SS.106 e Ferrovia Jonica: due battaglie, un solo obiettivo

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Si stringono sempre di più i rapporti tra l’Associazione Ferrovie in Calabria e l’attivissima associazione Basta vittime sulla S.S.106. Ma del resto, non poteva essere diversamente: l’obiettivo di entrambe le associazioni è quello di modernizzare e ridare slancio alla mobilità sul versante jonico calabrese, che rappresenta probabilmente uno dei territori più marginalizzati d’Italia. Per quanto riguarda la ferrovia, infatti, dal 2000 in poi si è assistito ad un progressivo abbandono dei collegamenti a lunga percorrenza e riduzione di quelli regionali, al quale è seguito (e purtroppo in parte sta ancora seguendo) un declassamento infrastrutturale attraverso la riduzione del numero di stazioni atte all’effettuazione di incroci e precedenze…portando così ad un’ulteriore riduzione delle potenzialità della ferrovia. 
Chiaramente, tutto ciò non ha fatto altro che moltiplicare a dismisura il traffico veicolare, fatto di auto ma anche di decine e decine di autobus (anche a lunghissima percorrenza, con i rischi che ne conseguono) riversati sulla cosiddetta “Strada della morte”, la Statale 106 Taranto – Reggio Calabria, che nella maggior parte della costa, corre parallela alla ferrovia Jonica. Un incremento del trasporto su strada che, ovviamente, non è stato sostenibile per la nostra storica Statale, riammodernata soltanto in parte e ancora caratterizzata da attraversamenti dei centri abitati (specie nel basso catanzarese e nella locride), dalla presenza di centinaia di attraversamenti di strade secondarie, ed in molti tratti anche a rischio inondazioni/fenomeni di dissesto idrogeologico. Insomma, quanto di peggio potesse accadere: tolti i treni, e spostate merci e persone su una strada che tale aumento di traffico, non poteva sostenere. I risultati, purtroppo, sono all’ordine del giorno, con vittime e feriti a causa dei tantissimi incidenti che avvengono con frequenze sempre più preoccupanti.
Gli amici di “Basta vittime sulla S.S.106”, coordinati dal Presidente Fabio Pugliese, denunciano da tempo questa situazione, ottenendo importantissimi risultati, primo tra tutti lo stanziamento di ben 2.200 milioni di Euro nel Piano Pluriennale degli investimenti Anas 2015-2019. Si tratta di risorse che verranno così ripartite:

-2016: si interverrà nelle province di Cosenza e Reggio Calabria: previsto il completamento del finanziamento del 3° Megalotto attualmente in fase di esecuzione (circa 512,5 milioni di euro), e di arrivare all’appalto per il completamento della Variante all’Abitato di Palizzi – Lotto 2 – Secondo Stralcio Funzionale – Carreggiata Sud (circa 97 milioni di euro).

-2017: inizierà un corposo investimento da Sibari a Crotone: è previsto l’appalto della tratta Crotone – Sibari – Messa in Sicurezza Primo Tronco (circa 290 milioni di euro) che continuerà fino nel 2018 con l’avvio dell’appalto della tratta Crotone – Sibari Messa in Sicurezza Secondo Tronco (circa 200 milioni di euro), e Terzo Tronco (circa 150 milioni di euro). Per finire, nel 2019, si prevede di avviare all’appalto la Variante di Crotone (ipotesi di realizzare una sola carreggiata del tracciato previsto nel Megalotto 9, con sezione tipo C1, per un importo di circa 250 milioni di euro).

Buone notizie che arrivano in contemporanea a quelle provenienti dalla ferrovia Jonica, con la consegna dei nuovi treni ATR 220, che contribuiranno a svecchiare il parco rotabili circolante sulla nostra tratta ferroviaria: una battaglia vinta, che dovrà però seguire l’adeguamento degli orari, affinchè l’offerta sia il più possibile adeguata alle esigenze dei pendolari (ed a tal proposito stiamo già lavorando con l’Assessorato ai Trasporti della Regione Calabria), oltre ad essere incrementata sia nei collegamenti a breve distanza che in quelli a lunga percorrenza (probabile da giugno l’istituzione di una seconda coppia di InterCity Reggio Calabria Centrale – Taranto). Ma non abbiamo ovviamente dimenticato la gravissima situazione che sta affliggendo una decina di stazioni ferroviarie joniche, dove appunto sono stati interdetti alla circolazione i binari di incrocio (e nel caso di Marina di S.Lorenzo addirittura è stato smantellato il binario 2). 

Ma, guardando al futuro, come immaginiamo la mobilità del versante jonico calabrese? Noi di Ferrovie in Calabria riteniamo che la ferrovia Jonica debba rimanere esattamente dove si trova oggi, diversamente da chi pronostica strane linee ad alta velocità ai piedi delle Serre. L’infrastruttura, se ben valorizzata, rappresenterebbe infatti la base della mobilità locale, venendo gestita sia come metropolitana di superficie (il 90% delle stazioni si trova infatti nei centri abitati), con uno sguardo anche alla lunga percorrenza, con particolare riferimento ai collegamenti verso la Puglia e verso Roma. Chiaramente, per far avvenire ciò, andrebbe immediatamente ripristinata la funzionalità di tutte le stazioni joniche oggi trasformate in fermata, per permettere così un’incremento dell’offerta ed una fluida circolazione dei treni, prevedendo in tempi non lontani, anche l’elettrificazione della linea da Sibari a Melito di Porto Salvo. 
E la SS 106? Quella che speriamo anche noi possa chiamarsi un giorno “La Strada della Vita”, meriterebbe finalmente di divenire una strada a scorrimento veloce con tracciato alternativo ed esterno ai centri abitati, senza interferenze con la viabilità locale, riuscendo così a spostare, definitivamente, gran parte del traffico a “lunga percorrenza” su una via di comunicazione sicura ed adeguata ai tempi. Una prospettiva che, sicuramente, unita ad un potenziamento del trasporto su rotaia per gli spostamenti locali ed a lunga percorrenza, andrebbe a diminuire fortemente il carico veicolare sui tratti della Statale non ancora ammodernati. 
Senza dimenticare che, una SS 106 che la si possa per intero classificare Superstrada, potrebbe finalmente rappresentare un reale itinerario alternativo per la A3 Salerno-Reggio Calabria, che alla prima nevicata, come abbiamo avuto modo di constatare…diventa una trappola per automobilisti! 
Perciò, il futuro della Calabria Jonica, che speriamo sia sempre più roseo, non potrà non passare per la strada e la ferrovia: il comune ispiratore delle battaglie di Associazione Ferrovie in Calabria e Basta Vittime sulla S.S.106 (consigliamo di seguire il gruppo Facebook sempre aggiornatissimo), il compianto Franco Nisticò, è stato uno dei primi attivisti del nostro territorio a comprenderlo. Sta a noi saper cogliere la sua eredità e portare a compimento quel sogno di riscatto sociale del nostro territorio che, passo dopo passo, sta forse diventando realtà: nei prossimi mesi auspichiamo all’organizzazione di iniziative congiunte con gli amici di Basta Vittime sulla S.S.106, per unire le forze in questa importante causa comune. 

Piccola nota: la 106 è sì una strada insicura, ma non dimentichiamo che il rispetto della segnaletica stradale e dei limiti di velocità, è fondamentale per garantire la sicurezza alla guida, per se stessi e per tutti gli altri automobilisti e pedoni. L’ammodernamento della Statale 106 non è un argomento in discussione, ma allo stesso tempo ci chiediamo: quanti incidenti si sarebbero potuti evitare, se fosse semplicemente stato rispettato un limite di velocità o una precedenza? Con un po’ di attenzione e rispetto, infatti, la “Strada della Morte” magari sarebbe semplicemente…la “Strada della Lentezza”…visto che non è la strada in sè ad uccidere, ma i comportamenti scorretti di chi si mette alla guida!

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