Editor's Choice

Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di FS Italiane, relativamente all' istituzione del collegamento diretto Frecciarossa Torino Porta Nuova - Reggio Calabria Centrale a partire dal prossimo 3 giugno: un ringraziamento da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria va alla Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, per la costante interlocuzione avvenuta in questi ultimi giorni, relativamente all'invio dei comunicati stampa e dei dettagli relativi al nuovo collegamento AV dedicato alla Calabria. Cogliamo inoltre l'occasione per comunicare che, in anticipo sui tempi, sarà ripristinato a partire dal 28 maggio il servizio Frecciargento Sibari - Bolzano e viceversa, già da oggi prenotabile sul portale www.trenitalia.it

FS ITALIANE, TRENITALIA: DA TORINO A REGGIO CALABRIA IN FRECCIAROSSA

  • da oggi biglietti disponibili nei sistemi di vendita
  • dal 3 giugno i nuovi collegamenti senza cambi intermedi

 Roma, 21 maggio 2020

 Da oggi disponibili nei sistemi di vendita di Trenitalia i biglietti del Frecciarossa che dal 3 giugno, per la prima volta, collegherà senza cambi intermedi Torino con Reggio Calabria.

Ogni giorno una coppia di Frecciarossa collegherà senza cambi Reggio Calabria con Torino. Il Frecciarossa partirà da Torino Porta Nuova alle 8 del mattino con arrivo a Reggio Calabria alle 18.50. Da Reggio Calabria la partenza è invece alle 10.10 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 21.00. Le fermate intermedie sono: Torino Porta Susa, Milano Centrale, Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Tiburtina, Roma Termini, Napoli Afragola, Napoli Centrale, Salerno, Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno, Villa San Giovanni.

Inoltre, per collegare anche la Sicilia alle città servite dall’Alta velocità, insieme al biglietto delle Frecce sarà possibile acquistare anche quello della nave veloce BluJet (Gruppo FS Italiane) fra Villa San Giovanni e Messina. Gli orari delle navi e dei treni sono integrati per garantire un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto.

 Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria è la principale novità dell’offerta di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che da inizio giugno prevede 74 Frecce e 48 InterCity sulle principali direttrici del Paese, raddoppiando il numero di treni a disposizione dal secondo step della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, iniziato il 18 maggio.

 L’offerta di Trenitalia cresce con un numero di collegamenti congruo alla richiesta di mobilità di questo periodo, tenendo conto della disponibilità di posti al 50% per il sistema di prenotazione “a scacchiera” che garantisce il rispetto del distanziamento sociale.

 L’impegno di Trenitalia è continuare ad avere la massima attenzione alle esigenze delle persone, salute e igiene prima di tutto. A bordo di Frecciarossa e Frecciargento è distribuito un safety kit gratuito (mascherina, gel igienizzante per mani, guanti in lattice e poggiatesta monouso), insieme a una lattina d’acqua per tutti i passeggeri. Inquadrando con lo smartphone il QR code posizionato sui tavolini, i passeggeri possono visualizzare le informazioni sulle attività e i processi di pulizia e sanificazione dei treni.

LE DICHIARAZIONI DI GIANFRANCO BATTISTI, AD FS ITALIANE, SU FRECCIAROSSA DA TORINO A REGGIO CALABRIA

 “Con questo nuovo collegamento – dichiara Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane – per la prima volta il Frecciarossa arriva a Reggio Calabria. Il treno simbolo dell’eccellenza italiana nell’Alta velocità collegherà Reggio Calabria al Sistema AV. Un nuovo servizio che avvicina le persone, nel momento in cui il Paese deve ripartire. L’arrivo del Frecciarossa contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia”.

 

 

 

 

Editor's Choice

Nelle ultime ore abbiamo avuto modo di leggere alcune dichiarazioni dell'ex sindaco di Rossano, Tonino Caracciolo, relativamente ad una problematica legata ai lavori di elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Catanzaro Lido e Sibari. Nello specifico, si fa riferimento ad uno stop generico dei lavori, a causa di un blocco imposto dalla Soprintendenza, e in modo più che condivisibile, l'ex sindaco Caracciolo, esprime profonda preoccupazione per il futuro di questo progetto atteso nella nostra regione da oltre 40 anni, e che cambierà il volto della mobilità su ferro sia regionale che a lunga percorrenza lungo la fascia jonica calabrese. 
Risulta però necessario, da parte nostra, precisare alcuni aspetti. Il primo riguarda la tratta sulla quale è in essere il blocco da parte della Soprintendenza ABAP per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone: parliamo esclusivamente della tratta Corigliano - Sibari, ricadente in un territorio a fortissima vocazione archeologica e paesaggistica. Nello specifico, infatti, vogliamo ribadire che questo problema, che in realtà abbiamo più volte sottolineato in nostri precedenti articoli, riguarda l'installazione dei pali tipo LS che sosterranno la catenaria, a fianco del binario. Secondo la Soprintendenza (almeno da informazioni in nostro possesso), infatti, l'installazione di pali e catenaria sarebbe di forte impatto visivo all'interno del paesaggio attraversato. Le soluzioni proposte erano state varie, dall'installazione dei pali in posizione "frontale" rispetto all'osservatore (ma ciò renderebbe impossibile l'installazione delle mensole di sostegno della catenaria, probabilmente), alla più plausibile verniciatura dei pali in verde e/o altro colore che li mimetizzerebbe con il paesaggio.
Certamente non è il caso di additare la Soprintendenza come la causa del fallimento di un progetto che è tutt'altro che fallito (tra Catanzaro Lido e Corigliano i lavori proseguono regolarmente, con rallentamenti dovuti purtroppo all'emergenza Covid-19): la Soprintendenza fa il proprio lavoro, non avrebbe alcun interesse a "sabotare" un così importante progetto di rilancio della Ferrovia Jonica, che anzi, diventerebbe ulteriormente funzionale anche alla valorizzazione dei siti archeologici e museali presenti lungo il percorso, a pochi metri da essa, prendendo spunto dal nostro progetto, condiviso con Italia Nostra, del Treno della Magna Grecia. 
Ed a proposito di turismo ferroviario, siti archeologici e ferrovie elettrificate: in Sicilia, lungo la Valle dei Templi ed a pochi passi da essi, si snoda la ferrovia Agrigento - Porto Empedocle, elettrificata e addirittura dotata di comode fermate in corrispondenza dei principali siti, utilizzate in occasione dei treni turistici organizzati da Fondazione FS Italiane. Quale sarebbe allora la differenza tra questa linea ferroviaria, e la Ferrovia Jonica in corso di elettrificazione? Nel caso della Valle dei Templi, peraltro, i pali non sono stati neppure verniciati di alcun colore!

Ciò che risulta necessario, visto e considerato che questa vicenda va avanti ormai da ben due anni, è cercare di capire dove si trova "l'intoppo", chi lo deve risolvere, e perchè non l'ha ancora fatto dopo tutto questo tempo. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria scriveremo ufficialmente alla Soprintendenza, per chiedere informazioni sulla problematica in questione, coinvolgendo anche l'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, e sperando in una rapida e definitiva risoluzione: terremo informati i nostri lettori, ringraziando comunque, nel frattempo, l'ex Sindaco Caracciolo, per aver sollevato un tema che ci sta molto a cuore e che fino ad oggi, a parte la nostra associazione, nessuno aveva portato a conoscenza dell'opinione pubblica.

Editor's Choice

La tanto attesa Fase 2, primo passo per la "convivenza" con il Covid-19 (speriamo più breve possibile), è da oggi in vigore: ed i primi provvedimenti ad essa collegati, non sono mancati lungo i binari, sui treni e nelle stazioni italiane, comprese quelle calabresi. Proprio in Calabria, regione che è rimasta ai margini della pandemia grazie a misure restrittive prese tempestivamente, mentre purtroppo nel centro-nord Italia i contagi giornalieri erano a migliaia e le vittime diverse centinaia, è oggi in prima linea nel controllo serrato del flusso di arrivi dal resto d'Italia. Migliaia di studenti fuori sede, al momento non impegnati con attività didattiche all'interno degli atenei, ma anche tanti lavoratori, stanno rientrando nella nostra regione, e tantissimi lo stanno facendo in treno. 
In tutte le stazioni ferroviarie servite dai collegamenti a lunga percorrenza, ovvero Scalea-Santa Domenica Talao, Paola, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, sono presenti postazioni gestite da medici ed infermieri delle ASP di riferimento del territorio, nelle quali vengono eseguiti i tamponi ai viaggiatori appena scesi dai convogli, a loro volta identificati dalla Polizia Ferroviaria, seguendo le direttive nazionali e regionali. 
Soltanto nella stazione di Gioia Tauro, come documentano queste fotografie dell'amico Domenico Latino, corrispondente della Gazzetta del Sud per la Piana di Gioia Tauro, sono stati eseguiti oggi centinaia di tamponi ai viaggiatori giunti a bordo dei treni Intercity 728/723 Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, Intercity 560/561 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, Frecciabianca 8878/8877 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, ovvero gli unici collegamenti ferroviari a lunga percorrenza al momento attivi in Calabria. I tamponi vengono effettuati dal SUEM 118 dell'Asp di Reggio Calabria, coordinato dal dott. Domenico Gaglioti, con il supporto della Protezione Civile, gruppo "Le Aquile" di Gioia Tauro: una attività gestita in modo estremamente professionale, pari ai provvedimenti istituiti da Trenitalia a bordo dei propri convogli, che nel caso degli Intercity e Frecce, in entrambi i casi a prenotazione obbligatoria, prevedono una occupazione massima pari alla metà della capienza del convoglio per garantire il necessario distanziamento sociale attraverso la prenotazione dei posti "a scacchiera".


Provvedimenti analoghi riguardano anche i treni della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, che come visibile da queste immagini pubblicate dal Dopolavoro Ferroviario di Paola, prevedono il contingentamento dei viaggiatori in salita e in discesa, attraverso l'utilizzo dedicato delle porte: in questo caso, le immagini sono relative ad una vettura MDVC, dove la presenza di vestiboli paracentrali permette una più semplice gestione del flusso di viaggiatori, che avranno inoltre a loro disposizione appositi erogatori di gel igienizzante per le mani. A bordo delle carrozze, inoltre, tramite apposito contrassegno adesivo, vengono indicati i sedili non utilizzabili, sempre al fine di garantire un adeguato distanziamento sociale, oltre ad una specifica area destinata esclusivamente al Capotreno.

Per quanto riguarda invece i servizi di Ferrovie della Calabria srl, sia su gomma che su ferro, attraverso il comunicato inviatoci dall'azienda, rileviamo che anche in questo caso saranno individuati tramite apposito adesivo i sedili non occupabili, e relativo avviso sul quale viene riportato il numero massimo di viaggiatori trasportabile dall'automotrice in questione. Diversamente dai servizi di Trenitalia, Ferrovie della Calabria comunica inoltre che, nel caso venisse raggiunto il numero massimo di viaggiatori a bordo del convoglio, il personale aziendale è autorizzato a non effettuare ulteriori fermate per salita viaggiatori. Il comunicato di FdC specifica che "qualora ricorra tale ipotesi, ai viaggiatori prenotati per la discesa sarà consentita la fermata appena possibile". Chiaramente, non possiamo che sperare che simili situazioni non accadano, poiché in alcuni casi ciò potrebbe rappresentare una criticità per l'utente che prenota la discesa in una specifica fermata e da essa deve raggiungere il luogo di lavoro. Se la fermata salta, e l'utente verrà fatto scendere "appena possibile", avrà modo di giustificare il proprio ritardo o totalmente la propria assenza dal luogo di lavoro? 
Chiaramente, a malincuore, non possiamo che ribadire di utilizzare il treno esclusivamente per motivazioni urgenti o legate ad attività lavorative: per gli spostamenti legati a piacere, turismo o motivazioni "futili", non mancherà tempo al termine di questa grave emergenza.


Una grave emergenza sanitaria che però ha messo in luce la resilienza del trasporto su ferro, spina dorsale della mobilità anche in tempo di crisi, ed a maggior ragione in questo preciso momento storico, in cui è più che mai necessario tracciare gli spostamenti dei cittadini e in più casi possibile sottoporli a tampone, al fine di contenere un'epidemia che purtroppo ha causato, e sta continuando a causa, centinaia di vittime ogni giorno, seppur con un trend finalmente in calo. Lo stesso "tracciamento" legato ovviamente a titoli di viaggio nominativi (la cui presenza di origine/destinazione del viaggio potrebbe tornare utilissima anche ai fini statistici, per rilevare la presenza in un determinato luogo, dello specifico numero di utenti provenienti dalle aree maggiormente a rischio epidemiche ed ex zone rosse), e la stessa disponibilità di ampi spazi all'interno delle stazioni ferroviarie, nei quali effettuare i test, è imparagonabile al caos ed all'assoluto anonimato del trasporto su gomma, a maggior ragione se privato. 
Il nostro parere, in realtà un po' contro-corrente, è che forse in un simile momento, negli spostamenti a lungo raggio, andrebbe incentivato proprio il trasporto pubblico, specie su ferro, per i motivi sopracitati: la drastica riduzione di servizi, non ha bloccato gli esodi, ma li ha resi ancor più "indisciplinati" ed anonimi, a bordo di centinaia di migliaia di automobili: visto e considerato ciò, speriamo solo nel senso civico e morale dei cittadini, sia nel sottoporsi a tamponi ed agli specifici test, e sia nell'utilizzo di mascherine e guanti a bordo dei treni.

Editor's Choice

Sono stati 966 i passeggeri calabresi in viaggio sui treni regionali di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nella giornata di ieri, il 5,8% rispetto a quelli presenti prima dell’emergenza sanitaria COVID-19. L’inizio della Fase 2 ha segnato anche l’incremento delle corse del trasporto regionale, che in Calabria sono passate dal 22% al 37% dell’offerta prevista prima del periodo dell’emergenza.

D’accordo con le Regioni, Committenti del Servizio, l’offerta regionale ha avuto un incremento di circa 25 punti percentuali rispetto alla scorsa settimana, passando da circa 2mila corse a 3.800 su tutto il territorio nazionale.

Il riempimento medio dei treni calabresi è stato pari all’11% della capienza, già calcolata in base alla nuova disponibilità al 50% di posti a sedere.

 Ai 3800 treni regionali di Trenitalia in circolazione nel giorno di avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, si sono aggiunti i treni a media e lunga percorrenza. In tutto 12 Frecce – che da oggi diventano 14 – e InterCity fra le principali città italiane utili agli spostamenti necessari indicati dalle Autorità competenti, per un totale di circa 4.300 viaggiatori, circa il doppio rispetto alla scorsa settimana.

Il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello presente prima dell’emergenza sanitaria COVID-19.

È in corso l’allestimento su tutta la flotta di Trenitalia di marker sui sedili da non occupare, segnaletica sulle porte per la salita e la discesa dei viaggiatori e le indicazioni a terra per indicare ai passeggeri l’uscita più vicina e la distanza da tenere con gli altri passeggeri. Sono state, inoltre, potenziate le attività di sanificazione e igienizzazione su tutta la flotta di Trenitalia.

 Il Gruppo FS Italiane ricorda che tutti i passeggeri devono:

  • indossare sempre la mascherina protettiva;
  • essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni;
  • essere collaborativi a bordo treno con il personale ferroviario, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi;
  • essere collaborativi in stazione con il personale ferroviario nell’entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi.

CLICCA QUI PER CONSULTARE L'ELENCO DEI TRENI REGIONALI CONFERMATI IN CALABRIA

Editor's Choice

Una particolare tipologia di convoglio ferroviario, negli ultimi anni divenuta sempre più rara, è quella destinata al diserbo chimico del sedime ferroviario. Si tratta di un sistema che fino allo scorso decennio continuava ad essere regolarmente utilizzato, ai fini del mantenimento dello stato di pulizia dalle erbe infestanti e dagli arbusti medio/piccoli, delle aree immediatamente adiacenti alla sede ferroviaria, dei piazzali di stazione, depositi e scali, con particolare riferimento ai punti maggiormente a rischio in quanto caratterizzati dalla presenza di componenti mobili, come ad esempio in corrispondenza dei deviatoi. 
Da alcuni anni, come abbiamo avuto modo di approfondire in un'intervista all'Ing. Sergio Stassi, Direttore Territoriale Produzione RFI Calabria (clicca qui per consultarla), il diserbo chimico delle linee ferroviarie, per lo meno in Italia, è stato ridotto al minimo, sostituito in gran parte dal diserbo meccanico tramite squadre di addetti muniti di decespugliatori ed altre attrezzature, ed in alcuni casi anche da trince applicate a mezzi bimodali e/o su gomma. Chiaramente, questa scelta ha finalità prettamente legate alla salvaguardia dell'ambiente, poiché, come ben noto, per il diserbo chimico veniva utilizzato (e viene utilizzato tutt'oggi in agricoltura), il ben noto Glifosato, storico prodotto della multinazionale Monsanto, oggi assorbita dalla Bayer. Nonostante le conseguenze nefaste sull'ambiente e sulla salute dell'uomo, derivanti dall'utilizzo di questo prodotto chimico in campo agricolo, alla fine del 2017 è stato nuovamente autorizzato dall’Unione Europea per altri 5 anni, nonostante il voto contrario dell’Italia e di altre 8 nazioni. 
Sia ben chiaro: il livello di pericolosità di questo prodotto chimico, è proporzionale ovviamente al suo utilizzo. Fino a pochi anni fa, infatti, la quota di Glifosato utilizzato per il diserbo ferroviario, su tutta la rete europea, si aggirava attorno allo 0,5% del totale di prodotto utilizzato in altri campi...ed è proprio il caso di parlare di campi, visto e considerato che il 90% del Glifosato finiva, (e continua a finire, finchè il suo utilizzo in campo agricolo continuerà ad essere prorogato dall'UE), nei campi coltivati per ridurre l'incidentalità delle erbe infestati, specie nelle colture di mais, grano e cereali in genere. Le tracce di Glifosato, purtroppo, le si riscontrano quindi su una quantità enorme di prodotti da forno, nella pasta che consumiamo tutti i giorni, e spesso anche in ortaggi freschi da coltivazioni intensive: se a ciò paragoniamo lo 0,5% di Glifosato utilizzato in ambito ferroviario, limitatamente al sedime, ai piazzali di stazione, depositi e scali, ben lontani o in ogni caso ben separati da aree agricole, è evidente l'incidentalità praticamente nulla di questo prodotto chimico, specificatamente nel caso ferroviario, per la salute dell'uomo. 
Nonostante ciò, Rete Ferroviaria Italiana sta diventando sempre di più un gestore di infrastruttura ferroviaria europeo "Glifosato-free", nonostante i costi per rinunciare al diserbo chimico, sostituendolo con quello meccanico, aumentino del 17% circa, come dimostra uno studio interno trasmesso alla Direzione Generale della Mobilità e dei Trasporti della Commissione Europea dall'Union Internationale des Chemins de fer (UIC). 

Chiaramente, per chi non conosce le modalità con cui veniva eseguito il diserbo chimico in ambito ferroviario, si chiederà come mai l'eliminazione meccanica di erbe/arbusti infestati costi di più. Ve lo spiegheremo attraverso queste nostre fotografie a dir poco storiche, scattate sulla Ferrovia Jonica tra il 2008 ed il 2010, a Soverato e Roccella Jonica.
Le operazioni di diffusione del diserbante, venivano eseguite attraverso l'utilizzo di un convoglio che all'occhio di un esperto del settore, potrebbe somigliare ad un normalissimo treno merci. La composizione del convoglio, infatti, prevedeva generalmente alcuni carri cisterna (e nel nostro caso erano presenti anche due carri decisamente storici, ex FS, delle serie VZk e derivati), contenenti la soluzione di acqua + glifosato (circa 1,5% di prodotto chimico rispetto all'acqua più eventuali altri prodotti coadiuvanti), un carro speciale dotato di cabina e lance per la diffusione nebulizzata dalla soluzione diserbante, due carri chiusi (di cui uno sempre dell'allora Trenitalia Cargo) per trasporto del prodotto chimico ed altre merci necessarie all'attività. Da notarsi, nelle fotografie, la presenza di uno storico carro Gs ex FS, in livrea gialla: nel 2008, abbiamo fotografato in coda al convoglio diserbante un carro a due assi Gbhs di Trenitalia Cargo, tipologia all'epoca ancora molto diffusa, ma ormai praticamente scomparsa nell'attuale parco di Mercitalia Rail (dove ormai la fanno da padrone solo i carri chiusi a intere pareti scorrevoli), società erede dell'allora Trenitalia Cargo. 
A Trenitalia Cargo era anche affidata la trazione dei treni diserbante: sulla Jonica era una delle poche occasioni (dopo la cessazione dei servizi merci ordinari a cavallo tra il 2004 ed il 2006), per ammirare ancora le D345, in alcuni casi in perfetta livrea d'origine, in un panorama all'epoca dominato solo dalle D445 e dalle ALn668. 
Lo spargimento della soluzione diserbante veniva eseguito principalmente nei mesi primaverili ed autunnali, ed il convoglio viaggiava ad una velocità massima di 50 km/h. Le lance, in parte, venivano manovrate manualmente da operatori presenti a bordo del carro appositamente attrezzato, specie durante il lento transito in stazioni ferroviarie molto piccole, dove si riusciva a irrorare con un solo transito tutto il piazzale.
Chiaramente, è facile immaginare che, anche solo per trattare tutta la Ferrovia Jonica, da Taranto fino a Reggio Calabria Centrale, fossero necessari circa 3 giorni: erano infatti frequentissime, vista la lentezza del convoglio, lunghe fermate per sosta e/o precedenza ai treni viaggiatori nelle varie stazioni lungo il percorso. Nella fotografia scattata a Roccella Jonica, il convoglio era in sosta fino al giorno successivo, ed era in corso il riempimento dei carri cisterna di acqua. Ovviamente il diserbo chimico avveniva su tutta la rete RFI calabrese, ma anche su quella a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria. In questo caso, specie negli anni più recenti, le composizioni dei treni diserbanti erano di estrema particolarità, poiché il solitamente unico carro pianale a due assi Pcm, caricato con cisterna e impianto di diffusione del prodotto, veniva trainato da una singola automotrice FIAT M4.400/M4c 350, mentre sulla tratta Catanzaro Lido - Catanzaro Città, con tratto a cremagliera da Catanzaro Sala a Catanzaro Pratica, era obbligatorio l'utilizzo di una doppia di automotrici FIAT a cremagliera M4c350, come testimonia il bellissimo scatto fotografico in basso:

 
Nel caso di Ferrovie della Calabria, i treni diserbante venivano effettuati esclusivamente nei giorni festivi, sia per evitare interferenze con il traffico ordinario (specie su linee ad alto traffico come la Catanzaro Lido - Catanzaro Città), e sia appunto perché erano necessarie per la trazione/spinta del carro, automotrici normalmente utilizzate per i servizi viaggiatori.
Un altro pezzo di storia del trasporto ferroviario, anche calabrese, appartenente quasi al passato, ma forse non del tutto, poiché è in corso di sperimentazione, in Francia, una modalità di diserbo chimico ferroviario maggiormente ecosostenibile. La tecnologia infatti viene in aiuto, attraverso l'utilizzo di telecamere che individuano i punti del sedime maggiormente interessati dalla presenza di vegetazione infestante, diffondendo quindi il prodotto chimico soltanto in quei punti, in proporzione alla quantità di vegetazione presente. In tal modo, l'utilizzo del glifosato crollerebbe addirittura del 40%, in ambito ferroviario, evitando quindi di diffonderlo dove non necessario. 
In attesa di conoscere se tale metodologia avrà successo o meno, godiamoci questi scatti ormai storici, lungo la Ferrovia Jonica!

 


Pagina 4 di 72

railbook

#ferrovieDelleMeraviglie
FC FCL 353 Rogliano 2014 08 03 RobertoGalati 3

SCOPRI GLI EVENTI SPECIALI ORGANIZZATI

CON IL TRENO DELLA SILA

NEL RICORDO DEL NOSTRO CARO AMICO MARCO GAGLIARDI...

P1100429

DAI UN CONTRIBUTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE
Sostienici

copertina