Nelle ultime ore abbiamo avuto modo di leggere alcune dichiarazioni dell'ex sindaco di Rossano, Tonino Caracciolo, relativamente ad una problematica legata ai lavori di elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Catanzaro Lido e Sibari. Nello specifico, si fa riferimento ad uno stop generico dei lavori, a causa di un blocco imposto dalla Soprintendenza, e in modo più che condivisibile, l'ex sindaco Caracciolo, esprime profonda preoccupazione per il futuro di questo progetto atteso nella nostra regione da oltre 40 anni, e che cambierà il volto della mobilità su ferro sia regionale che a lunga percorrenza lungo la fascia jonica calabrese. 
Risulta però necessario, da parte nostra, precisare alcuni aspetti. Il primo riguarda la tratta sulla quale è in essere il blocco da parte della Soprintendenza ABAP per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone: parliamo esclusivamente della tratta Corigliano - Sibari, ricadente in un territorio a fortissima vocazione archeologica e paesaggistica. Nello specifico, infatti, vogliamo ribadire che questo problema, che in realtà abbiamo più volte sottolineato in nostri precedenti articoli, riguarda l'installazione dei pali tipo LS che sosterranno la catenaria, a fianco del binario. Secondo la Soprintendenza (almeno da informazioni in nostro possesso), infatti, l'installazione di pali e catenaria sarebbe di forte impatto visivo all'interno del paesaggio attraversato. Le soluzioni proposte erano state varie, dall'installazione dei pali in posizione "frontale" rispetto all'osservatore (ma ciò renderebbe impossibile l'installazione delle mensole di sostegno della catenaria, probabilmente), alla più plausibile verniciatura dei pali in verde e/o altro colore che li mimetizzerebbe con il paesaggio.
Certamente non è il caso di additare la Soprintendenza come la causa del fallimento di un progetto che è tutt'altro che fallito (tra Catanzaro Lido e Corigliano i lavori proseguono regolarmente, con rallentamenti dovuti purtroppo all'emergenza Covid-19): la Soprintendenza fa il proprio lavoro, non avrebbe alcun interesse a "sabotare" un così importante progetto di rilancio della Ferrovia Jonica, che anzi, diventerebbe ulteriormente funzionale anche alla valorizzazione dei siti archeologici e museali presenti lungo il percorso, a pochi metri da essa, prendendo spunto dal nostro progetto, condiviso con Italia Nostra, del Treno della Magna Grecia. 
Ed a proposito di turismo ferroviario, siti archeologici e ferrovie elettrificate: in Sicilia, lungo la Valle dei Templi ed a pochi passi da essi, si snoda la ferrovia Agrigento - Porto Empedocle, elettrificata e addirittura dotata di comode fermate in corrispondenza dei principali siti, utilizzate in occasione dei treni turistici organizzati da Fondazione FS Italiane. Quale sarebbe allora la differenza tra questa linea ferroviaria, e la Ferrovia Jonica in corso di elettrificazione? Nel caso della Valle dei Templi, peraltro, i pali non sono stati neppure verniciati di alcun colore!

Ciò che risulta necessario, visto e considerato che questa vicenda va avanti ormai da ben due anni, è cercare di capire dove si trova "l'intoppo", chi lo deve risolvere, e perchè non l'ha ancora fatto dopo tutto questo tempo. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria scriveremo ufficialmente alla Soprintendenza, per chiedere informazioni sulla problematica in questione, coinvolgendo anche l'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, e sperando in una rapida e definitiva risoluzione: terremo informati i nostri lettori, ringraziando comunque, nel frattempo, l'ex Sindaco Caracciolo, per aver sollevato un tema che ci sta molto a cuore e che fino ad oggi, a parte la nostra associazione, nessuno aveva portato a conoscenza dell'opinione pubblica.

Roberto Galati

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#ferrovieDelleMeraviglie
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