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Grande fermento ferroviario attorno a Gioia Tauro: nella giornata di oggi, in occasione di un sopralluogo che abbiamo effettuato per documentare lo stato di avanzamento dei lavori di ripristino della linea Gioia Tauro - Palmi (di Ferrovie della Calabria), quasi inaspettatamente ci siamo imbattuti anche in importanti lavori di risanamento del piazzale RFI della stazione di Gioia Tauro: ne parleremo al termine di questo post.

Il tema principale, infatti, è chiaramente la tratta Gioia Tauro - Palmi, che nei primi mesi del 2015 dovrebbe tornare in servizio con notevoli frequenze di traffico e sistema integrato ferro-gomma, dopo oltre cinque anni di sospensione. Il grande impegno della dirigenza aziendale degli ultimi due anni, sta infatti portato i tanto attesi frutti, che rappresentano anche un importante segnale di interesse verso il settore ferroviario a scartamento ridotto dell'area taurense, "sospeso all'esercizio" tra il 2010 ed il 2011 (tratte Gioia Tauro - Cinquefrondi e Gioia Tauro - Palmi). La nostra ultima visita risale allo scorso 5 settembre, e ne abbiamo parlato in questo post, all'interno del quale è presente anche una piccola proposta relativa ad una graduale riapertura della linea per Cinquefrondi, iniziando dal breve tratto Gioia Tauro - Centro Commerciale - Amato: oggi, dopo oltre due mesi, l'avanzamento dei lavori è evidente. 
I principali interventi sulla tratta sono concentrati nei pressi di S.Fantino, dove è in corso di regimentazione l'enorme frana che aveva provocato la chiusura della linea (in costruzione un muro di contenimento, che si estende in profondità per circa 7 metri), e sul tratto San Fantino - Palmi, dove la linea è stata completamente ripulita. Sono stati rimossi dal sedime quintali di materiali di risulta terrosi e vegetali, oltre che rifiuti di ogni tipo, ed in alcuni tratti si è intervenuti addirittura per disboscare il binario e le aree immediatamente adiacenti. Gran parte del materiale rimosso, è stato depositato presso il piazzale della stazione di Palmi, venendo trasportato su cinque piccoli carri pianali a due assi dell'Impresa Francesco Ventura, che sta eseguendo gran parte dei lavori di ripristino dell'infrastruttura ferroviaria: il breve convoglio è stato (e continua ad esserlo, in quanto gli interventi non si sono ancora esauriti) trainato da un simpatico locomotore diesel a tre assi con trasmissione a bielle di origine spagnola.
Nello specifico, presso la stazione di Palmi, è stata effettuata anche la pulizia del tratto ferroviario di circa 600 metri (al termine del quale verrà costruita una fermata di testa, a singolo binario), posto lato Sinopoli, che condurrà i treni esattamente nei pressi del polo scolastico, in modo da rendere ulteriormente competitivo e funzionale il futuro servizio su rotaia da Gioia Tauro. Anche il magazzino merci di Palmi è in corso di pesante ristrutturazione (probabilmente per installazione di attività di piccola ristorazione), ed una sorte simile toccherà al fabbricato viaggiatori, nei pressi del quale verrà costruita una pensilina di interscambio gomma/ferro, presso la quale verranno attestati gli autoservizi di Ferrovie della Calabria provenienti dall'area di Oppido Mamertina/Sinopoli/Melicuccà. Lo stesso accadrà a Gioia Tauro, dove in progetto è prevista un'autostazione dalle dimensioni decisamente più consistenti, ed anche in questo caso la struttura sorgerà a pochi metri dai binari, per permettere un valido interscambio gomma/ferro.
Per il momento, l'intero tratto Gioia Tauro - Palmi risulta però non ancora totalmente percorribile: nell'area del cantiere di regimentazione della frana, sono state posate alcune decine di metri di binario "provvisorio", in modo da permettere l'arrivo dei materiali edili tramite ferrovia, esattamente nel punto in cui è in costruzione il muro di contenimento: una volta completata la struttura, si provvederà probabilmente ad effettuare un importante riempimento di terreno (e relativo ricarico di pietrisco), in modo tale da riportare a livello i due "tronconi" di ferrovia rimasti separati dalla frana. Osservando l'area del cantiere, il dislivello tra i due tratti è decisamente notevole, come si potrà notare dalle fotografie che alleghiamo. Risulta chiaro che a Palmi, locomotore diesel e carri merci (oltre ad un mezzo bimodale gomma/ferro), siano stati trasportati via strada.
Il nostro breve tour si conclude a Gioia Tauro, con una visita alla bellissima vaporiera FCL 188, egregiamente ristrutturata dalle maestranze locali e del deposito di Cosenza: la locomotiva è stata completata in tutte le rifiniture e nelle parti meccaniche in movimento (sono state infatti ricostruite alcune boccole). Un gioiello anche la cabina, con tanto di tetto e pavimento ricostruito. 
Ma anche le automotrici M2.200 Breda ci sono sembrate in perfetta forma, pronte per ripartire alla volta di Palmi, ed un giorno chissà, magari anche Taurianova e Cinquefrondi...
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Grandi lavori anche nell'attiguo piazzale di RFI, ancora una volta con l'impresa Francesco Ventura protagonista, in joint veture con la SALCEF e la SIRTI: all'interno della stazione ferroviaria del gestore nazionale, è in corso la sostituzione dell'armamento di tutti e quattro i binari di stazione (corretto tracciato 2 e 3, precedenza 1 e 4), con risanamento del sedime. Inoltre verrà rinnovata anche la catenaria e gli impianti di sicurezza, per una spesa totale di €. 9.316.173,96. Vedi bando di gara
Tali importanti interventi, rientrano nel piano nazionale di potenziamento del corridoio ferroviario tirrenico, che prevede anche la velocizzazione degli itinerari di stazione di Lamezia Terme Centrale, Eccellente e Vibo Pizzo, oltre che la rivisitazione del PRG delle stesse stazioni. 
Per gli interventi di Gioia Tauro, l'Impresa Francesco Ventura utilizza due storici locomotori CoCo di origine belga (ex-SNCB) della serie 51, dedicati alla trazione di due convogli risanatori e per la posa in opera dei binari. 


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Nella giornata di ieri è stata pubblicata sul blog Helptreninoverde, una piccola intervista al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. Il sito, dedicato al Trenino Verde della Sardegna è gestito da un gruppo di ragazzi appassionati e ferrovieri, con i quali da tempo noi di Ferrovie in Calabria siamo in contatto per scambi... "ferro-interculturali"!
Sono ovviamente molte le analogie che legano le linee a scartamento ridotto sarde, oggi gestite dall'ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti), con quelle calabresi di Ferrovie della Calabria: entrambe le reti a 950 mm hanno avuto (ed hanno ancora oggi, nonostante siano ormai ridotte di estensione) l'importante funzione di avvicinare i tanti piccoli e medi centri dell'entroterra collinare e montagnoso, che inevitabilmente avrebbero rischiato lo spopolamento se non collegati con mezzi di trasporto, con quelli più importanti situati sulle coste o in prossimità di esse, dove si trovano scuole, uffici ed in generale poli di attrazione. Grandi analogie sono esistite, ed esistono, anche per quanto riguarda il materiale rotabile: entrambe le reti hanno per esempio posseduto le mitiche "Emmine", le famose automotrici a due assi monodirezionali, così come al giorno d'oggi possiedono automotrici a carrelli esteticamente molto simili (ADe 90 diesel elettrica, costruzione Breda per le Ferrovie della Sardegna - ARST, ed M4 FIAT, trasmissione diesel-meccanica per le Ferrovie della Calabria).
Purtroppo le due aziende condividono anche le difficoltà finanziare e di gestione, pur tentando negli ultimi periodi, di superarle con interventi straordinari...e tanta passione: l'eccellente servizio turistico del "Trenino Verde", effettuato sia con automotrici che con composizioni di vetture + locomotiva a vapore o diesel, attraversando luoghi dell'entroterra sardo paesaggisticamente unici al mondo, da alcuni mesi vive un momento di forte incertezza per quanto riguarda le prospettive di mantenimento future.
In Calabria, l'analogo servizio turistico interessava l'altopiano silano, da Camigliatello a San Nicola Silvana Mansio, con proseguimento verso San Giovanni in Fiore: ormai dal 2009 la tratta non viene più percorsa dai treni storici, inizialmente effettuati con la vaporiera 353 (ed in precedenza anche con le locomotive 403 e 504, da anni in attesa di revisione) e le quattro vetture storiche, negli ultimi periodi trainate dal locomotore diesel Lm4 600, a causa dello stop della locomotiva a vapore per revisione.
Come ben noto, il ritorno della 353 non è però coinciso con il ritorno dei treni speciali in Sila, per varie motivazioni: in ogni caso, dal 2013 sono stati effettuati alcuni treni speciali tra Cosenza e Rogliano (di cui due organizzati da Ferrovie in Calabria), evitando così il fermo totale di una locomotiva appena rimessa a nuovo. Sempre tra Cosenza e Rogliano, si proseguirà sicuramente nei prossimi mesi con l'effettuazione di treni "spot", ma per quanto riguarda la Sila, la soluzione scelta da Ferrovie della Calabria, è stata quella del lancio di un bando di gara europeo, che mira ad affidare la gestione dei treni storici ad un tour operator. Ferrovie della Calabria, quindi, si occuperebbe esclusivamente della manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria, e chiaramente dell'effettuazione e della circolazione dei treni, "esternalizzando" organizzazione dei servizi e marketing, al tour operator che si aggiudicherebbe la gara d'appalto.
Un progetto che è piaciuto in Sardegna, e che se applicato anche per il Trenino Verde, potrebbe rappresentare una via per garantire un mantenimento a lungo termine (e perchè no, anche un potenziamento ed un'estensione su nuove tratte) per il bellissimo servizio ferroviario turistico sardo.

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Da qui nasce l'idea degli amici sardi, di intervistare il Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà. Di seguito, riportiamo integralmente quanto pubblicato su "Helptreninoverde":

Presidente Pedà, con il suo operato, unito a quello della dirigenza aziendale di Ferrovie della Calabria e all'impegno dei dipendenti, che risultati sta ottenendo e quali obiettivi si è prefissato di raggiungere?
Considero il rinnovato impegno di unità e collaborazione tra tutti i dipendenti delle ferrovie il traguardo più importante da me raggiunto durante quest'anno di presidenza del Cda delle Ferrovie della Calabria. Siamo riusciti a creare un nuovo senso di appartenenza alle Ferrovie, e questo ha dato nuovo respiro a una realtà che, non possiamo negarlo, ha vissuto in passato momenti difficili. Siamo riusciti a superare le difficoltà anche grazie al fondamentale aiuto della Regione Calabria, che oggi è proprietario e socio unico dell'azienda, diventando partner e collaboratore indispensabile in alcune delle scelte strategiche determinanti. E che ha fatto sì che rimanesse intatto il patrimonio di esperienza e di know-how delle Ferrovie. È grazie a questa ricchezza che siamo riusciti a portare avanti dei progetti importanti: la riapertura della linea ferroviaria Gioia Tauro-Palmi, che era stata chiusa nel 2010, il progetto per la metropolitana leggera Catanzaro-Cosenza e, non ultimo, il bando per il Treno del Parco della Sila.

Nel caso specifico del Trenino della Sila, da dove deriva l'idea di appaltare la gestione, vendita e pubblicizzazione del servizio?
Quello del Treno del Parco è uno dei nostri progetti più importanti. L'idea è nata dalla consapevolezza che un servizio come quello del treno a vapore, per la sua importante valenza turistica, ha bisogno di essere promosso in maniera professionale: se è vero che le Ferrovie hanno l'esperienza per far sì che la tratta venga riaperta, vogliamo che la promozione, la gestione e l'organizzazione dei viaggi venga affidata a chi di turismo si occupa per mestiere. Il treno risale agli anni Venti, e il fatto che ancora oggi funzioni è certamente merito delle maestranze di Fercal, ma anche della volontà dell'attuale management di non dimenticare quella che è la storia delle Ferrovie.

Ci può riassumere a grandi linee i punti principali che riguardano il bando europeo di Ferrovie della Calabria?
Il bando ci è sembrato il mezzo più efficace per dare un'opportunità agli operatori economici che vorranno investire nella nostra regione. La durata del servizio dato in appalto è prevista per 3 anni, per una cifra totale di 768mila €, prevedendo cento treni all'anno. La tratta che verrà riaperta è quella che collega Moccone e San Nicola Silvana Mansio, dove c'è la stazione a scartamento ridotto più alta d'Europa, a quota 1405 metri. È un'operazione win-win: per noi sarà un modo per valorizzare, in modo economicamente sostenibile, una delle nostre risorse più preziose. Per il mercato sarà un'opportunità unica di fare business in Calabria, con un servizio dal forte impatto economico, che aprirà certamente le opportunità a un indotto su tutto il territorio.

Conosce il nostro Trenino Verde della Sardegna, che ha tra l'altro molte analogie storiche e tecniche, e non di meno paesaggistiche, con il vostro "Treno del Parco" silano?
Lo conosco bene, proprio perché sono molte le somiglianze che legano le nostre locomotive e la bellezza dei paesaggi che permettono di attraversare. Dopotutto non dimentichiamo che Ferrovie della Calabria e Arst gestiscono un importante patrimonio, le ferrovie a scartamento ridotto che in passato sono servite a collegare territori che sarebbero altrimenti rimasti isolati. I nostri treni turistici sono una vera ricchezza per le regioni perché, come ho già sottolineato, aprono le porte a investimenti esterni e alla creazione di strutture di ricezione e accoglienza che non possono che essere positive per tutti.

Cosa ne pensa di un eventuale futuro gemellaggio tra il vapore a scartamento ridotto sardo e quello calabrese, con la creazione di pacchetti turistici interregionali e scambio di competenze?
Credo che sia un'ottima idea: dopotutto condividiamo esperienza e volontà di fare! Sono in ottimi rapporti con l'amministratore unico di ARST Giovanni Caria e con il direttore Poledrini, per cui la realizzazione di un gemellaggio non è così remota. Nel frattempo, una volta tornati a sbuffare in Sila, siete tutti invitati a scoprire la bellezza dei paesaggi montani calabresi sulle nostre carrozze storiche.

Che dire di più? L'Associazione Ferrovie in Calabria non può che concordare con gli amici di "Helptreninoverde", sperando che anche in Sardegna si possa tornare a sbuffare al più presto...o per lo meno, tornare a farlo con certezze sul futuro. Calabria e Sardegna posseggono entrambe inestimabili patrimoni storici, ambientali e culturali, e non di meno di archeologia industriale funzionante. Sarebbe un peccato perdere queste occasioni: auspichiamo anche noi ad un gemellaggio tra le due regioni e le due aziende, magari da estendere in futuro agli altri "scartamenti ridotti" del Sud Italia e delle Isole, vale a dire la rete di Ferrovie Appulo Lucane, a cavallo tra Puglia e Basilicata, e quella siciliana della Circumetnea...e magari chissà, protendendo anche uno sguardo alla mitica Castelvetrano - Porto Empedocle, linea a scartamento ridotto FS, dismessa il 1° gennaio 1986, ed oggi oggetto di discussione e proposte di ripristino, anche grazie a tanti appassionati locali (e non solo). Quelle ferrovie che un secolo fa liberarono il sud dall'isolamento, oggi possono tornare di primaria importanza per rilanciare le economie delle nostre bellissime terre: Ferrovie in Calabria ci crede.

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I lavori per il ripristino funzionale della tratta a scartamento ridotto tra Gioia Tauro e Palmi di Ferrovie della Calabria, proseguono più spediti che mai. Quindici giorni fa abbiamo effettuato un "sopralluogo" presso i cantieri di Gioia Tauro e San Fantino, come vedremo tra qualche rigo: prima di passare però alle fotografie ed alla piccola ma importante sorpresa che ci ha riservato Ferrovie della Calabria, riteniamo opportuno riassumere brevemente i caratteri generali del futuro sistema integrato gomma-ferro che graviterà tra Gioia Tauro e Palmi.
Il progetto prevede, in modo lungimirante, che la riattivazione dell'esercizio ferroviario nel breve tratto Gioia Tauro - Palmi, sia strettamente legata all'attestazione dei servizi su gomma (per lo meno quelli di Ferrovie della Calabria) presso gli impianti di Gioia Tauro e Palmi, dove verranno costruite due autostazioni di interscambio, adiacenti alle stazioni ferroviarie. In tal modo si contribuirà a ridurre il congestionamento stradale tra Gioia Tauro e Palmi, facendo in modo che anche l'utenza proveniente da altre località della Piana (e non solo) in autobus, venga veicolata sul vettore ferroviario nei due tratti terminali.
Un importante provvedimento è stato preso, inoltre, a favore dell'utenza studentesca: i treni non termineranno infatti la corsa alla stazione di Palmi, ma proseguiranno per circa 600 metri lato Sinopoli, per "avvicinarsi" ancor di più al polo scolastico (distante circa 50 metri dalla ferrovia), con la costruzione di una piccola fermata terminale.
I treni tra Gioia Tauro e Palmi, avranno diverse frequenze in base agli orari, con una corsa ogni '30 minuti nei due sensi, nella fascia pendolare mattutina (06.00 - 09.00), cadenzamento orario tra le 9 e le 12, nuovamente semi-orario tra le 12 e le 15, ed una corsa ogni 45 minuti tra le 15 e le 20. Il servizio sarà a spola con gestione a navetta semplice, e non saranno presenti punti di incrocio lungo la linea, ad eccezione, chiaramente, di quelli di Gioia Tauro e Palmi, da utilizzarsi probabilmente solo in caso di eventuali anormalità. Per quanto riguarda il materiale rotabile che percorrerà la linea, almeno inizialmente il servizio verrà svolto con tre caratteristiche automotrici M2.200 Breda, macchine "simbolo" della rete taurense di Ferrovie della Calabria, che per l'occasione verranno ristrutturate internamente (con tanto di installazione dell'aria condizionata), con probabile sostituzione dei sedili. Da parte di Ferrovie in Calabria, è stata segnalata all'azienda Ferrovie della Calabria la necessità di conservare i divanetti ormai d'epoca, presenti all'interno delle automotrici, in caso di completa sostituzione delle sedute, poichè potrebbero essere in futuro riutilizzati per un recupero integrale di una automotrice M2.200 da preservare come rotabile storico. In previsione, le M2.200 da ristrutturare, verranno successivamente affiancate e sostituite da più moderne M4.400 FIAT e da un complesso Stadler...chiaramente quando le possibilità finanziare e logistiche aziendali lo permetteranno.

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Ma per maggiori informazioni sui lavori, rimandiamo alla lettura di questo post.

Nella meteorologicamente instabile giornata del 5 settembre, come anticipavamo, noi di Ferrovie in Calabria abbiamo quindi effettuato un sopralluogo a Gioia Tauro (dove è in corso di ristrutturazione la facciata del fabbricato viaggiatori FC, con relativa rimozione delle coperture in eternit) e nei pressi della frana di San Fantino. Presso la stazione di testa, abbiamo potuto ammirare un movimento di rotabili che probabilmente è stato raro anche quando entrambe le linee erano in esercizio...specie per la particolarità dei mezzi in movimento! Per la trazione dei treni cantiere che raggiungono il punto in cui si sta lavorando alla stabilizzazione della frana, vengono infatti utilizzati i locomotori diesel a due assi Lm2 754, ed il ben più potente Lm4 605 ancora in livrea originale. In ottime condizioni estetiche e funzionali, anche le automotrici M2.200 ricoverate all'interno delle rimesse.

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Una non indifferente particolarità: durante il percorso lungo la linea ferroviaria Gioia Tauro - Palmi, abbiamo notato la probabilmente poco nota bellezza paesaggistica che contorna la strada ferrata: nei pressi di San Fantino, infatti, il treno percorre un tratto a mezza costa, immerso negli uliveti, che regala una spettacolare vista sul mare. Ancora una volta, perciò, le Ferrovie della Calabria dimostrano di possedere un patrimonio infrastrutturale inestimabile, non solo per le necessità pendolari, ma anche per la forte valenza turistica. A maggiore conferma di ciò, ricordiamo che la fermata di San Fantino, trovandosi nei pressi di un importante parco archeologico di età romana, darà la possibilità di visitare gli scavi arrivando rapidamente in treno...anche da altre località calabresi e extra-regionali, usufruendo a Gioia Tauro del valido interscambio tra i servizi Trenitalia e quelli Ferrovie della Calabria.

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Ma non solo rotabili in esercizio e cantieri lungo la linea: per festeggiare il rilancio della linea Gioia Tauro - Palmi, è stata completamente ristrutturata (anche se "solo" a livello estetico), una presenza ormai familiare della stazione di Gioia Tauro. Ci riferiamo alla vaporiera FCL 188, ultima unità rimasta di questo storico gruppo delle FCL. Dopo anni di peregrinare, manovrata su e giù per il piazzale del deposito in base alle necessità di spazio, la piccola locomotiva originariamente assegnata al deposito di Soverato, ha finalmente smesso di arrugginire in balia delle intemperie e del sole cocente. Finalmente i colori d'origine sono quindi tornati a splendere sulla locomotiva, applicati dopo alcuni interventi di risanamento della cassa.
Noi di Ferrovie in Calabria, in compagnia delle maestranze aziendali che hanno lavorato con enorme passione al ripristino del rotabile, ed assieme al Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà, abbiamo contribuito, purtroppo solo in minima parte a causa dello scarso tempo disponibile, alla riverniciatura della cabina della vaporiera!

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La riapertura della linea ferroviaria è prevista per i primi mesi del 2015: ma prima di concludere l'articolo, vogliamo lanciare una proposta "made in Ferrovie in Calabria". Una volta completata la Gioia Tauro - Palmi e riattivato il servizio ferroviario, risulta chiaro che lo step successivo sia rappresentato da un per lo meno graduale ripristino dell'altrettanto importante ferrovia Gioia Tauro - Cinquefrondi. Proprio perchè riteniamo sia ovviamente necessario procedere per gradi, a nostro parere non sarebbe da sottovalutare una riattivazione del servizio ferroviario da Gioia Tauro fino al centro commerciale "Il Porto degli Ulivi" (circa 7 km di strada ferrata in pianura, non interessati da criticità idrogeologiche), che quotidianamente movimenta centinaia di clienti, sito a poca distanza dalla linea per Cinquefrondi, ed in particolare nei pressi di Cannavà. La costruzione di una semplice banchina dotata di pensilina e tabelloni informativi, e l'adeguamento di un già esistente percorso sterrato che collega il parcheggio del centro commerciale ai terreni adiacenti alla ferrovia (addirittura attraversando la stessa con un PL incustodito), potrebbe dare ulteriore vitalità al futuro servizio Gioia Tauro - Palmi. Nello specifico, dall'ipotetica fermata (dove si potrebbe installare un punto di ritiro/consegna carrelli per la spesa) agli ingressi del centro commerciale, attraverso il percorso sopracitato, la distanza corrisponderebbe a poco più di 200 metri. In una simile eventualità, infatti, non sarebbe da sottovalutare la creazione di un sistema di trasporto "multifunzione" che colleghi il centro commerciale con Gioia Tauro, con proseguimento verso Palmi. Perciò, gli ipotetici treni Centro Commerciale - Gioia Tauro - Palmi e Palmi - Gioia Tauro - Centro Commerciale, si incrocerebbero a metà strada, proprio a Gioia Tauro (che diventerebbe stazione intermedia), interscambiando alla perfezione con gli autobus e con i treni di Trenitalia.
In conclusione, questa piccola riattivazione dai costi relativamente limitati, magari con il contributo della società di gestione del centro commerciale o degli enti comunali attraversati dalla linea, potrebbe incentivare l'ulteriore aumento dell'utenza complessiva del servizio Gioia Tauro - Palmi, considerando anche che riportare il treno quasi fino a Cannavà, significherebbe anche riattivare quella che era l'utilizzatissima fermata di Gioia Tauro Est, e le fermate di Villa Cordopatri e Rizziconi. E visto che utenza attira altra utenza, in una spirale positiva, in un futuro si potrebbe anche rendere necessaria e sostenibile, una riapertura della ferrovia fino a Taurianova, e con il passare degli anni fino a Cinquefrondi. Ma per adesso rimaniamo con i piedi per terra, limitandoci al lancio di una proposta sulla quale ritorneremo in modo più specifico nei prossimi mesi...in attesa di riveder correre le belle automotrici Breda tra Gioia Tauro e Palmi, ed in particolare sullo spettacolare e ben noto ponte sul fiume Petrace!
Di seguito ecco alcuni nostri render della fermata di "Porto degli Ulivi", e del relativo percorso pedonale di collegamento tra fermata e centro commerciale:

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Mappa della ferrovia Gioia Tauro - Palmi, inclusiva della proposta di ripristino del tratto Gioia Tauro - Porto degli Ulivi (riportato percorso pedonale ed area del centro commerciale):


Visualizza Ferrovia Gioia Tauro - Palmi + Proposta Gioia Tauro - Centro Commerciale "Il Porto degli Ulivi" in una mappa di dimensioni maggiori

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