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La situazione del trasporto ferroviario regionale nella nostra Calabria peggiora di giorno in giorno: sono ormai quotidiane le proteste dei pendolari (purtroppo quasi sempre rivolte alle persone sbagliate...), specie sul versante versante Jonico, maggiormente penalizzato dai tagli.
Nuove azioni sul territorio, da parte dell'Associazione Ferrovie in Calabria, sono in via di organizzazione. Per il momento, abbiamo inviato a tutte le principali testate giornalistiche cartacee ed online calabresi, la seguente lettera aperta: abbiamo riassunto l'attuale situazione di stallo tra Regione Calabria e Trenitalia, e le iniziative di segnalazione delle anomalie sul trasporto pubblico calabrese, che al più presto proveremo ad intraprendere.

Gentile Redazione,
attraverso la seguente lettera aperta, una delle tante inviate in questi ultimi mesi dall'Associazione Ferrovie in Calabria, vogliamo esprimere ancora una volta lo sdegno nei confronti della Regione Calabria e del suo operato sul tema del trasporto ferroviario Regionale. La situazione è divenuta ormai insostenibile, e ciò che rende ancor più grave la vicenda dei tagli, che ormai si trascina da anni, è la serie di false comunicazioni diffuse dagli organi regionali. Lo scorso 8 aprile 2014, attraverso la delibera regionale n.124, la Regione Calabria tagliava infatti circa 10 milioni di Euro al contratto di servizio con Trenitalia, a partire da giugno 2014, già impoverito di molto negli ultimi anni rispetto all'offerta prevista dal Contratto stipulato nel 2011 per il periodo 2009-2014. In seguito a questa delibera, perciò, a partire dallo scorso giugno è stata decretata la soppressione di ben 26 treni regionali solo sulla linea Jonica tra Reggio e Metaponto e tra Catanzaro Lido e Lamezia, senza contare tutte le soppressioni avvenuti sul lato tirrenico e le modifiche di percorso a molti treni dell'area Metropolitana Reggina. I lettori ricorderanno bene i proclami, lanciati a partire dallo scorso 13 giugno dall'Assessore ai Trasporti Luigi Fedele, nei quali si assicurava che nessun taglio all'offerta ferroviaria Regionale, in primis sulla già martoriata linea Jonica, sarebbe avvenuto, grazie al "miracoloso" recupero da parte della Regione Calabria di 30 milioni di Euro che avrebbero tamponato, anche se solo temporaneamente, l'enorme debito che la nostra Regione ha contratto con Trenitalia in questi ultimi anni. I 30 milioni di Euro, perciò, sarebbero stati una boccata d'ossigeno per il moribondo servizio locale su rotaia calabrese. Trascorsi però pochi giorni dal proclama, i 30 milioni di Euro, da quanto si venne a sapere, diventarono solo 5: in tal modo il taglio sarebbe stato tamponato per soli 3 mesi, coprendo in pratica soltanto la metà dei 10 milioni di Euro di riduzione al contratto di servizio Regione-Trenitalia, previsti dalla delibera n.124 sopra menzionata. Ovviamente, di tale notizia poco rassicurante, nessun proclama pubblico. Il 15 giugno arriva e i giorni passano, ma solo due dei 26 treni soppressi ritornano. Già all'epoca denunciammo l'accaduto e, a distanza di qualche giorno, qualche altro treno venne ripristinato, fino ad arrivare a 12 corse ripristinate, in un clima tuttavia di assoluta confusione e disinformazione, conseguenza della presenza di pochissimi avvisi riguardanti le modifiche alla circolazione, peraltro spesso errati! Ad una settimana dall'entrata in vigore dell'orario estivo arrivano alla nostra Associazione le precisazioni da parte della Direzione Regionale di Trenitalia, che ci comunicava che gli i restanti treni non ancora ripristinati sarebbero stati effettuati nuovamente, per questioni tecniche, a partire dal 14 luglio, a patto che la Regione Calabria avesse confermato la quota parte dei 30 milioni recuperati da destinare a Trenitalia. Allietati da questa notizia, abbiamo 'sospeso' la nostra azione di protesta, fiduciosi nella conferma degli stanziamenti e, quindi, nel ripristino degli ulteriori treni il 14 luglio. Epilogo della vicenda? Né 30 milioni, né 5: la Regione Calabria non ha stanziato un solo euro per evitare l'ennesimo attentato al diritto alla mobilità dei cittadini calabresi, ed in particolare di quelli della fascia Jonica, e di conseguenza solo 10 dei 26 treni soppressi sono effettuati più o meno regolarmente, a volte con percorso ridotto e non tutti i giorni. Anche in questo caso, chiaramente, nessun annuncio pubblico. Di seguito, ecco la lista dei treni nuovamente soppressi (ma che in parte non sono mai stati realmente ripristinati!) a partire dallo scorso 13 luglio:

-Reg. 12712 Reggio Cal. 07:05 Roccella J. 09:15
-Reg. 12713 Roccella J. 09:50 Reggio Cal. 11:55
-Reg. 12714 Reggio Cal. 09:05 Roccella J. 11:15
-Reg. 12715 Roccella J. 11:50 Reggio Cal. 14:00
-Reg. 3751 Catanzaro Lido 18:05 Reggio Cal. 20:55
-Reg. 3752 Reggio Cal. 16:05 Catanzaro Lido 19:00
-Reg. 3723 Crotone 08:25 Catanzaro Lido 09:15
-Reg. 3728 Catanzaro Lido 11:20 SIBARI 13:55
-Reg. 3753 Sibari 16:45 Crotone 18:18
-Reg. 12657 Lamezia T.C. 06:55 Rosarno 8:20
-Reg. 12664 Rosarno 12:20 Lamezia T.C. 14:00 Reg. 12669 Lamezia T.C. 12:45 Rosarno 14:10
-Reg. 12670 Rosarno 15:20 Lamezia T.C. 17:00
-Reg. 12671 Lamezia T.C. 13:45 Rosarno 15:10 (soppresso con certezza fino al 14 settembre, ma probabilmente anche dopo)
-Reg. 12672 Rosarno 16:20 Lamezia T.C. 18:00 (soppresso con certezza fino al 14 settembre, ma probabilmente anche dopo)
-Reg. 12673 Lamezia T.C. 14:45 Rosarno 16:10
-Reg. 12674 Rosarno 17:20 Lamezia T.C. 18:55
-Reg. 12704 Sibari 14:03 Metaponto 15:10
-Reg. 12705 Metaponto 15:20 Sibari 16:28

Come si può notare, una notevole riduzione interessa anche la linea Rosarno - Lamezia Terme Centrale via Tropea, con grave danno al turismo della Costa degli Dei, che per fortuna può contare su un servizio ferroviario a lunga percorrenza, con un collegamento quotidiano InterCity Notte con Roma, Firenze, e Milano/Torino, più un collegamento InterCity periodico con Roma/Firenze/Bologna/Milano. A tutto ciò, si aggiunge la situazione ancora disastrosa sul versante Jonico, dove alcuni collegamenti che in previsione dovevano essere soppressi continuano invece a circolare, non risultando però sugli orari cartacei di stazione, e rimanendo quindi ufficialmente inesistenti per molti potenziali utenti, specie se turisti. Quei pochi rimasti. Idem sul sito internet di Trenitalia, dove risulta un'offerta dimezzata rispetto a quella reale sulla Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, a causa della costante incertezza sull'effettiva erogazione dei fondi regionali, mentre vengono riportati diversi collegamenti sulla Catanzaro Lido – Reggio Calabria che sono, al contrario, ormai inesistenti da più di un mese. Insomma, la situazione risulta, a dispetto di quanto annunciato dalla Regione Calabria, in preda al caos più totale. E' inaccettabile che interi territori della Calabria siano ostaggio di informazione errata o totalmente assente, e di un servizio ferroviario ormai più simile a quello di una nazione del Terzo Mondo, che di uno stato europeo: ci è addirittura giunta notizia che in alcune famose pubblicazioni di orari ferroviari europei, nelle pagine dedicate alla ferrovia Jonica, sia specificato di prendere con le pinze gli orari pubblicati, poiché potrebbero non corrispondere a realtà! (Qui l'elenco aggiornato delle modifiche all'offerta ferroviaria regionale di Trenitalia rispetto all'orario pubblicato nelle stazioni, entrato in vigore lo scorso 15 giugno, che conferma appunto il mancato ripristino di circa 15 treni rispetto alle promesse dell'Assessore). Simili situazioni sono la normalità in nazioni come Albania o Macedonia, che al momento non posseggono servizi ferroviari certi e continuativi: nazioni che, a differenza di quella regione italiana chiamata Calabria, stanno impegnando tutte le proprie forze per raggiungere un tenore di vita ed un livello di servizi pubblici, paragonabile a quello degli stati europei più avanzati. Ci rendiamo conto di quale triste fine stia per fare la Calabria? Dove dovremo arrivare, prima di renderci conto che i provvedimenti forti vanno chiesti ed ottenuti al più presto possibile? L'Associazione Ferrovie in Calabria non esiterà a chiedere un chiarimento pubblico da parte dell'Assessorato ai Trasporti della Regione Calabria. Riteniamo sia necessario rendere note, a tutti i cittadini calabresi, le motivazioni reali per cui la Regione abbia accumulato milioni di Euro di debito con Trenitalia. Come mai Trenitalia non è stata pagata per il servizio svolto, se i fondi pubblici annualmente stanziati dallo Stato Italiano e destinati al trasporto pubblico locale, sono stati regolarmente erogati in questi ultimi anni? Com'è possibile, inoltre, che in un contesto di gravi carenze economiche, la Regione Calabria riesca addirittura ad istituire navette su gomma, per una spesa di diverse migliaia di Euro al giorno, che più volte al giorno collegheranno l'Aeroporto di Lamezia Terme alle principali località turistiche calabresi... raggiungibili via ferrovia? I fondi o ci sono, o non ci sono: non è possibile che per mantenere i servizi ferroviari non ci siano mai, mentre per incentivare il trasporto su gomma su tratte tra l'altro parallele ad un treno che purtroppo quasi non esiste più, puntualmente spuntano come per magia dal cilindro. Siamo stanchi, ribadiamo ancora una volta, di essere quotidianamente presi in giro, mentre scivoliamo verso un impoverimento ferroviario e quindi economico e sociale, che sembra senza ritorno: se non verranno ottenuti risultati concreti, ci impegneremo anche attraverso segnalazioni alla magistratura, e porteremo avanti una campagna dove chiederemo a gran voce il commissariamento dell'Assessorato ai Trasporti. Ci dispiace, ma i presupposti per portare avanti questi provvedimenti drastici, ormai ci sono tutti. Nelle prossime settimane organizzeremo una nuova serie di iniziative di protesta, oltre che un evento pubblico nella città di Soverato: in questa occasione, verranno invitati i primi cittadini del versante Jonico, ai quali verrà presentato un protocollo d'intesa sulla rimodulazione del servizio ferroviario Jonico, promosso dal gruppo consiliare soveratese "Euforia", e già approvato all'unanimità in sede di consiglio comunale. Invieremo al più presto i dettagli e le date delle prossime iniziative. Ringraziando la Testata ed i lettori per l'attenzione, porgiamo cordiali saluti.

Roberto Galati
Francesco Lazzaro
Associazione Ferrovie in Calabria

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Nelle ore successive al "ritrovamento" dei 30 milioni di Euro da parte della Regione Calabria, per il salvataggio dei treni sulla Jonica e sulla Catanzaro Lido - Lamezia, avevamo preannunciato che ci sarebbe stato ben poco da festeggiare. A quanto pare, avevamo purtroppo ragione: non a caso abbiamo confermato, lo scorso sabato, la manifestazione di protesta che si è tenuta alla stazione di Soverato, organizzata dall'Associazione Ferrovie in Calabria ed alla quale ha aderito fin da subito il gruppo consiliare di Soverato "Euforia", alcuni rappresentanti di Confesercenti, dell'attuale amministrazione comunale soveratese, ed i ragazzi dei "Giovani Democratici" di Davoli Marina. L'esperienza dello scorso anno, ci ha infatti portato a non fermarci, ed a far notare principalmente che, recuperando le risorse (che nella realtà sono state irrisorie, come spiegheremo tra qualche rigo) all'ultimo istante prima del cambio d'orario, il risultato sarebbe stato quello di far viaggiare treni "fantasma", non risultanti sui quadri orari di stazione e soprattutto sul sistema di ricerca ed acquisto informatico di Trenitalia. Chiaramente, tutto ciò, con gravissimo danno al settore turistico del versante Jonico, a ridosso del periodo estivo. Purtroppo non avevamo previsto che si sarebbe andati oltre: le promesse della vice presidente della Regione Calabria Antonella Stasi, e dell'Assessore ai trasporti Luigi Fedele, che assicuravano che con il ritrovamento dei 30 milioni (il cui stanziamento verrà deliberato il 25 giugno) nessun treno sarebbe stato soppresso, sono state mantenute solo in piccolissima parte.
Non solo non si è pensato a rimodulare il servizio, in modo tale da renderlo più funzionale all'utenza con la creazione di servizi diretti, o al minimo coincidenze degne di tal nome: addirittura la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, che secondo fonti regionali era stata confermata con un servizio feriale di quattro coppie di treni e due di bus...dalla giornata di ieri, è servita SOLO da autobus! Dove sono finiti i treni "promessi" dalla Regione Calabria? Tra l'altro, nei canali di ricerca di Trenitalia, ecco quali sono i risultati di tale instabilità e programmazione dell'ultimo secondo da parte della Regione:

lamezia lido

lido lamezia


Il nulla (quasi) totale: un eventuale turista, che programma il suo arrivo a Lamezia Terme in treno o in aereo, per raggiungere la costa Jonica, trova ufficialmente soltanto due bus: la coppia di LP794/795 della Divisione Passeggeri di Trenitalia (coincidenza con treno InterCity Notte 794/795 a Lamezia Terme), ed il Bus Veloce Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido già caricato nelle scorse settimane. Situazione disastrosa, chiaramente, anche in senso opposto. Scoprirebbe che in realtà altri collegamenti esistono, seppur solo su gomma, soltanto arrivando a Lamezia Terme.
Per quanto riguarda i treni sulla Jonica, invece, oltre alle soppressioni estive previste ormai da anni, si sono andate ad aggiungere gran parte di quelle che dovevano essere invece scongiurate: il Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica viene effettuato da bus, così come i treni 12702/12703/12704/12705 Sibari - Metaponto e viceversa. Sparisce di nuovo, perciò, il servizio ferroviario sulla tratta Sibari - Metaponto, se si esclude l'InterCity 559/562 Reggio Calabria Centrale - Taranto. Autobus addirittura per il Regionale 3752 da Reggio Calabria Centrale a Catanzaro Lido, mentre è confermata la soppressione del Regionale 3751 Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, non sostituito da nulla. Salvo in extremis il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale...che però partirà da Crotone alle 18.20 e non più da Sibari, andando a perdere la maggior parte dell'utenza estiva, che proveniva dall'Aquapark di Toscano. Sarà in ogni caso l'ultimo collegamento dal crotonese/catanzarese, verso la locride e Reggio Calabria. Circola regolarmente il 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone.
Da cosa deriva, allora, questa quasi totale conferma dei tagli, "diversamente da quanto annunciato" dalla Regione Calabria? Il problema sembrerebbe derivare (anche se specifichiamo che mancano ancora certezze sulle cifre) dal fatto che dei 30 milioni di Euro, soltanto 5 siano stati destinati ad una minima riduzione del debito tra Regione Calabria e Trenitalia, e quindi a garantire una continuità del servizio ferroviario. Se poi aggiungiamo anche che, a quanto pare, i pochi treni che non sono stati tagliati rischiano di essere soppressi ad ottobre, e cioè tra tre mesi, arriviamo al dunque: la delibera regionale n. 124 dell'aprile 2014, tagliava 10 milioni di Euro a Trenitalia per i prossimi sei mesi a partire proprio da giugno, con conseguenti riduzioni del servizio. La Regione Calabria, nel frattempo, ne ritrova 5 (i rimanenti 25 dovrebbero essere destinati al comparto del tpl su gomma, ed anch'esso non gode di buona salute), cioè la metà di quanto tagliato, e chiaramente evita parzialmente l'ecatombe, se così possiamo dire, per soli tre mesi.
Abbiamo quindi ben poco da festeggiare e da elogiare la Regione Calabria come fatto da molti media, in primis il Tg3 Regionale, che non ha assolutamente dedicato spazio alle proteste, ma ha soltanto assicurato che la riduzione dei treni non ci sarebbe stata. Abbiamo poco da festeggiare, perchè:

- La maggior parte delle riduzioni c'è stata, ed in particolare non circolano più treni sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale;

- Il periodo estivo è turisticamente compromesso, a causa della mancanza di informazione relativa ai nuovi orari;

- Nuovi tagli rischiano di abbattersi a partire da ottobre, se nel frattempo non verranno recuperate ulteriori risorse per prolungare quella che purtroppo riteniamo sia soltanto una lunga agonia.

Ma a tutto il caos che sembra regnare sovrano, si va ad aggiungere anche la disorganizzazione politica dei partiti (specie quelli che si definiscono "di opposizione") e della maggior parte dei sindacati. Nella giornata di ieri, a tagli avvenuti, l'Associazione Ferrovie in Calabria ha partecipato all'incontro promosso dal Partito Democratico, a Catanzaro Lido, intitolato "Regione, RFI e Trenitalia isolano Catanzaro". Eravamo già partiti con l'intenzione di affiancare alla proposta di rimodulare il servizio ferroviario Jonico, una critica al PD sull'essere intervenuti all'ultimo istante...nè più e nè meno di quanto fatto da chi la Regione Calabria attualmente la governa, e trova qualche spicciolo per salvare un paio di treni, due giorni prima dal cambio d'orario. Gli appelli di Ferrovie in Calabria, che si susseguono da mesi attraverso lettere aperte su quotidiani on-line e cartacei, sono sempre caduti nel vuoto: cosa si pretende di ottenere, all'ultimo istante? E pensare che lo stesso organizzatore del convegno, Antonio Tarantino, ha specificato che purtroppo la Calabria è troppo abituata a vivere nell'emergenza, ed a non impegnarsi nella pianificazione.
Ma quel che più lascia demoralizzati, è che si arriva in ritardo...e si continua a girare attorno al problema! Fino ad ora l'unica discussione avvenuta in questi incontri, è stata concentrata sulla futura costruzione della nuova tratta ferroviaria da Settingiano all'aeroporto di Lamezia Terme, ed all'elettrificazione della linea Jonica. Progetti che l'Associazione Ferrovie in Calabria condivide e sostiene pienamente, ma che dovrebbero essere portati avanti, in parallelo, a provvedimenti immediati utili ad evitare l'isolamento del versante jonico. Torniamo, perciò, al programma di rimodulazione dei treni, che pur in un contesto di tagli, potrebbe comunque venire incontro all'utenza. A nessuno sembra interessare, e l'unico sentimento che pervade le forze politiche e sindacali, è quello della rassegnazione e dell'attesa di un futuro lontano decenni, che indubbiamente porterebbe ad una positiva "rivoluzione ferroviaria". Ma appunto, lo porterebbe come minimo tra 15 anni. Cosa facciamo nel frattempo? Continuiamo a vivere in uno stato d'emergenza ed incertezza costante, o magari cerchiamo di "tappare i buchi", provando però a farlo in modo ragionato ed organico?
La mobilitazione dell'Associazione Ferrovie in Calabria prosegue: in queste ore la presenza mediatica della nostra associazione è stata costante anche su radio e tv del catanzarese, e continueremo sulla stessa linea nei prossimi giorni, in attesa di ottenere un incontro, magari trilaterale, tra Trenitalia Divisione Trasporto Regionale e tecnici dell'assessorato ai trasporti della Regione Calabria. Nel frattempo, abbiamo inviato un altro comunicato di denuncia alle principali testate giornalistiche online calabresi, con la speranza di non essere ignorati o, come spesso accade, censurati a causa del nostro grande difetto di voler sempre sbandierare la verità...

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Piano Regionale dei Trasporti, riorganizzazione dei servizi ferroviari, eliminazione delle sovrapposizioni tra gomma e ferro. Tanti bellissimi propositi firmati "Regione Calabria", che negli scorsi mesi abbiamo più volte approfondito nelle pagine di questo blog.
Si trattava si segnali promettenti, dopo anni di totale disinteresse verso il settore del TPL (principalmente su ferro) che pur in un contesto di immancabili tagli finanziari al comparto, avrebbero però alleviato gli annosi disagi ai pendolari calabresi. Del resto, sarebbe bastato poco: proprio nell'ambito del trasporto ferroviario regionale di Trenitalia, che come ricordiamo viene finanziato ed a grandi linee pianificato dalla Regione Calabria, sarebbe bastato riorganizzare in modo più funzionale i servizi, anche riducendo le frequenze dei treni, in modo tale, però, da garantire coincidenze oggi inesistenti. In un contesto di crisi finanziaria, infatti, riteniamo sia "accettabile" ridurre in modo omogeneo le corse, ma allo stesso tempo crediamo sia necessario impegnarsi nel realizzare una rete interconnessa tra i vari collegamenti, per lo meno su rotaia, in modo da ridurre al minimo le difficoltà di spostamento all'interno della regione.
A quanto pare, però, ancora una volta non sarà così: un taglio immediato di circa 10 milioni di Euro (15 rispetto al Contratto di Servizio stipulato nel 2011), previsto nella delibera regionale 124 del 08/04/2014 , verrà distribuito sui servizi di tutta la Regione, abbattendo - secondo voci circolanti negli ambienti ferroviari - completamente il servizio sulla fondamentale linea Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, classificata ormai come tratta "a scarso traffico". In pratica, il rischio è quello di tornare all'autosostituzione dei treni, proprio come nel periodo di interruzione della ferrovia tra il novembre 2011 e l'aprile 2013, a seguito del crollo di un ponte tra Marcellinara e Feroleto Antico. Risultato? Ancora più disagi per la martoriata popolazione della fascia jonica, che già da anni non può raggiungere in modo diretto, in treno, Lamezia Terme Centrale, avendo "spezzato" i collegamenti Regionali provenienti dalla Jonica sud (Reggio Calabria/Roccella Jonica) e da Crotone/Sibari, a Catanzaro Lido. Ovviamente, l'assenza di coincidenze degne di tal nome, ha fatto il resto. In molti casi, come ribadiamo da tempo, a causa di attese superiori all'ora, il viaggio verso Lamezia Terme è divenuto ormai un vero e proprio calvario. Come se non bastasse, al danno si unisce la beffa, con coincidenze tra i treni "jonici" e quelli da/per Lamezia Terme, che saltano per pochi minuti. In tal modo, l'utenza è stata completamente scoraggiata, e come se non bastasse, sono stati provocati gravissimi danni al turismo del versante Jonico, che aveva già subito un notevole tracollo dopo la soppressione dei treni a lunga percorrenza negli scorsi anni. I numeri parlano chiaro: in aereo da Milano a Lamezia Terme, si impiega circa un'ora e trenta minuti: per proseguire da Lamezia a Terme a Soverato, per fare un esempio, si arrivano anche ad impiegare tre ore, (quattro per Locri e Siderno!), a patto che si trovi immediatamente un collegamento per raggiungere la stazione dall'aeroporto e un treno in partenza da Lamezia, tra l'altro con disagevole cambio a Catanzaro Lido, specie per i turisti che viaggiano con molti bagagli, bambini o persone anziane al seguito. Ben tre ore per percorrere circa 60 km, e non va sicuramente meglio per chi deve proseguire verso il crotonese! Se poi consideriamo anche che, al giorno d'oggi, le vacanze sono sempre più "toccata e fuga", è chiaro che impiegare giornate intere soltanto per raggiungere una meta all'interno della stessa Calabria, fa perdere gran parte dell'attrattività a quei territori jonici, che per decenni sono stati il fiore all'occhiello del nostro turismo regionale.

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Ferrovie in Calabria non ci sta: più volte da parte della nostra Associazione è stato proposto il ripristino di alcuni collegamenti diretti dalla Jonica a Lamezia Terme Centrale, anche a costo di una leggera diminuzione dell'offerta complessiva, in modo da avere coincidenze degne di questo nome con i treni a lunga percorrenza che servono il versante tirrenico calabrese. In particolare, abbiamo fatto notare che il tempo perduto durante il cambio banco (da 7 a 10 minuti) a Catanzaro Lido per quei treni che dalla Jonica Sud andrebbero a proseguire per Lamezia Terme Centrale verrebbe totalmente recuperato con la minima riduzione delle tracce orarie nel tratto Monasterace - Catanzaro Lido (tempi di percorrenza spesso allargati di quasi 10 minuti), e nel tratto Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e viceversa, dove anche in questo caso si potrebbe ridurre la percorrenza di circa cinque minuti. Per chi non fosse a conoscenza delle motivazioni legate a tali certosini calcoli dei tempi, ricordiamo che i treni Regionali vengono finanziati dal committente (e cioè la Regione Calabria) in base ad una tariffa oraria, e quindi a tempo, che prevede un costo minimo di circa 518€/ora per un treno con massimo 150 posti a sedere. In pratica, un treno effettuato con una doppia di automotrici ALn668 (136 posti) o un Minuetto (146 posti), costerebbe alla Regione 518€ per ogni ora di percorrenza del convoglio, calcolata dall'orario ufficiale di partenza all'orario ufficiale di arrivo. Un esempio: per tre coppie di treni Regionali tra Reggio Calabria Centrale - Roccella Jonica e Lamezia Terme Centrale e viceversa, considerando che a Catanzaro Lido sono necessari circa 10 minuti per invertire la marcia del convoglio e proseguire verso Lamezia Terme o verso Roccella / Reggio Calabria, quotidianamente la Regione Calabria spenderebbe esattamente 518€ in più al giorno, rispetto al normale contratto di servizio con Trenitalia (10 minuti di cambio banco moltiplicati per 6 treni, cioè tre andate e tre ritorni). Non spenderebbe ovviamente nulla di più, poichè il nostro programma d'orario prevede il mantenimento dell'attuale numero di treni (o al più anche ridotto!) sia sulla linea Jonica che sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme, che andrebbe però rimodulata, in modo da far coincidere i collegamenti trasversali con quelli provenienti dalla Jonica Sud. Il maggiore costo, perciò, proverrebbe soltanto dai 60 minuti totali (10 per treno) di cambio banco, a Catanzaro Lido. Come abbiamo però scritto qualche rigo più in alto, questi 60 minuti verrebbero nel complesso recuperati, attraverso la riduzione delle tracce orarie dei treni tra Monasterace e Lamezia e vv, non comportando pertanto alcun aggravio di costi alla nostra 'povera' Regione Calabria.
In seguito pubblicheremo un post specifico, con all'interno le nostre proposte descritte in dettaglio.
Questa volta vogliamo "solo" esprimere tutto il nostro sdegno per un provvedimento che se si realizzasse proprio durante il periodo estivo, provocherebbe una definitiva ecatombe del turismo jonico. Non tornerebbero più, probabilmente, neppure molti emigranti, se non quelli che normalmente raggiungono i loro territori d'origine in auto, con notevoli spese per il carburante, per le autostrade, eccetera.
Inoltre, premettendo che Ferrovie in Calabria non vuole certamente accusare ingiustificatamente nessuno, riteniamo sia giusto sottolineare che, se venissero confermate alcune voci che prevedono l'affidamento del collegamento Roccella - Soverato - Lamezia Terme ad autolinee private, noi non rimarremo certamente in silenzio di fronte ad una simile scelta regionale. Non rimarremo in silenzio sia perchè un provvedimento del genere andrebbe a contrastare in modo evidente con il progetto di eliminazione delle sovrapposizioni gomma/ferro (riportato nelle linee guida del Piano Regionale dei Trasporti, e non nel libro dei sogni di Ferrovie in Calabria!), e sia per principio. Già, proprio per principio. Quel principio che chiede giustizia, dal momento che le tariffe dei trasporti regionali vengono costantemente aumentate e i servizi ridotti in nome del recupero di qualche 'spicciolo' per poter mantenere in piedi il sistema di trasporto regionale per il quale sembrano mancare sempre le risorse, mentre inspiegabilmente i servizi automobilistici privati proliferano in ogni dove! Ricordiamo che il servizio tra Soverato e Catanzaro Lido prevede nei giorni lavorativi 10 coppie di treni, mentre ben 12 bus privati collegano Soverato a Catanzaro soltanto tra le 6.30 e le 7.35!! (Una media di un bus ogni 5 minuti! Da fare invidia a qualsiasi capitale europea!!). Per non parlare degli assurdi collegamenti (peraltro vuoti) con origine e destinazione improbabili, dei quali ci si domanda il perché della loro esistenza, o di quelli che, nonostante corrano lungo la ferrovia, riescono persino a viaggiare vuoti! (Succede a diversi collegamenti che dal Crotonese raggiungono il Catanzarese, ad esempio...).
Ma mentre per i collegamenti 'improbabili', proprio in virtù dell'impossibilità di mantenere collegamenti per alcuni piccoli centri dell'entroterra a 'mercato', può essere giustificato il finanziamento regionale al fine di scongiurare il certo isolamento trasportistico, di certo la cosa non può passare inosservata sulla jonica, dove l'offerta (e di conseguenza la domanda) viene costantemente, deliberatamente (in tutti i sensi, è proprio il caso di dirlo!), dirottata sulla gomma.. peraltro privata!
Privati che per di più spesso arrotondano le tariffe a loro vantaggio, non rispettando le indicazioni regionali (come fanno invece le aziende 'pubbliche' Trenitalia e Ferrovie della Calabria), e che non solo non vengono 'puniti' dalla Regione, consapevole delle inadempienze, ma vengono persino 'premiati' con il possibile affidamento di nuovi servizi, ovviamente in sovrapposizione ai servizi ferroviari!
A questo punto, almeno, ci piacerebbe che questi servizi venissero effettuati quanto meno a mercato dalle aziende, piuttosto che sovvenzionati dalla stessa Regione, che in questo modo recupererebbe diversi milioni all'anno e che mentre piange da un lato per la mancanza di fondi e proclama il taglio alle sovrapposizioni gomma-ferro, dall'altro continua a finanziare nuovi collegamenti su gomma in sovrapposizione al ferro... misteriosi disturbi bipolari del Settore Trasporti della nostra Regione!
Preferiamo non aggiungere altro, se non che metà della attuale Catanzaro Lido - Lamezia è stata inaugurata da meno di 6 anni, ovviamente non senza relativi scandali...

L'Associazione Ferrovie in Calabria parteciperà sabato 24 maggio, alle ore 16.00, ad una conferenza stampa indetta da tutte le sigle sindacali calabresi, per illustrare le azioni che verranno intraprese nelle prossime settimane, per contrastare i tagli lineari e l'assenza di pianificazione della Regione Calabria. Appuntamento presso il Dopolavoro Ferroviario di Catanzaro Lido. Qui il comunicato stampa

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Mancano ormai poco meno di cinque giorni al cambio dell'orario ferroviario nazionale: domenica 15 giugno in tutta Italia si passerà al cosiddetto orario "estivo", che rimarrà comunque in vigore fino a dicembre, ma con qualche ovvia modifica a settembre, legata alla ripresa delle attività scolastiche e di alcune tipologie di quelle lavorative.
Come al solito, in Calabria, ogni cambio d'orario provoca nei giorni precedenti alla fatidica data, ed in quelli immediatamente successivi, una vera e propria via crucis. Si susseguono conferme e smentite di tagli inverosimili ed improvvise prese di coscienza degli amministratori locali che ricordano l'esistenza del trasporto ferroviario solo nei periodi "caldi". Il 2014 non fa ovviamente eccezione, purtroppo.

Al momento, nonostante manchino pochi giorni al cambio d'orario, per quanto riguarda il TRASPORTO REGIONALE, si continua a brancolare nel buio. Il previsto taglio immediato di 10 milioni di Euro ai trasferimenti dalla Regione Calabria a Trenitalia, rischia di provocare una pesante riduzione del servizio regionale principalmente sulla linea Jonica e/o sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale. Almeno inizialmente, le indiscrezioni davano per certo il taglio netto e l'autosostituzione delle sei coppie di treni feriali e delle tre festive su quest'ultima linea (che sarebbe stata mantenuta attiva soltanto per le necessità di scambio delle automotrici tra Jonica e Tirrenica), salvo poi fare retromarcia, ed abbattere tutto il programma di "risparmio" sulla Sibari - Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale. Al momento, in verità, parrebbe che i rischi per la trasversale Jonio-Tirreno non siano completamente scongiurati, mentre contemporaneamente sembrerebbe confermata la riduzione delle frequenze sulla linea Jonica. In entrambi i casi, però, sul sito di Trenitalia figura l'intera offerta Regionale (se si escludono alcune riduzioni estive già previste negli scorsi anni) sia sulla Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale che sulla Sibari - Reggio Calabria. Almeno sulla carta, perciò, i tagli non dovrebbero avvenire.
Purtroppo, nella realtà, la situazione che si prospetta sulla Jonica, nei giorni feriali, sembrerebbe questa:

Tratta Sibari - Crotone - Catanzaro Lido:

Direzione Sud (Treni dispari):
Regionale 3725 Sibari (07.30) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO

Regionale 8507 Cosenza (14.03) - Sibari (15.18) - Catanzaro Lido (17.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO
Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO

Regionale 3723 Crotone (09.14) - Catanzaro Lido (10.00): SOPPRESSO

Direzione Nord (Treni pari):
Regionale 3740 Reggio Cal. C.le (05.05) - Catanzaro L. (07.32) - Crotone (08.15): SOPPRESSO
Regionale 3728 Catanzaro Lido (11.20) - Sibari (13.55): SOPPRESSO

Regionale 8508 Catanzaro Lido (12.20) - Sibari (14.58) - Cosenza (16.12): SOPPRESSO

Regionale 3756 Catanzaro Lido (15.20) - Sibari (17.55): SOPPRESSO
Regionale 3736 Catanzaro Lido (19.30) - Sibari (21.55): SOPPRESSO

In pratica verrebbero soppresse addirittura cinque coppie di treni nei due sensi, tra cui, vergognosamente, l'importantissimo 3740 Reggio Calabria Centrale - Crotone utilizzato dai pendolari, ed il 3753 Sibari - Reggio Calabria Centrale, in estate preso d'assalto dai bagnanti provenienti dall'aquapark di Toscano.
Per dirla in modo più semplice e tristemente intuitivo: da Sibari a Catanzaro Lido l'ultimo treno partirà alle 14.00 (da Crotone alle 15.37), mentre in senso opposto l'ultimo treno partirà alle 18.00. Tra Catanzaro Lido e Sibari rimarranno soltanto quattro treni giornalieri, con partenza alle 5.50, 6.45, 10.30 (limitato a Crotone), 14.05 e 18.00. Tra le 6.45 e le 14.05, e quindi per oltre 7 ore, sarà impossibile raggiungere per esempio Cirò, Cariati, Rossano o Corigliano da Catanzaro Lido e Crotone.

Sulla Jonica Sud, la situazione prevista non è migliore. Da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale verrebbero soppressi i seguenti treni:

Andata:
Regionale 3741 Catanzaro Lido (08.05) - Reggio Calabria Centrale (10.55): SOPPRESSO
Regionale 3751 Catanzaro Lido (18.05) - Reggio Calabria Centrale (20.55): SOPPRESSO

Regionale 3753 Sibari (16.45) - Catanzaro L. (19.14) - Reggio Calabria C.le (22.15): SOPPRESSO

Regionale 3755 Sibari (18.45) - Roccella Jonica (22.00): SOPPRESSO
Regionale 12711 Roccella Jonica (07.50) - Reggio Calabria Centrale (09.55): SOPPRESSO

Regionale 12713 Roccella Jonica (09.50) - Reggio Calabria Centrale (11.55): SOPPRESSO

Regionale 12715 Roccella Jonica (11.50) - Reggio Calabria Centrale (13.55): SOPPRESSO

Ritorno:
Regionale 3746 Reggio Calabria Centrale (10.05) - Catanzaro Lido (13.05): SOPPRESSO

Regionale 3748 Reggio Calabria Centrale (12.10) - Catanzaro Lido (15.00): SOPPRESSO

Regionale 3752 Reggio Calabria Centrale (16.05) - Catanzaro Lido (19.05): SOPPRESSO
Regionale 12712 Reggio Calabria Centrale (07.05) - Roccella Jonica (09.15): SOPPRESSO

Regionale 12714 Reggio Calabria Centrale (09.05) - Roccella Jonica (11.15): SOPPRESSO

Cinque coppie di treni, più due treni in senso dispari, soppresse: in parte questi tagli avvenivano già negli anni scorsi, durante i periodi festivi ed in estate. In questo 2014, però, la Regione Calabria ci "regalerà" addirittura l'ultima partenza da Catanzaro Lido a Reggio Calabria Centrale alle 16.05. Si pensi che allo stato attuale, l'ultimo treno verso la città dello Stretto parte dal Capoluogo alle 19.14 (Reg.3753 da Sibari), mentre da Catanzaro Lido si può proseguire verso Soverato e massimo fino a Roccella Jonica anche alle 21.08 con il Regionale 3755. Anch'esso soppresso, in uno dei periodi in cui questo treno maggiormente "rischierebbe" di essere frequentato.
Ma in realtà, ciò che continua maggiormente a provocare quella che ormai definiamo solo come rabbia pura, è il mantenimento di un programma d'orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico. Tale provvedimento non comporterebbe nessun costo aggiuntivo, in quanto le 2 coppie "joniche" verrebbero fuse ad altrettante coppie di treni Catanzaro Lido - Lamezia Terme, con orari da rimodulare, ma in ogni caso già circolanti...sempre che non vengano soppresse anche queste ultime.
I treni diretti sono forse troppo? Immaginiamo anche di considerarli "troppo".
Non ci sembra di chiedere troppo, però, nel creare a Catanzaro Lido un piccolo hub, in cui in pochi treni rimanenti vengano organizzati in coincidenza tra di essi, nelle tre direzioni. Garantire ai viaggiatori provenienti dalla Jonica nord e dalla Jonica sud una rapida prosecuzione per Lamezia Terme (e viceversa) riteniamo sia assolutamente necessario anche per la stessa economia di un territorio, che vive di turismo ormai poco più di due mesi all'anno. Privarlo anche di questo, tra l'altro a causa della stessa Regione Calabria (!), sarebbe assolutamente fuori da ogni logica, e rischierebbe seriamente di provocare una spaccatura tra i due versanti jonico e tirrenico della nostra regione.

Concludiamo, per adesso, il nostro triste riassunto delle annunciate soppressioni joniche, e comunichiamo che poche variazioni dovrebbero invece avvenire sulla linea Tirrenica. Unica eccezione, probabilmente, potrebbe essere la possibile limitazione a Villa San Giovanni del servizio metropolitano Melito di Porto Salvo - Rosarno, a causa della riduzione della capacità della ferrovia nei pressi di Scilla, per alcuni previsti lavori all'interno di una galleria, con relativa circolazione a singolo binario.

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Per quanto riguarda invece il settore della LUNGA PERCORRENZA, le uniche modifiche previste, seppur minime, sono per fortuna positive. Quella più interessante riguarda l'applicazione delle offerte economy e supereconomy "in base 9", identiche a quelle presenti sui treni diurni, anche sugli InterCity Notte. Fino ad oggi, infatti, il tariffario delle offerte notturne era basato su riduzioni percentuali a partire dal prezzo base, che difficilmente portavano ad ottenere prezzi concorrenziali rispetto ai servizi InterCity e Frecce, e non di meno rispetto a bus ed aerei. Al momento invece è diventato possibile viaggiare anche di notte, in posto a sedere, a 9 e 19 € in super-economy ed economy, 39 € e 49 € in cuccetta Comfort, e da 49 € a 89 € in vagone letto, in base alla sistemazione. Un'ottima notizia per i calabresi più affezionati al treno notte, che in questi ultimi anni lo avevano magari abbandonato a causa delle tariffe non più "amichevoli" come un tempo.
Per quanto riguarda i servizi, l'InterCity Notte 794/795 Reggio Calabria Centrale - Roma Tiburtina - Torino Porta Nuova, continua a rimanere sprovvisto di vettura letti (presenti solo cuccette T4 Comfort e vetture con posti a sedere di 2° classe), mentre l'ICN 784/785 Palermo/Siracusa - Milano Centrale, perde la carrozza letto T2s sulla sezione di Palermo, venendo però sostituita da una moderna letto MU. Il servizio in vettura T2s, rimarrebbe quindi limitato soltanto alla sezione di Siracusa: rimarrebbero in servizio non più di quattro o cinque vetture di questa tipologia ormai quasi "storica". In ogni caso, in Calabria, rimane possibile continuare a servirsi di entrambe le tipologie di carrozza letto, viaggiando su questo treno. Confermati i due InterCity Notte Palermo/Siracusa - Roma Termini e vv.
Sul segmento giorno, nessuna variazione nell'offerta InterCity Roma - Reggio Calabria (quattro coppie, di cui una confermata con ETR450) e Roma - Sicilia (due coppie), nè per la coppia periodica di InterCity Reggio Calabria Centrale - Milano Centrale e vv, che in estate viene instradato via Tropea come di consueto. Invariata l'offerta FrecciaBianca e Frecciargento tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini.
Sulla Jonica rimane per il momento invariato l'InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto, che garantisce nel capoluogo pugliese una coincidenza con gli InterCity Notte 765/758 da/per Milano Centrale. Confermati anche i bus di collegamento LP794/795 Reggio Calabria Centrale - Lamezia Terme Centrale via Roccella - Catanzaro, LP 792/793 Crotone - Sibari - Paola ed LP 986/983 Reggio Calabria Centrale - Rosarno - Lamezia Terme Centrale - Bari Centrale.
Vedremo se l'estate porterà consiglio a Trenitalia, sia per quanto riguarda la replica di eventuali treni diurni straordinari (come avvenuto con due coppie di InterCity supplementari tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini in occasione del super-ponte di Pasqua - 25 aprile - 1 maggio)...e sia notturni. Riteniamo, inoltre, che sia ancora valida l'idea di effettuare, in estate, un servizio minimo di auto al seguito aggregato ai treni notturni ordinari: non è la prima volta che addirittura noi di Ferrovie in Calabria, veniamo contattati da viaggiatori alla ricerca disperata di treni con auto al seguito. E non è poco il rammarico nel rispondere che tale ottimo servizio, in Italia non esiste più da anni...

Continueremo ad aggiornarvi nelle prossime ore, sulle evoluzioni relative ai tagli sul trasporto ferroviario regionale Jonico, sperando di poter comunicare notizie meno inquietanti rispetto a quelle riportate all'inizio di questo post.

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Editor's Choice

Il 16 marzo 2014 potrebbe rappresentare un secondo piccolo punto di svolta, nel panorama del trasporto locale su rotaia gestito da Trenitalia in Calabria. Tra qualche rigo analizzeremo nel dettaglio le novità che da stamane interessano sia la linea Jonica che quella Tirrenica, "condendo" il tutto con le prospettive relative ai prossimi mesi, ed ovviamente con le nostre proposte, che in molti casi saranno probabilmente molto...alternative.
Indubbiamente, al di là della condivisione o meno di alcune scelte, non si può non sottolineare che forse, per la prima volta nella storia del trasporto locale "regionalizzato", la Calabria, intesa come Assessorato ai Trasporti, inizia a proporre ed a studiare strategie migliorative, atte a riorganizzare in modo più funzionale ed efficiente i servizi regionali su ferro. Sembra così finire, finalmente, quel periodo lungo quasi vent'anni, in cui venivano passivamente accettate le scelte "oraristiche" e di servizio, di Ferrovie dello Stato prima, e Trenitalia dopo, che puntavano principalmente alla comodità delle turnazioni di rotabili e personale (considerando anche l'irrisoria spesa annuale della Regione, destinata al simil-contratto di servizio con Trenitalia), piuttosto che a quelle dell'utenza, nel disinteresse più totale delle autorità regionali, impegnate, purtroppo, a puntare principalmente al trasporto su gomma attraverso autolinee private (spesso in modo forzato, per rimanere nei canoni dell'eleganza verbale, con i risultati che al giorno d'oggi sono sotto gli occhi di tutti i calabresi), e relegando il trasporto su ferro ad un ruolo marginale...come fosse un mondo a sè, e non concorrente all'intero sistema-trasporti regionale. Quando, ovviamente, non veniva addirittura visto come un possibile "concorrente" scomodo al monopolio delle autolinee.
Oggi il vento sembra cambiare: Ferrovie in Calabria come sempre non si ferma, e continua a lavorare in collaborazione con l'Assessorato ai Trasporti, nei limiti ovviamente delle possibilità, per evitare che questo vento di cambiamento venga sfruttato nel modo errato o poco funzionale.
Perciò, bisogna sì puntare sul ferro dopo anni di abbandono, ma va fatto in modo sensato e non solo (magari involontariamente) propagandistico.
A tal proposito, analizziamo le novità in vigore da questa mattina.
Una delle ottime intenzioni della Regione Calabria, è quella di creare finalmente degli hub di interscambio degni di tal nome, nei nodi principali calabresi, vale dire, in primis, Lamezia Terme Centrale, Paola, Sibari, Catanzaro Lido, Reggio Calabria Centrale. In tal modo verrebbero finalmente garantite le varie coincidenze tra servizi regionali jonici e tirrenici, oltre che tra servizi regionali (specialmente Jonici, vista l'assenza di collegamenti LP seri sulla tratta Reggio - Metaponto) e collegamenti a lunga percorrenza.
Infatti, dopo aver rimodulato la Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale lo scorso dicembre 2013, principalmente in funzione dei treni a lunga percorrenza che servono il corridoio tirrenico, da stamattina è toccato anche alla tratta Sibari - Cosenza - Paola, con l'istituzione di una coppia di treni Regionali in coincidenza con la coppia di treni Frecciargento 9372/9379 tra Reggio Calabria Centrale e Roma Termini e vv.
Nello specifico, avremo il treno R12681/12682 Sibari (6.30) – Cosenza (7.31/7.39) – Paola (7.59/8.01) – Sapri (9.30), limitato a Paola nei giorni festivi, ed in senso opposto il R12683/12684 Paola (21.15) – Cosenza (21.38/21.46) – Sibari (22.40).

Da Sibari a Sapri (un collegamento diretto del genere non è mai esistito prima d'ora!), il Regionale 12681/12682, nasce dalla fusione dei treni R8503 Sibari (6.30) – Cosenza (7.33) e R12692 Cosenza (7.35) – Sapri (9.30), che da stamane sono stati contestualmente soppressi. Purtroppo, nei giorni feriali, la soppressione dei questi due treni, che vengono così fusi in uno solo che percorre l'intero tratto da Sibari a Sapri e da Paola a Sibari al ritorno, ha portato automaticamente alla soppressione anche dell'R8518 Cosenza (11.40) - Sibari (12.38), effettuato con il materiale giunto rispettivamente a Cosenza alle 7.30 con l'ex-8503. Soppresso (ma in questo caso ovviamente sostituito dal nuovo treno), anche il R22489 Paola (21.15) – Cosenza (21.40).

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Nei festivi situazione simile: i treni soppressi "a causa" dell'istituzione del nuovo Regionale diretto da Paola a Sibari e vv, sono i seguenti:

R23850 Cosenza (7.35) – Paola (8.01) soppresso intera tratta;
R8255 Sibari (9.10) – Cosenza (10.10) soppresso intera tratta;
R8260 Cosenza (21.15) – Sibari (22.20) soppresso intera tratta;
R23861 Paola (21.15) – Cosenza (21.40) soppresso intera tratta.

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Inoltre, per "corollario", segnaliamo che sempre a partire da oggi, i treni R12704 Sibari (14.03) - Metaponto (15.10) ed R12705 Metaponto (15.20) - Sibari (16.28), si effettuano dal lunedì al venerdì anziché dal lunedì al sabato. Poniamo questa domanda: il provvedimento è giustificabile dalla scarsa frequentazione in giorno..."semi-festivo", ed in più con autobus dagli orari quasi paralleli a quelli dei due treni? Sicuramente lo è, e l'avremmo giustificato anche noi di Ferrovie in Calabria. Tutte queste teorie però cadono, non appena si scopre che di sabato, in sostituzione della coppia di Regionali Sibari - Metaponto e vv, è stata istituita una seconda coppia di autobus...praticamente in sovrapposizione ai bus già esistenti! Come segnaliamo, infatti, il "nuovo" RC705 al posto del treno Regionale 12705, in partenza da Metaponto verso Sibari alle 15.20, è terribilmente in sovrapposizione al BA508 che parte da Metaponto verso Sibari alle 15.17, già regolarmente previsto d'orario. Stessa cosa in senso opposto. Alle 14.03, di sabato, nuova corsa autobus RC704 in sostituzione del Regionale 12704 per Metaponto, mentre alle 13.58 parte il RC506 nella stessa direzione! Perciò, se già la coppia di autobus BA508 ed RC506, per quanto con origine/destinazione Taranto, risulta in sovrapposizione con i Regionali 12704/12705 nei giorni lavorativi, che motivo c'era, di sabato, e con affluenza definita minore, inserire addirittura una seconda coppia di bus? Se l'affluenza è minore, di sabato riteniamo siano sufficienti i due bus già esistenti da/per Taranto, senza bisogno di raddoppiarli fino e da Metaponto, perchè a questo punto, anche se più costoso, avrebbe un po' più di senso mantenere il treno, effettuato con ALn668 singola come previsto, e quindi con un numero di posti (68) tutto sommato vicino a quello di un bus. Ribadiamo, una corsa effettuata con autobus, se l'affluenza è scarsa, sicuramente conviene più di un treno, ma questo, ovviamente, vale soltanto se non ci sono servizi paralleli. In questo caso, non poco clamoroso, riteniamo che il risparmio, tutto sommato, lo si faccia a metà, perchè appunto sarebbe stato sufficiente sopprimere la coppia di treni, e "caricare" i pochi viaggiatori del sabato sui due bus già esistenti.

Chiudiamo la parentesi autoservizi sostitutivi, sperando che vengano presi al più presto provvedimenti sul caso descritto sopra, e segnalando che partire da domani, lunedì 17 marzo, i bus regionali Sibari - Taranto e viceversa gestiti dalla D.R. Calabria, effettueranno fermata a Montegiordano presso la Farmacia di Corso della Vittoria (SS 106), anziché nel piazzale antistante la stazione.

Torniamo, in conclusione al post, sulla questione treni Regionali e coincidenze: l'istituzione del treno Sibari - Sapri e Paola - Sibari in coincidenza a Paola al collegamento Frecciargento da/per Roma Termini, è sicuramente un ottimo segnale...ma c'è un ma. Saremo forse noi di Ferrovie in Calabria un po' troppo polemici, ma vogliamo far notare, per adesso ai nostri lettori e nei prossimi giorni anche alla Regione Calabria, che tale collegamento, che si presuppone sia stato studiato per l'utenza della Jonica nord, non trova coincidenza a Sibari (arrivo alle 22.40) con nessun treno per Crotone (l'ultimo treno, il 3755, parte alle 19.40). Stessa cosa al mattino, poichè partendo alle 6.30 da Sibari verso Paola, questo collegamento risulta inutilizzabile ancora una volta dall'utenza proveniente dal crotonese. Il primo treno, l'8516, arriva infatti a Sibari alle 08.15...
A questo punto, non sarebbe stato più utile istituire un servizio Regionale da Sibari a Paola e vv, in coincidenza con treni InterCity e/o FrecciaBianca sempre da e per Roma Termini, con partenza ed arrivo a Sibari in orari meno "estremi", rendendo così possibile proseguire in treno verso Rossano, Crotone, Catanzaro Lido, ma anche verso Trebisacce, Policoro e Metaponto?
Approfondiremo questa tematica, estendendola anche a proposte di collegamento diretto tra la Jonica Sud e Lamezia Terme Centrale, in un post specifico nelle prossime settimane: per oggi concludiamo con un appunto: il nuovo Sibari - Sapri e Paola - Sibari, segna il ritorno (sempre se di ritorno si può parlare, visto che si è trattato sempre di comparse sporadiche) dei treni Regionali a trazione elettrica sulla Cosenza - Sibari, elettrificata da anni, ma almeno a livello locale, percorsa solo da automotrici ALn668: unica eccezione i treni merci, e quelli a lunga percorrenza...finchè ci sono stati.
A proposito di rotabili: è in corso una vera e propria "invasione" di ottime carrozze UIC-X IR destinate alla DTR Calabria, in sostituzione delle ALe803 ormai tutte accantonate, e delle obsolete Piano Ribassato "Farini", con finestrini apribili e senza aria condizionata. Al momento siamo a quota 16 unità. Nuovi arrivi anche sul fronte del diesel, con altre ALn668 serie 3100. Per quanto riguarda rotabili realmente...nuovi, siamo ancora in attesa dei Coradia Meridian destinati alla Calabria, previsti in arrivo a marzo, ma che probabilmente slitteranno ancora di qualche mese, causa il prolungarsi delle corse prova dei nuovi convogli elettrici derivati dal Minuetto.
Nel frattempo, Cosenza diventa sempre di più una sorta di triste museo a cielo aperto, tra locomotive E424, elettromotrici ALe803, UIC-X DTR e Pax e vetture Piano Ribassato, tutte accantonate: non sarebbe da sottovalutare un piccolo programma di recupero di qualche rotabile e ripristino della livrea originale, da utilizzare per treni turistici non completamente "storici". Si sa, sognare non costa nulla...

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