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Un nuovo, storico passo per il rilancio della Ferrovia Jonica: è stato attivato questa mattina il nuovo Apparato Centrale Computerizzato della stazione di Crotone, alla presenza del Vice Ministro dei Trasporti Giancarlo Cancellieri. L'ACC, per la cui attivazione sono stati investiti da Rete Ferroviaria Italiana circa 5 milioni di Euro, sostituisce lo storico ACEI - Apparato Centrale Elettrico ad Itinerari, in opera nella stazione di Crotone dal 1989, anno in cui venne compiuto il primo consistente passo nell'automazione e upgrade tecnologico della Ferrovia Jonica. Esattamente dopo 30 anni, l'attuale livello massimo dei sistemi di sicurezza e controllo del traffico ferroviario, viene installato per la prima volta sulla Ferrovia Jonica, iniziando proprio dalla stazione di Crotone: grazie al nuovo ACC e le relative potenzialità offerte dall'elettronica, infatti, potrà essere gestita la circolazione dei treni in entrata ed uscita dalla stazione di Crotone, e relative manovre all'interno di essa, garantendo standard di regolarità ed affidabilità del servizio ferroviario decisamente maggiori rispetto al precedente ACEI. Da non dimenticare inoltre che il concepimento "modulare" dell'ACC, permette anche di ottimizzare gli interventi di manutenzione dell'impianto, integrato tra l'altro con il già esistente Sistema Controllo Marcia Treno, garante elettronico della praticamente assoluta sicurezza della marcia dei treni, grazie ad un monitoraggio costante del rispetto dei segnali e delle velocità massime di linea da parte del personale di condotta dei convogli, attivando immediatamente la frenatura d'emergenza in caso di mancato rispetto dei limiti previsti.
Motivo di grande orgoglio per la nostra Calabria e per le stesse FS Italiane, è la totale internalizzazione relativamente a progettazione, installazione ed attivazione dei nuovi ACC su tutta la rete nazionale: l'ACC nasce infatti totalmente in casa RFI, grazie alla valorizzazione dei tecnici altamente specializzati presenti in azienda.

Anche nel caso di Crotone, e lo scorso anno nel caso dell'ACC di Lamezia Terme Centrale, l'intero iter di installazione del nuovo ACC, dismissione del vecchio banco ACEI e attivazione del nuovo sistema, è stata gestita totalmente da personale di RFI della DTP di Reggio Calabria e dalla U.O. Internalizzazione di Bologna, con oltre 30 tecnici qualificati, tra cui il nostro associato Daniele Alampi, che in questi mesi hanno lavorato alacremente per fissare sulla linea Jonica un nuovo punto fermo nei lavori di totale rinnovo della linea ferroviaria. E per la stazione di Crotone, l'ACC sarà solo l'inizio di una serie di interventi di potenziamento infrastrutturale e di riqualificazione generale della stazione, che seppur in maniera diversa rispetto al passato, la riporteranno ai fasti di qualche decennio fa: il tutto, grazie anche all'elettrificazione in corso tra Catanzaro Lido e Sibari, che permetterà, in primis, il prolungamento verso Crotone/Catanzaro Lido del collegamento Frecciargento Sibari - Bolzano, ma anche il ripristino di collegamenti Intercity Notte diretti da/per il resto d'Italia, ed un generale miglioramento dei servizi regionali che beneficeranno di una generale velocizzazione della linea grazie all'istituzione del rango C di velocità, massimamente sfruttabile grazie proprio all'elettrificazione. L' Associazione Ferrovie in Calabria esprime quindi tutta la propria soddisfazione per l'importante realizzazione e per le altrettanto importanti prospettive future, realizzazione di anni di battaglie a favore della Ferrovia Jonica portate avanti con passione, propositività e competenza: cogliamo inoltre l'occasione per dare il benvenuto ed augurare buon lavoro, all'Ing. Gino Battafarano, nuovo Responsabile S.O. Ingegneria di RFI - Direzione Territoriale Produzione di Reggio Calabria.

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Il momento che tutti attendevano da ormai oltre due anni, due lunghi anni non certo di disinteresse ma di sforzi e trattative tra Regione Calabria, Trenitalia e Ministero dei Trasporti, è finalmente arrivato: lo scorso 2 dicembre è stato infatti firmato il nuovo Contratto di Servizio tra Trenitalia e Regione Calabria. Quindici anni di Contratto, nella formula 10+5, che cambieranno definitivamente il volto del trasporto regionale su rete RFI nella nostra bellissima regione. Si tratta di un obiettivo che, fino ad oggi, in Calabria non si è mai raggiunto prima d'ora, per lo meno da quando il trasporto locale su ferro è interamente di competenza regionale: l'impegno e la competenza dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno assieme al suo team di tecnici del dipartimento di Ingegneria dell'UNICAL, e della dirigenza della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, ha portato all'inizio di una nuova era. Il nuovo Contratto di Servizio, infatti, proprio grazie all'impostazione a lungo termine, prevede ingenti investimenti in nuovo materiale rotabile diesel ed elettrico sia da parte della Regione Calabria (che avrà treni interamente di sua proprietà, potenzialmente affidabili a diverse imprese ferroviarie che dovessero ad esempio sostituire Trenitalia al termine dei 15 anni di Contratto), sia da parte di Trenitalia stessa. E' previsto inoltre un incremento dei km/treno annui, che verranno ripartiti per il potenziamento dei servizi sulla linea Jonica, con particolare riferimento ai collegamenti diretti con Lamezia Terme Centrale, e sulla tratta metropolitana Melito di Porto Salvo - Reggio Calabria Centrale - Rosarno. A proposito di Ferrovia Jonica: ebbene sì, nel giro di pochi anni i servizi ferroviari regionali saranno praticamente irriconoscibili rispetto ad oggi, con il definitivo addio alle storiche automotrici ALn668 / ALn 663 sostituite da ATR220 Swing e soprattutto dai futuri nuovi convogli diesel di costruzione Hitachi sulla tratta Catanzaro Lido - Reggio Calabria Centrale, e da materiale rotabile elettrico (probabilmente la Calabria vedrà assegnati anche i nuovi complessi Pop) sulla tratta Catanzaro Lido - Sibari e Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale, una volta completata l'elettrificazione. Ma non solo nuovi e più numerosi treni: il nuovo Contratto di Servizio, alla stregua di quelli già in vigore o recentemente firmati dalle altre regioni italiane, prevede anche un meccanismo di penali, che si attivano nel caso di mancato rispetto del contratto stesso, da entrambe le parti (Regione e Trenitalia). Tutto ciò sarà quindi un incentivo in più, nel caso di Trenitalia, a migliorare sempre di più gli standard di qualità del servizio (puntualità, pulizia, comfort ecc ecc), e nel caso della Regione Calabria, nei prossimi anni, di tenere a freno eventuali..."cambiamenti di rotta" contrari allo sviluppo del trasporto su rotaia.
Ma per tutti i dettagli del nuovo Contratto di Servizio, l'appuntamento è fissato giorno 11 dicembre in una apposita conferenza stampa, al quale sarà presente il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, i vertici di Art-Cal e la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia: l'Associazione Ferrovie in Calabria, che in questi due anni ha seguito costantemente il lungo e complesso iter che ha portato alla firma del Contratto, sarà presente all'evento, durante il quale saremo in diretta sulla nostra pagina Facebook. 

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Coincidenze meteorologiche? Chissà: forse già in pochi ricorderanno il disastroso crollo del ponte ferroviario di Marcellinara, il 23 novembre 2011, che causò un'interruzione della ferrovia Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale per ben due anni, fino all'aprile del 2013, in seguito all'attivazione di un ponte provvisorio in ferro, sul quale ancora circolano i treni dell'importante tratta ferroviaria di collegamento Jonio-Tirreno, tra il Capoluogo di Regione e l'Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. 
A otto anni praticamente esatti, 24 novembre 2019, una nuova - seppur per fortuna meno grave - criticità si è verificata a pochi km dal punto in cui crollava il ponte ferroviario, in una zona ad altissimo rischio idrogeologico: attorno alle 12.15, infatti, il treno Regionale 22777 Lamezia Terme Centrale - Catanzaro Lido, rimaneva bloccato all'interno della galleria "Marcellinara", a causa dell'allagamento della sede ferroviaria provocato dai fortissimi nubifragi che in queste ore si stanno abbattendo sul territorio del catanzarese. Per fortuna non si sono registrati feriti o criticità gravi di alcun genere a bordo del convoglio, effettuato dall'automotrice ALn663 1157, nonostante sia stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per il recupero di viaggiatori e personale ferroviario. E' stato infatti tentato un recupero dell'intera automotrice con locomotori di soccorso sia lato Lamezia Terme che lato Catanzaro Lido, ma invano, a causa della presenza di detriti lungo la sede ferroviaria. Solo successivamente, grazie alla cooperazione tra Vigili del Fuoco, Trenitalia ed RFI, si è riusciti a trasbordare i viaggiatori a bordo di un altro convoglio, in direzione Catanzaro Lido.

Purtroppo la stessa galleria, così come tutto il tratto di linea compreso tra le stazioni di Marcellinara e Feroleto Antico-Pianopoli, è storicamente interessato da eventi alluvionali, sia a causa della particolare orografia del territorio e dai fenomeni meteo sempre più estremi, ma anche dall'incuria e soprattutto dall'abusivismo anche a grandi distanze dalla linea ferroviaria. E' infatti necessario ricordare che il crollo del ponte ferroviario, nel 2011, avvenne a causa della presenza di una cava di sabbia abusiva, che ha modificato l'assetto idrogeologico del torrente limitrofo, provocando l'anno precedente il crollo del ponte stradale (2010), seguito l'anno successivo da quello ferroviario. Situazione identica (cava non regolamentata) era presente, ad esempio, nei pressi dell'imbocco lato Lamezia Terme della Galleria del Sansinato, dismessa nel 2008, e non sono rare anche discariche abusive che modificano il regolare deflusso delle acque meteoriche che, puntualmente, vanno a danneggiare le infrastrutture ferroviarie e stradali ricadenti nel territorio. E' facile provare a cercare un unico capro espiatorio: in questi casi, purtroppo, ogni intervento di mitigazione idrogeologica nei pressi della sede ferroviaria risulta vano, se il territorio circostante è caratterizzato da abbandono ed abusivismo al quale nessuno, a quanto pare, sembra riuscire a porre un freno.

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Come ampiamente annunciato dalla nostra associazione nelle scorse settimane, durante le quali - purtroppo - le solite fake news diffuse dagli altrettanto soliti noti prevedevano una soppressione di questo nuovo ed importantissimo collegamento, dal nuovo orario ferroviario invernale che entrerà in vigore il 15 dicembre, il Frecciargento 8519/8510 Sibari - Paola - Bolzano e viceversa, continuerà a circolare regolarmente. Continuerà ovviamente a farlo per un motivo molto semplice: il successo di frequentazione oltre ogni previsione, in verità andato ben oltre le attese della nostra stessa associazione. E' inutile nascondersi dietro un dito: noi di Associazione Ferrovie in Calabria siamo stati parzialmente critici su alcuni aspetti legati alla mancata intercettazione di alcuni bacini d'utenza, in primis quello di Cosenza e Rende, oltre a quello Jonico a nord di Crotone e quello Tirrenico a Sud di Paola. Temevamo infatti che l'impossibilità di utilizzo di questo nuovo treno, da parte di una notevole fetta di utenza calabrese, avrebbe portato a numeri non certo entusiasmanti a bordo della Freccia a percorso più lungo d'Italia, e per tal motivo abbiamo più volte formulato alcune proposte migliorative che, tra l'altro, si realizzeranno dal cambio d'orario di dicembre grazie all'impegno della Regione Calabria, di Trenitalia ed RFI. Ma il fenomeno più interessante ed incoraggiante, studiato dalla nostra associazione in questi mesi di costante monitoraggio della nuova Freccia, è stato quello legato ad una frequentazione in costante crescita e con numero di viaggiatori da record in partenza da Sibari, anche rispetto a stazioni ben più importanti presenti sul territorio calabrese! Nelle ultime settimane infatti i viaggiatori in partenza da Sibari (prendiamo in considerazione sempre il tratto Sibari - Paola, ovvero quello erroneamente considerato più "a rischio" bassa frequentazione), si sono assestati oltre le 100 unità al giorno, mentre quelli in arrivo attorno alle 70 unità. Basti pensare che, come più volte ribadito, negli ultimi anni la stazione di Sibari forse 100 viaggiatori non riusciva a totalizzarli in un'intera giornata tra saliti e discesi dai treni Regionali! 

Indubbiamente ad un così importante risultato hanno contribuito molti fattori. I principali sono i seguenti:

- Altissima densità abitativa nella sibaritide (basti pensare solo ai centri di Rossano e Corigliano, che assieme superano gli 80.000 abitanti);
- Istituzione di un servizio navetta bus tra Rossano, Corigliano e Sibari in coincidenza con la Freccia;
- Assenza praticamente totale, nel territorio, di altri servizi ferroviari diretti verso il resto d'Italia e con tempi di percorrenza imparagonabili a quelli di altri mezzi di trasporto, aereo compreso;
- Collegamento ferroviario diretto verso numerose città italiane: in primis Roma, Firenze, Bologna, Verona;
- Possibilità di effettuare andata e ritorno in giornata da Roma Termini, con arrivo nella Capitale al mattino in orario ancora lavorativo;
- Nonostante qualche critica sui prezzi dei biglietti, presenza praticamente costante di ottime offerte in economy e supereconomy, al punto da rendere molto spesso il costo del biglietto anche inferiore rispetto a quello dei bus a lunga percorrenza.

Ovviamente, dalle stazioni di Paola e Scalea-Santa Domenica Talao, il problema delle frequentazione non si è posto neppure dall'inizio, tant'è vero che le fermate in queste due importanti stazioni portano il treno ad uscire dalla Calabria praticamente sold-out nei week end ed il lunedì, con un load-factor comunque altissimo durante il resto della settimana (difficile che il treno esca dalla Calabria e ci rientri la sera con meno di 300 viaggiatori a bordo). Solo qualche numero, considerando il tratto Sibari - Roma Termini, che prevede sole 4 ore e 15 minuti di percorrenza, mentre circa 3 ore e 20 minuti da Paola e poco meno di 3 ore da Scalea: di fatto, questo treno non ha concorrenti, se non (esclusivamente nella stazione di Paola) gli altri Frecciargento, che provengono da Reggio Calabria Centrale e - speriamo presto - eventuali servizi di Nuovo Trasporto Viaggiatori con i convogli Italo, che potrebbero divenire realtà da giugno 2020.

L'enorme successo del Frecciargento Sibari - Bolzano, come anticipato qualche rigo più in alto, non ci ha comunque distratto dal portare avanti le nostre proposte, iniziando da quelle a servizio di un altro importantissimo bacino d'utenza appena "sfiorato" dal treno, che è quello di Cosenza e Rende. Considerando infatti che i lavori per la costruzione della fermata di Settimo di Montalto inizieranno nei prossimi mesi, ritenevamo inaccettabile che rientrando con il Frecciargento 8517 Bolzano - Sibari, fosse necessaria oltre un'ora di attesa della coincidenza verso Cosenza, alla stazione di Paola. La nostra proposta risolutiva, pubblicata in questo articolo, è stata presa pienamente in considerazione della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, che ringraziamo per l'impegno e la sollecitudine con la quale ha realizzato tale modifica migliorativa.
Nello specifico, infatti, grazie alla realizzazione di questa variazione d'orario, già da qualche giorno arrivando con il Frecciargento 8517 a Paola alle 21.56, si trova ottima coincidenza in direzione Cosenza alle 22.17: non sarà quindi necessario attendere il cambio d'orario di dicembre, ma tale modifica è già in vigore.
Una curiosità: questa modifica, come avevamo proposto, ha previsto anche una rimodulazione dell'attuale Regionale 3693 Reggio Calabria Centrale - Cosenza, che diventa un (probabilmente) inedito Reggio Calabria Centrale - Sibari via Lamezia Terme Centrale/Cosenza. Potrebbe trattarsi di un interessante esperimento per il futuro, attestando a Sibari tutti i treni Regionali RC-CS e viceversa, creando una interessante continuità ferroviaria con interscambio a Sibari con i servizi Regionali ed a lunga percorrenza del corridoio Jonico. Ad oggi ciò non è possibile, poiché risulta necessario cambiare treno anche a Cosenza.

Ma sarà dal 15 dicembre, appunto, che si realizzerà la nostra proposta più importante, grazie al costante impegno dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno e della Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia, e lo farà in modo ancor più ottimale rispetto alla nostra proposta presentata nell'articolo linkato qualche rigo più in alto: la coincidenza a Paola in direzione Lamezia Terme Centrale/Reggio Calabria Centrale e viceversa con il Frecciargento Sibari-Bolzano e ritorno.

Analizziamo nel dettaglio la modifica, iniziando da quella in direzione sud-nord, da Sibari a Bolzano, e pubblicando la nuova traccia oraria:

 

Com'è possibile notare, si partirà da Sibari alle 6.33 e non più alle 6.15. Questo permetterà infatti alla potenziale utenza proveniente dalla Calabria Tirrenica a sud di Paola, di poter utilizzare il treno Regionale 3676 Reggio Calabria Centrale – Cosenza, in arrivo a Paola alle 7.12, mentre la Freccia partirà in direzione Bolzano alle 7.25. In tal modo, non è stata variata in alcun modo la traccia oraria di un Regionale estremamente strategico per l'utenza pendolare (si tratta del primo in arrivo a Lamezia Terme Centrale, con nodo in direzione Catanzaro Lido, e del primo in arrivo a Paola e Cosenza da Reggio Calabria), ed allo stesso tempo lo stesso convoglio risulta un ottimo servizio in adduzione alla Freccia, dalle stazioni di Amantea, Lamezia Terme Centrale. Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Palmi, Bagnara, Scilla, Villa San Giovanni, Reggio Calabria Lido e Reggio Calabria Centrale.

Stessa situazione al ritorno, con il Frecciargento Bolzano – Sibari tra l'altro velocizzato di oltre 25 minuti (!!), che arriverà a Paola alle 21.35 e trovando coincidenza in direzione Reggio Calabria Centrale alle 21.52 con l'InterCity 561 Roma Termini – Reggio Calabria Centrale, che effettua fermate anche ad Amantea, Lamezia Terme Centrale, Vibo-Pizzo, Rosarno, Gioia Tauro, Villa San Giovanni.

Ma le migliorie destinate ad una maggiore fruibilità del nuovo servizio Frecciargento Sibari – Bolzano non sono finite qui, pur non dimenticando che l'Associazione rimane all'opera per cercare di ottenere anche un collegamento ferroviario diretto tra Sibari e Crotone, in coincidenza con la Freccia: anche nell'alto Tirreno cosentino, a nord di Paola, dal cambio d'orario entreranno in vigore alcune modifiche ai treni Regionali, che permetteranno a tutti i centri della Riviera dei Cedri, di servirsi del Frecciargento alla stazione di Scalea – Santa Domenica Talao.

A tal proposito, riportiamo integralmente il comunicato stampa inviatoci dall'amico Ettore Simone Durante in rappresentanza del Consorzio Operatori Turistici Diamante e Riviera dei Cedri:

Sono acquistabili i biglietti del nuovo collegamento Frecciargento Sibari-Roma-Bolzano per il periodo a partire dal prossimo 15 dicembre. Anche questa volta ci sono delle novità importanti che vanno oltre ogni aspettativa e che possono essere così sintetizzate:

I tempi di percorrenza tra Scalea e Roma sono stati ridotti di 6 minuti in direzione nord e di ben 27 in direzione sud! Gli orari di partenza ed arrivo hanno subito delle lievi modifiche che ne migliorano l'appetibilità, generalmente infatti sono state posticipate le partenze ed anticipati gli arrivi, solo per quanto riguarda la partenza dal capolinea di Bolzano c'è stato un lieve anticipo di qualche minuto. Il nuovo orario permetterà anche la coincidenza a Paola ed a Scalea con i treni da e per Reggio Calabria, in maniera tale da dare la possibilità di usufruirne anche a chi vive nelle zone non servite dal nuovo Frecciargento.

Un' altra novità importante riguarda il cambio di fermata a Firenze che non sarà più Firenze Campo di Marte ma la centralissima Firenze Santa Maria Novella, già nel mese di settembre poco prima dell'attivazione del nuovo servizio avevamo segnalato all' Assessore Musmanno le difficoltà che comportava l' attuale fermata per coloro che devono raggiungere alcune città del centro-nord, in particolare il problema si poneva per i centri universitari di Pisa (che però é collegata anche con dei voli da Lamezia) ma soprattutto per Siena, dal 15 dicembre per raggiungere quest' ultima basterà salire nella stessa stazione su un treno regionale oppure uscire dallo scalo ferroviario e prendere dalla vicina autostazione un autobus diretto che collega frequentemente in 1 ora e 15 Firenze con Siena e viceversa. Gli stessi ragionamenti valgono anche per tante altre città come ad es. Prato, Livorno, Arezzo... che in questo modo saranno più comodamente raggiungibili. Firenze Santa Maria Novella é una stazione di testa per cui sarà necessaria un'inversione di marcia del treno, ciò avrebbe dovuto comportare un aumento dei tempi per raggiungere Bolzano di circa 25-30 minuti, in realtà grazie alla modifica delle tracce orarie nel complesso si nota un aumento delle tempiste di 13 minuti in direzione nord ma una riduzione di 22 minuti in direzione sud.

Per raggiungere Pisa e Siena, così come fortemente richiesto dal Consorzio, sarà possibile usufruire dei treni regionali oppure, nel caso di Siena, anche dei bus veloci della società SITABUS che collegano Firenze e Siena in 1h e 15, i quali partono proprio dall'autostazione nei pressi di FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA. Raccomando di sottolineare questo perché il Consorzio si é speso per migliorare i collegamenti per questi centri di particolare interesse per gli universitari.

Ricordiamo alcune particolarità di questo nuovo collegamento ovvero che, a differenza degli altri, viene effettuato con dei convogli ETR 600 di ultima generazione più giovani rispetto gli ETR 485 attualmente circolanti sulla linea, il pendolamento gli consente di mantere una velocità elevata anche nei tratti in curva ed in quelli non AV. Si tratta poi di uno dei pochissimi treni che salta la fermata di Napoli Centrale fermando solo a Napoli Afragola in maniera tale da risparmiare circa 30 minuti, motivo per cui esso é molto utilizzato anche dall'utenza salernitana.

Ci sono poi altre novità in merito alle coincidenze nella stazione di Scalea:

per quanto riguarda la CORSA MATTUTINA i viaggiatori provenienti da sud (compresi quelli in partenza da Marcellina-Verbicato-Orsomarso e da Grisolia-Santa Maria) potranno sufruire del treno regionale 3736 per Sapri anticipato di orario, i viaggiatori in provenienti da Nord possono utilizzare il treno 3789, il quale però arriva a Scalea con largo anticipo. Le soluzioni in questo caso potrebbero essere due ovvero un anticipo di circa 20 minuti del treno 3449 (che però proviene da Salerno) oppure (soluzione per la quale si opta) creare un interscambio ferro-gomma nella stazione di Scalea tramite un prolungamento dei bus già esistenti che servono le zone della Riviera dei Cedri e la vicina Basilicata, in questo modo si potrebbero collegare anche comuni non serviti dalla ferrovia come San Nicola Arcella e centri interni che stanno puntando sulla valorizzazione dei borghi come Orsomarso, il sindaco Antonio De Caprio infatti é stato il primo a manifestare tale interesse.

 Per quanto riguarda la CORSA SERALE i viaggiatori diretti verso nord potranno usufruire del regionale 3814 senza correre il rischio di perdere la coincidenza per pochi minuti come avviene attualmente mentre chi é diretto verso sud dovrà attendere il treno 2435 delle 22:08.Anche in questo caso vale la proposta di collegamento con i bus ma sarebbe necessaria una rimodulazione degli orari.

 Come ha sottolineato anche il presidente del Consorzio Operatori Turistici Diamante e Riviera dei Cedri Gianfranco Pascale, queste non sono altro le novità annunciate per smentire la fake news sulla soppressione del treno, ciò per ribadire che prima di divulgare le notizie bisognerebbe esserne certi!

 La speranza é che questo possa essere l' inizio di un graduale processo di miglioraramento che veda tutti, nel proprio piccolo, protagonisti.

Come sempre rinnoviamo l' invito quando si viaggia o quando si accompagna qualcuno in stazione a condividere le foto con gli hashtag #frecciargentosibaribolzano e con un secondo per indicare la stazione di riferimento (es. #scalea) in maniera tale da creare un passaparola sui social che pubblicizzi al meglio questa nuova opportunità.

Questa è la Calabria che piace a noi di Associazione Ferrovie in Calabria: con lo sguardo rivolto al futuro, libera da campanilismi ed invidie, aperta alla cooperazione tra istituzioni, associazioni ed enti locali. Quando esistono questi presupposti, come dimostrano le ennesime battaglie vinte dalla nostra associazione, importanti obiettivi si riescono a raggiungere anche nella nostra terra.

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Sì, lo sappiamo già: chi ci legge dal resto della Calabria e d'Italia, ci prenderà per pazzi. Già dal titolo dell'articolo: che senso ha un articolo del genere? 
Purtroppo lo ha. Da qualche anno a questa parte, per motivi abbastanza oscuri, a Crotone si è diffusa una incredibile diceria, che inizialmente ci sembrava una sorta di modo di dire, per sottolineare che i servizi ferroviari siano ridotti all'osso, ma che agli effetti pratici...sta diventando una sorta di auto-convinzione dei crotonesi. Auto-convinzione che la stazione ferroviaria sia chiusa, e che non passino più treni. Incredibile, ma vero. Ovviamente da questa diceria sono esclusi i pendolari che ogni giorno partono ed arrivano dalla stazione FS di Crotone...gli unici che possono testimoniare ai rispettivi concittadini, che i treni "esistono". 
Lungi da noi il mettere in dubbio che l'offerta ferroviaria attuale sia ben lontana da quella dei grandi fasti degli anni '80 e '90 fino alla fine degli anni 2000, quando a Crotone erano attestati treni a lunga percorrenza anche di rango (basti pensare all'InterCity "Murge", Intercity "Sila", Intercity Notte "Freccia del Levante", rispettivamente per Milano, Roma/Torino, e Milano notturno), treni merci - come nel caso del fiorente traffico di barbabietole da zucchero - , ma da qui a sostenere che a Crotone sia tutto morto, che la stazione sia stata chiusa e che treni non ne passino più...ce ne passa, appunto. Non sappiamo da cosa sia nato tutto ciò, ma quel che è certo, è che c'è anche un retropensiero dietro a questa "diceria" che sta diventando convinzione. Allontanare il più possibile l'utenza dal treno a favore del trasporto su gomma, anche per il trasporto regionale, nonostante Crotone sia - a dispetto di quanto sostenuto da molti - abbastanza ben collegata sia con Catanzaro Lido che con Sibari (e quindi tutti i centri della fascia jonica della tratta) tramite treni Regionali, e collegata quotidianamente anche con Taranto e Reggio Calabria Centrale con due coppie di treni Intercity dirette, finalmente dotate delle vetture idonee a questo standard di trasporto, attraverso l'utilizzo di carrozze UIC-Z tra l'altro utilizzate anche con treni Frecciabianca in altre parti d'Italia. 
Nello specifico, dalla stazione di Crotone, nei giorni feriali, fermano 14 coppie di treni, ovvero 28 corse al giorno sulla tratta Catanzaro Lido - Crotone. Nelle fasce orarie di punta, c'è anche più di un treno ogni ora a collegare la città pitagorica con il Capoluogo di Regione. 
Dove sarebbe quindi chiusa la stazione? Un conto è dire che è chiusa la biglietteria (e nessuno giustifica ciò), un conto è dire che è CHIUSA la stazione, che non ci passino treni.
Per rendere l'idea di quanto catastrofica sia stata questa diceria, basti pensare che, quotidianamente, la stazione di Soverato (che è servita da meno treni di Crotone, tra parentesi!), genera un numero di viaggiatori superiore a quello della stazione di Crotone. Praticamente una città di 9000 abitanti, genera più traffico di una di 65.000, capoluogo di Provincia! 
A Soverato, a Locri, o anche a Rossano o Corigliano, come si spiega che i treni - pur con tutti i loro difetti - sono utilizzati e nessuno sostiene che le relative stazioni siano chiuse? Hanno costruito in questi anni un tunnel ferroviario sotterrano che bypassa Crotone e non ce ne siamo accorti? O più probabilmente c'è chi gongola di questa diceria, visto che tantissimi crotonesi si servono del trasporto su gomma, non sapendo invece che per raggiungere per esempio Catanzaro Lido, si possono prendere 14 treni al giorno, con un cadenzamento mediamente orario (superiore tra l'altro alla frequenza dei bus privati, in molti casi!), impiegando quasi la metà del tempo di quanto impiegherebbe un bus o un tragitto in auto, sulla SS 106 appestata di autovelox? 
Idem per raggiungere i centri di Rossano e Corigliano, e tutti quelli medio/piccoli della costa: il treno è molto più veloce, e soprattutto SICURO.
Cari crotonesi, tornate a frequentare la vostra stazione ferroviaria, e scoprirete come per magia che i treni ci sono ancora: le associazioni, come fa da anni l'Associazione Ferrovie in Calabria con la sezione crotonese di Italia Nostra, tornino a valorizzare la stazione, a viverla, si torni ad utilizzare massicciamente i treni regionali, poiché se per gli spostamenti a lunga percorrenza le difficoltà sono ancora tante, per le distanze medio/piccole, anche da Crotone, il servizio ferroviario non ha concorrenti. L'unico modo per batterlo? Diffondere tra la popolazione la diceria che la stazione sia chiusa e che i treni non passino più, su una linea che tra l'altro è finalmente in corso di elettrificazione dopo tanti anni di battaglie dell'Associazione Ferrovie in Calabria, e nel giro di un paio d'anni tornerà, finalmente, ad essere servita anche dai treni a lunga percorrenza per il resto d'Italia.


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