Editor's Choice

Non c'è niente da fare: la Calabria non si smentisce mai. Unica "consolazione", è che ormai - purtroppo - la assurda "guerra delle fermate" sta diventando la normalità un po' in tutta Italia, specie quando si tratta di servizi ferroviari ad Alta Velocità. 
Non è trascorsa una settimana, dallo storico annuncio dell'istituzione di collegamenti ad Alta Velocità Frecciarossa di Trenitalia e Italo di NTV, tra Torino e Reggio Calabria: già è esplosa una grottesca quanto irritante battaglia tra comuni, popolazioni, cittadini e associazioni, per chiedere l'istituzione di fermate ai nuovi servizi, praticamente ovunque. Non bastano i tempi di percorrenza sì competitivi, ma comunque abbastanza "larghi" e assolutamente riducibili di oltre due ore, in primis attraverso l'eliminazione delle fermate nelle stazioni di testa nei grandi nodi di Napoli, Roma, Firenze e Milano, adesso ci si mettono anche richieste che ci portano indietro nel tempo, nell'era della nascita delle Ferrovie Calabro Lucane. Cosa c'entra questo paragone? Presto detto! Oltre un secolo fa, i tracciati delle storiche ex-FCL, vennero individuati non solo su basi orografiche, ma anche e soprattutto sulla base di infinite richieste da parte di Comuni e territori. Con il risultato di far nascere decine di stazioni in luoghi sperduti, sol perchè equidistanti tra due o più comuni "in guerra" per la stazione, con il ben noto risultato di aver reso molto poco appetibile il servizio ferroviario delle allora FCL, specie sui tronchi rimasti parzialmente incompiuti.
Oggi non si costruiscono più nuove linee ferroviarie a scartamento ridotto (ma siamo certi che se si tornasse a farlo, tornerebbero anche le diatribe tra comuni), ma la nuova frontiera del "prestigio ferroviario" sono diventate le fermate dei treni, specie se ad Alta Velocità.
Ed ecco che iniziano le battaglie tra Rosarno e Gioia Tauro, Vibo Valentia se la prende con Lamezia Terme perchè tutte le Frecce fermeranno lì e salteranno Vibo-Pizzo, Tropea lamenta il mancato instradamento di questi servizi sulla linea costiera, la Riviera dei Cedri contesta l'assenza di fermate sul proprio territorio, ma allo stesso tempo riescono ad essere istituite varie fermate anche nel Cilento, anche se probabilmente solo nel periodo estivo. 
Una brutta figura del genere è indegna, specie nei confronti di imprese ferroviarie che avviano per la prima volta quei servizi ferroviari che da anni attendiamo, e ci siamo battutti affinchè divenissero realtà: oggi non si può pensare di far diventare questi servizi, dei treni Regionali. A maggior ragione perchè trattasi di treni a mercato, non Regionali o facenti parte del Servizio Universale (InterCity e InterCity Notte), ovvero sovvenzionati dalla Regione Calabria e dallo Stato per garantirne l'equilibrio economico.

Si tratta di servizi ferroviari dietro ai quali ci sono analisi di mercato, di flussi, di competitività: non parliamo di un InterCity, servizio capillare sovvenzionato dallo Stato, al quale poter inserire o meno una fermata, ma parliamo di treni che percorrono oltre 1000 km, parzialmente su linee non ad Alta Velocità, e che quindi, necessariamente devono mantenere un'alta velocità media. 
Tant'è vero che, entrambe le imprese ferroviarie, hanno individuato (in maniera più che condivisibile), le stazioni nelle quali effettuare fermata in Calabria:

- Reggio Calabria Centrale (ovviamente, in quanto stazione di origine/termine corsa e hub di interscambio da/per l'area grecanica e la bassa locride)
- Villa San Giovanni (interscambio con servizi di navigazione da/per la Sicilia)
- Rosarno (hub per la Piana di Gioia Tauro e per la Locride, collegata per via stradale con la SGC "Jonio-Tirreno")
- Lamezia Terme Centrale (hub a servizio del Capoluogo di Regione, Aeroporto Internazionale, parte della fascia jonica e del vibonese)
- Paola (collegamento con Cosenza, alto Jonio cosentino e parte dell'alto tirreno cosentino)

Non è pensabile, nè ovviamente sosteremmo, alcuna ulteriore istituzione di fermate. O, al massimo, può essere valutata esclusivamente una fermata estiva a Scalea-Santa Domenica Talao (stazione già servita dal Frecciargento Sibari - Bolzano nonchè da Frecciabianca RC - Roma Termini nei mesi estivi), poichè raggiungere la Riviera dei Cedri da Paola, significherebbe dover percorrere in treno Regionale, a ritroso, 60 km e anche oltre, rendendo ovviamente non competitiva questa scelta. 

Ma nei restanti casi, citando Gioia Tauro e Vibo Valentia, non esistono giustificazioni: Vibo-Pizzo (o Vibo Marina, sulla linea via Tropea), si raggiungono da Lamezia Terme Centrale, in treno Regionale, in una manciata di minuti. Ed a proposito di Tropea, raggiungibile in treno Regionale sia da Rosarno che da Lamezia Terme Centrale, entrambe fermate di Italo e Frecciarossa: un instradamento di questi servizi AV, sulla linea costiera, porterebbe ad un incremento dei tempi di percorrenza di oltre un'ora, per servire poi...soltanto Tropea!
Il caso di Gioia Tauro è ulteriormente emblematico, poichè da Rosarno questa stazione è raggiungibile in 6 di minuti in treno Regionale, tra l'altro con un servizio frequentissimo, esistendo sulla tratta Rosarno - Melito di Porto Salvo un efficiente servizio metropolitano, alternato con i collegamenti Regionali tra Reggio Calabria Centrale, Lamezia Terme Centrale, Paola e Cosenza.
Dal 2018 ci siamo battuti per un obiettivo che è stato raggiunto come e più di quanto speravamo: ma l'abbiamo fatto non certo per far strumentalizzare Italo e Frecciarossa da Comuni, politici o altre figure territoriali, attraverso le battaglie per l'istituzione di fermate che hanno come unico obiettivo quello del tornaconto politico-elettorale. Sia ben chiaro, anche noi ci siamo battuti per l'istituzione di fermate a vari servizi ferroviari, ma c'erano dietro proposte, numeri, e soprattutto è stato fatto su servizi (ben diversi da Frecciarossa e Italo) nei quali era plausibile l'istituzione delle stesse. Proporre l'istituzione di fermate non è certo "un delitto", ma lo si fa con la testa... non con la pancia!

Piuttosto, ciò che risulta realmente necessario, invece di inseguire improbabili fermate, sono i collegamenti, sia su ferro che su gomma, da porre in coincidenza ai nuovi servizi ITALO e Frecciarossa, dedicati particolarmente alla fascia jonica, che continua a soffrire un gravissimo isolamento.
A tal proposito, infatti, invieremo a Nuovo Trasporto Viaggiatori, la proposta di istituzione di collegamenti Italobus tra Locri, Siderno, Gioiosa Jonica e Rosarno, a servizio dei principali centri della Locride, un collegamento analogo tra Soverato, Catanzaro e Lamezia Terme Centrale, ed uno tra Crotone, Catanzaro e Lamezia Terme Centrale (quest'ultimo almeno finchè non sarà completata l'elettrificazione, che renderà possibile l'arrivo di collegamenti Freccia e Italo anche sulla fascia jonica a nord di Catanzaro Lido).
Riusciremo, almeno per una volta, a superare gli assurdi campanilismi tipicamente calabresi, che hanno contribuito, in buona parte, a distruggere la nostra economia e la nostra società, evitando inoltre di farci deridere in tutto il resto d'Italia? 

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Nelle ultime ore la notizia dell'istituzione di inediti collegamenti Frecciarossa e Italo da Torino a Reggio Calabria, ha portato indubbiamente (per noi di Associazione Ferrovie in Calabria in primis) una ventata di euforia, rappresentando un punto di svolta per il trasporto su ferro calabrese, finalmente connesso alla rete AV nazionale, ma ha - giustamente - riaperto anche l'argomento Alta Velocità in Calabria. Sia ben chiaro, i due servizi che partiranno da giugno hanno tempi di percorrenza estremamente competitivi (seppur ancora fortemente riducibili con l'eliminazione delle fermate nelle stazioni di testa) già oggi, e lo saranno ancor di più al termine dell'upgrade infrastrutturale che porterà la Ferrovia Tirrenica Meridionale, entro pochi anni, a essere percorribile per intero a 200 km/h.
Ma ovviamente, di Alta Velocità non si tratta: il Prof. Francesco Russo, docente di trasporti dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e luminare in questo ambito, ex vicepresidente della Regione Calabria ed Assessore alla Logistica e Portualità, in un interessantissimo e condivisibile articolo pubblicato su www.zoomsud.it , e che rilanciamo, spiega come la vera Alta Velocità potrebbe arrivare in Calabria e con costi al km, di gran lunga inferiori rispetto a quelli che sono stati necessari per la costruzione del resto della rete Alta Velocità/Alta Capacità Italiana. E la differenza, sta proprio nella cosiddetta "Alta Capacità": buona lettura!

LA PREMESSA
E’ indispensabile, per intervenire sull’argomento, conoscere la differenza tra le varie Alta Velocità ferroviarie. Nei comunicati quasi sempre tutte le Alte Velocità vengono ammucchiate sotto la stessa sigla (AV). Accade anche quando presentano differenze tanto marcate da dar vita a realtà profondamente diverse per i costi di realizzazione e per i servizi offerti ai cittadini.

Per orientarsi in tanta confusione (cercata o casuale che sia) bisogna concentrare l’attenzione sulle infrastrutture senza considerare i treni (Frecce o Italo o altro). Solo con la scelta di isolare il tema infrastruttura (cioè la costruzione e la potenza del meccanismo su cui si muovono i treni) è possibile ridurre (in parte consistente) le ambiguità.
In Calabria non partiamo da zero. Nel 2016 si è svolto un ampio dibattito sull’Alta Velocità. In questa regione e non altrove perché il Mezzogiorno, e soprattutto Calabria, Basilicata, Puglia adriatica e Sicilia, sono i territori italiani meno accessibili del paese. Un fenomeno che ha ricadute pesantissime sulla vita quotidiana dei cittadini e la capacità produttiva di questi territori. Per questo nel 2016 società civile, istituzioni regionali (Consiglio, Dipartimenti, Giunta), provinciali e locali, rappresentanze sindacali e datoriali, università e media si sono confrontati in Calabria. Un dibattito che si è concluso con l’approvazione di un Piano Regionale dei Trasporti in Consiglio e in Giunta nel Dicembre 2016: un lavoro. valutato positivamente nel marzo 2017dalla Commissione Europea.

Un’ultima rilevante considerazione: se oggi siamo nelle condizioni di non dover scegliere tra il tutto dell’AVAC e il niente dell’AV di rete (di cui abbiamo discusso in un precedente articolo), dipende da quel dibattito e dalle proposte che ha prodotto eliminando radicalmente soluzioni-imbroglio e strumentalizzazioni. Ma procediamo con ordine.

IL PUNTO SULLE PROPOSTE IN CAMPO
Le proposte infrastrutturali messe in campo da Roma (Ministero ed RFI) per l’Alta Velocità sono due: 1) Alta Velocità di Rete (AVR) e 2) Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC).

Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC) è l’infrastruttura percorribile oggi a 300 km/h, e che quindi con un treno diretto permetterebbe di connettere Roma e Reggio in non più di 2 ore e mezza.

Ma l’Alta Velocità in Italia, a differenza che nel resto del mondo, è stata costruita come Alta Capacità (AVAC) cioè una infrastruttura capace di trasportare sia i treni passeggeri a oltre 300 km/h sia i treni merci pesanti da oltre 1500 tonnellate.

Trasportare i treni merci pesanti implica però una serie di problemi e un consistente aggravio dei costi:

  • • pendenze più basse e quindi viadotti più lunghi e costosi;
  • • carico per asse maggiore e quindi viadotti strutturalmente più impegnativi, binari e piattaforme più robusti, rilevati più massicci, tutto più costoso;
  • • lunghezze stazioni per ricoverare i merci superiori a quelle dei passeggeri, e quindi più costose.

Per questo il costo per realizzare i 400 km di AVAC (cioè con le stessa metodologia e potenza della linea Milano-Roma-Salerno) tra Salerno e Reggio Calabria supera i 20 miliardi, e sono certo sia sottostimato. Per essere chiari: se si resta inchiodati a questa rivendicazione, tenendo conto del quadro economico italiano aggravato dal Cvirus, significa murare una pietra tombale sul progetto di collegare rapidamente il Mezzogiorno (Sardegna a parte) e specie regioni come la Puglia jonica, Basilicata, Calabria e Sicilia col resto del paese (e quindi dell’Europa). Controprova: secondo le indicazioni date dalla Ministra dei trasporti nella recente Conferenza stampa in Calabria, e (soprattutto) secondo i finanziamenti stanziati nel Decreto Rilancio, la Salerno-Reggio sarà Alta Velocità di Rete (AVR), cioè una infrastruttura che raggiungerà una velocità massima di 200 km/h.

LA PROPOSTA
Qui bisogna fermarsi e ragionare. In altre nazioni europee, per esempio in Francia e in Spagna, è stata scelta un’AV (capace di 300 e in prospettiva 350 km orari) che non prevede la struttura necessaria per il trasporto dei treni merci pesanti. La Spagna ha così realizzato in 10 anni tutta la propria rete alla velocità di 300 Km/h e oltre. La Francia lo aveva già fatto. Verificando qualunque pubblicazione si legge che le AV francesi e spagnole costano meno di un terzo dell’AVAC italiana.

Alta Velocità di Rete in Italia (AVR) è una rete in cui sono comprese sia le linee AVAC (quindi 300-350 km/h) che possono contemporaneamente trasportare i merci pesanti, sia le linee tradizionali su cui si fanno interventi per consentire una velocità di 200 km/h. Semplifico: se una linea è in AVR, e non è linea AVAC, vuol dire che è una linea tradizionale che consente al massimo 200 km/h.
Migliorare la linea attuale Salerno Reggio Calabria in chiave AVR, nel corso dei prossimi 2 decenni, portandola ad una velocità massima di 200 km/h, significherebbe, rispetto ad oggi, un risparmio di 20 minuti con una spesa di almeno 8 miliardi.

E’ qui che s’innesta la proposta calabrese di dar vita a un’Alta Velocità LARG (AVL) cioè un’AV come quella francese e spagnola per collegare Reggio a Roma in due ore e mezzo con un costo tra gli 8 e i 10 miliardi.

La proposta nasce da alcune considerazioni fatte durante il dibattito di cui sopra:

• Una linea a 300 km/h integra il Sud e integra il Paese;
• I 20 e più miliardi AVAC rappresentano una cifra notevole anche per una potenza economica come l’Italia;
• Le linee a 300 km/h solo passeggeri realizzate in altri Paesi costano meno di un terzo delle italiane;
• La Calabria è l’estremo meridionale della rete italiana, quindi nessun investimento fatto in Italia viene pregiudicato dal tratto che attraversa la Calabria.

Insomma la Regione Calabria ha proposto di realizzare tra Salerno e Reggio e in alte zone del Mezzogiorno l’AV esistente in altri paesi dell’Ue, tenendo conto che i treni merci da 1500 metri e da 2000 tonnellate a sagoma alta possono tranquillamente viaggiare sulle linee storiche. E d’altronde sarà comunque così perché è già stato deciso che quei treni utilizzino il corridoio ionio-adriatico.

La proposta della Calabria è quella (sempre con 300-350 km/h) di introdurre altre opzioni tecnologiche e di tracciato che ridurrebbero ulteriormente i costi realizzando quella che possiamo definire AV LARG: Lean, Agile, Resilient, Green. Cioè una linea con progettazione snella ad altissimo tasso tecnologico, svincolata dalle pesantezze dei merci tradizionali, solida e capace di far fronte ai rischi naturali meglio delle infrastrutture attuali, con grande caratterizzazione ambientale.

AVR e AVAC sono le proposte di Roma in  tutta Italia. Dal 14 Maggio Roma ha detto che al Sud si farà solo AVR, cioè che il percorso Reggio-Roma non sarà mai più simile a quello Roma-Milano. La Calabria invece propone di valutare anche l’AVL.

La sintesi finale è semplice: bisogna fare subito la fattibilità, per verificare in modo chiaro quale sia la migliore alternativa. E bisogna essere chiari: se il Governo conferma la proposta del Decreto Ripresa bisogna dire che viene cancellata, per un tempo storico lunghissimo, la possibilità di viaggiare tra Reggio e Roma come tra Roma e Milano.

Insomma, Calabria e Mezzogiorno chiedono solo di verificare cosa sia meglio. Non si vuole imporre nulla come invece sembra voler fare il Governo romano (vedi conferenza stampa Ministra De Micheli del 14 Maggio).

Bisogna impedire che decisioni cruciali passino inosservate nell’ambito delle migliaia di notizie che ogni attimo ci sommergono. Dobbiamo fare le scelte con la massima trasparenza perché da questa scelta dipende il futuro del Sud ma anche del Paese.

*FRANCESCO RUSSO - UNIRC  

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Nelle ultime ore abbiamo avuto modo di leggere alcune dichiarazioni dell'ex sindaco di Rossano, Tonino Caracciolo, relativamente ad una problematica legata ai lavori di elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Catanzaro Lido e Sibari. Nello specifico, si fa riferimento ad uno stop generico dei lavori, a causa di un blocco imposto dalla Soprintendenza, e in modo più che condivisibile, l'ex sindaco Caracciolo, esprime profonda preoccupazione per il futuro di questo progetto atteso nella nostra regione da oltre 40 anni, e che cambierà il volto della mobilità su ferro sia regionale che a lunga percorrenza lungo la fascia jonica calabrese. 
Risulta però necessario, da parte nostra, precisare alcuni aspetti. Il primo riguarda la tratta sulla quale è in essere il blocco da parte della Soprintendenza ABAP per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone: parliamo esclusivamente della tratta Corigliano - Sibari, ricadente in un territorio a fortissima vocazione archeologica e paesaggistica. Nello specifico, infatti, vogliamo ribadire che questo problema, che in realtà abbiamo più volte sottolineato in nostri precedenti articoli, riguarda l'installazione dei pali tipo LS che sosterranno la catenaria, a fianco del binario. Secondo la Soprintendenza (almeno da informazioni in nostro possesso), infatti, l'installazione di pali e catenaria sarebbe di forte impatto visivo all'interno del paesaggio attraversato. Le soluzioni proposte erano state varie, dall'installazione dei pali in posizione "frontale" rispetto all'osservatore (ma ciò renderebbe impossibile l'installazione delle mensole di sostegno della catenaria, probabilmente), alla più plausibile verniciatura dei pali in verde e/o altro colore che li mimetizzerebbe con il paesaggio.
Certamente non è il caso di additare la Soprintendenza come la causa del fallimento di un progetto che è tutt'altro che fallito (tra Catanzaro Lido e Corigliano i lavori proseguono regolarmente, con rallentamenti dovuti purtroppo all'emergenza Covid-19): la Soprintendenza fa il proprio lavoro, non avrebbe alcun interesse a "sabotare" un così importante progetto di rilancio della Ferrovia Jonica, che anzi, diventerebbe ulteriormente funzionale anche alla valorizzazione dei siti archeologici e museali presenti lungo il percorso, a pochi metri da essa, prendendo spunto dal nostro progetto, condiviso con Italia Nostra, del Treno della Magna Grecia. 
Ed a proposito di turismo ferroviario, siti archeologici e ferrovie elettrificate: in Sicilia, lungo la Valle dei Templi ed a pochi passi da essi, si snoda la ferrovia Agrigento - Porto Empedocle, elettrificata e addirittura dotata di comode fermate in corrispondenza dei principali siti, utilizzate in occasione dei treni turistici organizzati da Fondazione FS Italiane. Quale sarebbe allora la differenza tra questa linea ferroviaria, e la Ferrovia Jonica in corso di elettrificazione? Nel caso della Valle dei Templi, peraltro, i pali non sono stati neppure verniciati di alcun colore!

Ciò che risulta necessario, visto e considerato che questa vicenda va avanti ormai da ben due anni, è cercare di capire dove si trova "l'intoppo", chi lo deve risolvere, e perchè non l'ha ancora fatto dopo tutto questo tempo. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria scriveremo ufficialmente alla Soprintendenza, per chiedere informazioni sulla problematica in questione, coinvolgendo anche l'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, e sperando in una rapida e definitiva risoluzione: terremo informati i nostri lettori, ringraziando comunque, nel frattempo, l'ex Sindaco Caracciolo, per aver sollevato un tema che ci sta molto a cuore e che fino ad oggi, a parte la nostra associazione, nessuno aveva portato a conoscenza dell'opinione pubblica.

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Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di FS Italiane, relativamente all' istituzione del collegamento diretto Frecciarossa Torino Porta Nuova - Reggio Calabria Centrale a partire dal prossimo 3 giugno: un ringraziamento da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria va alla Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, per la costante interlocuzione avvenuta in questi ultimi giorni, relativamente all'invio dei comunicati stampa e dei dettagli relativi al nuovo collegamento AV dedicato alla Calabria. Cogliamo inoltre l'occasione per comunicare che, in anticipo sui tempi, sarà ripristinato a partire dal 28 maggio il servizio Frecciargento Sibari - Bolzano e viceversa, già da oggi prenotabile sul portale www.trenitalia.it

FS ITALIANE, TRENITALIA: DA TORINO A REGGIO CALABRIA IN FRECCIAROSSA

  • da oggi biglietti disponibili nei sistemi di vendita
  • dal 3 giugno i nuovi collegamenti senza cambi intermedi

 Roma, 21 maggio 2020

 Da oggi disponibili nei sistemi di vendita di Trenitalia i biglietti del Frecciarossa che dal 3 giugno, per la prima volta, collegherà senza cambi intermedi Torino con Reggio Calabria.

Ogni giorno una coppia di Frecciarossa collegherà senza cambi Reggio Calabria con Torino. Il Frecciarossa partirà da Torino Porta Nuova alle 8 del mattino con arrivo a Reggio Calabria alle 18.50. Da Reggio Calabria la partenza è invece alle 10.10 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 21.00. Le fermate intermedie sono: Torino Porta Susa, Milano Centrale, Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Tiburtina, Roma Termini, Napoli Afragola, Napoli Centrale, Salerno, Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno, Villa San Giovanni.

Inoltre, per collegare anche la Sicilia alle città servite dall’Alta velocità, insieme al biglietto delle Frecce sarà possibile acquistare anche quello della nave veloce BluJet (Gruppo FS Italiane) fra Villa San Giovanni e Messina. Gli orari delle navi e dei treni sono integrati per garantire un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto.

 Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria è la principale novità dell’offerta di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che da inizio giugno prevede 74 Frecce e 48 InterCity sulle principali direttrici del Paese, raddoppiando il numero di treni a disposizione dal secondo step della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, iniziato il 18 maggio.

 L’offerta di Trenitalia cresce con un numero di collegamenti congruo alla richiesta di mobilità di questo periodo, tenendo conto della disponibilità di posti al 50% per il sistema di prenotazione “a scacchiera” che garantisce il rispetto del distanziamento sociale.

 L’impegno di Trenitalia è continuare ad avere la massima attenzione alle esigenze delle persone, salute e igiene prima di tutto. A bordo di Frecciarossa e Frecciargento è distribuito un safety kit gratuito (mascherina, gel igienizzante per mani, guanti in lattice e poggiatesta monouso), insieme a una lattina d’acqua per tutti i passeggeri. Inquadrando con lo smartphone il QR code posizionato sui tavolini, i passeggeri possono visualizzare le informazioni sulle attività e i processi di pulizia e sanificazione dei treni.

LE DICHIARAZIONI DI GIANFRANCO BATTISTI, AD FS ITALIANE, SU FRECCIAROSSA DA TORINO A REGGIO CALABRIA

 “Con questo nuovo collegamento – dichiara Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane – per la prima volta il Frecciarossa arriva a Reggio Calabria. Il treno simbolo dell’eccellenza italiana nell’Alta velocità collegherà Reggio Calabria al Sistema AV. Un nuovo servizio che avvicina le persone, nel momento in cui il Paese deve ripartire. L’arrivo del Frecciarossa contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia”.

 

 

 

 

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Sono stati 966 i passeggeri calabresi in viaggio sui treni regionali di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nella giornata di ieri, il 5,8% rispetto a quelli presenti prima dell’emergenza sanitaria COVID-19. L’inizio della Fase 2 ha segnato anche l’incremento delle corse del trasporto regionale, che in Calabria sono passate dal 22% al 37% dell’offerta prevista prima del periodo dell’emergenza.

D’accordo con le Regioni, Committenti del Servizio, l’offerta regionale ha avuto un incremento di circa 25 punti percentuali rispetto alla scorsa settimana, passando da circa 2mila corse a 3.800 su tutto il territorio nazionale.

Il riempimento medio dei treni calabresi è stato pari all’11% della capienza, già calcolata in base alla nuova disponibilità al 50% di posti a sedere.

 Ai 3800 treni regionali di Trenitalia in circolazione nel giorno di avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, si sono aggiunti i treni a media e lunga percorrenza. In tutto 12 Frecce – che da oggi diventano 14 – e InterCity fra le principali città italiane utili agli spostamenti necessari indicati dalle Autorità competenti, per un totale di circa 4.300 viaggiatori, circa il doppio rispetto alla scorsa settimana.

Il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello presente prima dell’emergenza sanitaria COVID-19.

È in corso l’allestimento su tutta la flotta di Trenitalia di marker sui sedili da non occupare, segnaletica sulle porte per la salita e la discesa dei viaggiatori e le indicazioni a terra per indicare ai passeggeri l’uscita più vicina e la distanza da tenere con gli altri passeggeri. Sono state, inoltre, potenziate le attività di sanificazione e igienizzazione su tutta la flotta di Trenitalia.

 Il Gruppo FS Italiane ricorda che tutti i passeggeri devono:

  • indossare sempre la mascherina protettiva;
  • essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni;
  • essere collaborativi a bordo treno con il personale ferroviario, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi;
  • essere collaborativi in stazione con il personale ferroviario nell’entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi.

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