Dopo anni di graduali ma continui rialzi tariffari per i cosiddetti Servizi Universali di Trenitalia, ovvero i treni Intercity ed Intercity Notte finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da alcuni mesi a questa parte la tendenza sembra essersi invertita: non siamo ancora in grado di diffondere dati e percentuali precise (e né siamo riusciti a reperirli sui canali ufficiali del gruppo FS e del MIT), ma un lieve calo della tariffa Base in posto a sedere sui treni Intercity Notte c'è effettivamente stato. Ce ne siamo accorti in realtà casualmente, durante l'acquisto di un biglietto in posto a sedere da Lamezia Terme Centrale a Roma Tiburtina a bordo dell'InterCity Notte 794 (che in questi giorni circola come ICN 3554) Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova. La tariffa base è infatti scesa da 50 euro a 46,50 euro. Soli 3,50 euro, davvero poco per le tasche del viaggiatore, ma è sicuramente un segnale positivo, specie se consideriamo che è in corso un consistente rinnovo del materiale rotabile utilizzato su queste relazioni, sia per quanto riguarda i posti a sedere, con l'ormai definitivo accantonamento delle storiche (ma decisamente poco confortevoli) carrozze UIC-X "Giubileo", sostituite da UIC-Z a scompartimenti ristrutturate, e sia per quanto riguarda i posti "orizzontali" sia cuccetta che letto, con il revamping di entrambe le tipologie di vetture (tipo T4 Comfort e MU). A ciò si aggiunge anche un migliore servizio a bordo, con kit notte invidiabili a livello europeo (non solo sui treni notte, ma anche in molti hotel!) e livelli di puntualità in crescita. In ogni caso, riteniamo che un ulteriore calo delle tariffe per lo meno sui posti a sedere, considerando che si tratta di Servizi Universali, ovvero sovvenzionati dallo Stato, andrebbe sicuramente ad equilibrare l'attuale forte concorrenza del trasporto su gomma a lunga percorrenza, molto meno confortevole rispetto al vettore ferroviario nonostante il costante rinnovamento delle flotte autobus delle varie compagnie di trasporto. Ad oggi infatti l'utilizzo del treno notturno, specie in posto a sedere e per chi non ha la possibilità di pianificare il proprio viaggio in anticipo, usufruendo così di offerte, è spesso scoraggiato dai costi tutt'altro che concorrenziali, uniti alla ovvia minore capillarità del servizio ferroviario rispetto a quello su gomma. E non dimentichiamo inoltre che, in molti casi, il treno notte viene utilizzato da fasce di popolazione in difficoltà economica o da anziani, che molto spesso non hanno accesso e praticità all'acquisto di biglietti aerei o autobus "low cost". Insomma, in modo un po' provocatorio, vorremmo lanciare una proposta di "treno di cittadinanza", che possa permettere di viaggiare in modo economico con quello che di fatto è l'unico vettore di trasporto pubblico gestito e finanziato dallo Stato. 

 


In conclusione, non possiamo non accennare alla realtà ferroviaria siciliana (e di conseguenza anche calabrese), in questi ultimi giorni funestata da un'incredibile serie di soppressioni e ritardi superiori alle 4 ore ai treni Intercity ed Intercity Notte Palermo/Siracusa - Roma Termini , oltre che all'InterCity Notte Palermo/Siracusa - Milano Centrale. Soppressioni e ritardi causati dalla lunga serie di gravi guasti ad alcuni locomotori E656 della Divisione Long Haul di Trenitalia, gli unici presenti in Sicilia per la trazione dei treni del Servizio Universale. Macchine fino a qualche anno fa indistruttibili (e probabilmente lo sarebbero ancora oggi con una corretta manutenzione, e se fossero di semplice reperibilità molti pezzi di ricambio), sulle quali però il peso degli anni di servizio, che in alcuni casi si avvicina ai 40, si fa sentire. Indubbiamente è giunto il momento di sostituirle, per lo meno negli utilizzi quotidiani in testa ai treni IC / ICN, con locomotori più recenti come le E403 ed E402B, il cui numero di unità non è certo così risicato. Peraltro la graduale trasformazione delle locomotive E402A in E401 monocabina, e quindi inserimento di queste ultime in composizioni bloccate reversibili, porterebbe allo "sblocco" di ulteriori unità dei gruppi E402B ed E403 che potrebbero così essere trasferite in Sicilia in sostituzione delle E656. 

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Roberto Galati

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