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Sono stati 966 i passeggeri calabresi in viaggio sui treni regionali di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nella giornata di ieri, il 5,8% rispetto a quelli presenti prima dell’emergenza sanitaria COVID-19. L’inizio della Fase 2 ha segnato anche l’incremento delle corse del trasporto regionale, che in Calabria sono passate dal 22% al 37% dell’offerta prevista prima del periodo dell’emergenza.

D’accordo con le Regioni, Committenti del Servizio, l’offerta regionale ha avuto un incremento di circa 25 punti percentuali rispetto alla scorsa settimana, passando da circa 2mila corse a 3.800 su tutto il territorio nazionale.

Il riempimento medio dei treni calabresi è stato pari all’11% della capienza, già calcolata in base alla nuova disponibilità al 50% di posti a sedere.

 Ai 3800 treni regionali di Trenitalia in circolazione nel giorno di avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, si sono aggiunti i treni a media e lunga percorrenza. In tutto 12 Frecce – che da oggi diventano 14 – e InterCity fra le principali città italiane utili agli spostamenti necessari indicati dalle Autorità competenti, per un totale di circa 4.300 viaggiatori, circa il doppio rispetto alla scorsa settimana.

Il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello presente prima dell’emergenza sanitaria COVID-19.

È in corso l’allestimento su tutta la flotta di Trenitalia di marker sui sedili da non occupare, segnaletica sulle porte per la salita e la discesa dei viaggiatori e le indicazioni a terra per indicare ai passeggeri l’uscita più vicina e la distanza da tenere con gli altri passeggeri. Sono state, inoltre, potenziate le attività di sanificazione e igienizzazione su tutta la flotta di Trenitalia.

 Il Gruppo FS Italiane ricorda che tutti i passeggeri devono:

  • indossare sempre la mascherina protettiva;
  • essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni;
  • essere collaborativi a bordo treno con il personale ferroviario, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi;
  • essere collaborativi in stazione con il personale ferroviario nell’entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi.

CLICCA QUI PER CONSULTARE L'ELENCO DEI TRENI REGIONALI CONFERMATI IN CALABRIA

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La tanto attesa Fase 2, primo passo per la "convivenza" con il Covid-19 (speriamo più breve possibile), è da oggi in vigore: ed i primi provvedimenti ad essa collegati, non sono mancati lungo i binari, sui treni e nelle stazioni italiane, comprese quelle calabresi. Proprio in Calabria, regione che è rimasta ai margini della pandemia grazie a misure restrittive prese tempestivamente, mentre purtroppo nel centro-nord Italia i contagi giornalieri erano a migliaia e le vittime diverse centinaia, è oggi in prima linea nel controllo serrato del flusso di arrivi dal resto d'Italia. Migliaia di studenti fuori sede, al momento non impegnati con attività didattiche all'interno degli atenei, ma anche tanti lavoratori, stanno rientrando nella nostra regione, e tantissimi lo stanno facendo in treno. 
In tutte le stazioni ferroviarie servite dai collegamenti a lunga percorrenza, ovvero Scalea-Santa Domenica Talao, Paola, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, sono presenti postazioni gestite da medici ed infermieri delle ASP di riferimento del territorio, nelle quali vengono eseguiti i tamponi ai viaggiatori appena scesi dai convogli, a loro volta identificati dalla Polizia Ferroviaria, seguendo le direttive nazionali e regionali. 
Soltanto nella stazione di Gioia Tauro, come documentano queste fotografie dell'amico Domenico Latino, corrispondente della Gazzetta del Sud per la Piana di Gioia Tauro, sono stati eseguiti oggi centinaia di tamponi ai viaggiatori giunti a bordo dei treni Intercity 728/723 Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, Intercity 560/561 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, Frecciabianca 8878/8877 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, ovvero gli unici collegamenti ferroviari a lunga percorrenza al momento attivi in Calabria. I tamponi vengono effettuati dal SUEM 118 dell'Asp di Reggio Calabria, coordinato dal dott. Domenico Gaglioti, con il supporto della Protezione Civile, gruppo "Le Aquile" di Gioia Tauro: una attività gestita in modo estremamente professionale, pari ai provvedimenti istituiti da Trenitalia a bordo dei propri convogli, che nel caso degli Intercity e Frecce, in entrambi i casi a prenotazione obbligatoria, prevedono una occupazione massima pari alla metà della capienza del convoglio per garantire il necessario distanziamento sociale attraverso la prenotazione dei posti "a scacchiera".


Provvedimenti analoghi riguardano anche i treni della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, che come visibile da queste immagini pubblicate dal Dopolavoro Ferroviario di Paola, prevedono il contingentamento dei viaggiatori in salita e in discesa, attraverso l'utilizzo dedicato delle porte: in questo caso, le immagini sono relative ad una vettura MDVC, dove la presenza di vestiboli paracentrali permette una più semplice gestione del flusso di viaggiatori, che avranno inoltre a loro disposizione appositi erogatori di gel igienizzante per le mani. A bordo delle carrozze, inoltre, tramite apposito contrassegno adesivo, vengono indicati i sedili non utilizzabili, sempre al fine di garantire un adeguato distanziamento sociale, oltre ad una specifica area destinata esclusivamente al Capotreno.

Per quanto riguarda invece i servizi di Ferrovie della Calabria srl, sia su gomma che su ferro, attraverso il comunicato inviatoci dall'azienda, rileviamo che anche in questo caso saranno individuati tramite apposito adesivo i sedili non occupabili, e relativo avviso sul quale viene riportato il numero massimo di viaggiatori trasportabile dall'automotrice in questione. Diversamente dai servizi di Trenitalia, Ferrovie della Calabria comunica inoltre che, nel caso venisse raggiunto il numero massimo di viaggiatori a bordo del convoglio, il personale aziendale è autorizzato a non effettuare ulteriori fermate per salita viaggiatori. Il comunicato di FdC specifica che "qualora ricorra tale ipotesi, ai viaggiatori prenotati per la discesa sarà consentita la fermata appena possibile". Chiaramente, non possiamo che sperare che simili situazioni non accadano, poiché in alcuni casi ciò potrebbe rappresentare una criticità per l'utente che prenota la discesa in una specifica fermata e da essa deve raggiungere il luogo di lavoro. Se la fermata salta, e l'utente verrà fatto scendere "appena possibile", avrà modo di giustificare il proprio ritardo o totalmente la propria assenza dal luogo di lavoro? 
Chiaramente, a malincuore, non possiamo che ribadire di utilizzare il treno esclusivamente per motivazioni urgenti o legate ad attività lavorative: per gli spostamenti legati a piacere, turismo o motivazioni "futili", non mancherà tempo al termine di questa grave emergenza.


Una grave emergenza sanitaria che però ha messo in luce la resilienza del trasporto su ferro, spina dorsale della mobilità anche in tempo di crisi, ed a maggior ragione in questo preciso momento storico, in cui è più che mai necessario tracciare gli spostamenti dei cittadini e in più casi possibile sottoporli a tampone, al fine di contenere un'epidemia che purtroppo ha causato, e sta continuando a causa, centinaia di vittime ogni giorno, seppur con un trend finalmente in calo. Lo stesso "tracciamento" legato ovviamente a titoli di viaggio nominativi (la cui presenza di origine/destinazione del viaggio potrebbe tornare utilissima anche ai fini statistici, per rilevare la presenza in un determinato luogo, dello specifico numero di utenti provenienti dalle aree maggiormente a rischio epidemiche ed ex zone rosse), e la stessa disponibilità di ampi spazi all'interno delle stazioni ferroviarie, nei quali effettuare i test, è imparagonabile al caos ed all'assoluto anonimato del trasporto su gomma, a maggior ragione se privato. 
Il nostro parere, in realtà un po' contro-corrente, è che forse in un simile momento, negli spostamenti a lungo raggio, andrebbe incentivato proprio il trasporto pubblico, specie su ferro, per i motivi sopracitati: la drastica riduzione di servizi, non ha bloccato gli esodi, ma li ha resi ancor più "indisciplinati" ed anonimi, a bordo di centinaia di migliaia di automobili: visto e considerato ciò, speriamo solo nel senso civico e morale dei cittadini, sia nel sottoporsi a tamponi ed agli specifici test, e sia nell'utilizzo di mascherine e guanti a bordo dei treni.

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Una notizia a dir poco incredibile ci arriva da Crotone: questa mattina, non avvistato praticamente da nessuno, viste le restrizioni governative relative al contenimento del Covid-19 che hanno azzerato il traffico pendolare lungo la Ferrovia Jonica, per la prima volta un convoglio Frecciargento ha raggiunto Crotone. A causa dello stop di gran parte dei collegamenti a lunga percorrenza AV e InterCity InterCity Notte italiani, e vista quindi la notevole disponibilità di materiale rotabile, il primo test è stato effettuato addirittura con un ETR 700, giunto a Sibari nella serata di ieri e preso in carico questa mattina, fino a Crotone, dalla D445 1112. Sono state effettuate due coppie di treni quindi tra Sibari e la città pitagorica e ritorno, con l'obiettivo nei prossimi giorni di estendere i test fino a Catanzaro Lido, in modo da ottenere la circolabilità del nuovo convoglio su tutta la tratta Jonica in corso di elettrificazione, ma ormai completa per quanto riguarda il rinnovo dell'armamento e l'imminente istituzione del Rango C. Per adesso non verranno effettuati test sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, anch'essa in via di elettrificazione, poichè il tracciato muterà parzialmente con alcune rettifiche (con particolare riferimento alla variante di 1,3 km che andrà a sostituire il viadotto provvisorio sul torrente Cancello, nei pressi di Marcellinara). 
Ma dalle prime indiscrezioni che ci giungono, sembra addirittura che Trenitalia abbia intenzione di prolungare il Frecciargento Sibari - Bolzano fino a Crotone/Catanzaro Lido ancora prima del termine dell'elettrificazione, utilizzando appunto i locomotori D445 per la trazione dell'intero convoglio (dovrebbero quindi essere avviati test anche con gli ETR600) e per l'alimentazione di illuminazione, aria condizionata/riscaldamento e servizi a bordo treno. Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione anticipata sulla Ferrovia Jonica, ma non si tratta di una novità assoluta, poichè già in Francia, alcuni anni fa, sono state sperimentate estensioni dei servizi TGV lungo linee non elettrificate delle SNCF, con convogli ad Alta Velocità trainati da locomotori diesel CC 72000, come visibile in questa fotografia tratta da questo link

Peccato sia però un pesce d'aprile ferroviario, come da tradizione consolidata di Associazione Ferrovie in Calabria: speriamo di poter strappare un sorriso ai nostri lettori, specie in questo momento così difficile per tutta la Calabria e l'Italia. Non è un pesce d'aprile, però, il caso francese, in cui realmente esistono servizi TGV terminalizzati su linee non elettrificate. Indubbiamente una simile ipotesi, per la Calabria, sarebbe decisamente rivoluzionaria, per lo meno nei mesi estivi o nei periodi di punta, in attesa che venga completata l'elettrificazione della Sibari - Catanzaro Lido: temiamo però che le ricadute negative dell'attuale pandemia di Coronavirus, anche nell'ambito dei trasporti, avranno una durata notevole, che non permetterà - purtroppo - di pianificare simili "virtuosismi ferroviari"... 

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Una particolare tipologia di convoglio ferroviario, negli ultimi anni divenuta sempre più rara, è quella destinata al diserbo chimico del sedime ferroviario. Si tratta di un sistema che fino allo scorso decennio continuava ad essere regolarmente utilizzato, ai fini del mantenimento dello stato di pulizia dalle erbe infestanti e dagli arbusti medio/piccoli, delle aree immediatamente adiacenti alla sede ferroviaria, dei piazzali di stazione, depositi e scali, con particolare riferimento ai punti maggiormente a rischio in quanto caratterizzati dalla presenza di componenti mobili, come ad esempio in corrispondenza dei deviatoi. 
Da alcuni anni, come abbiamo avuto modo di approfondire in un'intervista all'Ing. Sergio Stassi, Direttore Territoriale Produzione RFI Calabria (clicca qui per consultarla), il diserbo chimico delle linee ferroviarie, per lo meno in Italia, è stato ridotto al minimo, sostituito in gran parte dal diserbo meccanico tramite squadre di addetti muniti di decespugliatori ed altre attrezzature, ed in alcuni casi anche da trince applicate a mezzi bimodali e/o su gomma. Chiaramente, questa scelta ha finalità prettamente legate alla salvaguardia dell'ambiente, poiché, come ben noto, per il diserbo chimico veniva utilizzato (e viene utilizzato tutt'oggi in agricoltura), il ben noto Glifosato, storico prodotto della multinazionale Monsanto, oggi assorbita dalla Bayer. Nonostante le conseguenze nefaste sull'ambiente e sulla salute dell'uomo, derivanti dall'utilizzo di questo prodotto chimico in campo agricolo, alla fine del 2017 è stato nuovamente autorizzato dall’Unione Europea per altri 5 anni, nonostante il voto contrario dell’Italia e di altre 8 nazioni. 
Sia ben chiaro: il livello di pericolosità di questo prodotto chimico, è proporzionale ovviamente al suo utilizzo. Fino a pochi anni fa, infatti, la quota di Glifosato utilizzato per il diserbo ferroviario, su tutta la rete europea, si aggirava attorno allo 0,5% del totale di prodotto utilizzato in altri campi...ed è proprio il caso di parlare di campi, visto e considerato che il 90% del Glifosato finiva, (e continua a finire, finchè il suo utilizzo in campo agricolo continuerà ad essere prorogato dall'UE), nei campi coltivati per ridurre l'incidentalità delle erbe infestati, specie nelle colture di mais, grano e cereali in genere. Le tracce di Glifosato, purtroppo, le si riscontrano quindi su una quantità enorme di prodotti da forno, nella pasta che consumiamo tutti i giorni, e spesso anche in ortaggi freschi da coltivazioni intensive: se a ciò paragoniamo lo 0,5% di Glifosato utilizzato in ambito ferroviario, limitatamente al sedime, ai piazzali di stazione, depositi e scali, ben lontani o in ogni caso ben separati da aree agricole, è evidente l'incidentalità praticamente nulla di questo prodotto chimico, specificatamente nel caso ferroviario, per la salute dell'uomo. 
Nonostante ciò, Rete Ferroviaria Italiana sta diventando sempre di più un gestore di infrastruttura ferroviaria europeo "Glifosato-free", nonostante i costi per rinunciare al diserbo chimico, sostituendolo con quello meccanico, aumentino del 17% circa, come dimostra uno studio interno trasmesso alla Direzione Generale della Mobilità e dei Trasporti della Commissione Europea dall'Union Internationale des Chemins de fer (UIC). 

Chiaramente, per chi non conosce le modalità con cui veniva eseguito il diserbo chimico in ambito ferroviario, si chiederà come mai l'eliminazione meccanica di erbe/arbusti infestati costi di più. Ve lo spiegheremo attraverso queste nostre fotografie a dir poco storiche, scattate sulla Ferrovia Jonica tra il 2008 ed il 2010, a Soverato e Roccella Jonica.
Le operazioni di diffusione del diserbante, venivano eseguite attraverso l'utilizzo di un convoglio che all'occhio di un esperto del settore, potrebbe somigliare ad un normalissimo treno merci. La composizione del convoglio, infatti, prevedeva generalmente alcuni carri cisterna (e nel nostro caso erano presenti anche due carri decisamente storici, ex FS, delle serie VZk e derivati), contenenti la soluzione di acqua + glifosato (circa 1,5% di prodotto chimico rispetto all'acqua più eventuali altri prodotti coadiuvanti), un carro speciale dotato di cabina e lance per la diffusione nebulizzata dalla soluzione diserbante, due carri chiusi (di cui uno sempre dell'allora Trenitalia Cargo) per trasporto del prodotto chimico ed altre merci necessarie all'attività. Da notarsi, nelle fotografie, la presenza di uno storico carro Gs ex FS, in livrea gialla: nel 2008, abbiamo fotografato in coda al convoglio diserbante un carro a due assi Gbhs di Trenitalia Cargo, tipologia all'epoca ancora molto diffusa, ma ormai praticamente scomparsa nell'attuale parco di Mercitalia Rail (dove ormai la fanno da padrone solo i carri chiusi a intere pareti scorrevoli), società erede dell'allora Trenitalia Cargo. 
A Trenitalia Cargo era anche affidata la trazione dei treni diserbante: sulla Jonica era una delle poche occasioni (dopo la cessazione dei servizi merci ordinari a cavallo tra il 2004 ed il 2006), per ammirare ancora le D345, in alcuni casi in perfetta livrea d'origine, in un panorama all'epoca dominato solo dalle D445 e dalle ALn668. 
Lo spargimento della soluzione diserbante veniva eseguito principalmente nei mesi primaverili ed autunnali, ed il convoglio viaggiava ad una velocità massima di 50 km/h. Le lance, in parte, venivano manovrate manualmente da operatori presenti a bordo del carro appositamente attrezzato, specie durante il lento transito in stazioni ferroviarie molto piccole, dove si riusciva a irrorare con un solo transito tutto il piazzale.
Chiaramente, è facile immaginare che, anche solo per trattare tutta la Ferrovia Jonica, da Taranto fino a Reggio Calabria Centrale, fossero necessari circa 3 giorni: erano infatti frequentissime, vista la lentezza del convoglio, lunghe fermate per sosta e/o precedenza ai treni viaggiatori nelle varie stazioni lungo il percorso. Nella fotografia scattata a Roccella Jonica, il convoglio era in sosta fino al giorno successivo, ed era in corso il riempimento dei carri cisterna di acqua. Ovviamente il diserbo chimico avveniva su tutta la rete RFI calabrese, ma anche su quella a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria. In questo caso, specie negli anni più recenti, le composizioni dei treni diserbanti erano di estrema particolarità, poiché il solitamente unico carro pianale a due assi Pcm, caricato con cisterna e impianto di diffusione del prodotto, veniva trainato da una singola automotrice FIAT M4.400/M4c 350, mentre sulla tratta Catanzaro Lido - Catanzaro Città, con tratto a cremagliera da Catanzaro Sala a Catanzaro Pratica, era obbligatorio l'utilizzo di una doppia di automotrici FIAT a cremagliera M4c350, come testimonia il bellissimo scatto fotografico in basso:

 
Nel caso di Ferrovie della Calabria, i treni diserbante venivano effettuati esclusivamente nei giorni festivi, sia per evitare interferenze con il traffico ordinario (specie su linee ad alto traffico come la Catanzaro Lido - Catanzaro Città), e sia appunto perché erano necessarie per la trazione/spinta del carro, automotrici normalmente utilizzate per i servizi viaggiatori.
Un altro pezzo di storia del trasporto ferroviario, anche calabrese, appartenente quasi al passato, ma forse non del tutto, poiché è in corso di sperimentazione, in Francia, una modalità di diserbo chimico ferroviario maggiormente ecosostenibile. La tecnologia infatti viene in aiuto, attraverso l'utilizzo di telecamere che individuano i punti del sedime maggiormente interessati dalla presenza di vegetazione infestante, diffondendo quindi il prodotto chimico soltanto in quei punti, in proporzione alla quantità di vegetazione presente. In tal modo, l'utilizzo del glifosato crollerebbe addirittura del 40%, in ambito ferroviario, evitando quindi di diffonderlo dove non necessario. 
In attesa di conoscere se tale metodologia avrà successo o meno, godiamoci questi scatti ormai storici, lungo la Ferrovia Jonica!

 


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Polo Mercitalia, in tre settimane trasportati e consegnati tre milioni e mezzo di tonnellate di beni essenziali

Un lavoro quasi invisibile, ma vitale. Tre milioni e mezzo di tonnellate di farmaci e materiale medico sanitario, latte, zucchero, cereali, prodotti agroalimentari e ittici, acqua minerale e bevande, strumentazioni per l’impiantistica e le riparazioni, pellet per riscaldamento domestico, ricambi, elettronica di consumo, apparecchi per l’illuminazione, vestiario tecnico e carburante per le Forze dell’ordine e l’esercito. È quanto il Polo Mercitalia, holding del Gruppo FS Italiane, ha trasportato in Italia e in Europa nelle ultime tre settimane di emergenza Coronavirus. Approvvigionando così le filiere della grande e media distribuzione e assicurando quello che in giorni normali ci appare scontato, e adesso non lo è più. Adesso che anche le attività più banali assumono caratteristiche di inusitata eccezionalità.

Come fare la spesa al supermercato, restando in coda per ore, distanziati l’uno dall’altro. Ecco, entrare e trovare gli scaffali pieni è una delle ultime poche fondamentali certezze che ci assicurano un minimo di tranquillità. Mai come oggi una catena logistica efficiente e sicura dimostra la sua importanza per la continuità di servizi indispensabili per il nostro benessere, non soltanto economico o materiale. E il Gruppo FS e la ferrovia confermano la loro irrinunciabile centralità, per sostenibilità ambientale e per sicurezza. Anche in termini di rischio da contagio da SARS-coV2, perché uno dei treni di Mercitalia arriva a trasportare l’equivalente di 32 TIR, minimizza, per ogni tonnellata/km di merci il numero di persone coinvolte e, quindi, di potenziali contatti interpersonali.  In queste settimane i ferrovieri del Polo Mercitalia, circa 5.400, di cui oltre 2.100 macchinisti, insieme ai tanti colleghi impegnati nel trasporto passeggeri e nella gestione della circolazione, stanno svolgendo un ruolo forse poco appariscente ma essenziale per aiutare l’Italia e l’Europa (Mercitalia con TX-Logistics è presente in 11 paesi europei) ad uscire da una emergenza senza precedenti, i cui contorni superano la più bizzarra, distopica fantasia.

Il Polo Mercitalia è organizzato con un sub-holding -Mercitalia Logistics- che controlla 5 società di primo livello (Mercitalia Rail, il Gruppo TX Logistik, Mercitalia Intermodal, Mercitalia Shunting & Terminal e Terminal Alptransit).  Queste le attività svolte nelle ultime tre settimane, da quando cioè l’emergenza da Coronavirus è esplosa nella sua drammaticità

Mercitalia Logistics (MIL)

· Ha effettuato attività di trasporto di razioni, vestiario tecnico, carburante per conto delle Forze Armate Italiane, assicurando loro il necessario per operare sul territorio italiano. Circa 2.000 tonnellate la merce trasportata.

· Ha effettuato attività di trasporto merci di moltissimi beni di prima necessità: latte, passate di pomodoro, orticole e verdure in scatola, sottaceti, succhi di frutta, birre e altre bevande, materiali per l’impiantistica e le riparazioni, materiali plastici per confezionamento e trasporto dei prodotti delle filiere alimentari, pellet per riscaldamento domestico, torbe per la filiera agricola. Sono state complessivamente 50.000 le tonnellate trasportate e consegnate direttamente ai negozi della grande distribuzione organizzata, in Italia ed in Francia. 

· Ha effettuato 30 treni ad alta velocità (un Fecciarossa appositamente attrezzato e dedicato) trasportando prodotti para-farmaceutici, materiale sanitario, abbigliamento, food&beverage, ricambi, elettronica di consumo, apparecchi per l’illuminazione.

TX Logistik Group (TXL)

· TXL ha fatto viaggiare circa 1.000  treni collegando le principali località di 11 paesi europei.

· Con circa 10.000 container marittimi e oltre 15.000 rimorchi/casse mobili trasportate ha assicurato che oltre 550.000 tonnellate di merci potessero raggiungere le imprese ed i punti vendita anche della grande distribuzione sia in Italia che nel resto dell’Europa, svolgendo un ruolo fondamentale per assicurare la continuità delle catene di approvvigionamento. Prodotti alimentari, anche a temperatura controllata, acqua minerale, medicinali, imballaggi, carta, alluminio, beni necessari per garantire le attività essenziali e soddisfare i bisogni primari dei cittadini.

·  TXL, ad esempio,  trasporta in 36 ore i salmoni preparati in Danimarca ai punti di distribuzione in Italia e il parmigiano italiano in una notte i punti vendita tedeschi. Effettua inoltre in Svezia 10 treni ogni settimana (l’equivalente di 360 camion a rimorchio) che permettono al gruppo svedese Coop Butiker & Stormarknader AB di trasferire i prodotti alimentari dal suo principale hub logistico ai supermercati di Malmoe, Stockolm ed  Alvesta.

Mercitalia Rail (MIR)

· Ha effettuato circa 6.000 treni merci che, attraverso un reticolo di 540 relazioni, hanno collegato l’intero territorio nazionale (Sicilia compresa) e 20 Paesi europei.

· Sono state 2,5 milioni di tonnellate le merci trasportate sia con treni convenzionali che con convogli che hanno trasportato 50.000 container, casse mobili e semirimorchi. Circa 180 mila tonnellate di merci sono state movimentate a servizio del solo settore alimentare e della distribuzione organizzata. In questo settore MIR ha trasportato grandi quantità di acqua minerale, cereali, conserve, succhi di frutta, medicinali, imballaggi, carta ed alluminio e altri prodotti necessari per garantire le attività essenziali e soddisfare i bisogni primari.

 Mercitalia Intermodal (MII)


· Ha effettuato oltre 1000 treni con cui sono stati trasportati più di 33.000 unità di carico (semirimorchi, casse mobili e container). Circa un terzo di queste unità hanno trasportato prodotti alimentari (food & beverage) e prodotti per l’igiene. Un altro 10% prodotti di base (chimica & industriali) necessari per la fabbricazione dei prodotti sanitari e per la disinfezione.

·  Nelle ultime tre settimane ha effettuato una ventina di treni completi che dagli stabilimenti di produzione in Francia (Sudzuker e Cristal Union) ed in Germania (Sudzucker) hanno trasportato oltre 18.000 tonnellate di zucchero sfuso ai principali produttori di bibite, di prodotti dolciari, alle grandi aziende alimentari, a grandi distributori per il successivo trasferimento alle aziende più piccole ed ai trasformatori locali.

 
Intervento di Marco Gosso, AD Mercitalia Logistics (Gruppo FS Italiane)

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