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Nelle ultime ore la notizia dell'istituzione di inediti collegamenti Frecciarossa e Italo da Torino a Reggio Calabria, ha portato indubbiamente (per noi di Associazione Ferrovie in Calabria in primis) una ventata di euforia, rappresentando un punto di svolta per il trasporto su ferro calabrese, finalmente connesso alla rete AV nazionale, ma ha - giustamente - riaperto anche l'argomento Alta Velocità in Calabria. Sia ben chiaro, i due servizi che partiranno da giugno hanno tempi di percorrenza estremamente competitivi (seppur ancora fortemente riducibili con l'eliminazione delle fermate nelle stazioni di testa) già oggi, e lo saranno ancor di più al termine dell'upgrade infrastrutturale che porterà la Ferrovia Tirrenica Meridionale, entro pochi anni, a essere percorribile per intero a 200 km/h.
Ma ovviamente, di Alta Velocità non si tratta: il Prof. Francesco Russo, docente di trasporti dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e luminare in questo ambito, ex vicepresidente della Regione Calabria ed Assessore alla Logistica e Portualità, in un interessantissimo e condivisibile articolo pubblicato su www.zoomsud.it , e che rilanciamo, spiega come la vera Alta Velocità potrebbe arrivare in Calabria e con costi al km, di gran lunga inferiori rispetto a quelli che sono stati necessari per la costruzione del resto della rete Alta Velocità/Alta Capacità Italiana. E la differenza, sta proprio nella cosiddetta "Alta Capacità": buona lettura!

LA PREMESSA
E’ indispensabile, per intervenire sull’argomento, conoscere la differenza tra le varie Alta Velocità ferroviarie. Nei comunicati quasi sempre tutte le Alte Velocità vengono ammucchiate sotto la stessa sigla (AV). Accade anche quando presentano differenze tanto marcate da dar vita a realtà profondamente diverse per i costi di realizzazione e per i servizi offerti ai cittadini.

Per orientarsi in tanta confusione (cercata o casuale che sia) bisogna concentrare l’attenzione sulle infrastrutture senza considerare i treni (Frecce o Italo o altro). Solo con la scelta di isolare il tema infrastruttura (cioè la costruzione e la potenza del meccanismo su cui si muovono i treni) è possibile ridurre (in parte consistente) le ambiguità.
In Calabria non partiamo da zero. Nel 2016 si è svolto un ampio dibattito sull’Alta Velocità. In questa regione e non altrove perché il Mezzogiorno, e soprattutto Calabria, Basilicata, Puglia adriatica e Sicilia, sono i territori italiani meno accessibili del paese. Un fenomeno che ha ricadute pesantissime sulla vita quotidiana dei cittadini e la capacità produttiva di questi territori. Per questo nel 2016 società civile, istituzioni regionali (Consiglio, Dipartimenti, Giunta), provinciali e locali, rappresentanze sindacali e datoriali, università e media si sono confrontati in Calabria. Un dibattito che si è concluso con l’approvazione di un Piano Regionale dei Trasporti in Consiglio e in Giunta nel Dicembre 2016: un lavoro. valutato positivamente nel marzo 2017dalla Commissione Europea.

Un’ultima rilevante considerazione: se oggi siamo nelle condizioni di non dover scegliere tra il tutto dell’AVAC e il niente dell’AV di rete (di cui abbiamo discusso in un precedente articolo), dipende da quel dibattito e dalle proposte che ha prodotto eliminando radicalmente soluzioni-imbroglio e strumentalizzazioni. Ma procediamo con ordine.

IL PUNTO SULLE PROPOSTE IN CAMPO
Le proposte infrastrutturali messe in campo da Roma (Ministero ed RFI) per l’Alta Velocità sono due: 1) Alta Velocità di Rete (AVR) e 2) Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC).

Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC) è l’infrastruttura percorribile oggi a 300 km/h, e che quindi con un treno diretto permetterebbe di connettere Roma e Reggio in non più di 2 ore e mezza.

Ma l’Alta Velocità in Italia, a differenza che nel resto del mondo, è stata costruita come Alta Capacità (AVAC) cioè una infrastruttura capace di trasportare sia i treni passeggeri a oltre 300 km/h sia i treni merci pesanti da oltre 1500 tonnellate.

Trasportare i treni merci pesanti implica però una serie di problemi e un consistente aggravio dei costi:

  • • pendenze più basse e quindi viadotti più lunghi e costosi;
  • • carico per asse maggiore e quindi viadotti strutturalmente più impegnativi, binari e piattaforme più robusti, rilevati più massicci, tutto più costoso;
  • • lunghezze stazioni per ricoverare i merci superiori a quelle dei passeggeri, e quindi più costose.

Per questo il costo per realizzare i 400 km di AVAC (cioè con le stessa metodologia e potenza della linea Milano-Roma-Salerno) tra Salerno e Reggio Calabria supera i 20 miliardi, e sono certo sia sottostimato. Per essere chiari: se si resta inchiodati a questa rivendicazione, tenendo conto del quadro economico italiano aggravato dal Cvirus, significa murare una pietra tombale sul progetto di collegare rapidamente il Mezzogiorno (Sardegna a parte) e specie regioni come la Puglia jonica, Basilicata, Calabria e Sicilia col resto del paese (e quindi dell’Europa). Controprova: secondo le indicazioni date dalla Ministra dei trasporti nella recente Conferenza stampa in Calabria, e (soprattutto) secondo i finanziamenti stanziati nel Decreto Rilancio, la Salerno-Reggio sarà Alta Velocità di Rete (AVR), cioè una infrastruttura che raggiungerà una velocità massima di 200 km/h.

LA PROPOSTA
Qui bisogna fermarsi e ragionare. In altre nazioni europee, per esempio in Francia e in Spagna, è stata scelta un’AV (capace di 300 e in prospettiva 350 km orari) che non prevede la struttura necessaria per il trasporto dei treni merci pesanti. La Spagna ha così realizzato in 10 anni tutta la propria rete alla velocità di 300 Km/h e oltre. La Francia lo aveva già fatto. Verificando qualunque pubblicazione si legge che le AV francesi e spagnole costano meno di un terzo dell’AVAC italiana.

Alta Velocità di Rete in Italia (AVR) è una rete in cui sono comprese sia le linee AVAC (quindi 300-350 km/h) che possono contemporaneamente trasportare i merci pesanti, sia le linee tradizionali su cui si fanno interventi per consentire una velocità di 200 km/h. Semplifico: se una linea è in AVR, e non è linea AVAC, vuol dire che è una linea tradizionale che consente al massimo 200 km/h.
Migliorare la linea attuale Salerno Reggio Calabria in chiave AVR, nel corso dei prossimi 2 decenni, portandola ad una velocità massima di 200 km/h, significherebbe, rispetto ad oggi, un risparmio di 20 minuti con una spesa di almeno 8 miliardi.

E’ qui che s’innesta la proposta calabrese di dar vita a un’Alta Velocità LARG (AVL) cioè un’AV come quella francese e spagnola per collegare Reggio a Roma in due ore e mezzo con un costo tra gli 8 e i 10 miliardi.

La proposta nasce da alcune considerazioni fatte durante il dibattito di cui sopra:

• Una linea a 300 km/h integra il Sud e integra il Paese;
• I 20 e più miliardi AVAC rappresentano una cifra notevole anche per una potenza economica come l’Italia;
• Le linee a 300 km/h solo passeggeri realizzate in altri Paesi costano meno di un terzo delle italiane;
• La Calabria è l’estremo meridionale della rete italiana, quindi nessun investimento fatto in Italia viene pregiudicato dal tratto che attraversa la Calabria.

Insomma la Regione Calabria ha proposto di realizzare tra Salerno e Reggio e in alte zone del Mezzogiorno l’AV esistente in altri paesi dell’Ue, tenendo conto che i treni merci da 1500 metri e da 2000 tonnellate a sagoma alta possono tranquillamente viaggiare sulle linee storiche. E d’altronde sarà comunque così perché è già stato deciso che quei treni utilizzino il corridoio ionio-adriatico.

La proposta della Calabria è quella (sempre con 300-350 km/h) di introdurre altre opzioni tecnologiche e di tracciato che ridurrebbero ulteriormente i costi realizzando quella che possiamo definire AV LARG: Lean, Agile, Resilient, Green. Cioè una linea con progettazione snella ad altissimo tasso tecnologico, svincolata dalle pesantezze dei merci tradizionali, solida e capace di far fronte ai rischi naturali meglio delle infrastrutture attuali, con grande caratterizzazione ambientale.

AVR e AVAC sono le proposte di Roma in  tutta Italia. Dal 14 Maggio Roma ha detto che al Sud si farà solo AVR, cioè che il percorso Reggio-Roma non sarà mai più simile a quello Roma-Milano. La Calabria invece propone di valutare anche l’AVL.

La sintesi finale è semplice: bisogna fare subito la fattibilità, per verificare in modo chiaro quale sia la migliore alternativa. E bisogna essere chiari: se il Governo conferma la proposta del Decreto Ripresa bisogna dire che viene cancellata, per un tempo storico lunghissimo, la possibilità di viaggiare tra Reggio e Roma come tra Roma e Milano.

Insomma, Calabria e Mezzogiorno chiedono solo di verificare cosa sia meglio. Non si vuole imporre nulla come invece sembra voler fare il Governo romano (vedi conferenza stampa Ministra De Micheli del 14 Maggio).

Bisogna impedire che decisioni cruciali passino inosservate nell’ambito delle migliaia di notizie che ogni attimo ci sommergono. Dobbiamo fare le scelte con la massima trasparenza perché da questa scelta dipende il futuro del Sud ma anche del Paese.

*FRANCESCO RUSSO - UNIRC  

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Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di FS Italiane, relativamente all' istituzione del collegamento diretto Frecciarossa Torino Porta Nuova - Reggio Calabria Centrale a partire dal prossimo 3 giugno: un ringraziamento da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria va alla Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, per la costante interlocuzione avvenuta in questi ultimi giorni, relativamente all'invio dei comunicati stampa e dei dettagli relativi al nuovo collegamento AV dedicato alla Calabria. Cogliamo inoltre l'occasione per comunicare che, in anticipo sui tempi, sarà ripristinato a partire dal 28 maggio il servizio Frecciargento Sibari - Bolzano e viceversa, già da oggi prenotabile sul portale www.trenitalia.it

FS ITALIANE, TRENITALIA: DA TORINO A REGGIO CALABRIA IN FRECCIAROSSA

  • da oggi biglietti disponibili nei sistemi di vendita
  • dal 3 giugno i nuovi collegamenti senza cambi intermedi

 Roma, 21 maggio 2020

 Da oggi disponibili nei sistemi di vendita di Trenitalia i biglietti del Frecciarossa che dal 3 giugno, per la prima volta, collegherà senza cambi intermedi Torino con Reggio Calabria.

Ogni giorno una coppia di Frecciarossa collegherà senza cambi Reggio Calabria con Torino. Il Frecciarossa partirà da Torino Porta Nuova alle 8 del mattino con arrivo a Reggio Calabria alle 18.50. Da Reggio Calabria la partenza è invece alle 10.10 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 21.00. Le fermate intermedie sono: Torino Porta Susa, Milano Centrale, Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Tiburtina, Roma Termini, Napoli Afragola, Napoli Centrale, Salerno, Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno, Villa San Giovanni.

Inoltre, per collegare anche la Sicilia alle città servite dall’Alta velocità, insieme al biglietto delle Frecce sarà possibile acquistare anche quello della nave veloce BluJet (Gruppo FS Italiane) fra Villa San Giovanni e Messina. Gli orari delle navi e dei treni sono integrati per garantire un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto.

 Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria è la principale novità dell’offerta di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che da inizio giugno prevede 74 Frecce e 48 InterCity sulle principali direttrici del Paese, raddoppiando il numero di treni a disposizione dal secondo step della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, iniziato il 18 maggio.

 L’offerta di Trenitalia cresce con un numero di collegamenti congruo alla richiesta di mobilità di questo periodo, tenendo conto della disponibilità di posti al 50% per il sistema di prenotazione “a scacchiera” che garantisce il rispetto del distanziamento sociale.

 L’impegno di Trenitalia è continuare ad avere la massima attenzione alle esigenze delle persone, salute e igiene prima di tutto. A bordo di Frecciarossa e Frecciargento è distribuito un safety kit gratuito (mascherina, gel igienizzante per mani, guanti in lattice e poggiatesta monouso), insieme a una lattina d’acqua per tutti i passeggeri. Inquadrando con lo smartphone il QR code posizionato sui tavolini, i passeggeri possono visualizzare le informazioni sulle attività e i processi di pulizia e sanificazione dei treni.

LE DICHIARAZIONI DI GIANFRANCO BATTISTI, AD FS ITALIANE, SU FRECCIAROSSA DA TORINO A REGGIO CALABRIA

 “Con questo nuovo collegamento – dichiara Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane – per la prima volta il Frecciarossa arriva a Reggio Calabria. Il treno simbolo dell’eccellenza italiana nell’Alta velocità collegherà Reggio Calabria al Sistema AV. Un nuovo servizio che avvicina le persone, nel momento in cui il Paese deve ripartire. L’arrivo del Frecciarossa contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia”.

 

 

 

 

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Sono stati 966 i passeggeri calabresi in viaggio sui treni regionali di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nella giornata di ieri, il 5,8% rispetto a quelli presenti prima dell’emergenza sanitaria COVID-19. L’inizio della Fase 2 ha segnato anche l’incremento delle corse del trasporto regionale, che in Calabria sono passate dal 22% al 37% dell’offerta prevista prima del periodo dell’emergenza.

D’accordo con le Regioni, Committenti del Servizio, l’offerta regionale ha avuto un incremento di circa 25 punti percentuali rispetto alla scorsa settimana, passando da circa 2mila corse a 3.800 su tutto il territorio nazionale.

Il riempimento medio dei treni calabresi è stato pari all’11% della capienza, già calcolata in base alla nuova disponibilità al 50% di posti a sedere.

 Ai 3800 treni regionali di Trenitalia in circolazione nel giorno di avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, si sono aggiunti i treni a media e lunga percorrenza. In tutto 12 Frecce – che da oggi diventano 14 – e InterCity fra le principali città italiane utili agli spostamenti necessari indicati dalle Autorità competenti, per un totale di circa 4.300 viaggiatori, circa il doppio rispetto alla scorsa settimana.

Il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello presente prima dell’emergenza sanitaria COVID-19.

È in corso l’allestimento su tutta la flotta di Trenitalia di marker sui sedili da non occupare, segnaletica sulle porte per la salita e la discesa dei viaggiatori e le indicazioni a terra per indicare ai passeggeri l’uscita più vicina e la distanza da tenere con gli altri passeggeri. Sono state, inoltre, potenziate le attività di sanificazione e igienizzazione su tutta la flotta di Trenitalia.

 Il Gruppo FS Italiane ricorda che tutti i passeggeri devono:

  • indossare sempre la mascherina protettiva;
  • essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni;
  • essere collaborativi a bordo treno con il personale ferroviario, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi;
  • essere collaborativi in stazione con il personale ferroviario nell’entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi.

CLICCA QUI PER CONSULTARE L'ELENCO DEI TRENI REGIONALI CONFERMATI IN CALABRIA

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Nelle ultime ore abbiamo avuto modo di leggere alcune dichiarazioni dell'ex sindaco di Rossano, Tonino Caracciolo, relativamente ad una problematica legata ai lavori di elettrificazione della Ferrovia Jonica tra Catanzaro Lido e Sibari. Nello specifico, si fa riferimento ad uno stop generico dei lavori, a causa di un blocco imposto dalla Soprintendenza, e in modo più che condivisibile, l'ex sindaco Caracciolo, esprime profonda preoccupazione per il futuro di questo progetto atteso nella nostra regione da oltre 40 anni, e che cambierà il volto della mobilità su ferro sia regionale che a lunga percorrenza lungo la fascia jonica calabrese. 
Risulta però necessario, da parte nostra, precisare alcuni aspetti. Il primo riguarda la tratta sulla quale è in essere il blocco da parte della Soprintendenza ABAP per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone: parliamo esclusivamente della tratta Corigliano - Sibari, ricadente in un territorio a fortissima vocazione archeologica e paesaggistica. Nello specifico, infatti, vogliamo ribadire che questo problema, che in realtà abbiamo più volte sottolineato in nostri precedenti articoli, riguarda l'installazione dei pali tipo LS che sosterranno la catenaria, a fianco del binario. Secondo la Soprintendenza (almeno da informazioni in nostro possesso), infatti, l'installazione di pali e catenaria sarebbe di forte impatto visivo all'interno del paesaggio attraversato. Le soluzioni proposte erano state varie, dall'installazione dei pali in posizione "frontale" rispetto all'osservatore (ma ciò renderebbe impossibile l'installazione delle mensole di sostegno della catenaria, probabilmente), alla più plausibile verniciatura dei pali in verde e/o altro colore che li mimetizzerebbe con il paesaggio.
Certamente non è il caso di additare la Soprintendenza come la causa del fallimento di un progetto che è tutt'altro che fallito (tra Catanzaro Lido e Corigliano i lavori proseguono regolarmente, con rallentamenti dovuti purtroppo all'emergenza Covid-19): la Soprintendenza fa il proprio lavoro, non avrebbe alcun interesse a "sabotare" un così importante progetto di rilancio della Ferrovia Jonica, che anzi, diventerebbe ulteriormente funzionale anche alla valorizzazione dei siti archeologici e museali presenti lungo il percorso, a pochi metri da essa, prendendo spunto dal nostro progetto, condiviso con Italia Nostra, del Treno della Magna Grecia. 
Ed a proposito di turismo ferroviario, siti archeologici e ferrovie elettrificate: in Sicilia, lungo la Valle dei Templi ed a pochi passi da essi, si snoda la ferrovia Agrigento - Porto Empedocle, elettrificata e addirittura dotata di comode fermate in corrispondenza dei principali siti, utilizzate in occasione dei treni turistici organizzati da Fondazione FS Italiane. Quale sarebbe allora la differenza tra questa linea ferroviaria, e la Ferrovia Jonica in corso di elettrificazione? Nel caso della Valle dei Templi, peraltro, i pali non sono stati neppure verniciati di alcun colore!

Ciò che risulta necessario, visto e considerato che questa vicenda va avanti ormai da ben due anni, è cercare di capire dove si trova "l'intoppo", chi lo deve risolvere, e perchè non l'ha ancora fatto dopo tutto questo tempo. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria scriveremo ufficialmente alla Soprintendenza, per chiedere informazioni sulla problematica in questione, coinvolgendo anche l'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, e sperando in una rapida e definitiva risoluzione: terremo informati i nostri lettori, ringraziando comunque, nel frattempo, l'ex Sindaco Caracciolo, per aver sollevato un tema che ci sta molto a cuore e che fino ad oggi, a parte la nostra associazione, nessuno aveva portato a conoscenza dell'opinione pubblica.

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La tanto attesa Fase 2, primo passo per la "convivenza" con il Covid-19 (speriamo più breve possibile), è da oggi in vigore: ed i primi provvedimenti ad essa collegati, non sono mancati lungo i binari, sui treni e nelle stazioni italiane, comprese quelle calabresi. Proprio in Calabria, regione che è rimasta ai margini della pandemia grazie a misure restrittive prese tempestivamente, mentre purtroppo nel centro-nord Italia i contagi giornalieri erano a migliaia e le vittime diverse centinaia, è oggi in prima linea nel controllo serrato del flusso di arrivi dal resto d'Italia. Migliaia di studenti fuori sede, al momento non impegnati con attività didattiche all'interno degli atenei, ma anche tanti lavoratori, stanno rientrando nella nostra regione, e tantissimi lo stanno facendo in treno. 
In tutte le stazioni ferroviarie servite dai collegamenti a lunga percorrenza, ovvero Scalea-Santa Domenica Talao, Paola, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, sono presenti postazioni gestite da medici ed infermieri delle ASP di riferimento del territorio, nelle quali vengono eseguiti i tamponi ai viaggiatori appena scesi dai convogli, a loro volta identificati dalla Polizia Ferroviaria, seguendo le direttive nazionali e regionali. 
Soltanto nella stazione di Gioia Tauro, come documentano queste fotografie dell'amico Domenico Latino, corrispondente della Gazzetta del Sud per la Piana di Gioia Tauro, sono stati eseguiti oggi centinaia di tamponi ai viaggiatori giunti a bordo dei treni Intercity 728/723 Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv, Intercity 560/561 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, Frecciabianca 8878/8877 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e vv, ovvero gli unici collegamenti ferroviari a lunga percorrenza al momento attivi in Calabria. I tamponi vengono effettuati dal SUEM 118 dell'Asp di Reggio Calabria, coordinato dal dott. Domenico Gaglioti, con il supporto della Protezione Civile, gruppo "Le Aquile" di Gioia Tauro: una attività gestita in modo estremamente professionale, pari ai provvedimenti istituiti da Trenitalia a bordo dei propri convogli, che nel caso degli Intercity e Frecce, in entrambi i casi a prenotazione obbligatoria, prevedono una occupazione massima pari alla metà della capienza del convoglio per garantire il necessario distanziamento sociale attraverso la prenotazione dei posti "a scacchiera".


Provvedimenti analoghi riguardano anche i treni della Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia, che come visibile da queste immagini pubblicate dal Dopolavoro Ferroviario di Paola, prevedono il contingentamento dei viaggiatori in salita e in discesa, attraverso l'utilizzo dedicato delle porte: in questo caso, le immagini sono relative ad una vettura MDVC, dove la presenza di vestiboli paracentrali permette una più semplice gestione del flusso di viaggiatori, che avranno inoltre a loro disposizione appositi erogatori di gel igienizzante per le mani. A bordo delle carrozze, inoltre, tramite apposito contrassegno adesivo, vengono indicati i sedili non utilizzabili, sempre al fine di garantire un adeguato distanziamento sociale, oltre ad una specifica area destinata esclusivamente al Capotreno.

Per quanto riguarda invece i servizi di Ferrovie della Calabria srl, sia su gomma che su ferro, attraverso il comunicato inviatoci dall'azienda, rileviamo che anche in questo caso saranno individuati tramite apposito adesivo i sedili non occupabili, e relativo avviso sul quale viene riportato il numero massimo di viaggiatori trasportabile dall'automotrice in questione. Diversamente dai servizi di Trenitalia, Ferrovie della Calabria comunica inoltre che, nel caso venisse raggiunto il numero massimo di viaggiatori a bordo del convoglio, il personale aziendale è autorizzato a non effettuare ulteriori fermate per salita viaggiatori. Il comunicato di FdC specifica che "qualora ricorra tale ipotesi, ai viaggiatori prenotati per la discesa sarà consentita la fermata appena possibile". Chiaramente, non possiamo che sperare che simili situazioni non accadano, poiché in alcuni casi ciò potrebbe rappresentare una criticità per l'utente che prenota la discesa in una specifica fermata e da essa deve raggiungere il luogo di lavoro. Se la fermata salta, e l'utente verrà fatto scendere "appena possibile", avrà modo di giustificare il proprio ritardo o totalmente la propria assenza dal luogo di lavoro? 
Chiaramente, a malincuore, non possiamo che ribadire di utilizzare il treno esclusivamente per motivazioni urgenti o legate ad attività lavorative: per gli spostamenti legati a piacere, turismo o motivazioni "futili", non mancherà tempo al termine di questa grave emergenza.


Una grave emergenza sanitaria che però ha messo in luce la resilienza del trasporto su ferro, spina dorsale della mobilità anche in tempo di crisi, ed a maggior ragione in questo preciso momento storico, in cui è più che mai necessario tracciare gli spostamenti dei cittadini e in più casi possibile sottoporli a tampone, al fine di contenere un'epidemia che purtroppo ha causato, e sta continuando a causa, centinaia di vittime ogni giorno, seppur con un trend finalmente in calo. Lo stesso "tracciamento" legato ovviamente a titoli di viaggio nominativi (la cui presenza di origine/destinazione del viaggio potrebbe tornare utilissima anche ai fini statistici, per rilevare la presenza in un determinato luogo, dello specifico numero di utenti provenienti dalle aree maggiormente a rischio epidemiche ed ex zone rosse), e la stessa disponibilità di ampi spazi all'interno delle stazioni ferroviarie, nei quali effettuare i test, è imparagonabile al caos ed all'assoluto anonimato del trasporto su gomma, a maggior ragione se privato. 
Il nostro parere, in realtà un po' contro-corrente, è che forse in un simile momento, negli spostamenti a lungo raggio, andrebbe incentivato proprio il trasporto pubblico, specie su ferro, per i motivi sopracitati: la drastica riduzione di servizi, non ha bloccato gli esodi, ma li ha resi ancor più "indisciplinati" ed anonimi, a bordo di centinaia di migliaia di automobili: visto e considerato ciò, speriamo solo nel senso civico e morale dei cittadini, sia nel sottoporsi a tamponi ed agli specifici test, e sia nell'utilizzo di mascherine e guanti a bordo dei treni.

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