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L'emergenza Coronavirus ha portato ad una rimodulazione dei servizi ferroviari a lunga percorrenza anche in Calabria. Nello specifico, sulla relazione Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e viceversa, comunichiamo che è stata soppressa la coppia di treni Frecciargento 8340/8345, il Frecciargento 8343, la coppia di treni Frecciabianca 8872/8873. 
Relativamente ai servizi Frecce, quindi, risultano disponibili i seguenti treni

- Frecciargento 8344 Reggio Calabria Centrale (15.20) - Roma Termini (20.23)
- Frecciabianca 8878 Reggio Calabria Centrale (12.50) - Roma Termini (19.30)
- Frecciabianca 8877 Roma Termini (13.56) - Reggio Calabria Centrale (20.20)
- Frecciargento 8509 Sibari (06.33) - Bolzano (15.48)
- Frecciargento 8519 Bolzano (13.12) - Sibari (22.25)

L'offerta Intercity ed Intercity Notte è confermata per intero, sia sulla direttrice Tirrenica che su quella Ionica. Nessuna variazione, al momento, all'offerta di treni Regionali all'interno del territorio calabrese.

Trenitalia ha inoltre attivato un nuovo metodo di prenotazione dei posti a bordo delle Frecce, grazie al supporto della società FSTecnology che prevede il blocco alternato dei posti frontali, in modo da evitare che due viaggiatori possano trovarsi sia seduti fianco a fianco che di fronte, al fine di limitare il rischio contagio. Riteniamo comunque opportuno che lo stesso provvedimento vada preso anche sui treni Intercity ed Intercity Notte, per ovvi motivi. 
Ricordiamo inoltre che, anche per viaggiare in treno, risulta necessario giustificare il proprio spostamento tramite apposita autocertificazione (qui il link per scaricarla). Per chi volesse invece rinunciare al proprio viaggio con Trenitalia, basta cliccare qui e seguire la procedura. 
Seguiranno aggiornamenti.

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Era l’1 marzo del 2010, esattamente 10 anni fa, quando la forbice di Trenitalia e del Ministero dei Trasporti si apprestava a fare tappa in Calabria: in quello stesso giorno vennero soppressi i famosi e quanto mai discussi treni classificati InterCityNotte “Scilla” e “Tommaso Campanella”, il primo in collegamento tra la Calabria e Torino, il secondo tra la Calabria e Milano, con doppia sezione (Jonica e Tirrenica) e senza obbligo di cambio.

La nostra Associazione ancora ai tempi non esisteva a livello legale, ma già da 5 anni eravamo attivi per la difesa del trasporto ferroviario della nostra amata Terra.

Già da un po’ di anni le voci di una possibile soppressione di questi storici treni si erano enfatizzate, tant’è vero che con l’avvento dell’orario 2006 furono declassati a treni straordinari (almeno per quel che concerne le due sezioni destinate alla Jonica), ma con una sapiente azione politica tornarono ad essere effettivi giornalieri dopo neanche 6 mesi e con l’aggiunta del servizio cuccette comfort.

Ma con l’avvento dell’orario 2010, queste voci tornarono a farsi sentire e stavolta si tramutarono in fatti incredibili quanto ingiustificabili: la dorsale Jonica e Catanzaro (capoluogo di regione) perdevano i collegamenti diretti con il Nord Italia dopo 50 anni di servizio.

Lungo la dorsale Tirrenica, la cosa venne subito appianata con l’istituzione di due treni Espressi notturni che accorpavano il “Treno del Sole” Sicilia - Torino con lo “Scilla” e il “Trinacria” con il “Tommaso Campanella”, rilevandone traccia e fermate, creando di fatto due collegamenti Sicilia / Calabria - Torino / Milano con tutti i disagi del caso.

Le reazioni mediatiche furono immediate, anche da parte nostra ovviamente, sullo storico blog www.ferrovieincalabria.com ma non ci fu alcun cambio di rotta da parte dei vertici di Villa Patrizi: anzi, la situazione degenerò a dicembre dello stesso anno col taglio dell’Espresso notturno che collegava la Calabria con Roma, ed in questo caso ad essere soppressa fu la sola sezione Jonica.

Per rispondere alle feroci critiche dell’opinione pubblica e politica, per l’entrata in vigore dell’orario 2011, Trenitalia varò il prolungamento a Reggio Calabria dell’ormai “morente” InterCityNotte 782 / 787 Crotone - Milano e viceversa, treno a doppia sezione (una da/per Torino, una da/per Milano) con tempi di percorrenza inaccettabili e poco competitivi.

Tale soluzione durò solamente 12 mesi venendo a mancare a dicembre dello stesso anno e lasciando, di fatto, la Calabria Jonica senza alcun tipo di treno diretto a lunga percorrenza con il Centro - Nord Italia.

Nel corso degli anni successivi, a più riprese abbiamo caldeggiato l’importanza di avere treni diretti che non obbligassero i passeggeri al famigerato e soprattutto fastidioso cambio, ma purtroppo ad oggi ci troviamo con almeno 6 autobus giornalieri che collegano il basso Jonio con Torino, Milano e Roma, escluse le corse aggiuntive nei periodi di punta, che praticamente decuplicano l'offerta di servizi su gomma a lunga percorrenza.

Purtroppo a mettersi di traverso sono stati anche diversi fattori tra cui l’attuazione di normativa relativa alla chiusura automatica delle porte del treno, la volontà di ridurre il personale di bordo e di macchina, l’invecchiamento del parco carrozze e locomotori diesel.

Oggi però, con l’imminente futura elettrificazione della Jonica e della trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme, siamo più che mai determinati a presentare delle proposte atte al ripristino del servizio in essere.

Il tutto, si potrebbe ripartire con uno schema di treni semplice che prevede la suddivisione di tutta dorsale in due tronconi (tratta Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale / tratta Catanzaro Lido - Sibari) in aggiunta a quello tirrenico (per quale, però, pubblicheremo in seguito un articolo a parte).

SCHEMA PROPOSTE TRATTA REGGIO CALABRIA CENTRALE - LAMEZIA TERME CENTRALE

- Treno notte Reggio Calabria Centrale - Torino Porta Nuova e viceversa con fermate a Melito di Porto Salvo, Bovalino, Locri, Siderno, Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Soverato, Catanzaro Lido, Catanzaro, Lamezia Terme Nicastro, Lamezia Terme Centrale, Paola, Livorno Centrale, Pisa Centrale, La Spezia Centrale, Genova Piazza Principe, Asti, Alessandria. Composizione standard di 9 vetture con servizio letti e cuccette comfort.

- Treno notte Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e viceversa con fermate a Melito di Porto Salvo, Bovalino, Locri, Siderno, Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Soverato, Catanzaro Lido, Catanzaro, Lamezia Terme Nicastro, Lamezia Terme Centrale, Paola, Firenze Campo di Marte, Bologna Centrale, Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza. Composizione standard di 9 vetture con servizio letti e cuccette comfort.

- Treno notte Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e viceversa con fermate a Melito di Porto Salvo, Bovalino, Locri, Siderno, Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Soverato, Catanzaro Lido, Catanzaro, Lamezia Terme Nicastro, Lamezia Terme Centrale, Paola. Composizione standard di 9 vetture con servizio posti a sedere, letti e cuccette comfort.

 

SCHEMA PROPOSTE TRATTA CATANZARO LIDO - SIBARI

-Treno Notte Catanzaro Lido - Torino Porta Nuova e viceversa con fermate a Crotone, Cirò, Cariati, Rossano, Corigliano, Sibari, Trebisacce, Policoro - Tursi, Metaponto, Taranto, Gioia del Colle, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Rimini, Bologna Centrale, Piacenza, Voghera, Alessandria, Asti. Composizione standard di 9 vetture con servizio letti e cuccette comfort.

- Treno Notte Catanzaro Lido - Milano Centrale e viceversa con fermate a Crotone, Cirò, Cariati, Rossano, Corigliano, Sibari, Trebisacce, Policoro - Tursi, Metaponto, Taranto, Gioia del Colle, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Rimini, Bologna Centrale, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza. Composizione standard di 9 vetture con servizio letti e cuccette comfort.

- Treno Notte Catanzaro Lido - Roma Termini e viceversa con fermate a Crotone, Cirò, Cariati, Rossano, Corigliano, Sibari, Trebisacce, Policoro - Tursi, Taranto, Metaponto, Potenza Centrale, Salerno. Composizione standard di 9 vetture con servizio posti a sedere, letti e cuccette comfort.

 

SOLUZIONE ALTERNATIVA

Una soluzione alternativa potrebbe prevedere l’istituzione di due sezioni (una per tratta) con manovre di aggancio e sgancio delle stesse nella stazione di Paola.

Per cui avremmo il medesimo schema per la tratta Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale con la modifica di quello relativo alla tratta Catanzaro Lido - Sibari al quale verrebbe inglobato anche la trasversale Sibari - Cosenza - Paola con le seguenti fermate: Crotone, Cirò, Cariati, Rossano, Corigliano, Sibari, Cosenza, Castiglione Cosentino.

In entrambe le soluzioni si avrebbe una copertura “a ventaglio” che andrebbe a soddisfare sia il comprensorio dell’Alto Jonio, sia la zona a Sud di Catanzaro, con tempi di percorrenza sicuramente più umani e competitivi rispetto alla gomma che attualmente la fa da padrona per quel che concerne la lunga percorrenza sul versante jonico calabrese.

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A causa della scossa di terremoto che ha colpito Cosenza e Rende nelle scorse ore, dalle ore 17.25 in via precauzionale e per consentire appositi controlli e rilievi sulle infrastrutture, in corso di esecuzione tramite motocarrelli e personale specializzato, è sospesa la circolazione ferroviaria sulle seguenti linee:

Rete Ferroviaria Italiana:
- Cosenza-Paola
- Cosenza-Sibari
- Paola-Lamezia Terme Centrale

Ferrovie della Calabria srl:
- Cosenza-Rogliano-Marzi

Seguiranno aggiornamenti

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La nostalgia per i gloriosi anni '80 e '90, in Calabria, sta diventando così forte da arrivare all'assurdo: da alcune settimane, nella politica catanzarese e lametina, sembra di essere tornati a 30 anni fa. In quanti ricordano le infinite discussioni e battaglie sul rinnovo della linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, tra chi sosteneva la costruzione di una nuova "direttissima" che bypassasse Nicastro e Sambiase (i cui lavori iniziarono nel 1990, ma vennero bloccati dopo pochi mesi, con tanto di penali miliardarie pagate dallo Stato alle imprese costruttrici…), tra chi sosteneva il mantenimento dell'attuale tracciato e tra chi sosteneva l'esercizio su entrambi? 
Ebbene, siamo tornati punto e a capo: l'unica differenza è che, stavolta, la politica catanzarese e lametina (non tutta, per fortuna), sta parlando del nulla. A Catanzaro torna in auge l'idea di costruire un nuovo tracciato che da Settingiano colleghi Lamezia Terme Centrale attraverso la valle di Maida, per tutta risposta Lamezia Terme risponde che tale provvedimento andrebbe a danneggiare gli abitati di Nicastro e Sambiase...ma sia a Catanzaro che a Lamezia, apparentemente, tutti sembrerebbero ignorare che i giochi sono già stati conclusi due anni fa, peraltro nel modo più razionale possibile.
Il rinnovo e l'elettrificazione della Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale è già stato approvato con delibera CIPE, con tanto di stanziamento di 81 milioni di Euro, che oltre all'elettrificazione, prevedono interventi di velocizzazione del tracciato già esistente passante per Sambiase e Nicastro, con particolare riferimento alla costruzione di una variante di 1,3 km nei pressi del Torrente Cancello, che andrebbe a sostituire l'attuale ponte provvisorio che costringe i treni ad un rallentamento a 30 km/h.
Ma dai dati comunicati dalla stessa Rete Ferroviaria Italiana, che ha compiuto assieme ad Italferr studi approfonditi su tracciato già attivo tra Settingiano e Lamezia Terme Centrale, evinciamo anche che:
- Dal km 1+206 al km 9+506 (in breve, da Lamezia Terme Centrale a poco dopo la stazione di Lamezia Terme Nicastro) saranno eseguiti interventi di rettifica e rinnovo del tracciato che consentiranno una velocità massima di 150 km/h nel rango C in corso di istituzione (la velocità massima attuale è di 85 km/h in rango B);
- Tra la stazione di Lamezia Terme Nicastro al Posto di Movimento di Feroleto Antico-Pianopoli, la velocità massima sarà di 100 km/h in rango C (attuale velocità massima 85 kim/h in rango B)
- Dal PM Feroleto Antico-Pianopoli alla stazione di Marcellinara, includendo la variante di tracciato sul torrente Cancello, la velocità verrà elevata per i primi 3,2 km a 100 km/h in rango C, per i successivi 1,6 km a 130 km/h, per i restanti 3,4 km a 150 km/h (su tutta la tratta l'attuale velocità massima è di 85 km/h in rango B). Dalla stazione di Marcellinara a Settingiano, per 4,1 km, la velocitò massima sarà anche elevata a 150 km/h in luogo degli attuali 85. Da Settingiano, inizio della variante di tracciato attivata il 15/06/2008, la velocità massima è già attualmente di 145 km/h, ovviamente non sfruttata a causa della non elettrificazione della linea ed utilizzo di materiale rotabile diesel con vel. max di 130 km/h. Su tutta la tratta Settingiano - Lamezia Terme Nicastro, sono inoltre previsti interventi di regimentazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico che periodicamente interessano la sede ferroviaria e le Gallerie Cancello e Marcellinara. Per quanto riguarda invece l'elettrificazione, è prevista la costruzione di nuove Sottostazioni Elettriche a Settingiano, Feroleto Antico-Pianopoli, Catanzaro Lido, oltre al potenziamento della già esistente SSE di Lamezia Terme Sambiase.

Ma oltre agli interventi sull'armamento e sulla successiva elettrificazione, tale velocizzazione ha reso necessaria la sostituzione (completata già a maggio dello scorso anno) del Sistema di Supporto alla Condotta con il più performante Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT), per la gestione della sicurezza nella circolazione dei treni, ed un primo innalzamento della velocità massima di linea di circa il 10%: per questo intervento, RFI ha stanziato 1 milione di Euro.

L'insieme di questi interventi, già definiti, pianificati e finanziati a gennaio 2017 con il piano operativo CIPE 2014-2020, porterà ad una riduzione dei tempi di percorrenza da Catanzaro Lido a Lamezia Terme Centrale dagli attuali circa 50 minuti, a 30 minuti, continuando a servire i bacini d'utenza di Lamezia Terme Nicastro e Lamezia Terme Sambiase. Per quanto riguarda il collegamento con l'Aeroporto, è stato valutato maggiormente conveniente ed economico, l'avvio di un servizio di bus ad elevato livello di servizio (BELS), su corsia riservata, da Lamezia Terme Centrale all'Aeroporto Internazionale, attraverso l'utilizzo di nuovi bus elettrici ed incremento della frequenza ad una corsa ogni 15 minuti, proseguendo con la già attiva integrazione tariffaria esistente tra Trenitalia a Lamezia Multiservizi.
Invece, la costruzione di una "direttissima" in sostituzione dell'attuale tracciato, è stata anche valuta da RFI ed Italferr: il costo complessivo di questa nuova opera si aggirava attorno ai 300 milioni di Euro, per una riduzione dei tempi di percorrenza più o meno equivalente alla velocizzazione dell'attuale tracciato. In sede ministeriale, questa opzione è stata considerata ovviamente non conveniente, poiché per un recupero di non più di 5 minuti, si sarebbe spesa una cifra ingente, perdendo inoltre i bacini d'utenza di Nicastro e Sambiase, poiché da parte di RFI non sarebbe stato previsto il mantenimento del breve tratto Lamezia Terme Centrale - Lamezia Terme Nicastro poiché giudicato, a quel punto, non funzionale ai fini di un'offerta ferroviaria appetibile all'utenza. Chiaramente, nessuno si è preso - né se la prenderà in futuro - la responsabilità di vedere un nuovo scempio come Catanzaro Sala: una stazione ferroviaria nel centro cittadino, abbandonata in favore di una totalmente decentrata, su una variante di tracciato costata 200 milioni di Euro, cifra con la quale non solo si sarebbe messo in sicurezza il tracciato storico, ma sarebbe stata anche elettrificata l'intera trasversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale già 15 anni fa.

Di tutto ciò, sembra molto strano che né l'amministrazione comunale di Lamezia Terme, né quella di Catanzaro, il cui Sindaco è anche presidente della Provincia di Catanzaro, siano a conoscenza: tra l'altro, assieme all'amico Giancarlo Nicotera, consigliere comunale di Lamezia Terme, da oltre un anno stiamo portando avanti una battaglia congiunta che ha portato al ripristino della fermata di Lamezia Terme Sambiase (che sta tra l'altro producendo numeri di utenza da record, specie per quanto riguarda la mobilità studentesca che aveva precedentemente abbandonato l'uso del treno), e che proseguirà con il raggiungimento dell'ambizioso obiettivo di realizzare due autostazioni di interscambio gomma/ferro nei pressi della stazione di Lamezia Terme Nicastro (ex fascio merci) e Lamezia Terme Centrale (parte del piazzale dell'ex zuccherificio), ai fini di favorire l'intermodalità tra treno ed autobus. 
Dopo questa precisazione, vogliamo sperare che la discussione ed il confronto tra le due amministrazioni comunali e cittadinanze, possa tornare con i piedi per terra, cercando piuttosto di sollecitare la Regione Calabria ed il Governo Nazionale ad un rapido avvio dei lavori di velocizzazione della linea e successiva elettrificazione, ma soprattutto, nell'immediato, a risolvere le problematiche che attanagliano nel quotidiano l'utenza pendolare: non è infatti accettabile che una linea come la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, abbia un servizio ferroviario che dal Capoluogo a Lamezia Terme, preveda l'ultima corsa alle 18.19 del pomeriggio, ed in direzione opposta alle 19.00. Certo, è un grande miglioramento rispetto a qualche mese fa, quando l'ultimo treno partiva da Catanzaro Lido alle 16.40 (!!), ma è stata una battaglia che abbiamo condotto totalmente in solitudine. A nostro modesto parere, agli utenti più che della "direttissima" da 300 milioni di Euro, interesserebbe riavere i servizi ferroviari soppressi negli scorsi anni, e soprattutto interesserebbe riavere collegamenti ferroviari diretti dalla fascia Jonica a Lamezia Terme Centrale, senza scomodi ed assurdi cambi di treno a Catanzaro Lido. 
Di questo, probabilmente, sarebbe più opportuno discutere.

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In occasione della presentazione del Piano per il Sud, a Gioia Tauro, da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo stesso premier ha annunciato il progetto (definito già concreto), per la realizzazione di un servizio ferroviario ad Alta Velocità tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini in circa 4 ore. Giusto e condivisibile il paragone di Conte: "Roma-Reggio Calabria sono 700 chilometri, Roma-Torino 690, perché se vado a Torino ci devo impiegare poco più di quattro ore e a Reggio cinque?" La cifra stanziata per la realizzazione di ciò, dovrebbero essere i 3 miliardi di Euro destinati all'Alta Capacità tra Salerno e Reggio Calabria, annunciati dal Ministro dei Trasporti Paola De Micheli qualche settimana fa, in occasione di una sua visita a Corigliano-Rossano.

Ciò che però ancora non viene esposto da alcuna fonte governativa, è il piano concreto che renderebbe possibile l'abbattimento di circa un'ora di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini. Ovviamente tale abbattimento è riferito esclusivamente ai collegamenti già esistenti Frecciargento tra la città dello Stretto e la Capitale (coppie FA 8340/8344-8343/8345), che prevedono tempi di percorrenza a cavallo tra le 4h51' e le 5h03'. 
Come si può abbattere il tempo di percorrenza di circa un'ora, pur mantenendo le attuali fermate, che sono le minime necessarie concepite come hub a servizio di macroaree (Reggio Calabria Centrale, Villa San Giovanni, Rosarno, Lamezia Terme Centrale, Paola), intervenendo solo sull'attuale tracciato ferroviario tra Salerno e Reggio Calabria Centrale?

Oggettivamente, ci sembra un po' difficile: qualsiasi provvedimento, non può non tenere in considerazioni pesanti rettifiche del tracciato, e soprattutto la costruzione - da noi sempre fortemente sostenuta - della variante Sapri - Ogliastro, che da sola renderebbe possibile un abbattimento dei tempi di percorrenza che sfiorerebbe i 15 minuti. 
Ecco di seguito la specifica slides di RFI (qui il link per consultare il documento completo)

Com'è possibile notare, il costo della variante Sapri - Ogliastro si aggirerebbe però attorno ai 3,7 miliardi di Euro, che superano (seppur di relativamente poco) i 3 miliardi annunciati dal Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Ammesso che il budget disponibile venisse portato a 3,7 miliardi, ovvero la cifra necessaria per costruire questa importante variante, non si recupererebbero però più di 15 minuti. Per arrivare a circa un'ora di risparmio dei tempi di percorrenza, serve recuperare altri 45 minuti: come lo si potrà fare, senza ulteriori rettifiche di tracciato importanti (alcune in realtà già realizzate, come ad esempio il nuovo attraversamento sul fiume Petrace a Gioia Tauro, in viariante rispetto ai vecchi viadotti e con vel max di 150 km/h in luogo degli 80 km/h precedenti)), probabilmente anche quadruplicamenti sulle tratte a maggiore traffico (e ci riferiamo principalmente alle tratte Salerno - Battipaglia e Rosarno - Villa San Giovanni), oltre ad altri interventi legati all'upgrade dei sistemi di segnalamento, in parte già realizzati ed in parte in corso. 
Insomma, non è così semplice recuperare un'ora sull'attuale tracciato ferroviario tirrenico: non è semplice, ma neanche impossibile, se si eseguono le opere idonee al raggiungimento di tale obiettivo. Ma per realizzarle, servono anche le cifre idonee: con 3 miliardi di Euro, non si realizza neanche la variante Sapri - Ogliastro! 
Chiaramente, il nostro punto di vista è solo quello di un'associazione di appassionati e studiosi di trasporto su rotaia, e non possiamo certo definirci infallibili: proprio per questo motivo, per fugare ogni dubbio, riteniamo opportuno che da parte del Governo, venga esposto al più presto il piano dettagliato che spieghi ai cittadini calabresi come si potrà raggiungere l'ambizioso obiettivo di portare a quattro ore i tempi di percorrenza tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, che ricordiamo, sarebbero circa 3 ore e mezza da Lamezia Terme Centrale, 3 ore da Paola: una rivoluzione assoluta nella storia del trasporto su ferro calabrese e siciliano, ed una svolta assoluta che allontanerebbe lo spettro dell'isolamento che da secoli attanaglia la nostra terra. 

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