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La forza dell'associazionismo, la forza di chi crede nel cambiamento della Calabria, passa attraverso la passione di molti (ma mai abbastanza) calabresi attivi nel campo del sociale. Tino Marino è uno di essi: dipendente di RFI, grande appassionato e conoscitore del mondo e della tecnica ferroviaria. Da tre anni membro dell'Associazione Ferrovie in Calabria, per la quale ha organizzato numerosi eventi (uno tre tutti, il benvenuto al Frecciargento Sibari - Bolzano lo scorso 1 settembre 2019), e contribuito all'organizzazione di altrettante iniziative di promozione e diffusione della cultura del trasporto ferroviario in Calabria. 
Ma la sua passione non si ferma qui: da anni Tino è anche membro dell'Associazione Basta Vittime sulla SS 106, e componente del direttivo. Oggi, è stato eletto Presidente di questa Associazione che tra infinite battaglie ed attivismo, sta riuscendo a raggiungere quel tanto atteso obiettivo di rinnovamento e messa in sicurezza della Strada Statale 106, conservando allo stesso tempo la memoria delle purtroppo tantissime vittime di incidenti stradali, su una delle arterie viarie più pericolose d'Italia. 
L'Associazione Ferrovie in Calabria e l'Associazione Basta Vittime sulla SS 106, hanno sempre condotto in parallelo le proprie battaglie: in parallelo proprio come la Ferrovia Jonica e la Strada Statale 106, due vie di comunicazione unite, per decenni, dallo stesso destino di abbandono e disinteresse da parte delle istituzioni. Due vie di comunicazione che però, molto spesso, si intersecano, attraverso sottopassi e sovrapassi: esattamente come la collaborazione tra le due associazioni, che non potrà che rinforzarsi ulteriormente. Parleremo con una sola voce, non solo alle istituzioni regionali, ma sempre di più anche a quelle nazionali ed europee, al fine di raggiungere, dopo lunghi anni di promesse non mantenute e risorse dirottate altrove, l'obiettivo di veder elettrificata integralmente la Ferrovia Jonica con conseguente ripristino di collegamenti a lunga percorrenza, e quello di poter contare su un'arteria stradale moderna e sicura su tutta la fascia jonica, che darebbe peraltro un forte impulso ad una intermodalità gomma/ferro oggi assente. Senza dimenticare il fortissimo sostegno da parte dell'Associazione Basta Vittime sulla SS106 alle nostre battaglie relative al potenziamento dei servizi ferroviari regionali sulla Ferrovia Jonica, al fine di ridurre il volume di traffico veicolare sulla Statale 106, riducendo di conseguenza i fattori di rischio di incidentalità stradale.
Il Direttivo dell'Associazione Ferrovie in Calabria, quindi, si congratula con Tino Marino per la nuova, prestigiosa nomina, e saluta con affetto, ringraziandolo per le battaglie condotte - e che continuerà a condurre - con caparbietà, passione e competenza in questi anni, il nostro grande amico Fabio Pugliese, da oggi ex Presidente di Basta Vittime sulla SS 106. 

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Da domani torna la disponibilità del 100% dei posti a sedere su treni e autobus del trasporto regionale in Emilia Romagna, mentre il Veneto si appresta a farlo, a seguito delle prime dichiarazioni del Presidente Zaia di qualche giorno fa. Dalle notizie che ci giungono e da quanto si evince dalla delibera di giunta n.120 del 25/06/2020, chiaramente, l'annullamento del "distanziamento sociale" a bordo dei servizi di trasporto pubblico locale emiliano-romagnolo, non significa un ritorno alla normalità pre-Covid.  In particolare, sui mezzi pubblici si potrà derogare all’obbligo del distanziamento interpersonale di 1 metro ma restano l’uso della mascherina per tutti i passeggeri e una adeguata igienizzazione delle mani o, in alternativa, l’uso dei guanti, oltre ad alcune ulteriori misure specifiche: dall’informazione adeguata sulle norme igienico-comportamentali da adottare e il divieto di usare i mezzi in presenza di segni/sintomi di infezioni respiratorie acute (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria). E poi entrata e uscita dei mezzi restano separate e va garantito il ricambio dell’aria in modo costante, attraverso gli impianti di condizionamento e mediante l’apertura prolungata delle porte esterne nelle soste, con pulizia a impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo. Va inoltre prevista una pulizia periodica e una disinfezione dei mezzi con particolare riferimento alle superfici toccate più di frequente e ai servizi igienici, come previsto dal protocollo del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità. 

Insomma, provvedimenti che garantiscono una elevatissimo grado di sicurezza, ovviamente proporzionati ad un momento in cui il Covid-19, grazie anche al distanziamento sociale e al lockdown degli scorsi mesi, batte in ritirata anche nelle Regioni maggiormente interessate dalla diffusione dell'pidemia. E l'Emilia Romagna è stata proprio una di quelle maggiormente colpite, dopo la Lombardia. 
Ma del resto, era prevedibile che anche per il trasporto terrestre, si sarebbe giunti a ciò, visto e considerato che già da alcune settimane i voli aerei sono tornati a viaggiare a pieno carico (diversamente, numerose compagnie aeree avrebbero anche rischiato il fallimento). Peraltro, nel caso del trasporto pubblico locale, il fattore di rischio contagio, legato al ritorno della disponibilità del 100% dei posti a sedere, è paragonabile a quello dell'aereo proprio per i tempi di viaggio relativamente minimi rispetto, ad esempio, ad un treno a lunga percorrenza. 

E la Calabria? Incredibilmente la Calabria, nonostante sia stata la Regione meno colpita dall'epidemia, e continui per fortuna ad esserlo, non solo continua a mantenere le misure di distanziamento sociale a bordo dei servizi di trasporto pubblico locale, ma gli stessi non sono neanche stati ripristinati al 100%! Nel caso del servizio ferroviario regionale di Trenitalia, l'offerta risulta attualmente ripristinata attorno all'80%, con mancanza di collegamenti fondamentali, anche in ore di punta. Insomma, mentre la vita e le attività lavorative sono tornate pressochè alla normalità, e timidamente inizia anche a ripartire l'economia turistica, treni locali e autobus - ovviamente su indirizzo regionale - continuano a circolare in forma ridotta, per numero di corse e per numero di posti a sedere disponibili.
Emblematico il caso di Ferrovie della Calabria: a bordo dei treni, i posti a sedere occupabili sono solo il 25%, differentemente dal 50% di quelli di Trenitalia! Indubbiamente questa scelta è stata legata alla diversità del materiale rotabile, a scartamento ridotto nel caso di Ferrovie della Calabria, con una sagoma minore e posti a sedere la cui struttura non garantiva la distanza interpersonale di 1 metro anche nel caso dell'occupazione a scacchiera degli stessi. La stessa problematica riguarda anche il trasporto pubblico locale su gomma, di tutti gli operatori calabresi: un bus è ancora occupabile a non più del 25% dei posti a sedere! Idem per i servizi ferroviari turistici, con il Treno della Sila ovviamente impossibilitato a ripartire (e le richieste da parte di gruppi organizzati e singoli continuano a giungere a decine, ogni giorno, alla nostra Associazione ed alle Ferrovie della Calabria), nonostante le vetture siano già state attrezzate con dispenser di igienizzante per mani a bordo treno...ma soprattutto, nonostante si tratti di carrozze storiche tutte dotate di finestrini completamente apribili, così come apribili sono le porte di entrata/uscita anche con treno in corsa (visto che le stesse affacciano sui terrazzini esterni protetti da cancelletti e non al di fuori della carrozza), senza contare i tempi di viaggio minimi sulla tratta Moccone - San Nicola Silvana Mansio.

Sicuramente nel momento di maggiore crisi sanitaria, tutte queste restrizioni non solo erano utili a frenare la diffusione del Covid-19, ma erano necessarie e indiscutibili: ma adesso, probabilmente, non più. A nostro parere, è arrivato il momento di seguire la strada intrapresa dall'Emilia Romagna, e che presto sarà seguita da Veneto ed altre Regioni. Probabilmente la Calabria, vista e considerata la situazione sanitaria decisamente meno preoccupante, e visto e considerato che non esistono casi di treni o bus sovraffollati o comunque mai con un numero di persone elevatissimo come nelle tratte ad alta frequentazione pendolare del centro/nord Italia, ci saremmo aspettati fosse la prima a ripristinare per lo meno l'occupabilità del 100% dei posti a sedere, fermo restando il mantenimento di tutte le altre precauzioni (mascherina obbligatoria, igienizzanti a bordo treno, ricambio aria, contingentamento dei saliti e discesi, sanificazioni), da applicare ovviamente non solo ai treni e bus regionali, ma anche al servizio turistico del Treno della Sila.. 
Diversamente, rimanendo in questo stato, ne farà le spese la sostenibilità - già di per sè precaria - del sistema di TPL, e soprattutto si crea grave danno all'utenza, costretta a fare la scelta peggiore: l'abbandono del mezzo pubblico in favore dell'auto, con tutte le ben note ricadute ambientali e di incidentalità stradale. Auspichiamo che le istituzioni regionali calabresi prendano al più presto provvedimenti a riguardo, in primis per quanto riguarda il ripristino di tutte le corse ferroviarie e su gomma che ancora risultano sospese. 

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Uno dei settori maggiormente colpiti dall'emergenza Covid-19, è stato indubbiamente quello dei trasporti, ovviamente viaggiatori in primis. Inaspettatamente, nel mondo del trasporto su rotaia, se il crollo dell'utenza a bordo dei treni è stato nell'ordine del 90%, lo stesso non si può dire del traffico merci, che proprio "grazie" a questa emergenza ed ovviamente alla maggiore disponibilità di tracce orarie, sta crescendo ogni giorno di più, con numeri da record di Mercitalia Rail.
Ma i viaggiatori, per ovvi motivi, non sono spariti solo dai treni del trasporto regionale, lunga percorrenza ed alta velocità: di fatto, il turismo ferroviario è allo stato attuale totalmente fermo, con i treni storici sospesi su tutto il territorio nazionale. Treno della Sila, chiaramente, incluso: noi di Associazione Ferrovie in Calabria non siamo certo fermi, poiché siamo in contatto costante con le maestranze e con i quadri aziendali di Ferrovie della Calabria srl, seguendo giorno dopo giorno le direttive governative nazionali e regionali, al fine di immaginare una possibile ripartenza. Una ripartenza che, scontato dirlo, non potrà certo ricalcare esattamente il periodo pre-Covid, per lo meno finchè il Coronavirus non sarà definitivamente sconfitto attraverso vaccini e cure certe. Distanziamento sociale, mascherine e sanificazioni approfondite dopo ogni corsa, anche sul Treno della Sila, dovranno essere la base per la ripartenza, assieme ad altri provvedimenti che dovranno essere indicati dagli organi preposti in tema sanitario. 
In ogni caso, se nel mese di giugno la "fase 2" entrerà nel vivo, da come sembrerebbe, con la ripartenza delle attività commerciali e del turismo (seppur interno alla stessa regione), non ci faremo trovare impreparati, per offrire ai cittadini calabresi un servizio ferroviario turistico che per eccellenza rappresenta un momento di svago, piacere e libertà, apprezzabile a maggior ragione oggi, in questo periodi di necessarie limitazioni agli spostamenti ed alla vita che abbiamo condotto fino a qualche mese fa. In tutto ciò, non va dimenticata la sostenibilità economica del servizio, a maggior ragione in questo particolare periodo storico: i costi andranno ridotti al minimo (considerando che, molto probabilmente, il numero di posti a sedere occupabili sarà dimezzato per garantire il distanziamento sociale), e grazie alla costante collaborazione con Ferrovie della Calabria srl, a seguito di apposito corso di formazione tenutosi a inizio anno, daremo il nostro contributo attraverso il presenziamento dei Passaggi a Livello e dei terrazzini delle vetture. E non dimentichiamo, inoltre, il rotabile ferroviario che per eccellenza, neanche a farlo apposta, crea di per sé distanziamento sociale: il ferrociclo! A bordo di un ferrociclo, tra l'altro totalmente open air, possono salire massimo 4 persone, che potrebbero benissimo diventare solo 2. Riprendere il progetto lanciato e finanziato sulle Ferrovie Taurensi, iniziando dalla tratta Seminara - Palmi - Gioia Tauro (sulla quale abbiamo anche effettuato un test del nostro prototipo di Ferrociclo), non dovrebbe rappresentare un grande difficoltà. 
Se il momento che stiamo vivendo è difficile ed anche notevolmente tragico, bisogna comunque trovare delle apposite soluzioni affinché ciò che con tante difficoltà è stato costruito in questi anni, non vada disperso. 
A tal proposito, infatti, rilanciamo la lettera inviataci da AMODO - Alleanza per la Mobilità Dolce e FIFTM - Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali alla quale l'Associazione Ferrovie in Calabria è confederata: un documento che faremo pervenire anche agli assessori regionali alle infrastrutture ed al turismo, rispettivamente Domenica Catalfamo e Fausto Orsomarso, facendoci portavoce dei nostri rappresentanti nazionali del mondo della mobilità dolce e turismo ferroviario, quotidianamente impegnati nella difesa e nella promozione di un settore fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese.



Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini
Alla Ministra per le Infrastrutture ed i trasporti Paola De Micheli
Al Ministro per l’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa
Alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina
Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo
Al Presidente del Comitato di esperti economico e sociale presso la Presidenza del Consiglio Dott. Vittorio Colao
Ai Presidenti delle Regioni
Al Presidente dell’ANCI Antonio Decaro

Ripartire dalla mobilità dolce e dal turismo sostenibile, vivendo la natura ed i piccoli borghi
Le proposte e le richieste della Alleanza Mobilità Dolce per la fase due della emergenza coronavirus di riavvio delle attività per la mobilità dolce ed il turismo. 22 aprile 2020

L’emergenza covid19 che stiamo vivendo sta cambiando la mobilità, il turismo, l’accoglienza, il lavoro, costringendoci a vivere a distanza per tutelare la salute e la diffusione della pandemia.
Quando entreremo nella fase due della ripartenza, per molti mesi se non anni, questa distanza resterà necessaria e questo avrà forti impatti sui servizi di mobilità delle persone, sull’offerta turistica di massa, sul tempo libero, sugli spazi delle nostre città, sulla fruizione della natura, oasi e parchi.
L’emergenza Coronavirus costituisce un duro colpo anche per il turismo, con un crollo complessivo in tutto il mondo dell’intera filiera: dal sistema di accoglienza, le professioni turistiche, l’editoria di viaggio, artigianato artistico, ristorazione, produzioni di qualità, sistemi museali, fruizione del patrimonio ed attività culturali.
Ha colpito anche la mobilità dolce come i cammini, le escursioni e trekking, le pedalate in bicicletta, le ferrovie turistiche, il turismo responsabile, la fruizione di parchi ed oasi, le visite verso i piccoli borghi: un sistema che stava muovendo i suoi primi passi e che, per questa emergenza sanitaria, rischia di tornare al punto di partenza.
Una crisi che produrrà una forte disoccupazione, crisi economica, fallimenti e chiusura di imprese, su cui è indispensabile intervenire con misure straordinarie ed immediate di sostegno.
Anche l’intero sistema di mobilità collettivo su treni, metropolitane, tranvie, autobus, sarà soggetto a forti restrizioni di accesso, distanziamento, controlli, per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, con il rischio di una forte riduzione dell’offerta e dell’incremento dei costi, a cui serve porre rimedio con incentivi, progetti, innovazioni di servizio e risorse dedicate.
Vi è il rischio concreto che la crisi di offerta del trasporto collettivo si traduca per il tempo libero e il turismo, oltre che per la mobilità urbana, nell’aumento del traffico motorizzato, che per il nostro paese vede già livelli insostenibili di congestione ed inquinamento dell’aria.
Va rammentato che autorevoli studi su questa emergenza sanitaria mondiale hanno indicato come la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità, lo sfruttamento degli animali e delle risorse naturali, l’amplificazione dei fenomeni estremi dovuti ai gas serra, il degrado della salute delle persone dovute all’inquinamento dell’aria, come concause che hanno alimentato il fenomeno.
Una crisi globale come questa deve indurre dunque una riflessione e messa in discussione dell’attuale sistema insostenibile, promuovendo un modello dove salute, equità, ambiente e lavoro siano in profondo equilibrio tra di loro.

Una proposta concreta per la ripartenza del Paese
Per questo riteniamo che la ripartenza dei prossimi mesi, che avrà bisogno di ingenti risorse pubbliche per essere avviata, non dovrà ripristinare i limiti ed errori del passato, ma avrà bisogno di forte innovazioni ispirandosi al green deal europeo, per una Italia capace di futuro.
In questa ripartenza anche il ruolo del volontariato, delle cooperative di comunità, delle piccole imprese locali, dovrà essere adeguatamente sostenuto come una necessaria rete diffusa di sostegno, coesione ed animazione sul territorio.
Riteniamo che tra le soluzioni adeguate ed immediate per il riavvio delle attività in Italia nel campo del turismo e della mobilità sostenibile, vi sia il sostegno alle attività all’aria aperta, alla mobilità dolce a piedi ed in bicicletta, al turismo sostenibile, i piccoli comuni, nelle aree di
appennino e montagna, nei parchi e nelle oasi naturali. Un turismo quindi anche di prossimità per conoscere la bella Italia, spesso stando vicini a casa.
Puntare sul turismo non solo individuale ma anche di piccoli gruppi, costituito da persone che spesso si conoscono, che possono facilmente condividere regole e buone pratiche, per famiglie, per le scuole, per attività salutari utili anche per mantenersi in forma e in buona salute come prevenzione dalle malattie.
Un turismo orientato prioritariamente alla visita dei piccoli borghi, di aree interne poco conosciute, aree rurali e appenniniche, dei parchi naturali ed oasi protette, lungo cammini e vie storiche, ciclovie e strade a basso traffico, nei luoghi dell’enogastronomia di qualità. E che potrebbe costituire la premessa per dedicare nei prossimi anni, da parte del Mibact come Anno del Turismo in Appennino.
Un turismo dolce che deve integrarsi con l’offerta di treni turistici dedicati e ferrovie locali delle aree interne, con il servizio pubblico e privato di autobus, dove ogni offerta di trasporto e nelle stazioni dovrà essere attrezzata anche per il trasporto delle bici e necessariamente adeguata per rispettare misure di distanziamento e controllo degli accessi decise dalle autorità.
Anche alberghi, ostelli, spazi di accoglienza lungo cammini e ciclovie, ristoranti, assistenza di viaggio, ciclofficine, punti di informazione, guide turistiche ed ambientali, dovranno adottare misure per la sicurezza dei viaggiatori e dei camminanti per distanziamento sociale, con sistemi di prenotazione e gestione basati sui servizi online e la digitalizzazione.
Questo sostegno e slancio per lo slow tourism richiede il coinvolgimento dei territori, delle Regioni, delle Unioni Montane, dei piccoli Comuni, delle Province, degli Enti gestori di parchi, delle associazioni di volontari ed esperti del settore, delle imprese pubbliche e private coinvolte nell’offerta di mobilità e turismo dolce. L’obiettivo deve essere una offerta semplice e chiara per viaggiatori e turisti, con misure di sostegno immediate e di medio periodo, di seguito elencate.

Strumenti necessari per sostenere il turismo e la mobilità dolce
1 Aiuto immediato e risorse economiche alle imprese, aziende e lavoratori del settore per superare l’emergenza. Risorse, incentivi e agevolazioni per l’adeguamento e la qualificazione dell’offerta turistica, delle reti di mobilità dolce e dei servizi di accoglienza per garantire il distanziamento sociale

2 Sostegno agli Enti del Terzo Settore (ETS) e del Volontariato mediante lo sblocco delle erogazioni dei contributi già stanziati da parte dei Ministeri su bandi chiusi e rendicontati. Agevolazioni, sostegno ed incentivi alle attività degli Enti del Terzo Settore e del Volontariato che operano nella valorizzazione di cammini, vie storiche, percorsi di mobilità lenta anche urbani, ciclovie, ferrovie turistiche, turismo responsabile. Incentivi e agevolazioni per l’editoria legata alla diffusione dei percorsi di mobilità dolce e per le guide escursioniste ed ambientali.

3 Investimenti, progetti mirati e procedure snelle per accelerare la realizzazione del sistema delle Ciclovie Turistiche Nazionali e delle greenways, attuando la legge 2 del 2018 per la mobilità in bicicletta. Integrazione fra la Rete Ciclabile e le altre reti di interesse nazionale e locale, con attenzione alla rete dei cammini e dei sentieri, alle ferrovie turistiche e ai percorsi fluviali, lacustri e costieri, con conseguente adeguamento strutturale dei mezzi di trasporto su gomma, su ferro e su acqua.

4 Investimenti per realizzare il sistema nazionale dei Cammini e delle Vie storiche, aggiornando l’Atlante dei Cammini, con incentivi per l’adeguamento tecnologico rispetto alle regole di distanziamento sociale. Valorizzazione di sentieri, cammini, trekking, passeggiate ed escursioni, curando la manutenzione, la segnaletica, la connessione digitale, con la promozione, assistenza e servizi di accoglienza.

5 Investimenti per la realizzazione di treni e ferrovie turistiche recuperando il patrimonio esistente e quello sospeso, con la piena attuazione delle Legge 128 del 2017, che prevede anche la sperimentazione del ferrociclo. Norma che va semplificata nei regolamenti, attuata con esercizio in sicurezza snello ed economico, con un significativo apporto del volontariato qualificato, adeguata con le misure previste per il distanziamento sociale. Resta fondamentale il potenziamento e adeguamento dell’offerta di trasporto ferroviario, come asse fondamentale per la mobilità sostenibile.

6 Potenziamento dell’accoglienza lungo le reti di mobilità dolce con agevolazioni, conferimenti e comodati gratuiti, utilizzando il patrimonio esistenti come caselli, stazioni ferroviarie, depositi, patrimonio industriale dismesso, rigenerandoli e utilizzando i manufatti esistenti. In particolare, investimenti e agevolazioni a sostegno dell’ospitalità low cost in ordine alla sanificazione e nuovi allestimenti di distanziamento sociale.

7 Progettare le reti dei cammini e ciclabilità (anche urbana), i percorsi di mobilità dolce e le ferrovie turistiche, per rafforzare e ricucire le reti ecologiche e come occasione per il miglioramento microclimatico e ambientale, di fruizione privilegiata dei paesaggi e dei siti di maggior interesse. Ripensare al progetto di paesaggio come strumento necessario al ridisegno degli spazi pubblici, valorizzando professionalità adeguate.

8 Digitalizzazione, connessioni efficaci per piccoli borghi e comuni, aree interne e montane, parchi e percorsi di mobilità dolce per favorire una fruizione su prenotazione ed in sicurezza. Ma anche per consentire lo smart working come forma di restanza e riducendo pendolarismo ed abbandoni dei territori interni. Sostegno ai Parchi Naturali ed Oasi per consentire l’adeguamento delle infrastrutture di accesso digitale per prenotare le visite, per adeguare l’accoglienza ed i servizi al distanziamento sociale.

9 Sostenere la domanda turistica con i Buoni Vacanza, in particolare per le fasce di reddito più basse, tenendo presente che questa crisi provocherà l’impoverimento di gran parte della popolazione italiana, che potrebbe limitare fortemente la spesa per il turismo.

10 Programmare progetti e visite per il turismo sostenibile e la mobilità dolce da parte del sistema scolastico, con attività di formazione a partire già dal prossimo anno, al fine di promuovere nelle giovani generazioni la conoscenza attiva e partecipata del patrimonio culturale e ambientale italiano.

11 Campagne di promozione pubblica, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione, per promuovere la mobilità e turismo dolce, con gli itinerari, i sentieri, i piccoli comuni e borghi, parchi ed oasi, cammini, ciclovie, treni turistici, per vivere e viaggiare nella bellezza del paesaggio italiano.

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In un periodo davvero molto buio per l'Italia e la Calabria, in piena emergenza Coronavirus, dalla nostra regione arriva comunque una buona notizia: la nuova giunta Regionale, con Jole Santelli Presidente, oggi è stata completata. Nello specifico, l'Associazione Ferrovie in Calabria invia le proprie congratulazioni a Domenica Catalfamo, nuovo Assessore alle Infrastrutture, lavori pubblici, trasporti e urbanistica oltre che pari opportunità, ed a Fausto Orsomarso, Assessore allo Sviluppo economico, industria, piccola e media impresa, Attività turistiche, internazionalizzazione, Politiche e mercato del lavoro, Infrastrutture immateriali, innovazione tecnologica. 
Trasporti e Turismo sono due settori che, come ben sappiamo, in una Regione come la Calabria, non possono che viaggiare...sullo stesso binario: passato, si spera al più presto, questo periodo di emergenza, riteniamo sia necessario proseguire, e con maggiore incisività visto il momento storico, nelle azioni mirate al potenziamento infrastrutturale e dei servizi ferroviari calabresi, sia di trasporto pubblico locale che a lunga percorrenza, affinchè la nostra Regione possa finalmente uscire da un isolamento atavico che l'ha oppressa economicamente e socialmente. Dove c'è ferrovia (e soprattutto dove esiste un'integrazione reciproca con i trasporti su gomma, aerei e marittimi), c'è vita: lo dimostrano anche Regioni vicine alla nostra Calabria, come Puglia e Campania, dove una seria "cura del ferro" e di integrazioni gomma/ferro, hanno portato ad una crescita esponenziale anche dei flussi turistici (basti pensare all'incredibile successo del Frecciarossa estivo Sapri - Milano Centrale, che da ultime notizie sembra diventi addirittura giornaliero). 
Ma in Calabria stessa, del resto, sono sotto gli occhi di tutti i numeri incredibili del Frecciargento Sibari - Bolzano: un servizio ferroviario nato grazie ad un notevole investimento economico da parte della Regione Calabria, ma la cui vendita dei biglietti è stata tale da portarlo in sovracompensazione. Ovvero, in futuro non sarà più necessario alcun finanziamento pubblico (o lo sarà in forma minore) per garantire la sostenibilità economica di questo servizio ad Alta Velocità che, non dimentichiamo, proseguirà a sud di Sibari una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica fino a Crotone/Catanzaro Lido, e che dovrebbe inoltre servire Cosenza attraverso la fermata di Settimo di Montalto, promessa da RFI a fine 2019 (doveva essere realizzata in 1 mese, utilizzando piattaforme prefabbricate), ma non ancora realizzata e per la quale risulta di estrema urgenza un'accelerazione delle procedure di avvio dei lavori di costruzione.
Relativamente alla Ferrovia Jonica, dorsale ferroviaria di estrema importanza e sulla quale solo da pochi anni è in corso un investimento senza precedenti anche per l'elettrificazione in corso, riteniamo sia importante tornare a focalizzare le attenzioni: se infatti tra Sibari e Catanzaro Lido, oltre che sulla trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, finalmente entro un paio di anni si viaggerà in trazione elettrica, sulla tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo, a servizio del soveratese e della locride, manca ancora il finanziamento (stimato attorno ai 150 milioni di Euro) che renderebbe possibile il completamento dell'elettrificazione sull'intero corridoio Jonico. 
Sulla Ferrovia Jonica non si dimentichi inoltre che, in questo caso a costo zero, potrebbe essere ripristinato fin da subito il collegamento InterCity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale, passante per Roccella Jonica, Catanzaro Lido, Crotone, Sibari e Taranto, semplicemente unificando l'attuale coppia di treni InterCity 562/559 Reggio C. Centrale - Taranto e ritorno, con l'InterCity Notte 758/765 Lecce - Taranto - Bari Centrale - Milano Centrale.
Ridare dignità alla Ferrovia Jonica, però, non significa certo dimenticarsi del Corridoio Tirrenico, fondamentale per il traffico merci che potrebbe svilupparsi con le nuove prospettive che si aprono sul Porto di Gioia Tauro, ma anche per l'incremento dei servizi ad Alta Velocità, diretti verso il Nord Italia: da anni chiediamo infatti il prolungamento di un collegamento Frecciarossa Milano Centrale - Salerno, fino a Reggio Calabria Centrale, sulla traccia oraria dei già esistenti Frecciabianca Reggio Calabria Centrale - Roma Termini: bisogna operare in modo incisivo, assieme al Governo nazionale, affinchè, per lo meno, si realizzi il progetto di Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria Centrale, che porterebbe alla riduzione di circa un'ora nei tempi di percorrenza dei treni Frecciargento tra Reggio Calabria e Roma Termini. Quel che è certo, però, è che i 3 miliardi di Euro annunciati dal Governo Conte, proprio per la realizzazione dell'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, difficilmente basterebbero per ridurre i tempi di percorrenza di un'ora. Si pensi solo che, la variante Sapri - Ogliastro, imprescindibile per la riduzione dei tempi di percorrenza, ha un costo di circa 3,7 miliardi di Euro, per un tempo di percorrenza ridotto di circa 20 minuti rispetto agli attuali. 

Ma la nostra Terra possiede anche una grandissima potenzialità, purtroppo poco sfruttata e per molti versi malamente gestita: parliamo di Ferrovie della Calabria srl. Erede delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su ferro, si trova oggi a gestire, con una miriade di difficoltà logistiche che portano quotidianamente alla soppressione di numerosi treni, soltanto le tratte Catanzaro Lido - Catanzaro Città, Catanzaro Città - Soveria Mannelli e Cosenza - Rogliano. Da alcune settimane tra l'altro il servizio è stato retrocesso da Marzi a Rogliano, con ulteriore perdita di km gestiti su rotaia. L'unica buona notizia, di questi ultimi giorni, è che finalmente, dopo 10 anni, si è tornato a lavorare sulla tratta sospesa all'esercizio tra Soveria Mannelli e Marzi, per la messa in sicurezza dei movimenti franosi di Scigliano e Carpanzano, al fine di ripristinare la continuità dell'intera linea Catanzaro - Cosenza.
Per non parlare delle Ferrovie Taurensi, sospese all'esercizio tra il 2010 ed il 2011, e potrebbero rappresentare una validissima metropolitana di superficie per la Piana di Gioia Tauro, se convertite in moderne tramvie extraurbane, proposta che stiamo portando avanti da alcuni anni assieme al Comitato Pro Taurensi: un obiettivo al quale si deve aspirare, e nel frattempo, per mantenere in condizioni minime di pulizia e percorribilità le due linee ferroviarie, stiamo portando avanti un interessante progetto di utilizzo di ferrocicli a scopi turistici sulle linee taurensi, iniziando dalla Gioia Tauro - Palmi.
Ma Ferrovie della Calabria significano anche Treno della Sila: una delle nostre più grandi battaglie vinte nel 2016, quando l'8 agosto finalmente ritornava a sbuffare la gloriosa FCL 353 tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio, sulla Ferrovia Silana, che nel frattempo diventava anche Ferrovia Turistica riconosciuta a livello nazionale, all'interno della Legge 128/2017, e che gradualmente andrà ripristinata per intero tra Cosenza e San Giovanni in Fiore. Il successo del Treno della Sila è sotto gli occhi di tutti: il nostro portale di booking dedicato ai treni turistici, www.railbook.it, ha fatto conoscere questo importante servizio ferroviario turistico su rotaia in tutto il mondo, al punto che in alcuni treni speciali da noi organizzati, c'è stata una massiccia presenza di turisti ed appassionati provenienti dall'estero, addirittura dal Giappone. L'Associazione Ferrovie in Calabria, divenuta Associazione di Promozione Sociale, organizza i treni turistici in collaborazione con Ferrovie della Calabria, grazie ad una convenzione in vigore tra l'Associazione e l'azienda di trasporto pubblico locale, costruita sulla base dei dettami della Legge 128/2017, che prevede una costante cooperazione tra imprese ferroviarie ed associazioni di settore, per rendere sostenibile il servizio turistico su rotaia: nel nostro caso, peraltro diventato esempio virtuoso in Italia, l'Associazione ha investito i proventi dell'organizzazione di treni turistici e dedicati alle scolaresche, nella realizzazione di un impianto di audiodiffusione e wi-fi, in corso di installazione sulle carrozze del Treno della Sila, oltre che nella costruzione del primo prototipo di ferrociclo Made in Calabria.
La nostra più grande preoccupazione, quindi, è l'eccessiva incidenza di personale dell'azienda, in molti casi assolutamente superfluo poichè non necessario ai fini dell'esercizio ferroviario stesso (ed invitiamo la nuova amministrazione regionale ad effettuare apposite verifiche) nella gestione del Treno della Sila, che rischierebbe di mettere in discussione la sua stessa sostenibilità, dopo anni di battaglie e sacrifici, non solo della nostra Associazione ma della stessa azienda attraverso la passione, la competenza e l'amore del proprio personale di officina, capitreno, macchinisti, fuochisti e capistazione, e della Regione Calabria, per riattivare questo servizio ferroviario che ha oggi il primato di possedere la locomotiva a vapore più accesa d'Italia, con oltre 100 treni all'anno, e ricadute positive importantissimi nell'economia turistica della Sila. Perdere il Treno della Sila, rischiando di rivivere quanto accaduto nel 2009 (anno in cui venne fermato per la prima volta il servizio turistico), a causa di un numero esagerato di personale - che risulta peraltro indisponibile per i servizi di trasporto pubblico locale! -, sarebbe davvero inaccettabile. 
In Ferrovie della Calabria, azienda in stato di costante "sopravvivenza" ormai da anni, è necessaria una rivoluzione, seria e decisa, che valorizzi in prima linea il personale che ogni giorno compie sacrifici impensabili per garantire il servizio e portare avanti un pezzo di storia della nostra Calabria, a servizio dei pendolari calabresi. Valorizzare chi il lavoro in questa azienda, interamente di proprietà regionale, lo fa con passione, impegno e sincerità: queste persone, che sono la maggior parte, non possono subire i soprusi di pochi che, purtroppo, hanno utilizzato e utilizzano questa impresa ferroviaria a proprio uso e consumo. 
Solo con questa rivoluzione, Ferrovie della Calabria potrà tornare ai fasti delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, seppur in modo adeguato ai tempi, spina dorsale del trasporto pubblico locale su ferro e su gomma in Calabria, con delle potenzialità a livello turistico ancora inimmaginabili.
Insomma, il lavoro da fare ed il percorso per normalizzare il sistema dei trasporti in Calabria è ancora tanto: sono state comunque gettate importanti fondamenta in questi ultimi anni, grazie anche all'impegno quotidiano dell'ex Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che ha portato alla Calabria risultati qualche anno fa inimmaginabili, come la firma del Contratto di Servizio con Trenitalia, che apre la strada ad un pesante rinnovamento del materiale rotabile per il trasporto regionale calabrese, l'avvio dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, nuovi servizi ad Alta Velocità per la Calabria, ma anche la creazione di un nuovo rapporto tra istituzioni regionali e utenti, attraverso la creazione del Comitato per la Mobilità, organo che dovrà continuare ad esistere ed anzi dovrà ulteriormente essere rafforzato. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci siamo: con la viva speranza che questo momento buio per la Nazione passi al più presto, auspichiamo ad un incontro con i nuovi Assessori Catalfamo e Orsomarso, ai quali auguriamo un buon lavoro, per la Calabria ed i calabresi!

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