una scarsa frequentazione dei treni storici trainati dalla sbuffante vaporiera 353, con immediato fallimento dell'iniziativa. Il breve tratto Camigliatello - San Nicola, consente di mantenere costi accessibili principalmente per i potenziali utenti, portando così ad un successo certo del progetto. Non a caso è quello che già accadeva fino a qualche anno fa.
Eventi promozionali a parte, un treno speciale a vapore da Cosenza a Rogliano (23 km), o da San Nicola Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore (17 km), considerando inoltre che in entrambi i tratti sono presenti non poche livellette (che quindi porterebbero a maggiori consumi), inizierebbe perciò ad essere insostenibile se si dovesse pretendere di coprire i costi interamente con le quote dei partecipanti... a meno che non ci si rivolga a comitive estere o a grandi associazioni, più propense a spendere cifre anche superiori a 30€ a persona per il solo viaggio in treno, rispetto ad un italiano o peggio ancora un calabrese, che ha ancora il suo bel da fare per fronteggiare la crisi economica.
L'unica possibilità, che secondo il punto di vista di Ferrovie in Calabria non va assolutamente sottovalutata, per poter garantire il mantenimento di un servizio turistico ordinario o, più realisticamente, con treni speciali dedicati (nello specifico a San Giovanni in Fiore, ma vale anche per la tratta Cosenza - Rogliano), è quella di richiedere un aiuto economico ad enti pubblici e/o privati. E' chiaro che uno sponsor disposto a contribuire alle spese di gestione dei treni storici, consentirebbe un abbassamento dei costi gravanti su ogni partecipante al convoglio, aumentando così le possibilità di successo di tali iniziative. Esempio: riportare i treni a vapore a San Giovanni in Fiore, porterebbe ad un risultato positivo immediato sui flussi turistici e quindi sull'economia della città. Perchè, allora, lo stesso Comune non dovrebbe contribuire economicamente alla realizzazione di questa iniziativa, se ha a cuore il futuro turistico, demografico e delle attività commerciali del proprio territorio?
A livello infrastrutturale, invece, a seguito della sdemanializzazione, si potrebbe pensare di investire parte del ricavato del servizio turistico Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, per intervenire sul risanamento della sede ferroviaria: per fortuna, nel tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore, oltre ai sicuramente notevoli interventi di disboscamento e recupero dell'infrastruttura, non dovrebbero essere necessari importanti (e costosi) lavori di ricostruzione rilevati o opere d'arte.
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In occasione dell'incontro tra Comitato, Ente Parco, Ferrovie della Calabria, Regione Calabria e comune di S.Giovanni in Fiore, tenutosi lo scorso 13 maggio, da parte del consigliere regionale Fausto Orsomarso è giunta anche un'ulteriore proposta relativa al recupero di finanziamenti per il ripristino della ferrovia fino a San Giovanni in Fiore (da Camigliatello a S.Nicola Silvana Mansio, si parla di una spesa relativamente contenuta, stimata in alcune centinaia di migliaia di €, in ogni caso al momento non ancora disponibili). La via proposta da Orsomarso sarebbe quella relativa all'utilizzo di fondi europei per la mobilità: un'idea validissima, indubbiamente, ma che - facciamo notare senza mezzi termini - in Calabria viene "riciclata" da anni, in ogni campo, senza però alcun risultato. L'utilizzo di fondi europei può potenzialmente cambiare il volto e l'economia di una regione o di determinate aree di essa, ma ha bisogno di impegno, costanza e soprattutto di figure capaci di stilare progetti ed attrarre questi fondi comunitari, che puntualmente vengono perduti dalla nostra regione.
Le proposte e le possibilità, perciò, non mancano di certo: la sdemanializzazione riteniamo che non vada considerata automaticamente come una "promessa di smantellamento" della ferrovia. Lo smantellamento e l'abbandono alla speculazione lo si rischia solo perdendo le speranze: le intenzioni di Ferrovie della Calabria riteniamo siano più che positive, ma come scritto qualche rigo più in alto, non si può prescindere, purtroppo, dallo scontrarsi con le questioni economiche. L'Associazione Ferrovie in Calabria rinnova la propria disponibilità alla collaborazione con il Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana, visto che i fini delle due associazioni sono i medesimi, ribadendo che soltanto chi opera a livello locale può spronare la istituzioni e la comunità, facendo comprendere l'importanza economica e sociale di una simile infrastruttura.

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