Foto dal Passato (n°52 – ottobre 2014)

Sono trascorsi oltre quattro anni da quel fatidico 17 luglio 2010. In quella data, l’ultimo treno ordinario percorreva mestamente quella che era la residua tratta ancora attiva al servizio di trasporto pubblico locale della mitica ferrovia silana Pedace – San Giovanni in Fiore.

Ci riferiamo infatti al breve tratto Pedace – Spezzano della Sila, sul quale dal 2008 era stato limitato il servizio ferroviario da Cosenza, precedentemente attestato a Camigliatello Silano,  divenuto capolinea “ordinario” a seguito della soppressione dei treni ordinari che fino al 1997 raggiungevano San Giovanni in Fiore. Ovviamente è a tutti nota la “doppia vita” di questa linea, famosa in tutta Italia ed anche all’estero, per le bellezze naturalistiche e culturali all’interno delle quali si snodano quei binari a scartamento ridotto, appartenenti alle Ferrovie della Calabria: se infatti la tortuosità della strada ferrata e quindi gli elevati tempi di percorrenza hanno reso poco competitivo il treno (in particolar modo da San Giovanni in Fiore), rispetto ai più rapidi bus delle stesse Ferrovie della Calabria che collegano l’entroterra silano con Cosenza e Crotone, attraverso la superstrada SS 107 “Silano-Crotonese”, lo stesso non si può dire per il settore turistico, che invece ricerca proprio la lentezza e la bellezza dei territori attraversati. Se poi lentezza e bellezza corrispondono anche a “treno a vapore”…la magia è fatta! Una magia che però, almeno sulla linea Silana, si è purtroppo interrotta da anni, ed oggi si scommette in un rilancio dei treni storici sul tratto Camigliatello – San Nicola Silvana Mansio con prolungamento su richiesta a S.Giovanni in Fiore, grazie al bando di gara europeo per l’affidamento del servizio ferroviario turistico, lanciato dalle Ferrovie della Calabria.

Ma oggi, attraverso la pubblicazione di nostre fotografie scattate nell’ormai lontano 28 dicembre 2009, vogliamo dedicare qualche riga anche ad alcune “linee guida” che a nostro parere sarebbe utile seguire, per un eventuale rilancio futuro di parte della linea Silana, proprio in quella sua funzione che molto superficialmente è stata considerata come poco funzionale ed anti-economica: il trasporto pubblico locale.

Analizzando attraverso la nostra mappa interattiva il percorso della ferrovia da Pedace fino a Spezzano della Sila, capolinea del servizio di TPL fino al 2011, non possiamo non notare con quale capillarità i binari vadano a servire tutti i centri di Magli, Trenta (stazione di riferimento Casole – Trenta), Casole Bruzio (stazione di riferimento Pedace – Serrapedace), Spezzano Piccolo e Spezzano della Sila, andando a creare quasi una “mini-metropolitana” silana nel giro di 10 km:


Visualizza FCL (Cosenza) Pedace – San Giovanni in Fiore in una mappa di dimensioni maggiori

Fermo restando che nel tratto “alto” della ferrovia silana i tempi di percorrenza per raggiungere Cosenza fossero ormai fuori mercato, siamo sicuri che, diversamente, i tempi per andare da Cosenza a Spezzano della Sila o viceversa, siano molto più elevati rispetto a quelli su strada? Probabilmente no: non possiamo non notare come oggi, per esempio, la linea 51 dell’Amaco (azienda di tpl su gomma di Cosenza), partendo da Piazza Mancini a Cosenza, impieghi 40 minuti per raggiungere solo Casole Bruzio, mentre il treno da Cosenza Vaglio Lise, impiegasse 30 minuti (che diventavano 25 dalla stazione di Cosenza Centro, corrispondente alla Piazza Mancini, origine e destinazione della linea 51 dell’Amaco) per arrivare fino a Spezzano della Sila. 
Il risparmio di tempo, perciò, ammonterebbe a circa 15 minuti, senza considerare l’indubbia maggiore sicurezza del treno, in un territorio che in inverno è spesso soggetto a nevicate e gelate, eventi climatici non proprio rassicuranti per chi si sposta su gomma.
Inoltre, non si può certo sottovalutare che un treno sarebbe chiaramente più comodo e vivibile rispetto ad un bus urbano, sul quale normalmente non si dovrebbero trascorrere più di dieci minuti. Immaginando di trascorrerne 30 o 40 di minuti, magari in piedi, ci si può facilmente rendere conto di quali disagi possano potenzialmente subire i pendolari di quell’area silana, oggi rimasta senza treno. 
Chiaramente, ci si chiederà: ma se fino al 2011 il treno a Spezzano della Sila ci arrivava, e l’utenza potenziale di certo non mancava…come mai il servizio su rotaia è stato sospeso, giustificando la scelta con la scarsa frequentazione dei convogli? 
Purtroppo il problema principale che ha portato a ciò, non solo sulla ferrovia silana, lo conosciamo bene: in primis la poca appetibilità degli orari, per le necessità di studenti e lavoratori, e soprattutto scarsa frequenza del servizio, che negli ultimi anni non ha mai superato le quattro coppie di treni al giorno.
Noi di Ferrovie in Calabria vogliamo allontanarci dalla classica mentalità di chi ritiene che “essendo in Calabria, tutto ciò non potremo mai averlo”, o ancora peggio “alla Regione il bus costa meno del treno”: noi immaginiamo una ferrovia Silana attiva sì nel suo settore turistico, ma anche utile al pendolarismo e soprattutto al mantenimento in vita di tanti centri che diversamente rischiano con il tempo di spopolarsi. Noi non riteniamo utopia richiedere alla Regione Calabria, che oggi è di fatto l’ente proprietario di infrastruttura e rotabili ferroviari dell’azienda Ferrovie della Calabria, una ferrovia da Spezzano della Sila (senza sottovalutare un eventuale prolungamento del servizio di tpl su S.Pietro in Guarano) a Pedace, completamente rinnovata nell’armamento, rettificata nel tracciato dove possibile (contribuendo quindi a ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza), ed ovviamente integrata al Controllo del Traffico Centralizzato tramite DCO presente sulla Catanzaro – Cosenza, che vada ad integrarsi al futuro servizio metropolitano che dovrebbe nascere tra Rogliano e Cosenza, ed in prospettiva tra Catanzaro e Cosenza, quando si renderà possibile il ripristino integrale dell’intero percorso. Ed ovviamente, orari consoni alle necessità dell’utenza. 
Non sarebbe utopia arrivare a Spezzano della Sila, a Casole-Trenta o a Pedace – Serrapedace, a bordo di un comodo convoglio Stadler (materiale rotabile che tra l’altro, qualche mese dopo la sospensione del servizio sulla tratta, effettuò alcune corse prova addirittura fino a S.Pietro in Guarano!), pronto ad accompagnare a Cosenza in tutta sicurezza e comodità, più volte al giorno, i pendolari e gli studenti, con particolare riferimento a quelli universitari fuori sede, che potrebbero decidere di insediarsi nei centri attorno Cosenza qualora vengano ben collegati con mezzi pubblici. Ciò potrebbe consentire una piccola rinascita di tanti piccoli e medi borghi, che proprio a causa della carenza di servizi di trasporto pubblico funzionali, oggi stanno costantemente vedendo diminuire la propria popolazione.

Il nostro appello è rivolto principalmente alle amministrazioni comunali dei centri che fino al marzo 2011 erano serviti dalla ferrovia: vogliamo rivederli battaglieri come nella conferenza sulla ferrovia, promossa dal Comitato per la Salvaguardia della Ferrovia Silana, tenutasi a Spezzano Piccolo lo scorso 15 luglio. Per adesso, proviamo a risvegliare un po’ gli animi con le nostre fotografie, promettendo di riprendere in futuro questo importante argomento relativo alla mobilità nel cosentino.

Una curiosità, in verità un po’ triste: l’automotrice che il 28 dicembre 2009 ci accompagnò da Cosenza Centro a Spezzano della Sila, era la M4.404, che lo scorso 6 marzo rimase gravemente danneggiata in seguito all’incidente ferroviario avvenuto tra Madonna di Porto e Gimigliano, che per fortuna non ha provocato gravi conseguenze ai viaggiatori ed al personale FC. Questa unità è oggi accantonata in attesa di decisioni sul ripristino funzionale.

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