Roberto Occhiuto è il nuovo Presidente della Regione Calabria: dall’Alta Velocità al Turismo Ferroviario, le nostre riflessioni sul futuro del trasporto su rotaia calabrese

Roberto Occhiuto è il nuovo Presidente della Regione Calabria: dopo il travagliato ed incerto periodo che ha attraversato la nostra terra, con la tragica scomparsa di Jole Santelli e la pandemia da Covid-19, l’auspicio di tutti è quello di vivere, finalmente, una nuova stagione di stabilità che possa garantire solide basi ad un rilancio economico e sociale per la Calabria, a partire proprio dal sistema infrastrutturale e di trasporto pubblico. A tal proposito, infatti, cogliamo l’occasione per rilanciare le prime dichiarazioni del neo Presidente Roberto Occhiuto, relative al suo essere favorevole alla realizzazione di una nuova ferrovia ad Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria e del Ponte sullo Stretto. Come ormai noto, una delle principali battaglie dell’Associazione Ferrovie in Calabria, Associazione di Promozione Sociale dedita alla valorizzazione del trasporto su rotaia in Calabria nata nel 2012, è stata proprio quella relativa al prolungamento della rete ad Alta Velocità nazionale fino a Reggio Calabria, attraverso la costruzione di un nuovo tracciato AV LARG (che in realtà, da quanto si è compreso dagli studi di fattibilità di Italferr, sarà un AV/AC) da Salerno fino a Villa San Giovanni. Abbiamo avuto modo di approfondire più volte, anche attraverso specifici webinar ai quali hanno partecipato le personalità politiche ed istituzionali che hanno reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo, quali sono le caratteristiche del futuro tracciato AV/AC e quali benefici porterà al territorio. Non possiamo quindi che essere soddisfatti delle dichiarazioni di Occhiuto, considerando comunque che il tema realizzazione di una ferrovia ad Alta Velocità per la Calabria, come del resto è giusto che sia, unisce trasversalmente i diversi schieramenti politici. Roberto Occhiuto cita la realizzazione del Ponte sullo Stretto come fondamentale anche per velocizzare la realizzazione della nuova SA-RC ferroviaria ad Alta Velocità, finanziata in parte tramite il PNRR ed in parte tramite il Fondo Complementare, ma da questo punto di vista, pur non essendo ideologicamente contraria alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, l’Associazione Ferrovie in Calabria tiene comunque a ricordare che la Sicilia (e quindi in relativo bacino d’utenza di circa 5 milioni di abitanti) grazie ad un interessante progetto targato FS Italiane, verrà servita molto presto anche da collegamenti Frecciarossa, attraverso l’utilizzo di ETR400 (ovvero i Frecciarossa 1000) di nuova realizzazione caratterizzati da una composizione di 4 elementi tali da poter essere velocemente imbarcati sui traghetti, senza dover effettuare manovre di composizione e scomposizione come avviene per i convogli InterCity ed InterCity Notte. Verrebbero quindi notevolmente abbattuti i tempi di traghettamento, tempi che verrebbero abbattuti anche in Sicilia stessa attraverso l’utilizzo di una rete già in corso di pesante velocizzazione ed ammodernamento, specie sul corridoio Messina – Catania – Palermo. E’ chiaro che, a questo punto, velocizzare l’iter per la realizzazione della nuova linea AV/AC Salerno – Reggio Calabria, diventa d’obbligo, a prescindere dal Ponte sullo Stretto che, senza ombra di dubbio, se ci sarà, porterà ad un ulteriore abbattimento dei tempi di percorrenza ferroviari (ma anche stradali, ovviamente), tra la Sicilia ed il Continente e renderebbe ulteriormente appetibile il vettore ferroviario. Non va dimenticato che, allo stato attuale, la mancanza del Ponte sullo Stretto comunque genera un impatto ambientale tendenzialmente negativo, poichè l’utenza siciliana si serve, per i propri spostamenti nazionali, principalmente dell’aereo e del trasporto su gomma che, quasi a parità di tempi di percorrenza con gli attuali servizi ferroviari, ha spesso costi inferiori per l’utente. Senza dimenticare che, certamente, l’impatto ambientale del traghettamento per l’ecosistema marino dello Stretto di Messina, non è certamente da sottovalutare. Ponte sullo Stretto sì, quindi, ma riteniamo non possa essere considerato unico e solo elemento che possa fare da volano alla realizzazione della AV/AC Salerno – Reggio Calabria.
Ma non solo Alta Velocità: il tema legato alla Ferrovia Jonica è ancora oggi caldissimo, scottante, considerando il pesante ritardo dei lavori di elettrificazione della tratta Sibari – Crotone – Catanzaro Lido, e la totale assenza di cantieri sulla trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale, lungo la quale, ricordiamo al neo presidente Occhiuto, è finanziata da anni la rettifica e la velocizzazione del tracciato e l’elettrificazione dello stesso che andrebbe quindi a creare un nuovo corridoio merci ma anche viaggiatori a lunga percorrenza, tra Reggio Calabria, Lamezia Terme Centrale, Catanzaro Lido, Crotone, Sibari con prosecuzione verso Taranto ed il corridoio Adriatico. Un disegno lungimirante che, definitivamente, cambierebbe le prospettive di un territorio da decenni martoriato ed economicamente desertificato. Grazie, si fa per dire, anche e soprattutto alla decennale soppressione dei treni a lunga percorrenza su tutta la fascia jonica calabrese, peraltro oggi facilmente ripristinabili grazie all’adeguamento degli standard di sicurezza relativi al controllo di apertura/chiusura delle porte, sui locomotori diesel utilizzati per i treni InterCity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto.
Ricordiamo al nuovo Presidente l’importanza di rilanciare il trasporto pubblico locale su rotaia, anche alla luce dell’eccellente Contratto di Servizio (per il quale sono stati stanziati circa 1,5 miliardi di euro in 15 anni!), in essere tra Regione Calabria e Trenitalia. Riteniamo, per esempio, non accettabile discutere ancora oggi di soppressioni di collegamenti ferroviari tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale, tratta di estrema importanza per il collegamento tra il versante jonico calabrese ed i servizi ferroviari a lunga percorrenza ed Alta Velocità che servono in corridoio tirrenico. Potremmo ancora discutere di Ferrovie della Calabria, per la quale finalmente sono state investite ingenti risorse per garantire il rilancio della vocazione ferroviaria della stessa, ed auspichiamo una rapida accelerazione dei lavori di ripristino della continuità della ferrovia Catanzaro – Cosenza, da oltre 10 anni interrotta tra Soveria Mannelli e Rogliano a causa di movimenti franosi. Ricordiamo la Ferrovia Silana, facente parte delle 17 linee ferroviarie di interesse turistico individuate a livello nazionale dalla Legge 128/2017 relativa alle Ferrovie Turistiche: una tratta ferroviaria di immenso valore paesaggistico, da 2016 nuovamente percorsa dal Treno della Sila sul tratto Moccone – San Nicola Silvana Mansio, sul quale la nostra Associazione, in convenzione con Ferrovie della Calabria sulla base della Legge 71 dell’11/07/2019 , organizza corse speciali tematiche, che mirano alla valorizzazione del territorio silano. La ripresa dei lavori sulla tratta San Nicola Silvana Mansio – San Giovanni in Fiore è stata un’ottima notizia di alcune settimane fa, che abbiamo colto con viva soddisfazione, e speriamo possa presto venire affiancata da un avvio dei lavori di recupero anche della tratta silana “bassa”, tra Pedace e Moccone.
Non dimentichiamo, rimanendo in tema Ferrovie della Calabria, le Ferrovie Taurensi: anch’esse sospese da oltre un decennio, nonostante la notevole valenza in termini di trasporto pubblico locale ed anche di servizi ferroviari turistici, tracciati per i quali da anni la nostra Associazione si sta da anni battendo assieme al Comitato Pro Ferrovie Taurensi.
Ed in tema di turismo ferroviario, non va dimenticato il successo nazionale avuto la scorsa estate Il Treno degli Dei: il ritorno dei treni turistici di Fondazione FS Italiane, organizzati dall’Associazione Ferrovie in Calabria in collaborazione con la Regione Calabria sulla relazione Paola – Reggio Calabria passando da Tropea, ha portato ad una totalizzazione di numeri da record, con corse in gran parte dei casi sold out nonostante si fosse trattato di servizi spot, dopo oltre un decennio di assenza. Auspichiamo quindi ad una riproposizione, per la prossima stagione estiva, da giugno a settembre, di queste importanti iniziative, ampliandole anche al versante jonico calabrese con Il Treno dei Due Mari, presentato alcune settimane fa dalla nostra Associazione presso la sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria. Chiudiamo questa nostra lunga serie di riflessioni, con alcuni numeri: da specifici studi della Federazione Italiana per le Ferrovie Turistiche e Museali, ogni utente di treno storico e turistico, per ogni euro speso di biglietto, ne spende ben tre sul territorio, attraverso l’utilizzo di strutture ricettive, l’acquisto di prodotti enogastronomici del territorio, l’acquisto di pacchetti turistici. Il turismo ferroviario può fare la differenza per la Calabria, per una Regione che dovrà fare del turismo la propria industria: siamo certi di trovarci in perfetta sintonia con il Presidente Roberto Occhiuto, al quale auguriamo quindi un buon lavoro per la nostra Terra, riservandoci di inviare un documento più approfondito relativamente alle tematiche sopracitate, al nuovo Assessore alle Infrastrutture nel momento in cui verrà designato.

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