Sembrava un miraggio, un sogno da appassionati di treni e ferrovie, ma non lo era: si è svolta oggi, tra Reggio Calabria Centrale e Catanzaro Lido e ritorno, una corsa prova per il locomotore D445 1104 e le prime due vetture UIC-Z Eurofima ristrutturate, destinate ai servizi IC sulla linea Jonica. Di fatto, una delle composizioni che entreranno in servizio sulla coppia di treni IC 562/559 Reggio Calabria Centrale - Taranto e vv, a partire da giorno 10 settembre. La corsa prova ha avuto come obiettivo principalmente quello di testare il corretto funzionamento del sistema di lateralizzazione tramite condotte a 18 poli, installato sulla locomotiva D445 1104, che verrà presto affiancata da altre 7 unità, alcune delle quali (tra cui proprio la 1104), inizialmente utilizzate come locomotive di soccorso sulle linee ad Alta Velocità. Nello specifico, le ulteriori unità che verranno assegnate al Deposito di Reggio Calabria, saranno le 1086, 1101, 1126, 1056, 1128, 1063, 1141. Alcune di esse, come la 1101, 1141, 1086 e 1126, in verità appartengono già al deposito reggino e vengono da tempo utilizzate per la trazione della coppia di IC Reggio C. Centrale - Taranto e vv sopracitata, seppur ovviamente senza lateralizzazione specifica per le vetture della Divisione Passeggeri Nazionale. Il loro utilizzo, dal giugno 2013 (data di istituzione dell'IC 562/559) fino allo scorso 9 giugno, è stato esclusivamente con 2 vetture UIC-X IR del trasporto regionale, dotate di sistemi di lateralizzazione tramite condotta a 78 poli, presente esclusivamente sulle carrozze regionali e sulle D445 di seconda e terza serie (con alcune eccezioni nella prima serie). 
Dal prossimo 10 settembre torneranno sotto una nuova veste, e sanciranno il ritorno del vero materiale rotabile a lunga percorrenza sulla linea Jonica: ma oltre al ritorno del materiale, l'obiettivo che sembra finalmente concretizzarsi, è quello del ritorno dei collegamenti a lunga percorrenza, inizialmente almeno da/per Milano Centrale e Roma Termini. Ma di questo ne parleremo meglio nelle prossime settimane: in ogni caso, si realizza un altro grande passo, in positivo, per il servizio ferroviario jonico, dopo l'avvio degli storici lavori di elettrificazione. Prossimo appuntamento al  10 settembre, con l'avvio del primo servizio IC tra Reggio Calabria Centrale e Taranto e ritorno, con le carrozze UIC-Z!

Un ringraziamento all'amico Daniele Montepaone per la gentile concessione dei fotogrammi tratti dal suo video, dedicato al transito della corsa prova dalla stazione di Soverato. 


Per quasi quaranta anni, intere generazioni di attivisti e semplici cittadini della costa jonica calabrese, si sono chiesti quale sarebbe stata la tanto agognata data di inizio elettrificazione della più importante infrastruttura di questo territorio: la Ferrovia Ionica. Ce lo siamo chiesti, seppur con la consapevolezza che ormai questa data fosse vicinissima, fino ad una settimana fa: ed infatti il giorno è arrivato, il 30 agosto 2018. Una data che ricorderemo per sempre, e che avremo il piacere e l'onore di raccontare alle future generazioni di calabresi, appassionati e studiosi di trasporto ferroviario, e non. 
Nella calda giornata di ieri, abbiamo infatti assistito presso la totalmente rinnovata stazione di Corigliano, alla posa del primo palo di tipo "LS", sul lato esterno del binario 1, versante sud. Dopo solo un'ora, di pali posti in opera ce n'erano già 16, sui binari 1 e 2 di stazione, e la posa sta proseguendo in piena linea in direzione Crotone/Catanzaro Lido. Un'emozione indescrivibile, veder rinascere una ferrovia che solo tre anni fa sembrava essere precipitata in una pericolosissima spirale negativa di depauperamento infrastrutturale e di collegamenti sia regionali che a lunga percorrenza.
Ma la posa del primo palo, è stata ieri parte integrante di un importante evento organizzato da Regione Calabria e Rete Ferroviaria Italiana sempre all'interno della stazione di Corigliano. In un breve convegno iniziale, moderato dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno, sono intervenuti il Commissario Straordinario della neonata città di Corigliano - Rossano, il Dott. Domenico Bagnato, l'Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile, ed il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Un evento che abbiamo apprezzato molto, durante il quale sono state messe da parte tutte le divergenze politiche e settoriali: ieri si era tutti uniti in un unico coro di entusiasmo per il miglioramento della mobilità sulla fascia jonica calabrese. Oltre ai rappresentanti della Giunta Regionale, erano presenti infatti anche le neo-senatrici del Movimento 5 Stelle Silvia Gelsomina Vono di Soverato, e Silvana Rosa Abate di Corigliano, entrambe attivissime proprio per il rilancio delle infrastrutture stradali e ferroviarie joniche. Un plauso ed il totale sostegno agli interventi di elettrificazione sulla linea Jonica sono giunti anche dal Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Ma abbiamo avuto anche il piacere di incontrare e discutere delle comuni battaglie anche con gli amici Fabio Pugliese, Presidente dell'Associazione Basta Vittime sulla SS.106, ed Euristeo Ceraolo, storico attivista di Rossano, onnipresente in tutte le iniziative di proteste e proposta legate alle sorti della Ferrovia Jonica ed i suoi servizi regionali ed a lunga percorrenza (emblematica la sua battaglia, da noi condivisa in toto, sul ripristino dell'InterCity Notte Crotone - Milano Centrale e vv).
Tornando al convegno, l'Assessore alle Infrastrutture, oltre a moderare i lavori ha esposto dettagliatamente e tecnicamente quanto previsto negli interventi di totale ricostruzione (e non esageriamo a definirla "ricostruzione") della Ferrovia Jonica, per la quale dal precedente governo nazionale sono stati stanziati già lo scorso anno 530 milioni di Euro destinati ad interventi infrastrutturali e rinnovo del materiale rotabile, oltre agli ulteriori 150 destinati esclusivamente all'elettrificazione della tratta Catanzaro Lido - Sibari con prosecuzione verso Lamezia Terme Centrale, facendo così nascere, peraltro, un interessante corridoio alternativo anche merci, di collegamento tra Sicilia/Porto di Gioia Tauro ed il versante adriatico italiano/est Europa. Per tutti i dettagli relativi agli interventi infrastrutturali in corso e futuri sull'intera linea Sibari - Melito di Porto Salvo, riportiamo ai link segnalati in alto: molto brevemente, ricordiamo comunque che l'upgrade riguarda principalmente il rinnovo integrale del binario con sostituzione del vecchio armamento con nuove rotaie UNI 60 e traverse in cap ed attacco rotaia/traversa di tipo Vossloh, la velocizzazione degli itinerari di entrata/uscita dei convogli nelle stazioni, sia in deviata che in corretto tracciato, ed in un alcuni casi con la possibilità di effettuazione degli ingressi contemporanei di due convogli incrocianti. Inoltre è prevista l'eliminazione dei 77 passaggi a livello attualmente esistenti lungo la linea, fonte di rallentamento della circolazione ferroviaria oltre che di carenze di sicurezza (anche se ciò accade a causa di errati e pericolosissimi comportamenti di autisti e pedoni), di concerto con i Comuni, il ripristino dei binari di incrocio nelle stazioni "vittima" di right-sizing, l'istituzione del Rango C di velocità, rinnovo dei fabbricati di stazione e delle aree accessibili al pubblico. Questi interventi sono stati eseguiti in gran parte lo scorso anno tra Catanzaro Lido e Rossano, mentre in contemporanea con l'elettrificazione appena avviata, volgono ormai al termine tra Rossano e Corigliano. Nell'estate 2019, tali interventi infrastrutturali sono previsti sulla Catanzaro Lido - Melito di Porto Salvo, tratta per la quale è anche prevista l'elettrificazione, da finanziare entro la fine del 2019. 
I lavori di elettrificazione della tratta Sibari - Catanzaro Lido proseguiranno per circa un anno, in orario notturno per non interferire con la circolazione dei treni: peraltro l'installazione della palificazione, oggi molto rapida in quanto i pali vengono imbullonati ad un plinto di cemento all'interno della cui gittata vengono affogati i 4 punti di ancoraggio del palo, ha richiesto una lunga sequenza di passaggi burocratici presso gli organi di tutela paesaggistica ed archeologica. In questi mesi di lavori di installazione della palificazione, RFI completerà la progettazione ed avvierà la costruzione delle Sottostazioni Elettriche (SSE), ovviamente necessarie a garantire la continuità di alimentazione elettrica della catenaria. Anche in questo caso, infatti, è necessario individuare aree possibilmente lontane da luoghi densamente abitati, ma allo stesso tempo non eccessivamente distanti dai principali elettrodotti Enel, dove connettere le SSE.


Ben chiari i benefici che deriveranno dall'elettrificazione della Ferrovia Jonica: noi, in ordine di importanza, considerando l'atavico isolamento che attanaglia il versante jonico calabrese, poniamo il ritorno dei collegamenti InterCity ed InterCity Notte con il resto d'Italia, e soprattutto l'istituzione di collegamenti Frecciargento da/per Roma Termini. Ma perchè no, previo accordo con le società ferroviarie nazionali estere, anche l'istituzione di collegamenti periodici da Francia, Austria e Germania per incentivare il turismo in un territorio la cui vocazione primaria è proprio quella turistica, culturale ed agricola. 
Ma chiaramente anche i collegamenti regionali avranno grandissimo beneficio dalla messa sotto tensione della Ferrovia Jonica: saluteremo definitivamente quelle che per noi rimarranno comunque le "mitiche" automotrici ALn668 ed ALn663 e comunque, in gran parte, tutto il materiale a trazione diesel, chiaramente meno versatile di quello elettrico (basti pensare alla necessità di rifornimento carburante, ovviamente inesistente sui convogli a trazione elettrica), rendendo così maggiormente uniforme ed armonica l'intera offerta regionale di Trenitalia. Non sarà utopia avere, per esempio, collegamenti diretti tra il versante Jonico e Cosenza, o tra la tratta Sibari - Catanzaro Lido e Reggio Calabria Centrale via Lamezia Terme Centrale. Non dimentichiamo inoltre che, con il materiale rotabile elettrico, diventerà finalmente sfruttabile l'upgrade infrastrutturale e l'istituzione del rango C: la presenza del Blocco Conta Assi rende possibile raggiungere la velocità massima di 150 km/h, già di tutto rispetto se consideriamo che oggi si viaggia al massimo a 130 km/h (e con maggiori tempi di accelerazione/decelerazione del materiale diesel rispetto a quello elettrico). Non è però da escludere, in futuro, l'installazione di diversi sistemi di Blocco, in modo da rendere possibile anche il raggiungimento di velocità superiori ai 150 km/h, considerando che l'infrastruttura tecnicamente lo consentirà. A quel punto, peraltro, riteniamo venga da sè anche l'istituzione del Rango P, in modo da poter valorizzare a dovere le performance velocistiche dei convogli Frecciargento, effettuati da materiale ad assetto variabile delle tipologie ETR.485 ed ETR.600. 


In generale, comunque, il mix tra elettrificazione, velocizzazione e ripristino dei punti di incrocio, renderà possibile un notevole incremento della capacità della linea: lo stesso AD di RFI Maurizio Gentile, discutendo dell'Accordo Quadro firmato proprio nella giornata di ieri assieme al Presidente Mario Oliverio, ha specificato che in futuro, quando tutti questi interventi saranno completati, sarà possibile garantire un servizio orario di treni Regionali Veloci tra Sibari, Catanzaro Lido e Reggio Calabria, intervallati da servizi Regionali di tipo più tradizionale effettuanti tutte le fermate, anch'essi a cadenzamento orario, creando così una maglia di servizi ogni '30 minuti circa. Ed ecco sfatato il mito: non è necessario il doppio binario per aumentare il numero di treni, ma bastano oculati interventi sull'infrastruttura e sulla tecnologia di gestione della stessa, oltre a materiale rotabile performante. E, non dimentichiamo, anche risorse economiche, visto che i treni non circolano solo con le buone intenzioni...!
E con quest'ultima frase, ci avviamo verso la conclusione dell'articolo: una frase che vuole dire tanto, a circa un anno dalle prossime elezioni regionali. Ad oggi nessuno può dire chi sarà il futuro presidente della Regione Calabria, nè l'Assessore alle Infrastrutture ed ai Trasporti. Quello che riteniamo sia un OBBLIGO di chi ci sarà, è la prosecuzione dello storico percorso virtuoso avviato dalla Giunta Oliverio, dal 2014 ad oggi, ed in particolare dall'Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno. Non un semplice assessore, ma un validissimo e concreto tecnico, ed una persona appassionata del proprio lavoro e soprattutto aperta ad ogni ora del giorno ed ogni giorno della settimana a tutte le istanze dei cittadini calabresi, pendolari e non. Grazie alla disponibilità di questa persona, alla quale va tutta la gratitudine dell'Associazione Ferrovie in Calabria, tra qualche anno vivremo in una Calabria irriconoscibile in positivo nel campo dei trasporti. Dopo decenni non di nulla (magari fosse stato il nulla!), ma di pericolosa involuzione specie sul trasporto ferroviario. Non c'è stato colore politico che ha fatto la differenza: siamo passati dal centro-destra al centro-sinistra, in una continua alternanza, peggiorando un anno dopo l'altro, dalla fine degli anni '80 fino al 2014. Nella giornata di ieri, lo stesso Roberto Musmanno, ha espresso esattamente quello che è il nostro pensiero: oggi si sta normalizzando la Calabria. Si sta realizzando il rinnovo e l'elettrificazione della Ferrovia Jonica, che doveva però avvenire 20 anni fa. Se ciò fosse stato realizzato all'epoca, oggi l'impegno dell'Assessore e della Giunta Regionale sarebbe stato rivolto magari verso il raddoppio della Ferrovia Jonica, o la costruzione (non uno studio di fattibilità, peraltro in corso di redazione) di una linea ad Alta Velocità per collegare molto più velocemente la nostra bellissima Regione al resto d'Italia e d'Europa. Sarà questo l'impegno delle prossime amministrazioni regionali, continuità politica o meno che sia? Speriamo di sì: se non lo sarà, ci saremo sempre noi a ricordarglielo. Per adesso, onore al merito: Roberto Musmanno, Francesco Russo e Mario Oliverio, al di là dei colori politici, oggi sono già passati alla storia come coloro che stanno avvicinando la nostra amata Calabria agli standard di modernità del resto del Paese.


Egregio Ministro,

sono trascorsi alcuni giorni dal tragico avvenimento di Brancaleone (RC), nel quale hanno perso la vita due bambini di 6 e 12 anni investiti da un treno Regionale in corsa lungo la linea Jonica, assieme alla mamma rimasta gravemente ferita. Ma nell'animo, anche la Calabria e l'Italia intera sono rimaste ferita da una simile sciagura. La nostra Associazione, assieme a tante altre in Calabria, ha immediatamente manifestato, per quanto poco possa essere utile ad alleviare questo enorme dolore, la totale vicinanza alla famiglia delle vittime ed alla comunità di Brancaleone, senza dimenticare il personale ferroviario (macchinista e capotreno) che sfortunatamente conduceva il Regionale 3670 Reggio Calabria Centrale - Catanzaro Lido. E proprio ai ferrovieri rivolgiamo un pensiero particolare, poichè non vanno assolutamente sottovalutati i risvolti psicologici negativi di chi, purtroppo, si ritrova suo malgrado ad assistere in prima persona ad un evento nefasto e cruento del genere, non avendo praticamente alcuna possibilità di evitarlo. 
E proprio da ciò, vogliamo entrare nel vivo di questa missiva: nel Suo comunicato relativo all'incidente di Brancaleone, specificava che "Investiremo di più in ogni ambito della sicurezza ferroviaria, compresa la sensibilizzazione dei cittadini rispetto ai comportamenti più corretti da tenere quando ci si trova nei pressi di un binario". Ci verrebbe da dire: finalmente un Ministro dei Trasporti che ha il coraggio di dirlo, senza precipitare nel classico "perbenismo ipocrita" - spesso anche di molti giornalisti - di chi definisce il treno "assassino". 
Crediamo che una delle principali campagne mirate ad aumentare la sicurezza del trasporto ferroviario, sia proprio quella dedicata a chi si trova in stazione, o peggio a chi si trova in luoghi dove non dovrebbe trovarsi. Gli attraversamenti indebiti delle linee ferroviarie, che come ovvio non sono recintabili per tutta la loro estensione (parliamo di decine di migliaia di km, e solo nel caso della Jonica di ben 472), sono in costante aumento. In costante aumento come i cosiddetti "tallonamenti" dei passaggi a livello, molto spesso con veicoli che rimangono bloccati tra le barriere (e ricordiamo in tale occasione le vittime dell'assurdo incidente di Caluso, dove un trasporto eccezionale è rimasto incastrato in un passaggio a livello ed è stato investito dal convoglio in arrivo, provocando due vittime). Senza dimenticare le troppe distrazioni di chi cammina in stazione ascoltando musica o assorto sul proprio cellulare, non rispettando la cosiddetta distanza dalla linea gialla sui marciapiedi, o peggio ancora chi attenta letteralmente alla propria vita con la moda del selfie estremo (situazione peraltro vissuta da me in persona, a bordo di un treno Regionale lungo la linea Jonica, fortunatamente conclusasi solo con un grande spavento mio e del personale ferroviario). 
Tutta questa serie di comportamenti superficiali o peggio ancora volontari, sta causando una più che evitabile serie di vittime: noi di Associazione Ferrovie in Calabria, assieme a numerosi Dopolavoro Ferroviario del Gruppo FS, nel nostro piccolo stiamo cercando si sensibilizzare principalmente le nuove generazioni, andando fin dentro le aule scolastiche in accordo con gli istituiti, organizzando delle vere e proprie "Lezioni di ferrovia" dedicate sia alla conoscenza della bellezza, della storia e dell'utilità del trasporto su rotaia, e sia ai rischi che si corrono attraverso comportamenti scorretti nelle aree ferroviarie o a bordo dei treni. Negli ultimi anni stiamo insistendo proprio sulla diffusione della conoscenza del rischio, con la speranza che coloro che sono oggi bambini, domani saranno ragazzi molto più coscienziosi di tanti adulti dei giorni nostri: la nostra prima richiesta di questa missiva è proprio relativa ad un affiancamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre che delle imprese ferroviarie ed RFI, nella diffusione scolastica delle nozioni base di sicurezza ferroviaria. E' chiaro che tutto ciò, in migliaia di scuole italiane, non può essere demandato esclusivamente alla buona volontà ed alla passione delle associazioni. 
E' necessario far capire ai più piccoli, che assorbono le nozioni e gli insegnamenti molto più facilmente degli adulti, che un treno in corsa a 130 km/h ha bisogno di diverse centinaia di metri per fermarsi, ed impiega pochi secondi per percorrere distanze anche non brevi. Che un treno in corsa, con un po' di vento contrario e scarsa visibilità, magari a causa di una curva, non lo si sente e non lo si vede arrivare. Che attraversando i binari, anche se non si finisce sotto un treno, si può inciampare, cadere e rompersi i i denti sulle rotaie (e forse sarebbe la volta buona che tante persone cambierebbero i propri comportamenti scorretti). Che è meglio impiegare un minuto in più, utilizzando il sottopassaggio in stazione, che risparmiarlo attraversando i binari...rischiando che quel minuto sia l'ultimo della propria vita. 
Con modi adeguati, vista la giovane età di coloro a cui ci si rivolge, ma duri: senza tanti giri di parole bisogna far capire che un comportamento scorretto in ambito ferroviario, può costare LA VITA. 
Allo stesso tempo, è necessario far capire ai giovani che il treno è il mezzo di trasporto più sicuro ad oggi esistente, e su quello è necessario investire per il nostro futuro, alla luce dei sempre più frequenti incidenti stradali anche gravissimi che stanno avvenendo nelle nostre sempre più affollate strade. Oltre 3000 morti all'anno sulle strade e decine di migliaia di feriti dovrebbero farci capire che, se il trasporto su rotaia è comunque più costoso e meno flessibile di quello su gomma, un suo incremento intelligente porterebbe ad una riduzione dei costi sanitari necessari a curare le vittime della strada (e, quello che è più importante, una riduzione delle vittime). Ogni auto, ogni tir, ogni bus tolto dalla strada, è un potenziale pericolo in meno: speriamo che la Cura del Ferro da Lei auspicata, diventi una realtà in breve tempo. 
In conclusione, torniamo sulla nostra amata, bellissima ed insostituibile Ferrovia Jonica: sì, il treno e la ferrovia non sono assassini, e chi attraversa i binari mette istantaneamente a repentaglio la propria vita (oltre a commettere una azione sanzionabile). Non dimentichiamo però che, la Ferrovia Jonica, attraversa aree ad altissima vocazione turistica. E' impensabile che spesso, anche per due o tre km, non esistano sottopassi o sovrapassi pedonali, e sia di fatto impossibile raggiungere le nostre invidiatissime spiagge. Tra l'altro il problema non interessa solo la Ferrovia Jonica, ma anche la SS 106 che in gran parte del proprio percorso corre parallela ai binari, ed il cui attraversamento pedonale non è certo meno pericoloso di quello ferroviario. 
E quando i sottopassi ci sono, sono spesso impraticabili, specie per negligenza dei Comuni che dovrebbero occuparsi della loro pulizia ed agibilità. 
Nel 2018, è impensabile andare ancora avanti con questa situazione: noi ci opponiamo fermamente a chi considera la Ferrovia Jonica un "impedimento", visto che rappresenta invece una valida metropolitana di superficie che attraversa tutti i centri abitati, e non di meno con la sua stessa esistenza ha arginato un dissennato abusivismo edilizio fin sulla spiaggia, ma è oggi necessario renderla più "permeabile" ai flussi in primis pedonali. Come? Investendo appunto nella costruzione di sottopassi e sovrapassi, e nella costante e attenta manutenzione (e segnalazione con cartellonistica) di quelli già esistenti, e mai come oggi ci troviamo nel momento migliore, visto l'ingente investimento in corso relativo alla modernizzazione, velocizzazione ed elettrificazione di tutta la linea. Riteniamo assolutamente necessaria una presa di posizione dello stesso Ministero dei Trasporti sia con Rete Ferroviaria Italiana che con i Comuni. Soprattutto con i Comuni, se consideriamo che molto spesso, nonostante la disponibilità di RFI all'esecuzione di opere di mitigazione ambientale in co-finanziamento, essi risultato disinteressati anche quando in possesso delle risorse necessarie alla costruzione di queste piccole ma importanti opere (salvo poi lamentarsi quando accadono le sciagure). 
E, in ultima istanza, non dimentichiamo che anche la costruzione di nuove fermate a servizio delle aree a maggiore attrattività turistica lungo la Ferrovia Jonica, possono aiutare - e tanto - ad evitare attraversamenti selvaggi della linea ferroviaria. L'esempio pilota sarà per esempio la nuova fermata di Caminia, nel soveratese, a servizio della rinomata zona balneare di Pietragrande. Una nostra proposta portata avanti per anni, approvata dalla Regione Calabria e da RFI, e che sarà realtà in poco più di un anno. Nelle prossime stagioni estive, centinaia di auto rimarranno a casa o in albergo, grazie all'istituzione di questa fermata.
Ma oltre Caminia, immaginiamo fermate a servizio delle aree archeologiche adiacenti alla Ferrovia Jonica, come nel caso del Museo di Locri Epizefiri e del parco archeologico e museale di Kaulon nei pressi di Monasterace, o appunto, per rimanere nell'hinterland di Brancaleone, il ripristino della fermata di Capo Spartivento, sita nel punto più a Sud dell'Italia continentale, a pochi passi da una spiaggia dal sapore tropicale. 
Ancora una volta, quindi, vogliamo rimarcare che il treno non è un assassino, ma se rispettato nei propri spazi e valorizzato, rappresenta invece il nostro alleato per una migliore qualità di vita nella nostra invidiata Calabria ed Italia.

Ringraziandola per l'attenzione dedicataci, le porgiamo un cordiale saluto augurandole buon lavoro.

Roberto Galati
Presidente Associazione Ferrovie in Calabria

Si terrà il prossimo giovedì 30 agosto, a partire dalle ore 12.00, la cerimonia di posa del primo palo dell'elettrificazione della Ferrovia Jonica, alla stazione di Corigliano. L'iniziativa, organizzata da Rete Ferroviaria Italiana e Regione Calabria, vedrà la presenza dei vertici di RFI, Regione e istituzioni locali, e prevede oltre alla cerimonia di avvio dell'elettrificazione, anche la firma dell'accordo quadro tra RFI e Regione Calabria, sottoscritto da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di RFI e da Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria. 
Nel dettaglio, il programma prevede a partire dalle ore 12.00 l'avvio di un convegno, i cui lavori saranno coordinati dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno, al quale interverranno oltre alle figure dirigenziali di RFI e Regione Calabria, anche il Commissario Straordinario del neonato comune di Corigliano-Rossano. Alle 13.00, avverrà la posa del primo palo, alle 13.30 la firma dell'accordo quadro, seguito alle 14.00 da un "light lunch" e termine dell'evento previsto alle ore 15.00. 
L'Associazione Ferrovie in Calabria non mancherà, ovviamente, a questo storico evento: molto più storico e significativo di quanto possa sembrare, poichè atteso da decenni e da generazioni di calabresi che si per anni si sono battute affinchè questo importante obiettivo venisse realizzato. Molti di loro non ci sono più, e tra di essi ricordiamo sempre il compianto Franco Nisticò: giorno 30, noi saremo anche in loro rappresentanza, con lo sguardo rivolto verso le nuove grandi prospettive di traffico che si apriranno per la Ferrovia Jonica, una volta elettrificata. In un articolo dedicato, nei prossimi giorni parleremo di collegamenti Frecciargento tra Crotone, Sibari e Roma Termini, oltre che da Catanzaro, ripristino delle relazioni storiche notturne a lunga percorrenza dal versante jonico calabrese, e prospettive a brevissimo termine (Freccialink Crotone - Lamezia Terme Centrale e ritorno). 

Nel frattempo, godiamoci questi nuovi scatti inediti relativi ai primi plinti installati alla stazione di Corigliano, quasi pronti ad accogliere i primi pali della catenaria, e questi ultimi in via di aumento, stoccati presso la stazione di Catanzaro Lido.


foto tratta da www.ansa.it

Sono queste le notizie che non vorremmo mai dare: nel pomeriggio di oggi, attorno alle 16.00, a pochi km dalla stazione di Brancaleone, in località S.Giorgio, il treno Regionale 3670 partito da Reggio Calabria Centrale e diretto a Catanzaro Lido ha investito mortalmente due bambini, un maschio e una femmina di 6 e 12 anni e ferito gravemente la mamma di 49. Dalle prime ricostruzioni ancora da confermare, il gruppo stava attraversando la ferrovia per raggiungere il mare, quando la bambina improvvisamente si è staccata dal gruppo: la mamma ed il bambino, nel tentativo di inseguirla per farla allontanare dai binari, sono stati travolti dall'arrivo del treno del quale, probabilmente, si sono accorti quando era ormai troppo tardi. La circolazione ferroviaria è rimasta bloccata alcune ore per consentire gli accertamenti giudiziari, con limitazione del servizio a Brancaleone per i treni da/per Catanzaro Lido/Roccella Jonica, ed a Palizzi per i treni da/per Reggio Calabria Centrale. Attualmente la circolazione è stata riattivata. 
L'Associazione Ferrovie in Calabria esprime tutto il proprio dolore per questa terribile tragedia, stringendosi alla famiglia delle vittime. E' altresì d'obbligo ricordare purtroppo che ogni anno perdono la vita decine di persone, a causa di comportamenti azzardati e pericolosi, proprio come l'attraversamento dei binari ove non consentito (ovvero quasi ovunque, salvo in alcune stazioni ferroviarie, solo su apposite passerelle e quando non circolano treni). Il sopraggiungere di un treno a 130 km/h è questione di istanti, soprattutto se manca la visibilità ed anche un po' di vento contrario spinge il rumore del convoglio da tutt'altra parte: non mettiamo in pericolo la vita, nostra e dei nostri cari, in questo modo. 

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