Nel novantesimo anno dalla costituzione dei "Dopolavoro Ferroviario", si rinnova la tradizione dell'interessantissimo "Progetto Scuola-Ferrovia", come ogni anno organizzato e promosso dalle Associazioni di Dopolavoro Ferroviario calabresi. 
Anche in questo 2015, perciò, i ferrovieri, in servizio o in pensione, per alcuni giorni diventano insegnanti nelle scuole, e svolgono piccole lezioni di ferrovia, per trasmettere ai più giovani i fondamenti della storia e della tecnica del trasporto su rotaia, oltre ai benefici ambientali e sociali legati al mezzo di trasporto "treno". 
L'Associazione Ferrovie in Calabria, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, si è quindi unita al Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido, nello svolgimento delle mini-lezioni, in attesa di proseguire con la realizzazione del secondo step ideato, e cioè il viaggio in treno e la visita agli impianti ferroviari da parte delle scolaresche appartenenti agli istituti catanzaresi e limitrofi, che hanno aderito all'iniziativa. Molto probabilmente, il 2015, sarà contraddistinto dalla novità di un viaggio in treno sulla linea jonica da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale, con visita al DCO e pranzo presso la mensa del DLF reggino (promotore anch'esso del Progetto Scuola-Ferrovia). 

Molto attivo anche il Dopolavoro Ferroviario di Lamezia Terme, che ha coinvolto gli studenti medi dell'istituto comprensivo di Curinga, con visita al Dirigente Centrale Operativo posto alla stazione Centrale, il quale funzionamento è stato esposto dal capostazione Francesco Tallarico, ed immancabile visita alla bellissima vaporiera 740 287 monumentata nel quartiere di S.Eufemia, e da poco ristrutturata grazie al contributo del comune di Lamezia Terme.

Prima di pubblicare di seguito alcune fotografie delle iniziative catanzaresi e lametine, cogliamo l'occasione per complimentarci con Ennio Macrì e Michele Spagnolo, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido, e con Luciano Chirico, Presidente del DLF di Lamezia Terme, assieme al Responsabile per il processo per il DLF, Pietro Graceffa, per l'impegno annualmente profuso in questa importante opera di sensibilizzazione ferroviaria.

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Per il momento si tratta di una sola composizione, ma quanto previsto si è effettivamente avverato. Una delle tre carrozze MDVC per trazione diesel, è entrata in servizio sull'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, in attesa che un'altra unità venga inserita nella seconda composizione utilizzata per questo convoglio. 

Un vero peccato però, che tale vettura, invece di integrare la composizione, sia andata a sostituire una delle due (ben più comode) UIC-X IR, utilizzate in entrambe le composizioni dedicate a questo treno: per comodità di marcia e servizio offerto, indubbiamente la carrozza MDVC è di livello inferiore rispetto ad una UIC-X IR di prima classe, con prese elettriche al posto, finestrini a vasistas ed aria condizionata, scompartimenti alle estremità e posti a sedere singoli su una fila.
A livello tecnico, invece, l'utilizzo della carrozza pilota dovrebbe ridurre i potenziali rischi derivanti dall'aggancio/sgancio di locomotore D445 e vetture, manovre che spesso creano criticità nei sistemi di blocco porte, a causa dell'inserimento e disinserimento delle condotte di comando a 78 poli: rendere le composizioni praticamente bloccate, porterebbe quindi ad una maggiore affidabilità della composizione stessa. Senza contare che, in futuro, sarebbe anche possibile effettuare nuove relazioni, possibilmente Regionali e non InterCity, visto che il livello delle vetture non è adeguato a questa categoria di treno, su tratte che necessitano un cambio banco, come Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale via Catanzaro Lido, o Catanzaro Lido - Paola via Sibari, o ancora Reggio - Bari via Taranto, se l'autonomia carburante dei locomotori D445 lo consente (ci stiamo informando a tal proposito).

Nel frattempo, segnaliamo che nella giornata di oggi 27 marzo, la composizione dotata di carrozza pilota ha effettuato l'InterCity 559: domani toccherà al 562, con locomotiva D445 in spinta e vettura in testa.

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Da www.fsnews.it

"Inaugurata oggi la nuova sede a via Barlaam. In occasione della "Giornata Internazionale contro il razzismo". Centro voluto da FS Italiane e Comune di Reggio Calabria. A gestirlo sarà la Caritas Diocesana reggina

Reggio Calabria, 21 marzo 2015

Un nuovo Help Center per le persone in condizione di grave emarginazione sociale, senza fissa dimora e con difficoltà economiche, sanitarie o relazionali, è stato inaugurato oggi nella stazione ferroviaria di Reggio Calabria.

Alla cerimonia, organizzata in occasione della "Giornata Internazionale contro il razzismo" hanno partecipato il Sindaco, Giuseppe Falcomatà, l'Assessore comunale Politiche Sociali, Giuseppe Marino, il direttore dell'Osservatorio Nazionale sul Disagio e Solidarietà nelle Stazioni Italiane (ONDS), Alessandro Radicchi, il Direttore della Caritas, Don Nino Pangallo, la Consigliera Delegata dal Presidente pari opportunità, Giovanna Martelli, il Coordinatore Intergruppo Immigrazione e Cittadinanza, Khalid Chaouki, il Direttore Generale Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco De Giorgi.

Per il Gruppo FS sono intervenuti Fabrizio Torella, Responsabile Attività Sociali d'Impresa e Rapporti con le Associazioni, e Filippo Catalano, Direttore Territoriale Produzione Reggio Calabria di Rete Ferroviaria Italiana.

Nato dalla collaborazione tra Ferrovie dello Stato Italiane e Comune di Reggio Calabria, l'Help Center della stazione centrale rientra nella rete coordinata ONDS, progetto di FS Italiane e ANCI che conta, a oggi, 14 centri di accoglienza in altrettanti terminal ferroviari ed è integrato con servizi di prossimità comunali (Servizio mobile di sostegno, Unità di strada, progetto Città Invisibili).

Collocato negli spazi dedicati nell'edificio ferroviario di via Barlaam, il centro, denominato "Casa di Lena", è gestito dalla Caritas diocesana che si avvale della collaborazione di Acifjf, Agesci (Rc1 e Rc9), Comunità di Sant'Egidio, Maestri di speranza, Masci Rc5.

I locali sono stati concessi in comodato d'uso gratuito dal Gruppo FS Italiane all'Amministrazione comunale.

Attivo in via sperimentale dal 31 dicembre scorso, sarà ora aperto tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 e il giovedì e il sabato dalle 9 alle 12. Fra le sue attività anche il monitoraggio degli ambienti della stazione e il raccordo con il mondo del volontariato.

A tutti coloro che si rivolgono allo sportello è offerta la possibilità di ricevere indicazioni precise su indirizzi, orari e modalità d'accesso ai servizi presenti sul territorio, con l'obiettivo di rispondere nella maniera più idonea e tempestiva possibile alla richiesta che le persone esplicitano. Qualora la situazione lo richieda, saranno gli stessi operatori a prendere contatto con i servizi, per facilitare l'ingresso attraverso un passaggio di informazioni mirate.

Oltre a quello di Reggio Calabria, altri 14 Help Center sono presenti nelle stazioni italiane: Bologna, Chivasso, Torino, Milano Centrale, Genova Cornigliano, Firenze Santa Maria Novella, Pescara Centrale, Roma Termini, Napoli Centrale, Foggia, Melfi, Catania Centrale, Messina e Bari. Prossimamente saranno aperti nuovi Help Center a Trieste e Viareggio ed è in programma l'ampliamento della sede di Bari.

Come si evince dall'ultimo Rapporto ONDS 2013, gli Help Center hanno effettuato 215mila interventi, intercettando circa 25mila persone disagiate che frequentano le stazioni.

Infine, è in fase di studio l'apertura di nuovi centri di accoglienza a Genova Piazza Principe, Venezia Mestre, Palermo, Livorno, Pisa, Pistoia e Villa San Giovanni."

...ma in fondo, la sostanza non cambia.

Dopo aver segnalato negli scorsi mesi i tagli alle stazioni già avvenuti (vedi Marina di San Lorenzo, declassata a fermata a luglio 2014), e quelli che potenzialmente sarebbero potuti avvenire entro lo scorso anno, rieccoci a puntare la nostra lente di ingrandimento su un vero e proprio "genocidio infrastrutturale", che nel silenzio continua a mietere vittime. Ma rinfreschiamo un po' la memoria, a chi magari non ricorda bene cosa sia il programma di "right sizing" di Rete Ferroviaria Italiana.

Per ridurre i costi di manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria, da alcuni anni RFI sta intervenendo su praticamente tutte le linee ferroviarie italiane di propria giurisdizione, eliminando svariate decine di binari di incrocio, di precenza, di scalo, comunicazioni tra binario pari e dispari (o viceversa) sulle linee a doppio binario, e relativi impianti di segnalamento. Questi tagli, che in parte risultano purtroppo giustificati da un generalizzato calo del traffico ferroviario (e la nostra linea Jonica, purtroppo, è il più triste dei baluardi), portano ovviamente ad una riduzione dei costi di manutenzione di scambi e segnali, eliminati lì dove RFI ritiene che la loro funzione ai fini della circolazione dei treni, sia ormai nulla. 

Linea Jonica: dopo un decennio di crollo vertiginoso del numero dei treni circolanti (in gran parte a causa dei continui tagli al servizio locale su rotaia, da parte della Regione Calabria), era prevedibile che la scure di Rete Ferroviaria Italiana si sarebbe abbattuta sulla nostra infrastruttura non più sfruttata al massimo delle proprie potenzialità di traffico. 
Sia chiaro, questa non è una giustificazione al pesante ridimensionamento portato avanti da RFI: è solo la cruda descrizione della realtà dei fatti, e del perchè si è arrivati a questo punto. 

Ciò che però l'Associazione Ferrovie in Calabria ritene assolutamente inaccettabile, è che il piano di riduzione del numero delle stazioni ferroviarie su una linea a binario unico come la Jonica (la cui circolazione dei treni è condizionata dal numero di stazioni), continui a proseguire in un momento in cui una piccola svolta pare stia arrivando. Non ci riferiamo in modo specifico alla consegna dei nuovi treni diesel ATR 220, come annunciato dalla Regione Calabria (ci crederemo quando li vedremo), ma al proficuo confronto avviato tra l'Associazione Ferrovie in Calabria, l'Associazione Pendolari Jonici e la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, per quanto riguarda la rimodulazione degli orari ferroviari sulla tratta jonica tra Reggio Calabria e Sibari. 
Un confronto che ha già portato i primi frutti, con la conferma delle modifiche al servizio da noi elaborate, su proposta dell'utenza, e che proseguirà nei prossimi mesi. Ma come farà a proseguire in modo funzionale, se anche una semplice modifica di orario diventerà irrealizzabile, a causa dell'impossibilità di spostare un incrocio tra due treni da una stazione all'altra? Che fine farà la flessibilità e la dinamicità di un servizio ferroviario, se i punti in cui i treni si potranno incrociare o effettuare precedenze, si ridurranno sempre di più? 
Se il piano di RFI non si fermerà, sarà impossibile garantire all'utenza un trasporto su rotaia che sia legato agli orari di ingresso ed uscita dalle sedi lavorative e di studio: i pochi treni rimasti circoleranno con orari legati più ad esigenze di circolazione, che a quelle del pendolare. 
Già allo stato attuale, gli utenti ci hanno chiesto lumi sui ben dieci minuti di incrocio che quotidianamente avvengono alla stazione di Santa Caterina Jonio, tra il treno 3734 (Reggio C. Centrale - Catanzaro Lido), ed il treno Regionale 12721 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, che ferma quasi dieci minuti in quest'ultima stazione per attendere l'arrivo del treno da Reggio Calabria. Dai calcoli sulla traccia oraria che abbiamo effettuato con software specifici (ma una persona attenta ci arriverebbe anche a mente, facendo due rapidi calcoli), abbiamo notato che in realtà l'incrocio "perfetto" avverrebbe alla successiva stazione di Guardavalle, evitando così la lunga fermata a Santa Caterina. 
A questo punto, ci siamo chiesti perchè l'incrocio non avvenisse proprio a Guardavalle...ed ovviamente è sorto il dubbio. Tagliata anche questa stazione? 
In occasione di un sopralluogo, abbiamo notato che i nostri timori erano fondati: gli scambi con relativo binario di incrocio (e relativo segnalamento di partenza ancora attivo), sono tutti al loro posto...ma bloccati tramite ganasce fermascambio. 

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In pratica gli scambi vengono immobilizzati meccanicamente, tramite questo componente che blocca il movimento dei cosiddetti "aghi dello scambio", struttura mobile azionata elettricamente (ma in alcuni casi anche manualmente) che in base alla posizione, permette di instradare i treni sul binario "di corretto tracciato" o sul "ramo deviato". 
In parole povere, alla stazione di Guardavalle, i treni possono circolare su un solo binario: due convogli marcianti in senso opposto, non possono più incrociarsi in questa stazione: ecco come viene quindi penalizzata la circolazione ferroviaria, con lunghe attese di incrocio nelle poche stazioni rimaste attive, e conseguenti ricadute sui tempi di percorrenza (e quindi sugli orari di arrivo e partenza) dei treni. 

Ma non solo Guardavalle: come ci ha segnalato il nostro associato Sergio Grasso, anche le stazioni di Caulonia ed Ardore sono state "fermascambiate", inibendole agli incroci, e trasformandole di fatto in semplici fermate dove i treni non possono incrociarsi. A seguire, pare che anche la stazione di Bova Marina diverrà una fermata, e quel che ancor di più mette i brividi, è la paventata riduzione della stazione di Roccella Jonica a soli due binari. Attualmente l'importante stazione, capolinea ed origine di vari treni Regionali da/per Catanzaro Lido/Sibari e Reggio Calabria Centrale, ha un piazzale che conta 4 binari di incrocio/precedenza/sosta rotabili, più alcuni binari tronchi di servizio e ricovero convogli. 
La riduzione a soli due binari significherebbe, in pratica, che la capienza della stazione si ridurrebbe al lumicino. Giusto per fare un esempio, nel corso della giornata anche a Roccella Jonica diventerebbe impossibile effettuare un incrocio, se uno dei due binari rimasti, sarà occupato da un treno attestato in quest'ultima stazione. Il tutto condito dal rischio che, addirittura, nessun treno possa più "trascorrere" la notte a Roccella Jonica e ripartire al mattino presto, come avviene oggi per i treni 3722 e 12709, quest'ultimo di primaria importanza per l'utenza che dalla locride ha necessità di raggiungere Reggio Calabria entro le 7.35.

Ardore ingresso Nord lato Locri con le 2 ganasce fermascambio

Dettaglio ganascia fermascambio

L'Associazione Ferrovie in Calabria esprime quindi, ancora una volta, il proprio sdegno nei confronti di un piano di smantellamento di un'infrastruttura ferroviaria, che dovrebbe rappresentare la base della mobilità pubblica sul versante Jonico. Auspichiamo ad una mobilitazione popolare di associazioni, comitati e singoli cittadini, per protestare contro queste politiche assolutamente dannose, e che impediscono qualsiasi sviluppo o semplice ripristino del traffico ferroviario esistente fino a pochi anni fa: allo stesso tempo però spezziamo una lancia a favore di RFI, che forse sta provando a lanciare un segnale che, purtroppo, pochi riescono a cogliere. A differenza di quanto avvenuto negli scorsi mesi, con il totale smantellamento degli scambi e dei segnali della stazione di Marina di San Lorenzo, nelle stazioni di Guardavalle, Caulonia ed Ardore, l'infrastruttura è rimasta inalterata, anche se in "stand-by". Basterebbe rimuovere le ganasce (ed eseguire le relative procedure burocratiche), per ripristinare la normale funzionalità della stazione ferroviaria. Sicuramente molto più rapido e meno costoso di riposizionare un interno scambio, il segnalamento ed i relativi apparati di sicurezza.
Insomma, un po' come a dire..."per adesso non andiamo sul pesante, ma qualcuno ci faccia sapere cosa fare della linea Jonica, perchè vi stiamo dando ancora una possibilità".

Ebbene, questo qualcuno è la Regione Calabria: il nostro appello è diretto quindi al Presidente Mario Oliverio ed all'Assessore ai Trasporti Nino De Gaetano. Mai come ora è necessario concretizzare un rilancio della ferrovia Jonica, con rinnovamento del materiale rotabile, ma prima di ciò, con il ripristino dei treni Regionali soppressi lo scorso anno. Tornare a far circolare i treni, e recuperare l'utenza persa negli ultimi mesi ed anni, è l'unico modo per scongiurare un eccessivo "snellimento" della ferrovia Jonica, che la renderebbe definitivamente anoressica, e la porterebbe in breve tempo ad un'indegna fine, dopo oltre 140 anni di onorato esercizio.

Pubblichiamo di seguito alcune simpatiche ma pungenti considerazioni del nostro associato di Locri Sergio Grasso, che sta seguendo con attenzione e costanza la grave piaga del piano di "right sizing" di RFI sulla linea Jonica:
ARDORE stazione a 1 solo binario abbinato a foto-page-001

Commento RFI come tedeschi-page-001

 

Sarà stata forse una coincidenza, ma crediamo sia emblematico quanto accaduto questa mattina: proprio mentre era in corso la storica eclissi di Sole di cui si parla da settimane, un inaspettato ritorno "spaziale" ha dato spettacolo tra Reggio Calabria Centrale e Roccella Jonica. Dopo anni di assenza dalla nostra regione, l'eclissi di sole ha fatto riapparire...Mazinga!
Non si tratta ovviamente del famoso personaggio dei cartoni animati, ma ci riferiamo alle ben note carrozze pilota MDVC così soprannominate: presenza costante sulla linea Jonica dall'inizio degli anni '80 fino al 2004, utilizzate con composizioni reversibili di vetture Medie Distanze trainate/spinte dalle locomotive D445, negli ultimi dieci anni sono praticamente sparite dalla Calabria, venendo riassegnate ai depositi di Toscana, Veneto, Sardegna e Puglia. 

Alcune nostre fonti, già da settimane annunciavano la presenza di tre di queste vetture presso il deposito di Reggio Calabria, dove stavano avvenendo alcune messe a punto per il corretto utilizzo in telecomando con le diesel D445, e soprattutto per quanto riguarda l'ottimizzazione degli impianti di lateralizzazione delle porte: in pochi però avrebbero immaginato che stamattina si sarebbe svolta addirittura una corsa prova tra Reggio Calabria Centrale e Roccella Jonica e viceversa. Il breve convoglio, composto da una D445, una carrozza UIC-X IR e la pilota in questione (della quale al momento non abbiamo la marcatura), in senso pari è stato spinto dalla D445 telecomandata dalla "Mazinga", e da indiscrezioni pare che queste carrozze verranno utilizzate (molto probabilmente in modo regolare dal prossimo lunedì) per rendere reversibile la composizione dell'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv. 
Ovviamente, arrivati a questo punto, è chiaro che da parte nostra non potrà mancare la richiesta di effettuazione anche di qualche treno Regionale a maggiore frequentazione sulla fascia Jonica, con composizioni reversibili a materiale ordinario: forse dopo anni di buio "ferroviario", sulla martoriata ferrovia calabrese si avrà finalmente un ritorno al passato (in positivo), grazie ad un materiale rotabile sicuramente non più recentissimo, ma indubbiamente molto più comodo e funzionale delle attuali automotrici ALn668.

Ecco di seguito la fotografia scattata stamane dal nostro associato Sergio Grasso, attorno alle 11.45, alla stazione di Locri: in questo caso si trattava del treno di ritorno da Roccella Jonica a Reggio Calabria Centrale, trainato dalla D445 e con vettura pilota disattiva.

Navetta Mazinga in prova tra Reggio C. e Roccella - Locri  20.03.2015

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