Frecciargento Sibari – Bolzano: dalla conferma a possibili potenziamenti dell’hub di Sibari

Partiamo da un presupposto: come ogni anno, a ridosso dell’entrata in vigore dei nuovi orari ferroviari invernali/estivi o a ridosso di rinnovi di Contratti di Servizio e/o convenzioni, i “profeti di sventura” non mancano mai. Profeti di sventura vecchi e nuovi, che prefigurano catastrofiche soppressioni di servizi ferroviari, quando in realtà l’assenza degli stessi sul portale web di Trenitalia, successivamente a specifiche date, è esclusivamente una problematica temporanea legata al ritardato caricamento delle corse sui canali informatici. Nel caso del Frecciargento Sibari – Bolzano, la data limite del 31 dicembre 2021, oltre alla quale apparentemente il servizio sembra non esistere più, è esclusivamente legata alle solite (ingiustificabili, sicuramente) lungaggini e lentezze burocratiche della Regione Calabria. Lungaggini relative al rinnovo della convenzione con Trenitalia, che regola il finanziamento regionale del tratto Paola – Sibari di questa importante relazione AV tra il versante jonico calabrese e Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Verona, Bolzano.
Come tanti nostri lettori ricorderanno, inizialmente, nell’ormai lontano 2019, la relazione Frecciargento Sibari – Bolzano e viceversa, nasceva cofinanziata dalla Regione Calabria sull’intera tratta Salerno – Paola – Sibari, considerate le stime al ribasso relative al load factor del servizio sul tratto terminale. La Regione Calabria destinava infatti ben 1 milione e 600 mila euro annui proprio per garantire la sostenibilità economica della Freccia sul tratto Salerno – Sibari. Successivamente, e incredibilmente nonostante il crollo del traffico viaggiatori su rotaia dettato dalle restrizioni pandemiche, analizzando i numeri, si è giunti alla conclusione che in realtà il tratto “non a mercato” fosse solo quello tra Sibari e Paola. Il finanziamento regionale scendeva quindi a 400 mila euro: Trenitalia considera quindi il servizio totalmente a mercato sulla quasi totalità del percorso, quindi da Bolzano a Paola. Probabilmente, senza le restrizioni legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, l’intera relazione, compreso il tratto da Sibari a Paola, sarebbe diventato a mercato, ovvero a costo ZERO per la Regione Calabria che, nel frattempo, lo scorso anno si è anche impegnata nel garantire l’effettuazione di un treno Regionale in coincidenza alla Freccia, sulla tratta Crotone – Sibari.
Gli stessi “profeti di sventura” che, peraltro, oggi gridano al presunto (da loro) rischio soppressione della Freccia, sono quelli che, fino ad alcuni mesi fa, definivano il Sibari – Bolzano uno spreco di denaro pubblico, visto che – a loro dire – quasi nessuno lo utilizzava. Così come si tratta degli stessi, tristi personaggi, che hanno persino contestato l’istituzione del servizio Regionale Crotone – Sibari posto in coincidenza, anche in questo caso definito come “inutile” o “contentino”.
E’ quindi evidente come, attorno alla lunga vicenda legata alla Freccia attestata a Sibari, e a tutti i relativi servizi ad essa connessi, si continui a consumare una sorta di scontro politico, atto a sabotare paradossalmente il servizio ferroviario stesso, con l’obiettivo ultimo di attaccare e screditare le figure politiche nazionali che hanno lottato per la realizzazione dello stesso e, addirittura, chi ieri e oggi alla Regione Calabria, a prescindere dai colori politici, si impegna per garantirne la sostenibilità ed il futuro, visti i riscontri più che positivi in termini di utenza. Ciò che sta accadendo, praticamente da quando questo treno è stato istituito, e da quando è stata istituita la coincidenza Regionale da Crotone, è assolutamente vergognoso, dannoso, autolesionista. L’Associazione Ferrovie in Calabria non accetterà mai, nè rimarrà in silenzio di fronte a simili spinte distruttrici camuffate da “battaglie civiche”: l’istituzione di questo treno è stata una grande vittoria per il territorio, che ha unito forze politiche di diversa estrazione e posizionamento istituzionale, e che in nessun modo dovrà essere vanificata visto e considerato che, tra l’altro, nel momento in cui l’elettrificazione sulla tratta Sibari – Crotone sarà ultimata, vedrà l’attestazione della Freccia nella città pitagorica.
Rassicurando quindi l’utenza su una imminente risoluzione della problematica del mancato caricamento del servizio sui canali di Trenitalia, una volta rinnovata la Convenzione come anche ribadito dall’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, cogliamo l’occasione per rilanciare e condividere una interessante proposta elaborata alcuni giorni fa dagli amici del Comitato per la Provincia della Magna Grecia.
Si tratta di una proposta che, se concretizzata, andrebbe a creare un importante hub ferroviario AV a Sibari, in attesa della prosecuzione dell’elettrificazione in direzione Crotone. Nello specifico, ci riferiamo al prolungamento a Sibari per il collegamento Frecciargento 8820/8807 Taranto – Milano Centrale, che peraltro dal prossimo cambio d’orario ferroviario, a partire dal 12 dicembre, sarà “promosso” in Frecciarossa.
Considerando che tale servizio offre ad oggi, dalla città di Taranto, un comodo collegamento diurno verso le principali città poste sul corridoio Adriatico, oltre che con Bologna e Milano, la retrocessione a Sibari e la relativa istituzione di coincidenze da/per Crotone/Catanzaro Lido, significherebbe garantire, con un solo cambio a Sibari, una relazione comoda e veloce tra lo jonio cosentino, il cirotano ed il crotonese e le città di Taranto, Bari, Foggia, Pescara, Ancora, Rimini, Bologna, Milano.
Attualmente, la Frecciargento 8820 parte da Taranto, in direzione Milano Centrale, alle ore 9.16. Considerando una retrocessione a Sibari, istituendo le fermate intermedie di Metaponto, Policoro-Tursi e Trebisacce, si può stimare un orario di partenza attorno alle ore 8.15. Di fatto, la coincidenza da Catanzaro Lido/Crotone esiste già, grazie al Regionale 5634 in partenza da Catanzaro Lido alle 5.15, passaggio da Crotone alle 6.13 e arrivo a Sibari alle 7.58.
In senso opposto, attualmente, la Frecciargento 8807 Milano Centrale – Taranto, giunge nella città jonica pugliese alle 19.46. Ciò significa quindi, in caso di prolugamento a Sibari, un arrivo attorno alle ore 20.45. In tal caso, non esiste al momento, purtroppo, un collegamento Regionale in partenza da Sibari in direzione Crotone dopo le ore 21, salvo il 93935 alle 22.41, ovvero il treno per Crotone istituito ad hoc in coincidenza con la Freccia in arrivo da Bolzano.
Probabilmente la migliore soluzione sarebbe quella di istituire una ulteriore nuova coppia di treni Regionali sulla relazione Crotone – Sibari, ponendo la corsa in direzione nord-sud in coincidenza con la presunta Freccia in arrivo da Milano. Diversamente, volendo ottimizzare costi e servizi, si potrebbe immaginare un posticipo dell’orario di partenza della Freccia da Milano, in modo tale da farla coincidere con la partenza alle 22.41 del già esistente Regionale 93935 per Crotone. In questo modo, quindi, un solo treno Regionale sarebbe posto in coincidenza contemporaneamente con due Frecce, una in arrivo da Bolzano e l’altra da Milano Centrale. Ma ovviamente, a quel punto, una singola automotrice ALn663 per Crotone non basterebbe più: è però chiaro come sia sicuramente più semplice raddoppiare la composizione con automotrici di un treno Regionale già esistente, o ancora meglio utilizzare un complesso ATR220 Swing, che istituire una coppia di treni ex-novo.
In ogni caso, ad oggi, l’obiettivo primario deve essere quello di portare a Sibari anche una Freccia “adriatica”, con destinazione Bologna, Milano e possibilmente Torino: la nostra Associazione, assieme al Comitato per la Provincia della Magna Grecia ed al valido e competente supporto dell’On. Elisabetta Barbuto, Deputata membro della Commissione Trasporti della Camera, sarà quindi impegnata nei prossimi mesi anche in questa nuova “battaglia”, che come sempre sarà portata avanti attraverso l’interlocuzione con gli organi preposti, ponendoli di fronte a dati e numeri, sempre con il rispetto dei ruoli e soprattutto attraverso i modi costruttivi e propositivi che da sempre ci hanno contraddistinto.

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