La fine della trazione diesel (per lo meno per quanto riguarda i treni ordinari) lungo la Ferrovia Jonica tra Sibari e Catanzaro Lido e prosecuzione verso Lamezia Terme Centrale, si avvicina sempre di più: in questi giorni sono stati eretti i pali tipo LS, stoccati a Catanzaro Lido ed installati in orari notturni, tra quest'ultima stazione e Cropani, per vari km. In contemporanea procede il lavoro un po' più laborioso, ovvero lo scavo a fianco del binario, per la predisposizione dei plinti di ancoraggio dei pali, con relativa gettata di calcestruzzo all'interno del quale è affogata la struttura metallica sulla quale vengono imbullonati i pali. Stessa situazione invece a sud di Corigliano, con almeno due squadre all'opera dai due versanti nord e sud. In realtà alcune settimane fa erano presenti pali in stoccaggio anche nell'ex fascio merci della stazione di Cirò, facendo presuppore quindi la presenza di un terzo "campo base" per le squadre addette all'installazione dei tralicci. Non siamo al momento a conoscenza se anche da Cirò stia quindi operando una squadra "intermedia" tra quella di Corigliano/Rossano e quella di Catanzaro Lido, ma speriamo di poter comunicare presto maggiori dettagli.
Quel che è certo, detrattori a parte, è che stiamo finalmente vivendo un momento storico: senza negare che questi interventi dovevano essere stati realizzati più di 20 anni fa, e che come al solito in Calabria il progresso, divenuto normalità altrove, arriva con ritardi decennali, non possiamo comunque non assaporare la graduale concretizzazione di una battaglia vinta. O quasi: non ci daremo pace e continueremo a lavorare quotidianamente, finchè non raggiungeremo l'obiettivo di veder concretizzarsi l'ulteriore finanziamento che renderebbe possibile l'elettrificazione anche sul restante tratto della Ferrovia Jonica, tra Catanzaro Lido e Melito di Porto Salvo, a servizio di soveratese, locride ed area grecanica.
In ogni caso, per adesso barra a dritta verso il Frecciargento da/per Roma (e non solo) sulla Sibari - Catanzaro Lido! 

Purtroppo quanto temevamo, si sta effettivamente realizzando: a partire dall'1 dicembre, da quanto comunica Trenitalia, verrà chiusa la biglietteria della stazione di Scalea - Santa Domenica Talao, nonostante tale impianto generi un notevole traffico viaggiatori (peraltro verrà servita anche da un collegamento Frecciargento da/per Roma Termini attestato a Sibari, probabilmente già da dicembre), specie in estate, quando grazie al sostenuto flusso turistico, la vendita di biglietti raggiunge numeri da record. Ma il problema non riguarda esclusivamente la bigliettazione (che come ben noto, non è ancora sostituibile interamente da quella elettronica): la chiusura di una biglietteria, come avevamo già specificato in questo articolo , porta alla perdita di un presidio territoriale da parte dell'impresa ferroviaria, con grave danno per l'utenza sia per la mancanza di un punto di assistenza alla clientela. Senza dimenticare che, volenti o nolenti, la stazione rimane ancora più "sola" ed incustodita, e quindi maggiormente soggetta ad atti vandalici. 
Purtroppo lo stesso destino pare ormai certo anche per la biglietteria di Roccella Jonica, dove è stata già installata una emettitrice automatica: noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci batteremo affinchè tali provvedimenti vengano rivisti ed anzi, il nostro auspicio è quello che vengano riattivate anche biglietterie di notevole importanza, come per esempio nel caso di Crotone o di Rosarno. 

Di seguito, riportiamo il comunicato stampa di Ettore Simone Durante, in rappresentanza del Consorzio Operatori Turistici Diamante e Riviera dei Cedri:

Trenitalia CONFERMA LA CHIUSURA DEFINITIVA DELLA BIGLIETTERIA NELLA STAZIONE DI SCALEA, l' unica rimasta nell' intero comprensorio da Maratea (che tra l' altro é anche in un' altra regione e non lavora a tempo pieno) e Paola.

La notizia é stata comunicata sia all' Assessore Musmanno, il quale ha assicurato che anche questo sarà oggetto del nuovo contratto di servizio tra la Regione Calabria e Trenitalia, che al Sindaco di Scalea Gennaro Licursi.

Questa é una cosa grave per il nostro comprensorio e per una stazione come quella di Scalea che aspira ad avere, si spera nel breve periodo, servizi ad Alta Velocità, viene così meno l' unico punto di riferimento per tutto il territorio dell' Alto Tirreno.

A questo si aggiunga anche che, contrariamente a quanto affermato da Trenitalia, alcuni servizi possono acquistati esclusivamente dalle biglietteria con personale in stazione, tra questi ricordiamo ad esempio lo sconto del 70% sui biglietti acquistati in occasione delle elezioni (una volta possibile anche presso i rivenditori, oggi non piú), il posticipo di un biglietto per un treno che porta più di 60 minuti di ritardo, l' inversione della tratta ferroviaria di un biglietto già acquistato, senza doverne acquistare uno ex novo. Non si trascuri poi il fatto che questi servizi possono avere anche ricadute sull' economia locale, si pensi ad esempio ad un turista che a causa del ritardo del treno decida di prolungare la sua permanenza in Calabria.

A tutto ciò si aggiunga anche il fatto che, come sottolineato dall' Associazione Ferrovie in Calabria, non essendo presente su tutto il tutto il territorio l' Assistenza Clienti, la biglietteria svolge anche tale servizio, oltre che quello di garantire una maggiore riguardo rispetto alle stazione impresenziate, che come dimostrano i fatti.

Inoltre la struttura che ospita la biglietteria nella stazione di Scalea era stata ristrutturata solo alcuni anni fa!

Allego alla presente anche delle foto (alcune delle quali ci sono state inviate, altre scattate di recente) riguardanti alcuni disservizi della biglietteria automatica nella stazione di Scalea.

La biglietteria chiuderà definitivamente dal 1 dicembre, se non si farà qualcosa, anche se ció non é scritto nella mail.

Sappiamo bene che ci sono problemi ben più gravi della biglietteria di Scalea, ma non é giusto che, per motivi più che economici di politiche che non tengono conto della conformazione del territorio, a rimettere ci debba essere, ancora una volta, un comprensorio già fortemente penalizzato, a differenza di altre zone nella quali sono presenti vicine biglietterie.

E' stato pubblicato alcuni giorni fa un comunicato della senatrice M5s Rosa Silvana Abate, molto attiva nel campo del rilancio del trasporto su rotaia nel territorio dello jonio cosentino, relativo ad alcuni incontri tenutisi con la dirigenza di Trenitalia e con il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: argomento degli incontri, la proposta di istituzione di un collegamento Frecciargento tra Sibari e Roma Termini. Un collegamento di estrema utilità, da prolungare fino a Crotone passando per Corigliano, Rossano, Cariati e Cirò una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica, che già da Sibari rappresenterebbe comunque una assoluta svolta in positivo nel sistema di trasporto a lunga percorrenza della sibaritide e del popoloso territorio di Corigliano - Rossano. Come specifica l'On. Abate, e vogliamo ulteriormente ribadire, ad oggi l'unico vettore per spostarsi da un'area popolata da circa 150.000 abitanti, è l'autobus: di fatto, un monopolio assoluto che costringe l'utente a servirsi del trasporto su gomma, nonostante la presenza di una linea ferroviaria, che peraltro da Sibari è da anni elettrificata sia verso Taranto che verso Cosenza-Paola, e permetterebbe la circolazione di ogni possibile tipologia di collegamento ferroviario a lunga percorrenza. Frecciargento compresa: se strutturata con comodi orari, abbastanza mattinieri in senso pari (sud-nord) in modo da consentire un arrivo a Roma Termini entro le ore 11, e con rientro verso Sibari dalla Capitale attorno alle 18, il successo sarà assicurato. Specie se, come ovviamente riteniamo necessario, in attesa di un prolungamento verso Crotone, essa sia posta a Sibari in coincidenza con servizi Freccialink o treni/autobus del trasporto Regionale, verso Corigliano/Rossano e l'area del cirotano, ma anche a nord di Sibari collegando Trebisacce ed hinterland. 
Un obiettivo condiviso anche dalla Regione Calabria, con particolare impegno dell'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che prosegue con la positiva spinta (per la Calabria assolutamente inedita) da parte delle istituzioni regionali, per lo sviluppo del trasporto su rotaia anche a lunga percorrenza ed ad Alta Velocità, all'interno del nostro territorio.
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria sosteniamo in toto la proposta, e nel nostro piccolo stiamo dando il nostro contributo per "spingerla" affinchè possa essere realtà già dal prossimo cambio d'orario ferroviario, previsto il prossimo 9 dicembre. L'unico appunto che però ci sentiamo in dovere di fare, riferito sia alla Regione Calabria che ai rappresentanti territoriali del M5s che stanno portando avanti la proposta, è relativo all'instradamento del convoglio. Lo studio del nuovo collegamento, infatti, prevede il bypass di Castiglione Cosentino e Cosenza, con instradamento sulla linea per Paola attraverso il Bivio S.Antonello, in attesa della costruzione della futura stazione esterna all'area urbana di Rende/Cosenza, che dovrebbe sorgere proprio in località S.Antonello, posta sulla Sibari - Paola, mediamente al centro del "triangolo" composto dai bivi Settimo e S.Antonello. Nuova stazione che, peraltro, in prospettiva sarà anche servita da un prolungamento della costruenda Metrotranvia di Cosenza, divenendo così collegata in modo capillare con le aree urbane di Rende e Cosenza: ma qui parliamo appunto di futuro, peraltro nemmeno così immediato. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, riferendoci al presente, potenzialmente da qui a pochi mesi, non condividiamo il bypass delle stazioni di Castiglione Cosentino e Cosenza. Chiaramente, il Frecciargento in questione non dovrebbe effettuare entrambe le fermate, anzi riteniamo opportuno che l'unica prevista, in quanto peraltro obbligata dalle esigenze tecniche di cambio banco ed inversione della marcia del convoglio, sia quella di Cosenza. Non è pensabile, infatti, ignorare un bacino d'utenza di ulteriori 100.000 abitanti tra Rende e Cosenza (peraltro capoluogo di Provincia), più tutta la potenziale utenza universitaria, senza dimenticare che dalla stazione di Cosenza è possibile raggiungere i tanti piccoli e grandi centri del Savuto, serviti dai treni di Ferrovie della calabria che percorrono la linea Cosenza - Catanzaro fino a Rogliano/Marzi, e che nel giro di un anno sarà interamente riattivata fino al capoluogo di Regione. Non dimentichiamo inoltre che Cosenza rappresenta anche la porta della Sila, e la valenza turistica del potenziale Frecciargento, oltre che di mobilità dedicata agli stessi abitanti silani (a maggior ragione con l'auspicato ripristino integrale della Ferrovia Silana), è indiscutibile. 
Siamo certi che valga la pena rinunciare a tutto questo, per un aumento dei tempi di percorrenza complessivi del servizio, di circa 25-30 minuti? Abbiamo calcolato infatti che, la percorrenza complessiva da Sibari a Roma Termini, passando per Cosenza, ammonterebbe a circa 4 ore e 30 minuti, con fermate a Paola, Salerno, Napoli Afragola. Per il territorio di Rossano e Corigliano, sono tempi competitivi con qualsiasi altro mezzo di trasporto terrestre e addirittura aereo! Il passaggio per Cosenza, inoltre, consentirebbe la garanzia di un ottimo load factor (ovvero fattore riempimento) del convoglio, che se effettuato con materiale rotabile ETR 458 offrirà ben 490 posti a sedere, anche nei periodi di minore affluenza. E garantire un buon load factor, significa garantire l'esistenza stessa di un servizio che, vogliamo ricordare, facendo parte del brand "Le Frecce" di Trenitalia, è totalmente a mercato e si ripaga esclusivamente con la vendita dei biglietti. 
Quello che noi di Associazione Ferrovie in Calabria chiediamo alla senatrice Abate ed alla Regione Calabria, quindi, è di rivalutare la proposta e prendere seriamente in considerazione il passaggio da Cosenza: è ciò che in queste settimane comunque faremo autonomamente, ribadendo in ogni caso il nostro totale sostegno a questa proposta che, finalmente, inizierà a rivoluzionare la mobilità dello Jonio cosentino.

I canali di informazione "tradizionali", non c'è più dubbio alcuno, soffrono ormai da tempo. Le gaffe sono sempre più frequenti (seppur non manchino anche tante eccezioni positive, per fortuna), specie quando tentano di trattare argomenti che non possono prescindere da un minimo di conoscenze tecniche, e soprattutto da fonti affidabili ed ufficiali. 
E' il caso, per esempio, del "panico biglietterie" esploso dopo un breve comunicato di qualche ora fa, lanciato da un'emittente TV locale, comunque da sempre attenta alle tematiche sociali e dei trasporti nel nostro territorio, e che ringraziamo per la loro costante opera di sensibilizzazione. In questo caso, però, la notizia comunicata è in parte errata ed in parte incompleta. 
Il comunicato, nel quale si parla di notizie provenienti da altre "fonti", si parla di chiusura a dicembre per le biglietterie Trenitalia di Soverato e di Roccella Jonica, con contemporaneo trasferimento del personale qui in servizio, ai fini di potenziare le biglietterie ancora attive sulla Ferrovia Tirrenica.
Peccato che la biglietteria di Soverato sia stata chiusa già cinque anni fa (non c'è traccia di personale dal 2013, quando erano in servizio due capi gestione, uno andato in pensione in quello stesso anno, e l'altro subito dopo trasferito a Catanzaro Lido per coprire un ulteriore pensionamento), e quella di Roccella Ionica sia effettivamente a rischio chiusura, ma sempre a causa del solito problema: personale in via di pensionamento. E se un capo gestione (spesso l'ultimo rimasto nella specifica biglietteria) si pensiona, di certo non viene inviato a potenziare le biglietterie della Ferrovia Tirrenica! Tralasciando poi il titolo del comunicato, che recita "Continua lo smantellamento della Ferrovia Ionica", quando per smantellamento si intende ben altro, e ne sappiamo qualcosa, ricordando quando fino al 2014 il rischio smantellamento della linea e dei servizi era più che reale. Oggi, sulla Ferrovia Ionica, si sta investendo come non mai, tra rinnovo dell'armamento, elettrificazione, velocizzazione, inserimento di vetture idonee sui servizi InterCity, e tanto altro di cui da mesi discutiamo su queste pagine. Fondamentalmente parlare di "smantellamento" per la chiusura di una biglietteria, servizio che comunque riteniamo importantissimo, ci sembra alquanto esagerato!
Con questo non vogliamo minimizzare il problema biglietterie, anzi. Il problema è ben più importante di quello riportato da TeleMia, e riguarda tutta la Calabria (altro che potenziamento delle biglietterie Tirreniche!), e molto più in generale, l'Italia intera. Anzi, forse interessa in generale le ferrovie del mondo Occidentale, che purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista), stanno sempre più informatizzando ed automatizzando i processi di emissione ed acquisto dei biglietti ferroviari, con app per cellulari, emettitrici self service, o appoggio su sistemi informatici di terzi (come nel caso dei punti Sisal dove è possibile acquistare i biglietti ferroviari di Trenitalia). 

L'opinione dell'Associazione Ferrovie in Calabria, pur non essendo certo contraria alla modernizzazione dei sistemi, rimane comunque quella di mantenere la presenza umana in biglietteria, per lo meno nelle stazioni di medio/grande importanza e, possibilmente, distribuite in modo uniforme e coerente sul territorio. La nostra Regione, infatti, ha visto un costante depauperamento delle biglietterie Trenitalia attive, peraltro nel silenzio quasi assoluto di media ed associazioni. Siamo sempre stati gli unici (o quasi) a far notare il problema: emblematiche le nostre battaglie, purtroppo non ancora vinte, per il ripristino della biglietteria di Crotone, condivise con la sezione crotonese di Italia Nostra e le associazioni dei pendolari del territorio. Ma anche quando la biglietteria di Soverato venne soppressa (5 anni fa, non tra un mese!), siamo stati ancora una volta gli unici a farlo notare, ignorati da tutti. Ignorati anche i nostri appelli sull'importante biglietteria di Catanzaro Lido (parliamo del capoluogo di Regione!), aperta sempre più a singhiozzo, mentre un nuovo problema si affaccia anche per la biglietteria della stazione di Scalea (alla faccia del potenziamento sulla Tirrenica...), che già oggi è più facile trovare chiusa che aperta e che rischia la chiusura a breve termine. 
Di fatto, ad oggi, questa è la situazione delle biglietterie attive in Calabria:

- Reggio Calabria Centrale
- Villa San Giovanni
- Catanzaro Lido
- Roccella Ionica
- Lamezia Terme Centrale
- Paola
- Scalea
- Sibari
- Cosenza
- Gioia Tauro
- Vibo-Pizzo
- Cariati

A rischio, da quelle che sono le nostre fonti, sono ovviamente Roccella Ionica e Scalea come già anticipato, ma anche Cariati (anche in questo caso la biglietteria è "ad esaurimento", ovvero verrà chiusa con il pensionamento dell'ultimo capo gestione), mentre negli altri casi (salvo per fortuna Reggio Calabria Centrale, gestita dalla Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia e non dalla Divisione Passeggeri Regionale) risultano sempre più frequenti le aperture a singhiozzo causa riduzione lenta ma inesorabile del personale addetto. 
A nostro parere, la Calabria, ma in generale tutta la società anche fuori regione, non è pronta il definitivo addio alla biglietteria "umana". Ma non è pronta peraltro neanche Trenitalia, poichè non sono poi così tante le operazioni di acquisto/modifica dei biglietti di viaggio con particolari offerte, eseguibili anche online o da emettitrice automatica. Riteniamo non sia normale dover percorrere magari 100 km per trovare una biglietteria aperta (rischiando peraltro di trovarla chiusa per l'unico capo gestione rimasto ha l'influenza!) dove poter effettuare l'operazione di cui necessita l'utente, senza dimenticare che la presenza umana in una biglietteria comunque garantisce la possibilità di offrire informazioni all'utente, e non di meno (anche se il problema andrebbe risolto diversamente), la presenza umana garantisce anche un minore rischio di atti vandalici all'interno della stazione ferroviaria. Basti considerare il caso di Soverato, che successivamente alla chiusura della biglietteria, ha visto un notevole peggioramento delle condizioni estetiche ed igieniche della stazione, in ogni caso mantenuta in condizioni di decoro da parte di RFI e ditte appaltatrici delle pulizie, con grande sforzo e costanza. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, quindi, riteniamo opportuno un rinnovo ed un incremento delle risorse umane destinate alle biglietterie (vista anche la recente e consistente ripresa delle assunzioni da parte di Trenitalia in Calabria), sia per garantire un'apertura costante di quelle ancora attive, e sia il ripristino (con assoluta urgenza) in primis di Crotone e Rosarno, ed in pari ordine di importanza, anche Soverato, Monasterace-Stilo, Locri, Melito di Porto Salvo, Rossano. La nostra istanza verrà portata avanti con la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, e con il committente del servizio ferroviario da essa gestito, ovvero la Regione Calabria: seguiranno aggiornamenti. 

In pochi, o forse nessuno, lo avranno probabilmente notato: bisogna essere effettivamente dei veri "Ferromaniaci" per andare a seguire i tracciati ferroviari anche su Google Maps, scoprendo talvolta degli incredibili errori della ben nota piattaforma internazionale. E' il caso di quello che abbiamo individuato noi di Associazione Ferrovie in Calabria, con la "variante ferroviaria fantasma" che su Google Maps risulta esistere tra la fermata di Centola (km 78+808) e la stazione di Ascea (km 60+697), lungo la Ferrovia Tirrenica Meridionale Battipaglia - Reggio Calabria Centrale. Quello che è chiaramente visibile sulla mappa, infatti, è un tracciato ferroviario che risulterebbe interamente in galleria e rettilineo, diramandosi e congiungendosi alla linea ferroviaria "ufficiale" proprio in sotterranea, sia a nord che a sud, bypassando quindi il Posto di Movimento di S.Mauro La Bruca e la stazione di Pisciotta - Palinuro: una sorta di mini "Direttissima". Appunto un errore, ma curiosamente ragionato (visto che un bypass del genere, considerando l'attuale tracciato semi-costiero, risulterebbe anche plausibile) e comunque a doppio binario come appunto il resto della Ferrovia Tirrenica Meridionale. I più fantasiosi potranno immaginarlo come un tracciato "segreto" erroneamente riportato pubblicamente, utile a recuperare preziosi minuti in caso di ritardi dei treni InterCity e Frecce (ovviamente quelli che non effettuano fermate a Pisciotta - Palinuro!), oppure un raccordo accessibile da entrambi i lati, destinato a qualche misteriosa base militare sotterranea: noi di Associazione Ferrovie in Calabria rimaniamo con i piedi per terra, e cogliamo l'occasione per porre l'accento su una variante, anch'essa inesistente ma sicuramente auspicata, che coinvolgerebbe proprio quel territorio. Ci riferiamo alla variante Sapri - Ogliastro, circa 17 km di galleria per un costo di 3,6 miliardi di Euro, che consentirebbe però un abbattimento dei tempi di percorrenza di circa 30 minuti, sulle relazioni InterCity e Frecce che percorrono la Ferrovia Tirrenica Meridionale. Di fatto, con questa importante opera, si potrebbe tranquillamente fare a meno di una nuova linea ad Alta Velocità Tirrenica, considerando che i tempi di percorrenza dei Frecciargento scenderebbero a circa 4 ore e 10 minuti tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini, 3 ore e 10 minuti e 2 ore 40 minuti rispettivamente da Lamezia Terme e da Paola. Praticamente il treno non avrebbe più alcun concorrente sulla relazione tra la Calabria e la Capitale. Ovviamente, l'attuale tracciato rimarrebbe sempre attivo per il trasporto regionale e merci, che potrebbe anche beneficiare di notevoli potenziamenti, visto il decongestionamento dei treni a lunga percorrenza che percorrerebbero la variante.
Chiaramente tutto ciò non sarà possibile in tempi brevi, men che meno in questo periodo storico in cui tutte le grandi opere, sembrano rimanere in una sorta di limbo. Ma al progresso, ed allo sviluppo del trasporto su rotaia ormai galoppante in tutto il mondo, non si può porre alcun freno neanche in Italia: rimaniamo fiduciosi!

 

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