Ferrovia Jonica: ieri, oggi e domani…

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Con questo breve quadro generale della situazione della ferrovia Jonica, diamo il via ad una serie di articoli e di proposte migliorative del servizio ferroviario a lunga percorrenza, redatti dal nostro Luca Pisconti. Nelle prossime settimane ci soffermeremo sulla situazione attuale e sulle prospettive di sviluppo della Lunga Percorrenza sulla fascia Jonica, e non faremo mancare alcune proposte relative ad una rimodulazione dei servizi InterCity Notte sul versante Tirrenico. Buona lettura!

Nel lontano 1991, la ferrovia Jonica fu interessata dai lavori di elettrificazione del tratto Taranto-Sibari ma, molto probabilmente tale intervento si sarebbe dovuto estendere anche al resto della tratta sino a Reggio Calabria Centrale. Si verificò l’esatto contrario, ed ancora oggi, a parte la tratta Reggio Calabria Centrale-Melito di Porto salvo elettrificata e raddoppiata tra il 2004 ed il 2006, tra Sibari e Melito di Porto Salvo (compresa la trasversale Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale) i treni viaggiano a trazione termica con l’impiego di materiale leggero a nafta grazie alle onnipresenti automotrici Aln 668 e alle ultime arrivate Aln 663. I convogli a materiale ordinario, espletati dai locomotori D 445 più vetture, sono del tutto spariti eccezion fatta per l’InterCity 562/559 che collega Reggio Calabria con Taranto (effettuato, tra l’altro, da materiale della Divisione Trasporto Regionale). È chiaro, ormai, che la situazione stia peggiorando sempre di più, soprattutto perché le Aln 668 già da qualche anno iniziano a mostrare gli evidenti segni del tempo; non a caso, Trenitalia, ha deciso di far trasferire dalla Sicilia le più moderne (si fa per dire) Aln 663. A nostro avviso, però, lo stato di drammaticità in cui versa la Ferrovia Jonica risulta così palese che solo una mente contorta non riuscirebbe a capirlo: urgono interventi all’infrastruttura, come la necessità dell’elettrificazione completa della tratta da Sibari a Melito di Porto Salvo, ed una revisione del materiale rotabile attualmente impiegato per espletare quei pochi servizi regionali che servono la costa Jonica. La concorrenza del servizio su gomma è diventata ingestibile, soprattutto nel tratto di linea da Roccella Jonica a Catanzaro Lido, con i pendolari che si son visti costretti a ripiegare sull’utilizzo degli autobus per raggiungere il posto di lavoro o la propria residenza. Anche a Sud di Roccella Jonica, dove il numero dei collegamenti ferroviari riesce ancora a concorrere con gli autobus, il nuovo orario ha penalizzato i piccoli centri dando ulteriore spinta alle viarie aziende di autolinee private. Nella zona dell’Alto Jonio, dove la situazione era già difficile ancor prima dell’entrata in vigore del nuovo orario, si è totalmente consegnato il trasporto pubblico locale al servizio gommato, sempre più padrone dell’intera dorsale. Anche la trasversale che collega Catanzaro Lido con Lamezia Terme Centrale, ha risentito dello stato di abbandono del servizio ferroviario a favore di quello gommato: il capoluogo calabrese con il suo vasto entroterra, risulta così senza un servizio capillare e adeguato, che risponda in modo completo ed efficace alle esigenze dei propri cittadini. Anche il servizio a media e lunga percorrenza è stato totalmente soppresso: l’unico collegamento che ancora permane è rappresentato dal già citato InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale-Taranto e viceversa. Per poter raggiungere in treno il Centro e il Nord della Penisola dalla fascia Jonica, si è costretti a dover operare vari cambi nelle stazioni principali della tratta Tirrenica (Rosarno, Lamezia Terme Centrale, Paola) o addirittura ad usufruire di altri mezzi di trasporto quali aereo, automobile e, per l’appunto, autobus. Proprio questi ultimi forniscono collegamenti diretti con le principali città del Centro e del Nord Italia quali Roma, Perugia, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Verona, Milano, Genova e Torino.  Eppure, come avviene in gran parte delle zone d’Italia, il servizio gommato dovrebbe avere la sola funzione di collegare quei centri non serviti dalla ferrovia, generando il famoso servizio integrato autobus+treno. Un declino del tutto ingiustificato, sempre più ostaggio di manovre politiche fino ad oggi poco chiare da parte della Regione Calabria, incapace di riprendere in mano le redini del trasporto ferroviario, specie sulla fascia Jonica, dove la situazione rimane sempre più a rischio in mancanza di interventi concreti nell’immediato futuro…che in ogni caso, per la prima volta dopo anni, sembra stiano lentamente arrivando, anche grazie all’impegno del neo-assessore alle infrastrutture Roberto Musmanno.

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