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La situazione è precipitata. E lo ha fatto nel peggiore dei modi: nella giornata di ieri, avevamo pubblicato un articolo relativo alle novità previste dal cambio d'orario ferroviario che avverrà il 15 giugno, paventando il rischio di consistenti tagli al servizio ferroviario jonico. Avevamo però in parte dato per scongiurata la soppressione della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Purtroppo così non è stato. Dal 16 giugno probabilmente solo tre coppie di bus sostituiranno le sei coppie di treni attualmente presenti tra Catanzaro Lido/Catanzaro e Lamezia Terme Centrale. Una situazione divenuta ormai insostenibile, che non può essere accettata. Nel pomeriggio di sabato una piccola manifestazione, alla quale speriamo possano aggiungersene altre in contemporanea, si terrà alla stazione di Soverato. L'evento è stato organizzato da Ferrovie in Calabria, ed aderirà anche il movimento locale "Euforia".
Nel frattempo la nostra "offensiva" è ripartita con una lettera aperta pubblicata già su praticamente tutte le testate giornalistiche on-line della fascia Jonica e non solo. Da Lente Locale a Soveratiamo, finendo a Catanzaro Informa, Crotone24news ed il Lametino e Strettoweb.
Riportiamo, ovviamente anche sul nostro blog, il testo della lettera.
Aiutateci ad evitare il totale isolamento del versante Jonico calabrese, unitevi a noi ed a tutti i movimenti che organizzeranno manifestazioni ed eventi similari, per comunicare a quelle forze politiche che ci hanno portato in questo stato, il disprezzo verso provvedimenti fuori da ogni canone di civiltà.

Con la presente, a nome dell'Associazione Ferrovie in Calabria, vorrei comunicare ai lettori della testata ed agli organi politici locali, che a partire dal 15 giugno, avverrà una drastica riduzione del servizio ferroviario Regionale jonico, e contemporaneamente verrà completamente soppressa la linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Il taglio immediato di 10 milioni di Euro al contratto di servizio con Trenitalia, deliberato dalla Regione Calabria lo scorso aprile, provocherà proprio in concomitanza della stagione estiva, un'ecatombe nel sistema di mobilità del versante Jonico calabrese. Per il settore turistico sarà un disastro ben peggiore di quello che ormai da troppi anni si sta ripetendo nei nostri territori. Nello specifico, i treni che verranno soppressi sulla Jonica saranno i seguenti:

Tratta Sibari - Crotone - Catanzaro Lido:
Direzione Sud:
Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Cal. C.le (22.15):SOPPRESSO
Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 3723 Crotone (08.25) - Catanzaro Lido (09.15): SOPPRESSO

Direzione Nord:
Regionale 3740 Reggio Cal. C.le (05.05) - Catanzaro L. (07.32) - Crotone (08.15): SOPPRESSO Regionale 3728 Catanzaro Lido (11.20) - Sibari (13.55): SOPPRESSO

In pratica verrebbero soppresse cinque coppie di treni nei due sensi, tra cui, vergognosamente, l'importantissimo 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone utilizzato dai pendolari, ed il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, in estate preso d'assalto dai bagnanti provenienti dall'aquapark di Toscano. Per dirla in modo più semplice e tristemente intuitivo: da Sibari a Catanzaro Lido l'ultimo treno partirà alle 15.18. Da Locri, Siderno, Roccella o Soverato, al mattino non si potrà invece arrivare a Crotone prima delle 11.25, a differenza delle 8.15 attuali. In senso opposto, da Crotone a Soverato/Roccella Jonica/Locri, l'ultima possibilità di partenza sarà alle 14.05, mentre attualmente l'ultimo treno per Reggio Calabria parte dalla città pitagorica alle 18.20 e l'ultimo per Roccella Jonica alle 20.17. Una prospettiva degna più dell'immediato dopoguerra che del 2014. Sulla Jonica Sud, la situazione prevista non è migliore.
Da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale verrebbero soppressi i seguenti treni:

Direzione Sud:
Regionale 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.55): SOPPRESSO
Regionale 3751 Catanzaro Lido (18.05) - Reggio Calabria Centrale (20.55): SOPPRESSO
Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Cal. C.le (22.15): SOPPRESSO Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 12711 Roccella Jonica (07.50) - Reggio Calabria Centrale (09.55): SOPPRESSO Regionale 12713 Roccella Jonica (09.50) - Reggio Calabria Centrale (11.55): SOPPRESSO
Regionale 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (13.55): SOPPRESSO

Direzione Nord:
Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.05): SOPPRESSO
Regionale 3748 Reggio Calabria Centrale (12.10) - Catanzaro Lido (15.00): SOPPRESSO
Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Catanzaro Lido (19.05): SOPPRESSO
Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale (07.05) - Roccella Jonica (09.15): SOPPRESSO
Regionale 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15): SOPPRESSO

Cinque coppie di treni, più due treni in senso dispari, soppresse: in parte questi tagli avvenivano già negli anni scorsi, durante i periodi festivi ed in estate. In questo 2014, però, la Regione Calabria ci "regalerà" addirittura l'ultima partenza da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale alle 16.05. Si pensi che allo stato attuale, l'ultimo treno verso la città dello Stretto parte dal Capoluogo alle 19.14 (Reg.3753 da Sibari), mentre da Catanzaro Lido si può proseguire verso Soverato e massimo fino a Roccella Jonica anche alle 21.08 con il Regionale 3755. Anch'esso soppresso, in uno dei periodi in cui questo treno maggiormente "rischierebbe" di essere frequentato. Ma ciò che più rende l'idea della gravità del momento, è la soppressione dell'intero servizio ferroviario tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale: dalle sei coppie (sei andate e sei ritorni) di treni attualmente presenti nei giorni feriali e delle tre dei giorni festivi, si passerebbe a soli due bus tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale al mattino presto, ed uno solo, sempre al mattino, in senso opposto. In realtà, ciò che continua maggiormente a risultare incomprensibile, è il mantenimento di un programma d'orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico. L'Associazione Ferrovie in Calabria ha studiato un piano di riorganizzazione del sistema ferroviario Jonico e della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, che prevede un risparmio di ben 7 milioni di Euro annui solo sulla Jonica, riuscendo allo stesso tempo a ripristinare il collegamento diretto minimo tra lo Jonio e Lamezia Terme. Per arrivare a coprire l'intera cifra di 10 milioni di Euro, i rimanenti 3 milioni andrebbero recuperati, purtroppo, da minimi tagli anche sul versante tirrenico e sul servizio metropolitano Rosarno - Melito di Porto Salvo. Non è nell'indole dell'Associazione Ferrovie in Calabria parlare di tagli, né discriminare territori: è purtroppo chiaro, però, che in un periodo di emergenza finanziaria del genere, sia assolutamente necessario pianificare anche i tagli, affinchè vengano distribuiti "equamente", e non portino all'isolamento di intere porzioni di una Regione, che è appunto evitabile con un minimo di pianificazione e riorganizzazione del servizio ferroviario, anche se ridotto. A tal proposito, è possibile che fino ad oggi non sia stato possibile neppure costituire a Catanzaro Lido un piccolo "hub", dove strutturare i pochi treni rimanenti, in coincidenza tra di essi nelle tre direzioni (Reggio, Sibari/Crotone e Lamezia)? Garantire ai viaggiatori provenienti dalla Jonica nord e dalla Jonica sud una rapida prosecuzione per Lamezia Terme (e viceversa) riteniamo sia assolutamente necessario anche per la stessa economia di un territorio, che vive di turismo per ormai poco più di due mesi all'anno. Privarlo anche di questo, tra l'altro a causa della stessa Regione Calabria (!), sarebbe assolutamente fuori da ogni logica, e rischierebbe seriamente di provocare una spaccatura tra i due versanti jonico e tirrenico della nostra regione. A proposito della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: l'eliminazione del servizio ferroviario, andrà ben oltre il comunque grave isolamento delle popolazioni Joniche. Vogliamo infatti ricordare che il tratto da Catanzaro Lido a Settingiano, è stato costruito in variante ex novo, ed inaugurato il 15 giugno 2008. Esattamente dopo sei anni, quel tratto di ferrovia che ha comportato la costruzione della nuova stazione di Catanzaro, che già oggi appare come una cattedrale nel deserto, verrà utilizzato soltanto per rari spostamenti di treni di servizio. Sono stati spesi ben 199 milioni di Euro, sbandierando ai quattro venti la riduzione dei tempi di percorrenza sull'intero tratto Jonio-Tirreno, per portare a cosa? Alla soppressione dei treni a lunga percorrenza tra il 2010 ed il 2011, e di quelli Regionali tra qualche giorno, dopo un'agonia durata anni? Vogliamo ricordare, inoltre, che sono stati spesi anche 1 milione e 200 mila Euro per la ricostruzione di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico, crollato a seguito di un'alluvione nel novembre 2011. Oltre duecento milioni di Euro investiti in cinque anni, in una ferrovia che sembra non interessare più a nessuno, a partire dalla Regione Calabria, e finendo a Trenitalia ed allo Stato Italiano, con le loro ben note responsabilità relative al taglio dei treni notturni che percorrevano la nostra linea trasversale, collegando direttamente la Jonica al Centro/Nord Italia. Non dimentichiamo, inoltre, che tra qualche mese migliaia di lavoratori si concentreranno nella nuova cittadella regionale costruita a Germaneto, proprio nei pressi della nuova stazione di Catanzaro: basterebbe soltanto un simile enorme flusso di pendolari provenienti da tutta la Regione, a giustificare un consistente servizio su rotaia tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme. L'Associazione Ferrovie in Calabria non rimarrà a guardare. Auspichiamo nelle prossime ore e nei prossimi giorni una mobilitazione generale delle comunità joniche, di cui ci faremo portavoce, per evitare per quanto possibile, un simile attentato alla continuità territoriale ed economica di un'intera area della Calabria. Ringraziando per l'attenzione, porgo cordiali saluti.

Roberto Galati
Associazione Ferrovie in Calabria

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Una certezza sicuramente c'è: della ferrovia silana Cosenza - Pedace - Camigliatello - San Giovanni in Fiore, se ne parla. Ed anche tanto, quasi più di quando il servizio turistico era la norma, ed in parte era ancora percorsa da servizi ferroviari ordinari.
Indubbiamente uno dei maggiori meriti, proviene dal neo costituito "Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana", presieduto da Don Emilio Salatino, parroco di San Giovanni in Fiore.
E' chiaro che la presenza di persone amanti del trasporto su rotaia (residenti ed attive nell'area silana), e che hanno a cuore le sorti di una delle ferrovie più belle d'Italia, sia fondamentale per la buona riuscita dell'opera di sensibilizzazione principalmente politica. La conoscenza diretta delle problematiche territoriali, che siano economiche o sociali, infatti non può sicuramente appartenere a chi, per motivi principalmente geografici, oltre che di lavoro e studio, risiede a grande distanza da un territorio che, purtroppo, risulta di difficile raggiungibilità anche dal resto della Calabria!
La costituzione del Comitato per la Salvaguardia della ferrovia Silana risulta essere stata perciò un passo fondamentale per la tutela della nostra amata ferrovia di montagna, anche in seguito alla chiara impossibilità da parte della nostra Associazione di garantire una presenza e un'attività costanti e soprattutto dedicate unicamente alla questione 'Ferrosilana', conseguentemente ai tanti impegni associativi che quotidianamente riguardano i pochi membri di 'Ferrovie in Calabria' relativamente alle questioni ferroviarie di tutta la Regione Calabria, che siano regionali, a lunga percorrenza o turistiche! (ricordiamo che siamo stati proprio noi a promuovere ed avviare il ritorno dei treni speciali sulla rete delle Ferrovie della Calabria!)
Nonostante questo, anche la nostra piccola Associazione ha provato a dare il suo contributo a favore della salvaguardia della Ferrovia della Sila, impegnandosi direttamente con l'Assessorato ai Trasporti della Regione Calabria, immediatamente dopo la pubblicazione, per la modifica della D.G.R. n. 380/2013, che prevedeva la sdemanializzazione della ferrovia Silana, sul tratto da Camigliatello a San Giovanni in Fiore e proponendo quanto meno il prolungamento del tratto 'protetto' fino a San Nicola Silvana Mansio, stazioncina nel cuore della Sila classicamente utilizzata come termine corsa dei treni turistici delle Ferrovie della Calabria negli ultimi anni di attività del servizio turistico silano (ne abbiamo parlato qui). Ci piace pensare perciò che il primo traguardo recentemente raggiunto, seppur ancora minimo, di limitare la "dismissione" al tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore (vedi pagina 7 del documento) possa essere stato anche frutto del nostro lavoro, oltre ovviamente che di quello più costante ed 'agguerrito' del Comitato di Don Emilio.
Dismissione che si spera possa essere evitata sull'intera tratta fino a San Giovanni in Fiore, ma che anche in caso di decisione irreversibile, ricordiamo che non significherebbe automaticamente uno smantellamento della tratta ferroviaria interessata e quindi l'addio al servizio turistico.

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Prima di approfondire la nostra proposta, una premessa è d'obbligo. Un servizio ferroviario turistico 'ordinario', sul tratto Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio e viceversa, all'occhio dell'appassionato, potrebbe apparire come una sorta di "giostra" fine a se stessa, su un tratto tutto sommato breve (12 km circa): un progetto che potrebbe quasi apparire come di facciata, senza un ampio respiro.
In realtà, la verità è molto semplicemente un'altra, ed è sempre la ben nota questione economica!
I costi di effettuazione di un'andata e ritorno con treno a vapore, non sono certamente irrisori, specialmente in estate, quando si rende necessario il supporto di un convoglio anti-incendio: sicuramente sono molto minori rispetto ad un'analoga iniziativa su rete RFI con materiale rotabile storico di Trenitalia, ma pur sempre non trascurabili. La tratta Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, abbastanza favorevole dal punto di vista plano-altimetrico, fortemente attrattiva a livello paesaggistico, oltre che interessata dai flussi turistici gravitanti attorno Camigliatello, permette infatti di mantenere un servizio ferroviario turistico poco costoso, e soprattutto quasi ordinario, con corse fisse aperte al pubblico, e non solo riservate e su richiesta da parte di gruppi ed associazioni.
Ma attenzione: poco costoso sì per l'azienda, ma automaticamente (e principalmente!) poco costoso anche per coloro che andranno a viaggiare a bordo del trenino a vapore! Superare i 25 o addirittura i 30 euro a persona, nonostante l'emozione di un'esperienza unica, immersi in un bellissimo contorno paesaggistico e culturale, potrebbe portare ad una scarsa frequentazione dei treni storici trainati dalla sbuffante vaporiera 353, con immediato fallimento dell'iniziativa. Il breve tratto Camigliatello - San Nicola, consente di mantenere costi accessibili principalmente per i potenziali utenti, portando così ad un successo certo del progetto. Non a caso è quello che già accadeva fino a qualche anno fa.
Eventi promozionali a parte, un treno speciale a vapore da Cosenza a Rogliano (23 km), o da San Nicola Silvana Mansio a San Giovanni in Fiore (17 km), considerando inoltre che in entrambi i tratti sono presenti non poche livellette (che quindi porterebbero a maggiori consumi), inizierebbe perciò ad essere insostenibile se si dovesse pretendere di coprire i costi interamente con le quote dei partecipanti... a meno che non ci si rivolga a comitive estere o a grandi associazioni, più propense a spendere cifre anche superiori a 30€ a persona per il solo viaggio in treno, rispetto ad un italiano o peggio ancora un calabrese, che ha ancora il suo bel da fare per fronteggiare la crisi economica.
L'unica possibilità, che secondo il punto di vista di Ferrovie in Calabria non va assolutamente sottovalutata, per poter garantire il mantenimento di un servizio turistico ordinario o, più realisticamente, con treni speciali dedicati (nello specifico a San Giovanni in Fiore, ma vale anche per la tratta Cosenza - Rogliano), è quella di richiedere un aiuto economico ad enti pubblici e/o privati. E' chiaro che uno sponsor disposto a contribuire alle spese di gestione dei treni storici, consentirebbe un abbassamento dei costi gravanti su ogni partecipante al convoglio, aumentando così le possibilità di successo di tali iniziative. Esempio: riportare i treni a vapore a San Giovanni in Fiore, porterebbe ad un risultato positivo immediato sui flussi turistici e quindi sull'economia della città. Perchè, allora, lo stesso Comune non dovrebbe contribuire economicamente alla realizzazione di questa iniziativa, se ha a cuore il futuro turistico, demografico e delle attività commerciali del proprio territorio?
A livello infrastrutturale, invece, a seguito della sdemanializzazione, si potrebbe pensare di investire parte del ricavato del servizio turistico Camigliatello - San Nicola Silvana Mansio, per intervenire sul risanamento della sede ferroviaria: per fortuna, nel tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore, oltre ai sicuramente notevoli interventi di disboscamento e recupero dell'infrastruttura, non dovrebbero essere necessari importanti (e costosi) lavori di ricostruzione rilevati o opere d'arte.
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In occasione dell'incontro tra Comitato, Ente Parco, Ferrovie della Calabria, Regione Calabria e comune di S.Giovanni in Fiore, tenutosi lo scorso 13 maggio, da parte del consigliere regionale Fausto Orsomarso è giunta anche un'ulteriore proposta relativa al recupero di finanziamenti per il ripristino della ferrovia fino a San Giovanni in Fiore (da Camigliatello a S.Nicola Silvana Mansio, si parla di una spesa relativamente contenuta, stimata in alcune centinaia di migliaia di €, in ogni caso al momento non ancora disponibili). La via proposta da Orsomarso sarebbe quella relativa all'utilizzo di fondi europei per la mobilità: un'idea validissima, indubbiamente, ma che - facciamo notare senza mezzi termini - in Calabria viene "riciclata" da anni, in ogni campo, senza però alcun risultato. L'utilizzo di fondi europei può potenzialmente cambiare il volto e l'economia di una regione o di determinate aree di essa, ma ha bisogno di impegno, costanza e soprattutto di figure capaci di stilare progetti ed attrarre questi fondi comunitari, che puntualmente vengono perduti dalla nostra regione.
Le proposte e le possibilità, perciò, non mancano di certo: la sdemanializzazione riteniamo che non vada considerata automaticamente come una "promessa di smantellamento" della ferrovia. Lo smantellamento e l'abbandono alla speculazione lo si rischia solo perdendo le speranze: le intenzioni di Ferrovie della Calabria riteniamo siano più che positive, ma come scritto qualche rigo più in alto, non si può prescindere, purtroppo, dallo scontrarsi con le questioni economiche. L'Associazione Ferrovie in Calabria rinnova la propria disponibilità alla collaborazione con il Comitato per la salvaguardia della ferrovia Silana, visto che i fini delle due associazioni sono i medesimi, ribadendo che soltanto chi opera a livello locale può spronare la istituzioni e la comunità, facendo comprendere l'importanza economica e sociale di una simile infrastruttura.

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