M2 200 ponte s eufemia cocchi photorail

foto di Roberto Cocchi tratta da photorail.com

Lo scorso 30 giugno è stato pubblicato sul sito delle Ferrovie della Calabria un bando di gara per la demolizione di uno dei principali simboli dell'archeologia industriale ferroviaria calabrese, nonché una delle principali opere FCL a memoria di una storica linea ferroviaria come la Gioia Tauro - Sinopoli. Qualcuno potrà aver pensato che questa cosa fosse passata inosservata a noi di Ferrovie in Calabria, ma ovviamente anche questa volta non è mancata un'immediata presa di posizione da parte della nostra Associazione, che senza perder tempo ha provveduto ad allertare anche la Direzione Nazionale di Italia Nostra per creare i primi contatti per opporsi a questa decisione davvero incondivisibile.

Possiamo anche comprendere che mantenere in sicurezza un'opera del genere possa non essere uno sforzo indifferente (soprattutto se la si è lasciata all'incuria per un ventennio o forse più), ma non possiamo certamente stare con le mani in mano vedendo che una tale struttura, in tutta probabilità ormai anche di interessere storico (il ponte in questione ha quasi 90 anni!), verrà svenduta per 3000€ o poco più... L'Associazione Ferrovie in Calabria ha pertanto provveduto ad inviare alle istituzioni ed alle associazioni locali il seguente comunicato per manifestare chiaramente la propria posizione in merito a questa sconsiderata decisione, richiedendo l'intervento della Soprintendenza dei Beni Culturali e Archeologici, trattandosi di un'opera costruita oltre 70 anni fa:

 

E’ di pochissimi giorni fa una notizia della quale, leggendola, si stenta a comprenderne le ragioni. E’ stato infatti pubblicato sul sito delle Ferrovie della Calabria lo scorso 30 giugno un bando con il quale  l’azienda di trasporto pubblico di proprietà della Regione Calabria vorrebbe appaltare i lavori per la demolizione di un ponte, indicato anonimamente come “sito alla progressiva Km 23+443 della linea Gioia Tauro – Sinopoli”: si tratta del famoso ponte in ferro di S. Eufemia d’Aspromonte, rarissimo esemplare di archeologia industriale degli anni ’20, la cui importanza deriva sia da caratteristiche estetiche che tecniche. Tale viadotto in ferro risale infatti alla fine degli anni ’20 e costituisce un simbolo di quello che resta della dismessa tratta Gioia Tauro – Sinopoli, che tra Palmi e Sinopoli venne aperta al servizio nel 1928 e chiusa nel 1997. Collocato all’uscita di una galleria e perfettamente integrato con l’ambiente circostante, è famoso tra gli appassionati di ferrovie in tutta Italia e all’estero per le sue caratteristiche tecnico-costruttive, che fanno di questo ponte un esemplare unico per lunghezza e altezza nel panorama storico ferroviario Calabro-lucano e non solo (la maggior parte dei ponti, soprattutto sulle linee delle ex Ferrovie Calabro-Lucane era infatti costruita ad arcate in muratura, soluzione che si rivelò poco adatta in questo caso proprio in seguito alla elevata altezza rispetto al livello del fondo valle).

Il bando di gara (scaricabile al link: http://www.ferroviedellacalabria.it/fdc/contenuti/uploads/file/albo/g15-05.zip) prevede l’appalto per i lavori di demolizione del ponte, la cui effettuazione costerà alle Ferrovie della Calabria 145.000€ (o poco meno, trattandosi dell’importo di base per l’asta al ribasso), e la conseguente vendita del materiale ferroso di risulta per un valore che si aggira sui 148.000€. Al termine di questo scempio, dunque, Ferrovie della Calabria guadagnerà tre, quattro o cinque mila Euro, a seconda delle offerte che riceverà. Che senso ha dunque demolire questo ponte? Possibile che si decida di cancellare un pezzo di memoria storica e di archeologia industriale per pochissime migliaia di Euro?

La tratta esistente (o meglio “resistente”, seppur a fatica in alcuni tratti) tra Palmi e Sinopoli è stata sdemanializzata alla fine nel 2012, cessando di essere di proprietà demaniale e di essere ufficialmente riconosciuta come ferrovia per diventare una semplice entità patrimoniale di proprietà delle Ferrovie della Calabria. Tale provvedimento è stato attuato ad opera della Regione Calabria – precedente proprietario dell’infrastruttura – per una mera questione di bilancio, in modo da eliminare ogni onere a proprio carico per il mantenimento della linea: non esistendo più alcun vincolo di tutela della linea (in quanto non più proprietà demaniale), Ferrovie della Calabria ha pertanto adesso piena libertà di azione sia su questo tratto di ferrovia che su quello esistente tra Silvana Mansio e S. Giovanni in Fiore, in pieno Parco Nazionale della Sila, in quanto “abbandonate” dalla Regione Calabria perché riconosciute come non più utili ai fini del trasporto pubblico locale. La situazione è perciò critica in quanto se Ferrovie della Calabria dovesse continuare a perseguire questa politica, potrebbe decidere di “svendere” queste linee  (terreno e materiale ferroso della sede ferroviaria), tra le più belle in Europa, soltanto per fare cassa con cifre peraltro irrisorie, soprattutto se paragonate all’altissimo valore storico, culturale, tecnico e naturalistico di queste ferrovie.

La demolizione di questo ponte, inoltre, andrebbe a compromettere in maniera non indifferente la fattibilità di un progetto, la cui proposta era stata portata all’attenzione dei media regionali da parte dell’Associazione Ferrovie in Calabria solo poche settimane fa, riguardante la trasformazione del tratto di ferrovia tra Palmi e Sinopoli in pista ciclabile tramite il posizionamento di pannelli appositamente studiati per adattarsi al binario, con il doppio vantaggio di preservare il tracciato, immerso negli splendidi paesaggi ai piedi dell’Aspromonte, rendendolo al contempo fruibile per il turismo ciclistico e naturalistico.

In una Regione come la Calabria, afflitta da gravi carenze a livello infrastrutturale, dove la cultura della mobilità ciclistica è indietro di anni rispetto al resto d’Italia e dove il turismo naturalistico dovrebbe essere alla base dell’economia regionale, questo progetto si integrerebbe perfettamente con una politica del “fare bene”, nel pieno rispetto della storia e dell’ambiente.

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foto tratta dal sito del comune di Sant'Eufemia d'Aspromonte.

Un’osservazione: le Ferrovie della Calabria, essendo ora proprietarie dell’infrastruttura, sono anche completamente responsabili del suo mantenimento in sicurezza (pur non ricevendo più i fondi necessari a tale fine), per cui – in tutta probabilità – potrebbero aver optato per la demolizione al fine di evitare di dover garantire a proprie spese la sicurezza del viadotto.

E’ per questo pertanto, a maggior ragione, che bisogna battersi per la costruzione della pista ciclabile su questa linea: in questo modo si potrebbero infatti attrarre fondi europei, abbondanti quando si tratta di incentivare la mobilità alternativa, riportando questa ferrovia così sotto competenza demaniale, questa volta però sotto forma di pista ciclabile, alleggerendo di conseguenza da questo onere le casse delle Ferrovie della Calabria.

Nel frattempo, per tutelarsi da eventuali inconvenienti, le Ferrovie potranno optare per la più semplice e consueta costruzione di muretti con annessi cartelli di divieto di accesso agli ingressi del ponte, come da sempre si fa con i ponti e le gallerie delle ferrovie dismesse.
In conclusione, però, non possiamo fare a meno di rivolgerci alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia, oltre che al Ministero per i Beni e le attività culturali, con il seguente quesito:

Analizzando il comma 1 dell’articolo 12 del D. Lgs. n. 42/2004, si evince che i beni immobili pubblici di oltre 50 anni di età (in seguito innalzata a 70 anni dal DL 70/2011), prima di ogni intervento di modifica e/o demolizione e/o vendita, necessitino di un una verifica obbligatoria di interesse culturale e storico da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali. Nello specifico, il comma 1 dell'articolo 12 del D. Lgs n. 42/2004, recita che: “ Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.”
Per maggiore completezza, riportiamo anche il relativo comma 2: “I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1 dell'art 12, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformità di valutazione.”
Il comma 1 dell'art 10, recita invece: “Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche' ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.”

Considerando che il ponte ferroviario di S.Eufemia d'Aspromonte è stato costruito tra il 1927 ed il 1928  (anno di apertura del tronco ferroviario Palmi – Sinopoli), e quindi possiede un'età minima di 87 anni, se come da norma è stata effettuata una perizia da parte del Ministero preposto, com'è possibile che sia stato ignorato l'enorme valore storico, architettonico e paesaggistico di quella che è anche una struttura simbolo delle Ferrovie Calabro Lucane? Si pensi solo che tale struttura caratterizza in modo elegante, da quasi un secolo, il paesaggio di S.Eufemia d'Aspromonte, al punto da essere più volte soggetto di storiche cartoline e fotografie ufficiali delle Ferrovie Calabro – Lucane e delle Ferrovie della Calabria che hanno ereditato il patrimonio FCL.

Certi quindi di ricevere i dovuti chiarimenti in tempi in brevi, porgiamo un cordiale saluto.

Catanzaro, 6 luglio 2015

 

Non è tutto oro quello che luccica. O, più propriamente, ogni tanto in mezzo all'oro...si può trovare anche qualche "scoria". 
Una piccola metafora per sottolineare che, durante la nostra bellissima escursione sulla Ferrosilana, effettuata lo scorso 21 giugno...tra le tantissime bellezze naturalistiche, il tracciato ferroviario e le opere d'arte in buone condizioni, abbiamo anche trovato qualche spiacevole sorpresa. Sorpresa che in realtà sorpresa non era, poichè tale situazione di degrado, nel silenzio più totale, si sta evolvendo ormai da anni.
Pini cresciuti tra i binari, traverse sommerse dall'acqua proveniente dalle cunette laterali ostruite, rifiuti vari ed addirittura elettrodomestici abbandonati lungo la linea: tutte condizioni di degrado che hanno reso necessario un nostro intervento "istituzionale" (il secondo in pochi giorni, dopo l'intervento sulle Ferrovie Taurensi), attraverso l'invio di una lettera aperta al Presidente della Regione Calabria, ai Sindaci dei comuni interessati ed all'Ente Parco, per richiedere un'immediata pulizia del sedime ferroviario da parte di addetti di "Calabria Verde". Si spera che il nostro documento venga preso in considerazione, visto il momento concitato che sta attraversando in queste ore la politica calabrese, a seguito dello scoppio del caso "Rimborsopoli" che ha portato alle dimissioni dell'ormai ex assessore ai trasporti Nino De Gaetano.
Pubblichiamo quindi di seguito il testo della lettera (inviata nella giornata di ieri), e le fotografie che abbiamo allegato ad essa:

Egregio Signor Presidente,
in occasione di un sopralluogo che abbiamo effettuato lo scorso 21 giugno 2015, sul tratto della Ferrovia Silana posto tra le stazioni di Camigliatello e San Giovanni in Fiore, abbiamo potuto constatare le pessime condizioni in cui versa l'infrastruttura ferroviaria in alcuni punti. Una situazione non rosea, che del resto avevamo già reso nota in occasione di due eventi di sensibilizzazione,
sempre relativi alla Ferrovia Silana, da noi organizzati a San Giovanni in Fiore, l'8 marzo 2015 (Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate) ed il 9 maggio 2015 (giornata di diserbo di un breve tratto di ferrovia, nei pressi del Casello 65).
Ci riferiamo, in particolar modo, alla rigogliosa vegetazione arborea ed arbustiva che sta lentamente invadendo la sede ferroviaria (che in alcuni tratti
risulta già non più individuabile), ma soprattutto ai tantissimi pini ed abeti che, crescendo nei pressi o all'interno della sede ferroviaria, stanno provocando
deformazioni del binario e gravi danneggiamenti del rilevato su cui sono posati i binari stessi. Di conseguenza, sono state danneggiate anche le relative
cunette di drenaggio laterali alla ferrovia, che in alcuni casi (di cui alleghiamo specifica documentazione fotografica), proprio per le deformazioni e le ostruzioni provocate dalla vegetazione e dall'incuria, sono soggette a straripamenti di acque di scolo, sia piovane che provenienti da piccole risorgive. Straripamenti che, purtroppo, avvengono esattamente sulla sede ferroviaria, provocando dilavamenti del ballast, svuotamenti del rilevato, piccole frane e peggioramento delle condizioni strutturali delle traversine in legno poste in opera lungo la ferrovia Silana. Senza dimenticare, tra l'altro, la mancanza di rispetto nei confronti del territorio, da parte di coloro che hanno utilizzato la sede ferroviaria come discarica di elettrodomestici ed altri rifiuti di vario genere. Ma, ovviamente, il catastrofismo è una dote che non ci appartiene: infatti, per fortuna, non mancano anche i tratti di ferrovia in cui è persino difficile individuare un solo filo d'erba, specie nel tratto Camigliatello – San Nicola Silvana Mansio, dove il binario ed il rilevato risultano in condizioni buone, e basterebbe una parziale sostituzione delle traverse in legno ed una rincalzatura del ballast, per rendere nuovamente percorribile dai treni turistici la tratta in questione. Ciò che quindi riteniamo di assoluta urgenza, come intervento preliminare al tanto auspicato ripristino del servizio ferroviario turistico, è la pulizia ed il disboscamento della sede ferroviaria tra Camigliatello e San Nicola Silvana Mansio (nei punti in cui risulta necessario), ma soprattutto tra San Nicola Silvana Mansio e San Giovanni in Fiore (tratto che abbiamo percorso a piedi nella sua totalità), dove sono molto più numerosi i fenomeni di degrado (compresa la sopracitata presenza di rifiuti), visto e considerato che, a breve, potrebbe anche essere ritirato il provvedimento di sdemanializzazione per quest'ultimo tratto, da parte della Regione Calabria.
Specifichiamo inoltre che, per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi nel Parco Nazionale della Sila, la Ferrovia Silana se curata e mantenuta sgombra da vegetazioni invasive e rifiuti, potrebbe rappresentare una validissima "pista tagliafuoco".
La proposta dell'Associazione Ferrovie in Calabria, perciò, riguarda la possibilità di coinvolgimento del personale di "Calabria Verde" impegnato nella cura delle aree boschive, per l'esecuzione degli interventi di disboscamento, decespugliamento e pulizia della Ferrovia Silana, con particolare riferimento al tratto Camigliatello – San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore.
Certi di una Suo interessamento alla tematica, cogliamo quindi l'occasione per porLe Distinti Saluti, a nome di tutta l'Associazione che rappresentiamo.


Crescita pini ed abeti sui binari.

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Crescita di pini ed abeti sui binari

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Rifiuti abbandonati sui binari.

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Ballast rimosso dolosamente.

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Scoli idrici incontrollati sulla sede ferroviaria.

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Binario di scalo divelto dagli abeti, presso la stazione di Torre Garga. E' ciò che sta iniziando ad accadere anche in piena linea.

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Binari totalmente sommersi dalla vegetazione, tra la fermata di Valle Piccola e la stazione di Torre Garga.

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FdC-M2 221-GioiaTauro-2011-01-19-RobertoGalati

L'Associazione Ferrovie in Calabria non si ferma: come annunciato nelle scorse settimane, pubblichiamo di seguito la lettera aperta che abbiamo inviato tramite PEC alle istituzioni regionali e locali, relativamente al recupero delle Ferrovie Taurensi, vere e proprie metropolitane di superficie (la cui proposta di rilancio è contenuta nella lettera) che rischiano di essere trasformate in piste ciclabili. La nostra lettera aperta, inoltre, assume oggi ancor più importanza e necessita di forte diffusione mediatica, alla luce del nuovo stop dei lavori di ripristino della linea Gioia Tauro - Palmi: nel frattempo prosegue la mobilitazione in difesa delle ferrovie Taurensi, e comunicheremo al più presto le nuove iniziative mediatiche che intraprenderemo.

 

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