Una serata “ferroviaria” a San Vito sullo Jonio

Successo oltre ogni aspettativa lo scorso 11 agosto a San Vito sullo Jonio: l’incontro-dibattito dedicato al “Trenino del mare”, in ricordo della ex ferrovia FCL Soverato – Chiaravalle Centrale e sulle attuali problematiche del trasporto ferroviario calabrese, ha attirato oltre 500 persone nella Piazza Marconi del piccolo centro abitato delle Serre catanzaresi.
L’evento, legato ad una serie di rassegne estive denominate “Un’altra estate”, è stato presentato e moderato dai noti e competenti giornalisti RAI Francesco Brancatella (del quale è stato proiettato un bellissimo ed ormai storico TV7 sull’Alta Velocità in Italia ed il disastroso parallelismo con la ferrovia Jonica) e Pietro Melia.
Ospiti della serata, le maggiori cariche istituzionali nel settore del trasporto pubblico calabrese: da Giuseppe Pedà, Presidente di Ferrovie della Calabria, a Luigi Fedele, Assessore Regionale ai trasporti, passando per Francesco Costantino, Direttore regionale di Trenitalia Calabria-Sicilia. Non potevamo ovviamente mancare noi di Ferrovie in Calabria, onorati di essere stati convocati ad una simile iniziativa, al fianco di chi ha in mano le sorti del trasporto ferroviario (e non solo) della nostra regione.
La presenza di Ferrovie in Calabria si è fatta sentire e, del resto, non poteva essere diversamente: i nostri quesiti e le nostre considerazioni, sono state espresse in modo tecnico, comprensibile anche dai “non addetti”, ma senza attacchi personali o politici che lasciano il tempo che trovano.
Il botta e risposta, com’era facile prevedere, è avvenuto principalmente con l’Assessore Luigi Fedele… avviato dalla nostra domanda sul tema delle sovrapposizioni tra gomma e ferro esistenti in Calabria. Le risposte dell’assessore, purtroppo, sono le stesse che abbiamo ormai imparato a conoscere da tempo: risposte nelle quali i luoghi comuni, lo scaricabarile e, in alcuni casi, le forzature e le imprecisioni hanno fatto da filo conduttore del discorso portato avanti dall’Assessore Regionale.
Secondo Fedele infatti, le sovrapposizioni ferro-gomma, specie sul versante Jonico, esistono a causa delle forti carenze del trasporto ferroviario regionale, che soffre di costanti riduzioni e disservizi perché “lenta, non elettrificata e dotata di materiale rotabile obsoleto e poco capiente”. Secondo quanto sostenuto da Fedele, le sovrapposizioni con bus si rendono necessarie (ma su questo ci sarebbe molto da discutere…) per garantire all’utenza un adeguato numero di collegamenti e disponibilità di posti, ad oggi impossibile da assicurare solo su ferro: citando l’Assessore “un treno sulla Jonica costa quanto tre autobus, ma non ci possiamo permettere di spendere per un treno che porta massimo 70 persone quanto si spenderebbe per portarne 150”.
Fedele ha inoltre ribadito, forse con un po’ di eccessivo qualunquismo che riconduce ad un certo modo di concepire il trasporto pubblico, che acquistare treni nuovi non è “semplice come acquistare un bus”, ma che nonostante tutto la Regione Calabria con l’attuale Giunta abbia investito, dopo decenni di disinteresse, milioni di Euro per l’acquisto di ‘due o tre’ convogli elettrici ETR425 “Jazz” (consegna prevista in autunno) e alcuni treni diesel PESA, al momento in costruzione in Polonia per Trenitalia. Per la consegna di questi ultimi, però, secondo l’Assessore ci vorranno ancora diversi anni…
Nel frattempo, i pendolari della linea Jonica, continuano a doversi accontentare delle ormai anziane ALn668 serie 1000 a fine carriera, e delle poche ALn663 ed ALn668 serie 3100 che solo da qualche settimana viaggiano in composizione fissa di tre pezzi su due coppie di treni tra Reggio Calabria Centrale e Roccella Jonica/Catanzaro Lido. Un importante segnale di rinnovamento, secondo quanto sostenuto dall’Ing. Francesco Costantino di Trenitalia: è però chiaro che tutto ciò sia soltanto di un semplice palliativo ad un sistema di trasporto finanziariamente quasi al collasso. Di questo passo, con l’inarrestabile serie di tagli al servizio regionale di Trenitalia, provocata dai mancati trasferimenti di fondi destinati al contratto di servizio con la società del gruppo FS da parte della Regione Calabria, tra un paio di anni rischieremo di possedere quattro treni diesel modernissimi… che però non potranno essere utilizzati perché non ci saranno più i soldi per effettuare i treni Regionali nel territorio calabrese.

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Chiaramente, ci sarebbe da porsi una domanda sul perché ciò avvenga… ma in parte la causa è la stessa Regione Calabria, che in seguito al mancato rispetto degli obiettivi di qualità ed organizzazione nel sistema di TPL regionale, viene sempre più sanzionata da parte dello Stato, attraverso la riduzione dei trasferimenti di fondi pubblici ministeriali. Insomma, è forse un po’ la storia del cane che si morde la coda: la Regione non rispetta gli standard nazionali, lo Stato riduce i fondi, e quella stessa Calabria che non è stata politicamente e tecnicamente in grado di sostenere un sistema di trasporto pubblico razionale e trasparente, diventa vittima di se stessa, trovandosi costretta a tagliare su una rete di TPL già di base molto poco funzionale e allo stesso tempo… costosa e poco sostenibile!
Chiaro esempio di ciò, la presenza di ben 12 bus che nel giro di poco più di un’ora percorrono il tratto compreso tra Soverato e Catanzaro Città, sovrapponendosi al servizio ferroviario di Trenitalia (o, come specifichiamo da tempo, quel che ne rimane…) presente sulla Jonica tra Soverato e Catanzaro Lido, ed addirittura a quello di AMC e Ferrovie della Calabria (treno e funicolare) tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città. Abbiamo illustrato all’Assessore Fedele questo esempio, ma “stranamente” è stato respinto e classificato come qualcosa di assolutamente inesistente. Addirittura Fedele è arrivato al punto di chiedere con ironia decisamente poco gradevole di fronte la platea informazioni più dettagliate a riguardo, al fine di andare deliberare un immediato taglio delle corse in questione sin dal giorno successivo perché “tanto non servono”…
Peccato che siano stati incrementati proprio pochi giorni fa, con l’istituzione di un ulteriore servizio su gomma addirittura tra Roccella Jonica/Locri e l’aeroporto di Lamezia Terme, ancora una volta in barba all’eliminazione delle sovrapposizione tra bus e treno… un treno che sulla Jonica e sulla ferrovia Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale quasi non c’è più.

Di seguito due screen fatti a fine 2013, direttamente dal sito dell’Azienda che, su pianificazione della Regione Calabria, effettua la maggior parte dei bus in sovrapposizione al servizio ferroviario sulla Jonica a sud di Catanzaro Lido, che testimonia come effettivamente non siano stati attacchi ‘di parte’ quelli lanciati da Ferrovie in Calabria durante la manifestazione di San Vito. (Non pubblichiamo gli screen degli orari attuali perché, giustamente, in questo periodo di vacanza – e in particolare nel mese di agosto – le corse risultano essere ridotte di molto.. per fortuna!).

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Proprio sul tema di quella che si dovrebbe apprestare a diventare la trasversale ferroviaria più importante della Calabria, Fedele ha sostenuto che allo stato attuale, senza rinnovamenti e con percorrenza dei treni di 50 minuti, la Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale non abbia più alcun senso, in quanto assolutamente non competitiva rispetto al mezzo privato e all’autobus, con il quale si impiegherebbe la metà del tempo (!!).
Il dibattito, in seguito agli interventi di tutti gli invitati, si è mantenuto vivo e acceso, coinvolgendo non poco anche i semplici partecipanti, al punto tale da dilungarsi addirittura fino all’1 di notte e probabilmente, se l’Assessore non avesse avuto la necessità di lasciare San Vito per rientrare a Reggio, sarebbe anche proseguito oltre! Per questa ragione, anche al fine di dare spazio agli interventi del pubblico che, come abbiamo già detto, era molto coinvolto dal dibattito, abbiamo preferito non fare pubblicamente alcune precisazioni all’Assessore, anche per evitare di innescare teatrali e plateali polemiche pubbliche, magari annoiando gli spettatori con troppi tecnicismi non adatti ad una manifestazione del genere.
Abbiamo promesso però all’Assessore che avremmo scritto queste precisazioni a riguardo, e così ovviamente faremo.
Premesso che l’Associazione Ferrovie in Calabria condivide l’idea della prosecuzione della variante Catanzaro Lido – Settingiano fino a Lamezia Terme Centrale, passando attraverso la valle di Maida, e raggiungendo anche l’aeroporto internazionale ed elettrificando tutto il tratto, siamo altresì convinti che l’attuale tracciato abbia delle indiscusse potenzialità. Affermare che attualmente per fare i “20 km” tra Catanzaro Lido e Lamezia, che in realtà sono circa 40, in auto e in bus ci vogliano circa 20 minuti contro un’ora in treno ci sembra un chiaro tentativo di fare disinformazione al solo scopo di giustificare le proprie ingiustificabili scelte. Per quanto possiamo anche credere che l’Assessore, con autista e auto blu a sirene spiegate possa impiegare 20 minuti a coprire il tratto in questione, facciamo presente che tra Catanzaro Lido e Lamezia i tempi di percorrenza potrebbero, già attualmente, essere ridotti per alcuni treni di una decina di minuti, rivedendo le tracce ed eliminando magari un paio di fermate, in quanto le tracce attuali presentano un’indubbia larghezza che – ad esempio – fa registrare arrivi in anticipo di 5-6 minuti a tutti i treni i treni pari a Nicastro e dispari a Catanzaro Germaneto. Indubbiamente, vista la scelta di abbandonare il vecchio tracciato passante per Catanzaro Sala, la attuale Catanzaro Lido – Lamezia non risulterà probabilmente mai appetibile per spostamenti aventi origine o destinazione da Catanzaro Centro, ma per spostamenti da e per la costa risulterebbe perfettamente concorrenziale con auto e bus già soltanto se si adeguassero le tracce (40 minuti di percorrenza sarebbero poco superiori ai circa 35 impiegati per coprire lo stesso percorso in auto, e ben oltre 20 in meno rispetto a quelli impiegati dai bus, a dispetto di quanto dichiarato dall’Assessore). Ribadiamo poi che in realtà, al contrario delle motivazioni addotte da Fedele, la vera causa della ‘scarsa frequentazione’ dei treni sulla Catanzaro Lido – Lamezia non sta esclusivamente nei lunghi tempi di percorrenza, ma nella frammentazione del servizio ferroviario a Catanzaro Lido, con obbligo di cambio treno per chi è proveniente o diretto sulla costa, e dalla totale assenza di coordinamento tra i servizi costieri e quelli trasversali, con coincidenze di circa due ore a Catanzaro Lido, magari spesso ‘saltate’ per soli 10/15 minuti.
Facciamo notare come, nonostante il servizio sia stato ridotto al minimo e non esistano coincidenze degne di questo nome, persino attualmente molti treni sulla Catanzaro Lido – Lamezia vengono effettuati in doppia e presentano livelli di riempimento altissimi.

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Era proprio necessario istituire dei bus da Roccella Jonica/Locri a Lamezia Terme, se molto più semplicemente si poteva optare per una rimodulazione delle tracce orarie degli attuali treni regionali Jonici, in modo da creare almeno delle coincidenze da/per Lamezia Terme Centrale a Catanzaro Lido?
Facciamo notare che, oltre alle corse tra Locri/Roccella e Lamezia sono state istituite da circa una decina di giorni anche ulteriori corse di collegamento agli aeroporti, sempre in ovvia sovrapposizione al servizio ferroviario, tra Santa Domenica di Ricadi/Tropea e Lamezia Terme e tra Rosarno, Gioia Tauro, Palmi, Villa S. Giovanni e l’aeroporto di Reggio Calabria, quest’ultimo peraltro servito da stazione ferroviaria (!!).
In ogni caso, unica nota positiva, è che sia l’Assessore Fedele che l’Ing. Costantino, a seguito di nostra richiesta pubblica, hanno accettato un confronto con Ferrovie in Calabria, che proporrà un programma di rivisitazione dell’offerta ferroviaria regionale del versante Jonico.
Per quanto riguarda invece le affermazioni relative alla linea Jonica, facciamo notare come l’Assessore abbia fatto leva su storici luoghi comuni, purtroppo ancora oggi radicati nella comunità calabrese, per giustificare i tagli ai servizi negli ultimi tempi, adducendoli a motivazioni legate ad una scarsa frequentazione consequenziale alla mancata elettrificazione e alla lentezza della linea, all’obsolescenza dei mezzi utilizzati in quanto diesel (e secondo l’Assessore ormai le case produttrici non fabbricano più mezzi diesel) e alla loro scarsa capienza. Vorremmo puntualizzare all’Assessore che nonostante le case produttrici continuino a produrre regolarmente treni diesel (vedi Ansaldo-Breda, Alstom, Stadler e Pesa, tanto per citare le più famose..), finora nessun interesse era stato manifestato da parte della Regione Calabria per l’acquisto di materiale di questo genere (gli unici mezzi diesel acquistati in abbondanza e con frequenza e puntualità negli ultimi 20 anni sono stati ovviamente soltanto autobus), per cui non c’è da prendersela con la Jonica se il materiale ad essa destinato è risalente alla fine degli anni ’70 o, al meglio, degli anni ’80. Se poi magari ci si fosse almeno impegnati un po’ a reperire del materiale adatto alla circolazione sulle linee diesel sparpagliato per l’Italia (Minuetti o ALn776 Umbre, ma anche semplicemente qualche D445 con carrozze Medie Distanze o UIC-X IR), la situazione sarebbe stata ben diversa.. Gli vorremmo poi spiegare che la ‘malefica’ differenza che rende un’automotrice o un generico convoglio ferroviario diverso da un autobus consiste nel poter accoppiare tra di loro un elevato numero di elementi singoli, per cui se un treno ha ‘solo’ 70 posti a sedere, basterà agganciare ad esso un ulteriore elemento per raddoppiare i suoi posti a sedere (e, la cosa ancor più malefica, è che quel treno – nonostante viaggi con il doppio dei posti a sedere – avrà ancora esattamente lo stesso costo per la Regione!). Al posto di gran parte di quei 12 bus, allora, basterebbero anche soli tre treni con un congruo numero di posti a sedere per avere, più o meno a parità di spesa, un servizio meno dispersivo ma soprattutto più razionale e ben organizzato.
Per quanto poi riguarda la linea Jonica lenta e non elettrificata, ricordiamo che in molti tratti questa consenta il raggiungimento di 150km/h di velocità (neanche lontanamente paragonabili alle velocità raggiungibili da un bus) e che, nonostante sia utilizzabile solo da lenti e vetusti mezzi, consenta di raggiungere Soverato da Catanzaro Lido (tanto per continuare con il… parallelismo) in soli 12 minuti, contro gli almeno 20 circa necessari per coprire la stessa tratta via strada, traffico permettendo…

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Concludiamo con un altro spunto di discussione lanciato da Fedele, e su cui abbiamo in parte sorvolato durante il dibattito: l’Assessore, a volte con un tono un po’ troppo esagitato, ha risposto ad alcune domande ed interventi provenienti dal pubblico, e in particolare a quello della giornalista Maria Patrizia Sanzo, scagliandosi contro di lei per aver mosso verso di lui lamentele relative a disagi non di sua competenza: nello specifico l’Assessore ha precisato con assoluta convinzione di non essere in nessun modo responsabile di disservizi come la chiusura di alcune biglietterie ferroviarie, riuscendo a cavarsela soltanto perché la giornalista nel suo intervento aveva fatto riferimento alle biglietterie delle stazioni di Lamezia Terme e Paola, affidate alla sezione ‘Passeggeri’ di Trenitalia e non alla ‘Regionale’. Puntualizziamo, anche in questo caso, che la risposta dell’Assessore è stata stavolta giusta soltanto per una fortunata coincidenza, in quanto se la giornalista avesse fatto riferimento, ad esempio, alla situazione della biglietteria della stazione di Catanzaro Lido (chiusa ormai da settimane quasi tutti i pomeriggi, il sabato, la domenica e i festivi, contrariamente a quanto previsto), sarebbe stato invece un disservizio di sua competenza, in quanto questa biglietteria è in carico alla Direzione Regionale di Trenitalia, e quindi anch’essa finanziata direttamente dalla Regione.
Nello stesso intervento Fedele ha sostenuto con forza che le Ferrovie dello Stato sono oggi una società per azioni, perdendo così definitivamente quel ruolo sociale che possedevano un tempo. Il nostro ultimo ‘appunto’ a riguardo è che non ci sia assolutamente nulla di sbagliato nella sua affermazione: il ruolo sociale, infatti, ha smesso di esistere nelle aziende di trasporto, ma non ha smesso esistere: si è solo “spostato”. Se trenta anni fa le Ferrovie dello Stato erano in tutto e per tutto un’Azienda di Stato, essendo pertanto in un certo senso una ‘costola’ dello Stato stesso, oggi queste sono autonome e pertanto il ruolo sociale, anziché essere svolto direttamente dall’Azienda di trasporto ormai non più ‘dello Stato’, dovrà essere svolto dagli enti pubblici che finanziano il trasporto pubblico locale e quindi dallo Stato stesso e dalle Regioni (diversamente, se una Regione preferisce dare il monopolio quasi totale al servizio su gomma, non si può certo dare la colpa alla privatizzazione delle FS e sostenere che le FS badino soltanto al mercato dell’Alta Velocità!).

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Abbandonando i nostri ‘appunti’ sugli interventi dell’Assessore Fedele, passiamo al ben più piacevole argomento relativo allo scartamento ridotto regionale.
Le Ferrovie della Calabria, infatti, assumono ogni giorno di più le sembianze di una grande famiglia! Assieme al Presidente Giuseppe Pedà ed al Direttore Generale Giuseppe Lo Feudo, hanno partecipato alla serata circa cinquanta dipendenti dell’azienda regionale provenienti da tutta la Calabria, facenti parte sia del comparto ferroviario che di quello automobilistico. Sul palco, assieme al Presidente, si è discusso del rilancio della società ormai interamente di proprietà della Regione: a tal proposito, Fedele ha fatto presente l’impegno dell’attuale amministrazione, che ha concluso il processo di regionalizzazione di Ferrovie della Calabria, con relativo salvataggio finanziario. Peccato però che ancora una volta l’Assessore abbia rimarcato come la Regione abbia salvato un’azienda affossata dai debiti, senza però ricordare minimamente come questi fossero dovuti ad una equivalente situazione creditoria dell’azienda nei confronti dell’Ente Regionale non onorati ed lasciati accumulare a spese della società di trasporto (e del relativo indotto di fornitori)…

Note negative (ma in via di superamento) a parte, le uniche prospettive concrete e promettenti per quanto riguarda il TPL calabrese, nella movimentata serata sanvitese, sono arrivate proprio da Ferrovie della Calabria: al pubblico è stata annunciata da parte del Presidente Pedà l’aggiudicazione della gara d’appalto per la costruzione del Pendolo di Catanzaro (assegnata alla prestigiosa società Vianini), e dello studio di fattibilità sulla velocizzazione e ripristino integrale della ferrovia Catanzaro Città – Cosenza, che diventerà strategica nella sua totalità, spostando su rotaia parte dell’attuale trasporto viaggiatori su gomma gravitante tra i due capoluoghi di provincia e poli universitari.
Non è mancato un accenno al ripristino del tratto Rogliano – Marzi, ed al bando di gara sul rilancio del servizio turistico a vapore in Sila: purtroppo per motivi di tempo, considerando che il dibattito si è concluso all’una di notte (!!), non si è riusciti a discutere sul progetto di riapertura del tratto ferroviario Gioia Tauro – Palmi e relativo sistema integrato gomma/ferro, e della prospettive di espansione di Fercal sulla rete RFI, per quanto riguarda il traffico merci su rotaia da/per il porto di Gioia Tauro.

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Una piccola sorpresa fuori programma, ha avviato alla chiusura della serata: non avendone avuto la possibilità lo scorso 3 agosto per motivi logistici, in occasione del treno a vapore Cosenza – Rogliano, abbiamo colto l’occasione della serata dedicata alla ferrovia Soverato – Chiaravalle, per consegnare pubblicamente al Presidente Giuseppe Pedà una polo griffata “Associazione Ferrovie in Calabria”. Un dono sincero per elogiare il costante impegno del giovane presidente, alla guida di un’azienda fondamentale per lo sviluppo economico della nostra Calabria, che nonostante le precedenti condizioni finanziarie ai limiti del fallimento, in poco più di un anno è riuscita ad ottenere risultati concreti e forse in molti casi addirittura insperati. Un chiaro esempio di come l’investimento e lo sviluppo, in controtendenza con l’austerity a tutti i costi, alla fine ripaghi anche ripartendo da piccole azioni migliorative e sostenibili economicamente.
L’incontro è terminato con molte domande e riflessioni da parte dei presenti (tra i quali ricordiamo anche il Sindaco di San Vito sullo Jonio Sandro Doria e quello di Gagliato, Giovanni Sgro). Ha colpito molto l’intervento di Padre Bernardino Gualtieri, autore del libro dedicato alla ferrovia Soverato – Chiaravalle Centrale “Dopo il fumo della vaporiera”, che ha rimarcato come un sistema funzionale di trasporto non concepisca in alcun modo le sovrapposizioni tra gomma e ferro. Importantissima proposta, inoltre, dal sanvitese Benito Danieli, che ha chiesto lumi all’Assessore Fedele, a proposito del progetto di riconversione del sedime della Soverato – Chiaravalle in percorso cicloturistico e pedonale, già redatto dalla Regione Calabria alcuni anni fa: l’Associazione Ferrovie in Calabria si unisce alla richiesta, e sosterrà iniziative mirate all’ottenimento di questo provvedimento. In questo 2014 le galleria della Soverato – Chiaravalle compiono 100 anni dalla loro costruzione: siamo certi che questa ferrovia, anche se ormai da 40 anni non viene più percorsa dalle mitiche Emmine FCL e nè abbia più resti di binari, possa ancora contribuire allo sviluppo del territorio del soveratese, seppur con una diversa funzione rispetto a quella prettamente ferroviaria…che però nessuno, giovanissimi compresi, ha mai dimenticato…

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Comunichiamo ai lettori che al più presto, nuovamente a San Vito sullo Jonio, verrà proiettato un documentario ideato dalla giornalista Vittoria Camobreco e dedicato alla storia “ferrovia delle Serre”, che per motivi tecnici non è stato possibile visionare la sera dell’11 agosto. Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti!

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