Il Treno Verde a Cosenza: un bollettino di guerra…

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Bollettino di guerra ovviamente non per l’iniziativa in sè, che ha riscosso un notevole successo di pubblico, con un continuo via vai di scolaresche e singoli cittadini, ma per i risultati ambientali provenienti dal centro cittadino.

Come ricordiamo, il “Treno Verde”, da oltre vent’anni viene organizzato da Legambiente e Ferrovie dello Stato, ed a bordo di quattro vetture MDVE per mostre e conferenze (più un bagagliaio UIC-Z di servizio), vengono allestiti dei mini-padiglioni dedicati a tutte le novità sul risparmio energetico ed a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ma il “Treno Verde” non è solo su ferro: al seguito del convoglio, su strada, si sposta anche il Laboratorio Mobile Qualità dell’Aria di Italcertifer (azienda del gruppo FS), che effettua rilievi nelle città in cui sosta il famoso convoglio pro-ambiente.

E proprio il furgone attrezzato per i rilievi, pone davanti agli occhi dei cosentini e dei calabresi (cittadini ed amministratori), una realtà che ha ormai superato i limiti di sostenibilità. L’inquinamento dell’aria è fuori controllo nel centro abitato, con concentrazioni pericolosissime di di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono, PM10 e benzene, specialmente nelle ore di punta, durante i picchi massimi di traffico cittadino. Non meno preoccupante il fattore dell’inquinamento acustico: una piccolo impianto di rilievo è stato allestito nei pressi di un asilo nido (!!), ed anche in questo caso i valori sono decisamente oltre la norma.

Inoltre, come se non bastasse l’inquinamento generato dalle emissioni dei veicoli su gomma, durante le notti tra martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20, la situazione è “precipitata” a causa di numerosi roghi provocati da vandali, che hanno appiccato il fuoco ai purtroppo tantissimi cumuli di spazzatura, che ormai invadono anche la città di Cosenza. Ma quello dei rifiuti, è ormai un problema che interessa l’intero territorio calabrese. Doppia bocciatura, quindi, poichè una simile situazione, mette in evidenza la totale assenza di un sistema di raccolta differenziata efficace. Noi di Ferrovie in Calabria avevamo lanciato una proposta (sicuramente molto fantasiosa) per contrastare il fenomeno rifiuti in Calabria: un impianto di trasformazione a Saline Joniche.

Ma tornando all’inquinamento provocato dalle auto, i risultati di Cosenza, mettono nuovamente in evidenza la scarsità di investimenti nel trasporto pubblico urbano nei centri più importanti. E proprio nel capoluogo di provincia calabrese, da tempo si discute a proposito della costruzione di una sorta di metropolitana leggera (o linea tranviaria?), che colleghi il centro di Cosenza con il polo universitario di Rende/Arcavacata: un progetto controverso, visto che rischia di risultare sovradimensionato rispetto alle reali esigenze di mobilità, concentrate principalmente nelle ore di punta, e con relativi “vuoti” intermedi che potrebbero rendere tutto sommato poco utile la costruzione di un’intera linea tranviaria. Ma anche in questo caso, era stata stilata una proposta “made in Ferrovie in Calabria”, basata sull’utilizzo del doppio scartamento tra Cosenza Vaglio Lise e Castiglione Cosentino su rete RFI, e sfruttamento di parte della vecchia linea ferroviaria per Paola, oggi dismessa, il cui percorso attraversa proprio il campus universitario.

Insomma, le possibilità di cambiamento, fantasiose o meno fantasiose che siano, sicuramente esistono. Non è ben chiaro se esista però…la volontà di applicarle. Ed in questo caso non si tratta di campanilismo verso il trasporto su rotaia o verso quello su gomma: si tratta di benessere e soprattutto salute della popolazione, ed entrambi gli argomenti andrebbero anteposti a tutto il resto!

A proposito di tipologie di trasporto: anche a Cosenza è stato assegnato l’interessante “Trofeo Tartaruga”, iniziativa legata al Treno Verde, che cronometra all’interno delle città, i tempi di percorrenza da punto a punto, relative ai vari mezzi di trasporto. Questa volta il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 12) dalla ”Citta’ dei Ragazzi”, in via Panebianco, con arrivo al binario 1 della stazione di Vaglio Lise, dove si trovava in sosta in convoglio di Legambiente. I due concorrenti in bici, Marcello Carbone, del Cai Cosenza e Giuseppe Faraca, hanno impiegato 4 minuti per percorrere i 2,8 chilometri di percorso; a seguire la moto (5 minuti), l’automobile (11 minuti). Poi ben distaccato l’autobus sul quale viaggiava un volontario di Legambiente che ha impiegato 27 minuti, vista anche l’assenza durante il tragitto di corsie riservate (che sarebbero assolutamente necessarie in una città come Cosenza, molto spesso sede di ingorghi stradali). Ultimo il pedone che ha impiegato 31 minuti.

Conclusa la parentesi per così dire “polemica”, dedichiamo uno spazio alla rapida descrizione dei sempre interessantissimi e divertenti allestimenti delle quattro vetture MDVE. Segnaliamo che insolitamente, sono state quest’anno marcate come “nA”, pur mantenendo invariata la numerazione, alla stregua di carrozze di prima classe per treni navetta! La marcatura classica delle MDVE per mostre e conferenze, infatti, era “Ves” e “Vc”.

La prima carrozza (50 83 89-78 003-4 nA) è dedicata al tema della “mobilità sostenibile”: dal trasporto su rotaia alla mobilità elettrica (auto e cicli), dall’urbanistica del futuro all’intermodalità, passando per le zone a traffico limitato e le piste ciclabili. Il visitatore farà un percorso che gli permetterà di capire quali scelte devono essere prese dalle città e dai cittadini per dire no allo smog, per aprire le porte alla libertà di muoversi in maniera veloce e a basse emissioni. Alla “città” è dedicata la seconda carrozza (50 83 89-78 000-0 nA) all’interno della quale l’allestimento è stato ideato per rappresentare un’urbanistica vicina alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Energia pulita e integrata, analisi del ciclo di vita, difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, edifici sicuri ed efficienti. Tema centrale della terza carrozza ( 50 83 89-78 001-8 nA) sono gli “stili di vita”: nella carrozza sono illustrati tanti piccoli accorgimenti per essere cittadini attenti e più “sostenibili”. Ad esempio verrà spiegato come isolare l’abitazione per renderla efficiente, come fare una spesa sostenibile, come tenere sotto controllo i consumi domestici e, soprattutto, come differenziare, riciclare i rifiuti. Infine la quarta carrozza del Treno Verde (50 83 89-78 002-6 nA) è un vero e proprio “parco urbano”, perché la città secondo Legambiente è più verde e con spazi pubblici attrezzati, che consentono di trascorrere il tempo libero (e non solo), respirando aria pulita o coltivando orti, riappropriandosi di tutti quegli spazi verdi spesso lasciati all’incuria e all’abbandono.

Il Treno Verde, dopo una sosta di quattro giorni, è ripartito nella serata di ieri da Cosenza, alla volta di Potenza, lasciando anche questa volta, come negli anni precedenti, un carico di speranza ai cittadini calabresi di oggi, ma soprattutto a quelli di domani, che a centinaia hanno affollato le carrozze del convoglio di Legambiente: purtroppo, a malincuore, dobbiamo ammettere che fino ad ora, questo carico di speranza non siamo mai riusciti a valorizzarlo…

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