La tanto attesa Fase 2, primo passo per la "convivenza" con il Covid-19 (speriamo più breve possibile), è da oggi in vigore: ed i primi provvedimenti ad essa collegati, non sono mancati lungo i binari, sui treni e nelle stazioni italiane, comprese quelle calabresi. Proprio in Calabria, regione che è rimasta ai margini della pandemia grazie a misure restrittive prese tempestivamente, mentre purtroppo nel centro-nord Italia i contagi giornalieri erano a migliaia e le vittime diverse centinaia, è oggi in prima linea nel controllo serrato del flusso di arrivi dal resto d'Italia. Migliaia di studenti fuori sede, al momento non impegnati con attività didattiche all'interno degli atenei, ma anche tanti lavoratori, stanno rientrando nella nostra regione, e tantissimi lo stanno facendo in treno. 
In tutte le stazioni ferroviarie servite dai collegamenti a lunga percorrenza, ovvero Scalea-Santa Domenica Talao, Paola, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, sono presenti postazioni gestite da medici ed infermieri delle ASP di riferimento del territorio, nelle quali vengono eseguiti i tamponi ai viaggiatori appena scesi dai convogli, a loro volta identificati dalla Polizia Ferroviaria, seguendo le direttive nazionali e regionali. 
Soltanto nella stazione di Gioia Tauro, come documentano queste fotografie dell'amico Domenico Latino, corrispondente della Gazzetta del Sud per la Piana di Gioia Tauro, sono stati eseguiti oggi centinaia di tamponi ai viaggiatori giunti a bordo dei treni Intercity 728/723 Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, Intercity 560/561 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, Frecciabianca 8878/8877 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, ovvero gli unici collegamenti ferroviari a lunga percorrenza al momento attivi in Calabria. I tamponi vengono effettuati dal SUEM 118 dell'Asp di Reggio Calabria, coordinato dal dott. Domenico Gaglioti, con il supporto della Protezione Civile, gruppo "Le Aquile" di Gioia Tauro: una attività gestita in modo estremamente professionale, pari ai provvedimenti istituiti da Trenitalia a bordo dei propri convogli, che nel caso degli Intercity e Frecce, in entrambi i casi a prenotazione obbligatoria, prevedono una occupazione massima pari alla metà della capienza del convoglio per garantire il necessario distanziamento sociale attraverso la prenotazione dei posti "a scacchiera".


Provvedimenti analoghi riguardano anche i treni della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, che come visibile da queste immagini pubblicate dal Dopolavoro Ferroviario di Paola, prevedono il contingentamento dei viaggiatori in salita e in discesa, attraverso l'utilizzo dedicato delle porte: in questo caso, le immagini sono relative ad una vettura MDVC, dove la presenza di vestiboli paracentrali permette una più semplice gestione del flusso di viaggiatori, che avranno inoltre a loro disposizione appositi erogatori di gel igienizzante per le mani. A bordo delle carrozze, inoltre, tramite apposito contrassegno adesivo, vengono indicati i sedili non utilizzabili, sempre al fine di garantire un adeguato distanziamento sociale, oltre ad una specifica area destinata esclusivamente al Capotreno.

Per quanto riguarda invece i servizi di Ferrovie della Calabria srl, sia su gomma che su ferro, attraverso il comunicato inviatoci dall'azienda, rileviamo che anche in questo caso saranno individuati tramite apposito adesivo i sedili non occupabili, e relativo avviso sul quale viene riportato il numero massimo di viaggiatori trasportabile dall'automotrice in questione. Diversamente dai servizi di Trenitalia, Ferrovie della Calabria comunica inoltre che, nel caso venisse raggiunto il numero massimo di viaggiatori a bordo del convoglio, il personale aziendale è autorizzato a non effettuare ulteriori fermate per salita viaggiatori. Il comunicato di FdC specifica che "qualora ricorra tale ipotesi, ai viaggiatori prenotati per la discesa sarà consentita la fermata appena possibile". Chiaramente, non possiamo che sperare che simili situazioni non accadano, poiché in alcuni casi ciò potrebbe rappresentare una criticità per l'utente che prenota la discesa in una specifica fermata e da essa deve raggiungere il luogo di lavoro. Se la fermata salta, e l'utente verrà fatto scendere "appena possibile", avrà modo di giustificare il proprio ritardo o totalmente la propria assenza dal luogo di lavoro? 
Chiaramente, a malincuore, non possiamo che ribadire di utilizzare il treno esclusivamente per motivazioni urgenti o legate ad attività lavorative: per gli spostamenti legati a piacere, turismo o motivazioni "futili", non mancherà tempo al termine di questa grave emergenza.


Una grave emergenza sanitaria che però ha messo in luce la resilienza del trasporto su ferro, spina dorsale della mobilità anche in tempo di crisi, ed a maggior ragione in questo preciso momento storico, in cui è più che mai necessario tracciare gli spostamenti dei cittadini e in più casi possibile sottoporli a tampone, al fine di contenere un'epidemia che purtroppo ha causato, e sta continuando a causa, centinaia di vittime ogni giorno, seppur con un trend finalmente in calo. Lo stesso "tracciamento" legato ovviamente a titoli di viaggio nominativi (la cui presenza di origine/destinazione del viaggio potrebbe tornare utilissima anche ai fini statistici, per rilevare la presenza in un determinato luogo, dello specifico numero di utenti provenienti dalle aree maggiormente a rischio epidemiche ed ex zone rosse), e la stessa disponibilità di ampi spazi all'interno delle stazioni ferroviarie, nei quali effettuare i test, è imparagonabile al caos ed all'assoluto anonimato del trasporto su gomma, a maggior ragione se privato. 
Il nostro parere, in realtà un po' contro-corrente, è che forse in un simile momento, negli spostamenti a lungo raggio, andrebbe incentivato proprio il trasporto pubblico, specie su ferro, per i motivi sopracitati: la drastica riduzione di servizi, non ha bloccato gli esodi, ma li ha resi ancor più "indisciplinati" ed anonimi, a bordo di centinaia di migliaia di automobili: visto e considerato ciò, speriamo solo nel senso civico e morale dei cittadini, sia nel sottoporsi a tamponi ed agli specifici test, e sia nell'utilizzo di mascherine e guanti a bordo dei treni.

Roberto Galati

railbook

#ferrovieDelleMeraviglie
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