Dieci anni senza Ferrovie Taurensi, ma il futuro è tutto da scrivere

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La data del 6 giugno per noi di Associazione Ferrovie in Calabria rappresenta, purtroppo, una ricorrenza molto negativa. Il 6 giugno del 2011, infatti, ci lasciava il nostro indimenticabile amico Marco Gagliardi, giovanissimo ragazzo appassionato di treni e ferrovie che aveva intrapreso assieme ai futuri fondatori dell’Associazione Ferrovie in Calabria, un percorso che ci avrebbe portato esattamente un anno dopo alla nascita della stessa. Ma esattamente 10 anni fa, nella stessa terribile data, avveniva come per un bruttissimo scherzo del destino, anche un altro evento “negativo” (ovviamente imparagonabile alla scomparsa di un giovane ragazzo), ovvero la “sospensione” all’esercizio della Ferrovia Gioia Tauro – Cinquefrondi. Si trattava dell’ultimo tratto delle Ferrovie Taurensi, in verità il più esteso, ancora attivo, gestito dalle Ferrovie della Calabria. Dopo la sospensione della Gioia Tauro – Palmi due anni prima, e nel 1997 per la Gioia Tauro – Sinopoli, cessava così una storia lunga quasi 90. Una storia fatta di binari a scartamento ridotto a servizio della Piana di Gioia Tauro, per trasporto viaggiatori e merci, che affonda le proprie radici nelle Mediterranee Calabro Lucane, poi Ferrovie Calabro Lucane e Ferrovie della Calabria a partire dal 1990.
Il 6 giugno del 2011, le ultime automotrici M2.200 Breda, dei veri gioielli di tecnica ferroviaria italiana risalenti agli anni ’60, rimaste pressochè allo stato d’origine, effettuavano le ultime corse fino al momento in cui, tramite fonogramma, non giungeva la direttiva di sospensione dell’esercizio ferroviario ad opera dell’USTIF di Bari, l’organo di sicurezza e vigilanza che all’epoca aveva la giurisdizione sulla rete a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria. Le precarie condizioni dell’armamento ferroviario, sul quale da anni non avveniva alcun intervento di ammodernamento consistente, furono la causa scatenante prima della limitazione a 30 km/h di tutto il tracciato, e proprio dal 6 giugno 2011, della totale sospensione dell’esercizio ferroviario ed autosostituzione dei treni.
Da subito, attraverso il nostro storico blog “Ferrovie in Calabria“, lanciavamo un appello a non far cadere nell’oblio una rete ferroviaria fondamentale per un territorio abitato da oltre 100.000 cittadini, dotato di una viabilità stradale che definirla precaria è un complimento. Una rete ferroviaria da rivalutare e trasformare in metropolitana di superficie integrabile con i servizi ferroviari di Trenitalia a Gioia Tauro, che in seguito assieme agli amici del Comitato Pro Taurensi, nato quattro anni fa a supporto della causa, avremmo ribattezzato “Metropiana”. Non si contato le iniziative sul campo e di convegnistica, che abbiamo svolto negli ultimi dieci anni assieme al nostro socio onorario, ex Presidente di Ferrovie della Calabria e consigliere regionale Giuseppe Pedà, per non far dimenticare mai le opportunità dettate dal rilancio della rete ferroviaria taurense. Tra il 2013 ed il 2014 si aprì una speranza per la tratta Gioia Tauro – Palmi attraverso l’avvio dei lavori di ripristino e connessi alla realizzazione di due autostazioni di interscambio gomma/ferro a Gioia Tauro e Palmi, ma per quanto riguarda l’infrastruttura ferroviaria tutto finì nuovamente nel dimenticatoio alla fine del 2014. Non è andata meglio con le due autostazioni, ancora oggi in corso di realizzazione (!).
Arrivando ad oggi, nel 2021, realisticamente si è ancora lontani dall’obiettivo ultimo che non può che essere, ora più che mai, quello relativo alla realizzazione di una metropolitana di superficie: attualmente infatti sono in campo due diversi “filoni” che mirano comunque alla salvaguardia delle due linee ferroviarie (peraltro egregiamente tutelate in fabbricati e infrastruttura dalla Soprintendenza ABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia). Ci riferiamo alla sperimentazione di un parco “velorail” promossa dall’Associazione Ferrovie in Calabria (clicca qui per visualizzare il video del test del nostro prototipo di ferrociclo a Palmi) e finanziata con ben 350.000 euro attraverso un progetto del MIBAC e della Regione Calabria. In secondo luogo, la Regione Calabria assieme a Ferrovie della Calabria ha elaborato una scheda progetto per il ripristino della tratta Gioia Tauro – Palmi, con la finalità di ottenere un finanziamento attraverso risorse derivanti dal Recovery Plan. Non è stato dato ancora un responso di tutto ciò, ma quel che è certo è che oggi, finalmente, anche grazie all’attività di sensibilizzazione del Comitato Pro Taurensi con il quale l’Associazione Ferrovie in Calabria coopera costantemente, il sipario sulle Ferrovie Taurensi è stato nuovamente sollevato. Adesso è il momento di accelerare, e concretizzare la rinascita di queste gloriose linee ferroviarie, che tanto hanno rappresentato e tanto potrebbero ancora rappresentare per il rilancio economico e sociale della Piana di Gioia Tauro.

In occasione del decennale dalla sospensione dell’ultima tratta ferroviaria taurense tra Gioia Tauro e Cinquefrondi, riproponiamo il nostro “racconto fantasy” dedicato ad una possibile storia alternativa che si sarebbe potuta sviluppare a partire dal 7 giugno 2011.

6 giugno 2011. Dopo mesi di agonia, la fine arriva. Un decreto urgente dell’USTIF, l’organo di controllo delle cosiddette “Ferrovie Concesse”, a causa delle pessime condizioni dell’infrastruttura ferroviaria, impone la chiusura immediata dell’ultima ferrovia taurense, la Gioia Tauro – Cinquefrondi. Trentadue chilometri di binario a scartamento ridotto, percorsi giornalmente dalle storiche ma affidabili automotrici Breda M2.200 delle Ferrovie della Calabria, alla “folle” velocità di 30 km/h a causa dei tantissimi rallentamenti, diventano un ricordo. Decine di pendolari, tra i quali molti studenti, sono definitivamente costretti a spostarsi sul servizio gommato, compreso quello di Ferrovie della Calabria immediatamente istituito per sostituire nel migliore modo possibile i treni, ma con risultati che – nonostante la lentezza della ferrovia – non sono riusciti a pareggiare le performance del vettore ferroviario a livello di tempi di percorrenza. Non mancano neanche le proteste dei dipendenti di Ferrovie della Calabria, molti dei quali salgono sui cornicioni della stazione ferroviaria di Gioia Tauro, minacciando di gettarsi nel vuoto in caso di mancati provvedimenti immediati sul ripristino ed il rilancio delle linee, compresa la Gioia Tauro – Palmi sospesa due anni prima.

Ma da qui, inizia il sogno di una storia “alternativa”, una sorta di dimensione parallela dove tutto è andato diversamente. 

Le proteste non si placano, anzi nelle settimane successive tutti i comuni attraversati dalla Ferrovia sono in rivolta, in particolare nei confronti della Regione Calabria, accusata di aver lasciato volutamente allo sbando queste fondamentali linee ferroviarie, favorendo anche in questo caso l’incremento del trasporto su gomma, molto meno funzionale e veloce della ferrovia, e lasciando su quest’ultima materiale rotabile degno solo di treni storici e non di servizi di trasporto pubblico locale. Molte associazioni si mobilitano, gli incontri con le istituzioni si susseguono: il momento è delicato poichè, nell’estate 2011, la crisi economica si tocca con mano, ed i bilanci della Regione Calabria sono tutt’altro che rosei. 
Nel giro di un mese si costituisce un Comitato Pro Ferrovie Taurensi, combattivo ed attivo come l’omologo sorto in Sila, che si batte per la riapertura (che dopo alcuni anni realmente avverrà) della Cosenza – San Giovanni in Fiore per fini turistici, ma anche di trasporto pendolare su parte di essa.
Le stazioni della Gioia Tauro – Cinquefrondi diventano sede di dibattiti continui con epicentro a Taurianova, Cittanova e Polistena, e la cittadinanza si adopera per mantenere il decoro e la pulizia di questi impianti: alla stazione di Gioia Tauro, intanto, la mobilitazione dei lavoratori prosegue: da parte sua, l’azienda Ferrovie della Calabria anch’essa in periodo di crisi economica, esprime tutta la propria disponibilità a ripristinare la circolazione ferroviaria, previo reperimento di fondi necessari alla messa in sicurezza dell’infrastruttura.
Un impegno che viene premiato: ad inizio autunno del 2011, la Regione Calabria, incalzata dalle forze politiche del reggino, dai cittadini, dalle associazioni riunite nel Comitato Pro-Ferrovie Taurensi, contrae un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, presentando in tempi da record un piano per il rilancio delle Ferrovie Taurensi e la generale riorganizzazione dei servizi di TPL nella Piana. Tredici milioni di Euro vengono destinati al rinnovo dell’infrastruttura, con sostituzione di rotaie e traverse anche sulla Gioia Tauro – Palmi, quindici all’acquisto di nuovo materiale rotabile. 
Ma non solo sostituzione dell’armamento: all’interno del programma di rilancio, che mira a costituire una vera e propria “Metropiana”, è prevista anche la costruzione di alcune nuove fermate (Porto degli Ulivi a servizio dell’omonimo centro commerciale) e Taurianova Cappuccini (in prossimità delle scuole). A Palmi un prolungamento di circa 600 metri di binario, permetterà di avvicinarsi ulteriormente, anche in questo caso, al polo scolastico ed al costruendo Ospedale della Piana. La stazione di Gioia Tauro è previsto diventi invece un importante hub ferro/gomma, dove contemporaneamente avviene l’interscambio tra i servizi ferroviari di Trenitalia, quelli di Ferrovie della Calabria ed il trasporto su gomma in adduzione, proveniente e diretto nelle aree non servite dalle ferrovie.
Per la tratta Palmi – Sinopoli, invece, viene elaborato un progetto di riutilizzo in chiave turistica dell’infrastruttura, con fondi reperiti dall’allora POR 2007-2013, prevedendo la rimessa in esercizio della vaporiera FCL 188 di stanza a Gioia Tauro, per l’effettuazione periodica di treni storici all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte. 

Nella primavera del 2012 i primi mezzi da cantiere dell’Impresa Francesco Ventura fanno la loro comparsa, assieme a migliaia di nuove traversine in cemento armato precompresso, nuove rotaie da 36 kg/m: si inizia anche a paventare l’ipotesi di automatizzazione dei sistemi di circolazione, attraverso l’installazione del Controllo del Traffico Centralizzato tramite Dirigente Centrale Operativo (e quindi relativa installazione di Blocco Conta Assi e segnalamento luminoso), per rendere maggiormente sicura la circolazione dei treni ed adeguarsi alle nuove normative. 
Durante tutta l’estate viene completamente risanato tracciato e stazioni. A novembre i lavori sono pressochè terminati e viene annunciata l’inaugurazione delle Nuove Ferrovie Taurensi, neanche a farlo apposta, il fantomatico 21 dicembre 2012, noto per la stramba profezia Maya relativa ad una presunta fine o del mondo o chissà quale strano stravolgimento mondiale.
Ma per la Calabria e la Piana di Gioia Tauro quella data è stata davvero simbolica, un grande riscatto per quel territorio della Provincia di Reggio Calabria sempre marginalizzato e poco interessato (almeno apparentemente) alle tematiche sociali e specie dei trasporti. Lo Stadler DE M4c 503, per l’occasione inviato da Catanzaro, imbandierato e con a bordo tutte le istituzioni, lascia la stazione di Palmi alle 10.30, salutato da centinaia di cittadini: la stessa scena si ripete a Gioia Tauro, ma anche a Rizziconi (dove la stazione è stata totalmente ristrutturata), Taurianova, Cittanova, San Giorgio Morgeto, Polistena e Cinquefrondi, dove giunge, grazie alla velocizzazione della linea, dopo 30 minuti: nel giro di un anno, cinque complessi Stadler ad aderenza naturale, avrebbero totalmente cambiato il volto, definitivamente in positivo, delle Ferrovie Taurensi.

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