Nuovo orario, vecchi problemi: il punto della situazione

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Siamo in tanti, pendolari in primis, a porci la stessa domanda: il nuovo orario estivo 2016 di Trenitalia, specie sulla linea Jonica, è “sostenibile”? 
Per sostenibile non intendiamo la parte economica, ma ovviamente quella “pratica”, quindi di esercizio e di rispetto degli orari. 
Una domanda più che lecita, purtroppo, visti i gravissimi ritardi che in questi giorni hanno interessato principalmente il servizio tra Reggio Calabria Centrale e Catanzaro Lido e viceversa. Ritardi che, oltre a provocare gravi disagi ai pendolari lavoratori, hanno portato anche alla perdita delle coincidenze in quello che è diventato il nodo di Catanzaro Lido. Proseguire verso Crotone e Sibari, infatti, è stato un vero calvario, considerando anche che i servizi diretti Reggio Calabria Centrale – Sibari e vv, sono stati spezzati a Catanzaro Lido e messi in coincidenza con collegamenti diretti istituiti ex novo tra Lamezia Terme Centrale e Crotone/Sibari e vv. 

Ciò che è accaduto stamattina, è quindi solo la ciliegina sulla torta di piccoli e grandi ritardi degli ultimi giorni. 
Ecco di seguito alcuni screen tratti dall’applicazione per smartphone di Trenitalia:

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Nel secondo caso rileviamo una criticità gravissima, che purtroppo si protrae da più giorni…ed ha raggiunto stamane il culmine. Il Regionale 3662, il primo collegamento tra Reggio Calabria, la Locride e Catanzaro Lido, è arrivato a destinazione con quasi due ore di ritardo, con chiare ripercussioni sui tanti lavoratori pubblici che lo utilizzano. Peggio ancora per chi invece lavora a Crotone, che in situazione “normale” avrebbe trovato coincidenza con il 22603 alle 7.40 ed arrivo alle 8.32 (orario che ormai si avvicina al fuori-fascia lavorativa), ed invece è arrivato alle 11 con il 22744 a sua volta con mezz’ora di ritardo! Paradossalmente, il 3662 è stato così in ritardo che ha praticamente sostituito il successivo 3664, che avrebbe avuto coincidenza per Crotone proprio alle 9.40. Treno 3664 arrivato comunque con oltre 50 minuti di ritardo anch’esso. 

Dalle nostre fonti, pare che tale situazione sia stata generata da un guasto del materiale effettuante il 3662 (normalmente previsto con ATR220 Swing), e per effetto domino ha provocato ritardi anche al 3664 ed al 3665 marciante in senso opposto da Catanzaro Lido a Reggio C. Centrale, arrivato con ben +117 di ritardo.

Inoltre, un problema probabilmente “latente” che esiste da tempo e si è purtroppo accentuato da qualche giorno, a causa dell’improvvisa scomparsa di un capotreno della DPR Calabria (triste evento che ci ha addolorato tantissimo), riguarda anche la scarsità di personale, ancora numericamente adeguato ai canoni dei vecchi orari che prevedevano meno corse e diversa organizzazione delle stesse. Problema che però non sarà mai importante e grave quanto questi due:

– Mancanza di materiale rotabile;
– Mancato ripristino delle stazioni ferroviarie Joniche inibite all’effettuazione degli incroci.

Nel primo caso, nulla di nuovo sotto il sole: ormai anche chi non è addentrato nell’ambiente ferroviario, avrà notato la graduale sostituzione delle automotrici ALn668 serie 1000 con le più recenti ALn663. Una sostituzione che però ci sembra un po’ a senso unico, visto che l’accantonamento delle ALn668 sembra correre più veloce dell’arrivo delle ALn663: il recente sinistro al deposito di Catanzaro Lido, che ha visto coinvolte una ALn668 ed una ALn663, ha dato un colpo ulteriore al già magro parco rotabili diesel calabrese. Accade quindi che, in caso di guasto di una automotrice, il recupero di una unità sostitutiva diventa un’impresa, ed anche in questo caso l’effetto domino dato dalla mancanza di materiale, rischia di condizionare l’erogazione del servizio regionale per tutta la giornata…o quasi. Facciamo inoltre notare che, da programma di esercizio, quasi tutti i treni lungo la linea Jonica dal cambio d’orario di giugno, erano previsti con doppia automotrice…mentre in realtà è una rarità trovare una doppia in circolazione, in questi giorni! Per quanto riguarda gli ATR220 Swing, invece, la consegna del terzo complesso sembra sia stata rimandata in data da destinarsi a causa dei ben noti problemi strutturali sui carrelli, e questo non fa altro che peggiorare una già tragica situazione.

Questione right sizing: il tam tam mediatico e politico dell’Associazione Ferrovie in Calabria e di tutte le associazioni che si sono battute per la stessa causa, grazie al successivo intervento dell’Assessore alle Infrastrutture Roberto Musmanno, fino ad oggi è riuscito a scongiurare il ridimensionamento della stazione di Roccella Jonica (era previsto rimanessero in servizio solo due binari, uno di corsa ed uno di incrocio!) e addirittura il rinnovo della stazione (oggi posto di movimento) di Feroleto Antico-Pianopoli sulla Catanzaro Lido – Lamezia, utilizzata per gli incroci dei treni cadenzati su questa linea. Sul resto delle stazioni Joniche, purtroppo, la situazione è rimasta inviariata. Le stazioni “fermascambiate” continuano ad esserlo. Parliamo di Bova Marina, Capo Spartivento, Ardore, Caulonia, Guardavalle, Badolato, Calopezzati. La forte riduzione dei punti in cui si possono effettuare incroci, quindi, non può che creare ancora più danni nel momento in cui la frequenza dei treni viene incrementata. Un piccolo guasto, un “salto” di incrocio in una stazione per pochi minuti di ritardo di un treno, si tramuta in un disastro per la quasi totalità del servizio su una tratta…ed ovviamente su quella concatenata, visto che il nuovo orario è strutturato in un’ottica di cadenzamento e nodi. Emblematico il caso di Catanzaro Lido, con coincidenze di 5 minuti, che difficilmente riescono ad essere rispettate, salvo attese (non certo garantite) dei treni coincidenti in partenza verso le 3 direzioni (RC, Crotone/Sibari, Lamezia). 

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Il paradosso di oggi, quindi, è proprio questo: abbiamo un orario che pur con i suoi difetti (che inizieranno ad essere corretti probabilmente da giorno 10 luglio con una prima VCO) rispecchia gli standard del resto d’Italia per cadenzamento ed interscambio nei nodi…ma forse ancora non riusciamo a permettercelo, per carenza di materiale, personale e grave ridimensionamento infrastrutturale specie lungo la linea Jonica.

Vista la situazione, quindi, riteniamo sia urgente una presa di responsabilità da parte degli organi preposti (Regione Calabria, Trenitalia ed RFI), affinchè le modifiche d’orario proposte dall’utenza, siano comunque affiancate da una concreto rispetto degli orari, della funzionalità dei nodi e non di meno del materiale rotabile che urge di essere rinnovato o quanto meno implementato. Diversamente, si rischierà un flop che avrà come unico risultato l’ulteriore spostamento di utenza dal ferro alla gomma…in totale controtendenza con quanto programmato dalla Regione Calabria.

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