Mancano ormai poco meno di cinque giorni al cambio dell'orario ferroviario nazionale: domenica 15 giugno in tutta Italia si passerà al cosiddetto orario "estivo", che rimarrà comunque in vigore fino a dicembre, ma con qualche ovvia modifica a settembre, legata alla ripresa delle attività scolastiche e di alcune tipologie di quelle lavorative.
Come al solito, in Calabria, ogni cambio d'orario provoca nei giorni precedenti alla fatidica data, ed in quelli immediatamente successivi, una vera e propria via crucis. Si susseguono conferme e smentite di tagli inverosimili ed improvvise prese di coscienza degli amministratori locali che ricordano l'esistenza del trasporto ferroviario solo nei periodi "caldi". Il 2014 non fa ovviamente eccezione, purtroppo.

Al momento, nonostante manchino pochi giorni al cambio d'orario, per quanto riguarda il TRASPORTO REGIONALE, si continua a brancolare nel buio. Il previsto taglio immediato di 10 milioni di Euro ai trasferimenti dalla Regione Calabria a Trenitalia, rischia di provocare una pesante riduzione del servizio regionale principalmente sulla linea Jonica e/o sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Almeno inizialmente, le indiscrezioni davano per certo il taglio netto e l'autosostituzione delle sei coppie di treni feriali e delle tre festive su quest'ultima linea (che sarebbe stata mantenuta attiva soltanto per le necessità di scambio delle automotrici tra Jonica e Tirrenica), salvo poi fare retromarcia, ed abbattere tutto il programma di "risparmio" sulla Sibari - Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale. Al momento, in verità, parrebbe che i rischi per la trasversale Jonio-Tirreno non siano completamente scongiurati, mentre contemporaneamente sembrerebbe confermata la riduzione delle frequenze sulla linea Jonica. In entrambi i casi, però, sul sito di Trenitalia figura l'intera offerta Regionale (se si escludono alcune riduzioni estive già previste negli scorsi anni) sia sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale che sulla Sibari - Reggio Calabria. Almeno sulla carta, perciò, i tagli non dovrebbero avvenire.
Purtroppo, nella realtà, la situazione che si prospetta sulla Jonica, nei giorni feriali, sembrerebbe questa:

Tratta Sibari - Crotone - Catanzaro Lido:

Direzione Sud (Treni dispari):
Regionale 3725 Sibari (07.30) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO

Regionale 8507 Cosenza (14.03) - Sibari (15.18) - Catanzaro Lido (17.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO
Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO

Regionale 3723 Crotone (09.14) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO

Direzione Nord (Treni pari):
Regionale 3740 Reggio Cal. C.le (05.05) - Catanzaro L. (07.32) - Crotone (08.15): SOPPRESSO
Regionale 3728 Catanzaro Lido (11.20) - Sibari (13.55): SOPPRESSO

Regionale 8508 Catanzaro Lido (12.20) - Sibari (14.58) - Cosenza (16.12): SOPPRESSO

Regionale 3756 Catanzaro Lido (15.20) - Sibari (17.55): SOPPRESSO
Regionale 3736 Catanzaro Lido (19.30) - Sibari (21.55): SOPPRESSO

In pratica verrebbero soppresse addirittura cinque coppie di treni nei due sensi, tra cui, vergognosamente, l'importantissimo 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone utilizzato dai pendolari, ed il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, in estate preso d'assalto dai bagnanti provenienti dall'aquapark di Toscano.
Per dirla in modo più semplice e tristemente intuitivo: da Sibari a Catanzaro Lido l'ultimo treno partirà alle 14.00 (da Crotone alle 15.37), mentre in senso opposto l'ultimo treno partirà alle 18.00. Tra Catanzaro Lido e Sibari rimarranno soltanto quattro treni giornalieri, con partenza alle 5.50, 6.45, 10.30 (limitato a Crotone), 14.05 e 18.00. Tra le 6.45 e le 14.05, e quindi per oltre 7 ore, sarà impossibile raggiungere per esempio Cirò, Cariati, Rossano o Corigliano da Catanzaro Lido e Crotone.

Sulla Jonica Sud, la situazione prevista non è migliore. Da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale verrebbero soppressi i seguenti treni:

Andata:
Regionale 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.55): SOPPRESSO
Regionale 3751 Catanzaro Lido (18.05) - Reggio Calabria Centrale (20.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO

Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 12711 Roccella Jonica (07.50) - Reggio Calabria Centrale (09.55): SOPPRESSO

Regionale 12713 Roccella Jonica (09.50) - Reggio Calabria Centrale (11.55): SOPPRESSO

Regionale 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (13.55): SOPPRESSO

Ritorno:
Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.05): SOPPRESSO

Regionale 3748 Reggio Calabria Centrale (12.10) - Catanzaro Lido (15.00): SOPPRESSO

Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Catanzaro Lido (19.05): SOPPRESSO
Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale (07.05) - Roccella Jonica (09.15): SOPPRESSO

Regionale 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15): SOPPRESSO

Cinque coppie di treni, più due treni in senso dispari, soppresse: in parte questi tagli avvenivano già negli anni scorsi, durante i periodi festivi ed in estate. In questo 2014, però, la Regione Calabria ci "regalerà" addirittura l'ultima partenza da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale alle 16.05. Si pensi che allo stato attuale, l'ultimo treno verso la città dello Stretto parte dal Capoluogo alle 19.14 (Reg.3753 da Sibari), mentre da Catanzaro Lido si può proseguire verso Soverato e massimo fino a Roccella Jonica anche alle 21.08 con il Regionale 3755. Anch'esso soppresso, in uno dei periodi in cui questo treno maggiormente "rischierebbe" di essere frequentato.
Ma in realtà, ciò che continua maggiormente a provocare quella che ormai definiamo solo come rabbia pura, è il mantenimento di un programma d'orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico. Tale provvedimento non comporterebbe nessun costo aggiuntivo, in quanto le 2 coppie "joniche" verrebbero fuse ad altrettante coppie di treni Catanzaro Lido - Lamezia Terme, con orari da rimodulare, ma in ogni caso già circolanti...sempre che non vengano soppresse anche queste ultime.
I treni diretti sono forse troppo? Immaginiamo anche di considerarli "troppo".
Non ci sembra di chiedere troppo, però, nel creare a Catanzaro Lido un piccolo hub, in cui in pochi treni rimanenti vengano organizzati in coincidenza tra di essi, nelle tre direzioni. Garantire ai viaggiatori provenienti dalla Jonica nord e dalla Jonica sud una rapida prosecuzione per Lamezia Terme (e viceversa) riteniamo sia assolutamente necessario anche per la stessa economia di un territorio, che vive di turismo ormai poco più di due mesi all'anno. Privarlo anche di questo, tra l'altro a causa della stessa Regione Calabria (!), sarebbe assolutamente fuori da ogni logica, e rischierebbe seriamente di provocare una spaccatura tra i due versanti jonico e tirrenico della nostra regione.

Concludiamo, per adesso, il nostro triste riassunto delle annunciate soppressioni joniche, e comunichiamo che poche variazioni dovrebbero invece avvenire sulla linea Tirrenica. Unica eccezione, probabilmente, potrebbe essere la possibile limitazione a Villa San Giovanni del servizio metropolitano Melito di Porto Salvo - Rosarno, a causa della riduzione della capacità della ferrovia nei pressi di Scilla, per alcuni previsti lavori all'interno di una galleria, con relativa circolazione a singolo binario.

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Per quanto riguarda invece il settore della LUNGA PERCORRENZA, le uniche modifiche previste, seppur minime, sono per fortuna positive. Quella più interessante riguarda l'applicazione delle offerte economy e supereconomy "in base 9", identiche a quelle presenti sui treni diurni, anche sugli InterCity Notte. Fino ad oggi, infatti, il tariffario delle offerte notturne era basato su riduzioni percentuali a partire dal prezzo base, che difficilmente portavano ad ottenere prezzi concorrenziali rispetto ai servizi InterCity e Frecce, e non di meno rispetto a bus ed aerei. Al momento invece è diventato possibile viaggiare anche di notte, in posto a sedere, a 9 e 19 € in super-economy ed economy, 39 € e 49 € in cuccetta Comfort, e da 49 € a 89 € in vagone letto, in base alla sistemazione. Un'ottima notizia per i calabresi più affezionati al treno notte, che in questi ultimi anni lo avevano magari abbandonato a causa delle tariffe non più "amichevoli" come un tempo.
Per quanto riguarda i servizi, l'InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale - Roma Tiburtina - Torino Porta Nuova, continua a rimanere sprovvisto di vettura letti (presenti solo cuccette T4 Comfort e vetture con posti a sedere di 2° classe), mentre l'ICN 784/785 Palermo/Siracusa - Milano Centrale, perde la carrozza letto T2s sulla sezione di Palermo, venendo però sostituita da una moderna letto MU. Il servizio in vettura T2s, rimarrebbe quindi limitato soltanto alla sezione di Siracusa: rimarrebbero in servizio non più di quattro o cinque vetture di questa tipologia ormai quasi "storica". In ogni caso, in Calabria, rimane possibile continuare a servirsi di entrambe le tipologie di carrozza letto, viaggiando su questo treno. Confermati i due InterCity Notte Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv.
Sul segmento giorno, nessuna variazione nell'offerta InterCity Roma - Reggio Calabria (quattro coppie, di cui una confermata con ETR450) e Roma - Sicilia (due coppie), nè per la coppia periodica di InterCity Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e vv, che in estate viene instradato via Tropea come di consueto. Invariata l'offerta FrecciaBianca e Frecciargento tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini.
Sulla Jonica rimane per il momento invariato l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, che garantisce nel capoluogo pugliese una coincidenza con gli InterCity Notte 765/758 da/per Milano Centrale. Confermati anche i bus di collegamento LP794/795 Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale via Roccella - Catanzaro, LP 792/793 Crotone - Sibari - Paola ed LP 986/983 Reggio Calabria Centrale - Rosarno - Lamezia Terme Centrale - Bari Centrale.
Vedremo se l'estate porterà consiglio a Trenitalia, sia per quanto riguarda la replica di eventuali treni diurni straordinari (come avvenuto con due coppie di InterCity supplementari tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini in occasione del super-ponte di Pasqua - 25 aprile - 1 maggio)...e sia notturni. Riteniamo, inoltre, che sia ancora valida l'idea di effettuare, in estate, un servizio minimo di auto al seguito aggregato ai treni notturni ordinari: non è la prima volta che addirittura noi di Ferrovie in Calabria, veniamo contattati da viaggiatori alla ricerca disperata di treni con auto al seguito. E non è poco il rammarico nel rispondere che tale ottimo servizio, in Italia non esiste più da anni...

Continueremo ad aggiornarvi nelle prossime ore, sulle evoluzioni relative ai tagli sul trasporto ferroviario regionale Jonico, sperando di poter comunicare notizie meno inquietanti rispetto a quelle riportate all'inizio di questo post.

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Piano Regionale dei Trasporti, riorganizzazione dei servizi ferroviari, eliminazione delle sovrapposizioni tra gomma e ferro. Tanti bellissimi propositi firmati "Regione Calabria", che negli scorsi mesi abbiamo più volte approfondito nelle pagine di questo blog.
Si trattava si segnali promettenti, dopo anni di totale disinteresse verso il settore del TPL (principalmente su ferro) che pur in un contesto di immancabili tagli finanziari al comparto, avrebbero però alleviato gli annosi disagi ai pendolari calabresi. Del resto, sarebbe bastato poco: proprio nell'ambito del trasporto ferroviario regionale di Trenitalia, che come ricordiamo viene finanziato ed a grandi linee pianificato dalla Regione Calabria, sarebbe bastato riorganizzare in modo più funzionale i servizi, anche riducendo le frequenze dei treni, in modo tale, però, da garantire coincidenze oggi inesistenti. In un contesto di crisi finanziaria, infatti, riteniamo sia "accettabile" ridurre in modo omogeneo le corse, ma allo stesso tempo crediamo sia necessario impegnarsi nel realizzare una rete interconnessa tra i vari collegamenti, per lo meno su rotaia, in modo da ridurre al minimo le difficoltà di spostamento all'interno della regione.
A quanto pare, però, ancora una volta non sarà così: un taglio immediato di circa 10 milioni di Euro (15 rispetto al Contratto di Servizio stipulato nel 2011), previsto nella delibera regionale 124 del 08/04/2014 , verrà distribuito sui servizi di tutta la Regione, abbattendo - secondo voci circolanti negli ambienti ferroviari - completamente il servizio sulla fondamentale linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, classificata ormai come tratta "a scarso traffico". In pratica, il rischio è quello di tornare all'autosostituzione dei treni, proprio come nel periodo di interruzione della ferrovia tra il novembre 2011 e l'aprile 2013, a seguito del crollo di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico. Risultato? Ancora più disagi per la martoriata popolazione della fascia jonica, che già da anni non può raggiungere in modo diretto, in treno, Lamezia Terme Centrale, avendo "spezzato" i collegamenti Regionali provenienti dalla Jonica sud (Reggio Calabria/Roccella Jonica) e da Crotone/Sibari, a Catanzaro Lido. Ovviamente, l'assenza di coincidenze degne di tal nome, ha fatto il resto. In molti casi, come ribadiamo da tempo, a causa di attese superiori all'ora, il viaggio verso Lamezia Terme è divenuto ormai un vero e proprio calvario. Come se non bastasse, al danno si unisce la beffa, con coincidenze tra i treni "jonici" e quelli da/per Lamezia Terme, che saltano per pochi minuti. In tal modo, l'utenza è stata completamente scoraggiata, e come se non bastasse, sono stati provocati gravissimi danni al turismo del versante Jonico, che aveva già subito un notevole tracollo dopo la soppressione dei treni a lunga percorrenza negli scorsi anni. I numeri parlano chiaro: in aereo da Milano a Lamezia Terme, si impiega circa un'ora e trenta minuti: per proseguire da Lamezia a Terme a Soverato, per fare un esempio, si arrivano anche ad impiegare tre ore, (quattro per Locri e Siderno!), a patto che si trovi immediatamente un collegamento per raggiungere la stazione dall'aeroporto e un treno in partenza da Lamezia, tra l'altro con disagevole cambio a Catanzaro Lido, specie per i turisti che viaggiano con molti bagagli, bambini o persone anziane al seguito. Ben tre ore per percorrere circa 60 km, e non va sicuramente meglio per chi deve proseguire verso il crotonese! Se poi consideriamo anche che, al giorno d'oggi, le vacanze sono sempre più "toccata e fuga", è chiaro che impiegare giornate intere soltanto per raggiungere una meta all'interno della stessa Calabria, fa perdere gran parte dell'attrattività a quei territori jonici, che per decenni sono stati il fiore all'occhiello del nostro turismo regionale.

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Ferrovie in Calabria non ci sta: più volte da parte della nostra Associazione è stato proposto il ripristino di alcuni collegamenti diretti dalla Jonica a Lamezia Terme Centrale, anche a costo di una leggera diminuzione dell'offerta complessiva, in modo da avere coincidenze degne di questo nome con i treni a lunga percorrenza che servono il versante tirrenico calabrese. In particolare, abbiamo fatto notare che il tempo perduto durante il cambio banco (da 7 a 10 minuti) a Catanzaro Lido per quei treni che dalla Jonica Sud andrebbero a proseguire per Lamezia Terme Centrale verrebbe totalmente recuperato con la minima riduzione delle tracce orarie nel tratto Monasterace - Catanzaro Lido (tempi di percorrenza spesso allargati di quasi 10 minuti), e nel tratto Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e viceversa, dove anche in questo caso si potrebbe ridurre la percorrenza di circa cinque minuti. Per chi non fosse a conoscenza delle motivazioni legate a tali certosini calcoli dei tempi, ricordiamo che i treni Regionali vengono finanziati dal committente (e cioè la Regione Calabria) in base ad una tariffa oraria, e quindi a tempo, che prevede un costo minimo di circa 518€/ora per un treno con massimo 150 posti a sedere. In pratica, un treno effettuato con una doppia di automotrici ALn668 (136 posti) o un Minuetto (146 posti), costerebbe alla Regione 518€ per ogni ora di percorrenza del convoglio, calcolata dall'orario ufficiale di partenza all'orario ufficiale di arrivo. Un esempio: per tre coppie di treni Regionali tra Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica e Lamezia Terme Centrale e viceversa, considerando che a Catanzaro Lido sono necessari circa 10 minuti per invertire la marcia del convoglio e proseguire verso Lamezia Terme o verso Roccella / Reggio Calabria, quotidianamente la Regione Calabria spenderebbe esattamente 518€ in più al giorno, rispetto al normale contratto di servizio con Trenitalia (10 minuti di cambio banco moltiplicati per 6 treni, cioè tre andate e tre ritorni). Non spenderebbe ovviamente nulla di più, poichè il nostro programma d'orario prevede il mantenimento dell'attuale numero di treni (o al più anche ridotto!) sia sulla linea Jonica che sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme, che andrebbe però rimodulata, in modo da far coincidere i collegamenti trasversali con quelli provenienti dalla Jonica Sud. Il maggiore costo, perciò, proverrebbe soltanto dai 60 minuti totali (10 per treno) di cambio banco, a Catanzaro Lido. Come abbiamo però scritto qualche rigo più in alto, questi 60 minuti verrebbero nel complesso recuperati, attraverso la riduzione delle tracce orarie dei treni tra Monasterace e Lamezia e vv, non comportando pertanto alcun aggravio di costi alla nostra 'povera' Regione Calabria.
In seguito pubblicheremo un post specifico, con all'interno le nostre proposte descritte in dettaglio.
Questa volta vogliamo "solo" esprimere tutto il nostro sdegno per un provvedimento che se si realizzasse proprio durante il periodo estivo, provocherebbe una definitiva ecatombe del turismo jonico. Non tornerebbero più, probabilmente, neppure molti emigranti, se non quelli che normalmente raggiungono i loro territori d'origine in auto, con notevoli spese per il carburante, per le autostrade, eccetera.
Inoltre, premettendo che Ferrovie in Calabria non vuole certamente accusare ingiustificatamente nessuno, riteniamo sia giusto sottolineare che, se venissero confermate alcune voci che prevedono l'affidamento del collegamento Roccella - Soverato - Lamezia Terme ad autolinee private, noi non rimarremo certamente in silenzio di fronte ad una simile scelta regionale. Non rimarremo in silenzio sia perchè un provvedimento del genere andrebbe a contrastare in modo evidente con il progetto di eliminazione delle sovrapposizioni gomma/ferro (riportato nelle linee guida del Piano Regionale dei Trasporti, e non nel libro dei sogni di Ferrovie in Calabria!), e sia per principio. Già, proprio per principio. Quel principio che chiede giustizia, dal momento che le tariffe dei trasporti regionali vengono costantemente aumentate e i servizi ridotti in nome del recupero di qualche 'spicciolo' per poter mantenere in piedi il sistema di trasporto regionale per il quale sembrano mancare sempre le risorse, mentre inspiegabilmente i servizi automobilistici privati proliferano in ogni dove! Ricordiamo che il servizio tra Soverato e Catanzaro Lido prevede nei giorni lavorativi 10 coppie di treni, mentre ben 12 bus privati collegano Soverato a Catanzaro soltanto tra le 6.30 e le 7.35!! (Una media di un bus ogni 5 minuti! Da fare invidia a qualsiasi capitale europea!!). Per non parlare degli assurdi collegamenti (peraltro vuoti) con origine e destinazione improbabili, dei quali ci si domanda il perché della loro esistenza, o di quelli che, nonostante corrano lungo la ferrovia, riescono persino a viaggiare vuoti! (Succede a diversi collegamenti che dal Crotonese raggiungono il Catanzarese, ad esempio...).
Ma mentre per i collegamenti 'improbabili', proprio in virtù dell'impossibilità di mantenere collegamenti per alcuni piccoli centri dell'entroterra a 'mercato', può essere giustificato il finanziamento regionale al fine di scongiurare il certo isolamento trasportistico, di certo la cosa non può passare inosservata sulla jonica, dove l'offerta (e di conseguenza la domanda) viene costantemente, deliberatamente (in tutti i sensi, è proprio il caso di dirlo!), dirottata sulla gomma.. peraltro privata!
Privati che per di più spesso arrotondano le tariffe a loro vantaggio, non rispettando le indicazioni regionali (come fanno invece le aziende 'pubbliche' Trenitalia e Ferrovie della Calabria), e che non solo non vengono 'puniti' dalla Regione, consapevole delle inadempienze, ma vengono persino 'premiati' con il possibile affidamento di nuovi servizi, ovviamente in sovrapposizione ai servizi ferroviari!
A questo punto, almeno, ci piacerebbe che questi servizi venissero effettuati quanto meno a mercato dalle aziende, piuttosto che sovvenzionati dalla stessa Regione, che in questo modo recupererebbe diversi milioni all'anno e che mentre piange da un lato per la mancanza di fondi e proclama il taglio alle sovrapposizioni gomma-ferro, dall'altro continua a finanziare nuovi collegamenti su gomma in sovrapposizione al ferro... misteriosi disturbi bipolari del Settore Trasporti della nostra Regione!
Preferiamo non aggiungere altro, se non che metà della attuale Catanzaro Lido - Lamezia è stata inaugurata da meno di 6 anni, ovviamente non senza relativi scandali...

L'Associazione Ferrovie in Calabria parteciperà sabato 24 maggio, alle ore 16.00, ad una conferenza stampa indetta da tutte le sigle sindacali calabresi, per illustrare le azioni che verranno intraprese nelle prossime settimane, per contrastare i tagli lineari e l'assenza di pianificazione della Regione Calabria. Appuntamento presso il Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido. Qui il comunicato stampa

Li chiamavano treni notturni...
...e adesso? Una domanda frequente, posta più volte in questi ultimi anni. Una domanda lecita, che ad oggi è lecito continuare a porsi. Si, perché ormai non si sa più dove e come organizzarsi un decente viaggio notturno in treno. Nello specifico, non è più possibile organizzare un comodo spostamento diretto tra la nostra terra e il Centro-Nord della Penisola. Già, perché una volta c'erano gli espressi, quelli veri, quelli che hanno fatto la storia delle nostre linee ferrate, quelli che avevano in testa un Tigre o un Caimano e dietro una sfilza di vetture color "fegato" e "notte". Niente di tutto questo è ormai più presente, se non in maniera molto limitata e senza più quella varietà di colori. Adesso ci sono le "frecce", c'è l'alta velocità a sovrastare qualsiasi altro tipo di servizio sovvenzionato dallo Stato; già, c'è la crisi, non ci sono i soldi per poter far fronte agli oneri necessari per istituire un servizio come si deve. Però, anche in questo caso sorge una domanda molto spontanea: le sovvenzioni che lo Stato eroga ogni anno per il trasporto pubblico, dove Vanno a finire? Da 10 anni a questa parte abbiamo assistito alla più grande decurtazione di treni notte mai effettuata nel nostro paese, ed in particolare nella nostra Regione, tra le più servite a livello di collegamenti del genere. La gente non era costretta a prendersi un giorno di ferie in più o rinunciare allo stesso perché saliva comodamente alla sera sul treno notturno per il Nord e ci arrivava al mattino dopo, pronta per affrontare la giornata lavorativa. Adesso, invece, è costretta a partire di domenica o, addirittura, di lunedì (salvo imprevisti) a meno che non usufruisca dei notturni attuali con percorrenze abnormi e non proprio al passo coi tempi. Fino al 2010, da Reggio Calabria a Milano con l'InterCity Notte 752 erano necessarie 15 ore e 15 minuti di viaggio notturno partendo alle 19:35 con arrivo alle 10:50 (compresi 25 minuti di manovra d'aggancio della sezione Jonica a Lamezia Terme Centrale), mentre adesso con l'InterCity Notte 794 si parla di 17 ore abbondanti (manovre escluse) con partenza da Reggio Calabria alle 21:30 ed arrivo alle 14:41 alla stazione di Milano Porta Garibaldi, considerando anche gli innumerevoli inconvenienti e ritardi a cui il treno è soggetto. Un treno unico, che serve in un solo percorso le più importanti città del Paese come Roma, Firenze, Milano e Torino ad eccezione di Bologna, inspiegabilmente bypassata nonostante l'enorme volume di passeggeri che muove da e per la Calabria. Un vero disastro, con tempi di percorrenza da locomotiva a vapore e disagi di ogni tipo: l'unica alternativa, per altro, è rappresentata dall'InterCity Notte 784, in partenza da Villa San Giovanni alle 19:00 con arrivo a Milano (via Genova) alle 10:45, il quale non risulta così malmesso se non fosse per i continui ritardi a cui è soggetto. L'unico neo è caratterizzato dal fatto che origina e termina la propria corsa in Sicilia con orari non molto comodi. Le relazioni corrispondenti (ICN 785 e 795) hanno senza dubbio orari d'arrivo in terra di Calabria piuttosto comodi (795 tra le 5:00 e le 8:00, 785 tra le 7:00 e le 10:00), anche se ormai la maggior parte dei passeggeri opta per le soluzioni Alta velocità + treno notte con cambio a Roma (utilizzando molto spesso anche i due notturni Roma-Sicilia e viceversa con trasbordo a Villa San Giovanni) e nella peggiore delle ipotesi, scartando il viaggio notturno a favore di quello diurno sempre con le frecce o, addirittura, usufruendo dei collegamenti aerei. Una situazione abbastanza precaria, che fa rimpiangere non poco i fasti dei grandi treni notturni, quando avevano il loro bel da fare e i loro affezionati clienti (tra cui, anche il sottoscritto) ormai dirottati laddove si va al risparmio, di tempo e di denaro. Una situazione, quella odierna, che ci lascia quasi senza scampo, senza via d'uscita, ma che dovrebbe darci la forza necessaria per continuare a lottare e riavere, anche in parte, ciò che in passato ci hanno tolto.

E' con questa riflessione del nostro Luca Pisconti, che torniamo ad affrontale la problematica relativa alla drastica riduzione dei treni notturni italiani negli ultimi anni, ed in particolare, ovviamente, quelli interessanti la nostra Regione. Una problematica che è stata da sempre uno dei principali argomenti di discussione di Ferrovie in Calabria. Proposte, proteste, petizioni, non solo da parte nostra, ma anche di un notevole universo di "pendolari della notte", emigrati calabresi, e addirittura cittadini del centro-nord Italia, rimasti orfani di comodi servizi ferroviari notturni, utili per raggiungere nei periodi estivi (e non solo), in modo capillare, praticamente ogni centro abitato della nostra Calabria Jonica e Tirrenica. Dal dicembre 2010 (anche se, in verità, per il basso Jonio l'ecatombe è iniziata a marzo 2010, con la soppressione degli InterCity Notte "Scilla" e "Tommaso Campanella" da/per Torino Porta Nuova e Milano Centrale), una tragica sequenza di soppressioni "storiche", si abbatte su Calabria, Sicilia, Campania e Puglia.

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Il taglio della quasi totalità dei collegamenti notturni a lunga percorrenza viene giustificato da Trenitalia, costantemente accusata di aver preso in maniera unilaterale la decisione di operare queste azioni di drastica riduzione, con il basso numero di viaggiatori per treno che, a causa della forte concorrenza delle compagnie aeree low cost, ormai preferiscono spostarsi in aereo piuttosto che con un treno notturno, analogamente a quanto avviene nel resto d'Europa. A questo si aggiunge poi la diminuzione dei contributi stanziati dallo Stato per la copertura dei costi dei collegamenti interessati da Contratto di Servizio, per cui il taglio è risultato essere inderogabile. Considerazioni che appaiono del tutto infondate ai nostri occhi e anche poco veritiere, in quanto fino agli ultimi giorni di effettuazione, anche infrasettimanali, tutti i treni notturni interessanti la Calabria (ad eccezione di qualcuno, in prossimità dei tratti estremi del viaggio) risultavano viaggiare con livelli di riempimento sempre superiori al 50%, prossimi al 90-100% nei fine settimana (per non parlare dei sold-out costanti nei periodi festivi di Natale, Pasqua e delle vacanze estive, ovvero per un periodo di circa 3 mesi netti l'anno). Il resto dei Paesi d'Europa poi, oltre ad essere caratterizzato nella maggior parte dei casi da differenti condizioni socio-economiche, tali da non avere grosse differenze tra Nord e Sud del paese come nel caso dell'Italia, sono favoriti dalla loro diversa morfologia e collocazione geografica, che fanno sì che ciascun paese sia più facilmente servito in maniera sufficientemente capillare da pochi collegamenti lungo gli assi ferroviari principali Nord-Sud, Est-Ovest e viceversa, che permettono di movimentare treni e passeggeri da e per ogni parte d'Europa con un fitto ed efficiente sistema di 'scambi di carrozze' nei nodi di incrocio (come avviene, ad esempio, in Germania con i treni CNL che collegano Svizzera, Germania, Danimarca, Polonia, Russia, etc...).
Viene da pensare pertanto che ci sia da parte di Trenitalia un nascosto interesse a disincentivare il viaggiatore all'utilizzo dei treni notte, per fare in modo di dirottarlo sugli 'ex-costosi' treni AV, effettuati a mercato (cioè senza sovvenzioni statali) e per i quali è quindi necessario assicurarsi coefficienti di riempimento elevati per poter avere buoni margini di ricavo, non strettamente necessari, al contrario, sui treni notturni, il cui costo è per lo più coperto dai finanziamenti statali.
In pochi anni infatti assistiamo alla sparizione della storicamente economica categoria 'Espresso', la tariffa chilometrica ordinaria per eccellenza (che, per intenderci, fino a pochi anni fa era allineata ai prezzi dei treni regionali: un biglietto a tariffa 'ordinaria' infatti poteva essere utilizzato indifferentemente su treni Regionali o Espresso, tant'è che addirittura dalle vecchie emettitrici automatiche regionali era possibile, ad esempio, acquistare biglietti dalla Calabria per Roma Termini!): al suo posto oggi tutti i treni notte viaggiano come Intercity Notte, soggetti pertanto non più a prezzi chilometrici ma di mercato, di gran lunga superiori a quelli dei vecchi espressi corrispondenti, dai quali si distinguono soltanto per la presenza di finestrini fissi e aria condizionata anche sulle carrozze con servizio posti a sedere, che molto spesso rappresentano al contrario uno svantaggio rispetto alle storiche carrozze UIC-X con finestrini apribili, ormai completamente radiate dal servizio a partire da dicembre 2012, vista la frequenza con la quale l'impianto di condizionamento risulta guasto o mal regolato, con conseguente effetto forno o freezer, peraltro senza diritto ad alcun bonus (già, perché i notturni non sono coperti dal riconoscimento di bonus in caso di mancato funzionamento dell'impianto di climatizzazione, a differenza del resto dei treni a lunga percorrenza...).
Ad esempio, nel passaggio da Espresso a Intercity Notte, un biglietto Lamezia Terme - Roma è passato da circa 30/32€ a oltre 45€ a prezzo pieno: a questo si aggiunge poi il costante aumento dei prezzi base per ogni categoria di treno, soprattutto quelli coperti da contratto di servizio, per cui nel giro di 4 anni effettuare un viaggio di notte in posto a sedere ha visto aumentare il prezzo da circa 27€ per un Catanzaro Lido - Roma a oltre 50€, dovendo peraltro fare uno scomodo cambio con bus a Lamezia, e pagando una somma prossima a quella necessaria a coprire la relazione Catanzaro Lido - Milano (circa 55€) nell'ultimo anno di effettuazione dell'ICN Tommaso Campanella Reggio C. - Milano (2010).
Mentre da un lato, però, la soppressione della categoria Espresso può essere giustificata con l'accantonamento forzato di tutte le carrozze utilizzate fino al 2012 per effettuare questa tipologia di treni, assolutamente ingiustificata risulta l'eliminazione dalla possibilità di effettuare viaggi in cuccetta ordinaria a 4 o 6 posti, altro punto forte del viaggio economico e 'universale' notturno, il cui relativo materiale rotabile risulta tuttora parzialmente lateralizzato e quindi utilizzabile, e in alcuni casi persino ristrutturato a fondo di recente: questa tipologia di sistemazione permetteva (e ufficialmente ancora permetterebbe, dal momento che i prezzi dei relativi 'supplementi' C4/C6 sono ancora regolarmente riportati nelle condizioni e tariffe di Trenitalia) di viaggiare abbastanza comodamente in carrozze con posti orizzontali, pagando una differenza di prezzo compresa tra i 15 e i 20€ rispetto al prezzo Espresso di 2^classe per la relazione corrispondente: un viaggio in cuccetta Lamezia - Roma, ad esempio, sarebbe costato non più di 45/50€ (a prezzo pieno e senza offerte, fino a poco più di un anno fa), mentre attualmente - vista la possibilità di acquistare biglietti per Cuccette solo di tipologia 'Comfort' T4 - sono necessari oltre 73€! (C'è da dire poi che spesso capita che vetture 'Comfort' non siano disponibili per guasti o manutenzione, per cui si utilizzano al loro posto Cuccette ordinarie, a volte persino non ristrutturate, il cui valore commerciale è inferiore di circa 20€ a quello delle Comfort, senza che il personale avvisi correttamente del loro diritto a richiedere un rimborso parziale del prezzo del biglietto i viaggiatori, i quali vengono in questo modo inconsapevolmente truffati..)
Dulcis in fundo, le offerte commerciali di Trenitalia, che fino a qualche anno fa risultavano essere uguali per tutte le categorie di treno, sono state negli ultimi anni applicate in maniera differenziata ai treni del servizio diurno (a mercato o coperti da CdS) e a quelli del servizio notturno: nonostante abbiano la stessa denominazione, infatti, le offerte 'Economy' e 'Super Economy' prevedono la possibilità di acquistare biglietti scontati a prezzi 'fissi' di 9,19,29,39,49€, etc... per i treni diurni, indipendentemente dalla percorrenza e dal prezzo base (a seconda però della categoria di treno), mantenendo invece la vecchia impostazione a sconto percentuale sui treni notturni, per i quali sono invece previste invece riduzioni soltanto del 10,20,30 o - al massimo - 40%!
Risulta ovvio che, se acquistando un biglietto con il massimo anticipo possibile il prezzo di un Lamezia - Roma notturno non scende sotto i 27€ (pari al 40% di sconto su 45€), mentre per un diurno si trovano tranquillamente biglietti a 9€ in Intercity o 19€ in Frecciabianca, i cui prezzi base sono superiori a quelli dell'ICN, offrendo peraltro condizioni di viaggio indubbiamente migliori, il viaggiatore non avrà in nessun modo la possibilità di essere dubbioso sulla scelta da fare, optando 'forzatamente' per il treno diurno!
Inoltre, anche a prezzo pieno, la convenienza assoluta esistente fino a poco tempo fa risulta ormai solo un vecchio ricordo: mantenendo sempre la relazione Lamezia - Roma come riferimento, vediamo che dal confronto 30€/45€ tra la più economica sistemazione notturna e diurna a prezzo pieno fino al 2011 siamo passati a 45€/48€, viaggiando però in condizioni nettamente peggiori, tali da non giustificare una differenza di prezzo di soli 3€! Mentre la sistemazione in cuccetta, poi, fino al 2011 poteva essere allineata come fascia di prezzo ad un Intercity diurno, oggi il prezzo di una cuccetta risulta addirittura superiore a quello di un Frecciargento sulla stessa relazione (73€ T4 contro 69€ Frecciargento, ovvero la categoria superiore presente in commercio, allineata ai prezzi Frecciarossa).
I risultati di una tale politica sono dunque sotto gli occhi di tutti: il treno notturno, da servizio universale e "nazional-popolare", è divenuto ormai di nicchia. E lo dimostrano anche le composizioni striminzite, alcune ai limiti del comico...basti pensare agli InterCity Notte Bolzano - Roma Termini o Trieste - Roma Termini, che molto spesso circolano con sole 4 vetture, di cui due a cuccette! E pensare che fino a pochissimi anni fa, di quattro vetture era composta soltanto un'antenna Jonica...di quelle più corte!
Servizio di nicchia, prezzi esagerati, ma ovviamente qualità e servizi, migliorati di pochissimo. Indubbiamente una vettura con posti a sedere UIC-X Giubileo, tipologia di carrozza onnipresente sugli attuali treni-notte, ha come unica differenza rispetto ad una UIC-X tradizionale, ormai non più utilizzata...soltanto i finestrini fissi ed a vasistas. Con nessuna certezza, ovviamente, di funzionamento dell'aria condizionata in estate, e del riscaldamento in inverno. Tariffe raddoppiate (nel migliore dei casi...), tracce orarie fuori epoca (attorno alle 20 ore da Reggio Calabria Centrale a Torino Porta Nuova, con l'InterCity Notte 794!), e vetture tutto sommato identiche.
Le composizioni 'mignon' alle quali assistiamo negli ultimi tempi, comunque, oggi sono semplicemente una conseguenza della forzata diminuzione di passeggeri sui servizi notturni, ma nel periodo 2009/2010, quando ormai i tagli a tutte le antenne, le manovre e a tutti i servizi a lunghissima percorrenza, da giustificare con le basse affluenze, erano ormai nell'aria, pensiamo anche che la riduzione delle composizioni facesse parte di una sorta di 'strategia del disservizio', e che quindi sia stata in un certo senso anche causa della diminuzione dei passeggeri: di punto in bianco, infatti, negli ultimi mesi del 2009 e per tutto il 2010 tutte le antenne joniche subivano improvvise e irregolari variazioni alla composizione prevista, per cui Scilla e Campanella capitavano spesso con 3 o 2 carrozze anziché con 2 Giubileo e 2 Comfort (avvistato una volta addirittura con solo una Cuccetta Comfort in composizione!), mentre l'Exp 953/954 passava da 3 a 2 carrozze e la Freccia Adriatica da 5, alle volte, a sole 3 carrozze!
In questo modo, oltre al disagio arrecato ai viaggiatori dalla indisponibilità della propria carrozza, con conseguente necessità di sistemarsi in posti diversi da quelli assegnati (nella speranza che non fossero occupati da altri..), si aggiungeva il problema del sovraffollamento nei periodi di punta che, visti i livelli di riempimento letteralmente disumani, consistevano in una ulteriore modalità di disincentivo all'uso del treno notturno.
Misteriosi poi i problemi notati spesso da diversi viaggiatori dei servizi letto e cuccette, e testimoniati in alcuni casi anche da diversi 'cuccettisti', in protesta nei primi mesi del 2011 in seguito ai licenziamenti di massa degli accudienti WL conseguenti all'ecatombe di dicembre 2010: in molte occasioni le sistemazioni con posti orizzontali risultavano completamente vendute, con tutti i posti occupati, oppure spesso in fase di prenotazione via internet si presentavano frequenti e duraturi problemi nell'acquisto, mentre successivamente, qualora si fosse riusciti nell'impresa di acquistare un biglietto per il treno desiderato, si scopriva che in realtà l'intera carrozza risultava quasi completamente vuota...
Insomma, a pensare a male si fa peccato...ma molto spesso si azzecca: sembrò quasi una strategia ben chiara, atta a disincentivare l'utilizzo dei treni notturni, per poi giustificare la loro soppressione con la solita teoria della "scarsa affluenza". Ma del resto, cosa ci si poteva aspettare, purtroppo, da un'azienda ferroviaria, il quale Presidente ha affermato in diretta tv, che sulla lunga percorrenza è meglio viaggiare in aereo che in treno notte?

Piccola nota a margine: a dicembre 2013 Trenitalia annunciava nella presentazione della nuova offerta commerciale 2014 che a partire da gennaio sarebbero entrate in vigore delle nuove offerte agevolate per i treni notte, con prezzi a partire da 19€ per i posti a sedere e da 49€ per le cuccette (leggi qui). Che ne è stato di loro? Qualcuno le ha viste? Per ora ci siamo limitati a chiedere qualche informazione su 'Twitter' a @fsnews_it, la quale ci ha risposto che 'abbiamo capito male', perché l'offerta esiste, ma è soggetta a disponibilità di posti... (non ci sono offerte notte a prezzo fisso al momento, come quella annunciata a dicembre, appunto). Nei prossimi giorni proveremo a indagare in maniera più approfondita e, appena possibile, comunicheremo eventuali aggiornamenti!

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Concludiamo il post segnalando un'iniziativa dal notevole seguito, avviata nel 2012, ovviamente sempre in tema treni-notte: Euristeo Ceraolo, rossanese doc residente in Emilia Romagna ed oggi referente locale del Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali, ha da tempo avviato un'insolita forma di protesta contro la soppressione dell'InterCity Notte "Freccia del Levante" Milano Centrale - Crotone e vv, non direttamente in terra calabra, ma a Forlì. Un taglio dalle conseguenze gravissime per l'intera fascia dell'alto jonio calabrese e lucano, soltanto in parte ripianate dall'istituzione, lo scorso giugno 2013, del letteralmente immondo InterCity 559/562 Taranto - Reggio Calabria Centrale, in coincidenza nel capoluogo pugliese con un InterCity Notte Lecce - Milano Centrale.
Lo slogan è "Ridatemi il treno, và", e l'iniziativa si arricchisce con due testimonial d'eccezione: il cantautore Francesco Guccini e Pippo Giordano, ex ispettore DIA (Direzione Investigativa Antimafia) di Palermo, uomo in prima linea nella lotta alla mala vita di Cosa Nostra negli anni Ottanta. Due simboli di un'Italia che, come sappiamo bene, potrebbe essere ben diversa da quella odierna, sopraffatta dalla criminalità e dall'anormalità nella gestione della cosa pubblica, sia essa rappresentata dai trasporti, come dalla sanità o l'istruzione. Un'Italia attualmente malata, che in tanti stanno cercando di curare, molto spesso, per fortuna, con buoni risultati. Ferrovie in Calabria continua ovviamente a rimanere in prima linea in questa battaglia, sperando di riuscire nell'intento, sicuramente non di semplice realizzazione, di far tornare a correre i veri treni notturni, sui binari italiani...ed ovviamente calabresi.

Francesco Guccini Testimonial

Il 16 marzo 2014 potrebbe rappresentare un secondo piccolo punto di svolta, nel panorama del trasporto locale su rotaia gestito da Trenitalia in Calabria. Tra qualche rigo analizzeremo nel dettaglio le novità che da stamane interessano sia la linea Jonica che quella Tirrenica, "condendo" il tutto con le prospettive relative ai prossimi mesi, ed ovviamente con le nostre proposte, che in molti casi saranno probabilmente molto...alternative.
Indubbiamente, al di là della condivisione o meno di alcune scelte, non si può non sottolineare che forse, per la prima volta nella storia del trasporto locale "regionalizzato", la Calabria, intesa come Assessorato ai Trasporti, inizia a proporre ed a studiare strategie migliorative, atte a riorganizzare in modo più funzionale ed efficiente i servizi regionali su ferro. Sembra così finire, finalmente, quel periodo lungo quasi vent'anni, in cui venivano passivamente accettate le scelte "oraristiche" e di servizio, di Ferrovie dello Stato prima, e Trenitalia dopo, che puntavano principalmente alla comodità delle turnazioni di rotabili e personale (considerando anche l'irrisoria spesa annuale della Regione, destinata al simil-contratto di servizio con Trenitalia), piuttosto che a quelle dell'utenza, nel disinteresse più totale delle autorità regionali, impegnate, purtroppo, a puntare principalmente al trasporto su gomma attraverso autolinee private (spesso in modo forzato, per rimanere nei canoni dell'eleganza verbale, con i risultati che al giorno d'oggi sono sotto gli occhi di tutti i calabresi), e relegando il trasporto su ferro ad un ruolo marginale...come fosse un mondo a sè, e non concorrente all'intero sistema-trasporti regionale. Quando, ovviamente, non veniva addirittura visto come un possibile "concorrente" scomodo al monopolio delle autolinee.
Oggi il vento sembra cambiare: Ferrovie in Calabria come sempre non si ferma, e continua a lavorare in collaborazione con l'Assessorato ai Trasporti, nei limiti ovviamente delle possibilità, per evitare che questo vento di cambiamento venga sfruttato nel modo errato o poco funzionale.
Perciò, bisogna sì puntare sul ferro dopo anni di abbandono, ma va fatto in modo sensato e non solo (magari involontariamente) propagandistico.
A tal proposito, analizziamo le novità in vigore da questa mattina.
Una delle ottime intenzioni della Regione Calabria, è quella di creare finalmente degli hub di interscambio degni di tal nome, nei nodi principali calabresi, vale dire, in primis, Lamezia Terme Centrale, Paola, Sibari, Catanzaro Lido, Reggio Calabria Centrale. In tal modo verrebbero finalmente garantite le varie coincidenze tra servizi regionali jonici e tirrenici, oltre che tra servizi regionali (specialmente Jonici, vista l'assenza di collegamenti LP seri sulla tratta Reggio - Metaponto) e collegamenti a lunga percorrenza.
Infatti, dopo aver rimodulato la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale lo scorso dicembre 2013, principalmente in funzione dei treni a lunga percorrenza che servono il corridoio tirrenico, da stamattina è toccato anche alla tratta Sibari - Cosenza - Paola, con l'istituzione di una coppia di treni Regionali in coincidenza con la coppia di treni Frecciargento 9372/9379 tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini e vv.
Nello specifico, avremo il treno R12681/12682 Sibari (6.30) – Cosenza (7.31/7.39) – Paola (7.59/8.01) – Sapri (9.30), limitato a Paola nei giorni festivi, ed in senso opposto il R12683/12684 Paola (21.15) – Cosenza (21.38/21.46) – Sibari (22.40).

Da Sibari a Sapri (un collegamento diretto del genere non è mai esistito prima d'ora!), il Regionale 12681/12682, nasce dalla fusione dei treni R8503 Sibari (6.30) – Cosenza (7.33) e R12692 Cosenza (7.35) – Sapri (9.30), che da stamane sono stati contestualmente soppressi. Purtroppo, nei giorni feriali, la soppressione dei questi due treni, che vengono così fusi in uno solo che percorre l'intero tratto da Sibari a Sapri e da Paola a Sibari al ritorno, ha portato automaticamente alla soppressione anche dell'R8518 Cosenza (11.40) - Sibari (12.38), effettuato con il materiale giunto rispettivamente a Cosenza alle 7.30 con l'ex-8503. Soppresso (ma in questo caso ovviamente sostituito dal nuovo treno), anche il R22489 Paola (21.15) – Cosenza (21.40).

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Nei festivi situazione simile: i treni soppressi "a causa" dell'istituzione del nuovo Regionale diretto da Paola a Sibari e vv, sono i seguenti:

R23850 Cosenza (7.35) – Paola (8.01) soppresso intera tratta;
R8255 Sibari (9.10) – Cosenza (10.10) soppresso intera tratta;
R8260 Cosenza (21.15) – Sibari (22.20) soppresso intera tratta;
R23861 Paola (21.15) – Cosenza (21.40) soppresso intera tratta.

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Inoltre, per "corollario", segnaliamo che sempre a partire da oggi, i treni R12704 Sibari (14.03) - Metaponto (15.10) ed R12705 Metaponto (15.20) - Sibari (16.28), si effettuano dal lunedì al venerdì anziché dal lunedì al sabato. Poniamo questa domanda: il provvedimento è giustificabile dalla scarsa frequentazione in giorno..."semi-festivo", ed in più con autobus dagli orari quasi paralleli a quelli dei due treni? Sicuramente lo è, e l'avremmo giustificato anche noi di Ferrovie in Calabria. Tutte queste teorie però cadono, non appena si scopre che di sabato, in sostituzione della coppia di Regionali Sibari - Metaponto e vv, è stata istituita una seconda coppia di autobus...praticamente in sovrapposizione ai bus già esistenti! Come segnaliamo, infatti, il "nuovo" RC705 al posto del treno Regionale 12705, in partenza da Metaponto verso Sibari alle 15.20, è terribilmente in sovrapposizione al BA508 che parte da Metaponto verso Sibari alle 15.17, già regolarmente previsto d'orario. Stessa cosa in senso opposto. Alle 14.03, di sabato, nuova corsa autobus RC704 in sostituzione del Regionale 12704 per Metaponto, mentre alle 13.58 parte il RC506 nella stessa direzione! Perciò, se già la coppia di autobus BA508 ed RC506, per quanto con origine/destinazione Taranto, risulta in sovrapposizione con i Regionali 12704/12705 nei giorni lavorativi, che motivo c'era, di sabato, e con affluenza definita minore, inserire addirittura una seconda coppia di bus? Se l'affluenza è minore, di sabato riteniamo siano sufficienti i due bus già esistenti da/per Taranto, senza bisogno di raddoppiarli fino e da Metaponto, perchè a questo punto, anche se più costoso, avrebbe un po' più di senso mantenere il treno, effettuato con ALn668 singola come previsto, e quindi con un numero di posti (68) tutto sommato vicino a quello di un bus. Ribadiamo, una corsa effettuata con autobus, se l'affluenza è scarsa, sicuramente conviene più di un treno, ma questo, ovviamente, vale soltanto se non ci sono servizi paralleli. In questo caso, non poco clamoroso, riteniamo che il risparmio, tutto sommato, lo si faccia a metà, perchè appunto sarebbe stato sufficiente sopprimere la coppia di treni, e "caricare" i pochi viaggiatori del sabato sui due bus già esistenti.

Chiudiamo la parentesi autoservizi sostitutivi, sperando che vengano presi al più presto provvedimenti sul caso descritto sopra, e segnalando che partire da domani, lunedì 17 marzo, i bus regionali Sibari - Taranto e viceversa gestiti dalla D.R. Calabria, effettueranno fermata a Montegiordano presso la Farmacia di Corso della Vittoria (SS 106), anziché nel piazzale antistante la stazione.

Torniamo, in conclusione al post, sulla questione treni Regionali e coincidenze: l'istituzione del treno Sibari - Sapri e Paola - Sibari in coincidenza a Paola al collegamento Frecciargento da/per Roma Termini, è sicuramente un ottimo segnale...ma c'è un ma. Saremo forse noi di Ferrovie in Calabria un po' troppo polemici, ma vogliamo far notare, per adesso ai nostri lettori e nei prossimi giorni anche alla Regione Calabria, che tale collegamento, che si presuppone sia stato studiato per l'utenza della Jonica nord, non trova coincidenza a Sibari (arrivo alle 22.40) con nessun treno per Crotone (l'ultimo treno, il 3755, parte alle 19.40). Stessa cosa al mattino, poichè partendo alle 6.30 da Sibari verso Paola, questo collegamento risulta inutilizzabile ancora una volta dall'utenza proveniente dal crotonese. Il primo treno, l'8516, arriva infatti a Sibari alle 08.15...
A questo punto, non sarebbe stato più utile istituire un servizio Regionale da Sibari a Paola e vv, in coincidenza con treni InterCity e/o FrecciaBianca sempre da e per Roma Termini, con partenza ed arrivo a Sibari in orari meno "estremi", rendendo così possibile proseguire in treno verso Rossano, Crotone, Catanzaro Lido, ma anche verso Trebisacce, Policoro e Metaponto?
Approfondiremo questa tematica, estendendola anche a proposte di collegamento diretto tra la Jonica Sud e Lamezia Terme Centrale, in un post specifico nelle prossime settimane: per oggi concludiamo con un appunto: il nuovo Sibari - Sapri e Paola - Sibari, segna il ritorno (sempre se di ritorno si può parlare, visto che si è trattato sempre di comparse sporadiche) dei treni Regionali a trazione elettrica sulla Cosenza - Sibari, elettrificata da anni, ma almeno a livello locale, percorsa solo da automotrici ALn668: unica eccezione i treni merci, e quelli a lunga percorrenza...finchè ci sono stati.
A proposito di rotabili: è in corso una vera e propria "invasione" di ottime carrozze UIC-X IR destinate alla DTR Calabria, in sostituzione delle ALe803 ormai tutte accantonate, e delle obsolete Piano Ribassato "Farini", con finestrini apribili e senza aria condizionata. Al momento siamo a quota 16 unità. Nuovi arrivi anche sul fronte del diesel, con altre ALn668 serie 3100. Per quanto riguarda rotabili realmente...nuovi, siamo ancora in attesa dei Coradia Meridian destinati alla Calabria, previsti in arrivo a marzo, ma che probabilmente slitteranno ancora di qualche mese, causa il prolungarsi delle corse prova dei nuovi convogli elettrici derivati dal Minuetto.
Nel frattempo, Cosenza diventa sempre di più una sorta di triste museo a cielo aperto, tra locomotive E424, elettromotrici ALe803, UIC-X DTR e Pax e vetture Piano Ribassato, tutte accantonate: non sarebbe da sottovalutare un piccolo programma di recupero di qualche rotabile e ripristino della livrea originale, da utilizzare per treni turistici non completamente "storici". Si sa, sognare non costa nulla...

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Bollettino di guerra ovviamente non per l'iniziativa in sè, che ha riscosso un notevole successo di pubblico, con un continuo via vai di scolaresche e singoli cittadini, ma per i risultati ambientali provenienti dal centro cittadino.

Come ricordiamo, il "Treno Verde", da oltre vent'anni viene organizzato da Legambiente e Ferrovie dello Stato, ed a bordo di quattro vetture MDVE per mostre e conferenze (più un bagagliaio UIC-Z di servizio), vengono allestiti dei mini-padiglioni dedicati a tutte le novità sul risparmio energetico ed a favore dell'ambiente e della salute dei cittadini. Ma il "Treno Verde" non è solo su ferro: al seguito del convoglio, su strada, si sposta anche il Laboratorio Mobile Qualità dell'Aria di Italcertifer (azienda del gruppo FS), che effettua rilievi nelle città in cui sosta il famoso convoglio pro-ambiente.

E proprio il furgone attrezzato per i rilievi, pone davanti agli occhi dei cosentini e dei calabresi (cittadini ed amministratori), una realtà che ha ormai superato i limiti di sostenibilità. L'inquinamento dell'aria è fuori controllo nel centro abitato, con concentrazioni pericolosissime di di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono, PM10 e benzene, specialmente nelle ore di punta, durante i picchi massimi di traffico cittadino. Non meno preoccupante il fattore dell'inquinamento acustico: una piccolo impianto di rilievo è stato allestito nei pressi di un asilo nido (!!), ed anche in questo caso i valori sono decisamente oltre la norma.

Inoltre, come se non bastasse l'inquinamento generato dalle emissioni dei veicoli su gomma, durante le notti tra martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20, la situazione è "precipitata" a causa di numerosi roghi provocati da vandali, che hanno appiccato il fuoco ai purtroppo tantissimi cumuli di spazzatura, che ormai invadono anche la città di Cosenza. Ma quello dei rifiuti, è ormai un problema che interessa l'intero territorio calabrese. Doppia bocciatura, quindi, poichè una simile situazione, mette in evidenza la totale assenza di un sistema di raccolta differenziata efficace. Noi di Ferrovie in Calabria avevamo lanciato una proposta (sicuramente molto fantasiosa) per contrastare il fenomeno rifiuti in Calabria: un impianto di trasformazione a Saline Joniche.

Ma tornando all'inquinamento provocato dalle auto, i risultati di Cosenza, mettono nuovamente in evidenza la scarsità di investimenti nel trasporto pubblico urbano nei centri più importanti. E proprio nel capoluogo di provincia calabrese, da tempo si discute a proposito della costruzione di una sorta di metropolitana leggera (o linea tranviaria?), che colleghi il centro di Cosenza con il polo universitario di Rende/Arcavacata: un progetto controverso, visto che rischia di risultare sovradimensionato rispetto alle reali esigenze di mobilità, concentrate principalmente nelle ore di punta, e con relativi "vuoti" intermedi che potrebbero rendere tutto sommato poco utile la costruzione di un'intera linea tranviaria. Ma anche in questo caso, era stata stilata una proposta "made in Ferrovie in Calabria", basata sull'utilizzo del doppio scartamento tra Cosenza Vaglio Lise e Castiglione Cosentino su rete RFI, e sfruttamento di parte della vecchia linea ferroviaria per Paola, oggi dismessa, il cui percorso attraversa proprio il campus universitario.

Insomma, le possibilità di cambiamento, fantasiose o meno fantasiose che siano, sicuramente esistono. Non è ben chiaro se esista però...la volontà di applicarle. Ed in questo caso non si tratta di campanilismo verso il trasporto su rotaia o verso quello su gomma: si tratta di benessere e soprattutto salute della popolazione, ed entrambi gli argomenti andrebbero anteposti a tutto il resto!

A proposito di tipologie di trasporto: anche a Cosenza è stato assegnato l'interessante "Trofeo Tartaruga", iniziativa legata al Treno Verde, che cronometra all'interno delle città, i tempi di percorrenza da punto a punto, relative ai vari mezzi di trasporto. Questa volta il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 12) dalla ''Citta' dei Ragazzi'', in via Panebianco, con arrivo al binario 1 della stazione di Vaglio Lise, dove si trovava in sosta in convoglio di Legambiente. I due concorrenti in bici, Marcello Carbone, del Cai Cosenza e Giuseppe Faraca, hanno impiegato 4 minuti per percorrere i 2,8 chilometri di percorso; a seguire la moto (5 minuti), l'automobile (11 minuti). Poi ben distaccato l'autobus sul quale viaggiava un volontario di Legambiente che ha impiegato 27 minuti, vista anche l'assenza durante il tragitto di corsie riservate (che sarebbero assolutamente necessarie in una città come Cosenza, molto spesso sede di ingorghi stradali). Ultimo il pedone che ha impiegato 31 minuti.

Conclusa la parentesi per così dire "polemica", dedichiamo uno spazio alla rapida descrizione dei sempre interessantissimi e divertenti allestimenti delle quattro vetture MDVE. Segnaliamo che insolitamente, sono state quest'anno marcate come "nA", pur mantenendo invariata la numerazione, alla stregua di carrozze di prima classe per treni navetta! La marcatura classica delle MDVE per mostre e conferenze, infatti, era "Ves" e "Vc".

La prima carrozza (50 83 89-78 003-4 nA) è dedicata al tema della "mobilità sostenibile": dal trasporto su rotaia alla mobilità elettrica (auto e cicli), dall'urbanistica del futuro all'intermodalità, passando per le zone a traffico limitato e le piste ciclabili. Il visitatore farà un percorso che gli permetterà di capire quali scelte devono essere prese dalle città e dai cittadini per dire no allo smog, per aprire le porte alla libertà di muoversi in maniera veloce e a basse emissioni. Alla "città" è dedicata la seconda carrozza (50 83 89-78 000-0 nA) all'interno della quale l'allestimento è stato ideato per rappresentare un'urbanistica vicina alle esigenze dei cittadini e dell'ambiente. Energia pulita e integrata, analisi del ciclo di vita, difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, edifici sicuri ed efficienti. Tema centrale della terza carrozza ( 50 83 89-78 001-8 nA) sono gli "stili di vita": nella carrozza sono illustrati tanti piccoli accorgimenti per essere cittadini attenti e più "sostenibili". Ad esempio verrà spiegato come isolare l'abitazione per renderla efficiente, come fare una spesa sostenibile, come tenere sotto controllo i consumi domestici e, soprattutto, come differenziare, riciclare i rifiuti. Infine la quarta carrozza del Treno Verde (50 83 89-78 002-6 nA) è un vero e proprio "parco urbano", perché la città secondo Legambiente è più verde e con spazi pubblici attrezzati, che consentono di trascorrere il tempo libero (e non solo), respirando aria pulita o coltivando orti, riappropriandosi di tutti quegli spazi verdi spesso lasciati all'incuria e all'abbandono.

Il Treno Verde, dopo una sosta di quattro giorni, è ripartito nella serata di ieri da Cosenza, alla volta di Potenza, lasciando anche questa volta, come negli anni precedenti, un carico di speranza ai cittadini calabresi di oggi, ma soprattutto a quelli di domani, che a centinaia hanno affollato le carrozze del convoglio di Legambiente: purtroppo, a malincuore, dobbiamo ammettere che fino ad ora, questo carico di speranza non siamo mai riusciti a valorizzarlo...

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