Caro On. D’Agostino: le Ferrovie Taurensi NON SONO “EX”!

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La parola giusta per definire la storia delle Ferrovie Taurensi (che noi non definiamo “ex”) è solo una: CALVARIO. 

Siamo purtroppo costretti, ancora una volta, a scrivere un comunicato relativo al futuro delle due linee ferroviarie di Ferrovie della Calabria, attualmente sospese all’esercizio, tra Gioia Tauro e Cinquefrondi e Gioia Tauro e Palmi. In primis vogliamo specificare proprio questo: queste linee non sono dismesse, non sono “ex” come sostiene l’On. Francesco D’Agostino, ma sono semplicemente “sospese” all’esercizio. Sono state salvate dalla sdemanializzazione che le avrebbe definitivamente dismesse nell’ormai lontano 2015, grazie all’impegno del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea che facendo seguito all’allarme da noi all’epoca lanciato, ha bloccato questa procedura tramite un’interrogazione alla Giunta Regionale. Ricordiamo peraltro che la sdemanializzazione prevedeva anche la dismissione di tutte le tratte ferroviarie di Ferrovie della Calabria sulle quali non era presente al momento l’esercizio ferroviario (quindi anche gran parte della Silana). 
L’unica tratta effettivamente dismessa delle Taurensi è la Palmi – Sinopoli, il cui esercizio è cessato nel 1997. 
Vale la pena ricordare, anche se è difficile non esserne a conoscenza, che le due tratte Gioia Tauro – Cinquefrondi e Gioia Tauro – Palmi hanno visto cessare l’esercizio ferroviario tra il 2010 ed il 2011, per motivazioni legate principalmente al periodo di forte crisi finanziaria di Ferrovie della Calabria e per le precarie condizioni dell’armamento ferroviario al punto che è stata la stessa USTIF (l’organo di controllo sulla sicurezza delle linee ex concesse) a deliberare una immediata sospensione dell’esercizio tra Gioia Tauro e Cinquefrondi, il 6 giugno del 2011. 
Tra l’altro, il servizio ferroviario era comunque “ostaggio” da anni di una politica che lo ha reso sempre più marginale con mancati investimenti e sovrapposizione di servizi su gomma: nonostante tutto, sulla Gioia Tauro e Cinquefrondi dove le storiche automotrici M2.200 Breda circolavano a non più di 30 km/h per motivi di sicurezza, la frequentazione dei treni era altissima, specie in periodo scolastico. In estate (ma non solo), queste tratte erano invece diventate pellegrinaggio di turisti esteri appassionati di treni e ferrovie, e non solo, mantenendo comunque inalterata quella quota di pendolari che dai centri interni della Piana si spostavano verso Gioia Tauro e viceversa. Inoltre la continuità della stazione di Ferrovie della Calabria di Gioia Tauro con la omonima di Rete Ferroviaria Italiana, ha sempre reso il servizio su rotaia di FdC un validissimo adduttore ai collegamenti ferroviari regionali ed a lunga percorrenza di Trenitalia, serventi la Ferrovia Tirrenica Meridionale. Una grande quota di utenza, comunque, era stata già spostata all’automezzo privato rispetto a soli cinque o sei anni prima, proprio a causa del costante decadimento della qualità del servizio. 
E proprio per questo motivo ci chiediamo (prima di occuparci della questione legata al Velorail): come può il consigliere regionale Francesco d’Agostino affermare che i ricavi da traffico viaggiatori e l’utenza delle Ferrovie Taurensi fosse minimale, se prende in considerazione gli ultimi mesi di disastrato esercizio delle linee? Perchè non sono state analizzati invece i ricavi da traffico e le frequentazioni dei treni sulle linee Taurensi, per esempio dei primi anni 2000 (senza voler spingerci ancor di più nel passato)? 
Parliamo di linee ferroviarie che erano tutt’altro che rami secchi ed anzi meriterebbero non solo un ripristino dell’esercizio ferroviario, ma anche un potenziamento dello stesso ed un potenziamento infrastrutturale. Anche a basso costo, come abbiamo esposto in occasione del convegno dedicato proprio a queste linee a Taurianova, attraverso il rinnovo dell’armamento, la messa in sicurezza delle opere d’arte e l’istituzione di un veloce servizio a spola tra Gioia Tauro e Cinquefrondi, con nuove automotrici diesel Stadler analoghe a quelle in uso a Catanzaro e Cosenza. Ci chiediamo: perchè le metropolitane di Cosenza e Catanzaro hanno un senso, mentre quella della Piana no, avendo praticamente gli stessi numeri di utenza potenziale? Una risposta forse ce l’avremmo, purtroppo, e sta nell’ancestrale disinteresse alle tematiche del trasporto su rotaia da parte dei politici (non tutti, ma gran parte) della Provincia di Reggio Calabria. Un disinteresse comunque che, non neghiamolo, ha origine anche nella stessa popolazione che, privata anche dei mezzi basilari per gli spostamenti, rinuncia alla protesta ed anche alla proposta: non dimenticheremo mai ad esempio gli attacchi subiti dalla nostra associazione da parte di cittadini della Piana, sostenitori della pista ciclabile ed effettivamente convinti dell’inutilità di queste importanti infrastrutture ferroviarie che tanto hanno contribuito, fino alla fine, allo sviluppo economico e sociale del territorio. 
E’ chiaro che si tratti comunque di una minima parte di persone convinte di ciò: peccato solo per la gran parte della popolazione, purtroppo silenziosa, favorevole al ripristino. 
Ed arrivamo quindi all’attuale stato dell’arte: la nostra proposta relativa all’istituzione di un servizio di Velorail (ovvero i quadricicli su rotaia, molto diffusi in Francia sulle linee sospese e/o dismesse), presentata a Taurianova lo scorso mese di maggio e sposata da Ferrovie della Calabria e Regione Calabria già negli scorsi mesi, con il pieno sostegno dell’Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, prevedeva il riutilizzo della tratta Gioia Tauro – Palmi. Si tratta infatti del tratto maggiormente interessante a livello paesaggistico, relativamente breve, e che tra l’altro attraversa aree di grande interesse archeologico (vedasi ad esempio il sito archeologico di San Fantino). Avevamo immaginato, esclusivamente per i test dei velorail, anche il riutilizzo della tratta Gioia Tauro – Cinquefrondi che, a nostro parere, sarebbe quella a maggiore valenza metropolitana e per la quale continuiamo ad essere conviti della necessità di ripristinare l’esercizio ferroviario, seppur in chiave maggiormente sostenibile e moderna rispetto a sette anni fa. 
Siamo totalmente CONTRARI a qualsiasi ipotesi di smantellamento delle linee ferroviarie e sostituzione con piste ciclabili, e men che meno che siano da esse affiancate. Non capiamo infatti dove si trovino tutti questi ciclisti disposti a pedalare in aree tutt’altro che amene, come quelle ricadenti lungo la tratta ferroviaria tra Gioia Tauro e Rizziconi, per esempio…
E, appunto, non capiamo il perchè dell’insistenza del consigliere D’Agostino, nel voler costruire a tutti i costi queste piste ciclabili in sostituzione delle ferrovie. Ci sono aree di immenso valore paesaggistico all’interno dell’Aspromonte: le si costruiscano lì le piste per andare a pedalare in bicicletta. 
In ogni caso, la nostra posizione non cambia: ringraziamo come sempre per la sensibilità l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno e tutto il suo assessorato che si sta spendendo per la realizzazione del progetto del Velorail sulle linee Taurensi. Sarà il primo esempio d’Italia, e siamo certi avrà grande successo: non dimentichiamo però che per noi di Associazione Ferrovie in Calabria il Velorail rappresenta solo un punto di partenza atto a salvaguardare dai purtroppo tanti avvoltoi anti-treno, l’infrastruttura ferroviaria delle Taurensi. Va benissimo la sperimentazione del Velorail anche tra Gioia Tauro e Cinquefrondi in quanto ciò presuppone la totale pulizia ed il ripristino della percorribilità dei binari (in alcuni tratti rubati…), ma l’obiettivo finale non potrà che essere il ritorno del treno, turistico e pendolare. 
Seguiranno aggiornamenti: in allegato la nostra proposta di istituzione servizio Velorail sulle linee Taurensi.

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