Il consigliere regionale Giuseppe Pedà, ex Presidente di Ferrovie della Calabria e socio onorario dell'Associazione Ferrovie in Calabria, ha presentato nelle scorse ore un'interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, dedicata alla Ferrovia Jonica. Nello specifico, il documento si sofferma su una tematica a noi molto cara, ovvero il completamento dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, tra Catanzaro Lido e Melito di Porto Salvo. Il consigliere Pedà, infatti, riassumendo gli interventi di elettrificazione (per i quali sono stati stanziati 150 milioni di Euro), in corso tra Sibari, Crotone e Catanzaro Lido con prosecuzione verso Lamezia Terme Centrale, chiede che anche il resto della Ferrovia Jonica, da Catanzaro Lido fino a Melito di Porto Salvo, possa beneficiare della messa sotto tensione, affinché l'intero corridoio jonico possa diventare percorribile da collegamenti ferroviari a lunga percorrenza di ogni categoria, dagli Intercity (con composizioni ben più consistenti di quelle attuali, trainate dai locomotori diesel D445), agli Intercity Notte fino alle Frecce, che potrebbero sfruttare comunque velocità massime anche di 150 km/h, oggi non raggiunte a causa dell'utilizzo di materiale rotabile a trazione diesel con velocità massime comprese tra i 120 ed i 130 km/h. I costi stimati per il completamento dell'elettrificazione tra Catanzaro Lido e Melito di Porto Salvo (148 km) si aggirano attorno ai 100 milioni di Euro: nell'interrogazione si chiede alla Regione Calabria se siano stati adottati gli opportuni provvedimenti atti a prevedere adeguati stanziamenti finanziari per la realizzazione e il completamento dell’elettrificazione nel tratto compreso tra Catanzaro Lido e Melito di Porto Salvo.
Ma non solo elettrificazione: la Ferrovia Jonica, come segnalato dall'On. Pedà, meriterebbe anche il cosiddetto "raddoppio a macchia di leopardo", ovvero il raddoppio del binario dove possibile, senza stravolgere gli insediamenti urbani sviluppatisi negli scorsi decenni attorno alla Ferrovia Jonica, ed il relativo ambiente circostante. Anche tratti medio/brevi di raddoppio, migliorerebbero notevolmente la fluidità del traffico, aumentando ulteriormente la capacità della linea ferroviaria.
Inoltre, completando l'elettrificazione dell'intero corridoio ferroviario della Calabria orientale, si realizzerebbe finalmente un valido itinerario alternativo alla Ferrovia Tirrenica Meridionale, da utilizzarsi in caso di interruzioni programmate o accidentali della stessa (basti pensare a quanto accaduto nei giorni scorsi a causa del maltempo tra Sapri e Paola, con ritardi dei treni che hanno raggiunto le 13 ore!). Insomma, provvedimenti non più rimandabili che, almeno in parte, andrebbero a colmare il quasi secolare gap tra il versante jonico e quello tirrenico calabrese, quest'ultimo da sempre maggiormente favorito relativamente alle viabilità ferroviarie, stradali ed aeroportuali: il completamento dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica e quindi l'istituzione di nuovi e veloci collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, darebbe una spinta all'economia di tutta la fascia di territorio compresa tra Taranto e Reggio Calabria (oggi quasi totalmente costretta a spostarsi con autobus, sulla lunga percorrenza), paragonabile solo a quella avuta nell'ormai lontano 1875, con l'inaugurazione della Ferrovia Jonica. 
L'Associazione Ferrovie in Calabria non può che ritenersi soddisfatta dall'attivismo di Giuseppe Pedà nel campo dei trasporti ed in particolare di quello su ferro: un attivismo che va oltre il ruolo politico, ma denota giorno dopo giorno la grande passione, da tutti noi condivisa, per la rinascita delle Ferrovie in Calabria. 

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Roberto Galati

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