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Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, questo pomeriggio è stata effettuata la prima corsa in servizio ordinario per l'ETR 104 043, primo treno Pop di Trenitalia giunto in Calabria! Il nuovissimo convoglio, assegnato alla Divisione Passeggeri Regionale Calabria di Trenitalia a seguito della firma del Contratto di Servizio con la Regione Calabria a dicembre 2019, è stato oggi protagonista con il Regionale 3688 Reggio Calabria Centrale - Cosenza, che ha perfettamente rispettato la traccia oraria giungendo a destinazione con 3 minuti di anticipo. Pur non essendo stata prevista alcuna forma di inaugurazione, visto il lockdown in corso, abbiamo comunque avuto la possibilità di poter essere presenti a bordo treno con il nostro associato Sergio Grasso. Poche ma chiare e più che positive le prime impressioni: comfort e silenziosità durante la marcia superiori al Minuetto elettrico / Jazz, convogli dei quali il Pop, di costruzione Alstom, è diretto discendente, così come l'accelerazione durante le ripartenze. Gli ampi e luminosi spazi interni contribuiscono inoltre ad offrire al viaggiatore un'esperienza a bordo treno estremamente confortevole, paragonabile a quella di un servizio ferroviario ad Alta Velocità. E' questa la rivoluzione in corso in questi anni: comfort, servizi a bordo, vivibilità dei convogli, non devono più essere prerogativa esclusivamente dell'Alta Velocità, ma anche e soprattutto dei servizi dedicati ai pendolari che si spostano sulle brevi e medie distanze, che nel complesso degli spostamenti su rotaia in Italia, rappresentano - come ben noto - la maggioranza. 
Vediamo nel dettaglio quali sono le principali caratteristiche del Pop di Trenitalia, convoglio elettrico monopiano alimentato a 3000 V cc, a 3 (ETR 103) o 4 casse (ETR 104), dotato di 4 motori di trazione. Fa parte della famiglia Coradia Stream, viaggia a una velocità massima di 160 km orari ed ha un’accelerazione superiore del 20% rispetto alla generazione precedente (Jazz e Minuetto).

Le carrozze spaziose offrono aree di seduta ampie per i viaggi di media durata tipici del servizio regionale ed interregionale, mentre le sedute singole o quelle longitudinali e il facile accesso nell’area del vestibolo sono adatti per i viaggi di breve durata tipici del servizio suburbano. Le sedute sono dotate di prese per alimentazione di PC, tablet e cellulari, l’illuminazione è ottimizzata grazie a grandi finestrini che consentono un maggior ingresso di luce naturale. La circolazione dei passeggeri è ottimizzata grazie ad ampi corridoi conformi alla UIC567 e adatti alle persone con ridotta mobilità. I livelli di temperatura confortevoli vengono mantenuti grazie a un impianto di condizionamento potenziato, la struttura e l’isolamento della cassa in alluminio contribuiscono a migliorare l’isolamento termico e a diminuire i tempi di raffreddamento dell’ambiente viaggiatori durante la stagione estiva e di riscaldamento durante la stagione invernale.

Il treno è dotato di un sistema informativo integrato con l’infrastruttura di terra di Trenitalia ed offre un servizio di informazione e intrattenimento audio video con numerosi display LCD su ciascun veicolo visibili da tutte le aree, una rete Wi-Fi accessibile ai passeggeri e al personale di bordo. La sicurezza dei passeggeri è garantita da un sistema di telecamere digitali di videosorveglianza con visualizzazione sui monitor nei comparti delle immagini riprese. Un sistema di conta-passeggeri permetterà la consuntivazione in tempo reale dei passeggeri presenti a bordo.

I nuovi treni regionali rispondono alla politica di sostenibilità ambientale, sono riciclabili per il 95% e consumano il 30% di energia in meno rispetto alla precedente generazione. I sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione sono regolati in funzione del numero dei passeggeri, la chiusura delle porte è programmata al fine di evitare la dispersione termica e l’illuminazione per i passeggeri, a LED, si regola automaticamente sulla base della luce esterna. L'ETR 104 offre ben 509 posti, di cui 321 a sedere.

Ma oltre agli aspetti tecnici, non può mancare un appunto a quelli prettamente "politici": all'interno dell'articolo pubblicato qualche giorno fa, avevamo ricostruito la storia dei Pop calabresi, citando la firma del Contratto di Servizio tra Regione Calabria e Trenitalia a dicembre 2019, e proprio in tale occasione era stato illustrato il cronoprogramma relativo alla consegna dei nuovi treni destinati alla nostra regione, e proprio i 4 Pop sarebbero stati i primi convogli ad essere consegnati entro la fine 2020. Effettivamente così è stato, ma semplicemente perchè, appunto, era stato già previsto un anno fa. A tal proposito, quindi, cogliamo l'occasione per pubblicare la lettera aperta inviataci dall'ex Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, che con maggiore precisione e chiarezza, ricostruisce il lungo e travagliato iter che dal 2017 al 2019 ha portato alla firma di un Contratto di Servizio a dir poco storico per la nostra Regione. Per fugare ogni dubbio, queste precisazioni non hanno lo scopo di attribuire meriti a qualcuno e toglierne ad altri, visto che è il risultato quello che conta, soprattutto per i pendolari calabresi: lo scopo è invece quello di offrire un'informazione chiara e puntuale ai cittadini, al fine di ricostruire in modo oggettivo in che modo (e quando) è stato possibile raggiungere un obiettivo atteso da oltre 10 anni. 

Alle 13.12 di oggi sulla relazione Reggio Calabria - Cosenza ha viaggiato il primo dei nuovi quattro treni ETR 104 “POP” che in questa settimana integreranno la flotta di treni di Trenitalia in Calabria *.
 
Era il 2 dicembre dello scorso anno quando ArtCal, l’Autorità Regionale dei Trasporti della Regione Calabria, rappresentata dal suo commissario dott. Francesco Cribari e Trenitalia, rappresentata dal suo Amministratore Delegato nonché Direttore Generale, Ing. Orazio Iacono, firmarono il nuovo contratto di servizio per il Trasporto Pubblico di interesse regionale per la Calabria, valido per 15 anni, dal 2018 fino al 2032.
Tale contratto, disponibile per consultazione su più siti (ad esempio, https://www.trenitalia.com/content/dam/tcom/allegati/trenitalia_2014/in_regione/Contratto_di_Servizio_Trenitalia_-_ARTCal_2018-2032.pdf), è stato firmato al termine di una fase di negoziazione durata circa tre anni che ha visto impegnata la giunta regionale guidata dal Presidente Oliverio e il proprio “braccio operativo” Artcal in una vera e propria battaglia, per rivendicare il ruolo primario nel trasporto pubblico calabrese del servizio ferroviario, da troppi anni relegato ai margini degli investimenti pubblici, sia a livello nazionale che regionale.
E non ci si riferisce soltanto agli investimenti per le infrastrutture che nel corso della giunta Oliverio hanno goduto di luce nuova (l’avvio dei lavori per l’elettrificazione della linea jonica è solo uno degli impegni assunti e con lavori pure avviati), ma anche per il materiale rotabile. A distanza di trent’anni dall’arrivo degli ultimi treni nuovi sulla linea jonica, avendo onorato fino in fondi i debiti contratti fino al 2013 con Trenitalia sul precedente contratto di servizio, sono arrivati tre treni diesel nuovi di zecca, gli Swing.
Il contratto di servizio firmato lo scorso 2 dicembre 2019 prevede un articolato piuttosto complesso, che ha posto in primo piano il ruolo dell’attore protagonista del contratto, ovvero, il viaggiatore. Nel contratto si parla non solo di corrispettivi, ma anche di monitoraggio della qualità dei servizi, degli obiettivi di efficacia ed efficienza, di premi, di penalità e, FINALMENTE, di investimenti e rinnovo del materiale rotabile. Tutto è concordato tra i soggetti sottoscrittori del contratto (vedi art. 7 - Piano degli Investimenti).
Nel 2020 è prevista l’entrata in esercizio di quattro treni a trazione elettrica (ETR 104 “POP”). Nel 2023 ci saranno altri tre treni elettrici, che diventeranno dieci nel 2024.
Ci saranno anche tredici treni bimodali (elettro-diesel) che potranno viaggiare sia su linee elettrificate che non. I primi tre sono previsti in esercizio nel 2022, altri cinque nel 2023, i restanti cinque nel 2024. Nel 2021 arriveranno anche due nuove locomotive per il soccorso. In totale i treni nuovi saranno 29 (includendo anche i locomotori per il soccorso). Tutti i treni nuovi saranno finanziati dalla Regione Calabria, utilizzando allo scopo fondi PON, POR e FSC.
Anche Trenitalia farà la sua parte. Gli otto Minuetto elettrici attualmente circolanti diventeranno 12 nel 2021, mentre gli Swing, che oggi come ricordato sono tre, diventeranno cinque nel 2023, sette nel 2024 e 11 nel 2026.   Per quanto riguarda gli investimenti, la Regione Calabria, all’atto della firma del contratto di servizio, ha assicurato una copertura per circa 240 milioni, mentre l’investimento di Trenitalia è di 70 milioni. Per effetto di tali investimenti, l’età media dei treni, dagli attuali 30 anni, passerà nel 2026 a 8 anni. Il quadro si completa ricordando che, a fronte di un debito di oltre 200 milioni accumulato per il Trasporto Pubblico Locale in Calabria fino al 2013, dal 2014 al 2019 (giunta Oliverio) non è stato contratto un euro di debito.
Questo sforzo, strategico, economico, tecnico e organizzativo, in molti lo hanno definito un’autentica rivoluzione nei trasporti in Calabria. Se di rivoluzione si tratta, ricordo che Oliverio amava piuttosto parlare di “rivoluzione della normalità”.  E’ normale avere una linea ferroviaria elettrificata. Non è normale aver atteso 50 anni perché ci si occupasse del problema sulla jonica, considerando anche i costi relativamente contenuti (700 milioni di euro) rispetto alla marea di risorse impegnate per le infrastrutture in Calabria da quando è nata la Regione.
 Rivoluzione o non, è giusto che la storia (e, soprattutto, chi la racconta) ricordi i protagonisti, a dispetto dei goffi e maldestri tentativi di intestarsi meriti altrui.
* Roberto Musmanno, docente universitario e ex assessore regionale alle Infrastrutture
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Le voci di un avvio dei primi servizi regolari in Calabria per i treni ETR 104 Pop di Trenitalia, già a partire dal prossimo lunedì, si fanno sempre più insistenti. Il primo nuovissimo convoglio di Trenitalia, giunto nella nostra Regione lo scorso 18 settembre, è lo 043: dovrebbe quindi essere quest'ultimo ad effettuare una prima corsa tra Reggio Calabria Centrale e Cosenza, lunedì 9 novembre. Ovviamente, a causa dell'emergenza Covid-19 in corso con conseguente dichiarazione di Zona Rossa per la Calabria, purtroppo il servizio partirà in sordina: salvo ripensamenti, non ci saranno quindi eventi inaugurali, almeno finchè perdurerà lo stato di emergenza. L'ETR 104 043 sarà seguito da ulteriori tre complessi: nonostante il periodo a dir poco complicato in corso, la Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, sia a livello nazionale che calabrese, ha perfettamente rispettato i tempi di consegna preventivati, che prevedevano la consegna dei primi "Pop" entro la fine del 2020. Un segnale di grande professionalità, rispetto ed attenzione alla Calabria ed ai suoi pendolari, da parte dell'impresa ferroviaria del gruppo FS Italiane.
A meno di un anno di distanza dalla storica firma del Contratto di Servizio di 15 anni, tra Regione Calabria e Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, avvenuta a dicembre 2019 si concretizzano i primi importanti risultati in tema di rinnovo del materiale rotabile, grazie al lavoro serrato ed alle trattative di ben tre anni, dal 2017 al 2019, dell'Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria all'epoca condotto dal Prof. Roberto Musmanno, durante la Giunta Oliverio. E proprio all'ex Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, va riconosciuto un forte impegno nel rilancio del trasporto ferroviario regionale gestito da Trenitalia sulla rete calabrese, dalla Ferrovia Jonica alla Tirrenica Meridionale, passando per le trasversali Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale e Sibari - Cosenza - Paola oltre che sul servizio metropolitano Rosarno - Melito di Porto Salvo: non va dimenticato che la firma del Contratto di Servizio è stata possibile grazie alla copertura di un debito di circa 100 milioni di Euro che la Regione Calabria aveva contratto con Trenitalia tra il 2009 ed il 2014, impedendo di fatto qualsiasi prospettiva di rinnovamento futuro del materiale rotabile e incremento dei km/treno.
Ma il rinnovo del materiale rotabile non si ferma ovviamente qui: cogliamo l'occasione infatti per ricordare quali saranno i prossimi step, che porteranno nei prossimi anni ad un cambiamento radicale dei servizi ferroviari regionali di Trenitalia nella nostra regione. 
Nel 2023 giungeranno 3 nuovi treni elettrici a media capacità, che potrebbero essere di costruzione Bombardier, e diventeranno 10 dal 2024.
Il top della flotta della DPR Calabria, saranno però i treni bimodali, che potranno circolare sia sulle linee elettrificate che su quelle a trazione diesel dando quindi la possibilità di istituire servizi diretti senza rotture di carico, di costruzione Hitachi: nasceranno a Reggio Calabria, e finalmente rimarranno in Calabria. Si tratta di 13 treni in totale, ed i primi tre saranno consegnati nel 2022, altri cinque nel 2023 e saranno 13 a regime nel 2024.
I già esistenti Minuetto elettrici sono ad oggi, 8 unità: diventeranno 12 dal 2021.
Gli ATR 220 Swing sono invece, ad oggi, 3 unità: diventeranno 5 nel 2023, 7 nel 2024 ed 11 dal 2026 in poi (in realtà nel caso dell'incremento dei treni Swing i tempi potrebbero essere anticipati).
Relativamente agli ETR 104 Pop, quando i tempi lo consentiranno, sicuramente dedicheremo ad essi un approfondimento tecnico e valutativo su comfort e tanti altri aspetti che, speriamo presto, rileveremo con un viaggio a bordo di questi nuovissimi convogli: seguiranno aggiornamenti.

 

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Nella nostra regione, gli stabilimenti Hitachi Rail Italy di Reggio Calabria sono da tutti conosciuti come una vera eccellenza dell'industria ferroviaria a livello nazionale ed internazionale. In pochi, però, conoscono un'altra importantissima realtà, in questo caso appartenente al gruppo FS Italiane: si tratta dell'ONMO di Catanzaro, Officina Nazionale Mezzi d'Opera. Per tutta Italia, infatti, rappresenta il punto di riferimento per la manutenzione dei rotabili da cantiere appartenenti a Rete Ferroviaria Italiana: dai motocarrelli, alle rincalzatrici, con una specializzazione ottenuta da qualche anno anche su rotabili diagnostici. E' infatti ormai costante la presenza delle automotrici diagnostiche Car.on.te e Car.on.te 2, che percorrono quotidianamente l'intera rete ferroviaria nazionale effettuando rilievi sull'infrastruttura. Non era però mai accaduto che, le importanti officine catanzaresi raccordate alla stazione di Catanzaro Lido, si occupassero della realizzazione ex novo di rotabili diagnostici: addirittura una novità assoluta è la lavorazione di materiale rotabile ordinario, con particolare riferimento a carrozze tipo UIC-X. Grazie alla cooperazione con l'ONAI (Officina Nazionale Attività Industriali) RFI di Carini (PA), a Catanzaro è stato totalmente ricondizionato il bagagliaio tipo UIC-X originariamente classificato 61 83 99 90 034-8 ed appartenente al treno diagnostico Archimede. Il rotabile è stato di fatto trasformato in una nuova carrozza diagnostica, denominata Aldebaran 2.0, che percorrerà tutta l'Italia, occupandosi attraverso le attrezzatura installate al suo interno dalle officine catanzaresi, di rilievi tecnici su armamento e linea di contatto, sulle tratte ferroviarie elettrificate. A Catanzaro, la vettura UIC-X appartenente alla serie 1975, che prima di entrare nell'asset dei rotabil diagnostici , trasportando bagagli e piccole merci ha percorso l'Italia e probabilmente parte d'Europa in composizione a treni a lunga percorrenza, ha ricevuto anche la nuova livrea giallo-blu prevista per i treni diagnostici di RFI, oltre ad una revisione generale. 
Abbiamo ripreso questa vettura ovviamente non ancora trasformata, assieme ad altre tre analoghe sempre appartenenti al convoglio diagnostico Archimede, lo scorso mese di maggio: sono state inviate da Reggio Calabria Centrale a Catanzaro Lido percorrendo la Ferrovia Jonica sud, attraverso due treni straordinari condotti da doppie di D445. E' quindi molto probabile che, all'ONMO di Catanzaro, siano in lavorazione anche le altre tre carrozze. Un grande risultato, motivo di orgoglio per una Calabria che però ancora conosce troppo poco le eccellenti realtà industriali a livello ferroviario, presenti sul territorio. 

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Ora o mai più: è questo, da qualche mese, il nostro "slogan" sugli importanti investimenti in infrastrutture ferroviarie in Calabria. Investimenti che probabilmente in futuro sarebbero molto più difficili realizzare in confronto ad oggi, momento storico in cui, a causa dell'emergenza sanitaria mondiale da Covid-19, da parte dell'UE è stato varato un piano di finanziamenti senza precedenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo più volte ribadito che attraverso il piano di Recovery Fund, sarebbe possibile abbattere l'atavico isolamento che soffre la Calabria, realizzando una nuova linea ad Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria e, possibilmente, anche un attraversamento stabile dello Stretto di Messina, sia esso un tunnel subalveo o un ponte sospeso, dando così continuità al Corridoio multimodale 5 della rete TEN-T europea, che collegherebbe i porti della Scandinavia con Malta, passando attraverso l'Italia e quindi attraverso Calabria e Sicilia. La nuova linea ad Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria potrebbe inoltre essere realizzata seguendo la proposta dei Professori universitari Roberto Musmanno e Francesco Russo, rispettivamente ex assessori regionali alle Infrastrutture ed alla Logistica, che prevede la costruzione di una ferrovia ad alta velocità ma non ad alta capacità, e destinata quindi al solo traffico viaggiatori, con velocità massima di 300 km/h. Di fatto, gli stessi standard del resto della rete AV/AC italiana, ma con costi di costruzione stimati in 1/3 rispetto ad una linea Alta Velocità ma anche Alta Capacità, destinata anche ad un trasporto merci che, di fatto, ha continuato (e continuerà) a servirsi esclusivamente della rete ferroviaria convenzionale. 
Proprio oggi, l'On. Enza Bruno Bossio, in prima linea in questa battaglia, ha comunicato che con il voto odierno in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, il Governo si è impegnato alla realizzazione di un Piano per il Sud utilizzando le risorse del Recovery Fund. In particolare, per Calabria e Sicilia, viene prevista la redazione, entro fine 2020, di uno studio di fattibilità per la realizzazione di una nuova linea ad Alta Velocità "light" (ovvero con le caratteristiche sopra descritte) da Salerno a Reggio Calabria, su tracciato integralmente nuovo rispetto all'attuale Ferrovia Tirrenica Meridionale, e prosecuzione verso la Sicilia attraverso la costruzione di un attraversamento stabile dello Stretto di Messina, tale da connettere la nuova AV Salerno - Reggio Calabria alla costruenda AV siciliana tra Messina, Catania e Palermo. 
Non si tratta di semplici parole ed impegni, presi oggi: gli organi preposti, con Italferr in prima linea, sono già all'opera nella redazione dello specifico studio di fattibilità, che auspichiamo possa prevedere anche il potenziamento infrastrutturale (anche con la costruzione di appositi tracciati su nuova sede) delle linee ferroviarie afferenti al versante Jonico, dove a quel punto dovrà essere conseguente il finanziamento per l'elettrificazione della tratta Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo.
Ed a proposito di Ponte sullo Stretto, sempre nella giornata odierna è stata pubblicata una interessante proposta a firma del Prof. Aurelio Misiti, stimato tecnico ed ex viceministro dei Trasporti, che abbiamo peraltro avuto modo di conoscere nel lontano 2007, in occasione di una visita ai cantieri per la costruzione della variante Catanzaro Lido - Settingiano sulla traversale Catanzaro Lido - Lamezia Terme Centrale: secondo Misiti, sarebbe possibile realizzare una struttura sospesa dotata però di due piloni intermedi, posti in mare a ridosso delle coste calabresi e siciliane (quindi in acque relativamente poco profonde), in modo tale da limitare la lunghezza della sezione centrale sospesa a "soli" 2000 metri. Questo permetterebbe di ridurre i costi (2 miliardi di euro) ed i tempi di costruzione dell'opera (quattro anni), annullando la criticità derivante dal forte vento che per almeno 15 giorni annui obbligherebbe ad una chiusura al traffico per il Ponte concepito con unica campata di 3 km. Nulla cambierebbe per le infrastrutture stradali e ferroviarie sulla struttura: doppio binario AV centrale e due corsie autostradali laterali. Anche in questo caso, da come comunica il Prof. Misiti, Italferr sarebbe già all'opera nella redazione di questo importante progetto. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, nel nostro piccolo, non possiamo quindi che sostenere tutto l'impegno da parte delle figure politiche, di ogni colore, che si stanno occupando di ciò che dal 1861 ad oggi non è mai accaduto: unificare davvero l'Italia, e questa è l'era in cui potrà farlo quell'Alta Velocità ferroviaria che ha cambiato, in positivo, il destino dei territori attraversati.

 

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Esattamente un anno fa, il 16 settembre 2019, la Calabria e la sibaritide in particolare, vincevano una scommessa alla quale, continueremo sempre ad ammetterlo, inizialmente non avevamo creduto neppure noi di Associazione Ferrovie in Calabria. Ci riferiamo al Frecciargento Sibari - Roma Termini - Bolzano, un servizio nato grazie ad una importantissima sinergia tra la Regione Calabria, con particolare riferimento all'Assessorato alle Infrastrutture condotto dal Prof. Roberto Musmanno, e Trenitalia - Divisione Passeggeri Long Haul. Questo treno, come in tanti ricorderanno, veniva realizzato grazie ad un finanziamento di 1,6 milioni di Euro da parte della Regione Calabria, al fine di rendere economicamente sostenibile un collegamento pensato per compiere un primo passo nel ritorno della lunga percorrenza ferroviaria nella sibaritide e lungo la Ferrovia Jonica. Trenitalia infatti, fin da subito, durante l'interlocuzione avviata dalla Senatrice Rosa Silvana Abate, aveva specificato che difficilmente un simile collegamento si sarebbe potuto sostenere soltanto dalla vendita dei biglietti, rendendo quindi necessario un finanziamento pubblico al fine di garantirne la sostenibilità sul tratto Napoli Centrale - Sibari (il treno infatti è un prolungamento di un già esistente Bolzano - Roma Termini). 
Il Frecciargento partì con numeri da record, che continuò a mantenere fin quando l'emergenza Covid-19 non cambiò, purtroppo tragicamente, le carte in tavola nella vita di tutti i giorni, trasporti pubblici compresi, in tutto il mondo. Addirittura, grazie al notevole successo di frequentazione, anche per la presenza delle fermate di Paola (in quest'ultima stazione sono state impostate, su nostra proposta, coincidenze da/per Lamezia Terme Centrale/Reggio Calabria Centrale) e Scalea - Santa Domenica Talao, il treno raggiunse a inizio 2020 la sovracompensazione, ovvero la Regione Calabria, probabilmente, nel 2020 avrebbe dovuto investire una somma minore rispetto agli 1,6 milioni di Euro previsti. 
Ma la scommessa più grande per questo treno, oltre al futuro prolungamento fino a Crotone/Catanzaro Lido, una volta completata l'elettrificazione, era la fermata di Settimo di Montalto. Un'infrastruttura piccola, economica, ma incredibilmente strategica. Proposta e promessa dallo stesso AD di RFI Maurizio Gentile, sarebbe dovuta sorgere a poche centinaia di metri dall'UNICAL, a servizio dell'area urbana di Rende e Cosenza, che a pochi minuti di auto o bus urbano, avrebbe con facilità potuto servirsi di questo importante collegamento ad Alta Velocità, senza la necessità di raggiungere Paola. Il costo della piattaforma di Settimo di Montalto si aggirava attorno agli 800.000 euro, peraltro finanziati su fondi POR della Regione Calabria. Addirittura la costruzione, da parte di RFI, era stata assicurata entro il dicembre 2019. Problematiche burocratiche la fecero slittare a marzo 2020, ma poi, anche complice l'emergenza Covid-19 e le precedenti elezioni regionali, tutto è caduto nel dimenticatoio. O meglio, si è ripiegati nell'istituzione della fermata di Torano - Lattarico, in attesa (eterna) di Settimo di Montalto, con risultati purtroppo catastrofici a livello di frequentazione, esattamente come avevamo (e non da soli) previsto. 
Insomma, errori su errori, lungaggini, dimenticanze: oggi siamo in pochi, ancora, a ricordare la strategicità di Settimo di Montalto, ribadendo che il finanziamento per la costruzione è già in essere, con risorse economiche appartenenti ai calabresi!
A questo punto, quindi, non possiamo che chiederci ancora una volta: l'Assessore Regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, si sta occupando di questa vicenda? Ha interesse in ciò? E' possibile, per lo meno, che essa si esprima in tal senso pubblicamente (visto che il tema riguarda un'infrastruttura e SOPRATTUTTO denaro appartenente ai calabresi), con un comunicato stampa o qualcosa del genere, visto e considerato che non ha alcuna intenzione di incontrare nè le associazioni di settore e nè addirittura i senatori ed i deputati del territorio, nè di tornare a convocare l'Osservatorio della Mobilità (organo peraltro istituito con apposita delibera regionale, non certo convocabile o meno in base all'umore dell'assessore di turno).
Assessore Catalfamo, se c'è, batta un colpo, e stia tranquilla: le Associazioni non mordono (e non demordono, soprattutto)!

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