Onda d’Urto…sulla Soverato – Chiaravalle!

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Un’onda d’urto che è riuscita anche ad allontanare il maltempo, durante le ore di svolgimento dell’iniziativa: un evento a dir poco storico, che ha portato alla ribalta la ex ferrovia Soverato – Chiaravalle Centrale, percorsa da quasi 200 partecipanti in mountain bike.
Ma per essere meno criptici, chiariamo da subito di cosa si è trattato! 
In occasione della 9° tappa del movimento spontaneo “Onda d’Urto“, che riunisce i tanti gruppi di appassionati di mountain bike calabresi, partendo dalla villa comunale soveratese, si è scelto di percorrere le vestigia della ferrovia FCL Soverato – Chiaravalle Centrale, dalle quali poi si “diramavano” altre interessanti tappe intermedie non a tema ferroviario, come il bellissimo Convento della Pietà, fondato nel sec. XV dal Beato Francesco da Zumpano (sito, tra l’altro, nei pressi dell’omonima fermata FCL), i resti dell’antica diga di “Murorotto” a San Vito sullo Jonio, il pittoresco centro storico di Petrizzi, all’interno del quale si è svolto un piccolo buffet di frutta offerto dalla locale Pro-Loco, finendo alle rovine di Soverato vecchia, distrutta dal terremoto del 1783. Quindi di nuovo sul lungomare di Soverato, dove è avvenuto il pranzo presso il lido S.Domenico.
Senza dimenticare, ovviamente, le bellezze naturalistiche e paesaggistiche, offerte dall’entroterra soveratese.
Ma tornando ai percorsi prettamente ferroviari, il folto gruppo in mountain bike, ha attraversato anche quattro gallerie facenti parte del tracciato della ex-strada ferrata: si è trattato delle prime due gallerie successive alla stazione di Satriano – Davoli, di cui la prima in curva posta al km 6,477, che con la sua estensione di ben 603,97 metri è la più lunga di tutta la tratta ferroviaria e la seconda subito successiva, al km 7,266 (quest’ultima in rettilineo e lunga 131,58 metri). Successivamente, superata la ex fermata di Pietà, il gruppo ha percorso le due successive gallerie (tra cui la seconda più lunga, di 518 metri), arrivando così presso la ex stazione di Petrizzi-Gagliato, accolti anche dalla presenza degli ultimi due segnali di protezione sopravvissuti. Una bellissima idea degli amici dell’Associazione “Cuccuruta Estrema”, che assieme ad Amici in Bici e Legambiente hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, è stata l’illuminazione delle gallerie. Già, proprio così: i vecchi sostegni della linea telegrafica, fissati sulle pareti delle gallerie, sono stati utilizzati come ganci per appendere le bellissime lantenerne illuminate da candele, utilizzate in occasione della “Naca” di Davoli. Particolarissimo il contrasto tra la calda luce della fiamma all’interno delle lanterne, e quella fredda e “tecnologica” delle torce a led installate sulle biciclette e sui caschetti dei ciclisti. Tra la stazione di Satriano – Davoli e la fermata di Pietà, inoltre, il gruppo ha percorso un tratto di sedime ferroviario, ripulito a fondo dai gestori dell’Agriturismo “Il Fico d’India”.
Ma ancora a proposito di ferrovia, non è mancato inoltre, l’attraversamento dell’imponente ed allo stesso tempo malinconico, viadotto “Vaccarizzo” nei pressi di San Vito sullo Jonio, ed un saluto all’ultima guardiabarriera della stazione di Satriano – Davoli, che vive oggi all’interno del fabbricato perfettamente ristrutturato.
Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, che abbiamo contributo alla stilatura di un piccolo documento illustrativo sulla storia della vecchia ferrovia, abbiamo anche seguito tramite fuoristrada, quella comitiva in bici che a momenti sembrava quasi infinita. 
Perciò, come abbiamo avuto modo di ribadire a Castrovillari alla nostra conferenza sui 100 della ex-Ferrovia del Pollino, il turismo e le green ways sono il modo migliore per non far morire definitivamente quelle vie di comunicazione che, con tanta fatica e spesso con la vita, sono state costruite dai nostri nonni e bisnonni, per liberare dall’isolamento i centri dell’entroterra, facendoci godere, allo stesso tempo, di paesaggi e scorci tra i più belli d’Europa. Proprio per questo motivo, quindi, vogliamo ringraziare nuovamente tutti coloro che si sono spesi per la buona riuscita dell’iniziativa, che per un giorno ha fatto metaforicamente rivivere la ferrovia Soverato – Chiaravalle Centrale.

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