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Uno strano cambio d’orario ferroviario, quello che avverrà il prossimo 13 dicembre. Il nuovo orario invernale di Trenitalia e Nuovo Trasporto Viaggiatori, infatti, terrà ovviamente conto dell’emergenza Covid-19 ancora, purtroppo, ben lontana dall’essere conclusa. Pochissime le novità, nulli gli incrementi di servizi, siano essi a lunga percorrenza che Regionali, in tutta Italia ed ovviamente anche in Calabria. Ma in questo panorama abbastanza desolante, c’è anche spazio per una interessante novità positiva, unita all’addio, almeno in Calabria, di una categoria di treno che ormai avevamo tutti imparato a conoscere: il Frecciabianca.
Infatti, anche l’ultima coppia di treni Frecciabianca 8878 /8873 Reggio Calabria Centrale – Roma Termini, da giorno 13 dicembre verrà trasformata in Frecciargento. Nello specifico, il nuovo collegamento sarà il Frecciargento 8878/8873 (curiosamente non cambia la numerazione), con i seguenti nuovi orari:

Rispetto all’attuale Frecciabianca, quindi, i tempi di percorrenza si ridurranno di un’ora, grazie all’instradamento sulla linea ad Alta Velocità Roma – Napoli (in luogo della linea storica via Formia percorsa dai Frecciabianca) e soprattutto al bypass di Napoli Centrale. Il nuovo Frecciargento, assieme all’altra coppia che già ad ottobre ha sostituito altrettanti Frecciabianca, perde infatti la stazione di Napoli Centrale, per acquisire Napoli Afragola. Indubbiamente ciò permette un risparmio di quasi 30 minuti nei tempi di percorrenza, ma è una ulteriore perdita di possibilità di raggiungimento del centro di Napoli, con treni veloci. Di fatto, Napoli Centrale resta servita solo dagli InterCity e (paradossalmente) dai Frecciarossa, ben più lenti dei Frecciargento. A nostro parere sarebbe stato auspicabile il contrario: cercare di velocizzare il più possibile i collegamenti Frecciarossa tra Reggio Calabria Centrale e Torino Porta Nuova, con bypass delle stazioni di testa servite sul percorso lungo lo Stivale, e mantenimento di Napoli Centrale per gli ex Frecciabianca che, come del resto giusto che sia, hanno mantenuto inalterate le fermate in Calabria e Basilicata. Il risparmio nei tempi di percorrenza ci sarebbe comunque stato, grazie all’instradamento via Alta Velocità, ed allo stesso tempo si sarebbe evitata la perdita di ulteriori due relazioni dirette e veloci tra la Calabria e Napoli Centrale (ricordiamo che il centro di Napoli, da Afragola, non è ancora oggi così semplice da raggiungere con i mezzi pubblici).
In ogni caso, ci sarà sempre tempo e modo per migliorare: ciò che è certo, è il definitivo addio del brand Frecciabianca in Calabria, e del relativo materiale rotabile, rappresentato dagli ETR470 ed ETR460. Addirittura, per gli ETR470 l’addio non è solo alla Calabria, ma all’Italia tutta, poiché questi convogli, nati per i servizi “Cisalpino” tra Italia e Svizzera, conosceranno una terza giovinezza in Grecia, con l’impresa ferroviaria nazionale TrainOse ormai interamente acquisita dal gruppo FS Italiane.
Tutte le Frecce che servono la Calabria, perciò, dal 13 dicembre saranno instradate lungo la linea ad Alta Velocità già da Napoli. Da notare però, purtroppo, il permanere della sospensione della coppia di Frecciargento 8418/8419 Reggio Calabria Centrale - Venezia e vv anche dopo il 13 dicembre, limitatamente alla tratta Roma Termini - Reggio C. Centrale e vv.
Sui servizi InterCity diurni, non risultano cambiamenti degni di nota, mentre lo stesso non si può dire per l’InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale – Torino Porta Nuova via Roma Tiburtina – Firenze CM – Bologna Centrale – Milano Porta Garibaldi, che dal 13 dicembre, per la parziale interruzione della “Direttissima” Bologna – Firenze per lavori di potenziamento infrastrutturale, sarà deviato via Genova-Pisa. Purtroppo aumenteranno i tempi di percorrenza di circa 2 ore (si consideri infatti che il treno seguirà l’anomalo itinerario Torino – Milano – Genova), e in senso nord-sud perderà purtroppo la fermata di Roma Tiburtina. Un vero peccato, peraltro anche di lunga durata, visto e considerato che i lavori sulla Bologna – Firenze dovrebbero durare circa un anno. Di fatto, quindi, mancherà una relazione diretta notturna in entrambi i sensi, tra la Calabria e la Capitale, cosa probabilmente mai avvenuta prima d’ora. Una mancanza che però, visto e considerato che perdurerà, probabilmente, per tutto il 2021, potrebbe essere parzialmente compensata dall'istituzione di Lamezia Terme Centrale (snodo baricentrico per la Calabria), giusto il tempo necessario alla normalizzazione del percorso del 794/795, per l'InterCity Notte 1959 Roma Termini - Palermo/Siracusa, che effettua fermata per servizio viaggiatori a Villa San Giovanni alle 6.10 del mattino e, a grandi linee, potrebbe servire anche Lamezia Terme Centrale attorno alle 5.10.
Per contro, l’ICN 794/795 acquisirà per il periodo di deviazione, le fermate di Pisa Centrale, La Spezia Centrale, Genova Brignole, Genova Piazza Principe. A proposito di treni notturni, ancora nulla da fare per il ripristino di un collegamento diretto InterCity Notte tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale interamente via Jonica, realizzabile a costo pressochè zero, unificando le coppie di treni InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale – Taranto e InterCity Notte 758/767 Lecce – Taranto – Milano Centrale. Occasioni sprecate, vista l’enorme utenza potenziale che oggi è costretta a servirsi solo del trasporto su gomma, ed un territorio che continua ad essere svilito, nonostante i ripetuti annunci, a livello nazionale, di rilancio dei treni notturni anche su relazioni attualmente non servite.
Relativamente ai servizi di Nuovo Trasporto Viaggiatori, invece, non possiamo che prendere atto della prosecuzione (salvo cambiamenti dell’ultima ora) della sospensione dei servizi tra Reggio Calabria Centrale e Torino Porta Nuova, a causa dei bassissimi load factor, giustificabili dagli spostamenti limitatissimi imposti dai lockdown nazionali e regionali.
Questo il quadro, poco entusiasmante ma che nonostante tutto porta a qualche novità positiva (trasformazione dell'ultimo Frecciabianca in Frecciargento): ovviamente continueremo ad aggiornare tutti i nostri lettori, nel caso dovessero esserci non improbabili ulteriori variazioni d'orario e/o integrazioni, prima e/o dopo il 13 dicembre.

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Da www.fsnews.it

Sui binari calabresi arriva il quarto nuovo treno Pop previsto nel programma dell’anno in corso, un ulteriore passo in avanti per il rinnovo della flotta regionale dopo l’arrivo, lunedì scorso, del primo convoglio di ultima generazione di Trenitalia. Rispettando la tempistica indicata nel Contratto di Sevizio firmato con la Regione Calabria meno di un anno fa, la società di trasporto del Gruppo FS continua a fornire il suo contributo in questo momento difficile per il Paese a causa della pandemia da Covid. I nuovi treni rientrano nelle intese di lunga durata che Trenitalia ha firmato con le singole Regioni, assicurando importanti investimenti con ricadute positive per la qualità del servizio e per l’intero indotto industriale italiano.

LA TABELLA DI MARCIA

Entro il 2024 saranno 27 in tutto i nuovi convogli, che ridurranno sensibilmente l’età media dei treni regionali. In Calabria arriveranno, inoltre, 10 convogli elettrici a media capacità e 13 innovativi diesel-elettrici prodotti in parte nello stabilimento Hitachi di Reggio Calabria, fornitore di Trenitalia anche per l’intero territorio nazionale.

GLI INVESTIMENTI

La fornitura dei treni rientra nel Contratto di Servizio della durata di 15 anni tra Regione Calabria e Trenitalia, che prevede circa 300 milioni di investimenti, la maggior parte dei quali - 210,2 milioni di euro - è destinata all’acquisto di nuovi treni; 98 milioni di euro saranno invece investiti per la manutenzione e per migliorare le attività industriali sul territorio.

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Le voci di un avvio dei primi servizi regolari in Calabria per i treni ETR 104 Pop di Trenitalia, già a partire dal prossimo lunedì, si fanno sempre più insistenti. Il primo nuovissimo convoglio di Trenitalia, giunto nella nostra Regione lo scorso 18 settembre, è lo 043: dovrebbe quindi essere quest'ultimo ad effettuare una prima corsa tra Reggio Calabria Centrale e Cosenza, lunedì 9 novembre. Ovviamente, a causa dell'emergenza Covid-19 in corso con conseguente dichiarazione di Zona Rossa per la Calabria, purtroppo il servizio partirà in sordina: salvo ripensamenti, non ci saranno quindi eventi inaugurali, almeno finchè perdurerà lo stato di emergenza. L'ETR 104 043 sarà seguito da ulteriori tre complessi: nonostante il periodo a dir poco complicato in corso, la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, sia a livello nazionale che calabrese, ha perfettamente rispettato i tempi di consegna preventivati, che prevedevano la consegna dei primi "Pop" entro la fine del 2020. Un segnale di grande professionalità, rispetto ed attenzione alla Calabria ed ai suoi pendolari, da parte dell'impresa ferroviaria del gruppo FS Italiane.
A meno di un anno di distanza dalla storica firma del Contratto di Servizio di 15 anni, tra Regione Calabria e Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, avvenuta a dicembre 2019 si concretizzano i primi importanti risultati in tema di rinnovo del materiale rotabile, grazie al lavoro serrato ed alle trattative di ben tre anni, dal 2017 al 2019, dell'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria all'epoca condotto dal Prof. Roberto Musmanno, durante la Giunta Oliverio. E proprio all'ex Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, va riconosciuto un forte impegno nel rilancio del trasporto ferroviario regionale gestito da Trenitalia sulla rete calabrese, dalla Ferrovia Jonica alla Tirrenica Meridionale, passando per le trasversali Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e Sibari - Cosenza - Paola oltre che sul servizio metropolitano Rosarno - Melito di Porto Salvo: non va dimenticato che la firma del Contratto di Servizio è stata possibile grazie alla copertura di un debito di circa 100 milioni di Euro che la Regione Calabria aveva contratto con Trenitalia tra il 2009 ed il 2014, impedendo di fatto qualsiasi prospettiva di rinnovamento futuro del materiale rotabile e incremento dei km/treno.
Ma il rinnovo del materiale rotabile non si ferma ovviamente qui: cogliamo l'occasione infatti per ricordare quali saranno i prossimi step, che porteranno nei prossimi anni ad un cambiamento radicale dei servizi ferroviari regionali di Trenitalia nella nostra regione. 
Nel 2023 giungeranno 3 nuovi treni elettrici a media capacità, che potrebbero essere di costruzione Bombardier, e diventeranno 10 dal 2024.
Il top della flotta della DPR Calabria, saranno però i treni bimodali, che potranno circolare sia sulle linee elettrificate che su quelle a trazione diesel dando quindi la possibilità di istituire servizi diretti senza rotture di carico, di costruzione Hitachi: nasceranno a Reggio Calabria, e finalmente rimarranno in Calabria. Si tratta di 13 treni in totale, ed i primi tre saranno consegnati nel 2022, altri cinque nel 2023 e saranno 13 a regime nel 2024.
I già esistenti Minuetto elettrici sono ad oggi, 8 unità: diventeranno 12 dal 2021.
Gli ATR 220 Swing sono invece, ad oggi, 3 unità: diventeranno 5 nel 2023, 7 nel 2024 ed 11 dal 2026 in poi (in realtà nel caso dell'incremento dei treni Swing i tempi potrebbero essere anticipati).
Relativamente agli ETR 104 Pop, quando i tempi lo consentiranno, sicuramente dedicheremo ad essi un approfondimento tecnico e valutativo su comfort e tanti altri aspetti che, speriamo presto, rileveremo con un viaggio a bordo di questi nuovissimi convogli: seguiranno aggiornamenti.

 

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Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, questo pomeriggio è stata effettuata la prima corsa in servizio ordinario per l'ETR 104 043, primo treno Pop di Trenitalia giunto in Calabria! Il nuovissimo convoglio, assegnato alla Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia a seguito della firma del Contratto di Servizio con la Regione Calabria a dicembre 2019, è stato oggi protagonista con il Regionale 3688 Reggio Calabria Centrale - Cosenza, che ha perfettamente rispettato la traccia oraria giungendo a destinazione con 3 minuti di anticipo. Pur non essendo stata prevista alcuna forma di inaugurazione, visto il lockdown in corso, abbiamo comunque avuto la possibilità di poter essere presenti a bordo treno con il nostro associato Sergio Grasso. Poche ma chiare e più che positive le prime impressioni: comfort e silenziosità durante la marcia superiori al Minuetto elettrico / Jazz, convogli dei quali il Pop, di costruzione Alstom, è diretto discendente, così come l'accelerazione durante le ripartenze. Gli ampi e luminosi spazi interni contribuiscono inoltre ad offrire al viaggiatore un'esperienza a bordo treno estremamente confortevole, paragonabile a quella di un servizio ferroviario ad Alta Velocità. E' questa la rivoluzione in corso in questi anni: comfort, servizi a bordo, vivibilità dei convogli, non devono più essere prerogativa esclusivamente dell'Alta Velocità, ma anche e soprattutto dei servizi dedicati ai pendolari che si spostano sulle brevi e medie distanze, che nel complesso degli spostamenti su rotaia in Italia, rappresentano - come ben noto - la maggioranza. 
Vediamo nel dettaglio quali sono le principali caratteristiche del Pop di Trenitalia, convoglio elettrico monopiano alimentato a 3000 V cc, a 3 (ETR 103) o 4 casse (ETR 104), dotato di 4 motori di trazione. Fa parte della famiglia Coradia Stream, viaggia a una velocità massima di 160 km orari ed ha un’accelerazione superiore del 20% rispetto alla generazione precedente (Jazz e Minuetto).

Le carrozze spaziose offrono aree di seduta ampie per i viaggi di media durata tipici del servizio regionale ed interregionale, mentre le sedute singole o quelle longitudinali e il facile accesso nell’area del vestibolo sono adatti per i viaggi di breve durata tipici del servizio suburbano. Le sedute sono dotate di prese per alimentazione di PC, tablet e cellulari, l’illuminazione è ottimizzata grazie a grandi finestrini che consentono un maggior ingresso di luce naturale. La circolazione dei passeggeri è ottimizzata grazie ad ampi corridoi conformi alla UIC567 e adatti alle persone con ridotta mobilità. I livelli di temperatura confortevoli vengono mantenuti grazie a un impianto di condizionamento potenziato, la struttura e l’isolamento della cassa in alluminio contribuiscono a migliorare l’isolamento termico e a diminuire i tempi di raffreddamento dell’ambiente viaggiatori durante la stagione estiva e di riscaldamento durante la stagione invernale.

Il treno è dotato di un sistema informativo integrato con l’infrastruttura di terra di Trenitalia ed offre un servizio di informazione e intrattenimento audio video con numerosi display LCD su ciascun veicolo visibili da tutte le aree, una rete Wi-Fi accessibile ai passeggeri e al personale di bordo. La sicurezza dei passeggeri è garantita da un sistema di telecamere digitali di videosorveglianza con visualizzazione sui monitor nei comparti delle immagini riprese. Un sistema di conta-passeggeri permetterà la consuntivazione in tempo reale dei passeggeri presenti a bordo.

I nuovi treni regionali rispondono alla politica di sostenibilità ambientale, sono riciclabili per il 95% e consumano il 30% di energia in meno rispetto alla precedente generazione. I sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione sono regolati in funzione del numero dei passeggeri, la chiusura delle porte è programmata al fine di evitare la dispersione termica e l’illuminazione per i passeggeri, a LED, si regola automaticamente sulla base della luce esterna. L'ETR 104 offre ben 509 posti, di cui 321 a sedere.

Ma oltre agli aspetti tecnici, non può mancare un appunto a quelli prettamente "politici": all'interno dell'articolo pubblicato qualche giorno fa, avevamo ricostruito la storia dei Pop calabresi, citando la firma del Contratto di Servizio tra Regione Calabria e Trenitalia a dicembre 2019, e proprio in tale occasione era stato illustrato il cronoprogramma relativo alla consegna dei nuovi treni destinati alla nostra regione, e proprio i 4 Pop sarebbero stati i primi convogli ad essere consegnati entro la fine 2020. Effettivamente così è stato, ma semplicemente perchè, appunto, era stato già previsto un anno fa. A tal proposito, quindi, cogliamo l'occasione per pubblicare la lettera aperta inviataci dall'ex Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che con maggiore precisione e chiarezza, ricostruisce il lungo e travagliato iter che dal 2017 al 2019 ha portato alla firma di un Contratto di Servizio a dir poco storico per la nostra Regione. Per fugare ogni dubbio, queste precisazioni non hanno lo scopo di attribuire meriti a qualcuno e toglierne ad altri, visto che è il risultato quello che conta, soprattutto per i pendolari calabresi: lo scopo è invece quello di offrire un'informazione chiara e puntuale ai cittadini, al fine di ricostruire in modo oggettivo in che modo (e quando) è stato possibile raggiungere un obiettivo atteso da oltre 10 anni. 

Alle 13.12 di oggi sulla relazione Reggio Calabria - Cosenza ha viaggiato il primo dei nuovi quattro treni ETR 104 “POP” che in questa settimana integreranno la flotta di treni di Trenitalia in Calabria *.
 
Era il 2 dicembre dello scorso anno quando ArtCal, l’Autorità Regionale dei Trasporti della Regione Calabria, rappresentata dal suo commissario dott. Francesco Cribari e Trenitalia, rappresentata dal suo Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, Ing. Orazio Iacono, firmarono il nuovo contratto di servizio per il Trasporto Pubblico di interesse regionale per la Calabria, valido per 15 anni, dal 2018 fino al 2032.
Tale contratto, disponibile per consultazione su più siti (ad esempio, https://www.trenitalia.com/content/dam/tcom/allegati/trenitalia_2014/in_regione/Contratto_di_Servizio_Trenitalia_-_ARTCal_2018-2032.pdf), è stato firmato al termine di una fase di negoziazione durata circa tre anni che ha visto impegnata la giunta regionale guidata dal Presidente Oliverio e il proprio “braccio operativo” Artcal in una vera e propria battaglia, per rivendicare il ruolo primario nel trasporto pubblico calabrese del servizio ferroviario, da troppi anni relegato ai margini degli investimenti pubblici, sia a livello nazionale che regionale.
E non ci si riferisce soltanto agli investimenti per le infrastrutture che nel corso della giunta Oliverio hanno goduto di luce nuova (l’avvio dei lavori per l’elettrificazione della linea jonica è solo uno degli impegni assunti e con lavori pure avviati), ma anche per il materiale rotabile. A distanza di trent’anni dall’arrivo degli ultimi treni nuovi sulla linea jonica, avendo onorato fino in fondi i debiti contratti fino al 2013 con Trenitalia sul precedente contratto di servizio, sono arrivati tre treni diesel nuovi di zecca, gli Swing.
Il contratto di servizio firmato lo scorso 2 dicembre 2019 prevede un articolato piuttosto complesso, che ha posto in primo piano il ruolo dell’attore protagonista del contratto, ovvero, il viaggiatore. Nel contratto si parla non solo di corrispettivi, ma anche di monitoraggio della qualità dei servizi, degli obiettivi di efficacia ed efficienza, di premi, di penalità e, FINALMENTE, di investimenti e rinnovo del materiale rotabile. Tutto è concordato tra i soggetti sottoscrittori del contratto (vedi art. 7 - Piano degli Investimenti).
Nel 2020 è prevista l’entrata in esercizio di quattro treni a trazione elettrica (ETR 104 “POP”). Nel 2023 ci saranno altri tre treni elettrici, che diventeranno dieci nel 2024.
Ci saranno anche tredici treni bimodali (elettro-diesel) che potranno viaggiare sia su linee elettrificate che non. I primi tre sono previsti in esercizio nel 2022, altri cinque nel 2023, i restanti cinque nel 2024. Nel 2021 arriveranno anche due nuove locomotive per il soccorso. In totale i treni nuovi saranno 29 (includendo anche i locomotori per il soccorso). Tutti i treni nuovi saranno finanziati dalla Regione Calabria, utilizzando allo scopo fondi PON, POR e FSC.
Anche Trenitalia farà la sua parte. Gli otto Minuetto elettrici attualmente circolanti diventeranno 12 nel 2021, mentre gli Swing, che oggi come ricordato sono tre, diventeranno cinque nel 2023, sette nel 2024 e 11 nel 2026.   Per quanto riguarda gli investimenti, la Regione Calabria, all’atto della firma del contratto di servizio, ha assicurato una copertura per circa 240 milioni, mentre l’investimento di Trenitalia è di 70 milioni. Per effetto di tali investimenti, l’età media dei treni, dagli attuali 30 anni, passerà nel 2026 a 8 anni. Il quadro si completa ricordando che, a fronte di un debito di oltre 200 milioni accumulato per il Trasporto Pubblico Locale in Calabria fino al 2013, dal 2014 al 2019 (giunta Oliverio) non è stato contratto un euro di debito.
Questo sforzo, strategico, economico, tecnico e organizzativo, in molti lo hanno definito un’autentica rivoluzione nei trasporti in Calabria. Se di rivoluzione si tratta, ricordo che Oliverio amava piuttosto parlare di “rivoluzione della normalità”.  E’ normale avere una linea ferroviaria elettrificata. Non è normale aver atteso 50 anni perché ci si occupasse del problema sulla jonica, considerando anche i costi relativamente contenuti (700 milioni di euro) rispetto alla marea di risorse impegnate per le infrastrutture in Calabria da quando è nata la Regione.
 Rivoluzione o non, è giusto che la storia (e, soprattutto, chi la racconta) ricordi i protagonisti, a dispetto dei goffi e maldestri tentativi di intestarsi meriti altrui.
* Roberto Musmanno, docente universitario e ex assessore regionale alle Infrastrutture
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Ora o mai più: è questo, da qualche mese, il nostro "slogan" sugli importanti investimenti in infrastrutture ferroviarie in Calabria. Investimenti che probabilmente in futuro sarebbero molto più difficili realizzare in confronto ad oggi, momento storico in cui, a causa dell'emergenza sanitaria mondiale da Covid-19, da parte dell'UE è stato varato un piano di finanziamenti senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo più volte ribadito che attraverso il piano di Recovery Fund, sarebbe possibile abbattere l'atavico isolamento che soffre la Calabria, realizzando una nuova linea ad Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria e, possibilmente, anche un attraversamento stabile dello Stretto di Messina, sia esso un tunnel subalveo o un ponte sospeso, dando così continuità al Corridoio multimodale 5 della rete TEN-T europea, che collegherebbe i porti della Scandinavia con Malta, passando attraverso l'Italia e quindi attraverso Calabria e Sicilia. La nuova linea ad Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria potrebbe inoltre essere realizzata seguendo la proposta dei Professori universitari Roberto Musmanno e Francesco Russo, rispettivamente ex assessori regionali alle Infrastrutture ed alla Logistica, che prevede la costruzione di una ferrovia ad alta velocità ma non ad alta capacità, e destinata quindi al solo traffico viaggiatori, con velocità massima di 300 km/h. Di fatto, gli stessi standard del resto della rete AV/AC italiana, ma con costi di costruzione stimati in 1/3 rispetto ad una linea Alta Velocità ma anche Alta Capacità, destinata anche ad un trasporto merci che, di fatto, ha continuato (e continuerà) a servirsi esclusivamente della rete ferroviaria convenzionale. 
Proprio oggi, l'On. Enza Bruno Bossio, in prima linea in questa battaglia, ha comunicato che con il voto odierno in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, il Governo si è impegnato alla realizzazione di un Piano per il Sud utilizzando le risorse del Recovery Fund. In particolare, per Calabria e Sicilia, viene prevista la redazione, entro fine 2020, di uno studio di fattibilità per la realizzazione di una nuova linea ad Alta Velocità "light" (ovvero con le caratteristiche sopra descritte) da Salerno a Reggio Calabria, su tracciato integralmente nuovo rispetto all'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale, e prosecuzione verso la Sicilia attraverso la costruzione di un attraversamento stabile dello Stretto di Messina, tale da connettere la nuova AV Salerno - Reggio Calabria alla costruenda AV siciliana tra Messina, Catania e Palermo. 
Non si tratta di semplici parole ed impegni, presi oggi: gli organi preposti, con Italferr in prima linea, sono già all'opera nella redazione dello specifico studio di fattibilità, che auspichiamo possa prevedere anche il potenziamento infrastrutturale (anche con la costruzione di appositi tracciati su nuova sede) delle linee ferroviarie afferenti al versante Jonico, dove a quel punto dovrà essere conseguente il finanziamento per l'elettrificazione della tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo.
Ed a proposito di Ponte sullo Stretto, sempre nella giornata odierna è stata pubblicata una interessante proposta a firma del Prof. Aurelio Misiti, stimato tecnico ed ex viceministro dei Trasporti, che abbiamo peraltro avuto modo di conoscere nel lontano 2007, in occasione di una visita ai cantieri per la costruzione della variante Catanzaro Lido - Settingiano sulla traversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: secondo Misiti, sarebbe possibile realizzare una struttura sospesa dotata però di due piloni intermedi, posti in mare a ridosso delle coste calabresi e siciliane (quindi in acque relativamente poco profonde), in modo tale da limitare la lunghezza della sezione centrale sospesa a "soli" 2000 metri. Questo permetterebbe di ridurre i costi (2 miliardi di euro) ed i tempi di costruzione dell'opera (quattro anni), annullando la criticità derivante dal forte vento che per almeno 15 giorni annui obbligherebbe ad una chiusura al traffico per il Ponte concepito con unica campata di 3 km. Nulla cambierebbe per le infrastrutture stradali e ferroviarie sulla struttura: doppio binario AV centrale e due corsie autostradali laterali. Anche in questo caso, da come comunica il Prof. Misiti, Italferr sarebbe già all'opera nella redazione di questo importante progetto. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, nel nostro piccolo, non possiamo quindi che sostenere tutto l'impegno da parte delle figure politiche, di ogni colore, che si stanno occupando di ciò che dal 1861 ad oggi non è mai accaduto: unificare davvero l'Italia, e questa è l'era in cui potrà farlo quell'Alta Velocità ferroviaria che ha cambiato, in positivo, il destino dei territori attraversati.

 

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