E402 163-ICN785-LameziaTermeCentrale-2015-07-14-RobertoGalati 4

Riportiamo di seguito il testo del documento che nella serata di ieri abbiamo inviato al Dott. Antonio Parente, Responsabile della Direzione Generale del Trasporto Ferroviario del Ministero dei Trasporti, all'Assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria Roberto Musmanno ed alla Dott.ssa Sabrina De Filippis, ‎Responsabile della Direzione Commerciale e Contratto di Servizio Universale Divisione Passeggeri Long Haul di ‎Trenitalia. 
Chiediamo massima condivisione della nostra proposta, anche da parte delle sigle sindacali, delle associazioni e dei cittadini.

"Alla luce di quanto è stato diffuso nelle ultime settimane da alcune sigle sindacali, è stata constatata la volontà del Ministero dei Trasporti, di concerto con Trenitalia Divisione Passeggeri Long Haul, di effettuare alcune riduzioni al Servizio Universale (treni InterCity ed InterCity Notte) interessanti tutto il territorio nazionale, all'interno del nuovo Contratto di Servizio 2017-2021. Nel caso specifico della Sicilia e della Calabria, tale provvedimento andrebbe a realizzarsi attraverso la soppressione di una coppia di treni InterCity Notte Palermo/Siracusa – Roma Termini e viceversa.
Ad oggi, l'offerta commerciale InterCity Notte che interessa Calabria e Sicilia, è composta dai seguenti collegamenti:

- ICN 794 Reggio Calabria Centrale-Torino Porta Nuova;

- ICN 795 Torino Porta Nuova-Reggio Calabria Centrale;

- ICN 1962 Siracusa-Villa San Giovanni-Milano Centrale (via Genova) con relativa sezione Palermo Centrale-Messina numerata ICN 1964;

- ICN 1963 Milano Centrale-Villa San Giovanni-Siracusa (via Genova) con relativa sezione Messina Centrale-Palermo Centrale numerata ICN 1965;

- ICN 1956 Siracusa-Villa San Giovanni-Roma Termini con relativa sezione Palermo Centrale-Messina numerata ICN 1954;

- ICN 1955 Roma Termini-Villa San Giovanni-Siracusa con relativa sezione Messina Centrale-Palermo Centrale numerata ICN 1957;

- ICN 1960 Siracusa-Villa San Giovanni-Roma Termini con relativa sezione Palermo Centrale-Messina numerata ICN 1958;

- ICN 1959 Roma Termini-Villa San Giovanni-Siracusa con relativa sezione Messina Centrale-Palermo Centrale numerata ICN 1961.

La nostra proposta:

Visto e considerato che in altre aree del territorio nazionale l'offerta ferroviaria a lunga percorrenza è stata negli ultimi anni potenziata con l'incremento dei servizi a mercato del network delle Frecce, relativamente a queste relazioni, riteniamo che mirate riduzioni dei Servizi Universali (spesso in sovrapposizione alle Frecce ed in alcuni casi addirittura meno convenienti per l'utenza a livello tariffario) siano relativamente più accettabili. La stessa misura non è invece accettabile nel caso di Regioni come Calabria e Sicilia. Allo stato attuale, infatti, i Servizi Universali rappresentano la quasi totalità dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza in Calabria, e la totalità in Sicilia. Ridurre ulteriormente i km/treno in questi territori, quindi, non può far altro che creare nuovi deficit nelle già carenti relazioni tra queste ultime regioni ed il resto d'Italia. L'Associazione Ferrovie in Calabria, piuttosto, chiede al Ministero dei Trasporti di riorganizzare
l'offerta e, mantenendo invariati i km/treno attuali, renderla più completa e razionale di quella attuale. Abbiamo sempre espresso, ad esempio, la quasi inutilità nel mantenere due collegamenti InterCity Notte tra la Sicilia e Roma Termini, ed infatti il nostro timore sembra stia per realizzarsi con la soppressione di una delle due coppie. Per evitare ciò, ed attirare maggiore utenza diretta verso aree oggi scoperte (o malamente servite) dai collegamenti ferroviari a lunga percorrenza siciliani e calabresi, proponiamo la seguente rimodulazione, sempre a parità di km/treno:

- Soppressione della coppia di InterCity Notte 1960/1955 Palermo - Roma Termini e vv con sezione Siracusa – Messina e vv;

- Istituzione di nuova coppia di InterCity Notte Palermo – Torino Porta Nuova e vv, con sezione Siracusa – Messina e vv, via Villa SG-Salerno-Roma Tiburtina-Firenze CM-Bologna Centrale-Milano Porta Garibaldi;

- Limitazione a Roma Termini per la coppia di InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale – Torino Porta Nuova;

Con tali provvedimenti, si otterrebbero i seguenti vantaggi:

1) Ripristino di un collegamento diretto tra la Sicilia, Firenze, Bologna e Torino, tratta scoperta dal dicembre 2011;

2) Maggiore attrattività della relazione Calabria – Bologna – Torino rispetto a quella attualmente offerta con l'ICN 794/795, caratterizzato da eccessivi tempi di percorrenza e scomodi orari di arrivo da Bologna a Torino, dalla tarda mattinata al tardo pomeriggio;

3) Raddoppio del collegamento con Milano dalla Sicilia e dalla Calabria (l'attuale ICN 1962/1963 Palermo/Siracusa – Milano Centrale via Livorno/Genova rimarrebbe invariato);

4) Mantenimento dei livelli occupazionali e delle relative sedi lavorative per il personale di accompagnamento dei Treni Notte (come accade infatti con l'orario attualmente in vigore, da Calabria e Sicilia ci sarebbero 2 collegamenti attestati a Roma, uno a Milano ed uno a Torino, mentre in senso opposto, 3 collegamenti attestati a Palermo e Siracusa ed 1 a Reggio Calabria Centrale).

Il nostro auspicio è che tale proposta venga accolta dagli organi preposti, e soprattutto sostenuta dalle amministrazioni regionali di Calabria e Sicilia, dagli enti locali di queste ultime regioni, dalle sigle sindacali ed ovviamente dalla cittadinanza, che riteniamo non possa tacere di fronte ad un ulteriore depauperamento dei servizi ferroviari a lunga percorrenza, dopo i pesantissimi tagli degli ultimi dieci anni: non si sta chiedendo la luna, ma semplicemente di mantenere invariata la consistenza dei Servizi Universali, sostenuti economicamente da finanziamenti pubblici, rendendoli più funzionali, completi e quindi, chiaramente, più redditizi."


CLICCA QUI O SUL LOGO IN BASSO PER SCARICARE IL DOCUMENTO IN FORMATO PDF

adobe pdf-logo

D445 1140-IC559-Corigliano-2016-06-14-RobertoGalati

Nel bel mezzo di queste giornate a dir poco "turbolente", per fortuna in modo positivo, in cui in Calabria sembra davvero esplodere una storica cura del ferro (elettrificazione della Cosenza - Rogliano FdC, lavori in corso sulla Jonica Sud, protocollo d'intesa Regione-RFI per velocizzazione della Catanzaro Lido - Lamezia e collegamento con l'aeroporto), ovviamente non potevamo mancare noi di Associazione Ferrovie in Calabria! In questo articolo, infatti, presenteremo due interessanti proposte dedicate ad un territorio con altissime potenzialità di traffico ferroviario (sia viaggiatori che merci), ma che in realtà in questi anni sono state molto poco valorizzate. Anzi, si è fatto di tutto per dirottare su gomma anche quell'utenza che il treno lo prendeva, mentre per le merci si è chiusa totalmente bottega tra i venti ed i dieci anni fa. 
Ci riferiamo alla tratta ferroviaria Jonica tra Crotone e Sibari, che ricordiamo, serve un bacino di utenza di quasi 200 mila abitanti, considerando soltanto i centri di Crotone, Rossano, Corigliano e Cassano allo Jonio. Mettendo in conto anche l'hinterlad dell'immediato entroterra (nel quale ricade S.Giovanni in Fiore di altri 17.000 abitanti circa), i centri "medi" cioè Cirò e Cariati e quelli "piccoli" come Strongoli, Melissa, Crucoli, Mandatoriccio, Calopezzati, il bacino si allarga oltre i 300.000 abitanti. 
Tutt'altra situazione per le merci: la Calabria purtroppo è una regione in quasi eterna "crisi", ma le congiunture economiche degli ultimi 10 anni le hanno dato un colpo di grazia. L'area del crotonese e della sibaritide ha perso tantissimo a livello di produzione industriale, manifatturiera ed agricola, ma in ogni caso, nel semi-deserto della Calabria, continua a rappresentare un minimo baluardo produttivo che deve essere sostenuto in ogni modo...e con un po' di coraggio. 
Dopo questa necessaria introduzione, iniziamo quindi con l'illustrazione delle nostre proposte, studiate dal nostro membro del Direttivo Vittorio Lascala, che riguardano prima di tutto il trasporto viaggiatori in ambito regionale. 
Stazione di Sibari: come ben noto, questo impianto rappresenta il punto di diramazione dalla linea Jonica, della ferrovia Sibari - Cosenza - Paola. Attualmente, conformazione dell'impianto e della diramazione, rendono necessario un cambio banco per le composizioni bloccate o inversione del locomotore (in caso di composizioni non reversibili) per quegli eventuali treni che, provenienti dalla Jonica Sud (quindi da Reggio Calabria, Catanzaro Lido, Crotone), dovessero proseguire verso Cosenza/Paola. Chiaramente, cambio banco e/o inversione del locomotore, comportano perditempo (minimo 7-8 minuti di sosta fino ad arrivare anche a 15 per composizioni non reversibili) e costi aggiuntivi nella gestione di un servizio viaggiatori. 
Principalmente per questa problematica, infatti, sono stati sempre minimi e poco funzionali i servizi regionali diretti tra Catanzaro Lido/Crotone e Cosenza via Sibari/Spezzano Albanese: nel 95% dei casi infatti è stato sempre necessario scendere a Sibari e cambiare treno, per poter poi proseguire verso Cosenza e viceversa. Chiaramente, questa impostazione del servizio non è mai stata competitiva con l'autobus, con particolare riferimento ai centri di Mirto, Rossano e Corigliano: oltre 60 mila abitanti ed un importantissimo flusso pendolare tra questi ultimi centri e Cosenza (e viceversa), che si serve nella sua quasi totalità del trasporto su gomma, per i tempi di percorrenza competitivi e - ovviamente - per l'assenza di cambi come invece accadrebbe in treno. 
E' per questo motivo, principalmente, che abbiamo quindi pensato ad una bretella di collegamento diretto tra la ferrovia Jonica e la Sibari - Cosenza - Paola, che permette quindi ad un treno proveniente da Sud, di immettersi direttamente sulla ferrovia trasversale, bypassando Sibari ed evitando quindi il cambio banco ed i relativi perditempo e costi aggiuntivi. In questo modo avrebbe quindi un notevole senso istituire treni diretti da Rossano a Cosenza (risorse permettendo potrebbero anche essere attestati a Cirò/Crotone), che potrebbero percorrere l'intera tratta in poco più di un'ora (attorno alle due ore se in partenza da Cirò/Crotone).

tempiperc

In questo modo diventerebbe finalmente possibile intercettare su ferro quell'enorme utenza sopracitata, utilizzando gli attuali km/bus dei collegamenti diretti tra Rossano/Corigliano e Cosenza, per incrementare i servizi di adduzione gomma/ferro dai centri dell'entroterra verso quelli della costa dotati di stazione ferroviaria. Non dimentichiamo inoltre che, affiancando alla costruzione di questa opera anche l'elettrificazione almeno fino a Crotone, si potrebbe finalmente tornare a parlare seriamente di collegamenti a lunga percorrenza da/per il Centro/Nord Italia, visto che la tratta Crotone - Sibari era quella a maggiore traffico lunga percorrenza di tutta la linea Jonica. Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione ferroviaria per un territorio che, finalmente, potrebbe sfruttare a pieno le potenzialità del vettore su rotaia: questo nostro studio, attualmente in corso di diffusione mediatica, verrà inviato nei prossimi giorni anche all'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, presieduto dal Prof. Roberto Musmanno, affinchè venga analizzato anche dagli organi preposti ed eventualmente approfondito. Sicuramente il momento è propizio, in quanto nei prossimi mesi l'intera linea Jonica verrà interessata da importanti lavori di upgrade che la renderanno idonea all'istituzione del rango C ed eliminazione di altri passaggi a livello (e quindi ad una notevole velocizzazione), mentre altri interventi molto più "pesanti" (ne riparleremo presto!) potrebbero arrivare nei prossimi anni... e perchè no, magari potrebbero includere anche questa nostra proposta.
Concludiamo questo articolo esponendo di seguito le due alternative proposte per la costruzione del bypass di Sibari, una maggiormente onerosa che sarebbe una vera e propria linea ferroviaria che potrebbe nascere tra il Posto di Movimento di Thurio e l'ex PM di Cassano allo Jonio, e l'altra molto più economica, poco più di una bretella che andrebbe a ricadere nella giurisdizione della stazione di Sibari...con una piccola ma interessante proposta anche per le merci, dedicata al Porto di Corigliano Calabro:

BRETELLA SIBARI EST-SIBARI OVEST
La soluzione col breve tratto di linea posto nelle immediate vicinanze della stazione di Sibari, sulla falsariga di quanto realizzato in Sardegna nei pressi della stazione di Ozieri-Chilivani in modo da evitare la manovra di inversione ai treni diretti Cagliari-Sassari e vv., è la soluzione economicamente più conveniente e richiedente un numero minore di opere accessorie.
Il tratto di linea prospettato si stacca dalla ferrovia Jonica al km. 124+457 presso un deviatoio posto in piena linea, che noi chiameremo Deviatoio Estremo Sibari Est, per poi percorrere un'ampia curva a sinistra avente raggio di circa 1450 metri, al termine della quale un breve tratto rettilineo conduce al Deviatoio Estremo Sibari Ovest, posto alla progressiva km. 2+280 della ferrovia Sibari-Cosenza.
Lo sviluppo totale del tratto di linea è di 2,44 chilometri, lungo il suo percorso si ha l'incrocio con la vecchia S.S.106, strada avente un medio livello di traffico, la cui intersezione può essere superata mediante la costruzione di un cavalcavia o sottopasso stradale.
A livello puramente impiantistico, andrà modificato il segnalamento di protezione della stazione di Sibari sia lato Reggio Calabria che lato Cosenza, dotando la stazione di segnale di protezione esterno (a protezione degli ingressi alla bretella) ed interno, oltre ad inserire, lungo la bretella,due segnali a protezione dei deviatoi di immissione sulle due linee esistenti.
I deviatoi in linea possono essere indistintamente da 60 o 100 km/h, considerando la differenza minima in termini di tempi di percorrenza tra le due soluzioni.
La realizzazione di questo tratto di linea permetterebbe di collegare direttamente Cosenza con Rossano, contando anche le fermate intermedie a Torano, Mongrassano, San Marco Roggiano, Tarsia, Spezzano Albanese e Corigliano, in un'ora e 15 minuti.

BRETELLA THURIO – CASSANO E IL RACCORDO CON IL PORTO DI CORIGLIANO
La costruzione di una nuova linea che colleghi direttamente la stazione di Thurio con la ex stazione di Cassano allo Jonio, in località Doria, è stata paventata all'epoca dei lavori di elettrificazione e velocizzazione della Sibari-Cosenza in conseguenza dell'apertura della nuova linea in galleria per Paola.
La nuova linea, staccandosi dalla stazione di Thurio, attraversarebbe dopo pochi metri il fiume Crati con un ponte lungo circa 320 metri, attraversare diagonalmente la frazione Lattughelle, quindi superare la vecchia statale 106 prima e la statale 534 poi. Immediatamente dopo aver superato quest'ultima arteria stradale, la ferrovia piega a sinistra andandosi ad affiancare all'esistente Sibari-Cosenza, raccordandosi ad essa in corrispondenza dell'ex stazione di Cassano allo Jonio.
La linea si sviluppa in totale per 12 chilometri, andando ad incrociare numerosi terreni agricoli e lambendo alcune costruzioni. Oltre a ciò, l'attraversamento di due importanti arterie stradali rende opportuno pensare ad una realizzazione della linea in gran parte sopraelevata rispetto al piano stradale, in particolare per un tratto di circa 4.300 metri compreso tra il viadotto sul fiume Crati e l'attraversamento della SS 534 in località Olmo Torto.
Appare immediatamente comprensibile come questa soluzione sia più costosa rispetto a quella della bretella di Sibari, tuttavia, oltre ai discreti vantaggi in termini di velocità e tempi di percorrenza (risparmio di circa 5 minuti rispetto alla bretella sibariota), tale soluzione apre le porte ad un progetto più volte citato dalla politica locale e regionale, in grado di divenire un volano di sviluppo per l'intero alto jonio cosentino: il raccordo con il porto di Corigliano.
Il porto di Corigliano è oggi fortemente sottoutilizzato a livello mercantile, nonostante la posizione strategica e la vicinanza con importanti assi stradali. Il raccordo dalla stazione di Thurio al porto di Corigliano avrebbe uno sviluppo di circa 9 chilometri, nella nostra ipotesi andrebbe a lambire la zona industriale di Corigliano in contrada Salicetti (la quale potrebbe a sua volta beneficiare di tale raccordo tramite la costruzione di un ulteriore allacciamento al raccordo base) per poi raggiungere il porto da Nord, affiancando gli uffici dell'Autorità Portuale e quindi immettendosi all'interno dell'area portuale immediatamente accanto al Mercato Ittico.
Tale opera potrebbe rendere il porto di Corigliano un punto strategico a livello intermodale per l'intero Mediterraneo orientale, consentendo di intercettare, ad esempio, i traffici provenienti dalla Grecia e dalla Turchia e diretti nell'Italia centrale (ad esempio gli interporti di Marcianise, Pomezia, il porto di Civitavecchia), od ancora accorciare i tempi di resa per le merci dirette a nord Italia e nord Europa.
Per il porto di Corigliano, negli scorsi anni, si era prospettata ad esempio l'effettuazione di un traffico di semirimorchi caricati su carri ferroviari, sulla stregua di quanto avviene da qualche mese al terminal di Fusina, a Marghera, con il collegamento intermodale Venezia-Francoforte effettuato da RTC/Lokomotion (vedi foto in basso, segue mappa delle due proposte di costruzione della Bretella di Sibari e raccordo del Porto di Corigliano).

3RTC 186.251 Mestre-Marghe

7ERFM3-Marghera-Malcontent

8ERFM3-Marghera-Malcontent

9Terminal Fusina

silaexpress

E' trascorso ormai un mese dallo storico ripristino del servizio turistico con treno a vapore, sulla tratta ferroviaria a scartamento ridotto silana, tra Moccone, Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio. Un evento che attendevamo ormai da otto anni, ma che dopo tante iniziative e proposte per il rilancio di questa tratta, si è finalmente concretizzato. In questi giorni le squadre di Calabria Verde, inoltre, stanno lavorando alacremente lungo il tratto terminale della Ferrosilana, tra San Nicola Silvana Mansio e San Giovanni in Fiore, e nel giro di qualche mese si tornerà a sbuffare fino alla città di Gioacchino da Fiore. Una promessa della Regione Calabria, con impegno in prima persona del Presidente Mario Oliverio assieme, ovviamente, alle Ferrovie della Calabria. In occasione del convegno di presentazione del Treno della Sila lo scorso 8 agosto, il Presidente ha inoltre specificato che il progetto di recupero per fini turistici riguarda tutta la Ferrosilana, e non esclusivamente il tratto Moccone – San Giovanni in Fiore.
Uno dei tratti della Ferrovia Silana più interessanti sia paesaggisticamente che, soprattutto, a livello tecnico e storico, è infatti quello che va da Pedace (stazione di diramazione posta sulla Catanzaro - Cosenza) a Moccone, passando per Spezzano della Sila e San Pietro in Guarano. Anche i calabresi meno esperti di treni e ferrovie, infatti, avranno sentito parlare del famoso tratto in elicoidale tra le stazioni di Casole-Trenta e Pedace-Serrapedace o dell'imponente viadotto in curva di San Pietro in Guarano. Il tutto, immerso in un paesaggio naturale ed antropico diverso rispetto a quello attraversato dalla Ferrosilana "alta" tra Moccone e San Giovanni in Fiore, ma di certo non meno interessante ed affascinante.
A proposito di centri abitati, infatti, diversamente da quanto accade sulla Moccone – San Giovanni in Fiore, dove gli unici abitati serviti dalla ferrovia sono quello di Camigliatello e quello di San Giovanni in Fiore, sulla "silana bassa", specie sul tratto iniziale da Pedace a San Pietro in Guarano, notiamo la presenza consecutiva di più aree relativamente popolose perfettamente servite dalla ferrovia. Si tratta di centri di notevole interesse storico, che tra l'altro potrebbero essere agevolmente serviti da trasporto pubblico locale su rotaia da/per Cosenza, togliendo dalla strada una quantità di bus non indifferente: ma di questo ne parleremo in un articolo dedicato.
Questo preambolo, infatti, è necessario per presentare una proposta, a dire il vero molto audace ed "alternativa", lanciata dal consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea e da noi condivisa fin da subito, destinata al riutilizzo della Pedace – Moccone per fini turistici.
Chi di noi non conosce il mitico Trenino Rosso del Bernina Tirano – St. Moritz, gestito dalle Ferrovie Retiche, ormai famosissimo per le sue spettacolari carrozze panoramiche?
Si tratta di un servizio unico in Europa (almeno nel suo genere), che molto spesso è caratterizzato da liste d'attesa di prenotazione dei posti, che superano anche i 2-3 mesi!
Trasliamo il tutto in Calabria, in Sila, ed immaginiamo quindi di partire lentamente non da Tirano ma da Cosenza (ancora meglio se in coincidenza con la corsa di Trenitalia da cui saremmo appena scesi, nel segno di un'intermodalità sfruttabile non solo per andare a scuola o a lavoro) diretti non a St. Moritz, ma bensì a San Giovanni in Fiore, a bordo di un modernissimo complesso Stadler di nuova concezione. Nuova concezione per nulla fantascientifica, dato che unisce alla ormai collaudata piattaforma progettuale dei complessi diesel a cremagliera DE M4c.500, attualmente in servizio sulla rete di FdC, la spettacolarità ed il comfort delle carrozze panoramiche in uso sulla Matterhorn-Gotthard Bahn per il famoso servizio "Glacier-Express" da Zermatt a St.Moritz.

csm berninaexpress kreisviadukt brusio 20080628110517 k 98e539a637


Interponendo due carrozze panoramiche alle due unità motrici con alcuni accorgimenti in fase progettuale (omogeneizzazione delle misure generali, leggermente diverse tra i DE M4c.500 e le carrozze MGB, trasformazione in carrello motore del carrello portante) si realizza così un complesso da 136 posti a sedere, dotato di comfort quali climatizzazione ridondante, prese elettriche al posto, completa accessibilità per le persone a ridotta mobilità, e soprattutto grandi finestrature panoramiche che permetteranno di godere appieno delle bellezze attraversate dalla ferrovia Silana. Ma la Sila è sinonimo anche di sci e mountain-bike, motivo per cui un grande spazio in una delle due unità motrici viene dedicato ai ciclisti ed agli sciatori, permettendo loro di trasportare la loro attrezzatura sportiva in totale sicurezza e godendo di un viaggio unico nel suo genere. Nel grafico sottostante troverete tutte le caratteristiche del "nuovo treno verde panoramico della Sila" (fai click sulle immagini per ingrandirle):

DE550-present-img

visuali veicoli-img

Accolti dalle grandi vetrate, infatti lo spettacolo inizierebbe già dall'attraversamento del bellissimo ponte in ferro nel centro di Cosenza, che attraversa il misterioso punto di confluenza tra i fiumi Crati e Busento, dove si narra che venne seppellito il Re Alarico assieme al suo inestimabile tesoro. A bordo delle carrozze, perfettamente insonorizzate e dotate di filodiffusione, una voce espone ai viaggiatori i luoghi che si stanno ammirando dal finestrino mentre le informazioni salienti su tali luoghi scorrono sugli schermi posti lungo i corridoi: si transita lentamente da Cosenza Casali, ed il paesaggio inizia a farsi sempre più "silano", finchè non si arriva alla stazione di diramazione di Pedace. Qui, finalmente, dopo qualche minuto di sosta, quello che chiameremo "SilaExpress", impegna verso sinistra la diramazione che lo condurrà in Sila. Trascorrono pochi minuti, dopo un lungo curvone in salita, ed i viaggiatori vengono invitati ad osservare sulla loro sinistra, in basso, la stazione di Pedace da cui si è passati poco prima. Magie Ferrosilane!
Si transita lentamente dalla stazione di Magli, da Casole-Trenta, e si impegna il tratto in elicoidale parzialmente in galleria, dove la ferrovia sovrapassa se stessa (quasi come sul Bernina, attraversando il famoso viadotto di Brusio). Pedace-Serrapedace, Spezzano Piccolo e Spezzano della Sila: in quest'ultima stazione, si effettua una sosta più o meno lunga, per un rinfresco o un evento ricreativo, magari nel centro abitato stesso e non solo in stazione, da organizzarsi di volta in volta. In un verde lussureggiante (o tra mille colori diversi in autunno, o già nel manto nevoso in inverno) il viaggio prosegue, attraversando le stazioni di Celico, Rovito, Lappano. Durante il viaggio, a bordo delle vetture, un piccolo carrello permette di degustare e propone l'acquisto alcuni prodotti tipici della gastronomia locale.


glacier-express-switzerland-02        inside-view-of-a-panoramic-wagon-of-the-glacier-express-switzerland-d201t0


Anche a San Pietro in Guarano, piccola sosta (o grande, in caso di organizzazione di eventi specifici), e si riparte: ad un certo punto, immediatamente dopo aver lasciato la stazione, il treno rallenta: ci troviamo nei pressi del famoso viadotto "Fiume", posto in curva sopra l'abitato di San Pietro in Guarano, dal quale lo sguardo spazia fino alla vallata del Crati ed ai quartieri più moderni di Cosenza, e l'attraversamento a passo d'uomo, per permettere scatti fotografici o il semplice stupore dei viaggiatori, è ovviamente d'obbligo.
Ma adesso arriva il tratto più "tosto", in cui la Sila dal volto più rude inizia a farsi sentire. Santo Janni, rampa del 60 per mille, Fondente, poi la lunga galleria di valico sotto Montescuro, quindi Moccone e la leggera sgambata fino a Camigliatello. A Camigliatello il treno panoramico è accolto dai fischi e gli sbuffi della mitica vaporiera FCL 353 (mica ce la siamo dimenticata!) in testa alle tre vetture a terrazzini Carminati&Toselli quasi novantenni come la locomotiva: il convoglio è pronto a partire (previa retrocessione a Moccone) a tutto vapore alla volta di San Nicola Silvana Mansio e San Giovanni in Fiore, a circa mezz'ora di distanza dall'arrivo del SilaExpress da Cosenza. Gran parte dei posti sono già occupati da partecipanti in partenza già da Camigliatello: il resto del treno storico viene riempito da parte dei viaggiatori giunti con il treno panoramico, mentre altri scesi da quest'ultimo, proseguiranno la propria giornata a Camigliatello e aree limitrofe, magari sciando o divertendosi con la mountain bike trasportata a bordo del convoglio. Altri restano a bordo delle vetture panoramiche: dopo qualche minuto, infatti, si riparte alla volta di San Giovanni in Fiore, dove il SilaExpress terminerà la corsa per consentire visite guidate o altre attività all'interno del grande centro silano e nell'hinterland (non dimentichiamo infatti Lorica, raggiungibile rapidamente tramite autobus in adduzione ai treni turistici).
Nel tardo pomeriggio, prima della partenza dell'ultima corsa del treno a vapore il convoglio panoramico si riavvia da San Giovanni in Fiore verso Cosenza, sostando nuovamente a Camigliatello e Moccone, "recuperando" così il suo carico di viaggiatori rientrati con il treno a vapore, ed in parte con le loro bici o sci, di ritorno dai loro percorsi naturalistici, storici e gastronomici attorno a Camigliatello.

P1110922

Alcuni, addirittura, giunti a Cosenza Vaglio Lise, fanno ritorno nelle loro destinazioni ancora in treno, con i servizi di Trenitalia, per una giornata tutta ferroviaria ed eco-sostenibile. A proposito di eco-sostenibilità: un appunto che volevamo fare da tempo, riguarda le "emissioni" della locomotiva a vapore FCL 353 (ed in generale di tutte le vaporiere). La trazione a vapore, nonostante esista grazie ai combustibili fossili (carbone), ha emissioni inquinanti molto più basse di un motore diesel. Le emissioni delle locomotive a vapore, infatti, sono composte quasi totalmente da vapore acqueo (in alcuni casi vicine al 100%), e soltanto una minima parte è il prodotto della combustione del carbone.
Torniamo quindi al nostro argomento, e soprattutto torniamo un po' alla realtà.

percorsoFermo restando che la realizzazione di tutto ciò, dall'acquisto dei due convogli panoramici al ripristino funzionale della linea ferroviaria da Pedace a Moccone, non potrebbe prescindere dall'utilizzo dei fondi europei destinati ad infrastrutture e turismo (attiva la programmazione POR-FESR 2014-2020) , sul tratto ferroviario in questione l'intervento più importante è sicuramente uno: l'eliminazione dello smottamento di Santo Janni, e la messa in sicurezza dell'area franata a causa di una errata canalizzazione delle acque piovane. Un intervento probabilmente non esageratamente oneroso, che sarebbe in ogni caso necessario per ridare continuità alla Ferrovia Silana...anche senza treno panoramico. In caso di necessità (per es. interventi di manutenzione), infatti, dovrebbe essere possibile trasferire a Cosenza via ferrovia la vaporiera FCL 353, le relative vetture, il locomotore Lm4 o qualsiasi altro rotabile, senza ricorrere a complicati trasporti eccezionali via strada. Noi qualche mese fa abbiamo effettuato un sopralluogo con l'On. Giuseppe Giudiceandrea, proprio nel luogo in cui si trova la frana, della quale alleghiamo alcune fotografie.

Secondo intervento: ovviamente pulizia della linea da Pedace a Moccone, controllo delle opere d'arte, sostituzione delle traversine ammalorate, ripristino della funzionalità delle stazioni ferroviarie intermedie.
Terzo intervento: acquisto ed autorizzazione alla circolabilità su rete FdC dei convogli panoramici.
Quarto intervento: pianificare ed avviare il servizio, principalmente nelle giornate di sabato, domenica, festivi "speciali", estate ed inverno in presenza della neve.

xx 2

P1100731

P1100742

E proprio a proposito di neve, la proposta di istituire un simile servizio ferroviario, non ha una valenza esclusivamente turistica come potrebbe apparire: il rilancio di tutta l'area silana attraverso questa iniziativa, si affianca infatti ad un'altra importantissima questione, ovvero la sicurezza di tutti coloro che vogliono raggiungere la Sila. Vista infatti la ben nota pericolosità della SS107 silano-crotonese, specie in inverno ed in presenza di precipitazioni nevose, il SilaExpress potrebbe rappresentare un valido mezzo di trasporto alternativo alla gomma, per "intercettare" almeno una parte delle migliaia di persone che si spostano in auto da Cosenza ed hinterland alla Sila. Si offrirebbe inoltre un servizio di mobilità dolce ed ecosostenibile, amico della natura, proprio come lo è l'intera ferrovia silana, costruita dai nostri antenati nel pieno rispetto ed integrata all'ambiente circostante: il SilaExpress con le sue trasparenze delle vetrate e la livrea che richiama la natura, diventerebbe un completamento del paesaggio, un abbellimento, e si inserirebbe tra i boschi e le praterie silane come in un bel plastico.

Dopo avervi fatto sognare ad occhi aperti, vogliamo concludere con un punto di partenza (anche se sembra un ossimoro), principalmente rivolto alla Regione Calabria: sì ai fondi europei, ma iniziamo da ciò che è più semplice ed immediato, ovvero l'inserimento di questa nostra proposta all'interno del Masterplan per la Sila, presentato proprio pochi giorni fa, all'interno del quale sono previste numerose iniziative per il rilancio dell'area silana attraverso la costruzione di nuovi impianti di risalita, ripristino di storiche strutture ricettive ed altre iniziative similari. Siamo certi che il SilaExpress si inserirebbe nel masterplan con la stessa eleganza che lo contraddistinguerebbe durante il suo viaggio, piacevolmente slow tra i boschi silani!

Nei prossimi giorni, per presentare ufficialmente la nostra proposta e valutare assieme alla Regione Calabria i costi e le possibili modalità di concretizzazione del SilaExpress, inconteremo l'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno: ovviamente attraverso i nostri canali (sito internet, pagina facebook e profilo twitter) vi terremo informati sui risvolti del nostro incontro!

CLICCA QUI O SULL'ICONA IN BASSO PER SCARICARE IL FILE PDF DELLA PROPOSTA

adobe pdf-logo

LAMEZIA0307060070

Il triste "traguardo" dei primi cinque anni dall'eliminazione del servizio "auto al seguito" sui treni notturni italiani, è stato ormai oltrepassato. Cinque anni in cui le proteste si sono fatte sentire poco e niente, nonostante questo servizio, in epoca di compagnie aree e noleggi di auto low cost, continuava ad essere caratterizzato da buoni load-factor, specie durante le festività ed il periodo estivo: ovviamente la Calabria, assieme a Sicilia e Puglia, è stata una delle regioni che ha risentito per la maggiore di questo taglio netto. La maggior parte dei nostri lettori, ricorderà sicuramente le file kilometriche di automobili e motocicli a Lamezia Terme e Villa San Giovanni, generate dalle attese per l'imbarco sui carri. Qualche altro lettore un po' più "attempato", probabilmente ricorderà queste scene anche a Crotone, anch'essa servita per quasi vent'anni dai treni auto al seguito. 

Lo scopo di questo articolo, però, non è quello di riproporre servizi che non sarebbero di semplice ripristino in tempi brevi, a causa dell'accantonamento dei carri per trasporto auto al seguito tipo "DDm" e dalla generale riduzione dei treni notte: vogliamo piuttosto esporre una nostra proposta alternativa (già sottoposta qualche mese fa all'attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), che se realizzata riuscirebbe comunque ad intercettare una richiesta di trasporto auto tra il Nord ed il Sud Italia, oggi garantita solo da costosi transfert su gomma tramite bisarche. Si tratterebbe di un servizio che, previa valutazione economica, potrebbe addirittura divenire a mercato, per lo meno durante i periodi dell'anno più "caldi". Non anticipiamo altro, ma vi invitiamo a visionare il file pdf allegato, per conoscere i dettagli della nostra proposta, che entro l'estate 2016 proveremo a rilanciare agli organi preposti. Buona lettura!


CLICCA QUI O SULL'ICONA IN BASSO PER VISIONARE IL DOCUMENTO

adobe pdf-logo

Pagina 2 di 4

railbook

#ferrovieDelleMeraviglie
FC FCL 353 Rogliano 2014 08 03 RobertoGalati 3

SCOPRI GLI EVENTI SPECIALI ORGANIZZATI

CON IL TRENO DELLA SILA

NEL RICORDO DEL NOSTRO CARO AMICO MARCO GAGLIARDI...

P1100429

DAI UN CONTRIBUTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE
Sostienici

copertina