E' stato un parto lungo e doloroso, ed alla fine...la montagna ha partorito il topolino, almeno per quanto riguarda la Calabria. E' forse questa la perfetta sintesi dell'ormai prossimo orario invernale di Trenitalia, che ci accompagnerà da domenica 9 dicembre 2018 a sabato 8 giugno 2018. Delle tantissime richieste portate avanti dall'Associazione Ferrovie in Calabria relativamente alle relazioni ferroviarie a lunga percorrenza tra Sicilia/Calabria e Nord Italia, oltre che sulla fascia jonica calabrese, praticamente nulla (nonostante le rassicurazioni degli scorsi mesi) è stato fatto. Nulla o quasi: un "quasi" che, come vedremo tra qualche rigo, ha comunque una sua notevole utilità. 
L'unica modifica sostanziale, infatti, come da noi richiesto dallo scorso anno, riguarda la seconda coppia di treni Frecciargento Reggio Calabria Centrale - Roma Termini e viceversa, istituita il 10 dicembre di un anno fa. Nello specifico, questo nuovo importante collegamento che prevede oggi la partenza al mattino presto da Roma Termini in direzione Reggio Calabria Centrale, ed il rientro dallo Stretto verso la Capitale nel pomeriggio, ha oggi la pecca di non prevedere, a Roma Termini, una coincidenza con il primo Frecciarossa proveniente da Milano Centrale, ed in senso opposto con analogo collegamento Alta Velocità diretto a Milano Centrale. 
Per risolvere questo problema, avevamo proposto una partenza ritardata da Roma Termini, al mattino, per attendere l'arrivo del primo Frecciarossa da Milano, ed anticipata da Reggio Calabria Centrale al pomeriggio, per arrivare nella Capitale in tempo per poter proseguire con l'ultimo Frecciarossa diretto a Milano Centrale. Così è stato: dal 9 dicembre, la coppia di Frecciargento 8351/8358 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale rispetterà i seguenti orari:

Frecciargento 8358 Reggio Calabria Centrale - Roma Termini: 
Reggio Calabria Centrale: 15.20
Villa San Giovanni: 15.34 - 15.37
Rosarno: 16.06 - 16.09
Lamezia Terme Centrale: 16.35 - 16.38
Paola: 17.05 - 17.08
Salerno: 18.45 - 18.48
Napoli Afragola: 19.17 - 19.19
Roma Termini: 20.23  (coincidenza per Milano Centrale con Frecciarossa 9664 alle 21.00, con arrivo alle 23.59. Fermata intermedia a Bologna Centrale e con il Frecciarossa 9572 per Firenze delle 20.50)

Frecciargento 8351 Roma Termini - Reggio Calabria Centrale:
Roma Termini: 08.53 (arrivo da Milano C.le con Frecciarossa 9601 alle 08.29, con fermate intermedie a Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna C.le oppure con Frecciarossa 9501 in arrivo alle 8.35 e fermate a Bologna, Firenze e Arezzo)
Napoli Afragola: 09.54 - 09.56
Salerno: 10.23 - 10.26
Paola: 12.04 - 12.07
Lamezia Terme Centrale: 12.32 - 12.25
Rosarno: 12.57 - 13.00
Villa San Giovanni: 13.31 - 13.34
Reggio Calabria Centrale: 13.49. 

Chiaramente, la stessa combinazione da/per Milano Centrale, esiste già da anni con la coppia di Frecciargento 8352/8353: circa 8 ore per arrivare da Reggio Calabria Centrale al centro della Capitale economica d'Italia, sono tempi assolutamente da record, peraltro ulteriormente abbattibili con un auspicato collegamento diretto Frecciarossa Milano C.le - Reggio Calabria C.le e viceversa, per il quale continueremo a batterci strenuamente affinché possa diventare realtà come già avvenuto, per esempio, nel caso del collegamento diretto Frecciarossa Milano Centrale - Taranto e viceversa via Potenza.

Relativamente alle Frecce Argento calabresi, una buona notizia c'è anche per i messinesi, poiché è stata finalmente aggiunta una coppia di corse veloci con aliscafo di Bluferries tra Messina e Villa San Giovanni, in coincidenza con il Frecciargento 8353 in arrivo a Villa S.G. da Roma Termini alle 22.00. Nello specifico, la nuova corsa partirà da Villa San Giovanni in direzione Messina alle ore 22.20. 

Modifica sostanziale anche per il Frecciabianca 8878 come da nostra richiesta, che dal 9 dicembre partirà da Reggio Calabria Centrale alle 12.50 con arrivo a Roma Termini alle 19.30, e non più alle 14.50, in palese sovrapposizione con il Frecciargento 8358 e ben due coppie di InterCity per Roma Termini, di cui una originaria da Reggio Calabria Centrale e l'altra da Palermo/Siracusa. In tal modo, la partenza alle 12.50 va a colmare l'attuale buco di collegamenti RC - Roma Termini presente dalle 10.10 (IC 556) del mattino fino alle 15.10 (IC 560).

Rimanendo in tema di lunga percorrenza, l'ultima altra modifica, in questo caso a dir poco incomprensibile, riguarda il collegamento autobus LP 794/795 Lamezia Terme Centrale - Reggio Calabria Centrale via Catanzaro Lido/Roccella Jonica, in coincidenza con l'InterCity Notte 794/795 da/per Torino Porta Nuova. Nonostante l'ICN da Torino arrivi a Lamezia Terme Centrale alle 5.16, il bus è stato posto in partenza alle 7.50 (più di due ore dopo!), e stessa cosa accade in senso opposto: bus in arrivo a Lamezia Terme Centrale alle 21.40 e InterCity Notte 794 in partenza per Torino Porta Nuova alle 00.12. Quale sia il motivo di tale improbabile scelta, non è dato a sapersi. Non solo quindi è un bus, con tutte le limitazioni e la scomodità del caso (ricordiamo che fino al dicembre 2010 esistevano le carrozze dirette verso Catanzaro/Roccella Jonica), ma addirittura lo si rende inutilizzabile. Quel che è certo, è che ci batteremo per ripristinare la normalità. Dà molto fastidio doverlo fare, in verità, quando si cerca di risolvere problemi esistenti da anni, ed improvvisamente ci si ritrova anche a lavorare per nuovi, assurdi, che si nascono senza alcuna spiegazione.
Ed ora, rincariamo la dose delle note dolenti. 
Dell'auspicata rimodulazione dei treni InterCity Notte Sicilia/Calabria - Nord e della prosecuzione verso nord degli InterCity Reggio Calabria Centrale - Taranto via Jonica, di fatto possibile anche domani vista la lateralizzazione dei locomotori diesel, neanche a parlarne. 
Nel primo caso, pare che il problema nasca da RFI, che ha dato parere negativo alla rimodulazione per "mancanza di binari nelle stazioni di destinazione". Peccato che tale teoria, decisamente, non stia in piedi, visto che il nostro studio prevedeva il mantenimento dello stesso numero di treni per ogni attuale capolinea. Tutto ciò ricorda molto la mancata fermata a Bologna Centrale per l'ICN 795, per il quale RFI sosteneva "mancassero i binari per farlo fermare", quando in realtà, quasi tutti i giorni, tale treno si fermava a Bologna Centrale anche per vari minuti, senza effettuare servizio viaggiatori! Ci sono voluti due anni per raggiungere questo "ambizioso" obiettivo...
Ma polemiche a parte, brevemente riassumiamo la nostra proposta, paragonata all'offerta attuale:

OFFERTA ATTUALE:
1 coppia ICN RC - Torino Porta Nuova via Roma/Firenze/Bologna/Milano e vv
1 coppia ICN PA/SR - Milano Centrale via Genova e vv
2 coppie ICN PA/SR - Roma Termini e vv

PROPOSTA ASSOCIAZIONE FERROVIE IN CALABRIA:
1 coppia ICN PA/SR/RC - Torino Porta Nuova via Genova e vv
1 coppia ICN PA/SR/RC - Milano Centrale via Bologna e vv
1 coppia ICN PA/SR - Roma Termini e vv
1 coppia ICN RC - Roma Termini e vv

Praticamente, cambiamento nullo: un treno attestato a Milano, uno a Torino e due a Roma, come nel caso dell'attuale offerta. Semplicemente, con la nostra proposta si tornerebbe alla normalità storica dei treni notte Sicilia/Calabria - Roma / Nord, distrutta negli infausti anni 2010/2011. Evidentemente, per qualcuno ha più senso far sopravvivere un InterCity Notte di 19 ore tra Reggio Calabria Centrale e Torino passante per Roma, Firenze, Bologna e Milano, in un improbabile tour d'Italia (forse avrebbe più senso in chiave di treno storico, con vetture cuccette e letto anni '60!), senza considerare l'ICN Sicilia - Milano passante per Genova, e due ICN Sicilia - Roma che di fatto si inseguono in piena notte. 

Caso Ferrovia Jonica: il collegamento più urgente e di rapida realizzazione, sarebbe sicuramente quello tra Reggio Calabria Centrale e Milano Centrale via Jonica/Adriatica, realizzabile attraverso l'unificazione della coppia di InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, e la coincidente coppia di InterCity Notte 765/758 Lecce - Taranto - Milano Centrale. Anche dal 9 dicembre, infatti, seppur con materiale rotabile finalmente degno della categoria InterCity da ormai qualche mese, si continuerà ad arrivare a Taranto, scendere e risalire sull'InterCity Notte, quando le vetture dell'InterCity da/per Reggio Calabria via Jonica, potrebbero essere tranquillamente agganciate/sganciate al treno notte da/per Milano Centrale. C'è carenza di vetture letto/cuccette? Difficile crederlo, visto che in via temporanea potrebbero essere utilizzate le vetture cuccette totalmente ristrutturate, da 6 posti, utilizzate saltuariamente solo per i treni straordinari da/per Lourdes. Una composizione anche di cinque carrozze, per iniziare, ovvero due con posti a sedere, una letto e due cuccette diretta a Milano Centrale, sarebbe una grandissima boccata d'aria per un versante jonico calabrese, costretto a servirsi solo di autobus per raggiungere il resto d'Italia.


Per quanto riguarda invece il collegamento da/per Roma Termini, in teoria allo studio ci sarebbe l'unificazione della seconda coppia di IC Reggio C. Centrale - Taranto (564/567) con la coppia di IC 700/701 Taranto - Roma Termini via Potenza. Anche in questo caso non si è fatto praticamente nulla, anche se a nostro parere si tratterebbe di un collegamento molto instabile, oltre che estremamente tortuoso e poco competitivo per raggiungere la Capitale, già a sud di Rossano/Corigliano. A nostro parere, infatti, l'IC 564/567 andrebbe attestato a Bari Centrale, retrocesso a Villa San Giovanni e fortemente velocizzato (è possibile tagliare anche più di un'ora di percorrenza!), ripristinando così il famoso InterCity "Pitagora". Per il collegamento su Roma Termini, considerando che ad oggi risulta praticamente impossibile effettuare manovre a Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, probabilmente sarebbe già molto competitivo istituire un collegamento InterCity Notte Reggio Calabria Centrale - Roma Termini via Roccella/Catanzaro Lido/Crotone/Sibari. Proprio a Sibari, grazie alla quasi certa istituzione di un collegamento Frecciargento da/per Roma Termini (come anticipato in questo articolo), potrebbe tornare possibile l'effettuazione di manovre, consentendo così il cambio del locomotore, da diesel ad elettrico, al proposto treno ICN jonico da/per la Capitale. Per completezza di informazione, comunichiamo che è allo studio da parte della Regione Calabria e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, facendo seguito al nostro grido di allarme relativo alla mancanza di collegamenti "decenti" tra la Sicilia e la Puglia, un collegamento InterCity Paola - Cosenza - Bari Centrale, che in questa stazione potenzialmente verrebbe posto in coincidenza con l'IC 728 Palermo/Siracusa - Roma Termini, ed in senso opposto con l'IC 727 Roma Termini - Palermo/Siracusa. A grandi linee, questi gli orari dell'ipotetico IC Paola - Bari Centrale e vv, posto in coincidenza con IC 728/727 da/per Palermo/Siracusa: andata: Paola 14.00 - Bari Centrale 18.00. Ritorno: Bari Centrale 12.02 - Paola 16.00. 
Molto bolle ancora in pentola, ma molte sono anche le delusioni, da come si evince. In ogni caso, non ci arrendiamo: continueremo ad insistere con le nostre proposte di riorganizzazione e potenziamento dei servizi ferroviari a lunga percorrenza calabresi (compresa l'istituzione di un Frecciarossa diretto RC - MI/TO). 

Un accenno al trasporto regionale, la cui situazione calabrese, se vogliamo, appare molto più inquietante della questione lunga percorrenza. A tal proposito dedicheremo un articolo apposito non appena avremo un quadro abbastanza chiaro della situazione, che in sostanza consiste nell'ascoltare le due "campane", ovvero Regione Calabria e Trenitalia. Molto brevemente, la situazione relativa alla ormai non più rimandabile firma del Contratto di Servizio a 15 anni tra Regione Calabria e Trenitalia, è in stallo. Dal 9 dicembre l'attuale offerta ferroviaria è comunque confermata senza alcuna modifica (nonostante i tanti buoni propositi e le nostre numerose proposte), ma in una sorta di pericoloso limbo: è scaduta la proroga al precedente Contratto di Servizio "ponte", che doveva traghettare le parti verso il nuovo contratto a 15 anni, che però non è ancora stato firmato. Il servizio prosegue, senza una vera e propria regolamentazione, continuando ad essere finanziato dalla Regione Calabria secondo i parametri del precedente contratto scaduto. Assurdo, ma purtroppo vero: forse l'unica regione d'Italia in questa situazione. La motivazione di tutto ciò, sembra essere legata ad un forte disaccordo tra le parti, relativamente agli accordi finanziari di un contratto che, comunque sia, andrebbe ad impegnare la Regione (e quindi tutti i cittadini contribuenti) per ben 15 anni, e che chiaramente necessita di un accurato studio sulla sostenibilità economica dello stesso. Nessuna delle due parti, ad oggi, sembra voler fare un passo indietro: a farne le spese, purtroppo, ancora una volta i pendolari ed i calabresi, che vedranno allontanarsi, speriamo non di anni, l'acquisto di nuovo materiale rotabile e l'incremento dell'offerta ferroviaria regionale. 

La fine della trazione diesel (per lo meno per quanto riguarda i treni ordinari) lungo la Ferrovia Jonica tra Sibari e Catanzaro Lido e prosecuzione verso Lamezia Terme Centrale, si avvicina sempre di più: in questi giorni sono stati eretti i pali tipo LS, stoccati a Catanzaro Lido ed installati in orari notturni, tra quest'ultima stazione e Cropani, per vari km. In contemporanea procede il lavoro un po' più laborioso, ovvero lo scavo a fianco del binario, per la predisposizione dei plinti di ancoraggio dei pali, con relativa gettata di calcestruzzo all'interno del quale è affogata la struttura metallica sulla quale vengono imbullonati i pali. Stessa situazione invece a sud di Corigliano, con almeno due squadre all'opera dai due versanti nord e sud. In realtà alcune settimane fa erano presenti pali in stoccaggio anche nell'ex fascio merci della stazione di Cirò, facendo presuppore quindi la presenza di un terzo "campo base" per le squadre addette all'installazione dei tralicci. Non siamo al momento a conoscenza se anche da Cirò stia quindi operando una squadra "intermedia" tra quella di Corigliano/Rossano e quella di Catanzaro Lido, ma speriamo di poter comunicare presto maggiori dettagli.
Quel che è certo, detrattori a parte, è che stiamo finalmente vivendo un momento storico: senza negare che questi interventi dovevano essere stati realizzati più di 20 anni fa, e che come al solito in Calabria il progresso, divenuto normalità altrove, arriva con ritardi decennali, non possiamo comunque non assaporare la graduale concretizzazione di una battaglia vinta. O quasi: non ci daremo pace e continueremo a lavorare quotidianamente, finchè non raggiungeremo l'obiettivo di veder concretizzarsi l'ulteriore finanziamento che renderebbe possibile l'elettrificazione anche sul restante tratto della Ferrovia Jonica, tra Catanzaro Lido e Melito di Porto Salvo, a servizio di soveratese, locride ed area grecanica.
In ogni caso, per adesso barra a dritta verso il Frecciargento da/per Roma (e non solo) sulla Sibari - Catanzaro Lido! 

I canali di informazione "tradizionali", non c'è più dubbio alcuno, soffrono ormai da tempo. Le gaffe sono sempre più frequenti (seppur non manchino anche tante eccezioni positive, per fortuna), specie quando tentano di trattare argomenti che non possono prescindere da un minimo di conoscenze tecniche, e soprattutto da fonti affidabili ed ufficiali. 
E' il caso, per esempio, del "panico biglietterie" esploso dopo un breve comunicato di qualche ora fa, lanciato da un'emittente TV locale, comunque da sempre attenta alle tematiche sociali e dei trasporti nel nostro territorio, e che ringraziamo per la loro costante opera di sensibilizzazione. In questo caso, però, la notizia comunicata è in parte errata ed in parte incompleta. 
Il comunicato, nel quale si parla di notizie provenienti da altre "fonti", si parla di chiusura a dicembre per le biglietterie Trenitalia di Soverato e di Roccella Jonica, con contemporaneo trasferimento del personale qui in servizio, ai fini di potenziare le biglietterie ancora attive sulla Ferrovia Tirrenica.
Peccato che la biglietteria di Soverato sia stata chiusa già cinque anni fa (non c'è traccia di personale dal 2013, quando erano in servizio due capi gestione, uno andato in pensione in quello stesso anno, e l'altro subito dopo trasferito a Catanzaro Lido per coprire un ulteriore pensionamento), e quella di Roccella Ionica sia effettivamente a rischio chiusura, ma sempre a causa del solito problema: personale in via di pensionamento. E se un capo gestione (spesso l'ultimo rimasto nella specifica biglietteria) si pensiona, di certo non viene inviato a potenziare le biglietterie della Ferrovia Tirrenica! Tralasciando poi il titolo del comunicato, che recita "Continua lo smantellamento della Ferrovia Ionica", quando per smantellamento si intende ben altro, e ne sappiamo qualcosa, ricordando quando fino al 2014 il rischio smantellamento della linea e dei servizi era più che reale. Oggi, sulla Ferrovia Ionica, si sta investendo come non mai, tra rinnovo dell'armamento, elettrificazione, velocizzazione, inserimento di vetture idonee sui servizi InterCity, e tanto altro di cui da mesi discutiamo su queste pagine. Fondamentalmente parlare di "smantellamento" per la chiusura di una biglietteria, servizio che comunque riteniamo importantissimo, ci sembra alquanto esagerato!
Con questo non vogliamo minimizzare il problema biglietterie, anzi. Il problema è ben più importante di quello riportato da TeleMia, e riguarda tutta la Calabria (altro che potenziamento delle biglietterie Tirreniche!), e molto più in generale, l'Italia intera. Anzi, forse interessa in generale le ferrovie del mondo Occidentale, che purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista), stanno sempre più informatizzando ed automatizzando i processi di emissione ed acquisto dei biglietti ferroviari, con app per cellulari, emettitrici self service, o appoggio su sistemi informatici di terzi (come nel caso dei punti Sisal dove è possibile acquistare i biglietti ferroviari di Trenitalia). 

L'opinione dell'Associazione Ferrovie in Calabria, pur non essendo certo contraria alla modernizzazione dei sistemi, rimane comunque quella di mantenere la presenza umana in biglietteria, per lo meno nelle stazioni di medio/grande importanza e, possibilmente, distribuite in modo uniforme e coerente sul territorio. La nostra Regione, infatti, ha visto un costante depauperamento delle biglietterie Trenitalia attive, peraltro nel silenzio quasi assoluto di media ed associazioni. Siamo sempre stati gli unici (o quasi) a far notare il problema: emblematiche le nostre battaglie, purtroppo non ancora vinte, per il ripristino della biglietteria di Crotone, condivise con la sezione crotonese di Italia Nostra e le associazioni dei pendolari del territorio. Ma anche quando la biglietteria di Soverato venne soppressa (5 anni fa, non tra un mese!), siamo stati ancora una volta gli unici a farlo notare, ignorati da tutti. Ignorati anche i nostri appelli sull'importante biglietteria di Catanzaro Lido (parliamo del capoluogo di Regione!), aperta sempre più a singhiozzo, mentre un nuovo problema si affaccia anche per la biglietteria della stazione di Scalea (alla faccia del potenziamento sulla Tirrenica...), che già oggi è più facile trovare chiusa che aperta e che rischia la chiusura a breve termine. 
Di fatto, ad oggi, questa è la situazione delle biglietterie attive in Calabria:

- Reggio Calabria Centrale
- Villa San Giovanni
- Catanzaro Lido
- Roccella Ionica
- Lamezia Terme Centrale
- Paola
- Scalea
- Sibari
- Cosenza
- Gioia Tauro
- Vibo-Pizzo
- Cariati

A rischio, da quelle che sono le nostre fonti, sono ovviamente Roccella Ionica e Scalea come già anticipato, ma anche Cariati (anche in questo caso la biglietteria è "ad esaurimento", ovvero verrà chiusa con il pensionamento dell'ultimo capo gestione), mentre negli altri casi (salvo per fortuna Reggio Calabria Centrale, gestita dalla Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia e non dalla Divisione Passeggeri Regionale) risultano sempre più frequenti le aperture a singhiozzo causa riduzione lenta ma inesorabile del personale addetto. 
A nostro parere, la Calabria, ma in generale tutta la società anche fuori regione, non è pronta il definitivo addio alla biglietteria "umana". Ma non è pronta peraltro neanche Trenitalia, poichè non sono poi così tante le operazioni di acquisto/modifica dei biglietti di viaggio con particolari offerte, eseguibili anche online o da emettitrice automatica. Riteniamo non sia normale dover percorrere magari 100 km per trovare una biglietteria aperta (rischiando peraltro di trovarla chiusa per l'unico capo gestione rimasto ha l'influenza!) dove poter effettuare l'operazione di cui necessita l'utente, senza dimenticare che la presenza umana in una biglietteria comunque garantisce la possibilità di offrire informazioni all'utente, e non di meno (anche se il problema andrebbe risolto diversamente), la presenza umana garantisce anche un minore rischio di atti vandalici all'interno della stazione ferroviaria. Basti considerare il caso di Soverato, che successivamente alla chiusura della biglietteria, ha visto un notevole peggioramento delle condizioni estetiche ed igieniche della stazione, in ogni caso mantenuta in condizioni di decoro da parte di RFI e ditte appaltatrici delle pulizie, con grande sforzo e costanza. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, quindi, riteniamo opportuno un rinnovo ed un incremento delle risorse umane destinate alle biglietterie (vista anche la recente e consistente ripresa delle assunzioni da parte di Trenitalia in Calabria), sia per garantire un'apertura costante di quelle ancora attive, e sia il ripristino (con assoluta urgenza) in primis di Crotone e Rosarno, ed in pari ordine di importanza, anche Soverato, Monasterace-Stilo, Locri, Melito di Porto Salvo, Rossano. La nostra istanza verrà portata avanti con la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, e con il committente del servizio ferroviario da essa gestito, ovvero la Regione Calabria: seguiranno aggiornamenti. 

Purtroppo quanto temevamo, si sta effettivamente realizzando: a partire dall'1 dicembre, da quanto comunica Trenitalia, verrà chiusa la biglietteria della stazione di Scalea - Santa Domenica Talao, nonostante tale impianto generi un notevole traffico viaggiatori (peraltro verrà servita anche da un collegamento Frecciargento da/per Roma Termini attestato a Sibari, probabilmente già da dicembre), specie in estate, quando grazie al sostenuto flusso turistico, la vendita di biglietti raggiunge numeri da record. Ma il problema non riguarda esclusivamente la bigliettazione (che come ben noto, non è ancora sostituibile interamente da quella elettronica): la chiusura di una biglietteria, come avevamo già specificato in questo articolo , porta alla perdita di un presidio territoriale da parte dell'impresa ferroviaria, con grave danno per l'utenza sia per la mancanza di un punto di assistenza alla clientela. Senza dimenticare che, volenti o nolenti, la stazione rimane ancora più "sola" ed incustodita, e quindi maggiormente soggetta ad atti vandalici. 
Purtroppo lo stesso destino pare ormai certo anche per la biglietteria di Roccella Jonica, dove è stata già installata una emettitrice automatica: noi di Associazione Ferrovie in Calabria ci batteremo affinchè tali provvedimenti vengano rivisti ed anzi, il nostro auspicio è quello che vengano riattivate anche biglietterie di notevole importanza, come per esempio nel caso di Crotone o di Rosarno. 

Di seguito, riportiamo il comunicato stampa di Ettore Simone Durante, in rappresentanza del Consorzio Operatori Turistici Diamante e Riviera dei Cedri:

Trenitalia CONFERMA LA CHIUSURA DEFINITIVA DELLA BIGLIETTERIA NELLA STAZIONE DI SCALEA, l' unica rimasta nell' intero comprensorio da Maratea (che tra l' altro é anche in un' altra regione e non lavora a tempo pieno) e Paola.

La notizia é stata comunicata sia all' Assessore Musmanno, il quale ha assicurato che anche questo sarà oggetto del nuovo contratto di servizio tra la Regione Calabria e Trenitalia, che al Sindaco di Scalea Gennaro Licursi.

Questa é una cosa grave per il nostro comprensorio e per una stazione come quella di Scalea che aspira ad avere, si spera nel breve periodo, servizi ad Alta Velocità, viene così meno l' unico punto di riferimento per tutto il territorio dell' Alto Tirreno.

A questo si aggiunga anche che, contrariamente a quanto affermato da Trenitalia, alcuni servizi possono acquistati esclusivamente dalle biglietteria con personale in stazione, tra questi ricordiamo ad esempio lo sconto del 70% sui biglietti acquistati in occasione delle elezioni (una volta possibile anche presso i rivenditori, oggi non piú), il posticipo di un biglietto per un treno che porta più di 60 minuti di ritardo, l' inversione della tratta ferroviaria di un biglietto già acquistato, senza doverne acquistare uno ex novo. Non si trascuri poi il fatto che questi servizi possono avere anche ricadute sull' economia locale, si pensi ad esempio ad un turista che a causa del ritardo del treno decida di prolungare la sua permanenza in Calabria.

A tutto ciò si aggiunga anche il fatto che, come sottolineato dall' Associazione Ferrovie in Calabria, non essendo presente su tutto il tutto il territorio l' Assistenza Clienti, la biglietteria svolge anche tale servizio, oltre che quello di garantire una maggiore riguardo rispetto alle stazione impresenziate, che come dimostrano i fatti.

Inoltre la struttura che ospita la biglietteria nella stazione di Scalea era stata ristrutturata solo alcuni anni fa!

Allego alla presente anche delle foto (alcune delle quali ci sono state inviate, altre scattate di recente) riguardanti alcuni disservizi della biglietteria automatica nella stazione di Scalea.

La biglietteria chiuderà definitivamente dal 1 dicembre, se non si farà qualcosa, anche se ció non é scritto nella mail.

Sappiamo bene che ci sono problemi ben più gravi della biglietteria di Scalea, ma non é giusto che, per motivi più che economici di politiche che non tengono conto della conformazione del territorio, a rimettere ci debba essere, ancora una volta, un comprensorio già fortemente penalizzato, a differenza di altre zone nella quali sono presenti vicine biglietterie.

E' stato pubblicato alcuni giorni fa un comunicato della senatrice M5s Rosa Silvana Abate, molto attiva nel campo del rilancio del trasporto su rotaia nel territorio dello jonio cosentino, relativo ad alcuni incontri tenutisi con la dirigenza di Trenitalia e con il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: argomento degli incontri, la proposta di istituzione di un collegamento Frecciargento tra Sibari e Roma Termini. Un collegamento di estrema utilità, da prolungare fino a Crotone passando per Corigliano, Rossano, Cariati e Cirò una volta completata l'elettrificazione della Ferrovia Jonica, che già da Sibari rappresenterebbe comunque una assoluta svolta in positivo nel sistema di trasporto a lunga percorrenza della sibaritide e del popoloso territorio di Corigliano - Rossano. Come specifica l'On. Abate, e vogliamo ulteriormente ribadire, ad oggi l'unico vettore per spostarsi da un'area popolata da circa 150.000 abitanti, è l'autobus: di fatto, un monopolio assoluto che costringe l'utente a servirsi del trasporto su gomma, nonostante la presenza di una linea ferroviaria, che peraltro da Sibari è da anni elettrificata sia verso Taranto che verso Cosenza-Paola, e permetterebbe la circolazione di ogni possibile tipologia di collegamento ferroviario a lunga percorrenza. Frecciargento compresa: se strutturata con comodi orari, abbastanza mattinieri in senso pari (sud-nord) in modo da consentire un arrivo a Roma Termini entro le ore 11, e con rientro verso Sibari dalla Capitale attorno alle 18, il successo sarà assicurato. Specie se, come ovviamente riteniamo necessario, in attesa di un prolungamento verso Crotone, essa sia posta a Sibari in coincidenza con servizi Freccialink o treni/autobus del trasporto Regionale, verso Corigliano/Rossano e l'area del cirotano, ma anche a nord di Sibari collegando Trebisacce ed hinterland. 
Un obiettivo condiviso anche dalla Regione Calabria, con particolare impegno dell'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che prosegue con la positiva spinta (per la Calabria assolutamente inedita) da parte delle istituzioni regionali, per lo sviluppo del trasporto su rotaia anche a lunga percorrenza ed ad Alta Velocità, all'interno del nostro territorio.
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria sosteniamo in toto la proposta, e nel nostro piccolo stiamo dando il nostro contributo per "spingerla" affinchè possa essere realtà già dal prossimo cambio d'orario ferroviario, previsto il prossimo 9 dicembre. L'unico appunto che però ci sentiamo in dovere di fare, riferito sia alla Regione Calabria che ai rappresentanti territoriali del M5s che stanno portando avanti la proposta, è relativo all'instradamento del convoglio. Lo studio del nuovo collegamento, infatti, prevede il bypass di Castiglione Cosentino e Cosenza, con instradamento sulla linea per Paola attraverso il Bivio S.Antonello, in attesa della costruzione della futura stazione esterna all'area urbana di Rende/Cosenza, che dovrebbe sorgere proprio in località S.Antonello, posta sulla Sibari - Paola, mediamente al centro del "triangolo" composto dai bivi Settimo e S.Antonello. Nuova stazione che, peraltro, in prospettiva sarà anche servita da un prolungamento della costruenda Metrotranvia di Cosenza, divenendo così collegata in modo capillare con le aree urbane di Rende e Cosenza: ma qui parliamo appunto di futuro, peraltro nemmeno così immediato. 
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, riferendoci al presente, potenzialmente da qui a pochi mesi, non condividiamo il bypass delle stazioni di Castiglione Cosentino e Cosenza. Chiaramente, il Frecciargento in questione non dovrebbe effettuare entrambe le fermate, anzi riteniamo opportuno che l'unica prevista, in quanto peraltro obbligata dalle esigenze tecniche di cambio banco ed inversione della marcia del convoglio, sia quella di Cosenza. Non è pensabile, infatti, ignorare un bacino d'utenza di ulteriori 100.000 abitanti tra Rende e Cosenza (peraltro capoluogo di Provincia), più tutta la potenziale utenza universitaria, senza dimenticare che dalla stazione di Cosenza è possibile raggiungere i tanti piccoli e grandi centri del Savuto, serviti dai treni di Ferrovie della calabria che percorrono la linea Cosenza - Catanzaro fino a Rogliano/Marzi, e che nel giro di un anno sarà interamente riattivata fino al capoluogo di Regione. Non dimentichiamo inoltre che Cosenza rappresenta anche la porta della Sila, e la valenza turistica del potenziale Frecciargento, oltre che di mobilità dedicata agli stessi abitanti silani (a maggior ragione con l'auspicato ripristino integrale della Ferrovia Silana), è indiscutibile. 
Siamo certi che valga la pena rinunciare a tutto questo, per un aumento dei tempi di percorrenza complessivi del servizio, di circa 25-30 minuti? Abbiamo calcolato infatti che, la percorrenza complessiva da Sibari a Roma Termini, passando per Cosenza, ammonterebbe a circa 4 ore e 30 minuti, con fermate a Paola, Salerno, Napoli Afragola. Per il territorio di Rossano e Corigliano, sono tempi competitivi con qualsiasi altro mezzo di trasporto terrestre e addirittura aereo! Il passaggio per Cosenza, inoltre, consentirebbe la garanzia di un ottimo load factor (ovvero fattore riempimento) del convoglio, che se effettuato con materiale rotabile ETR 458 offrirà ben 490 posti a sedere, anche nei periodi di minore affluenza. E garantire un buon load factor, significa garantire l'esistenza stessa di un servizio che, vogliamo ricordare, facendo parte del brand "Le Frecce" di Trenitalia, è totalmente a mercato e si ripaga esclusivamente con la vendita dei biglietti. 
Quello che noi di Associazione Ferrovie in Calabria chiediamo alla senatrice Abate ed alla Regione Calabria, quindi, è di rivalutare la proposta e prendere seriamente in considerazione il passaggio da Cosenza: è ciò che in queste settimane comunque faremo autonomamente, ribadendo in ogni caso il nostro totale sostegno a questa proposta che, finalmente, inizierà a rivoluzionare la mobilità dello Jonio cosentino.

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